VIA
CRUCIS MISTICA
DALLE RIVELAZIONI DI SUOR BEGHE
Questa
Via Crucis si basa sulle rivelazioni private ricevute tra il 1993 e il 1995 da
una suora belga, suor Beghe; il sacerdote, dottore in teologia, che la segue fin
dall’inizio ha constatato che i messaggi celesti rispettano le verità di fede
e i dogmi della Chiesa cattolica. Il Signore stesso fornisce la motivazione di
questa Via Crucis, affermando: “Ho desiderato far conoscere questa missione
divina dell’anima risuscitata di Gesù Cristo, perché essa fu
grandiosa e perché gli uomini l’ignorano quasi tutti totalmente. Dico quasi
tutti, perché quando questa conoscenza è data, non foss’altro che alla prima
creatura a cui è svelata, la totalità delle creature da istruire ha già
ricevuto l’avvio (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p.
24)”. Tramite la meditazione della Via Crucis si ottengono grandi grazie di
amore, di conoscenza e di guarigione spirituale e fisica.
La
beata Angela da Foligno scrisse: “Assorbita nel dolore del Crocifisso, intesi
Gesù benedire i devoti della sua Passione: “Siate benedetti per la mano del
Padre, voi che avete partecipato e pianto la mia Passione. Voi che, liberati
dall’inferno per gli immensi dolori della mia croce, avete avuto pietà di Me;
voi che siete stati trovati degni di compatirmi nelle mie torture. Voi, la cui
fedele memoria ha custodito profondamente il ricordo della mia
Passione…Benedetti dal Padre, benedetti dallo Spirito Santo, con la
benedizione che Io darò all’ultimo giorno: perché sono venuto da voi e in
luogo di respingermi avete offerto al vostro Dio desolato l’ospitalità del
vostro amore…Nell’ora terribile, nell’ora spaventosa, Io vi dirò: venite,
o prediletti del Padre mio, perché avevo fame sulla terra, e mi avete dato il
pane della vostra pietà”.
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
O
Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria
al Padre, Credo
I
STAZIONE
Gesù
viene condannato a morte
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Il
Signore si affida totalmente alla volontà del Padre: “A partire dal
momento in cui Barabba fu liberato, io seppi nella mia santa Umanità che più
niente si sarebbe frapposto al susseguirsi dei dolori e il santissimo Cuore di
Dio fu stritolato dall’angoscia di ciò che doveva ancora avvenire. Come Dio
io sapevo che ero destinato a quel giorno, ma come uomo la mia confidenza in lui
era totale e gli lasciavo la totale padronanza degli avvenimenti. Così non
rifiutai, nella mia santissima Umanità, la condanna dell’immolazione, ma
conservavo anche la totale disponibilità della mia persona alla volontà di
Dio, che ad ogni istante poteva soprassedere al corso degli avvenimenti. Io gli
ero talmente sottomesso che qualunque cosa avesse deciso mi era cara e
conservavo così nel cuore la facoltà di desiderare ancora la vita del corpo.
Non vi ho rinunciato in nessun momento, perché quel desiderio doveva
permettermi di non perdermi di coraggio e di non abbandonare né tale coraggio
in nessun momento del terribile percorso a piedi, né la perseveranza di andare
fino al termine della missione che mi era affidata (Suor Beghe, La Passione
del Signore riferita da Lui, p. 56.57)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
II
STAZIONE
Gesù
prende la croce
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Quante
pene e quanti mali ha dovuto subire il Signore per redimerci con la Croce! Anche
Gesù, e in questo ci è anche di esempio, per portare avanti la sua
divina missione ha fatto appello al suo angelo: “Ho preso su di me le pene e
le delusioni, come ho preso su di me la mia pesante Croce ed essa pesava del
peso dei mali degli uomini di tutti i tempi del mondo. Ho camminato curvo sotto
quella massa troppo pesante ed ho represso i sentimenti brucianti del mio cuore
decaduto e disilluso fin nel più profondo della sensibilità divina. Ho
represso quei sentimenti a causa delle loro tristezze ed anche perché essi non
recano alcuno slancio, né alcun conforto. Avevo anzitutto bisogno di coraggio e
di forza: questa era la prima necessità di Gesù Cristo in quei momenti di così
grande abbandono umano e divino. Ho fatto allora appello all’Angelo del
Sacerdozio ed egli ha camminato di fianco a me senza dir nulla e quella presenza
era grande ai miei occhi velati di lacrime e d’amarezza. Io lo vedevo e lo
seguivo ed è lui che mi comunicò la forza di immolazione che era la mia
missione e nella quale egli aveva il proprio incarico, in quanto Angelo del
Sacerdozio. L’Angelo rimase al mio fianco durante il doloroso cammino verso il
Calvario e poi, quando arrivai alla sommità del Golgota, egli si sottrasse ai
miei occhi (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p.
25)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
III
STAZIONE
Gesù
cade per la prima volta
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Che
il Signore ci faccia la grazia di non essere mai di scandalo e di inciampo per i
nostri fratelli! Spinte, cadute, e altre vessazioni ebbero come motivo quello di
far accrescere i dolori della Passione: “Venne il momento quando fui
condotto verso la Croce e costretto ad alzarla dal suolo e a portarla. Io mi
sottomisi a tutte le loro volontà, ma malgrado ciò non li potei accontentare,
perché essi erano così pieni di odio, che qualsiasi cosa facessi io li
contrariavo. Fui gettato a terra, picchiato e rialzato di nuovo senza riguardo.
Come lo potei, fui pronto a camminare come mi era possibile e poi, senza
guardare coloro che gioivano per quella condanna, che avevano creduto di non
poter ottenere, mi sforzavo di mettere un piede davanti all’altro e di
ricominciare a farlo con il dolore sempre più grande della Croce, che
scarnificava le piaghe della flagellazione nei punti in cui appoggiava sulla
spalla. Piangevo a causa della desolazione che invase il Cuore della mia santa
Umanità e le mie lacrime furono occasioni di nuovi insulti da parte di coloro
per l’anima dei quali colavano le mie lacrime (Suor Beghe, La Passione del
Signore riferita da Lui, p. 58)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa Madre,
deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
IV
STAZIONE
Gesù
incontra sua Madre
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Un
incontro d’amore e uno scambio di grazia tra la Madre e il divin Figlio: “Io
incontrai la dolce e tanto buona Madre dell’Altissimo e il mio Cuore venne
meno nel vederla in quella circostanza e in presenza di quell’orda di demoni
in carne ed ossa. Io venni preso da una tale pietà e da un tale amore per lei,
che non temeva di venire da me in circostanze così dolorose e anche così
terrificanti, che non potei far altro che guardarla e amarla, come non l’avevo
amata fino allora. Io la guardavo e lei mi guardava e quel momento galvanizzò
l’amore che doveva consumarmi fino all’ultimo istante dell’olocausto. In
quello scambio d’amore e di comprensione le comunicai la grazia della
Co-Mediazione e da quel momento la resi inseparabile dal santo Sacrificio (Suor
Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p. 58)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore! Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
V
STAZIONE
Il
cireneo aiuta Gesù
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Bisogna
saper aiutare gli altri quando si presta soccorso ai bisognosi: “Essi
chiamarono il bravo Simone di Cirene, e per la sua bontà e per l’obbligo che
gli imposero gli fecero portare la Croce divina. Allora io venni relegato dietro
a lui e la pesantezza del legno, che oscillava da sinistra a destra ed avanti e
indietro per i movimenti di marcia del mio assistente, prese a comprimere e a
scalfire il tendine della nuca in aggiunta alla piaga già aperta della spalla.
Il dolore era tremendo e, invece di trovare sollievo nello sforzo di quel
cammino impietoso, io fui torturato più crudelmente che in precedenza.
Sottomisi la mia volontà al furore che m’attorniava e con l’abbandono della
mia persona divina accettai tutto ciò che contribuiva alla sofferenza di quegli
istanti. Offrii a Dio la mia persona tutta intera e da quel momento non mi
appartenni più. Io rinunciavo a tutto me stesso e da allora tutto ebbe libero
corso a mio riguardo. M’ero abbandonato nel corpo, nell’anima e nella
divinità, io potevo tutto, ma feci il dono di tutto (Suor Beghe, La Passione
del Signore riferita da Lui, p. 60)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore! Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
VI
STAZIONE
La
Veronica asciuga il volto di Gesù
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Il
ricordo della Passione di Cristo ci deve spingere ad amare di più il Signore e
a consolarlo per le sue ferite aperte: “Io conduco i miei, e il loro amore è
il balsamo che addolcisce le mie ferite: come il velo, con cui la Veronica
inumidì il mio viso sanguinante e purulento, confortò l’anima e il cuore
divino nel tormento e lo spavento (Suor Beghe, La Passione del Signore
riferita da Lui, p. 56)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
VII
STAZIONE
Gesù
cade la seconda volta
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
A
volte la cattiveria degli altri ci spinge a proseguire nel cammino voluto dal
Padre: “Continuavo il cammino e cadevo. Quella caduta mi causò una
grandissima paura, poiché temevo di non poter partecipare in pieno
all’espiazione che era il mio destino. Fui rimesso in piedi con dei colpi e
delle nuove ferite e lo stato della mia profonda debolezza spinse i carnefici a
raddoppiare la loro perversità (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita
da Lui, p. 60)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
VIII
STAZIONE
Gesù
incontra le pie donne
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
La
passione di Cristo suscita lo sgomento di alcune donne. Questo sgomento deve
diventare uno slancio per propria conversione che Gesù ha chiesto nell’atto
di immolarsi: “Con il cuore fatto a pezzi per la mostruosità senza misura
della malignità dei nemici di Dio, io affidavo a Dio la loro anima e gli
domandavo la grazia della loro conversione e del loro amore. Ebbi questa grazia
per alcuni e quest’incoraggiamento mi fu prezioso nel cammino verso il
Calvario. Raddoppiai il fervore per la paura che mi stringeva le viscere più
fortemente d’una morsa, ma conservavo quell’apparenza esteriore così dolce,
così rassegnata e visibilmente senza paura, che stupì Pilato e i miei
carnefici. Dominavo la paura, che straziava la sensibilità della mia santa
Umanità, e ai loro occhi passavo come il più incredibile fenomeno. Sapevo che
la loro inquietudine era grande a mio riguardo, perché ero stato denunciato
come Dio, e i loro occhi non cessavano di posarsi su di me senza comprendere, ma
senza più nascondere la loro emozione. Io li guardavo con compassione e il loro
stupore era completo (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p.
57)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
IX
STAZIONE
Gesù
cade per la terza volta
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Il
Signore sopporta tutto nella consapevolezza che con la Croce avrebbe restaurato
la creazione del Padre: “Io portavo la Croce ed essa era il segno esteriore
della realtà. Sì, io dovevo essere ucciso, e lo meritavo per il carico, la cui
amara e ripugnante pesantezza la mia Anima divina s’era resa disposta a
portare. Quello stato era ancora più terribile dello stato del mio corpo, era
la più crudele sofferenza dell’Uomo-Dio, che camminava verso il compimento
della Redazione. Camminavo nel frastuono delle grida, dei colpi e dell’onta, e
avevo la più grande pena dell’anima a causa del suo stato, che non contava le
rivolte, gli insulti, le bestemmie, le menzogne e le impurità. Portavo
tutto ciò che era corrotto, la più vile bassezza dei sentimenti e gli
spergiuri. Io camminavo così, soffocando sotto l’asfissia dell’Anima divina
e ricercavo nell’amore che solo motivava quel cammino infernale, la forza di
continuare, la forza di restaurare la creazione e la creatura, la forza di
compiere vittoriosamente il mio destino. Tale fu lo stato interiore di Gesù
Cristo e solo Dio era in grado di vedere ciò che rimaneva nascosto alla
creatura (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p. 59)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
X
STAZIONE
Gesù
viene spogliato
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Il
Signore viene spogliato di ogni prerogativa umana e divina: “Voglio far
conoscere agli uomini le sofferenze che sopporto dall’inizio del tempo della
terra, fino a quando il peccato sparisca dalla faccia della terra. Nella mia
santa Umanità ho sofferto la totalità di ciò che può sopportare un corpo
umano, poiché ho sopportato in modo mistico tutto ciò che non ho sopportato
visibilmente e per mano dei miei persecutori. Ho sopportato la violenza delle
bestie e la rapacità degli avvoltoi, ho bruciato di tutti i fuochi che hanno
devastato la terra, ho ricevuto dei colpi di lancia prima di quello del
centurione, sono stato soffocato, torturato nei visceri, sono stato sventrato e
lapidato, ho conosciuto la solitudine tremenda dell’abbandono completo, ho
conosciuto l’accanimento che medici poco scrupolosi possono praticare su degli
esseri divenuti impotenti, sono stato malmenato, atterrato e abbattuto, e più
di tutto questo sono stato condannato alla pena del terrore dell’anima,
allorché io era stato santo. Rivivo questi momenti nella Passione della mia
santa Chiesa, poiché quei tormenti sono quelli dei miei figli e di innocenti, a
causa della cancrena che si è propagata e che corrode sempre più il Corpo
mistico di Gesù Cristo. In questo Corpo rivivo la Passione, la Via Crucis, la
crocifissione; e presto la santa Chiesa conoscerà le convulsioni dell’agonia
(Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p. 63)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
XI
STAZIONE
Gesù
inchiodato alla croce
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Gesù
si lascia inchiodare per donarci il suo sangue, la sua ricchezza divina, la
redenzione e l’amore misericordioso di Dio: “Il sangue greve che sfugge
dalle mie arterie è il segno della potenza materiale che è sconfitta. La
potenza dei beni materiali è una potenza derisoria perché essendo il più
sovente costruita sulle sabbie mobili della ricchezza per se stessa, essa non
resiste agli attacchi dei demoni ed essa sarà abbattuta nell’ora della
collera divina, la quale desidera la ricchezza e il bene degli uomini a motivo
di Dio, ma non contro di lui. Il mio cuore fu trapassato dopo che ebbi reso
l’ultimo sospiro. Quest’ultima ed orribile ferita mi fu fatta per dispetto a
causa della cosiddetta rapidità con cui avevo reso l’ultimo sospiro, mentre
quelli che erano crocifissi con me vivevano ancora. La creatura che mi
conficcò quest’ultimo dolore nel cuore era un centurione romano, come per
prefigurare l’accanimento di coloro che, tra i rappresentanti della mia santa
Chiesa cattolica romana, si riunirebbero ai suoi nemici, la tradirebbero e la
sminuirebbero fin nelle più sante disposizioni. Io fui crocifisso, io fui
schernito nella sofferenza della mia morte così crudele, in riparazione dei
peccati di coloro che mi insultavano e mi screditavano e poi, giacché niente
poteva più raggiungermi allorché il mio corpo era morto, la Roma del mio
supplizio trovò il mezzo di suppliziarmi ancora, aprendomi il cuore, mentre
esso era abbeverato di sofferenza e di amarezza (Suor Beghe, La Passione del
Signore riferita da Lui, p. 20)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
XII
STAZIONE
Gesù
muore dopo tre ore di agonia
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
L’agonia
del Signore non finisce sulla croce, ma continua attraverso il Suo Corpo
Mistico: “Io sono crocifisso nuovamente a causa dell’apostasia del mondo.
Attualmente sono nella fase finale della mia agonia e la mia anima è nel più
grande dolore. Ho male nella profondità della vita creata e il mio Spirito è
triste di quel dolore incalcolabile e profondo della profondità delle età. Ho
male dall’inizio della creazione fino al rinnovamento della creazione e il
dolore che ha inondato l’anima del Redentore durante la sua agonia mortale
è stato così grande, che nessun dolore umano l’uguaglierà mai. Il dolore
che ha inondato l’anima divina ha offuscato la terra ed è la causa di
quell’oscuramento della luce divina così grande, che la luce materiale perse
la sua luminosità e gli astri persero anch’essi il loro splendore. Se
l’anima divina fu tanto provata dall’altezza, la larghezza e la profondità
del male è perché bisognava che si perdesse in quella profondità per
riscattarlo; ed è stato in quello stato di perdizione che il Salvatore si è
lamentato sulla Croce dell’abbandono di Dio (Suor Beghe, La Passione del
Signore riferita da Lui, p. 13)”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
XIII
STAZIONE
Gesù
deposto dalla croce
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Il
Signore viene deposto dalla croce ed avvolto in un lenzuolo, la sacra Sindone
che svela i segreti della Passione: “Guarda l’immagine della sacra Sindone e
contempla la piaga della fronte di Gesù Cristo. Che cosa vedi? Vedo che dalla
sutura cranica è uscito del sangue abbandonate. Vedo del sangue da tutti i lati
e poi vedo quel rivolo di sangue in forma di “3” sulla fronte e due macchie
di sangue a destra e a sinistra dell’arcata sopracciliare sinistra.
Voglio
dare agli uomini la comprensione di quei segni esteriori di dolore. La grande
aureola di sangue che è uscito dalla mia sutura cranica è la conferma
pittorica della santità del Figlio dell’uomo, poiché gli uomini
rappresentano la santità con quell’aureola luminosa dietro e sopra la testa
di colui che stimano santo. Quell’aureola inoltre attesta la morte reale di
Gesù Cristo; poiché le perdite di sangue di quella regione del corpo si
presumono mortali. Infine quel prodigio di luce, dovuto all’effetto del
negativo della Sindone, presenta Gesù Cristo nella sua divinità: l’aureola
è la sua santità, la luce che egli racchiudeva in sé; poi la cifra “3”
che riproduce il sangue sulla fronte è la testimonianza che la santa Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo, aveva partecipato perfettamente al santo
Sacrificio della Vittima Santissima. Voglio inoltre precisare che la goccia di
sangue che appare luminosa sotto le ciglia dell’occhio destro, posto dove
scorrono le lacrime umane, dimostra che Gesù Cristo ha sofferto il dolore come
uomo e che quel dolore fisico e morale era pienamente risentito da un corpo che
ne ha pianto e sanguinato, tanto nel proprio corpo quanto nella propria
sensibilità. La bocca del Verbo incarnato è ugualmente attorniata, in alto e
in basso delle labbra e della barba macchiata di sangue: quel sangue sta a
significare il rifiuto dell’umanità di ammettere la verità
dell’insegnamento divino e la luce emanata da quei segni di sangue rivela agli
uomini che il Verbo di Dio è la luce degli uomini e chi ascolta la sua Parola
vivrà (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p. 64.65)”
”. Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
XIV
STAZIONE
Gesù
viene deposto nel sepolcro
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
Apparentemente
il Signore è immobile nel sepolcro con la morte delle sue membra, eppure
l’anima divina deve compiere l’ultimo atto di redenzione con la discesa agli
inferi. Ecco come la descrive il Signore: “Il Signore Gesù Cristo è entrato
negli Inferi. Che cosa sono quegl’Inferi? Gli Inferi di cui si tratta sono i
luoghi di tutte le anime prive della luce divina. Gli Inferi sono il Purgatorio,
le sfere di riposo delle anime in sviluppo, le sfere delle anime che non
conoscono Dio, le sfere delle anime che non desiderano raggiungere la luce
divina pur non essendo dannate, infine, l’ultima sfera, la più terribile e la
più triste di tutte le sfere prive della luce divina: le carceri. Il Signore
Gesù Cristo è disceso tanto in basso ed è stato aggredito dai demoni nella
sua discesa in quelle sfere profonde. Il Signore Gesù Cristo ha portato la sua
luce fin nelle profondità del mondo invisibile e quella discesa agli Inferi fu
una prova dolorosa e caritatevole oltre ogni misura. Le anime in quelle prigioni
conservano il ricordo della sua venuta e la sua luce resta nei muri della notte.
La sua luce splende della luce della speranza, che è un chiarore di fede e
d’amore e di calore e che dà a loro l’assicurazione di non essere perdute
per sempre (Suor Beghe, La Passione del Signore riferita da Lui, p.
10.11)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
XV
STAZIONE
Gesù
risorge dai morti
Ti
adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché
con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
Spunto
contemplativo:
La
risurrezione di Gesù è esemplare per le future risurrezioni come
ricongiungimento di anime, corpi e spiriti: “E’ per volontà mia propria che
mi sono risuscitato alla vita corporale nella gloria e per la mia propria volontà
che ho strappato la mia anima alla morte eterna, alla quale essa era votata a
causa della grandezza, dell’altezza, della larghezza e della profondità dei
peccati, dei quali aveva accettato di assumere la responsabilità. I demoni che
attorniavano la Croce del mio supplizio gioivano della loro vittoria che
credevano acquisita a motivo della nerezza mai uguagliata della mia anima. Ho
sofferto l’onta e del più terribile decadimento nella mia anima e, quando
infine arrivò il momento della unione ritrovata con il mio Spirito, dopo la
risurrezione della mia anima, io fui nella gioia divina più accentuata, perché
quella felicità dell’unione di Dio con l’anima e il corpo di Dio è la
gioia e la felicità divina più grande. Lo spirito e l’anima sono creati al
fine d’unirsi in una simbiosi simile a nessun’altra e l’unione dello
Spirito di Dio e dell’anima divina è la più grande e la più straordinaria
simbiosi di ciò che è. L’unione dell’anima creata e dello spirito non
creato è talmente squisita, talmente esemplare e talmente luminosa, che essa
ingloba tutto in sé e l’unione degli spiriti creati e quella delle anime
create trova in essa la propria felicità (Suor Beghe, La Passione del
Signore riferita da Lui, p. 14.15)”.
Padre.
Ave e Gloria
Abbi
pietà di noi Signore!Abbi pietà di noi!
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.