VIA CRUCIS CON TERESA MANGANIELLO
Don
ATTILIO NEGRISOLO Sacerdote
VIA
CRUCIS con alcune riflessioni sulla vita di Teresa Manganiello - Suore
Francescane Immacolatine Pietradefusi (AV) 2008
Il mistero della Passione di Gesù e della sua Croce, vissuto intensamente da San Francesco d'Assisi, è stato sempre forza vitale e fonte di rinnovamento spirituale per i suoi fedeli seguaci e per la Chiesa.
La
"Via Crucis" è un modo semplice, eminentemente francescano, per
fare la meditazione sulla Passione di Gesù.
La
giovane terziaria Teresa Manganello (1849-1876), umile figlia di San
Francesco, era solita fare la Via Crucis anche più volte al giorno.
Le
fonti scritte ed orali ci informano che, insieme ad altre due sorelle del
Terz'Ordine, aveva chiesto il permesso di fare la "Via Crucis" nella
propria "dimora" e che lei, Teresa, ne era fervida apostola tra la
gente delle sue contrade, nel territorio dove passava la sua esistenza:
"Quando
bisognava fare la Via Crucis Teresa lo diceva ad una persona e questa faceva
passa voce passa voce e così si ritrovavano tutti davanti alla sua casa. Teresa
avanti con la Croce sua - la Croce la faceva lei stessa - e gli altri dietro,
fino alla Chiesa di Sant'Egidio. I più poveri delle vicinanze erano i primi ad
arrivare e seguivano ".
Vogliamo
fare questa Via Crucis, con riflessioni sulla vita di Teresa, ripercorrendo,
spiritualmente, il suo sentiero, la sua strada.
Le
pietre della casa che fu testimone della quotidiana Via Crucis di Teresa, sono
state riutilizzate per la costruzione del "Sagrato Teresa Manganiello",
realizzato nel "crocevia" che lei doveva attraversare per andare a
Sant'Egidio.
Come
un tempo la gente radunata da Teresa davanti alla sua casa dava inizio alla
Via Crucis che si concludeva a Sant'Egidio, così oggi si ripete tale pio
esercizio, con la variante che esso ha inizio ai piedi della grande Croce che si
erge sul Sagrato menzionato.
Auguriamo che Teresa, con il suo messaggio e con l'esempio della sua vita immedesimata a Gesù Cristo, continui a portare le anime ai piedi del Crocifisso per farle innamorare di Lui e condurle a quella "misura alta" della vita cristiana e della santità, così come indicata dal Papa Giovanni Paolo II nel suo messaggio per il Terzo Millennio.
gennaio
2008
Suore
Francescane Immacolatine
Non si contano i Santi e le Sante che hanno praticato ogni giorno la Via Crucis. È un esercizio facilissimo che ci aiuta a diventare anime contemplative di Gesù dolente. Qui è il segreto per innamorarci di Gesù e diventare suoi veri discepoli, suoi veri testimoni e apostoli.
È
la strada per innamorarci di Gesù e far in modo che le sue piaghe diventino
compagne dei nostri pensieri attraverso le vie del mondo, per vivere con Cristo
e trovare in lui conforto, protezione e forza nel cammino della nostra vita. Gesù
ci chiama a portare la nostra croce.
Guida:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti:
Amen.
Guida:
Fratelli, iniziamo questa nostra meditazione sulla Passione con un sincero atto
di dolore.
Tutti:
Atto di dolore Mio
Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando
ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le
occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
Gesù
è condannato alla morte sulla croce
Guida
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Tutti
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Guida
- Siamo al culmine della Passione. Gesù è già stato flagellato e porta sulla
testa un casco di spine. Il corpo di Gesù è una piaga; tutte le membra sono
straziate da ferite profonde e sanguinanti.
1°
Lettore - Il volto è bagnato dai rivoli di sangue che scorre dalle ferite
aperte dalle spine sulla testa. Sulle spalle ha un manto di porpora e nelle mani
legate da una corda che tiene, come scettro, una canna.
2°
Lettore - Pilato ha in mente di muovere a pietà il popolo verso Gesù.
Purtroppo dalla piazza sale un solo grido: "Crocifiggilo?". Egli sa
che Gesù è innocente, ma, per timore, lo condanna alla peggiore delle morti:
quella in croce.
I
° Lettore - Anche Teresa martoriava il suo corpo con strumenti di penitenza: i
cilici straziavano braccia e gambe, mentre un busto d'acciaio, armato di un gran
numero di punte, straziava spalle e petto.
2°
Lettore - Teresa così s'immergeva nella Via Crucis ogni giorno, tutta
immedesimata a Cristo sofferente. Gesù accettò per amore quella condanna che
era la più spaventosa e l'offri per la salvezza delle anime. Identico lo
scopo che animava Teresa nelle sue spaventose penitenze: salvare le anime.
Tutti
- Impariamo da Teresa a saper unire preghiera e sacrifici per amore a Gesù e
per la salvezza delle anime. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria.
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori" (Teresa
Manganiello).
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«...
Il suo innocente corpo, era quasi tutto coperto di cilizio... le attorniava le
spalle ed il petto, un busto armato al di dentro di un numero immenso di punte
d'acciaio, lavoro delle sue mani, e sopra di questi scaricava i colpi un
flagello di cuoio, anch'esso frastagliato di acuminate punte...» (Apologia, p.
25).
SECONDA
STAZIONE
Gesù
riceve la croce sulle spalle
G - Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T - Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Gesù è rivestito delle sue vesti. Dovevano servire da fascia per le
strazianti e sanguinanti ferite della flagellazione; altrimenti sarebbe morto
dissanguato lungo la via senza quelle vesti. Non portava sulle spalle lo
stipite della croce che era già piantato sul Calvario, ma solo il patibolo.
I°
L - Una corda, che parte dalla caviglia, lega il patibolo alle braccia di Gesù,
mentre un'altra lo lega a uno dei due ladroni condannati alla morte di croce.
2°
L - Ecco il corteo: Gesù si incammina verso il luogo dell'esecuzione. Quattro
soldati circondano Gesù; altri quattro per ogni condannato alla croce.
I
° L - Quante volte Teresa aveva visto i cortei dei condannati a morte
trascinati dal carcere di Montefusco al luogo dell'esecuzione. Aveva il cuore
già preparato a immedesimarsi nei patimenti del cuore di Gesù. Penetrava la
sofferenza e l'amore con cui Egli cercava e abbracciava i patimenti per amore
delle anime. Quell'amore spingeva anche Teresa a caricarsi la croce sulle spalle
tanto straziate, a salire i gradini della scala di casa in ginocchio per imitare
Gesù e patire con Lui, per Lui e per le anime.
2° L - L'amore di Cristo non le dava riposo. La via della Croce era il suo amore, il suo esercizio, la sua passione e la sua professione, il suo apostolato: una risposta di amore all'amore di Cristo.
T
- Domandiamo a Gesù la forza di provargli il nostro amore con l'imparare a
preferire il patire al godere, sull'esempio dei santi. Padre Nostro, Ave
Maria, Gloria.
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Per
imitare Gesù Cristo nella penosa salita al Calvario, con enormi pesi sul capo e
sulle spalle, saliva ginocchioni l'erta scalinata della sua casa» (Apologia, p.
23).
TERZA
STAZIONE
Gesù
cade sotto la croce per la príma volta
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Gesù era sfinito per la tortura della flagellazione e della coronazione di
spine. Non veniva più flagellato; flagellati erano gli altri due condannati
che reagivano e davano strappi alla corda che li legava a Gesù.
I°
L - Sotto questi strappi Gesù perdeva l'equilibrio e cadeva a terra: la testa,
in particolare il volto, batteva sui sassi della strada. Poteva morire e tanti
morivano sotto la croce. Gesù supplicava il Padre di non farlo morire sotto la
croce, ma sopra la croce.
2°
L - Gesù voleva patire tutto fino alla fine e morire sopra la croce per provare
il suo amore per ognuno di noi.
I°
L - Per la Messa quotidiana Teresa saliva dalla sua casa alla Chiesa di
Sant'Egidio curata dai PP Cappuccini; saliva vestita di strumenti di
penitenza; sostava, di quando in quando, per flagellarsi e immolarsi con Gesù,
mai stanca di patire. Insaziabile di patimenti Gesù; insaziabile di patimenti
Teresa per tutta la sua vita.
T
- Ci trasmetta Gesù, per intercessione di Teresa, il suo amore, la sete di
patire per aiutarlo a salvare le anime. Padre nostro, Ave Maria, Gloria.
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Il lunedì, il mercoledì e il venerdì sono i giorni del suo volontario martirio... Ma di notte, di giorno e sempre il rinnova, chè vede moltiplicarsi gli scandali, perseguirsi e calunniarsi la Chiesa, il suo Capo Supremo, i suoi Ministri; quando ode inondar la bestemmia, la disonestà ed essersi cangiati in costume la licenza, il furto, l'usura...» (Apologia, p. 25).
QUARTA
STAZIONE
Gesù
incontra la sua afflittissima Madre
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Dal giorno della presentazione di Gesù al Tempio, Maria era sempre sulla
via del Calvario. Il Profeta glielo aveva detto: "Questo bambino sarà
contraddetto e la spada del dolore ti trapasserà l'anima".
I° L - I profeti l'avevano annunciato ridotto tutto una piaga, il volto come quello di un lebbroso. Maria sapeva che Gesù doveva essere trafitto alle mani e ai piedi e che avrebbe avuto il costato spaccato dalla lancia.
2°
L - Quante volte la Madre aveva offerto il Figlio al Padre e quante volte si era
offerta con Lui per salvare le anime, per salvare anche noi.
1 ° L - Teresa, ad imitazione di Maria, ha fatto della sua vita un'offerta continua di ogni specie di sacrifici, rinunce, penitenze, privazioni, digiuni... per cooperare, sull'esempio della Madonna che, proprio negli anni della sua adolescenza, a Lourdes aveva chiesto preghiera e penitenza per la conversione dei peccatori.
2°
L - Era la vista delle offese a Dio a spingere Teresa a flagellarsi e a
straziarsi il corpo con le punte d'acciaio del busto. Voleva, con Maria e come
Maria, cooperare a tutta l'opera della Redenzione; voleva pregare e patire
per il Papa e la Chiesa, per liberare le anime del Purgatorio e suscitare
cristiani santi.
T
- Diamo ascolto anche noi all'Immacolata, che a Lourdes e a Fatima è scesa per
chiamare tutti i cristiani a farsi, con Lei, corredentori. Padre nostro,
Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Suo
genio, mai interrotto o indebolito, l'offrire a Dio ogni cosa per la conversione
deí peccatori e per la liberazione delle anime del Purgatorio: per le quali
fece sempre l'esercizio della Via Crucis, anche più volte al giorno, avendo il
Crocifisso a ciò benedetto» (Cenni Biografici, p. 43).
QUINTA
STAZIONE
Gesù
è aiutato dal Cireneo a portare la croce
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Il fatto è avvenuto dopo l'ultima caduta sotto la croce. Gesù, stremato, non
riusciva più a sollevarsi. Sembrava morto. Quanti morivano sotto la croce,
prima di arrivare alla crocifissione?
I° L - Stava per capitare anche a Gesù; ma Lui voleva morire sopra la croce. Nel suo cuore l'amore non era mai sazio di patire. I soldati romani, per timore che morisse prima di arrivare al luogo del supplizio, costrinsero il Cireneo a portare il patibolo di Gesù.
2°
L - Deve essere avvenuto un miracolo nel cuore del Cireneo. Il contatto con la
croce di Gesù lo trasforma, lo converte, lo fa discepolo di Cristo. Anche i
suoi figli Alessandro e Rufo, diventano apostoli di Cristo.
G
- Aiutare Cristo, cooperare con Lui per riparare i peccati, per intercedere
grazie di conversione è stato lo scopo della vita di Teresa, la quale, proprio
sull'esempio del Cireneo, anche lei si caricava sulle spalle la croce che,
premendo sulle punte d'acciaio della gabbia spaventosa di cui era rivestita,
la rendeva tutta simile a Gesù.
I°
L - Come Gesù anche Teresa insaziabile di patimenti e sofferenze: ricorreva
alle punture delle ortiche, si rotolava sulle spine pungentissime, sulle punte
dei cardi di castagno, dormiva sopra un sasso, portava pesi sul capo e sulle
spalle. Voleva essere un Cireneo vivente e cooperare con Gesù alla Redenzione
dell'umanità.
T'-
Chiediamo a Gesù che ci conceda lo stesso amore di Teresa, per aiutarlo a
portare la Croce nei sofferenti che incontriamo sul nostro cammino. Padre
nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Quando ascoltava le amarezze del Sommo Pontefice, alla disciplina aggiungeva il tormento prolungato da un fascetto di ortiche; l'avvoltolarsi su di uno strato di cardi di castagno o di pungentissime spine» (Cenni Biografici, p. 37).
SESTA
STAZIONE
Gesù
è asciugato dalla Veronica
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G - Veronica è la consolatrice. Nessuno la ferma: si avvicina a Gesù e con un velo gli asciuga il volto. Gesù per riconoscenza lascia la sua immagine impressa su quel lino.
I°
L- Innamorata di Gesù era la Veronica, la quale, vedendo il suo Volto
deformato, bagnato di sudore, di sangue e di polvere, sfidò i soldati e
attraversò la folla per dargli il suo amoroso conforto.
2°
L - Il volto era sempre più sfigurato. Due ferite sulle sopracciglia. Le
palpebre insanguinate. Il naso straziato. Due rivoli di sangue gli uscivano
dalle cavità nasali e non c'era mano che frenasse quel sangue. Il mento,
tutto rovinato. Tumefatto è il labbro superiore.
1°
L - Innamorata di Gesù era Teresa. L'amore per Gesù Crocifisso la spingeva
sempre più a riprodurre in sé gli spasimi della Passione e diventare
immagine vivente del Crocifisso.
T
- O Volto santo di Gesù, tu che portavi il cuore di Teresa a immedesimarsi
nella tua Passione infiamma di amore i nostri cuori, perché innamorati di
Te ricorriamo ai mezzi della preghiera fervente e perseverante, alla frequenza
ai sacramenti per essere santi e testimoni del tuo amore e così far nostro,
nella pratica, il programma tracciato dal Sommo Pontefice a tutti i cristiani
per il Terzo Millennio, ed essere non cristiani a rischio, mediocri, ma
cristiani ferventi, santi. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«... un'artrite ostinata l'assale violentemente. Non vi è punto del suo corpo non tormentato dal più fiero dolore - eppure il suo volto, sebbene un po' trasformato, sorride di una gioia di paradiso: il suo labbro non muove un lamento, anzi non l'adopera che a ringraziare il suo Diletto, il quale vuol renderla sempre più conforme a Sé» (Apologia, p. 26) .
SETTIMA
STAZIONE
Gesù
cade la seconda volta sotto la croce
G - Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Gesù cade un'altra volta a terra. Non poteva ripararsi. Le mani legate al
patibolo. Batteva con la testa e la faccia per terra. Sulle spalle il patibolo
che pesava più di mezzo quintale. Quando cadeva la testa sbatteva a terra con
un simile peso.
I°
L - Le ferite si aggiungono agli schiaffi, agli sputi, ai colpi di flagello e al
sangue che esce dalle piaghe causate dalla flagellazione.
2°
L - La Passione di Gesù, le sue piaghe, le sue sofferenze, i suoi strazi
erano tutti impressi profondamente nella mente e nel cuore dei Santi. La
meditazione della Passione era il pensiero dominante dei loro giorni e delle
loro notti.
1°
L – I terribili strumenti con i quali Teresa martoriava le sue membra,
giorno e notte, in casa, per la strada, in chiesa e durante il lavoro, sono
testimoni del suo profondo amore per Gesù Crocifisso, mentre c'invitano ad
imparare ad amare, a saper soffrire e confortare Gesù nelle membra doloranti
della Santa Chiesa.
T
- Preghiamo Teresa che ci ottenga da Gesù la grazia di portare impresse nella
mente e nel cuore il ricordo della sua santissima Passione, e abbiamo la forza
per resistere e rialzarci dalle nostre cadute. Padre nostro, Ave Maria,
Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Adusasi
alla chiesa dei Cappuccini ch'ella frequentava, dirsi per tempissimo la messa, a
comodo dei campagnuoli. Ella conducendovisi per un remoto sentiero, fermasi,
fino a tre volte per via, e dato di mano ai flagelli, orribilmente si percuoteva
dicendo: "Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori!"»
(Apologia, p. 25).
OTTAVA
STAZIONE
Gesù
incontra le donne di Gerusalemme
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Le donne che Gesù incontra durante la sua salita al Calvario sono veramente
addolorate per la sua condanna alla croce e lo dimostrano con pianto e lamenti.
Ma Gesù le invita a piangere, più che su di Lui, sulla causa della sua
Passione: il peccato.
1° L - "Figlie di Gerusalemme non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?"
2°
L - Certo a provocare la Passione è stato l'amore del Padre che ci ha amati
fino a sacrificare il Figlio. In questa stazione, però, Gesù spiega che la
causa della sua Passione sono stati anche i peccati. È verità di fede che
Gesù ha patito ed è morto per i nostri peccati.
1°
L - Non ci resta che ringraziare Gesù di tanto amore misericordioso e di
impegnarci a lottare contro il peccato, che rinnova i dolori e le sofferenze
della Passione.
2° L - E' stata così tutta la vita di Teresa, che si definiva peccatrice, e che ha fatto della sua esistenza un pianto per i peccati e per la conversione dei peccatori.
T
- Il Figlio di Dio, caricandosi dei nostri peccati, li ha espiati ottenendoci
perdono, misericordia e grazia. Teresa ci aiuti ad accogliere l'invito di Gesù
che ci chiama a pentirci dei nostri peccati e a domandare perdono per i
peccatori. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Le dovesse costare il più duro sacrifizio la salvezza un'anima le è sempre caro il compierlo» (Apología, p. 20).
NONA
STAZIONE
Gesù
cade la terza volta sotto la Croce
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Il peso dei peccati è enorme e Gesù cade sotto la croce che pesa quanto il
mondo. Meno si fosse peccato e meno sarebbe pesata quella croce. Gesù non
riesce più ad alzarsi. E' quasi morto.
1
° L - Contempliamo il volto dolente di Gesù: è tutto sangue e ferite. Così
l'aveva visto il Profeta Isaia.
2°
L - "Non ha apparenza né splendore per attirare i nostri sguardi; non
splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo
dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la
faccia... Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le
nostre iniquità" (Isaia, 53).
1°
L - Teresa era instancabile nel martirizzare il suo corpo verginale e santo con
veglie e digiuni, con cilici e flagelli e ogni altro strumento di penitenza,
per poter riparare i peccati e ottenere grazie di conversione per i peccatori.
2°
L - Il Signore, continuamente offeso, la rendeva instancabile nella pratica
della purezza angelica, dell'obbedienza eroica, della più profonda umiltà.
T
- Con la sua vita e con il suo esempio Teresa insegna e chiama le anime ad
essere sempre più sante per convertire i peccatori e così sollevare i pesi della
croce di Gesù. La Madonna a Fatima ha rivelato che Gesù è "fin troppo
offeso" e ha chiamato tutti a pentirsi, a riformarsi per essere santi e
ottenere conversioni a Dio. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Unicamente
desiderosa di avvicinarsi al Prototipo, ricorda e medita di continuo tutte le
pene, gli insulti, le contumelie e le calunnie sostenute dal suo divino Maestro.
Allora solo pare godesse davvero, quando ha l'occasione di beverne il calice
sino alla feccia» (Apologia, p. 23).
DECIMA
STAZIONE
Gesù
spogliato e abbeverato di fiele
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Siamo sulla cima del Calvario. Iniziano per Gesù le torture del più
terribile dei supplizi, destinato agli schiavi e ai réi dei più gravi
delitti. Gesù è spogliato delle vesti. Gli abiti che si erano attaccati alla
carne delle piaghe, strappati con violenza, riaprono le ferite della
flagellazione.
1
° L - Contempliamole una ad una queste piaghe, che un giorno saranno i nostri
giudici.
2°
L - Gesù è ridotto come un lebbroso. Era uso tra i giudei, dare una bevanda
amara per i condannati alla croce per dare loro un sollievo nelle sofferenze
atroci. Gesù accetta quella bevanda: ma vuole solo assaggiarla, non per trovare
sollievo; cerca nuove sofferenze. Deve espiare tutti i peccati di gola.
1°
L - Teresa ha saputo camminare sulla via dei grandi santi: non era mai sazia di
patimenti. Durante la Messa, alla Consacrazione del pane e del vino, lei si
muoveva entro il busto spaventoso per straziare le sue carni innocenti e creare
nuove piaghe; spontaneamente si rotolava sulle spine per straziare ogni punto
del suo corpo verginale.
2°
L - Anche lei rendeva amaro il suo cibo spruzzandolo con l'assenzio o con la
cenere, trasformando i giorni e gli anni giovanili in una Via Crucis vivente.
T
- Ci sia dato di imitarla nell'ascoltare Gesù che invita tutti a seguirlo
rinnegando se stessi e portando la croce dei doveri quotidiani, per amore suo
e in comunione con la sua Passione. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Digiuno
in pane e acqua. Digiuno quotidiano in tal modo che potrebbe dirsi una
continuata Quaresima di pane ed acqua la vita di Teresa... Obbligata a mangiare
dai genitori, mescolava destramente al cibo delle foglie di assenzio,
mortificazione usata quasi giornalmente, e qualche volta la cenere, anche quando
prendeva un pezzo solo di pane» (Cenni Biografici, p.36).
UNDICESIMA
STAZIONE
Gesù
inchiodato sulla Croce
G - Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Ecco i preparativi per la crocifissione di Gesù: il patibolo, i chiodi, il
martello, i polsi trafitti. I chiodi ledono vasi sanguini, arterie e vene,
tessuti e nervi. Dolori atrocissimi.
I°
L - Gesù è sollevato. Ha i polsi trafitti e confitti con chiodi al patibolo;
così cammina ora Gesù verso lo stipite della croce già infisso a terra.
2°
L - Gesù è sollevato da terra. Il patibolo è incastrato nello stipite e il
suo corpo ora pende dalla Croce. La sete lo divora. L'angoscia interiore è
spaventosa. Gesù grida: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato!".
Non è il grido di un disperato. È il segno di tutti i patimenti, di tutte le
sofferenze assunte per redimere gli abissi di tutti i peccati e di tutte le
umane disperazioni.
1°
L - Il cuore e la mente di Teresa erano sempre legati alla Croce, a Gesù
crocifisso. Ne è prova la sete di patimenti per saziare e sollevare la sete di
Cristo procurando la conversione dei peccatori.
T - Sia dato anche a noi di non voler sapere altro, come per San Paolo, che Cristo e Cristo Crocifisso. Ognuno deve poter dire come San Paolo: "L'amore di Cristo mi spinge; mi ha amato e ha dato se stesso per me". Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«Oh,
mio Diletto, giacché ora sono nelle mani tue, deh! riversa sopra di me tutto il
calice di quell'ira, onde vorresti percuotere i peccatori e questi, ti prego,
converti e vivano» (Apologia, pp. 26-27).
DODICESIMA
STAZIONE
Gesù
muore in Croce
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- È il momento di contemplare il volto dolente di Gesù crocifisso e il suo
corpo tutto straziato: il capo coronato di spine, le mani e i piedi trafitti, il
corpo tutto una piaga per i colpi dei flagelli.
1
° L - Gesù prega per i suoi crocifissori e l'ultima parola è: "Tutto
è compiuto". Dalla sua bocca esce un grido: gli si spacca il cuore. Il
sangue si riversa tra il cuore e la parete più interna del pericardio. Il dolore
è atrocissimo.
2°
L - È il culmine della Passione: il corpo di Gesù acquista immediata rigidità
cadaverica. Poco dopo, un soldato, con la lancia, gli spacca il costato e gli
trapassa il cuore; ne escono sangue e acqua.
I°
L - Contempliamo Gesù Crocifisso. È Dio e muore per amor mio, deve dire ogni
persona. L'amore è l'unica risposta: "Gesù ti amo anch'io". Il Calvario
è il monte dell'amore e degli amanti. La più vicina è la Madre,
l'Addolorata. Sono con Lei San Giovanni e le pie donne.
2°
L - Alla schiera delle pie donne, delle "amanti del Crocifisso", si
allinea Teresa, vera sposa di Gesù Crocifisso e con Lui crocifissa; anche lei
tutta una piaga, tutta sanguinante, assetata di patimenti, per immedesimarsi con
il Dio Crocifisso.
T
- Dolce sposa del Crocifisso, tu ci insegni a unire alla contemplazione
l'offerta del cuore e l'amore al sacrificio. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia deí peccatori".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«... Quando ode che unico mezzo a toccare il termine del suo glorioso cammino, è l'abnegazione completa della propria volontà, è lieta di poter conformarsi al suo Gesù Crocifisso, nel quale scorge il suo tesoro, la sua temporale ed eterna felicità» (Apología, p. 19).
TREDICESIMA
STAZIONE
Gesù
deposto dalla Croce
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G - Prima il martello per inchiodare Gesù in croce, ora le tenaglie per schiodarlo e staccarlo dalla croce. Sul Calvario c'è il silenzio. Il cielo si è oscurato, la terra ha tremato. Il Padre ha tanto amato il mondo da sacrificare il Figlio prediletto. Finalmente Gesù è arrivato al battesimo agognato.
I°
L - Maria ha tra le braccia il Figlio. Ha davanti a sé la contraddizione in
tutta la sua perversità. Dal profondo del cuore offre il sacrificio del
Figlio e si offre con Lui.
2°
L - Il corpo di Gesù deposto dalla Croce cammina verso la pietrificazione:
pietrificato è il Cuore di Maria.
1°
L - Questa visione riempiva la mente e il cuore di Teresa: anche lei era
trafitta alla vista dei peccati e quasi naturalmente portata a espiarli con
quegli stessi strumenti che avevano straziato il corpo di Gesù. Non finiva di
offrirsi vittima, di offrire la sua vita in espiazione dei peccati, per la
salvezza delle anime.
2°
L - Teresa aveva la Passione di Gesù impressa nella mente, stampata nel cuore;
da qui il suo impegno, il suo entusiasmo a straziare il suo corpo per essere
conforme a Cristo crocifisso.
T
- Impariamo a crocifiggere il corpo con i suoi vizi e concupiscenze per non
rinnovare la Passione di Gesù con i peccati, in espiazione dei quali è là,
morto, tra le braccia di Maria. È la Pietà È l'Addolorata che a Fatima ha
ammonito i suoi figli col cuore circondato da spine: "Non offendete più il
Signore che è già troppo offeso?". Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, misericordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!
«...
in ogni venerdì alle ore venti italiane ponevasi a fare un'ora di orazione
mentale sopra la Passione di Gesù e i Dolori di Maria Santissima» (Cenni
Biografici, p. 35).
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo hanno voluto tributare a Gesù funerali reali
avvolgendone il corpo nel lino della Sindone e riempiendo il sepolcro dei più
preziosi profumi.
1°
L - I nemici di Gesù lo avevano schernito: "Scendi dalla croce e ti
crederemo". Gesù avrebbe potuto scendere. Ma ha voluto il sepolcro e sopra
il sepolcro una pietra.
2°
L - A Gesù non sono bastati gli sputi, gli schiaffi, le corde, le spine, i
chiodi, la croce, la lancia; ha voluto anche una pietra sulla sua tomba. Non
solo voleva provare la sua divinità rovesciandola, uscendo dal sepolcro
risorto e vittorioso, ma voleva ancora vincere la durezza dei cuori, peggiore di
quella delle pietre.
1°
L - Teresa ci insegna a rispondere agli inviti di Gesù crocifisso, morto e
risorto, detestando i peccati e camminando nella via dei comandamenti. Lei è in
prima fila nel seguire Gesù.
2
° L - Anche a Teresa, non sono bastati i flagelli, i cilici, il busto
orribile, le corde e la croce. Anche lei ha voluto le pietre sotto il suo capo
per aumentare la sofferenza, per espiare, salvare anime e consolare Gesù.
T
- Ci sia dato, imitando Teresa, di vivere lo spirito della Via Crucis come lo ha
vissuto lei. Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Giaculatoria:
"Misericordia, Signore, míserícordia dei peccatori ".
Santa
Madre, deh! Voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
«...Teresa ha chiamato molti alla via della salvezza; ha corretto peccatori; ha chiamato il prossimo a cercare solo la gloria di Dio e la salvezza dell'anima in ogni operare, fissa e diligente nella convinzione, che volendo bene davvero al dilettissimo Sposo, dovea adoperarsi in tutti i modi a procurarne la gloria» (Cenni Biografici, p. 45).
G
- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T
- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
G
- Preghiamo
O
Dio onnipotente ed eterno che hai dato come modello agli uomini Gesù Cristo,
fatto uomo e umiliato sino alla morte di croce, concedi a noi, per intercessione
della Vergine Maria, di avere sempre presente questo mistero di amore e di grazia,
di perdono e di misericordia e di conseguire i frutti della Redenzione per
partecipare alla gloria del Tuo Figlio Risorto. Per Cristo nostro Signore.
T
- Amen.
Un
Pater, Ave, Gloria secondo
le intenzioni del Sommo Pontefice
Preghiera
per la glorificazione di TERESA MANGANIELLO (Montefusco, 1849 - 1876)
Signore
Gesù, che ti degni di coronare di gloria le anime che più ti somigliano per
l'imitazione delle tue virtù, donaci la gioia di vedere glorificata anche su
questa terra la tua serva fedele Teresa Manganiello, che nella sua breve vita ci
lasciò tanti esempi di eroica carità, di invitta fortezza e di aspra
penitenza. Per la sua intercessione concedici la grazia. Amen. 3 Gloria
Teresa
Manganiello nasce a Montefusco (AV) il 1°
gennaio 1849 e il giorno successivo è battezzata nella Chiesa Parrocchiale
di S. Giovanni - del Vaglio.
Nel
1850 riceve il Sacramento della Cresima e alcuni anni dopo l'incontro con
Gesù Eucaristico nella prima Comunione.
Vissuta
in una famiglia religiosa del mondo contadino, cresce e si delinea la sua
fisionomia spirituale.
Il
1° maggio 1871 emette la professione dei Consigli Evangelici nel Terz'Ordine
Francescano.
Donna
di fede, di preghiera, di penitenza; mistica e pratica, svolge un apostolato
unico ed eccezionale. "Vero missionario nelle sue contrade"
evangelizza con l'esempio, con la parola e con le opere.
I
poveri, i sofferenti, gli sventurati, gli orfani, gli emarginati sono i
prediletti e la "gloria" della "analfabeta Sapiente di
Montefusco".
La
sua brama di santità, la sua sete di consacrazione a Dio e la sua ansia per la
salvezza delle anime ispirano al Cappuccino P Lodovico Acernese la fondazione
di una Congregazione religiosa e nel 1873 in "udienza privata" ottiene
dal Beato Pio IX la benedizione per il progettato Istituto.
Teresa
muore il 4 novembre 1876, a 27 anni, "proclamata santa da tutto un
popolo". Cinque anni dopo la sua morte, l'8 dicembre 1881, il P Lodovico
Acernese fonda la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine, di cui
Teresa è "Madre Spirituale" e "Pietra Angolare"
Nel
suo patrimonio spirituale ogni suora trova ricchissimi esempi ed insegnamenti
per una vita di totale consacrazione al servizio di Dio e della Chiesa. Il
processo di canonizzazione della Serva di Dio è in fase ben avanzata.
Sono
sempre più frequenti le segnalazioni di grazie, di favori di ordine morale e
spirituale, di guarigioni ottenute tramite l'efficace mediazione e intercessione
presso il Signore della Serva di Dio Teresa Manganiello.
In
questo Terzo Millennio, segnato ancora da tanta violenza, dall'odio e dalle
guerre, Teresa si ripresenta come modello autentico di vita cristiana per aiutare
tutti a edificare la civiltà dell'amore, della solidarietà e della pace.
I
testi nei riquadri sono stati tratti dalle fonti biografiche scritte su Teresa
Manganiello:
-
G. DA DENTECANE, "L'Apologia della virtù cristiana" (1877), in La
serva di Dio Teresa Manganiello:primi scritti in memoria, Pietradefusi 1991.
-
L. ACERNESE, "Cenni Biografici della Sorella Maria Luisa" (1879), in
La serva di Dio Teresa Manganiello: primi scritti in memoria, Pietradefusi
1991. Tutti i diritti sono riservati
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