La
"Via Lucis" Dietro al Risorto
RITI
INTRODUTTIVI
C.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T.
Amen
C.
L'amore del Padre, la grazia del Figlio Gesù e la comunione dello Spirito Santo
siano con tutti voi.
T.
E con il tuo Spirito.
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
C.
La vita è un cammino incessante. In questo cammino noi non siamo soli. Il
Risorto ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo».
La vita deve essere un cammino di continua risurrezione. Riscopriremo la
risurrezione come fonte della pace, come gioia.
L.
Dopo la risurrezione, Gesù si è messo a camminare sulle nostre strade. Le
percorreremo. Per ricordare le sue tappe. Per progettare le nostre. La vita
cristiana è infatti un testimoniare lui, Cristo risorto. Essere testimoni del
Risorto significa essere ogni giorno più gioiosi. Ogni giorno più coraggiosi.
Ogni giorno più operosi.
C.
Effondi su di noi, o Padre, il tuo Spirito di luce, perché possiamo penetrare
il mistero della Pasqua del tuo Figlio, che segna il vero destino dell'uomo.
Donaci lo Spirito del Risorto e rendici capaci di amare. Così saremo
testimoni della sua Pasqua. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
T.
Amen
Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Prima
tappa
GESÙ
RISORGE DA MORTE
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo,
rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Per lo spavento che ebbero di
lui le guardie tremarono tramortite. Ma l'angelo disse alle donne: "Non
abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto,
come aveva detto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai
morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho
detto". (Mt 28)
COMMENTO
– L.
Accade spesso che piombi la notte sulla nostra vita: mancanza di lavoro, di
speranza, di pace... Sono molti quelli che giacciono nella tomba della
violenza, dell'inerzia, delle depressioni, delle oppressioni, delle delusioni.
Ma quell'annuncio risuona forte:«Non abbiate paura! Gesù è veramente risorto».
I credenti sono chiamati ad essere annunciatori credibili di questa
straordinaria notizia. Oggi c'è urgenza di liberare ogni povero cristo dal suo
sepolcro. Aiutare ogni persona a coniugare coraggio e speranza.
C.
Noi sappiamo che la sua vita di risorto è la fonte della nostra speranza. Per
questo viviamo nella gioia. A Colui che è vivo per sempre diciamo con tutto
l'entusiasmo della nostra fede: Vieni a vivere con noi!
L.
Tu che hai vinto il peccato e la morte... Vieni
a vivere con noi!
L.
Tu che non hai subito la corruzione del sepolcro... Vieni
a vivere con noi!
L.
Tu che sei apparso ai discepoli smarriti... Vieni
a vivere con noi!
PREGHIAMO
– C. Gesù risorto, il mondo ha bisogno di ascoltare il tuo Vangelo. Suscita
persone entusiaste della tua Pasqua. Dona a tutti i cristiani cuore nuovo e
vita nuova. Fa' che pensiamo come pensi tu, fa' che amiamo come ami tu, fa' che
progettiamo come progetti tu, fa' che serviamo come servi tu, che vivi e regni
nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Seconda
tappa
I
DISCEPOLI TROVANO IL SEPOLCRO VUOTO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al
sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più
veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per
terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva e entrò
nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto
sul capo, piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo e
vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè
doveva risuscitare dai morti. (Gv 20)
COMMENTO:
- L. Gesù ha dato morte alla morte. Soltanto così può esplodere la gioia.
Tutto vince l'amore. Se credi nella vittoria del Risorto sull'invincibilità
della morte ultima e di tante morti penultime, ce la farai. Saprai salire e
farai salire. Insieme cantando l'inno alla vita.
C.
II sepolcro non poteva trattenere il corpo di Gesù, destinato alla
risurrezione. Il Figlio di Dio, dopo la tremenda prova, doveva esplodere in
una gloria senza confini. Le bende non servono più: sono lì a testimoniare
un'ora di tormenti, che cede il posto all'ora del più grande trionfo. A Cristo
risorto da morte rivolgiamo il grido della nostra fede: Sei
risorto per sempre e vivi con noi.
L.
Signore Gesù, mandato dal Padre a liberare il mondo dal peccato, noi ti
diciamo con fiducia... Sei risorto per sempre e vivi
con noi.
L.
Signore Gesù, portatore di un eterno messaggio di salvezza, noi ti diciamo con
fiducia... Sei risorto per sempre e vivi con noi.
L.
Signore Gesù, che trasfondi la gioia in tutti quelli che credono in te, noi
ti diciamo con fiducia.. Sei risorto per sempre e vivi
con noi.
PREGHIAMO
– C. Soltanto tu, Gesù risorto, ci porti alla gioia della vita. Soltanto tu
ci fai vedere una tomba svuotatasi dall'interno. Facci convinti che, senza di
te, la nostra potenza è impotente davanti alla morte.
Fa'
che ci fidiamo totalmente della onnipotenza dell'amore, che vince la morte. Tu
che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Terza
tappa
IL
RISORTO SI MANIFESTA ALLA MADDALENA
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Maria invece stava all'esterno vicino
al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due
angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi,
dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: "Donna, perché
piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so
dove lo hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che
stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna,
perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del
giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai
posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!". Essa
allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì", che
significa: Maestro! Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono
ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre
mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". Maria di Màgdala andò subito
ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che
le aveva detto. (Gv 20).
COMMENTO
– L. Maria di Màgdala, ci invita a continuare a cercare Dio anche nell'ora
del dubbio, anche quando il sole scompare, quando il cammino si fa arduo. E,
come lei, ti senti chiamare. Egli pronuncia il nome, il tuo nome: ti senti
toccato da Dio. Allora il tuo cuore impazzisce di gioia: Gesù risorto è
accanto a te, col volto giovane di un trentenne martoriato. Il volto giovane di
uno vittorioso e vivente. Ti affida la consegna: «Va', annuncia che Cristo è
vivo. E ci vuole vivi!».
C.
Nell'ora del dubbio è importante aggrapparsi saldamente alla preghiera e di
invocarlo con fede dicendo con tutto il nostro cuore: Rischiara,
Signore, la tua presenza.
L.
Quando ci assale l'ombra del dubbio e non riusciamo più a vedere la luce, noi
ti diciamo...
L. Quando il
peccato offusca la nostra mente e ci appare faticoso risalire la china, noi ti
diciamo... Rischiara, Signore, la
tua presenza.
L.
Quando gli avvenimenti ci stravolgono i pensieri e appare tanto difficile
credere ancora alla tua bontà, noi ti diciamo... Rischiara,
Signore, la tua presenza.
PREGHIAMO
– C. Gesù risorto, tu mi chiami perché mi ami. Nel mio quotidiano posso
riconoscerti come ti riconobbe la Maddalena. Tu mi dici:«Va' e annuncia ai miei
fratelli». Aiutami ad andare per le strade del mondo, nella mia famiglia, nella
scuola, nell'ufficio, nella fabbrica, nei tanti ambiti del tempo libero, per
assolvere alla grande consegna che è l'annuncio della vita. Tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Quarta
tappa
IL
RISORTO SULLA STRADA DI EMMAUS
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
Due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da
Gerusalemme, di nome Emmaus. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù
in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di
riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state
facendo fra voi durante il cammino?". Si fermarono, col volto triste; uno
di loro gli rispose: "Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu
profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo. Ed egli
disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei
profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare
nella sua gloria?". (Lc 24)
COMMENTO
– L. Gerusalemme - Emmaus: il cammino dei rassegnati. Pronunciano il verbo
sperare al passato: «Speravamo». Ed è subito tristezza. Ed ecco, viene lui:
si affianca ai ghiacciai di tristezza, e poco a poco i ghiacci si sciolgono. Il
calore scioglie il freddo, la luce illumina il buio. Il mondo ha bisogno
dell'entusiasmo dei cristiani. Il Risorto è accanto a noi, pronto a spiegare
che la vita ha un senso, che la vita vince sulla morte.
C. Solo Gesù ci può indicare la strada
della vita. Perciò invochiamolo con fiducia: Mostraci la via che conduce
alla vita.
L. Se la nebbia delle passioni offusca il
nostro cammino, noi ti diciamo... Mostraci la via che conduce alla vita.
L. Se l'indifferenza e l'ignoranza
impediscono a molti di vedere la giusta direzione, noi ti diciamo... Mostraci
la via che conduce alla vita.
L. Se la superstizione, il dubbio, lo
scoraggiamento tendono a paralizzare ogni attività e ad arrestare il cammino
verso di te, noi ti diciamo... Mostraci la via che conduce alla vita.
PREGHIAMO
– C. Signore Gesù, noi crediamo che tu cammini con noi, anche quando non ti
riconosciamo. Continua a parlarci, a illuminare e confortare, specialmente
quando la sera del dubbio, della paura e della tristezza soffoca il cuore e lo
chiude alla speranza. Resta con noi, Signore perché si fa sera. Facci
testimoni della tua Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Quinta
tappa
IL
RISORTO SI MANIFESTA ALLO SPEZZARE DEL PANE
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Quando furon vicini al villaggio dove
erano diretti, Egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi
insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al
declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro,
prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si
aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed
essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto
mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le
Scritture?". E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme (Lc
24)
COMMENTO
– L.
Lo invitano alla loro mensa. E vedono sotto i loro occhi trasformarsi la
povera tavola di una piccola locanda nella grande tavola dell'ultima Cena. Gli
occhi bendati si aprono. I due discepoli trovano luce e forza per ripercorrere
la strada verso Gerusalemme. Nella misura in cui si accolgono i poveri di pane,
i poveri di cuore, ci si dispone a fare l'esperienza di Cristo, e a correre
sulle strade del mondo di oggi per annunciare a tutti la bella notizia che il
Crocifisso è vivo.
C.
C'è bisogno di una fede forte, perché tutto il popolo di Dio riconosca
nell'Eucaristia l'alimento che dà la vita. Diciamo insieme: Vieni,
Pane di Vita!
L.
Tu sei la fonte della vita e dell'amore. Noi ti diciamo...
Vieni, Pane di Vita!
L.
Tu sei la sorgente di tutta la grazia che investe la Chiesa. Noi ti diciamo...
Vieni, Pane di Vita!
L.
Tu sei la speranza del Regno senza fine. Noi ti diciamo…
Vieni, Pane di Vita!
PREGHIAMO
- C. Gesù risorto: nell'ultima tua Cena prima della Passione hai mostrato con
la lavanda dei piedi il senso dell'Eucarestia. Nella tua Cena di Risorto hai
indicato nell'ospitalità una via per la comunione con te. Signore della gloria,
aiutaci a vivere le nostre celebrazioni lavando i piedi stanchi degli ultimi,
ospitandoli nel nostro cuore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Sesta
tappa
IL
RISORTO SI MOSTRA VIVO AI DISCEPOLI
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Mentre essi parlavano di queste cose,
Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse:
"Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate
le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma
non ha carne e ossa come vedete che io ho". Dicendo questo, mostrò loro le
mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano
stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare? ". Gli
offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a
loro. (Lc 24).
COMMENTO – L. Gesù invita i suoi: «Toccatemi». Ma essi sono ancora titubanti: è troppo bello per essere vero. E Gesù risponde con la richiesta di mangiare con loro. La gioia a questo punto esplode. Allora è proprio vero? Allora non è proibito sognare? Sognare che l'amore vince sull'odio, che la vita vince la morte, che l'esperienza vince la diffidenza. È vero, Cristo è vivo! La fede è vera, possiamo fidarci: è il Risorto! Per conservare la freschezza della fede, occorre rinascere ogni alba; occorre accettare la sfida di passare, come gli apostoli nel cenacolo, dal terrore alla sicurezza, dall'amore pauroso all'amore coraggioso.
C. Signore, che i tuoi sacerdoti sappiano
parlare il tuo stesso linguaggio. A noi ricordano le parole dei profeti, la
storia di una promessa fatta dal Padre di mandare il Salvatore. Ci parlano
delle prove che tu, Gesù, hai dato della tua missione e del rifiuto degli
uomini. Perciò, Signore, noi ti preghiamo con tutto lo slancio del nostro
cuore: Dona santi sacerdoti alla tua Chiesa.
L. Le famiglie cristiane non pongano
ostacolo alla vocazione dei figli: Gesù, ti preghiamo... Dona santi
sacerdoti alla tua Chiesa.
L. I chiamati rispondano con generosità e
prontezza alla tua voce: Gesù, ti preghiamo... Dona santi sacerdoti alla tua
Chiesa.
L. I sacerdoti svolgano il sacro ministero
con competenza, impegno e carità: Gesù, ti preghiamo... Dona santi
sacerdoti alla tua Chiesa.
PREGHIAMO:
- C. Gesù Risorto, donaci di trattarti come il Vivente. E liberaci dai fantasmi
che di te ci costruiamo. Rendici capaci di presentarci come tuoi segni, perché
il mondo creda. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Settima
tappa
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù,
si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò
loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù
disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io
mando voi".
Dopo
aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a
chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno
non rimessi". (Gv 20).
COMMENTO
- L. Il terrore chiude. L'amore apre. E l'amore entra anche a porte chiuse.
L'Amore risorto entra. Incoraggia. E dona. Offre il suo soffio di vita, lo
Spirito Santo, vita del Padre e del Figlio. Lo offre come un'aria nuova da
comunicare. Aria nuova nel mondo; i peccati non sono rocce insuperabili. Dunque
è possibile ringiovanire. Il soffio dei Risorto è oggi ricevuto nel
sacramento della riconciliazione: «Sei nuova creatura; va' e porta aria nuova
dovunque».
C.
Solo dopo la Risurrezione, Gesù ha trasmesso agli apostoli il potere di
perdonare i peccati. Doveva prima aprire le braccia sul monte Calvario. La croce
è il prezzo del peccato; la croce è la morte che ci ha portato la vita. Con
profonda riconoscenza e pieni di fiducia, preghiamo: Gesù,
per la tua croce, salvaci!
L.
Quando ci assale l'onda della tentazione e minaccia di sommergerci, imploriamo
con fede... Gesù, per la tua croce, salvaci!
L.
Quando ci stringe la paura per i molti peccati e siamo tentati di dubitare del
perdono, imploriamo con fede... Gesù, per la tua
croce, salvaci!
L.
Quando ci turba il pensiero della vita eterna e ci assale il timore di non
essere pronti per affrontare il giudizio di Dio, diciamo con fiducia...
Gesù, per la tua croce, salvaci!
PREGHIAMO
– C. Vieni, o Spirito santo. Sii l'entusiasmo del Padre e del Figlio in noi,
che nuotiamo nella noia e nel buio. Spingici verso la giustizia e la pace e
sbloccaci dalle nostre capsule di morte. Soffia su queste ossa inaridite e facci
passare dal peccato alla grazia. Rendici donne e uomini entusiasti, rendici
esperti della Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Ottava
tappa
IL
RISORTO CONFERMA LA FEDE DI TOMMASO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo,
non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli:
"Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo
nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e
non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". Otto giorni dopo i
discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a
porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Poi
disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua
mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma
credente!". Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli
disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati Quelli che pur non avendo
visto crederanno!". (Gv 20,24-29)
COMMENTO
- L* Tommaso conserva dentro il cuore l'atroce dubbio: ma può mai essere? Con
il suo dubbio ha curato i nostri dubbi e le nostre facili ironie. «Vieni qui,
Tommaso, metti il tuo dito, stendi la tua mano». Si arrende e la luce dello
Spirito fa il resto: «Mio Signore, mio Dio!».
La fede è accettare il mistero, è credere al sole quando si è nel buio, all'amore quando si vive nell'odio. É salto sì, ma fra le braccia di Dio. Con Cristo tutto è possibile. La ragione della vita è la fede nel Dio della vita, la certezza che quando tutto crolla, lui non viene meno.
C.
La tua grande pazienza e bontà, Signore! Tu hai fornito spiegazioni e notizie
sul mistero della tua vita di inviato del Padre. Anche noi ne abbiamo bisogno.
Noi ti preghiamo, Signore Gesù, con la stessa preghiera del tuo apostolo
Tommaso, e con lo stesso slancio di fede ti diciamo: Mio
Signore e mio Dio!
L.
Ti preghiamo per il tempo del dubbio. Quando la mente si offusca e le false
dottrine sembrano sfidare la fede, noi ti diciamo... Mio
Signore e mio Dio!
L.
Ti preghiamo per il tempo dell'aridità. Quando tu, Signore, sembri lontano e c'è
invece tanta voglia di sentirti vicino, con Tommaso noi ti diciamo...
Mio Signore e mio Dio!
L.
Ti preghiamo per il tempo dell'errore. Quando la verità fa fatica a farsi
strada e il dialogo minaccia di condurre a sbagliate conclusioni, con Tommaso
noi ti diciamo... Mio Signore e mio Dio!
PREGHIAMO
– C. O Gesù risorto, la fede non è facile, ma rende felici. La fede è
fidarsi di te nelle tenebre. La fede è affidarsi a te nelle prove. Signore
della vita, aumenta la nostra fede. Donaci la fede, che ha radice nella tua
Pasqua. Donaci la fiducia, che è il fiore di questa Pasqua. Donaci la fedeltà,
che è il frutto di questa Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Nona
tappa
IL
RISORTO SI INCONTRA CON I SUOI AL LAGO DI TIBERIADE
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Disse loro Simon Pietro: "Io vado
a pescare". Gli dissero: "veniamo anche noi con te ".Allora
uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando
già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano
accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da
mangiare? ". Gli risposero: "No". Allora disse loro:
"Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La
gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora
quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore! ".
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il
pesce. (Gv 2]).
COMMENTO
– L. Il Risorto si incontra sui crocicchi del quotidiano: case, locande,
strade, lago. Si inserisce nelle pieghe dei drammi e delle speranze degli uomini
e vi porta un soffio di giovinezza moltiplicando i beni. E i pesci straripano; e
il convito si può imbandire. Qui, presso il lago, si apprende la nuova legge di
vita: soltanto dividendo si moltiplica. Cristo ha fame in più della metà del
genere umano. Credere in Cristo è diventare capaci di far risorgere chi è
ancora nella tomba.
C. Colui che chiede da mangiare è il
Signore di tutto. Colui che stende la mano per avere un pane, è il Potente. «Avevo
fame e mi avete dato da mangiare». Gesù rivela la sua presenza nella fame dei
poveri. Con fede e con verità diciamogli: Signore, rendici ministri della
tua carità.
L. Poveri senza niente, bambini che
muoiono di fame. Per loro noi ti diciamo... Signore, rendici ministri della
tua carità.
L. Famiglie senza casa, giovani senza
lavoro. Per loro noi ti diciamo... Signore, rendici ministri della tua carità.
L. Malati poveri e soli, vecchi senza
sostegno. Per loro noi ti diciamo... Signore, rendici ministri della tua
carità.
PREGHIAMO
– C. Gesù Risorto, apparendo risorto per quaranta giorni, non ti sei mostrato
il Dio vittorioso tra fulgori e con tuoni, ma il Dio semplice dell'ordinario,
che ama celebrare la Pasqua anche sulla riva di un lago. Tu siedi alle nostre
mense di uomini sazi ma vuoti. Siedi alle mense degli uomini poveri che hanno
ancora speranza. Facci testimoni della tua Pasqua nel quotidiano. E il mondo
che tu ami sarà modellato sulla tua Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei
secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Decima
tappa
IL
RISORTO CONFERISCE IL PRIMATO A PIETRO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi
vuoi bene tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo
sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli
disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene? ". Gli rispose:
"Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci
le mie pecorelle". Gli disse per la terza
volta: "Simone di Giovanni, mi vuoi
bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi
vuoi bene?, e gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio
bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecorelle ".(Gv 21,15-17)
COMMENTO
- L. «Simone di Giovanni, mi ami tu?». Per tre volte il Risorto domanda a
Pietro: «Mi ami?». Il Cristo è lo sposo dell'umanità nuova. Infatti con la
sposa condivide tutto: il Padre suo, il Regno, la Madre, il corpo e il sangue
nell'Eucaristia. Come Pietro, anche noi siamo convocati, chiamati per nome. «Mi
ami tu?». E noi, come Pietro, ci sentiamo intimoriti nel rispondergli. Ma con
lui, con il coraggio che ci viene dallo Spirito suo, gli diciamo: «Tu sai
tutto, tu sai che ti amo». Amare significa donarsi, donarsi sempre.
C.
Gesù ha posto l'amore al centro del suo messaggio.Amore nelle due direzioni:
verso Dio e verso il prossimo. Chi vuol seguire Gesù, riempie il suo cuore di
amore, preghiamo dicendo: Riempi d’amore la nostra
vita.
L. L'amore vince
la morte. A Gesù noi diciamo...
Riempi d’amore la nostra vita.
L.
L'amore di Dio è diffuso nei nostri cuori. Perciò noi lo preghiamo...
Riempi d’amore la nostra vita.
L.
L'amore tutto vince e tutto sopporta. Perciò noi invochiamo...
Riempi d’amore la nostra vita.
PREGHIAMO
– C. Noi ti ringraziamo, Gesù risorto, per il dono della Chiesa, fondata
sulla fede e sull'amore di Pietro. Ogni giorno tu interpelli anche noi: «Mi
ami tu più di costoro?». A noi, con Pietro e sotto Pietro, affidi la
costruzione del tuo Regno. E noi ci affidiamo a te. Persuàdici, Maestro e
datore di vita, che soltanto se amiamo saremo pietre vive nell'edificare la
Chiesa; e soltanto con il nostro sacrificio la faremo crescere nella tua verità
e nella tua pace. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Undicesima
tappa
IL
RISORTO AFFIDA AI DISCEPOLI
LA
MISSIONE UNIVERSALE
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Gli undici discepoli, intanto, andarono
in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si
prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse
loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e
ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho
comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
(Mt 28)
COMMENTO
- L* Essere chiamati è un onore. Essere mandati è un impegno. A ogni
convocazione succede una missione: «lo sarò sempre con voi, e voi agirete in
nome mio». Compito schiacciante, se non ci fosse la promessa di Gesù: «lo
sono con voi, non abbiate paura». 1 compiti sono diversi, la missione è
unica: annunciare: il Regno di giustizia, di amore, di pace. Andate dovunque,
su tutte le strade e in tutti i luoghi. Occorre dare la bella notizia che tutti
attendono.
C.
Obbedendo all'invito di Gesù, noi preghiamo con insistenza il Padre: Manda
operai nella tua messe.
L.
Perché i vescovi e i sacerdoti non si stanchino mai di annunciare e insegnare
la fede, invochiamo il Padre... Manda operai nella tua
messe.
L.
Perché i missionari non si perdano di coraggio di fronte alle inevitabili
difficoltà, invochiamo il Padre... Manda operai nella
tua messe.
L.
Perché tutti i cristiani si lascino coinvolgere dal programma generale di
evangelizzazione, invochiamo il Padre... Manda operai
nella tua messe.
PREGHIAMO
– C. Gesù risorto, giunge confortante la tua promessa: «lo sono con voi
tutti i giorni». Da soli non siamo capaci di portare il minimo peso con
perseveranza. Noi siamo la debolezza, tu sei la forza. Noi siamo l'incostanza,
tu sei la perseveranza. Noi siamo la paura, tu sei il coraggio. Noi siamo la
tristezza, tu sei la gioia. Noi siamo la notte, tu sei la luce. Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
IL
RISORTO SALE AL CIELO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Venutisi a trovare insieme gli
domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno
di Israele?". Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i
momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito
Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la
Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra". Detto
questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro
sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco
due uomini in bianche vesti dissero loro: "Uomini di Galilea, perché
state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al
cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in
cielo". (At I)
COMMENTO
– L. C'è uno stretto rapporto tra terra e cielo. Con l'incarnazione il cielo
è sceso in terra. Con l'ascensione la terra è ascesa al cielo. Costruiamo la
città dell'uomo in terra, per abitare la città di Dio in cielo. La logica
della terra ci fa rimanere terra-terra, ma non ci rende felici. La logica
dell'ascensione, invece, ci porta dalla terra al cielo: ascenderemo al cielo se
faremo ascendere nella vita della terra chi è umiliato e senza dignità.
C.
Noi che facciamo parte della Chiesa, popolo di salvati in Cristo, poniamo in lui
tutta la nostra speranza e diciamo: La tua grazia, Signore, ci salvi.
L.
Gesù, tu hai detto ai tuoi fedeli: «Vado a prepararvi un posto». Mentre
attendiamo anche noi con speranza, ti preghiamo fiduciosi...
La tua grazia, Signore, ci salvi.
L.
Gesù, tu hai pregato il Padre perché i tuoi siano un giorno riuniti con te
in paradiso. Con la speranza di far parte di questo numero, noi ti preghiamo
fiduciosi... La tua grazia, Signore, ci salvi.
L.
Gesù, i tuoi angeli ci hanno assicurato che tu un giorno ritornerai a
concludere la storia della salvezza. Perché sia una conclusione piena di
gioia anche per noi, ti preghiamo fiduciosi. La tua grazia, Signore, ci
salvi.
PREGHIAMO
- C.
Gesù risorto, sei andato a prepararci un posto.. Fa' che i nostri occhi
siano fissi là dove è l'eterna gioia. Guardando alla Pasqua piena, noi ci
impegneremo a realizzare sulla terra la Pasqua per ogni uomo e per tutto l'uomo.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Tredicesima
tappa
CON
MARIA IN ATTESA DELLO SPIRITO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L. Allora ritornarono a Gerusalemme dal
monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso
in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano.
C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e
Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi
erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria,
la madre di Gesù e con i fratelli di lui. (At 1).
COMMENTO
– L. La madre di Gesù nel Magnificat aveva cantato il Dio della pasqua che
dava alla storia un volto umano: «Ha rimandato i ricchi, ha deposto i potenti,
ha messo al centro i poveri, ha innalzato gli umili». Ora veglia con gli
amici di Gesù per l'inizio dell'aurora nuova. Anche i cristiani sono in regime
di veglia, con Maria. Essa ci educa a tenere le mani giunte per saper tenere
le mani aperte, le mani offerte, le mani pulite, le mani ferite dall'amore,
come quelle del Risorto.
C. Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, che riempi di senso l'attesa dei tempi nuovi, con Maria noi ti invochiamo dicendo insieme: Vieni, Spirito Santo.
L.
Spirito di sapienza, che suggerisci le scelte opportune nella vita, con Maria
noi ti invochiamo... Vieni, Spirito Santo
L.
Spirito di fortezza, che rinvigorisci la fragile volontà perché resista al
male, con Maria noi ti invochiamo... Vieni, Spirito Santo
L.
Spirito di pietà, che ispiri i giusti sentimenti di devozione a Dio e di
obbedienza ai suoi comandi, con Maria noi ti invochiamo. Vieni, Spirito Santo
PREGHIAMO
- C. Gesù, risorto, sempre presente nella tua comunità pasquale, effondi su di
noi, per intercessione di Maria, lo Spirito santo: lo Spirito della vita, lo
Spirito della gioia, lo Spirito della pace, lo Spirito della forza, lo Spirito
dell'amore, lo Spirito della Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre
nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
Quattordicesima
tappa
IL
RISORTO MANDA AI DISCEPOLI LO SPIRITO PROMESSO
C.
Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.
T.
Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.
L.
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme
nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che
si abbatte gagliardo. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si
posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e
cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere
d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione.
Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno
li sentiva parlare la propria lingua. (At 2,1-6)
C. Lo Spirito Santo è la vita della
Chiesa. Fondata da Gesù, essa incominciò a vivere e a diffondersi nel giorno
della Pentecoste. Lo Spirito Santo tiene viva in lei la fiamma fecondatrice dell'amore.
Noi lo invochiamo con fede: Spirito Santo, infiammaci col fuoco del tuo
amore.
L. Quando l'entusiasmo diventa debole e si
affievolisce il fervore, noi ti diciamo... Spirito Santo, infiammaci col
fuoco del tuo amore.
L. Quando il passo diventa incerto e
l'ombra del dubbio non fa vedere la strada, noi ti diciamo... Spirito Santo,
infiammaci col fuoco del tuo amore.
L. Quando l'inerzia vuol bloccare la via e
la pigrizia cancellare i buoni propositi, noi ti diciamo... Spirito Santo,
infiammaci col fuoco del tuo amore.
PREGHIAMO
– C. O Spirito Santo, che congiungi ineffabilmente il Padre e il Figlio, sei
tu che unisci noi a Gesù risorto, respiro della nostra vita; sei tu che unisci
noi alla Chiesa, di cui sei l'anima, e noi le membra. Noi ti imploriamo: «Respira
in me, Spirito santo, perché io pensi ciò che è santo. Spingimi tu, Spirito
santo, perché io faccia ciò che è santo. Attirami tu, Spirito santo, perché
io ami ciò che è santo. Fortificami tu, Spirito santo, perché io mai perda ciò
che è santo». Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Padre nostro...
T.
Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!
C.
Felici coloro che credono in Dio, il Dio dell'amore che ha creato l'universo
visibile e invisibile.
T:
Noi crediamo.
C.
Felici coloro che credono che Dio è nostro Padre e che vuole condividere con
noi la sua gioia.
T:
Noi crediamo.
C.
Felici coloro che credono in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nato da Maria
duemila anni fa.
T:
Noi crediamo
C.
Felici coloro che credono che Gesù ci ha salvati morendo sulla croce.
T:
Noi crediamo
C.
Felici coloro che credono all'alba pasquale nella quale Cristo è risuscitato
dai morti.
T:
Noi crediamo C. Felici coloro che credono allo Spirito Santo che abita nei
nostri cuori e ci insegna ad amare.
T:
Noi crediamo
C.
Felici coloro che credono al perdono di Dio e alla Chiesa dove noi incontriamo
il Dio vivente.
T:
Noi crediamo
C.
La morte non è l'ultima parola; un giorno risusciteremo e Gesù ci radunerà
presso il Padre.
T: Noi crediamo
C.
Lo Spirito di santità renda salda la vostra fede.
C.
Lo Spirito d'amore renda disinteressata la vostra carità.
T.
Amen
C.
Lo Spirito di consolazione renda fiduciosa la vostra speranza.
T.
Amen
C.
Su tutti voi, che avete partecipato a questa celebrazione, discenda la
benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo.
T.
Amen.
C.
Nella fede del Cristo risorto, andate in pace.
T.
Rendiamo grazie a Dio.
•
Il Vangelo non termina con il racconto della morte e della sepoltura di Gesù,
ma con il racconto della sua risurrezione. È questa la «bella notizia» che
la Chiesa annuncia.
Risurrezione,
fondamento della fede.
•
La Chiesa ha inizio con l'annuncio pubblico della Risurrezione, annuncio dato da
Pietro il giorno di Pentecoste proprio davanti a coloro che lo avevano visto
morto con i loro occhi.
•
Gli apostoli annunciano non una idea, ma un evento, un fatto reale di cui
affermano di essere stati testimoni. «Quel Gesù, dice Pietro, che voi avete
crocifisso, Dio lo ha fatto risorgere, e noi tutti ne siamo testimoni» (cf At
2,32).
Bisogna
far percepire che la risurrezione di Gesù dalla morte è la bella notizia del
Vangelo. L'annuncio che Gesù è risorto è il cuore del Vangelo. Di più: è
semplicemente il Vangelo, la «bella notizia». Perché?
•
La risposta è molto semplice: se il racconto del Vangelo terminasse con la
morte e la sepoltura di Gesù non sarebbe Vangelo ossia Bella notizia. Sarebbe
la più brutta e la più triste notizia mai data al mondo.
•
Infatti, se Cristo l'innocente, ingiustamente condannato e ucciso, non fosse
realmente risorto, la sua morte consacrerebbe il trionfo totale e definitivo del
male e della ingiustizia.
•
La vita umana si rivelerebbe condannata al nulla della tomba, sarebbe senza
speranza, la fede senza fondamento.
•
La morte è un evento naturale, che si ripete continuamente, che è oggetto di
esperienza comune. La Risurrezione invece è un evento «unico», eccezionale,
straordinario, misterioso.
È
un atto divino. Cristo risorto fu oggetto di una esperienza privilegiata, non
comune, avuta dagli apostoli. Trovare il linguaggio per parlare del Risorto fu
difficile agli apostoli e agli evangelisti. È stato ed è sempre difficile
per tutti. È difficile, eppure va fatto, perché la Risurrezione è il cuore
del Vangelo.
•
I racconti evangelici, infatti, descrivono gli incontri degli apostoli con il
Risorto nello schema dell'incontro umano e in un linguaggio realistico. Gesù
risorto viene loro incontro con tutta la sua realtà umana anche corporea ed
entra in comunicazione con loro.
•
Non è il ricordo degli apostoli a farlo vivere. Egli si impone loro, prende
l'iniziativa, è presente, è libero di mettersi in reale comunicazione con
loro quando vuole. La sua è una forma di presenza diversa, che si può cogliere
solo nella fede, ma è reale, concreta.
•
La risurrezione di Gesù è anche un avvenimento «unico» della storia.
•
Le «risurrezioni» che Gesù ha compiuto, come quella di Lazzaro, sono
prodigiose «rianimazioni» di un corpo, destinato ancora alla morte. Non
bisogna confondere risurrezione e rianimazione di un cadavere. Pericolo in cui
è facile incorrere.
•
La risurrezione di Gesù è qualcosa di essenzialmente diverso. Gesù risorto
vive una vita «nuova» in Dio. Il suo è un modo nuovo di esistere, che non
possiamo immaginare. Dio ne ha fatto dono al Figlio Gesù, che diviene così il
«nuovo Adamo», inizio di una nuova creazione, di una nuova umanità.
•
La Risurrezione, non è solo un fatto della biografia personale di Gesù, ma
riguarda anche la nostra vita. E’ un fatto che porta salvezza «a noi».
Dossier
Catechista n. 4, 2001
Tratto
da: “Missione Dheoniana” Santuario SS Salvatore – 70031 Andria (BA) 3/2007