LA VIA DELLA CROCE con Suor Maria Consolata Betrone
Atto
penitenziale
Sulla
via della croce di Cristo il Padre ha tracciato per l'uomo il cammino della
salvezza. Ripercorriamo insieme questa strada del dolore e dell'amore del Figlio
di Dio, "divenuto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce";
confessiamo le nostre colpe, con cuore pentito, per condividere con lui la
grazia della risurrezione.
I
STAZIONE Gesù è condannato a morte.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Gesù,
in preda all'angoscia, pregava più intensamente; il suo sudore diventò come
gocce di sangue che cadevano a terra" (Lc 22,44).
Padre,
tu che hai consolato il tuo Figlio, infondi in noi il tuo Spirito, perché
sappiamo essere angeli consolatori per chi porta il peso della solitudine. Pater,
Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore

II
STAZIONE Gesù è caricato della croce.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Essi
allora presero Gesù ed Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del
Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno
da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo" (Gv 19, 17-18).
O
Dio, nostro Padre, concedi a noi di celebrare con fede i misteri della passione
del tuo Figlio e di sperimentare la dolcezza del tuo perdono.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
III
STAZIONE Gesù cade la prima volta.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Egli
si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori" (
Is 53,4)
O
Dio onnipotente, guarda all'umanità sfinita per la debolezza mortale, e
concedile di riprendere vita per la Passione del tuo unico Figlio, che vive e
regna nei secoli dei secoli. Pater, Ave, Gloria,
Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
IV
STAZIONE Gesù incontra Maria sua Madre.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Simeone
li benedisse e parlò a Maria sua Madre: "Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione. E anche a te una
spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,34-35)
Rinnova
in noi, Signore, il mistero della croce, dove tu riveli l'amore del Padre, doni
il tuo Spirito e unisci per sempre la Madre ai discepoli.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
V
STAZIONE Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Mentre
lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna
e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù" (Lc 23,26)
Dio,
che doni forza ai deboli e perseveranza ai credenti, donaci comunione di fede
e di amore con il tuo unico Figlio, crocifisso e risorto, per condividere la
gioia perfetta del tuo regno. Pater, Ave, Gloria,
Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
VI
STAZIONE La Veronica asciuga il volto a Gesù.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Poiché
quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati ad essere
conformi all'immagine del Figlio suo" (Rm 8,25)
Guarda,
o Padre, il Volto del tuo Cristo, che ha dato se stesso per salvare l'umanità;
e fa' che dall'oriente all'occidente sia glorificato il suo nome fra i popoli,
e in ogni parte del mondo si offra a te l'unico e perfetto sacrificio.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
VII
STAZIÓNE Gesù cade la seconda volta.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Tutti
noi, come pecore, vagavamo erranti, ciascuno seguendo la propria strada: e il
Signore ha fatto ricadere sopra di Lui i delitti di noi tutti" (Is 53,6)
O
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo
Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa'
che abbiamo sempre presente l'insegnamento della sua Passione, per partecipare
alla gloria della risurrezione. Pater, Ave,
Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
VIII
STAZIONE Gesù incontra le pie donne.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Gesù,
voltandosi verso le donne, disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli" (Lc 23,28)
Perdona
Signore i nostri peccati, e nella tua misericordia spezza le catene che ci
tengono prigionieri a causa delle nostre colpe, e guidaci alla libertà che ci
ha conquistata Cristo. Pater, Ave, Gloria, Eterno
riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
IX
STAZIONE Gesù cade la terza volta.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"E
cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed
essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire
ucciso" (Mc 8,31).
Concedi
a noi o Signore, di vivere e operare in quella carità che spinse il tuo Figlio
a dare la sua vita per i fratelli. Pater, Ave,
Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
X
STAZIONE Gesù spogliato delle vesti.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Gli
diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle
bere" (Mt 27,34)
Per
il mistero della nostra redenzione donaci, Signore, di vivere in pace con tutti
e guarda benigno coloro che ci affliggono, perché in un rinnovato vincolo
di fraternità, possiamo assieme rendere grazie al tuo nome.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
XI
STAZIONE Gesù inchiodato sulla croce.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Quando
giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a
destra e l'altro a sinistra" (Lc 23,33)
La
tua misericordia, Signore, ci liberi da ogni peso della vecchia natura di
peccato, rivestendoci della santa novità. Pater,
Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
XII
STAZIONE Gesù muore in croce.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Era
verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò. e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio.
"Gesù,
gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio
spirito". Detto questo spirò". (Lc 23,44-46)
Dona
ai tuoi fedeli o Dio onnipotente, la certezza di essere rigenerati alla vita
eterna nella gloriosa morte del tuo Figlio, che la Chiesa annunzia in questo
grande giorno. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
XIII
STAZIONE Gesù è deposto dalla croce.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Giuseppe
d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei,
chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse" (Gv
19,38)
O
Dio, che hai portato a compimento l'opera della nostra redenzione nel mistero
pasquale del tuo Figlio, fa' che commemorando con fede la sua morte e
risurrezione, sperimentiamo sempre più i doni della salvezza.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
XIV
STAZIONE Gesù è sepolto.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Giuseppe,
prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua
tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia" (Mt 27,59-60).
O
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini Gesù Cristo
nostro Salvatore, fatto Uomo e umiliato sino alla morte di croce, concedi a
noi di avere sempre presente questa prova suprema di obbedienza e di amore per
partecipare alla gloria della sua risurrezione.
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
XV
STAZIONE Gesù risorge da morte.
Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
"Non
abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è
qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto" (Mc 16,6)
Concedi
al tuo popolo, Dio misericordioso, di proclamare la gloria del Signore
risorto, perché in Lui, sacramento universale di salvezza, ottenga i doni della
vita nuova. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.
Santa
Madre, deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore
Preghiamo:
Signore Gesù, con te siamo saliti sul Calvario; ora ti chiediamo che la luce
della tua croce illumini i nostri giorni. Il ricordo della tua sofferenza sia
sempre nel nostro cuore; sarà, così, sorgente di un più intenso amore per te
che ci hai amato. Amen.
SUOR MARIA CONSOLATA BETRONE E LA "PICCOLISSIMA VIA D'AMORE"
Vita e missione di Suor Consolata
Pierina Betrone nacque il 6 aprile 1903 a Saluzzo (Cuneo) in una numerosa famiglia. A 13 anni con intensità improvvisa e misteriosa sente nel cuore l'invocazione: "Mio Dio ti amo!". Nel 1916, nella festa dell'Immacolata, durante il ringraziamento dopo la Comunione, avverte distintamente in sé le parole: "Vuoi essere tutta mia?". Profondamente emozionata, pur senza comprendere la portata della domanda, risponde con slancio: "Gesù, sì". L'anno seguente la famiglia Betrone si trasferisce a Torino. Tra prove familiari e spirituali, Pierina attende fino ai 21 anni per poter chiarire e realizzare la propria vocazione di speciale consacrazione a Dio, maturata quasi per caso leggendo "Storia di un'anima" di santa Teresa di Lisieux. Decide di essere suora, ma la scelta della famiglia religiosa si rivela per lei un nuovo tormentato cammino. Finalmente, il 17 aprile 1929 entra nel monastero della Cappuccine di Borgo Po a Torino. Qui, la domenica in Albis 8 aprile 1934, emette i voti perpetui con il nome di suor Maria Consolata.
In
monastero fu cuoca, portinaia, ciabattina, infermiera e segretaria, compiendo
con impegno ogni compito a servizio di Dio nelle consorelle. Per lo sdoppiamento
dell'ormai troppo numerosa Comunità, il 22 luglio 1939 suor Consolata viene
trasferita al nuovo monastero di Moncalieri in località Moriondo. Favorita di
confidenze da parte di Gesù con visioni e locuzioni, ebbe delicata comprensione
per i peccatori. In particolare offrì la propria vita per i "moribondi
induriti dal rifiuto dei Sacramenti" e per i "Fratelli e le Sorelle
caduti", cioè per il recupero alla grazia divina dei sacerdoti e dei
religiosi vinti dal peccato. In questo olocausto d'amore si consumerà,
spegnendosi a soli 43 anni il 18 luglio 1946 nel monastero di Moriondo dove, nell'annessa
cappella esterna, si trova oggi la sua salma. L'8 febbraio 1995 nella basilica
di Maria Ausiliatrice a Torino è stato ufficialmente aperto il processo
canonico per la sua beatificazione. La serva di Dio è ormai conosciuta e
invocata nell'Italia e all'estero per le grazie ottenute con la sua
intercessione presso il Sacro Cuore di Gesù.
Suor
Consolata ha amato Dio sopra ogni cosa e l'atto incessante d'amore è tutto
nella sua vita: è la sua stessa vita. La vocazione di suor Consolata è una
sola: amare continuamente in un profondo silenzio di parole e di pensieri. La
forza dell'atto d'amore sta nella sua continuità. E' la traduzione pratica del
"pregate incessantemente" di san Paolo (1 Ts. 5,17) con una formula
semplicissima: "Gesù, Maria vi amo, salvate anime". Questo atto
incessante d'amore è preghiera del cuore cioè un atteggiamento abituale e
costante d'amore di Dio, di fiducia in Dio, di adesione alla sua volontà in
tutti gli avvenimenti della vita.
L'atto
d'amore partecipa della sovrana preminenza della virtù teologale della carità,
regina di tutte le virtù in quanto sostiene, vivifica e perfeziona tutte le
altre. Fede e speranza sono sorelle della carità, ma giungono a compimento alle
porte dell'eternità: perché alla fede subentra la visione, alla speranza il
possesso; solo l'amore entra e consegue pienezza in Cielo.
L'atto
d'amore è anche il più santificante, perché più direttamente e più
intimamente ci unisce a Dio, santità infinita. Per lo stesso motivo, l'atto
d'amore è anche il più apostolicamente fecondo per la salvezza delle anime
"Chi rimane in me, e io in lui, fa molto frutto" (Gv. 15,5).
Un
atto di perfetto amore di Dio riconcilia immediatamente l'anima con Dio, anche
quella più carica di peccati gravi, già prima dell'assoluzione sacramentale,
purché abbia la volontà di confessarsi (Concilio di Trento, Sess. XIV, c. IV).
Ogni
atto d'amore perfetto, come ogni altra azione soprannaturale, ci procura un
aumento di grazia santificante. Questo, a sua volta, impreziosisce sempre più
tutte le nostre azioni, e ci ottiene un aumento di gloria eterna in Cielo.
L'atto
d'amore perfetto, come ogni altro atto soprannaturale, diminuisce le pene del
Purgatorio e può anche ottenere la completa remissione, se e compiuto con un
fervore e una perfezione di cui Dio solo conosce la misura.
L'atto
d'amore (semplicemente interiore, oppure esterno come giaculatoria, purché
sempre vivificato dall'amore interno) è l'azione più semplice, più facile,
più breve che si possa fare.
Esso
si può fare senza che alcuno se ne accorga, in un attimo, in ogni momento, in
ogni circostanza, in mezzo al lavoro, tra la gente, in qualunque ambiente: Dio
è sempre presente, in attesa affettuosa di ricevere dal cuore della sua
creatura questa espressione d'amore.
Il
"sensibile" non è affatto necessario alla perfezione dell'amore.
Posso amare Dio di perfetto e intensissimo amore. anche con l'aridità del
cuore, anzi sentendo disgusto e ripugnanza. Per amare Dio di amore perfetto
basta volerlo amare così. In questi casi l'atto d'amore può essere più puro,
più generoso e quindi, più accetto a Dio e più meritorio. Possiamo compiere
atti di perfetto amore: Facendo tutte le nostre azioni, anche le più umili e
quelle in sé indifferenti come mangiare, bere, dormire, per dimostrare a Dio
il nostro amore. Sopportando per amore di Dio le piccole o grandi sofferenze
d'ogni giorno e offrendogli con amore i piccoli sacrifici del dovere quotidiano.
Ripetendo
durante il giorno gli atti di perfetto amore, sia quelli interni, sia quelli
esterni (per es. giaculatorie), purché sempre vivificati dall'amore interno.
"Consolata,
fissati su un "Gesù, Maria vi amo, salvate anime" continuo. Vedi:
è l'unico proposito che ti dona la forza di rispondere "sì" a ogni
mia richiesta di sacrificio.
Perché
non ti permetto tante preghiere vocali? Perché l'atto d'amore è più fecondo.
Un "Gesù, Maria vi amo, salvate anime", ripara per mille bestemmie.
Dimmi,
che preghiera più bella vuoi farmi? "Gesù, Maria vi amo, salvate
anime": amore e anime; che cosa vuoi di più bello?
Seguimi
con l'atto incessante d'amore giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto;
a tutto il resto penserò Io, provvederò Io. Finchè tu stai in me col continuo
atto di amore, tu vivi una vita meravigliosa, divina.
Rimani
sempre nel tuo atto d'amore, cerca di non perderne uno e cerca di non perdere un
atto di carità, raccogli con amore i fiori di virtù che lo farò sbocciare sui
tuoi passi, e il frutto che porterai sarà abbondante.
Per
mantenere continuo l'atto d'amore nel tuo cuore, perché non s'interrompa, è
necessario che sempre arda in esso il fuoco del sacrificio, alimentato da
continui piccoli atti di virtù.
Amami
solo, amami sempre, rispondi con grande amore un "sì" a tutto, a
tutte, sempre; ecco la tua via. Nient'altro che questo, a tutto il resto penso e
provvedo Io. Se una creatura di buona volontà mi vorrà amare e fare della sua
vita un solo atto d'amore (col cuore, s'intende), da quando si alza a quando
si addormenta, Io farò per quest'anima delle follie. Scrivilo".
Le
Piccolissime sono le anime chiamate a seguire la piccolissima via d'amore
manifestata da Gesù a suor Consolata:
"Quando
il tuo ultimo atto d'amore "Gesù Maria vi amo, salvate. anime" sarà
pronunciato, Io lo raccoglierò e, attraverso lo scritto della tua vita, lo
tramanderò a milioni di anime che, peccatrici, l'accoglieranno e ti
seguiranno nella semplice via di confidenza e amore, e quindi mi
ameranno".
E
ancora, il 4 luglio 1936, primo sabato del mese, durante la meditazione:
"Fra le Beniamine dell'Azione Cattolica vi sono le Piccolissime. Tu
appartieni a queste e a queste apparterranno le anime che ti seguiranno nel
darmi l'atto d'amore incessante. Non saranno solo migliaia le Piccolissime, ma
milioni e milioni. Ad esse apparterranno non solo il sesso femminile, ma anche
gli uomini. Oh, anche fra essi vi sono molte anime piccolissime! Io voglio che
un'onda d'amore salga dalla terra al Cielo. Tu devi battere per prima la
piccolissima via e un giorno dovrai servire di modello".
Pochi
giorni dopo, il 22 luglio, Gesù diceva ancora a suor Consolata: "Ti faccio
scrivere queste cose non per te, ma per un numero stragrande di anime
piccolissime che ti seguiranno nel darmi l'atto d'amore, "Gesù Maria vi
amo, salvate anime".
La
piccolissima via d'amore di suor Consolata consiste:
In
un atto incessante d'amore fatto col cuore.
Un
"sì" a tutti, col sorriso, vedendo e trattando Gesù in tutti.
Un
"sì" a tutto, col ringraziamento.
L'anima
piccolissima deve essere un "sì" vivente, donandosi in totalità,
senza esitazioni volute o acconsentite. L'amore non dice mai no, tranne al
peccato e all'imperfezione.
L'anima
piccolissima santifica il dovere con l'amore: sa utilizzare, amando, tutti i
momenti liberi della giornata, senza tuttavia opprimere lo spirito, ma cercando
di conservare la più grande libertà nell'amore. Nell'atto d'amore la
continuità assoluta è impossibile: quello che Gesù vuole e ha chiesto anche a
suor Consolata è la continuità di volontà e di sforzo. L'anima piccolissima
ringrazia di tutto e sempre, perché nulla di ciò che riceve e piccolo ai suoi
occhi.
Le
disposizioni abituali dell'anima piccolissima sono la confidenza e l'abbandono:
queste due disposizioni sono una conseguenza e una perfezione della vita
d'amore.
Padre
Lorenzo Sales direttore spirituale di suor Consolata, ha suggerito questa
preghiera per le anime piccolissime:
"O
Gesù, Tu che prediligi i piccoli e gli umili di cuore, e sveli ad essi i tuoi
segreti d'amore, rendi anche me piccola e umile, e svela anche a me, per il bene
delle anime, i tuoi segreti d'amore. Tu, o Gesù, che per un atto d'amore doni
te stesso all'anima, donati anche a me, che voglio vivere di amore per
te".
Quella
delle anime piccolissime è una vocazione a crescere nell'amore: in questo senso
si può parlare di "speciale vocazione d'amore". Questa, racchiusa di
per sé nella vocazione cristiana, si apre e si realizza nel modo proprio di
ogni anima, secondo le condizioni del suo stato di vita.
E'
naturale dunque che l'anima che si sente chiamata a vivere da piccolissima
senta pure il bisogno di iniziarla con una speciale consacrazione di sé
all'Amore.
Come
fare questa consacrazione? Non ci sono modalità, ma si consiglia: Stabilire un
giorno, preferibilmente una festa di Nostro Signore o della Madonna, oppure un
primo venerdì del mese.
Prepararsi
con alcuni giorni di maggior raccoglimento e preghiera.
Nel
giorno fissato, durante la santa Messa, nella Comunione, fare la propria
consacrazione a piccolissima affidandola al Sacro Cuore di Gesù per le mani
di Maria Santissima.
Terminare
con la recita del Magnificat.
Padre
Lorenzo Sales suggerisce questa preghiera per la consacrazione a piccolissima:
"Cuore
SS. di Gesù, che hai amato tanto gli uomini e ad essi non chiedi che amore,
io..., desiderosa di appagare l'ardente desiderio del tuo Cuore Divino, per le
mani di Maria Immacolata, mi consacro a Te quale tua Piccolissima, impegnandomi
nello sforzo di fare della mia vita un atto incessante d'amore verginale, unito
al "sì" a tutti col sorriso e al "sì" a tutto col
ringraziamento.
Accogli,
o Gesù buono, questo mio atto di consacrazione, immergilo nel tuo
preziosissimo Sangue, benedicilo con la tua grazia onnipotente, affinchè io vi
sia fedele fino alla morte e che l'incessante atto d'amore, incominciato sulla
terra, possa diventare eterno in Cielo.
Cuore
di Gesù, assetato di amore e di anime, rendimi tua piccola ostia d'amore, per
cooperare con Te e con la SS. Madre nostra alla salvezza delle anime.
Amen".
L'anima
piccolissima e come presa per mano da Gesù e si lascia condurre da Lui in tutte
le eventualità della giornata, anche nelle più piccole e indifferenti,
tenendo fisso su di Lui lo sguardo e amandolo.
Più
ancora, è come se avesse la sua dimora nel Cuore di Gesù, attenta e vigilante
per non lasciarsi sfuggire un atto di amore e di carità.
Tutto
questo con calma, senza agitazione, senza mai lasciarsi impressionare né
tantomeno turbare per le proprie miserie e infedeltà, vivendo e santificando
il momento attuale con l'amore e l'adesione generosa alla volontà divina.
Il
termine "Angiolette", come già quello di "Piccolissime" va
riferito alle anime. Le angiolette sono, dunque, tutte quelle anime che pur non
chiamate a dare a Dio l'atto d'amore incessante, tuttavia si servono dello
stesso con maggiore o minore assiduità per camminare nella vita d'amore: non
abbracciano dunque una particolare via spirituale, ma semplicemente usano un
particolare modo di pregare.
Gesù
offre l'atto d'amore anche solo da ripetersi frequentemente a tutte le anime di
buona volontà: I bambini che suor Consolata ha ardentemente desiderato portare
a Gesù: è cosa utilissima per aprire i loro cuori all'amore divino e attirare
su di loro molte e grandi grazie. Se già noi, che siamo cattivi, non sapremmo
dimenticare una prova d'affetto, quali benedizioni non riverserà il Cuore di
Gesù, infinitamente buono, su quei piccoli che vogliono dirgli e ripetergli che
l'amano? Cresciuti in età, non dimenticheranno l'atto d'amore, che potrà
essere loro di grande aiuto nelle difficoltà della vita e più ancora in punto
di morte.
Le
anime consacrate, che non si sentono chiamate a far parte delle piccolissime,
potranno sempre servirsi dell'atto d'amore specialmente per vincere le
distrazioni dello spirito, i ripiegamenti su se stesse e lo scoraggiamento che
ne segue.
I
laici, occupati in varie necessità della vita e, quindi impossibilitati a
fare lunghe preghiere, possono trovare nell'atto d'amore, un grande aiuto per la
loro vita spirituale, al fine di santificare le loro fatiche quotidiane, e
anche per pregare frequentemente, senza dover per questo interrompere la loro
attività.
Gli
ammalati, possono ricavare dall'esercizio dell'atto d'amore incalcolabili
vantaggi: per santificare le loro sofferenze, oltre che per supplire a tutte
quelle preghiere, a tutti quegli atti di pietà che sono loro impediti dalla
malattia. Un atto d'amore, ripetuto di tanto in tanto, mentre solleva il loro
spirito a pensieri di fede e di speranza, mentre li conforta con la certezza
di cooperare alla salvezza delle anime, attira su di loro lo sguardo compassionevole
del Cuore di Gesù e le materne tenerezze della Madonna.
Gli
anziani, impossibilitati a fare grandi sacrifici, o azioni, o anche ridotti
all'inattività, possono trovare nell'esercizio dell'atto d'amore un potente
aiuto e un facile mezzo per valorizzare, per sé e per le anime, i loro ultimi
anni di vita e così impegnare, in intensità di vita spirituale, il tempo
libero.
L'atto
d'amore ci trasformi in apostoli come ci assicura la Madonna che disse a suor
Consolata: "Solo in Paradiso ne conoscerai il valore e la fecondità per
salvare le anime" e la seguente lettera di suor Consolata alle anime
piccolissime ci aiuti a vivere l'Amore:
"Carissima
Piccolissima del Cuore di Gesù, alla sera, mettendoti a riposo, pregherai il
tuo buon Angelo Custode che, mentre tu dormi, sia lui ad amare Gesù al tuo
posto, e che ti svegli al mattino seguente ispirandoti l'atto d'amore. Se tu
sarai fedele a pregarlo così ogni sera, lui sarà fedele ogni mattina a
svegliarti in un "Gesù, Maria vi amo, salvite anime!". Incominciata
così la tua giornata, proseguirai ad amare sino al tuo incontro con Gesù
Eucarestia.... Continua pure le tue solite pratiche di pietà, ma non
aggiungerne altre; lascia che il tuo atto d'amore assorba ogni ritaglio di tempo
libero, e in seguito, se Gesù te lo ispirerà, anche qualche tua preghiera
vocale. Nella santa Comunione affida, abbandona a Gesù te stessa, le tue
preoccupazioni, i tuoi progetti, desideri, le tue pene e non ci pensare più;
poiché tutta la vita d'una Piccolissima si basa sulla promessa divina: "Io
penserò a tutto, sino ai minimi particolari, tu pensa solo ad amare". Si
conclude la trattazione della spiritualità di suor Consolata seguendo il
consiglio dato dal suo direttore spirituale, il padre Lorenzo Sales, di
cantare con lei, già nella gloria celeste, l'inno di gratitudine intonato dalla
Madonna durante la sua visita a Elisabetta, quando ricevette dalla cugina la
beatitudine di essere l'Eletta tra tutte le donne. (Tratto
da: “Pregare con Suor Consolata”.)