VIA CRUCIS
La Via della Croce
Nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il
Signore sia con voi. E con
il tuo spirito.
Prima
di cominciare la meditazione della sofferenza patita dal Signore Gesù per
noi, purifichiamo il nostro cuore dalle amarezze, dai rancori, dagli affetti
sregolati e domandiamo perdono di ogni colpa (breve silenzio).
Confesso a Dio onnipotente, alla beata sempre vergine Maria, a san Michele arcangelo, a san Giovanni Battista, ai santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i santi e a voi, fratelli, che ho peccato molto in pensieri, parole ed opere: per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E
supplico la beata sempre vergine Maria, san Michele arcangelo, san Giovanni
Battista, i santi apostoli Pietro e Paolo, tutti i santi e voi fratelli, di
pregare per me il Signore Dio nostro.
Preghiamo
(pausa).
O Dio che hai redento l'uomo col sangue
prezioso del tuo Figlio unigenito, a tutti quelli che percorrono con cuore
attento e affettuoso il cammino della croce concedi la liberazione dal peccato
e la vita che dalla stessa croce è scaturita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Gesù
è condannato a morte
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Essi
però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida
crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita»
(Lc. 23,23-24).
Il Tuo volto, o Signore, è grave e tranquillo; ma quale violenza non subisce il Tuo cuore! Per Te, a cui sono essenzialmente note le ragioni della verità e della giustizia, non poteva essere contraddizione più fiera che la condanna della vita - Tu sei la Vita, o Cristo - alla morte. Le profezie da Te pronunciate sulla Tua fine, e l'agonia nel Getsemani svelano questa incommensurabile contraddizione e ci lasciano capire qualche cosa delle Tue ineffabili sofferenze interiori. Signore, insegnami a credere nella verità e nella giustizia, anche quando chi la rappresenta e la proclama così la smentisce ch'io stesso ne abbia a soffrire iniqui castighi.
INVOCAZIONI
Dalla paura di soffrire liberaci o Signore!
Dalla
ribellione contro il dolore liberaci o Signore!
Dalla
ribellione contro gli altri liberaci o Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
SECONDA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Disprezzato
e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno
davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna
stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i
nostri dolori»
(Is 53,3-4).
Le Tue braccia, o Signore, accolgono il legno del disonore; e la grande pazienza sta per consumare il supremo Sacrificio. Oh, gesto divino d'insuperabile rassegnazione. Oh mitezza, che disarma la Tua onnipotenza per trovare nella voluta debolezza della vittima l'adesione perfetta al divino volere, l'offerta completa alla divina giustizia, insegnami la virtù dell'accettazione, la forza della sapiente passività, il valore del totale abbandono di sè nel compimento dei disegni divini, notificati dall'iniquità umana e dalla cieca sventura.
Da
una vita cristiana fatta di parole e non di opere
liberaci o Signore!
Dal
crederci sempre migliori degli altri tanto da giudicarli e condannarli liberaci
o Signore!
Dalla
tentazione di una vita troppo facile liberaci o
Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
TERZA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Ed
era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose volendo
portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il
capo che guida alla salvezza. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova
ed avere sofferto personalmente è in grado di venire in aiuto a quelli che
subiscono la prova»
(Ebr. 2,10.18).
«La vita è amore: amore straripante, che non ha limiti e che si dona liberamente; amore che si piega misericordioso verso ogni bisogno; amore che protegge, difende, nutre, insegna e forma; amore che è afflitto con gli afflitti e lieto con chi è nella gioia; che è pronto al servizio verso ciascuno per compiere il disegno voluto dal Padre, in una parola: l'amore del Cuore divino» (n. 104).
Dalla
follia del nostro orgoglio liberaci o Signore!
Dalia
veemenza delle nostre passioni liberaci o Signore!
Dalla
schiavitù dei nostro egoismo liberaci o Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
QUARTA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Simeone
li benedisse e parlò a Maria sua madre: «Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele segno di contraddizione perché siano svelati
i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima»
(Lc. 2,34-35).
Signore, rinuncio a comprenderti, non a contemplare l'incontro di Te paziente e umiliato con la Vergine Tua Madre. Chi soffre, alla vista di persona confidente e amata, è sorpreso e vinto da ineffabile commozione e piange. Tu più forte, Tu più saggio, senti certamente la pietà immensa della dolce presenza, ma la commisuri alla pietà inviolabile di ogni altro sentimento verso il Padre celeste; e la compassione umana è sublimata dalla fortezza divina. Austero mi pare il Tuo volto, o Gesù; compreso com'è dall'unico dovere, dall'unico amore: la volontà del Padre; e la Madre associ così alla Tua missione redentrice.
Dai
tentennamenti della fede liberaci o Signore!
Dai
momenti di disperazione liberaci o Signore!
Dalla
prepotenza dei sentimenti liberaci o Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
QUINTA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Allora
costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla
campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce»
(Mc. 15,21).
«Se Dio è in noi e se Dio è amore, è inevitabile che noi siamo fratelli: perciò il nostro amore del prossimo è la misura del nostro amore a Dio. Per il cristiano nessun uomo è estraneo, ogni uomo è sempre il prossimo che ci troviamo davanti e che di noi ha estremamente bisogno, non importa se parente o no, se antipatico o no, se moralmente degno di aiuto o no» (n. 81-82).
Dall'individualismo
e da ogni chiusura liberaci o Signore!
Dall'incapacità
di superare i rancori liberaci o Signore!
Dal
disinteresse per i problemi degli altri liberaci o
Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
SESTA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Ecco,
il mio servo avrà successo, sarà innalzato, onorato, esaltato grandemente.
Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo
aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo - così si
meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai
avevano udito»
(Is. 52,13-15).
«La sequela di Cristo porta a sviluppare in pieno l'originaria vocazione umana: essere vera immagine di Dio; immagine del Signore del creato, conservando, proteggendo e incrementando ogni creatura che si trova nel proprio ambito; immagine del Padre, generando ed educando - per paternità e maternità spirituale - figli per il Regno di Dio» (n. 115).
Perché
in tutti i giovani viva impresso il tuo volto noi ti
invochiamo: ascoltaci signore!
Perché
le giovani crescano generose nel tuo servizio noi ti
invochiamo: ascoltaci signore!
Perché
possiamo esserci di esempio nella via della santità noi
ti invochiamo: ascoltaci signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
SETTIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Ma
il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per caduta di uno solo
morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di
un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.
E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il
giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da
molte cadute per la giustificazione»
(Rom. 5,15-16).
Un'altra volta Tu cadi, o Signore, perché la Tua sofferenza è senza sostegno; e nessuno condivide abbastanza il peso della Tua Croce. Tu sei solo; perché solo è chi soffre; incomunicabile è il dolore, il Tuo dolore specialmente, o Cristo. Così hai patito anche questa pena, grave sopra le altre, della solitudine in mezzo alla folla, dell'isolamento in mezzo a gente dal cuore lontano o nemico. Ma Tu, che di nessuno hai bisogno, perché sei con Te stesso, infinito, che di nessuna parola altrui hai desiderio, perché Sei Tu stesso Parola, concedi che qualcuno, io stesso se non disdegni, Ti assista e Ti comprenda, e nella comunione con la Tua passione goda quella con la Tua Redenzione.
Perché
i giovani che tu chiami alla vita consacrata non si arrendano alle difficoltà
del cammino noi ti invochiamo: ascoltaci Signore!
Perché
le abitudini del consumismo non creino ad essi ostacoli insormontabili
noi ti invochiamo: ascoltaci Signore!
Perché
nelle nostre case non si abbia paura del sacrificio noi
ti invochiamo: ascoltaci Signore!
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
OTTAVA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Lo
seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano
lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: Figlie di Gerusalemme,
non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco
verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili...»
(Lc 23,27-29).
Gesù rivela con queste parole un altro
tormento che appassiona in segreto il suo cuore di israelita: la catastrofe
del suo popolo e la strage orrenda che sta per colpire i suoi connazionali.
Nessuna delle amarezze che possono prendere l'animo umano è stata a lui risparmiata.
Il
vento della morte sfoglia petali d'amore sul tuo volto scarno; cerchi fortemente
qualcuno capace di espiare con te i peccati del mondo. Ti sentirà tua Madre in
cuor suo?
Ti
vedrà il tuo Dio così alto in cielo? I tuoi occhi bruciano d'attesa
dell'ultimo grido. Prima che tutto sia compiuto, alcune donne, mosse da
compassione, piangono l'inumana condizione; e la tua consolazione di uomo per
gli altri si fa linfa vitale dell'umano soffrire.
Su
noi, sui nostri errori, sui mali causati dai nostri errori fa'
scendere la tua misericordia, o Signore
Sul
nostro popolo, sulle sue infedeltà e sui suoi patimenti fa'
scendere la tua misericordia, o Signore
Sul
genere umano, sulla sua durezza di cuore e le sue sofferenze fa'
scendere la tua misericordia, o Signore
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
NONA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
Egli
è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il
castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi
siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi
seguiva la sua strada. Il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi
tutti. Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori
(Is. 53,5-6.10).
Io cercherò un conforto supremo da
codesta ineffabile afflizione, o Signore: essa mi è testimonio che Tu hai
sperimentato l'estrema stanchezza delle membra infrante, e Ti sei curvato
sulla terra ingrata per coricarti di fianco alla nostra disperata sconfitta. Per
sorreggere chi non ha più coraggio, per condividere la pena di chi ha perduto
la speranza per farti fratello di chi l'infermità del corpo e l'avversità
degli eventi traduce in sconsolato pessimismo, ancora una volta sei caduto, o
divino Sostenitore dell'Universo. E in questa misteriosa umiltà insegni
ancora a lottare e a sperare.
Il
mondo è su di te, pesa sulle tue membra. Scalpita l'odio
alimentato
nel cuore degli uomini, mentre le tue labbra mordono l'angoscia e il tuo passo
batte
il sentiero su pietre sempre più dure.
In
questo mare di miserie umane, sotto sguardi chiodati di silenzio,
tu
celebri o Cristo la tua ricchezza di fede, quella fede che alimenta il cuore di
tua Madre testimone della tua santità. Stremato..., calpestato..., con questa
terza caduta la terra accoglie per l'ultima volta, la tua sete di universale
redenzione; e l'ombra della morte è sempre più vicina per aprire nuovi spazi
al mistero che la storia eternerà con la tua croce.
A
coloro che sono oppressi,... Signore dona il tuo
conforto
Alle
vittime innocenti... Signore dona il tuo conforto
Ai
peccatori... Signore dona il tuo conforto
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
DECIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Abbiate
in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo
di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma
spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli
uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla
morte e alla morte di croce»
(Fil. 2,5-8).
Perché, Signore, questo oltraggio alla
Tua dignità e alla Tua sofferenza? Perché i miei occhi fossero pieni di
raccapriccio e di riverenza; perché la Tua sorte di condannato, di umiliato
mi fosse palese; perché il mio spirito comprendesse che Tu hai tutto dato,
tutto immolato, perfino la Tua dignità, per mostrarti qual sei, vittima senza
riserve e senza rifugio. Solo riserva e solo rifugio Ti è la coscienza,
santuario d'infinita pena e d'infinita fortezza: perciò rifiuti, o Gesù, la
bevanda narcotica che Ti è presentata, pietà che non ti è accetta, mentre
fino in fondo all'umiliazione, alla vergogna, al dolore bevi, ludibrio agli
uomini, o Salvatore il Tuo calice senza nome.
La
tua dignità di uomo è scossa ancora una volta; spogliato con violenza dalla
veste tessuta
dalle
mani di tua Madre, umiliato e deriso, affondi le tue radici nell'intimo
dell'esistenza umana. L'umiliazione della tua carne è il trionfo. Il frutto del
seme ha perso la sua corolla per essere vita nuova che fermenta amore. Il tuo
corpo piagato e denudato stilla sangue vivo; il tuo sguardo cerca ancora una
volta il cielo.
Signore,
per perdonare il nostro peccato hai donato il tuo amore, Signore,
pietà
Signore,
nella nostra debolezza aiutaci, Signore, pietà
Signore,
nella tua misericordia santificaci, Signore, pietà
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
UNDICESIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Quando
giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a
destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: Padre perdonali, perché non sanno
quello che fanno» (Lc. 23,33-34).
Disteso
sulla Croce Signore, porgi mani e piedi a coloro che tu ami per essere
crocifisso. Come agnello immolato al sacrificio, con il tuo martirio attiri
tutti a te sulla nuova strada; le braccia aperte, gli occhi tesi oltre
l'infinito, rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce, il patibolo ti
accoglie nella sua dimensione terrena. La violenza dei chiodi che penetrano la
tua carne fa eco alle coscienze di tutta l'umanità, ogni colpo è una spada che
trafigge il cuore di tua Madre; è nel cavo delle tue mani che s'innesta il
calice dell'ultima offerta. E così la tua obbedienza si conclude sulla croce
non più simbolo di morte ma trionfo di vita.
Gesù,
le tue braccia aperte sono il segno del tuo amore per noi noi
ti amiamo, Signore
Gesù,
all’odio rispondi con l’amore che perdona
noi ti amiamo, Signore
Gesù,
le mani inchiodate sono il segno della tua fedeltà senza limiti noi
ti amiamo, Signore
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
DODICESIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Era
verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù
gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Detto
questo spirò»
(Lc. 23,44-46).
Inchiodato sulla croce e staccato dalla terra consumi l'agonia del Golgota. L'ora sesta segna l'ultimo atto del tuo dono completo, il cielo si apre scosso dal fuoco delle tue parole, il sole si eclissa, mentre muore il tuo corpo. Loro non sanno... che cosa fanno, dopo averti martoriato si stanno dividendo le tue vesti.
Si
celebra così il rito del tuo mistero. Ai tuoi piedi..., mani di donna carezzano
ferite e più non bastano gli occhi per il dolore di tua Madre; a lei... lasci
il mondo e al Padre tuo consegni lo Spirito con l'ultimo respiro.
Signore
Gesù, liberaci dalla morte eterna noi speriamo in
te Signore Gesù
Signore
Gesù, donaci di compiere ogni giorno la volontà del Padre noi
speriamo in te Signore Gesù
Signore
Gesù, concedi di accogliere e di amare Maria come madre noi
speriamo in te Signore Gesù
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
TREDICESIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e
Maria di Magdala. Era il giorno della Parasceve e i Giudei perché i corpi
non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel
sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati
via»
(GV. 19,25.31).
Figlio, Figlio mio non sento più la tua voce, il tuo corpo si è fatto freddo.
Non
più lamento alcuno solo il silenzio triste, e sangue e polvere raccoglie il mio
grembo di madre. Le mie lacrime carezzano il tuo volto e cadono sugli squarci
ancora vivi del tuo costato. Ora... tua Madre..., che non ha più pianto da
tergere sui tuoi occhi spenti, ti cullerà ancora una volta per poi lasciarti al
sepolcro prima di salire lassù... dove il tempo e lo spazio, nel nome del
Padre, perpetueranno la tua Croce gloriosa.
O
Gesù, sii per noi sorgente di vita nuova venga il
tuo regno, Signore
O
Gesù, rinnova la nostra vita nel sacramento del perdono venga
il tuo regno, Signore
O
Gesù, con il tuo amore aiutaci a testimoniare il tuo regno venga
il tuo regno, Signore
Gloria
al Padre… l’Eterno riposo…
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
QUATTORDICESIMA
Stazione
Ti
adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo!
«Essi
presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con gli olii
aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato
crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale
nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù a motivo della
Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino»
(Gv. 19,40-42).
Il mistero della morte dischiude, o
Signore, il suo orrore e il suo segreto quando Tu entri nel sepolcro: il Figlio
di Dio morto; la vita, sorgente d'ogni vita, lascia il corpo benedetto in preda
alle inesorabili leggi della natura inferiore, e lo consegna cadavere alla terra
divoratrice. Lo lascia per riprenderlo rinnovato e maggiormente vivificato;
lo lascia nel nostro sonno mortale per risvegliarlo nel suo trionfo immortale;
lo lascia frumento del nostro campo terreno, al silenzio, al freddo, al disfacimento
per subito rianimarlo alla primavera celeste della luce e dell'energia divina.
Vuole seminare nella tomba la speranza; vuole insegnarci a morire per vivere.
E Tu sia benedetto, o Signore, vincitore della morte.
Il
cammino terreno si chiude la vita umana si completa. Ora... che non sei più il
Nazareno che parla ai dottori del tempio, che predica agli Scribi e ai Farisei,
che risuscita i morti, geme la creazione scossa dal male dell'uomo. Solo la fede
della Madre tua che umilmente ha vissuto il dramma umano nell'attesa che il
Padre del calvario glorifichi lo Spirito è certezza della tua gloria e lo vibri
nell'aria e della tua risurrezione. per costruire sotto questo cielo, cieli
nuovi una pietra sigilla in te Kirios, il tuo corpo il Signore.
Perché
hai dato la vita per noi ti rendiamo grazie, o
Signore Gesù
Perché
la tua morte ci ha aperto un futuro di speranza ti
rendiamo grazie, o Signore Gesù
Perché
ci hai rivelato il senso della vita nell'amore a Dio e ai fratelli ti
rendiamo grazie, o Signore Gesù
Santa
Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Poniamo
termine alla nostra preghiera comune, rianimando in noi la speranza e
custodendo sempre nella mente e nel cuore il pensiero della morte e della
risurrezione del Signore Gesù.
Il
Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
Per
il vessillo della santa croce, vi (ci) benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio
e Spirito Santo. Amen.
Andiamo
in pace. Nel nome di Cristo.
Alcuni
testi sono presi da "VIA CRUCIS CON MARIA" di F. Pedrinzani. Ed.
Paoline.