
Tu pure, anche tu sei condannata a morte, ma ne ignori il momento. Dover morire: ecco la grande realtà. Le ombre svaniranno: non rimarrà che quello che è. Impara da me come prepararti alla morte e come morire. Pater, Ave, Gloria.
SECONDA
STAZIONE: Gesù è caricato della Croce.
Benché
sfinito dalla flagellazione e dalle sofferenze della notte, presi la mia croce
con amore e con gioia. E per quest'ora che io sono venuto. Io non pensavo a me,
pensavo alla Redenzione.
Ogni croce che ti sarà data, ricevila con amore e gioia: non pensar a te; pensa all'opera della Redenzione. Pater, Ave, Gloria
TERZA
STAZIONE: Gesù cade per la prima volta.
Non
avevo fatto un lungo cammino e già ero caduto.
Non meravigliarti quando cadi: ma, come ho fatto io, rialzati. Pater, Ave, Gloria
QUARTA
STAZIONE: Gesù incontra la sua Santa Madre.
Ero
irriconoscibile, non avevo più l'aspetto di un uomo.
Ella
mi vide, mi riconobbe: oh, Ella ha condiviso la mia Passione. Eppure vi ha
perdonato, non solo, ma vi ama come nessuna mamma ha mai amato il suo bambino.
Ella non cessa di vegliare su voi, di proteggervi, d'intercedere per voi dal
giorno in cui siete nati. Materna e silenziosa, tutta nascosta, non desidera
neppure che la ringraziate, ma desidera che ringraziate Dio.
Indirizza
a Lei tutte le tue suppliche: la sua preghiera è irresistibile nel cuore del
Signore. Per ringraziarla, cerca di imitarla. Pater,
Ave, Gloria
QUINTA
STAZIONE: Gesù riceve l'aiuto di Simone Cireneo.
Lo
vedi, ho voluto che l'umanità, nella persona dei Cireneo, partecipasse in una
certa misura alla propria redenzione. Così avviene sempre. Quelli che se ne
astengono, quelli che rifiutano di obbedire ai comandamenti di Dio bisogna che
li guadagnate a voi. Se voi portate i pesi gli uni degli altri, e fate agli
altri quanto vorreste che gli altri facessero a voi, essi desidereranno di
essere della vostra famiglia; essi ne accetteranno le obbligazioni; dopo, quando
avranno compreso, ameranno queste obbligazioni e la loro generosità donerà di
più ancora. Molti sono della mia famiglia senza saperlo, poiché è dalle
azioni e dalle intenzioni che io riconosco i miei. Pater, Ave, Gloria
SESTA
STAZIONE: Veronica asciuga il volto di Gesù.
Lo
vedi? per un gesto d'umana bontà: ricompensa divina. E' sempre così. Quello
che mi ha confortato in questo terribile cammino della croce, non è solamente
il suo gesto e la dolcezza dei suo velo, è che io l'abbia potuta ricompensare.
E' mia gioia donare. Le mie grazie sono senza fine.
Aspetto
le occasioni per potervele manifestare; le occasioni in cui mi offrite un cuore
atto a riceverle. Io le attendo e le cerco... Oh, sì, io me ne sto alla porta e
picchio.
Pater,
Ave, Gloria
SETTIMA
STAZIONE: Gesù cade una seconda volta sotto la Croce.
Avrei
dovuto morire qui perché la mia spossatezza aveva raggiunto i limiti estremi.
Ma tutto non era compiuto, ho pensato alle anime e il mio amore mi ha dato la
forza per rialzarmi. Quando voi non ne potete più per le fatiche e per le pene,
domandate l'amore; esso non viene mai rifiutato a chi lo chiede. Pater,
Ave, Gloria
OTTAVA
STAZIONE: Gesù consola le donne di Gerusalemme.
Lo
vedi, per parlare alle donne che piangono, io sono di nuovo in piedi. Si
dimenticano le proprie sofferenze quando si pensa a quelle degli altri. Bisogna
pregare per gli altri più che per se stessi, pregare per le grandi intenzioni
della Chiesa: la salvezza delle anime, il trionfo delle verità della Fede, le
Missioni per i Sacerdoti, per l'unità visibile della mia Chiesa per la
guarigione delle ferite da cui la mia Chiesa è colpita nella sua vita umana;
queste ferite indeboliscono la sua azione, gettano come un velo sulla sua luce,
la luce delle mie parole. Bisogna chiedere a Dio i suoi doni divini: la fede, la
fedeltà che è la carità in azione, la corrispondenza alle sue grazie che è
il frutto della speranza. Pater, Ave, Gloria
NONA
STAZIONE: Gesù cade per la terza volta sotto la Croce.
Eccomi
ancora una volta in terra, sfinito. Fermarmi qui? La morte sarebbe stata sì
dolce cosa. Ah, ho sofferto ben al di là di quello che era necessario per il
riscatto del genere umano.
Questo
sovrappiù di sofferenze era però necessario per tante anime che rischiano di
perdere nella tiepidezza e nella compiacenza di sé i valori che sono stati ad
esse affidati e di perdersi. Mia cara figliola, hai compreso? Nessuna sofferenza
è perduta nella vita dell'amore. Sii generosa. Non lo sarai mai troppo. Non lo
sarai mai abbastanza. Pater, Ave, Gloria
DECIMA
STAZIONE: Gesù è spogliato delle sue vesti.
Lo
vedi, io ho tutto dato, non ho riservato nessun ricordo per mia Madre, neppure
la mia tunica. I miei doni sono di un'altra specie. Lasciati spogliare; delle
cose materiali innanzi tutto, poi dei tuoi diritti, delle tue forze, dei tuoi
pensieri. E' a Dio che donerai. Alla vostra morte non vi resterà che quanto
avrete a Lui donato. Pater, Ave, Gloria
UNDICESIMA
STAZIONE: Gesù inchiodato in Croce.
Per
me i chiodi di ferro acuminato, la croce di duro legno che conficcava nella mia
testa la corona di spine... Per te i chiodi sono i tuoi voti; ma essi non ti
fissano a una croce, ti fissano nel mio cuore affinché nulla ti separi da me,
nel mio cuore che ti ama e che ti attende da tanto tempo.
Vedi
come la tua sorte è invidiabile. Dove andresti tu senza i tuoi voti? Amali per
viverli con la perfezione che l'amore ispira. Quello di vittima non cambia nulla
agli altri. Esso ti unisce a me più strettamente, a me, l'Agnello immolato, la
Vittima. Sforzati di vivere come io ho vissuto. I ho scelto l'ultimo posto. Sei
veramente la serva delle tue Sorelle? Hai tu ogni giorno qualche immolazione da
offrirmi? Pater, Ave, Gloria
DODICESIMA
STAZIONE: Gesù muore sulla Croce.
Tu
lo vedi, io ho perdonato, ho dato tutto, tutto quello che avevo; inoltre vi ho
donato il mio corpo, il mio sangue. Avevo ancora, mentre ero sulla croce, la mia
Mamma. Quelli che voi amate non bisogna che li amiate per voi stessi, ma per
donarli sicché altri ricevano l'amore di cui voi avete beneficiato. Bisogna
amare per il Signore sicché l'amore si diffonda e Dio sia così conosciuto e
amato. Tu non comprenderai che in cielo quanto devi a quelli che ti hanno amata.
Non tenerli per te, donali...
Bisogna
donare il meglio del proprio cuore e il meglio del proprio pensiero. Se conservi
per te stessa i tuoi pensieri essi rimarranno sterili; se tu li doni il Signore
li potrà utilizzare a suo piacimento. Che te ne deve importare? Getta come i
grani che il vento disperde ai quattro angoli dei cielo il meglio dei tuoi
pensieri, il tuo amore e tutto quello che puoi donare, e lascia a Dio la cura di
usufruirne come meglio gli piacerà: la prodigalità mi onora.
Vi
ho dato la mia Mamma; ho gridato il mio abbandono da parte di Dio perché le
anime prese dall'angoscia della morte fossero riconfortate dal pensiero che lo
vi sono passato prima di loro e per loro. Ho gridato la mia sete di anime. Essa
permane. La condividi tu? Chi vuole essere mia sposa deve sposare i miei
desideri.
Tutto
è compiuto. E tu sei fedele alla Regola? A quanto la tua Superiora e il tuo
padre Spirituale ti dicono? E a quanto io ti dico? Compiere tutto, sì, costi
quello che costi.
Ho
rimesso il mio spirito nelle mani del Padre mio.
E'
così che bisogna morire. Ed è così che tu farai ben presto.
Pater, Ave, Gloria
TREDICESIMA
STAZIONE: Gesù è deposto tra le braccia della Madre sua.
Lo
vedi, come quando Io ero piccolo, eccomi ancora tutto intero tra le sue braccia.
Ella ha condiviso la mia Passione. Ed ora che mi porta tra le sue braccia, porta
tutti i meriti della mia Passione che Io le dono. Ella ne può disporre secondo
il suo cuore di Madre: è la Mediatrice di tutte le grazie.
Abbandona
così tutta la tua vita, i tuoi lavori, i tuoi desideri, il tuo cuore tutto
intero perché Ella vi metta qualche cosa del suo, le tue preghiere perché le
renda irresistibili unendovi la sua. Pater, Ave, Gloria
QUATTORDICESIMA
STAZIONE: Gesù è deposto nel sepolcro.
E' il vostro cuore il sepolcro donde Io desidero risuscitare: non lasciatemi solo. Pater, Ave, Gloria
(suggerita
da Gesù a Sr. Maria della Trinità da Colloquio interiore).