VIA
CRUCIS SECONDO LUCA
INTRODUZIONE
Cel:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.
Tutti:
Amen.
Cel:
II Signore sia con voi.
Tutti:
E con il tuo Spirito.
1
° lettore: Dal libro del profeta Isaia (55,6-11)
Cercate
il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio
abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà
misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei
pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo
del Signore. Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi
ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta
germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà
della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza
aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata. (pausa
di preghiera silenziosa)
Tutti: Padre buono, tu ci ha donato speranza e saggezza attraverso il cammino di salvezza operato da Gesù, tuo Figlio. Concedi a noi di contemplare la vicenda del Calvario, lasciandoci guidare dalla luce e dalla forza della tua Parola. Egli è Dio e vive e regna con te nell'unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
1.
COMPLOTTO
CONTRO GESU E TRADIMENTO DI GIUDA (LC 22,1-6)
Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo. Allora Satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.
Il
lungo cammino di Dio per incontrare l'uomo volge al termine; è iniziato tra gli
alberi di un giardino, culmina sull'albero della croce.
Lì
il Signore trova tutti coloro che fuggono dalla sua presenza amorosa, si fa loro
vicino e offre la sua solidarietà.
L'inizio
di questo cammino di sofferenza e di salvezza è però segnato da una scelta
iniqua; desiderosi di possedere, di avere autorità e di apparire, i sommi
sacerdoti, gli scribi e, in particolare, Giuda, non sanno più cogliere la
verità; si lasciano fuorviare dalla menzogna; solo il confronto assiduo con la
Parola di Dio rende infatti la persona umana libera. Giuda non si fida più
della Parola del Signore e si affida alle strategie di questo mondo: si
allontana dall'amore.
L'apertura
di cuore di tante persone semplici ci stimola invece ad inoltrarci sulla strada
che Gesù ci indica. (pausa di preghiera silenziosa)
*
Tu, Signore, ci insegui per donarci pace e serenità. - Noi
ti ringraziamo, Signore.
*
A ciascuno offri la tua sollecitudine e la tua premura. - Noi ti ringraziamo,
Signore.
*
Ci chiami quotidianamente ad assaporare la verità. - Noi ti ringraziamo,
Signore.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
2.
L'ORA
DEL COMBATTIMENTO DECISIVO (LC 22,35-38)
Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».
Il
Signore conosce la debolezza di Pietro e di tutti gli apostoli; prevede il loro
smarrimento quando Lui condividerà la sorte dei malfattori.
Per
questo motivo, ricorda loro le esperienze positive di quando erano andati a
predicare, in povertà; li invita pertanto ad un atteggiamento di grande
fiducia; è infatti l'ora dell'ostilità e della prova, in cui o ci si affida al
Signore o si crolla. È in questo atteggiamento di fiducia l'unica possibilità
di guardare al futuro con speranza. Per questo itinerario faticoso c'è una
promessa: "Vi manderò lo Spirito Consolatore; egli vi guiderà" (Gv
16,13). (pausa di preghiera silenziosa)
*
È buio, Signore, dentro di me; ma presso di Te c'è la luce. - Ricordati
di me e guardami con bontà.
*
II mio cuore è inquieto, ma Tu sei la pace. - Ricordati di me e guardami con
bontà.
*
lo non comprendo la tua chiamata, ma Tu conosci la mia via. - Ricordati
di me e guardami con bontà.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
3.
SUL
MONTE DEGLI ULIVI (LC 22,39-46)
Uscito se ne andò, come al solito, al Monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Gesù
affronta la morte in tutta la sua drammaticità; questo passo è particolarmente
difficile per Lui che è "il Figlio". Veramente accetta di perdersi
per noi.
La
sua dedizione raggiunge il culmine: il Figlio di Dio si abbandona al Padre e ai
fratelli.
Anche
sul Monte degli Ulivi però la sua vita non è dominata soprattutto dalla paura
della morte, bensì dalla fiducia nel Padre.
E
il suo unico interlocutore diventa Lui, a cui confida il terrore e l'angoscia
per la morte ingiusta, violenta, insensata a cui va incontro. Sente tutta la
ripugnanza della carne segnata dal peccato; ridice però al Padre l'accettazione
della sua volontà.
E
invita i discepoli ad abbandonarsi, nella preghiera, alla sorgente della vita. (pausa
di preghiera silenziosa)
*
II Signore è vicino a noi e non ci lascia soli. - Continua
a camminare con noi.
*
Ascolta ogni nostra invocazione. - Continua a camminare
con noi.
*
Ci dona di vivere le esigenze radicali del Vangelo. - Continua a camminare
con noi.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
4.
L'ARRESTO
DI GESÙ (LC 22,47-53)
Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'Uomo?». Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l'orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre».
Ha
inizio la passione del Signore. Da una parte c'è Lui; è solo, circondato dai
nemici, tradito da Giuda, non compreso dai suoi, catturato come un brigante.
Eppure vive anche questo momento con un atteggiamento di misericordia; anche se
lo tradisce, parla con Giuda e lo chiama "Amico".
Gli
apostoli invece vivono la situazione con paura e impulsività; non vogliono essere
vinti ma non sanno trovare la strada giusta. II messianismo di Gesù trionfa sul
male facendo il bene; la potenza e la violenza non servono al Regno. È il
trionfo del potere delle tenebre, è la sua ora. Ma la sua vittoria sarà la sua
sconfitta, perché "concepisce" la luce. Le nostre paure di fronte a
questo amore così grande e assoluto rischiano di farci rimandare la crescita
a cui il Signore ci chiama. (pausa di preghiera
silenziosa)
*
Ogni volta che siamo tentati di soffocare l'annuncio del Regno. - Dona
luce ai nostri passi.
*
Quando non assumiamo il tuo messaggio di amore e perdono. - Dona luce ai
nostri passi.
*
Se a volte ci neghiamo alla verità. - Dona luce ai nostri passi.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
5.
RINNEGAMENTI
DI PIETRO (22,54-62)
Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!». Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito, pianse amaramente.
Nel
Vangelo di Luca, dopo l'arresto di Gesù, tutta la notte è occupata dal rinnegamento
di Pietro e dal dileggio dei soldati.
Pietro,
nell'ora della prova, non sa stare con il Signore. Ha paura e lo rinnega; poi
esce e piange; non è con Gesù che muore per lui.
La
sua esperienza è indicativa per ciascuno di noi; non possiamo e non dobbiamo
contare sulla nostra capacità di essere fedeli; la fedeltà è un dono di Dio e
con essa si deve coniugare l'umiltà.
Il
cammino di santità è un cammino in salita, che va affidato quotidianamente al
Signore; non poggia sulle nostre forze.
La
nuova identità, nostra e di Pietro, si concretizzerà quando si sarà in grado
di vivere dell'amore gratuito e misericordioso del Signore. (pausa
di preghiera silenziosa)
*
II perdono di Gesù è accordato a noi, anche se abbiamo più volte scelto di
non accompagnarlo sul Calvario. - Grazie, Signore.
*
È la strada della misericordia che riscatta la storia. - Grazie,
Signore.
*
Chi confida nel Dio dell'amore sa vincere perfino la morte. - Grazie,
Signore.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
6.
GESÙ
NEL SINEDRIO (LC 22,66-71)
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo momento starà il Figlio dell'Uomo seduto alla destra della potenza di Dio ». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Gesù è davanti a persone che lo hanno già giudicato; il potere è dalla loro parte e Lui vive un momento di grande debolezza.
È
questo il vero nodo della fede cristiana: credere nella fragilità del Figlio di
Dio.
E
mentre vive questa situazione, Gesù rivela la sua identità e svela insieme chi
è il Padre.
Dal
deserto della solitudine e dell'insignificanza il Signore ci chiama a seguirlo.
Non è semplice; ma Lui, per permetterci di riprendere forza, sa rallentare e
sostare; vuole infonderci il coraggio di non lasciare la strada maestra: quella
del Calvario e del sepolcro vuoto. (pausa di preghiera
silenziosa)
*
"Chi fa la volontà del Padre mio, questi è per me fratello, sorella,
madre" - Donaci, Signore, di seguire il tuo
Vangelo.
* "Non c'è nessuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per il Regno, che non riceva molto di più" - Donaci, Signore, di seguire il tuo Vangelo.
*
"Imparate da me e troverete ristoro" - Donaci, Signore, di seguire
il tuo Vangelo.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
7.
GESÙ
DAVANTI A ERODE (LC 23,8-12)
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.
L'incontro
con Gesù diventa rilevante per ogni persona, se si desidera ascoltarlo e
riflettere sul suo messaggio.
Ma
Erode ha un desiderio ambiguo dentro di sé; vuole vedere i segni e non conoscere
Gesù; lo riveste della veste bianca, propria del re; ma per schernirlo.
E
Gesù tace; il suo silenzio è la risposta all'insulto e alla beffa; tace per
non condannare; e non denuncia nessuno per annunciare a tutti il perdono.
Si
era prodigato per procurare salvezza fisica e spirituale a tutti; adesso attorno
non ha più nessuno. La sua solitudine è monito e richiesta di verifica. (pausa
di preghiera silenziosa)
*
Tante persone vivono nella solitudine. - Il tuo amore ci indichi la strada da
percorrere.
* Attendono da noi il segno della tua
presenza e della tua sollecitudine. - Il tuo amore ci indichi la strada da
percorrere.
*
Chiedono manifestazioni concrete di fratellanza. - Il
tuo amore ci indichi la strada da percorrere.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
8.
GESÙ
DI FRONTE A PILATO (LC 23,20-25)
Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Avviene
il grande baratto: la vita del delinquente con la morte di Gesù.
La
nostra libertà costa a Gesù la più infamante delle cattiverie; e la morte
sulla croce.
Per
tre volte Pilato sottolinea la sua innocenza; anche per lui era santo e giusto.
Ma tutti sono contro di lui e gridano: "Crocifiggilo".
E
Lui, in contraccambio, restituisce ai fratelli la possibilità della serenità e
della pace.
Tutti
hanno condannato Gesù; Lui a tutti porta salvezza e speranza; a tutti richiede
di non calcare le strade dell'ottusità, della superficialità, della violenza. (pausa
di preghiera silenziosa)
*
Sulla strada della contemplazione di Dio e della saggezza. - Guida,
Signore, la tua comunità.
*
Sulla strada della fortezza e, insieme, della benevolenza. - Guida,
Signore, la tua comunità.
*
Sulla strada della testimonianza e della condivisione. - Guida, Signore, la
tua comunità.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
9.
SULLA
VIA DEL CALVARIO (LC 23,26-29)
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.
Sul
Calvario cammina colui che muore e salva; è allo stesso tempo, nonostante le
apparenze, il cammino verso la vittoria definitiva sulla morte.
In
questo viaggio Gesù ritrova, in particolare, tutti i fratelli che percorrono la
stessa strada della sofferenza.
Anch'essi
portano la croce; anch'essi piangono di fronte all'ingiustizia.
Accanto
a queste persone, affaticate da una vicenda umana non facile, siamo chiamati a
camminare, non disperdendo i passi sui viottoli del nostro interesse e del
nostro prestigio, ma testimoniando la condivisione totale al suo progetto di
amore al Padre e ai fratelli.
(pausa
di preghiera silenziosa)
*
Beato l'uomo capace di amare e di condividere le sofferenze degli altri. - Il
suo modello è l'amore di Gesù.
*
Avrà coraggio, fiducia e costanza. -
Il suo modello è l'amore di Gesù.
*
Non cercherà il suo interesse, né le lodi e il plauso della gente. - Il
suo modello è l'amore di Gesù.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
10.
LA
CROCIFISSIONE (LC 23,33-34)
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno».
Dopo
essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.
Le
prime e ultime parole di Gesù in croce sono rivolte al Padre. Gli chiede ci perdonare
le persone che lo stanno crocifiggendo; gli rimette nelle mani la sua vita,
carica di tutte le nostre debolezze.
Il
riferimento più preciso è la sua solidarietà con i fratelli perduti.
La
contemplazione di Gesù ci immerge nella sua misericordia; ci renda sempre
capaci di profezia, di denuncia del male; ma ci incoraggi ad essere sempre tolleranti
e benevoli. Lui non ha trovato misericordia umana; ma, nello stesso tempo, ha
rivelato la pienezza di quell'amore che il Padre nutre verso ciascuna persona.
Ci
chiama a ridire che è ancora e sempre di più la stagione della misericordia e
delle sue opere. (pausa di preghiera silenziosa)
*
Curvarsi sul povero, sull'indigente, sull'ultimo. - È
vivere il tuo desiderio di riconciliazione.
*
Ascoltare il pianto di chi soffre e non ha speranza. - È
vivere il tuo desiderio di riconciliazione.
*
Essere strumento di liberazione per ogni possibile scelta di schiavitù. - È
vivere il tuo desiderio di riconciliazione.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
11.
GESÙ
DERISO E OLTRAGGIATO (LC 23,35-38)
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
La
contemplazione del Crocifisso porta ad interiorizzare il suo amore senza limiti
per noi.
I
capi del popolo, soddisfatti per l'esito della vicenda di Gesù, lo deridono;
per loro la morte in croce è il fallimento dichiarato di ogni sua pretesa
divina. Neppure li sfiora la percezione che il Signore, proprio in quel momento,
sta portando a salvezza definitiva anche coloro che lo stanno maltrattando.
Il
messaggio d'amore del Padre viene più volte sfigurato e accomodato; ti chiediamo
di riscoprirlo, ogni giorno, vivo, aderente alla nostra storia, capace di rispondere
a tutti gli interrogativi della nostra esistenza. (pausa
di preghiera silenziosa)
*
II Signore ha cura del povero, ascolta il pianto di chi vive nel dolore. - Desideriamo
contemplare la sua tenerezza.
*
Trasforma la sua tristezza in una festa di gioia. - Desideriamo
contemplare la sua tenerezza.
*
Gli dona la possibilità di una vita serena e pacificata. - Desideriamo
contemplare la sua tenerezza.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
12.
IL
BUON LADRONE (LC 23,39-43)
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».
Proprio nel momento in cui la morte si avvicina sente il ritornello del primo malfattore, un ritornello, che suona di beffa: "Salva te stesso"; il Signore grida a tutti coloro che cercano altrove la loro salvezza, o addirittura lo insultano, che Lui comunque desidera per tutti la pace e la felicità. Ma "l'altro" malfattore ha scoperto che Gesù è un amico; lo chiama per nome, sicuro che l'amore di Gesù è più forte del peccato e della morte; infatti è diventato ultimo di tutti, perché nessuno possa più sentirsi abbandonato e maledetto. Sul Calvario c'è l'uomo che rifiuta di dipendere da Dio e l'uomo che sa di non poter sperare in altri se non in Lui.
La
singolarità della vicenda di Cristo è completamente visibile solo se si è
disposti ad ammettere il proprio errore, il proprio egoismo, il proprio peccato,
il proprio bisogno di Dio. (pausa di preghiera silenziosa)
*
È tuo desiderio, Signore, accogliere ogni persona che ritorna a te. - La
tua benevolenza conforti sempre la nostra vita.
*
Ogni giorno di più ci accorgiamo che la tua parola ci incoraggia. - La
tua benevolenza conforti sempre la nostra vita.
*
Anch'io con gioiosa trepidazione aspetto di incontrare il tuo perdono. - La
tua benevolenza conforti sempre la nostra vita.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
13.
LA
MORTE DI GESU (LC 23,44-46)
Era
verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù,
gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito ».
Detto questo spirò.
Per
Luca la morte di Gesù è il passaggio dal mondo della schiavitù alla casa del
Padre; è il ritorno del Figlio perduto e ritrovato; sulla croce è
definitivamente con noi, perché noi abbiamo ad essere per sempre con Lui.
II
modo in cui il Maestro vive la sua morte è presentato come modello della vita e
della morte del discepolo, e come forza per attuarlo.
La
sua morte, a causa dei nostri tradimenti, della nostra chiusura di fronte alla
sua offerta d'amore, è la stessa morte che noi viviamo ogni volta che ripetiamo
il nostro desiderio d'indipendenza da Lui.
E
Lui però ci incoraggia a prendere il sentiero difficile e affascinante che
porta alla vita.
(pausa
di preghiera silenziosa)
*
Ti apro il mio cuore per esprimerti il mio interiore tormento. - Signore,
scusami.
*
Mi sento logorato e consumato dalle difficoltà. - Signore, scusami.
*
Ho perduto anche gli amici; sono solo ad affrontare situazioni di disagio. - Signore,
scusami.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
14.
LA
SEPOLTURA (LC 23,50-56)
C'era
un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva
aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una
città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese
il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose
in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.
Era il giorno della parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne
che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la
tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono
aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il
comandamento.
La
vita di Gesù è racchiusa tra due grotte, quella della nascita e quella della
morte. Anche qui si evidenzia l'umiltà di Dio. Si fa in tutto simile a noi, che
veniamo dalla terra e ad essa ritorniamo.
Qui
il suo amore raggiunge il punto più alto; si identifica con noi.
Questo
amore contagia la sensibilità di Giuseppe di Arimatea e delle donne. Ogni
cristiano, come loro, deve accogliere la sua croce, ma deve anche togliere da
essa tutti coloro che vi sono appesi. A noi oggi è domandato un compito dalla
portata storica: "Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi' (Isaia 58,6). (pausa di
preghiera silenziosa)
*
Chiamati a confrontarci con le sofferenze che tu hai vissuto. - Noi
desideriamo seguirti e accompagnarti.
*
Chiamati a misurarci con la fatica di convertire la nostra vita. - Noi
desideriamo seguirti e accompagnarti.
*
Chiamati a dialogare con un mondo che spesso ti dimentica. - Noi
desideriamo seguirti e accompagnarti.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Gloria
al Padre
15.
L'ANGELO
ANNUNCIA CHE CRISTO E RISORTO (LC 24,1-8)
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole.
L'uomo
naturalmente pensa che la morte ponga fine ad ogni speranza. La risurrezione
rischia di suscitare incredulità o ilarità. Ai sadducei, che non la ritenevano
possibile, Gesù aveva detto: "Non siete forse voi in errore, dal momento
che non conoscete né le Scritture, né la potenza di Dio?" (Marco 12,24).
Amante
della vita, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità, la cui radice è la conoscenza
della sua grandezza.
La
nostra fede è esperienza di Cristo risorto; la nostra vita, pur incontrando le
tribolazioni comuni a tutti, è illuminata dalla gioia della risurrezione,
dalla vita per sempre: "Se uno vive per Cristo, è una nuova creatura: le
cose vecchie sono passate, ne sono nate di nuove" (2 Cor 5,17). (pausa
di preghiera silenziosa)
*
Tu sei, Signore, la gioia, la forza, la speranza di tutti i credenti. - Con
te celebriamo la vittoria su ogni morte.
* L'offerta della tua vita ti ha portato
ad essere Signore della storia. - Con te celebriamo la vittoria su ogni
morte.
*
Grande è la festa e la gioia che rinasce ogni mattina di Pasqua. - Con
te celebriamo la vittoria su ogni morte.
Santa
Madre, deh, voi fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Pater,
Ave, Gloria, Eterno riposo
Tutti:
La strada della croce, o Signore, non termina sul Calvario.
Le
meravigliose parole dell'Angelo " È risorto come aveva detto" ci
donano la certezza che Tu sei il Dio dei viventi e ci chiami alla pace per
sempre.
Permettici
di continuare a sperimentare questo cammino e di donare questa speranza a
tutte le persone che incontriamo. Amen.
Cel:
Il Signore sia con voi.
Tutti:
E con il tuo Spirito. Kyrie
eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Cel:
Per i meriti della santa Croce, ci benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e
Spirito santo.
Tutti:
Amen.
*
Chiusa in un dolore atroce, eri là sotto la croce,
dolce
Madre di Gesù.
1.
II tuo cuore desolato, fu in quell'ora trapassato, dallo strazio più crudel.
2.
Quanto triste, quanto affranta, ti sentivi o Madre santa, del Divino Salvator.
3.
Con che spasimo piangevi, mentre trepida vedevi, il tuo figlio nel dolor.
4.
Se ti fossi stato accanto, forse che non avrei pianto, o Madonna, anch'io con
te!
5.
Dopo averti contemplata, col tuo figlio Addolorata, quanta pena sento in cuor!
6.
Santa Vergine, hai contato tutti i colpi del peccato, nelle piaghe di Gesù.
7.
E vedesti il tuo figliolo, così afflitto, così solo, dare l'ultimo respir.
8.
Dolce Madre dell'amore, fa' che il grande tuo dolore, io lo senta pure in me.
9.
Fa' che il tuo materno affetto, per tuo figlio benedetto, mi commuova e infiammi
il cuor.
10.
Le ferite che il peccato sul tuo corpo ha provocato siano impresse, o Madre, in
me.
11.
Del figliolo tuo trafitto per scontare il mio delitto, condivido ogni dolor.
12.
Di dolori quali abisso, presso, o Madre, al crocifisso, voglio piangere con te.
13.
Con amor di figlio, voglio fare mio il tuo cordoglio rimanere accanto a te.
14.
O Madonna, o Gesù buono, vi chiediamo il grande dono dell'eterna gloria in ciel.