VIA LUCIS DEL LEGIONARIO
La
via crucis di Gesù continua nella via lucis, il crocifisso nel risorto. Se il
dramma di Gesù fosse terminato con la morte, il mondo sarebbe rimasto per
sempre avvolto nelle tenebre. Cristo risorto è la luce della vita, il Sole
invitto del giorno senza tramonto, e nella sua luce infinita, - la luce della
verità e dell'amore - gli uomini marciano verso l'eternità. Concedici, Padre
santo, di percorrere con il tuo Figlio glorioso il cammino della luce. Fa' che,
contemplando la gloria e lo splendore di tuo Figlio, egli possa infonderci parte
del Suo splendore per vivere tra gli uomini con l'espressione di chi è risorto.
Te lo chiediamo, per lo stesso Gesù Cristo, Nostro Signore. Amen.
Testo
evangelico: Passato il
sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l'altra
Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un
angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose
a sedere su di essa... L'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura voi! So
che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto.
Venite a vedere il luogo dove era deposto» (Mt 28,1-6).
Meditazione:
Gesù è risorto! L'ora della morte s'è compiuta. È giunta l'ora della
risurrezione e della vita. La tomba custodiva gelosa il suo trofeo, ma un raggio
di luce potente l'ha scoperchiata e lasciata vuota. Essa sarà per gli uomini,
nei secoli, testimone muto di un evento mai visto. Poiché la risurrezione è un
evento dentro la storia e, al tempo stesso, un mistero che la supera e la
ingigantisce. Il Padre ha risuscitato Gesù, lo ha sollevato dal sepolcro, lo ha
esaltato alla gloria celeste. Il Padre non ha abbandonato il Figlio né al
Getsemani né sul monte Calvario. Il Padre si rallegra per sempre, nel cielo,
dell'umanità gloriosa del Figlio, Verbo incarnato. Gesù Cristo è il
primogenito dei risuscitati. Per Lui e con Lui siamo chiamati a risuscitare, e
portare in noi il seme crescente di vita eterna. Nella sua risurrezione alberga
la nostra e la sua luce gloriosa ci fa luminosi e raggianti nei sentieri della
vita. Cristo glorioso, faro di luce inesauribile, grazie per essere risuscitato,
per essere luce perenne dell'uomo nelle sue tristezze e gioie. Grazie perché
tuo Padre, risuscitandoti, benedisse la tua fedeltà sino alla morte, e alla
morte sulla croce. Glorificami, Gesù, con la tua gloria, per essere figlio
della Luce, e torcia che brilla in mezzo al mondo.
Testo
evangelico: L'anima mia
magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha
guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi
chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo
nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli
che le temono (Lc 1,46-50).
Meditazione:
Maria fu la prima graziata dalla risurrezione di suo figlio, all'alba del terzo
giorno. Dove i vangeli tacciono, parla la certezza della fede e del cuore, parla
l'amore filiale di Cristo risorto. La creatura più vicina a Cristo nella
passione fu anche la prima a gioire della sua visione gloriosa. La speranza
indistruttibile di Maria ora è certezza luminosa e felice. Maria gioisce
davanti al figlio glorioso con felicità di madre e di credente. Gioiscono Maria
e Gesù, occhi negli occhi, dell'incontro felice e pieno di mistero. Con lo
sguardo, Gesù rende partecipe Maria, sua madre, della felicità infinita della
vita immortale, che, inondando la sua anima, perdura nel tempo e al di là del
tempo. La presenza di Gesù si è dissolta. Maria rimane assorta, come in
estasi. Dalla sua intimità sale, fragrante, verso il cielo un canto di lode: la
mia anima magnifica il Signore, vincitore della morte, e il mio spirito esulta
di giubilo nel mio figlio glorificato, salvatore dell'intera umanità. Col
potere del suo spirito divino ha fatto cose grandi in me. La sua misericordia si
protrae, vittoriosa, di generazione in generazione, per tutti quelli che
l'accolgono e l'amano. Così dimostra agli uomini il potere della sua
risurrezione. Signore Gesù, gloria di Maria, tua madre, ti supplichiamo di
concederci di partecipare, come lei, della tua luce e della tua glorificazione.
Fa' che contemplando il volto di tua Madre, vi si possa vedere riflesso lo
splendore della tua gloria, che ci attrae alla vita nuova dello Spirito.
Testo
evangelico: Il primo giorno
dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba... e trovarono la pietra
rotolata via dal sepolcro; ma entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti
sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra,
essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è
qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea,
dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori,
che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno» (Lc 24,1-7).
Meditazione:
Le donne, di mattina presto, andarono al sepolcro, e trovarono spostata la
pietra dell'entrata. Timorose e trepidanti vi si addentrano. Due angeli
risplendenti le colmano di stupore. Il corpo di Gesù non è nella tomba! Il
sepolcro vuoto non è segno manifesto di risurrezione. Un evento reale, ma
avvolto nel mistero, richiede una spiegazione di Dio stesso. Per mezzo di due
suoi messaggeri annuncia alle donne intimorite il mistero inedito della
risurrezione di suo Figlio. Dio ha manifestato il suo grande potere! Gesù è
ormai l'eterno Vivente! Le donne fuggono dal sepolcro spaventate. L'esperienza
sbalorditiva del mistero, per la quale non sono pronte, le fa ammutolire.
Preferiscono meditare, capire ciò che hanno visto e udito dall'angelo
nell'oscurità del sepolcro. Più tardi, ormai riprese dallo spavento, saranno
testimoni della risurrezione tra le prime comunità di cristiani. Gesù Cristo,
eterno Vivente, vogliamo render grazie a tuo Padre per l'annuncio della tua
risurrezione. Anche a noi, come alle sante donne, sbalordisce e sconcerta questo
mistero, ma l'accogliamo, lieti nella speranza. Ci sorprende il mistero e
ammutoliamo. Ma la missione ci sollecita!... Rendici, Signore, testimoni della
tua risurrezione nel mondo in cui viviamo e dove tu ci hai inviato come apostoli
per annunciare il trionfo della Vita.
Testo
evangelico: Maria invece
stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò
verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti... Le dissero: «Donna,
perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so
dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì
in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna perché piangi?
Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore,
se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!» Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in
ebraico: «Rabbunì!» che significa: Maestro! (Gv 20,11-16).
Meditazione:
Maria di Magdala era ben lungi dal pensare alla risurrezione quando, con le
altre donne, si diresse al sepolcro. Quando la tomba apparve ai suoi occhi
aperta e vuota, immaginò che il corpo di Gesù fosse stato rubato. Non c'è
segno alcuno in Maria Maddalena di fantasia o allucinazione. Maria Maddalena
amava Gesù, e si recò al sepolcro per esprimergli il suo amore, ungendo il suo
corpo inerte con profumi e aromi. Davanti alla tomba vuota il suo amore si è
infervorato, e si rifiuta di abbandonare il luogo. Cristo risorto le va
incontro, ma lei lo scambia per il custode del giardino. Cieco è davvero
l'amore! Anche se molto puro, è un amore umano. Nell'incontro col risorto,
l'amore di Maria sarà innalzato all'altezza della fede. Gesù pronuncia il suo
nome: Maria! La voce, il tono, l'accento sono inconfondibili. Maria rivive
esperie nze indimenticabili, uniche. Solo Gesù Cristo può pronunciare il suo
nome in quella maniera! E il profumo del gaudio, pervaso d'amore e di fede,
inonda tutto il suo essere. È il gaudio nuovo di Cristo glorioso. Gesù Cristo,
Maria Maddalena fu una donna che ti amò con cuore grato e generoso, nella vita,
nella morte, e nella risurrezione. Dacci la difficile scienza dell'amore, che ci
conduca alle vette divine, colmi di fede, di gioia e gratitudine.
Testo
evangelico: Gesù disse a
Maria Maddalena: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre;
ma va' dai miei fratelli e di' loro: lo salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio
mio e Dio vostro». Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho
visto il Signore». E anche ciò che le aveva detto (Gv 20,17-18).
Meditazione:
«Va' e di' ai miei fratelli...». Per la costanza del suo amore, Gesù sceglie
Maria Maddalena come testimone della sua risurrezione agli apostoli e discepoli.
Grande è la missione di questa donna, perché grande è il suo amore! Gesù, in
un istante, scompare dalla vista di Maria davanti ai suoi occhi sgomenti,
lacrimosi, intensi, emozionati. «Va' e di' ai miei fratelli... ». Maria
Maddalena, con passo sicuro, con fede certa e cuore allegro, torna al cenacolo
per compiere la missione ricevuta dal Signore. Nel tragitto, l'immagine di
Cristo risorto, impressa nei suoi occhi dal fuoco dell'amore, scivola fin nel
fondo dell'anima, per restarvi annidata per il resto della vita. La fiamma
dell'amore nobilitata dalla fede in Cristo risorto arderà con forza nella sua
anima e illuminerà molte altre anime dei primi cristiani. È arrivata al
cenacolo. Senza paura, con sommo gaudio, dice agli apostoli: "Ho visto il
Signore e mi ha detto così: Salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio
vostro". Annuncio inaudito per gli apostoli e per qualsiasi uomo! Annuncio
più che da indagare da credere, godere, comunicare, vivere. È ciò che fecero
gli apostoli. È ciò che dobbiamo fare oggi noi cristiani. Tu ci hai chiamati,
Cristo glorioso, a essere testimoni della tua risurrezione in un mondo
soddisfatto di sé e delle sue conquiste, non poche volte dimentico dell'uomo
nuovo, che Tu ci hai rivelato con la tua Pasqua. Facci testimoni consapevoli,
veraci, come Maria Maddalena, davanti ai cristiani e ai non cristiani, della tua
vita risorta ed eternamente gloriosa.
Testo
evangelico: In quello stesso
giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia
da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e
camminava con loro. Ma i toro occhi erano incapaci di riconoscerlo... Quando
furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse
andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e
il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu
a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede
loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla
loro vista (Lc 24,13-15.28-31).
Meditazione:
Dare certezza e speranza, infondere pace e consolazione, questa è la missione
del risorto nelle apparizioni ai seguaci. Quale sarebbe stata la sorte dei due
discepoli di Emmaus, se Cristo non si fosse mostrato loro? Gesù conosce il
cuore umano, sa che quei due discepoli hanno bisogno di un incontro reale con
Lui, risorto, e Gesù glielo concede con amore fraterno e con potere redentore.
Da Gerusalemme a Emmaus! A due viandanti un po' malandati se ne affianca un
terzo, uno sconosciuto. L'ultimo arrivato mostra interesse per la conversazione.
Parlavano di Gesù di Nazaret. Non poteva essere altrimenti, visti gli eventi
del venerdì nella Città Santa. Hanno seguito Gesù con sincerità e speranza,
ma ora... Non è facile per loro accettare l'annuncio gaudioso delle donne, né
riconoscere il nuovo modo di Gesù di essere presente tra gli uomini. Succede a
tutti noi di fronte al mistero più sublime e sbalorditivo della nostra fede! Lo
straniero sembra non conoscere gli ultimi eventi, ma conosce bene le Scritture,
e comincia a interpretarle in senso messianico. Dovette essere
un'interpretazione meravigliosa, perché riattizzò il fuoco nei due cuori,
ormai quasi spenti. È sera quando arrivano a Emmaus. Lo ospitano nella loro
casa. Accetta. Comincia la cena. Gesù spezza il pane... Al fuoco del cuore, si
aggiunge ora la chiarezza e il fulgore degli occhi. È Gesù di Nazaret, il
crocifisso, che è tornato alla vita, una vita senza fine! Gesù scompare dalla
loro vista, ma l'esperienza dell'incontro non la dimenticheranno mai. Gesù
Cristo, non è vero che il cammino da Gerusalemme a Emmaus è anche il nostro
cammino? Non è vero che a volte abbiamo indurito la mente e il cuore?
Concedici, come ai tuoi due discepoli, il Pane della tua Parola. e soprattutto
il Pane della tua Eucaristia, per camminare nella vita con fulgore negli occhi e
fuoco nel cuore, nella manifestazione della nostra fede e nel nostro adempimento
quotidiano del Vangelo.
Testo
evangelico: Mentre essi
parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace
a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse:
«Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le
mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non
ha carne e ossa come vedete che io ho». Ma poiché per la gran gioia ancora
non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo man,,
giò davanti a loro (Lc 24,36-39.41-43).
Meditazione:
«Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi». Il risorto è come un padre, come
una madre, per i discepoli turbati, perplessi. Il risorto compie la sua
missione, di infondere ai seguaci pace, gioia, consolazione, nello stesso luogo
dove aveva celebrato con loro la Pasqua e aveva offerto loro il suo corpo e il
suo sangue redentori. Come ne abbiamo bisogno anche noi degli effetti gloriosi
della risurrezione! Lo stato di Cristo risorto è diverso dal nostro. Non lo si
vede, bensì appare, si fa vedere. La sua umanità è la stessa e diversa, perché
è stata glorificata. Improvvisamente, appare ai seguaci, e, improvvisamente,
scompare senza lasciar traccia di fronte agli occhi attoniti, e il cuore palpita
di amore e di emozione. Cristo infonde ai discepoli certezza di risurrezione,
sublimazione dell'anima, senso di missione. Cristo risorto li cambia nell'intimo
e dà loro il potere di cambiare il mondo col suo Spirito. Cristo risorto è la
forza di trasformazione che possediamo noi cristiani sulle labbra, nel cuore,
nelle azioni. Il mondo è chiamato da Cristo a "risuscitare". Noi
cristiani siamo i portatori di questo messaggio di speranza. O Cristo glorioso,
redentore del mondo, mostraci il tuo volto e la tua gloria nella celebrazione
dell'Eucaristia, nell'intimità della preghiera, nelle opere cristiane
dell'amore, nell'impegno quotidiano della missione salvifica. Ché siamo degni,
per la tua grazia, di essere e di vivere come figli della risurrezione.
Testo
evangelico: Otto giorni dopo
i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù,
a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a
Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e
mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente». Rispose
Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto,
hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20,26-29).
Meditazione:
Cristo risorto non è un fantasma. Lo ha potuto constatare Tommaso, il discepolo
naturalista e incredulo, alla ricerca di certezze tangibili. Dobbiamo essere
grati all'apostolo Tommaso. Il suo naturalismo è un riflesso del nostro, come
lui vogliamo prove, certezze. Mediante la sua incredulità, Cristo ha redento la
nostra. Cristo risorto è il buon pastore che raduna le sue pecorelle disperse a
causa dello scandalo della sua passione e morte sulla croce. Con l'amore di chi
conosce ognuno per nome, cerca personalmente e con scrupolo Tommaso per renderlo
partecipe della sua risurrezione. «Stendi la tua mano, e mettila nel mio
costato, e non essere più incredulo ma credente». Il contatto col mistero del
risorto ha guarito gli occhi di Tommaso, ha sanato le sue mani tremanti, ha
trasformato il suo duro cuore. Adesso è pronto al salto dall'incredulità alla
fede: «Signore mio e Dio mio!». La più meravigliosa e stupenda confessione di
fede pronunciata da labbra umane! Signore Gesù, Tu hai avuto compassione
dell'incredulità di Tommaso e l'hai curata con la tua presenza amorevole e
viva. Inietta nei nostri occhi una goccia di fede nella tua risurrezione, nella
tua presenza reale, misteriosa, salvifica nella nostra storia, per partecipare
della tua gloria e manifestare al mondo il gaudio della vita nuova in Cristo
risorto.
Testo
evangelico: La sera di
quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del
luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si
fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le
mani e il costato. I discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro
di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» (Gv
20,19-21).
Meditazione:
Nella passione e morte di Gesù gli apostoli rimasero costernati, non
sopportarono il peso della croce. Cristo risorto è la risposta alla loro
prostrazione e costernazione. Si mostra per infondergli pace, la sua pace!,
l'unica che possa acquietare le loro anime sconvolte e afflitte. Si mostra per
infondergli gioia, la gioia che scaturisce da una vita senza fine, e che,
risorto, trasmette loro, suoi discepoli. Si mostra per renderli partecipi della
sua missione, la stessa che Egli ha ricevuto dal Padre, la stessa che dovranno
realizzare loro e i loro successoi fino alla fine dei tempi. Cristo risorto
giunse come una brezza soave e come brezza leggera scomparve dalla loro vista.
Tramite la vista e l'udito degli apostoli, il mistero del risorto arrivò dritto
al cuore. Sono stati "toccati" e "rinnovati" nell'intimo, al
contatto ineffabile con l'eterno Vivente. Stanno in pace. Sono gioiosi. Non
vedono l'ora di intraprendere la missione. La storia è testimone del mondo
nuovo, creato da questi uomini, grazie al potere di Cristo risorto. Oggi tocca a
noi sventolare il vessillo. Signore risorto, principe della gioia e della pace,
alfiere della missione redentrice, colma le nostre anime della tua pace, del tuo
gaudio e della tua missione, \ per rendere attuale la tua salvezza nel mondo e
nella società in cui viviamo, con il coraggio e l'ardore di chi partecipa già
della Risurrezione.
Testo
evangelico: Dopo questi
fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si
manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo,
Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse
loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con
te». Calando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non
si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da
mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla
parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più
tirarla su per la gran quantità di pesci. Simon Pietro salì sulla barca e
trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché
fossero tanti, la rete non si spezzò (Gv 21,1-6.12).
Meditazione:
Dopo la festa della Pasqua gli apostoli sono tornati a casa per passare qualche
giorno con i propri cari. Nella casa di Pietro, a Cafarnao, si ritrovano alcuni
di loro.
Nell'oscurità
della notte, alla luce di una lampada, ricordano momenti indimenticabili con Gesù,
vicino al mare... Improvvisamente, Pietro si alza e dice: "Vado a
pescare". Il resto del gruppo non esita: "Veniamo anche noi con
te". Vivono soggiogati da un dolce mistero che li sovrasta: il Cristo
risorto, e il futuro che li attende. Cercano di rinfrescarsi la mente con la
brezza notturna. Salgono sulla barca. Remano verso il largo. Si affaticano...
Quella notte non pescarono nulla! All'alba, una figura si staglia sulla riva del
lago. "Avete pescato qualcosa?", chiede loro. Un "no" secco
è l'unica risposta. Di nuovo la voce: «Gettate la rete a destra...». Il
miracolo! Centocinquantatré pesci... e la rete che non si rompe! Giovanni
intuisce il mistero: "È il Signore". Da adesso in poi sarete
pescatori di uomini nelle acque del mondo. Sulle rive del lago di Tiberiade,
seduti intorno al Signore risorto, immaginano altri mari, altre barche, altre
reti, altri pesci. Sognano!... E Gesù risorto gioisce, osservandoli mentre
sognano di solcare mari, sulla barca di Pietro, e con la rete del Vangelo. Gesù
Cristo, Signore del mare e degli abissi, vincitore del male e della morte,
concedici di vivere giorno dopo giorno, di andare sul mare del mondo, di pescare
uomini per il tuo Vangelo e per il tuo Regno. Rendi reali i nostri sogni di
conquista del mondo per te con la rete del tuo messaggio di carità, della tua
croce redentrice e della tua risurrezione gloriosa.
Testo
evangelico: Quand'ebbero
mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di
costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse:
«Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?».
Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le
mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?».
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli
disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci
le mie pecorelle» (Gv 21,15-17).
Meditazione:
Pietro, alla vista di Gesù risorto, è felice, ma non riesce a dimenticare il
giovedì e il venerdì di passione. Il Signore lo prende in disparte per
ribadirgli il suo perdono, per manifestargli amore, chiedergli amore, e
affidargli il pascolo di tutto il suo gregge. Il perdono e l'amore del Risorto
scendono fin nell'intimo dell'anima di Pietro e infondono certezza e fiducia
rinnovate. È Pietro il predestinato dal Signore a fortificare la fede dei suoi
fratelli! «Pietro, mi ami?». Non ti rattristare, Pietro, per la domanda. Vinca
tre volte la confessione d'amore il timore che tre volte vinse la tua
presunzione! «Sì, Signore, tu sai che ti amo». Pietro aveva amato Cristo
appassionatamente nella sua vita mortale, ora confessa di amarlo nella sua vita
gloriosa. Con la risurrezione di Gesù, l'amore di Pietro è cresciuto, è
cresciuta altresì la sua umiltà. Pascola i miei agnelli! Pascola le mie
pecore! Pietro ha rinnegato Gesù. Gesù non rinnega Pietro. Il risorto conferma
Pietro come pastore supremo delle sue pecore, come roccia salda della sua
Chiesa. Morirà per le sue pecore sopra una croce capovolta per guardare il
cielo nel dolore del tormento, in attesa anelante dell'incontro con Cristo
amico, maestro e Signore. Signore Gesù, pastore dei pastori, che perdonasti a
Pietro l'infedeltà e lo confermasti nella sua missione di roccia e pastore.
Volgi lo sguardo ai nostri bisogni, ingrossa nella tua Chiesa le fila di santi
pastori, che vivano secondo il tuo cuore, che predichino agli uomini il Vangelo
del perdono e dell'amore, il Vangelo della vita e della risurrezione.
Testo
evangelico: Gli undici
discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo
videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù,
avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò
che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo» (Mt 28,16-20).
Meditazione:
Gesù risorto è pronto per tornare al Padre. Ha dato la sua pace, ha
distribuito consolazione e speranza, ha colmato di gioia il cuore dei discepoli.
Prima dell'ultimo addio: la missione universale! «Andate per il mondo,
insegnate a tutte le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo». Il coraggio di Gesù non ha uguali! La fiducia e l'entusiasmo
dei discepoli nemmeno! Andate! Insegnate! Battezzate! I discepoli ascoltano
attoniti. Ma non hanno paura, solo zelo! Non conoscono la geografia dell'impero,
e già si vedono suoi conquistatori per il Signore risorto. Non vedono le prove
e le difficoltà,
hanno
occhi solo per il volto glorioso del Signore. Si metteranno in marcia per le
strade del mondo, abbracciando fatiche, pericoli, persecuzioni, e porteranno il
dolce nome di Gesù in molte città e villaggi dell'impero. Parleranno di Cristo
con amore e passione a colti e incolti, a poveri e ricchi, a schiavi e liberi, e
battezzeranno nel nome della Trinità chiunque accetti liberamente la luce e la
potenza del suo Vangelo. Gesù Cristo, gloria e signore degli apostoli, oggi
come ieri continua a riecheggiare la tua voce tra gli uomini: Andate! Insegnate!
Battezzate! Ti supplichiamo, Signore Dio nostro, che siano molti a dare ascolto
alla tua voce, si mettano al servizio del tuo Vangelo, e percorrano il mondo col
tuo nome sulle labbra a lode e gloria della Santissima Trinità. Amen.
Testo
evangelico: «Voi restate in
città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Poi li condusse
fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva,
si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato,
tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio
lodando Dio (Lc 24,49-52).
Meditazione:
Sulla cima del monte degli Ulivi da dove tante volte Gesù aveva contemplato il
sacro tempio, e la città santa di Gerusalemme, dal cui versante occidentale,
osannato dalla moltitudine, era sceso al Cedron per entrare dalla porta dorata
nel recinto del tempio, come il re Messia... ora conversa per l'ultima volta coi
suoi discepoli prima di ritornare alla casa del Padre. Promette loro lo Spirito,
il suo Spirito Santo! La forza che rinnova le anime battezzandole nel sangue di
Cristo; il Vento che porta il messaggio fino ai confini del mondo. Lo Spirito
della pace e della consolazione! Lo Spirito che eleva le anime dalla terra verso
il cielo! Gesù risorto se ne va, e rimane, nel nuovo tempio di coloro che ama,
replicandosi in loro: nei loro piedi, nelle loro mani, nel loro spirito, nelle
loro labbra. Come un cero di luce si perde il Signore tra le nubi, avendo ormai
acceso il cero di tutti i suoi fratelli. Con le mani aperte li benedice, mentre
loro, sospesi nell'estasi, restano immobili con lo sguardo fisso nel corpo
ascendente di Gesù, loro Signore e loro Dio. Signore dei cieli e della terra,
ignea freccia d'amore che al Padre torna, grazie per la tua ascensione. Grazie
per la promessa del tuo Santo Spirito. Ti sentiamo molto vicino, molto intimo.
Ci hai dato il tuo "io" affinché lo ripetessimo sulla terra,
aspettando con gioia l'abbraccio nel cielo. Grazie, Signore, grazie. Grazie per
sempre!
Testo
evangelico: Tutti questi
erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria,
la madre di Gesù e con i fratelli di lui... Mentre il giorno di Pentecoste
stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne
all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e
riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che
si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di
Spirito Santo (At 1,14;2,1-4).
Meditazione:
Il cenacolo colmo di attesa e di preghiera, di emozione palpitante di discepoli,
intorno alla madre del Maestro, e madre loro, anche! Il cenacolo colmo dello
Spirito, Vento celeste inviato da Cristo e dal Padre, Fuoco inestinguibile della
divina presenza tra gli uomini, sino alla fine della storia! Il cenacolo! Fiume
d'amore e vita, che solca la geografia del mondo, facendo germogliare
continuamente santità e virtù, amore e grazia. Il cenacolo! Casa di Dio per
tutti i popoli: ebrei e pagani, tempio dove lo Spirito divino offre al Padre
eterno e a suo Figlio le attività quotidiane degli uomini. Dall'eternità,
Cristo glorioso contempla il "mistico cenacolo", e mantiene saldo il
timone della Chiesa che solca i mari verso il porto della salvezza. Sulla barca
pescano Pietro e gli apostoli, il Papa e i Vescovi, continuatori dell'unica
missione. Gonfia le vele il soffio dello Spirito, ricevuto nella Pentecoste,
forza motrice della Chiesa, nella drammatica e magnifica navigazione della
storia. E nel succedersi delle generazioni, la barca di Pietro giunge in porto
con le reti traboccanti. Signore di Pentecoste e del cenacolo, che voli con noi
sulle ali dello Spirito negli spazi della storia, concedici di contemplare
sempre la tua presenza nelle vicende della vita, nelle piccole o grandi opere
che realizziamo al servizio del Regno. Vogliamo chiederti che il tuo Spirito sia
il nostro spirito, che il tuo Vangelo sia il nostro Vangelo, che tua Madre sia
nostra madre, che la tua gloria sia la nostra gloria qui in terra come in cielo.
Amen.
Via
lucis! Gesù Cristo è il nostro cammino di luce. Lo è dalla sua incarnazione
alla morte sul legno della croce. Lo è dalla sua risurrezione alla sua
ascensione. Lo è, glorioso, dal cielo, irradiando luminosità ad ogni uomo, ad
ogni generazione, ad ogni epoca della storia, col suo corpo, con la sua anima,
con la sua divinità. Lumen Christi! La luce di Cristo risorto
penetra
nel cuore dell'uomo con l'effusione dello Spirito il giorno di Pentecoste,
penetra nella storia del mondo con la vittoria della Pasqua. Lo Spirito è il
pontefice della Luce, da Cristo fino al cuore del cristiano. Vos
estis lux mundi! Il cristiano è
luce, luce di Cristo! Torcia che brilla nell'oscurità. Il cristiano è luce per
il mondo, luce che sconfigge le tenebre del male e le trasforma in luce di
conversione, di grazia e santità. Camminando per la via della luce, che è
Cristo risorto, viviamo nella luce della risurrezione, siamo fari di luce nel
mare della storia, sconfiggiamo il male delle tenebre con il bene della Luce che
irradia il Signore risorto. Così sia.