SANTINA UNA CLARISSA CONTEMPORANEA

(Santina Maria Galeotti)

CAPITOLO PRIMO

Vita e scritti

SCHEDA BIOGRAFICA

GALEOTTI MARIA SANTINA

28 luglio 1904 - nasce a Rota d'Imagna (Bg) da Galeotti Pao­lo figlio di Giovanni e di Manini Elisabetta e da Bugada Giovanna figlia di Paolo e di Manzoni Santina coniugati il 27.10.1897 nella Parrocchia di Rotafuori

30 luglio 1904 - battezzata nella Parrocchia di S.Siro e Got­tardo Vesc. in Rotafuori dal parroco Don Francesco Spelgatti essendo padrino e madri­na Cicolari Giuseppe e Bugada Cicolari Ma­ria, essendo ostetrica Corioni Moschini Tere­sal.

1907 - a tre anni sente la vocazione religiosa ed inizia a frequentare la Scuola materna parroc­chiale «sotto la sorveglianza delle Suore Sa­cramentine... appena si trova nel suo ambien­te e vede le Suore, essa grida, senza sapere ciò che dice... anch'io Suora come te, anch'io Suora come te» (SV 1°, 13)

6 settembre 1908 - muore la mamma «Povera Mamma, non te­mere per il tuo follettino - come la chiama la Nonna - un'altra Mamma più vigile e potente di te, vigila e protegge la tua cara piccola» (SV 1°, 17)

1909-1910 - a cinque anni viene ammessa ai Sacramenti della Confessione e Comunione «fu investita di Gesù, del suo Amore, e continuamente gli ripeteva di volerlo amare sopra ogni cosa» (SV 1°, 26)

«La grazia del suo Battesimo crebbe a mera­viglia, anche nei momenti di tenebre e noie, le quali appena diradate dal soffio divino prese di nuovo la corsa, ed ora questo cuore è addivenuto il trono di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo» (SV 1°, 27)

8 ottobre 1910 - il padre sposa in seconde nozze Dolci Elena nata a battezzata 1'8.9.1970. «Signorina qua­rantenne e molto devota. La sera dello sposa­lizio il Papà volle che i tre figliuoli facessero l'atto di figliolanza alla nuova Mamma» (SV 1-,21)

13-15 gennaio 1912 - riceve la Cresima durante la 2a Visita Pasto­rale di Mons. Giacomo Maria Radini-Tede­schi essendo madrina Del Bono Giuseppa di + Carlo nella Parrocchia di S.Siro e Gottar­do Vesc. in Rotafuori «nuova effusione della SSma Trinità... lo Spirito Santo prese pieno possesso di questo cuore» (SV 1°, 33.34)

1911 - a sette anni è in terza elementare alla Scuola comunale. Per la giovane età ripete la terza, il Maestro consiglia di farla proseguire negli studi, il padre si rifiuta per non creare dispa­rità con la sorella maggiore Maria Elisabetta già al filatoio. Nell'età della adolescenza «si da alla vanità per togliere il soprannome di Suorina di tre anni» (SV 2°, 1)

1916 - in questo periodo si iscrive tra le figlie di Maria e pratica la devozione al S.Cuore coi primi venerdì del mese, e con la recita dei nove officietti

1916-1924 - decide di farsi religiosa e lo confida alla Suora Sacramentina direttrice del lavoro; il papà si oppone. Fa un taglio netto col mondo, si dà alla spiegazione del Catechismo, alla mortificazione, rinuncia, penitenza e al servi­zio di poveri, vecchi, infermi.

Nelle lunghe soste presso . Gesù Ostia ha i primi tocchi mistici: «il futuro Sposo comin­ciava:.. ad addestrarla a quella vita intima che sarà la-caratteristica di tutta la sua vita Reli­giosa» (SV 2°, 25)

Non sa che esistono le Claustrali, vuol essere martire e sceglie l'Istituto Missionario. Ha l'approvazione del Parroco che è anche suo Confessore. Recita 1.000 Ave Maria ai piedi dell'Assunta. Cessa l'opposizione del papà che la lascia partire appena compiuti i 20 anni

15 agosto 1924 - entra in religione a Boccaleone nell'Istituto missionario delle Suore della Nigrizia. La Madonna Assunta la segue in convento e ogni anno la colma di grazie nel giorno della sua festa (SV 2°, 39)

È postulante e probanda nella casa figliale di Boccaleone

dicembre 1924 - viene chiamata

febbraio 1925 - a Verona in Casa madre per due mesi di preparazione alla vestizione in questo periodo il suo fervore è insaziabile e inventa strumenti di penitenza alla Vestizione prende il nome di Suor Spe­ranza

1925 - inizia il Noviziato, riceve grazie e favori; nella Chiesa di S.Giorgio un Padre Gesuita la ras­sicura «è molto amata da Gesù. Lei non lo ha mai offeso gravemente e Lui la colma del suo Amore» (SV 2°, 51)

1927 - fa a Verona la Professione semplice presenti i Genitori; «il pensiero del Martirio la domi­nava» (SV 2°, 53)

Subito dopo è mandata a Brescia, nella più grande cucina della casa figliale d'Italia, si ferma per un anno - torna a Verona per ricevere la destinazione di Vicaria (= Vice Superiora) nell'Ospedale Ricovero di Edolo.

Ha il plauso di tutti. «Un bel giorno... con la mano picchia tre quattro volte nella porticina dello stesso Tabernacolo dicendo Gesù Gesù mio che cosa vuoi da me? Dimmi che cosa vuoi? Una voce si sprigiona tosto e le dice, non sa se al cuore o alle orecchie «Ti voglio in Clausura» (SV 2°, 55.56)

Chiede insistentemente di andare a Verona in casa madre per fare gli Esercizi.

«Nel ritiro si conferma sempre più nella sua vocazione» (SV 2°, 57)

Dopo gli Esercizi assiste una signora ammala­ta ‘a domicilio’; i parenti esprimono la loro soddisfazione; un avvocato la richiede anche a costo di ricorrere a Roma; l'ottiene e le fa prendere il diploma di infermiera. In mezzo agli onori sente più forte la chiamata alla clausura (SV 2°, 59.60)

«Il Confessore Ordinario di Casa Madre... le disse proviamo da mia Sorella Priora tra le Carmelitane di Ferrara» (SV 2°, 63). La Ma­dre Vicaria diede il permesso e le consigliò di portarsi un po' di tempo in famiglia. La Prio­ra risponde che l'avrebbe accolta ma di atten­dere qualche mese. La nostra Suora si spa­venta per tale ritardo e chiede abboccamento al Vescovo di Bergamo Mons. Luigi Maria Marelli. «Appena... sente parlare di Carmeli­tane dice no, nella nostra Diocesi non ci sono e voi dovete rimanere in seno ad essa. Andate a nome mio dal Superiore Moniale e ditegli che vi dia uno scritto poi portatelo alla Ba­dessa delle Clarisse è una Santa e vi troverete bene» (SV 2°, 69)

28 dicembre 1929 - accompagnata dal fratello Giovanni Eugenio entra tra le Clarisse di Boccaleone. Durante il noviziato è colta da malanno, la dottoressa si oppone alla vestizione. All'Abbadessa rispon­de: «Se crede vestirmi, mi vesta... di poi mi terrò disposta a tutto ciò che vorrà il Signore» (SV 2°, 77)

Fa una novena a S.Teresa di Gesù Bambino che le appare in sogno e la guarisce.

21 ottobre 1931 - professione temporanea o semplice ossia emette i voti di povertà, castità, ubbidienza, clausura

24 ottobre 1934 - professione solenne. Viene affidata a lei la responsabilità della Infermeria

9 febbraio 1936 - muore il papà

1 aprile 1936 - è mandata con la ex Abbadessa a Lovere per le necessità di quel monastero

febbraio 1937 - durante le Quarantore le viene svelata l'opera delle Piccole Vittime

Misterioso trasporto ai piedi di Pio XI, che la consola e le dà da baciare l'anello

28 gennaio 1938 - torna al proprio monastero nel quale il caldo affetto di prima è cambiato in freddezza

settembre 1938 - offre la sua vita per l'opera e per la Chiesa; Mons. Adriano Bernareggi vescovo di Berga­mo la comprende e l'affida ad un Direttore P. Virgilio Marinoni Cappuccino

Di nuovo è chiamata alla responsabilità del­l'Infermeria

1942 - offre la vita per il Papa

7 ottobre 1943 - a motivo dei bombardamenti è mandata a Zogno con le ammalate perché località più sicura.

Episodio della scala

Il novembre 1944 - ammalati e vecchi chiedono di tornare in Convento. Dieci giorni dopo il ritorno una bomba cade in Infermeria, vicino ad una am­malata che rimane illesa miracolosamente

1944-1951 - per la calunnie e le avversità chiede di torna­re conversa (SV 3°, 13-33)

Il Vescovo risponde che non se ne parli più «Sappi soffrire tacendo» (SV 3°, 34) e impe­disce che si porti l'opera delle Piccole Vittime in Missione all'Asmara dove il Vescovo Mons. Lùigi Marinoni, fratello del suo Diret­tore Spirituale, l'avrebbe . accolta favorevol­mente

Si sente sola sotto il peso dell'Opera - dolo­rosa Via Crucis. Notte dello spirito. Scrive al Vescovo per avere un Direttore, questi ri­sponde che le darà un Direttore ma senza l'autorità di seguirla nell'opera

Inizia a scrivere «La piccola vittima alla scuo­la del Cuore Immacolato di Maria» Rivelazioni della nostra incorporazione a Cri­sto e Mistero Trinitario (SV 3°, 55)

1 gennaio 1952 - il nuovo Direttore P. Sisinio Pancheri cappuc­cino «cerca di spogliarla dal pensiero dell'O­pera» la vuole un cadavere, ribatte che l'ubbi­dienza vale più che la vittima (SV 3°, 79)

1953 - tra la veglia e il sonno comprende la morte del Vescovo. «Parecchie grazie ella ha poi ricevuto da questa grande anima del suo Pre­lato» (SV 3°, 87)

16 agosto 1954 - mons. Paolo Merati Vicario Moniale «Conti­nui pure a scrivere le sue riflessioni e medita­zioni sulla vita di Maria SS.ma» (SV 3°, 89). Si mette sotto la sua guida, la morte glielo strap­pa presto

«Sono prove della S.Chiesa, le ho passate anch'io». Ha la certezza che... «ombra e paro­le fossero di P. Pio» (SV 3°, 99)

Il Confessore della Comunità si arroga la direzione della Suora, la sottopone a lunghi esami, le proibisce ogni scritto... Le prove si moltiplicano... Le intralciano l'adempimento del suo dovere... È lasciata in parte... La Madre Abbadessa aumenta le sue sofferenze (SV 3°, 101)

Nelle elezioni Capitolari è cambiata l'Abba­dessa. La Suora è messa in cucina come dispensiera, poi in guardaroba. Il nuovo Con­fessore Mons. Stefano BaronchelIi la com­prende e l'aiuta a continuare generosamente (SV 3°, 118)

Pentecoste 1959 - mistico sposalizio dell'anima sua con Gesù. Inizia alla sera della vigilia nella cella, prose­gue al mattino in coro, continua durante l'a­dorazione pomeridiana in coro e culmina alla sera durante l'ora santa in cella.

La Madre di Dio l'unisce a Lei... e le dona per figli tutti i Sacerdoti specialmente i poveri detenuti della Chiesa del silenzio (SV 3°, 128-134)

«Il primo è uno sposalizio di promessa... di prova... ma il secondo è indissolubile, stabile, perenne» (SV 3°, 142)

Pentecoste 1961 - secondo sposalizio più intimo come Matrimo­nio spirituale. Poi continue grazie di unione... Lo sposalizio avviene in 4 momenti: la sera in cella, il mattino dopo la Comunione in coro, lungo il giorno in cucina mentre attende al suo servizio, nel pomeriggio all'adorazione. L'anima desidera di congiungersi eternamen­te con Dio (SV 3°, 151)

Di nuovo viene cambiata l'Abbadessa e il Confessore. La Suora è confermata guardaro­biera il Signore la segue con le sue grazie, dopo la Comunione le mostra il suo cuore come un giardino fiorito nel quale vi regna sul suo trono regale (SV 3°, 176) - le fa conoscere il suo stato d'animo attuale col cuore spasiman­te di amore (SV 3°, 184)

Trinità 1961 - rinnovamento dello sposalizio, fecondità degli sposi e scambio d'amore (SV 3°, 186-189)

maggio 1962 - la Madre l'affida a suo Figlio

Le vengono spiegate le parole «Credo, Ado­ro, Amo» (SV 3° 201-205)

15 agosto 1962 - stende la supplica «alla SS.ma Trinità per l'ora della mia morte» (SV 3°, 209-211)

Natale 1962 - La Vergine le dona il Neonato Bimbo (SV 3°, 201-203)

20 novembre 1969 - lascia il Monastero di Boccaleone e per ubbi­dienza parte per quello di Genova

29 giugno 1971 - dal Consiglio federale è nominata ed eletta Madre Abbadessa ad Alassio dove si trova attualmente

Ecco le tre passioni di quest'anima: l'Eucare­stia, la Vergine, la Trinità. I suoi tre amori: l'Innocenza, il Sacerdozio, tutte le classi dei sofferenti

Il suo governo è permeato di carità e di totale dedizione

La sua umiltà le fa desiderare di tornare semplice suddita per vivere e morire di obbe­dienza (SV 4°, 21.22.24.25)

 

Voti emessi dalla suora dal 1932 al 1955 scritti in un quadernetto intitolato Santi Voti e Legami d'oro col mio Sposo Divino Voti di Religione e Voti Particolari

1) Formula del voto di vittima - 15 agosto 1932 Boccaleone

2) Formula del voto di evitare le Festa della SS. Trinità 1933 imperfezioni avvertite

3) Formula del voto del puro Amore - Festa del Corpus Domini - 1933

4) Formula del voto di - Festa dell'Immacolata 1936 abbandono

5) Formula del voto di piccola - Festa del Corpus Domini

Vittima dei desideri di Gesù - 1937

6) Formula del voto di offerta a - Festa del Sacro Cuore 1940 non rifiutarti nessun sacrificio

7) Formula del voto di offerta - luglio 1941 della vita

8) Formula del voto di offerta e - Festa di Pentecoste 1942 voto per il Santo Padre

9) Formula del voto di piccola - Festa dell'Immacolata 1949 vittima del Cuore Immacolato

di Maria

10) Formula del voto-Offerta a - 15 agosto 1950 Dio Padre Uno e Trino

ll) Formula del voto giornaliero - 1952 di morire in tutto a me stessa

12) Formula del voto del più - Festa del Corpus Domini

perfetto - 1955

13) Offerta a Dio Padre - 18 settembre 1955

 

OPERE

I QUADERNI

I - La piccola vittima alla scuola del Cuore Immacolato di Maria (= PV)

n. 13 quaderni (marzo aprile 1955-56 - gli ultimi due quaderni dopo 10 anni)

II - Diario o Diario spirituale (= D) n. 13 quaderni (dal 1959 al 1989)

III - Storia di una vocazione ideale (= SV)

n. 4 quaderni (alla fine del quaderno 4° cominciato e finito l'anno 1962)

IV - Le esigenze di un Amore Sconosciuto (= EA) n. 1 quaderno (1 settembre 1962)

V - Conferenze e Ricordi ( = C) n. 1 quaderno (1962-1968)

VI - Santi Spirituali Esercizi (nello stesso quadretto di EA) (settembre 1963)

VII - Forma di vita di una piccola vittima dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria (= F)

Regola - costumanze - vesti - intenzioni - 8 circolari - acclusa la Relazione di risposta data a S.E.R.ma Mons. Clemente Gaddi n. 1 quaderno dattiloscritto (1965-1967)

Forma di vita per una piccola vittima dei Desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria (copia parziale manoscritta della precedente)

VIII - Regoline per le Piccole Vittime dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria SSma (= R)

(20-6-1967 la copia, 6-8-1967 2a copia)

IX - Il Giardino dell'anima inabitata (= G)

n. 4 quaderni - trattato di vita spirituale - sommario vissuto di teologia spirituale

(20.7.68 sulla prima pagina del primo quaderno)

X - Sguardo semplice sopra i dolori di Maria Santissima (= SD) n. 1 quaderno

XI - L Anima Incorporata Riflette Cristo a Dio Trino (= AI) quaderno perduto composto tra il 17.7 e il 6.9.1969

XII - Esortazioni alle Sorelle (= E) n. 1 quaderno (4.7.71- 7.8.1973)

 

LIBRI E AUTORI1 Emmerich, Vita di Gesù.

Imitazione di Cristo.

Mons. Gonon, Vescovo di Moulin, Sette gradi dell'amore (esercizi a Claustrali Visitandine).

P.M.V. Bernadot, Dall'eucaristia alla Trinità. S. Giovanni della Croce, S. Teresa d'Avila. Conosce S. Teresa di Gesù Bambino Elisabetta della Trinità

La spiritualità francescana

P. De Jaegher, La vita di identificazione con Gesù Cristo B. Forte, Trinità come storia

Bollettini su Medugorje Jean Lafrance, Il rosario Il grandioso progetto del Padre (di un ignoto autore) Altri autori citati

S. Agostino S. Gertrude S. Veronica Giuliani

S. Maria Maddalena de' Pazzi B. Angela da Foligno

S. Francesco di Sales Divo Barsotti

 

VALORE DEL MANOSCRITTO

La sua opera consiste di:

1) ispirazioni, cioè locuzioni interiori, di Gesù e di Maria e di visioni intellettuali

2) riflessioni o meditazioni, preghiere, dialoghi con Gesù, con la «Augusta Triade», con Maria e i Santi

3) esortazioni

4) trattati di vita spirituale

La sua autobiografia, scritta per volere dei confessori, è presen­tata nella Storia di una vocazione ideale (1962) e in parte nel Diario (1959-1989).

Gli accenni trinitari sono sparsi un poco in tutte le opere ma si concentrano nel Diario e con più organicità nell'opera Il Giardi­no dell'anima inabitata (1968).

Gli scritti costituiscono un vero trattato di vita spirituale, forte­mente trinitario, sviluppando 1'inabitazione della Trinità, secon­do la beata Elisabetta della Trinità, ma soprattutto il coinvolgi­mento nell'attività delle persone divine.

La sua vivacità trinitaria emerge maggiormente nella sua origi­nalità da un confronto con gli altri autori della tradizione cristiana presentati nella seconda parte.

I brani del manoscritto sono stati trascritti correggendo ortogra­fia e punteggiatura, circa piccoli errori evidenti o riconosciuti come sviste dal confronto con altri passi, quando lo esigeva la comprensione del testo, e mettendo spesso in calce alla pagina il testo originale scorretto di una persona che ha potuto frequen­tare la scuola fino alla terza elementare. Si ha l'impressione che il suo stile, molto inferiore a quello di S. Teresa di Gesù Bambino e della beata Elisabetta, prenda fuoco quando parla o riferisce le locuzioni ricevute sulla Trinità.

 

CAPITOLO SECONDO

Mistero trinitario e autobiografia spirituale

La Piccola Vittima alla Scuola del Cuore Immacolato di Maria (= PV)

Conversazioni o esortazioni monastiche originate dalla contem­plazione della vita di Gesù - nascita, infanzia, battesimo, deser­to, passione ecc. cfr. Cecilia Baij sulla Vita interna di Gesù cristo.

Non contengono errori dottrinali (solo qualche rara espressione impropria ma comprensibile nel contesto).

Sono piene di unzione dello Spirito che si comunica all'anima di chi le scrive. Possono essere edificanti per le comunità monasti­che.

Segnaliamo in particolare nei 13 quaderni dell'opera i brani seguenti o semplicemente indicati o stralciati.

Smarrimento di Gesù, da pag. 20 circa prima della metà fino a oltre la metà; le ultime 4 pagine (PV 3°).

Settembre, Ottobre 1955. «Dio è unità e questa unità la concentra nel Dio Trino, in Lui trova la sua felicità il suo paradiso...

Più l'anima rimarrà incentrata nel Signore, più addiverrà sempli­ce, e più sarà semplice più Iddio l'attirerà a Sè ... quell'anima. Si trovava in Coro, non ricorda se durante la S. meditazione, oppure dopo la S. Comunione, ancora nel 1937 poco dopo le rivelazioni dell'opera. Mentre Gesù internamente le chiedeva queste anime dell'opera pure e semplici, ella vide coll'occhio dell'intelletto o dello spirito che sia, una lunga schiera di anime bambine bianco vestite, avanzarsi diritte verso una luce splendi­dissima che tutte le avvolgeva, sulla fronte avevano una divisa a mò di stella lucente, e le fu dato di capire che quella era la livrea loro particolare della loro purezza semplicità e rettitudine...

se non ho sempre le stesse parole di Gesù, il significato però è lo stesso. Non ho memoria e sempre non ricordo letteralmente le parole, ma solo il loro significato il quale poi si presenta alla mia mente chiaro e limpido come lo vedessi sotto gli occhi. Bisogna che la piccola vittima non abbia più volontà propria, bisogna che sia sì leggera, sì docile ai movimenti della grazia, da lasciarsi trasportare da essa come la piuma in balia del vento... Soffrirai sempre, sarai sempre in stato di sacrificio e di sofferen­za perché questa è l'alimento di una piccola vittima» (PV 4°).

Il battesimo di Gesù, Gesù si avvia al deserto, Giovanni Battista e Gesù.

Novembre e Dicembre 1955. «Gesù la vince in umiltà mentre che Giovanni in ubbidienza» (PV 5°).

«Egli benché il più grande di nato da donna, pure non invidia il Discepolo che poggia la testa sul Cuore palpitante di Amore del Maestro Divino» (PV 5°).

Belle le pagine sul silenzio e sulla solitudine di Gesù nel deserto (PV 6°).

Gennaio e Febbraio 1956. «se l'anima uscita dall'orazione e dal contatto con Dio, non sente il bisogno di solitudine, dubiti pure che la sua unione sia stata frutto di natura e fantasia, che reale contatto col Divino» (PV 6°).

 

Fascino di Gesù

Marzo 1956. «da Lui emana un non so che di Divino, di attraente che affascina che strappa i cuori per effonderli nel Suo Divino! Da Lui non esce che bontà che amore! La Sua Divina bocca è una fornace dalla quale esce fuoco riscaldante ogni cuore per freddo che sia. Dai Suoi Occhi Divina esce una luce che rischiara ogni mente ottenebrata! La Sua Adorabile persona è così attraente e Divina che tutte le menti rette, e non prevenute da orgoglio e invidia Farisaica, restano come magnetizzate e più non sanno staccarsi da Lui; Egli li ama, sente compassione di ogni loro bisogno e fa un secondo miracolo per sfamarli tutti. O bontà del mio Gesù, il mio povero cuore vien meno alla vista di tanto Tuo Amore per noi miserabili tue creature! Oh! che davvero Tu sei pazzo d'amore! Tu potevi rimanere nella gloria col Padre Tuo e bearti in Seno della Triade Santa! Tu eri beato in Te stesso e non avevi bisogno alcuno del nostro misero cuore! Ma Tu o Gesù mio hai amato l'uomo creato a Tua immagine e somiglianza, ma visto che questa si era degradata e venuta meno col peccato, spinto dall'Amore Ti sei slanciato verso di noi e con donazione senza pari Ti sei rivestito di noi... hai sofferto per noi... Impariamo qui o Sorelle che mai potremo far del bene alle anime se prima non avremo guadagnato colla bontà il loro cuore» (PV 7°).

 

Il Golgota

1956. «Ella subiva a più riprese i colpi che spaccavano i nervi di Gesù e perciò agonizzava e moriva ad ogni movimento temendo che fosse il colpo per Gesù; Ella sentì e svenne quando i carnefici chiesero la catena con la quale già fu legato Gesù nell'Orto, per fare un laccio applicarlo alla Mano destra, e poi tirare a tutta forza quel sacro Corpo per fare arrivare la Mano al secondo buco. Allora tutte le ossa e le costole del Sacro Corpo sebbene premuto dal peso del Carnefice pure tutte si rompevano e slogavano, tanto, che si esporgevano, e come dice il Profeta si potevano contare.

La Madre sentì lo scricchiolio, e il secondo gemito del Suo divin Figlio e ne rimase quasi morta dallo spasimo. Ma il Padre la confortò mostrandole interiormente il valore il merito delle Sofferenze sue e del Figlio e le comunicò misteriosamente forza e vita per continuare a vivere e patire col Figlio, non solo, ma dopo essere con Lui morta misticamente... di sopravvivere per il bene di tutta la Cristianità e della nascente Chiesa. Il braccio benedetto di Gesù, fu quasi staccato dalla spalla per la forza usatagli per far giungere la Mano al foro. Ora è la volta dei Sacri piedi, glieli posero uno sopra l'altro, ma anche qui, dato la stiratura dei nervi il Sacro Corpo si era irrigidito e più come aggrovigliato, così di nuovo con la stessa catena, lo stiracchiaro­no orribilmente fino a staccare le giunture delle sacre Ossa» (PV 10°).

Novembre 1956. «Qui l'anima si perde, si inabissa, si inebria, si sazia, per addivenire sempre più affamata assetata di Dio, di verità, di amore. Intuisce l'Eterna generazione che il Padre fa del Suo Verbo. Il Verbo preso d'amore al Padre, e il Padre pel Figlio generato, esalano così il Loro Spirito d'Amore che Eter­namente procede: è la processione3 incessante unica d'un solo Dio in tre distinte Persone» (PV 11°).

 

Il Getsemani

Dopo 10 anni, 29 maggio 1965. «Conosco un'anima che ricevette le maggiori grazie d'unione di mistico sposalizio proprio nelle sue ore sante passate in compagnia di Gesù agonizzante. Oh! quanto gradisce queste ore! quanto desidera essere accompa­gnato, assistito, confortato» (PV 12°).

 

Gesù davanti al Sacerdote Anna

25 Luglio-Agosto Settembre 1965. «Gesù non pativa tanto per le ingiustizie che riceveva, ma soffriva immensamente per la giusti­zia che avrebbe dovuto fare un giorno sopra i suoi accusatori e ingiusti Giudici. Gesù chiaroveggente per la sua unione ipostati­ca con la natura divina, vedeva la malizia l'odio infernale dei suoi nemici e perciò il severo giudizio che un giorno ne avrebbe fatto delle loro anime, anime care al suo Cuore e per le quali con tanto amore stava per versare tutto il suo preziosissimo Sangue; più l'odio si accaniva, più il Suo Cuore palpitava d'amore per noi tutti e in particolare per i suoi persecutori e il suo dolore per la loro cecità e perdita era pari al suo sviscerato Amore... quei ribaldi non potendo più sostenere tanta luce paradisiaca che emanava da tutta la sua Persona ma in partico­lare dai Suoi Occhi SS. inventarono una perfidia più crudele che mai, quella di bendargli gli occhi. O Sorelle, vedete come la passione incrudelisce il cuore? vedete, come il peccato, non può stare con la virtù? Vedete come le tenebre non possono soste­nere la luce, e il vizio l'innocenza?» (PV 13°).

«e col suo Occhio divino, mesto addolorato, cercò il rinnegatore e guardatolo con infinita tenerezza, lo convertì. Quello sguardo gli ricordò ogni cosa, ogni promessa e protesta fatta al Maestro; il canto del gallo poi, gli spezzò il cuore, e dagli occhi gli gocciolarono grosse lacrime. Non ebbe più forza di resistere, scappò per dare maggiormente sfogo al suo accorato pianto, ... pensiamo che Pietro sia andato in cerca della dolce e desolata Madre di Gesù, per raccontargli il suo misfatto e ch'Ella trapas­sata dal dolore sì, ma piena di bontà e di misericordia abbia abbracciato Pietro e perdonato anche in nome del suo Gesù...

Sorelle! lasciamoci guardare penetrare dagli sguardi di Gesù, perché trasformano e divinizzano l'anima» (PV 13°).

 

Silenzi di Gesù

I sette silenzi di Gesù nella Passione:

1) silenzio di carità,

2) di umiltà,

3) di modestia,

4) di prudenza,

5) nel dolore,

6) di preghiera,

7) del cuore.

La suora, secondo la sua vocazione particolare, è colpita e affascinata specialmente dalla Passione di Gesù, prendendo spunto dalla Emmerich, e scrive così le pagine più sentite, quasi erompenti a getti di fuoco.

«il Suo Cuore divino era una fiamma di carità e questa carità, non potevano eclissarla i suoi nemici nemmeno con la bendatura degli occhi dai quali usciva come da due soli, luce e calore; ma tutto il suo essere esprimeva amore, è per questo sovrumano Essere che non potevano seppellire, che il loro odio si accaniva tanto che dopo averlo fatto prigioniero, non ebbero più nessun ritegno, e si lasciarono dominare dalle più cattive e diaboliche invenzioni...

Sì amava il benedetto Signore. Egli nel suo profondo dolore, non si rimpiangeva ma tutto donava al Padre con un amore pari al suo dolore. Come Verbo stava nel Seno del Padre, nel circolo santo del divino Amore, ma come Uomo soffriva tutto il cumulo delle immani ingiustizie e dolorante, gemente con la sua Umani­tà si offriva e si univa in Amore al Verbo nella beatitudine dell'Amore Trinitario; da qui o Sorelle quella forza, quella calma, quella pace e mansuetudine che riscontriamo in Gesù paziente sotto le più laceranti sofferenze. Egli amava, amava Dio, e in Lui tutte le anime nostre e perciò, l'amore superava il dolore, perché l'amore sa investire il dolore da renderlo soave al pari dell'amore» (PV 13°).

«Ma Gesù il mite Agnello, non curante di se stesso, salutò lo spuntar del giorno, come fosse il più bello della sua vita, e lo era in realtà, perché in quel giorno con la sua Morte, avrebbe riconciliato la terra col Cielo, avrebbe aperto le porte Eternali a innumerevoli anime; avrebbe incamminato sulla via da Lui battuta innumerevoli anime elette, che come Lui e sulle di Lui orme, avrebbero saputo vincere la naturale fiacchezza e quali giganti, avrebbero percorso la via del dolore, della rinuncia e della virtù eroica» (PV 13°).

«quale viltà di cuore non fu mai quella di Pilato! nonostante che lui stesso lo dichiarava Innocente, nonostante che la sua coscien­za è in tumulto, per la luce serena divina che brilla negli occhi di Gesù, per le insistenze della moglie, ciò nonostante non sa resistere all'odio inferocito dei Giudei e dice di castigarlo» (PV 13°).

 

Diario o Diario Spirituale

LA DOTTRINA ALLA LUCE DELL'ESPERIENZA

Il Diario (da dicembre 1959-1989 in corso) è l'opera che rispec­chia più largamente il cammino trinitario della clarissa, più organicamente esposto nell'opera Il Giardino dell'anima inabita­ta (1968). Non mettiamo tra virgolette i testi riportati perché già divisi da date e già abbondanti di virgolette. La sbarretta che precede il numero indica il quaderno del Diario.

 

Diario/1

Ospedale Maggiore. Festa della SSma Trinità 1960

Mio caro Gesù quanto sei buono con me!! O Divina Trinità quanto sei amabile!! e quanto posso godere della tua Presenza Adorabile in me!!

Ti Adoro e Ti Amo o Trinità Santa.

 

Festa del Corpus Domini 1960

sento che il mio cuore è propriamente un Altare vivente ove Gesù vi rimane di frequente e L'Augustissima Trinità sempre come sua dimora preferita.

 

1960 Festa di Maria Assunta in Cielo

Nella meditazione della sera sembrami udire dall'Eterno Padre questa ispirazione «Ti voglio di nuovo dare il mio figlio diletto per tuo sposo» facendomi intellettualmente capire che sarebbe un rinnovamento più intenso... più volte la Madonna mi ha fatto conoscere, che mi ha portata a questo grado di unione così facilmente, senza il lavoro e fatica che altri Santi hanno percorso prima di giungere, in premio di quanto ho scritto di Lei; mi meravigliavo perché proprio so di aver fatto nulla, ma Ella riprese «Chi mi illustra ha la vita: chi mi fa conoscere e amare ha l'Amore stesso per premio». Questo me lo ripete due volte. Oggi dopo vespro mi sono di nuovo fermata in Coro per intrattenermi in meditazione ancora con Lui. Pensavo all'entrata di Maria in Cielo e alla Festa dell'Eterno Padre nel vedere quella creatura ideata col Verbo Umanato nella mente Sua fin dall'Eternità e lo benedicevo e ringraziavo di tanta opera prodigiosa, mentre la Vergine accolta festosamente da tutte le Celesti schiere e dal Suo Figlio diletto. Il Padre fissò lo sguardo sopra di me, dico così per modo di esprimermi, ma al mio occhio materiale tutto era oscuro, come se in una stanza si tratta con persone allo scuro senza vedersi. Qui il Padre si congratulò, per vedermi sì bene ornata fatta sposa e regina del Figlio Suo... Egli mi fece spaziare nella Sua Divinità - non posso dire come - solo che fu un'immensità di cose. In primo mi mostrò la Sua fecondi­tà e come dopo aver compiuto le opere più stupende in Gesù e Maria, Egli continua a generare il Verbo e con Lui una moltitu­dine di anime sopra le quali spande la pienezza del Suo Amore, dei suoi doni, delle Sue grazie, basta che ogni creatura stia aperta a Lui perché Egli in lei si getti con la pienezza delle sue grazie e perfezioni. Questa fecondità di donazione la infonde ad ogni anima che si abbandona al Suo Amore come la infuse nella mia nel modo che non so dire. Mi mostrò l'immensità del Suo Amore. Tutto era Dio. Tutto era Amore. Tutto il creato sembra­va Divinità.

 

29 settembre 1960

Nella S. Meditazione di questa sera dopo aver contemplato il grande Mistero del Padre che genera il Verbo e l'immutabilità di Dio pur sempre operante, fui spinta dal Padre a unirmi come Sposa al Suo Verbo Umanato il quale tosto mi introdusse sulla Croce con Lui, invitandomi amorevolmente a rimanervi passiva con Lui. Mi fece capire che così uniti nell'Amore e nella sofferenza, genereremo anime al Padre come Egli aspetta dalla nostra unione per il che ci ha uniti con lo sposalizio matrimonia­le: Ero intimamente a Lui unita, le mie mani i miei piedi il mio cuore tutto era crocifisso con Lui. Egli poi mi ispirò Sposa mia, ci stai volentieri in Croce con me?? Sì risposi, con Te Amore mio è deliziosa la Croce, come senza di Te mi trovo male pur tra le delizie. Altri, le tue Consorelle, penseranno a tenerti ben affitta, tu imita l'immobilità Divina come prima hai contemplato, e rimani tranquilla con Me, e col nostro reciproco amore saremo fecondi di anime.

 

16 ottobre 1960

se il pensiero di Dio mi porta subito in Cielo, quello della Trinità invece mi sprofonda subito nel più profondo angolo del mio cuore e qui La trovo e 1'Adoro.

 

2 dicembre 1960

vivere da morta, indifferente a tutto ciò che Iddio disporrà di me... inabissata in Lui per soffrire sempre silenziosamente, tutto con Lui e come Lui sotto lo sguardo di Maria: adorando con Lei le adorabili Divine disposizioni degli Ospiti Trinitari che porto nel mio povero e meschino cuore.

 

16 aprile 1961

Un attimo parmi penetrare nel pensiero dell'Augustissimo Si­gnore Uno e Trino, il quale mi fece capire che Egli generando ad ogni istante il Verbo, con Lui e nella Sua prodigiosa fecondi­tà genera pure ogni opera di bene, tutto il bene possibile, tutta la perfezione del bene; quindi ogni opera buona migliore, perfetta, viene da Lui fin dall'Eternità, come da ogni istante. Qui gli presentai una domanda: Come o Signore mio, allora tante opere non vengono compiute, specialmente quelle che ci stanno nel cuore?? Sai figlia mia perché tante opere mancano? perché le creature mie, anche le più bene intenzionate, non sanno, il più delle volte, penetrare negli abissi del mio pensiero; guardano un lato e lasciano sfuggire il migliore.

 

Festa della SSma Trinità 1961

Durante la S. Meditazione ho compreso l'Immenso gaudio di Dio uno e Trino, nel dimorare nel cuore delle sue creature e perciò come dobbiamo adorarlo non solo nel nostro cuore, ma bensì in ogni anima che ci circonda. Le anime in grazia sono tanti cibori, tanti Tabernacoli viventi, in cui dobbiamo ravvisare, adorare, amare 1'Augustissima Triade.

Oh! come ho compreso che bisogna vivere le intimità Divine! bisogna insegnare alle anime che Dio Trino è in noi e che qui sta tutta la ricchezza e la gioia nostra! vivere in società con le Persone Divine, perciò la nostra vita dovrebbe essere una ininterrotta adorazione, un contatto intimo, divino.

 

4 giugno 1961

Mi sento tutta posseduta da Gesù: Egli mi fa trasalire di gioia, mi rende leggera leggera, libera, alle volte devo comprimere il mio cuore, vorrebbe slanciarsi nel Sommo Bene. Mio Dio Trinità che Adoro seppelliscimi sempre più in Te.

 

Diario/2

14 ottobre 1961

appena ricevuto Gesù, parmi assistere... al gioioso... incontro di Gesù vero Dio e vero Uomo con l'Augusta Trinità seduta sul Trono del mio povero cuore... compresi... l'amore... di Gesù pel Padre suo... era un reciproco Amore emanante un delizioso profumo di dolcezza e di virtù: questo profumo Divino si espandeva in tutto il mio essere che ne riceveva benessere e forza... qui non riesco a dire bene, mi pare che Gesù rivolto all'anima mia, mostravami che partendo poi da me corporalmen­te, lasciavami questo loro Spirito, questo profumo del loro reciproco Amore ed era come un'incarnazione per modo di esprimermi, di Gesù in me, cioè il suo Spirito passava in tutte le mie membra... in modo ch'io non sia più che un'ombra che lo ricopre, facendomi capire ch'Egli non solo sarebbe nel mio cuore nella mia lingua nella mia mente ecc.ma bensì nelle mie mani nei miei piedi in tutto il mio essere.

 

16 ottobre 1961

La mia S. Comunione: Lo ricevo dalle SS.me Mani di Maria, poi lo offro all'Augustissima Trinità sedente sul Trono del mio povero cuore... e lì nei Loro festosi abbracciamenti li prego a volermi stringere tra questi e così scacciare da me tutto ciò che è umano, per lasciarmi rivestita, profumata di Loro e del Loro reciproco Amore. Qui sento che Gesù mi riveste di Lui del suo Amore della sua azione santificatrice.

 

29 ottobre 1961

(cfr. l'anello di Gesù sposo con le tre gemme bianche indicanti il reciproco amore della Trinità)

 

2 novembre 1961

Questa sera ho pianto con Gesù nell'Orto: spero che i miei gridi di pentimento e imploranti perdono pei miei e altrui peccati siano giunti fino al Suo Cuore Divino. Egli sembrò poi gradire perché sentendo nell'animo la grazia Sua, così mi ispirò «fa duopo per ricevere i miei gioielli, levare tutto, fin nei più profondi nascondigli, il marciume dell'amor proprio».

 

15 maggio 1962

Dopo la S. Comunione compresi da Gesù che sarebbe rimasto a lungo nel mio cuore con la Sua Augusta Presenza eucaristica.

 

Festa della SSma Trinità 1962

Questa mattina l'Augusta Triade mostrò che l'immensità della Sua Bontà sorpassa, se così si può esprimersi, l'immensità della Sua Divinità abbassandosi fino alla sua ultima e più piccola creatura. La mia poca generosità nella sofferenza, le mie conti­nue imperfezioni e infedeltà mi facevano presentire e credere, un castigo col togliermi o diminuirmi le sue grazie; dopo la S.Comunione stavo umiliata, chiedendo perdono e misericordia. Chiesi alla Vergine SS.ma, di far Ella altrettanto per me presso il Trono dell'Altissimo. Ella allora mi coperse di Lei stessa e perorò la mia causa; vedendomi così sotto le sembianze di Maria e da Lei protetta si decise di guardarmi e mostrò desiderio che facessi la mia Confessione; cercai alla meglio di accusarmi delle mie mancanze... per le quali in virtù della purezza di Maria, mi diede perdono e assoluzione. Poi mi ispirò «Ti confermo nella grazia della tua innocenza battesimale che dovrai portare così come ti fu data e ora confermata, nel Santo Regno della gloria del Paradiso». Qui mi vidi rivestita di bianchissima veste e mi fu dato di capire che questa è molto più pregevole di quella ricevuta nel S. Battesimo.

Ora è ricca di fiori e di ricami, veste che mi dichiara figlia e serva di Maria. Fui poi richiamata a nuova fedeltà, a vivere con una purezza non mai vissuta, anzi in un momento l'Eterno Padre sembrava mi mettesse in capo una corona di fiori bianchi simbolo della nuova vita che devo cominciare a vivere, stimolan­domi a dargli atti di virtù generosa ed eroica, facendomi capire che non gli bastano più i miei piccoli atti, ma desidera generosità a tutta prova. Entrò poi in campo il Figlio ed Egli fece capire che il suo vestire sono gli strumenti della Passione.

La sua veste, fu veste di umiliazione e di patimento e di questa ricopre pure le sue spose. Qui fui illuminata a comprendere che la mia vita come la mia morte, dovrà somigliarsi alla Sua. Alla domanda Sua se aderivo, rivolta alla Vergine chiesi aiuto, poi ricoperta del Suo Manto di dolore con la di Lei forza tutto accettai. Dico come posso perché non so spiegarmi meglio. Qui sembrò ricevere una corona di spine sopra quella bianca con l'ispirazione «La sposa deve essere in tutto simile allo Sposo».

Oggi poi all'Adorazione lo Spirito Santo ultimò l'operazione con una terza corona di rose, simbolo del legame del Suo Divino Amore. Qui non posso dire più nulla, fuorché fu un godimento di amore... di tanto in tanto sentivo ripetermi «Oggi festa di ogni festa in cui la Sposa fu fregiata dal Divino Sposo uno e Trino!». O Dio quanto amore! e quanta bontà da parte di un Dio.

 

15 agosto 1962

Santissima Trinità che adoro nell'intimo del mio cuore, Ti prego di accettare per le Mani di Maria, tutto quello che soffro e soffrirò fino all'ultimo mio respiro, nel mio corpo, nel mio cuore, nell'ani­ma mia, unitamente a quanto soffri Gesù durante la sua vita terrena specialmente durante il tempo della sua Passione e morte. Ti offro fin d'ora tutto quello che patirò nelle mie ultime malattie, quando non potrò più capire né esprimermi.

Ma Tu o Divina Trinità accogli i miei gemiti, i palpiti del cuore, gli affannosi respiri, come tante offerte e suppliche di perdono, di compunzione dei miei peccati, di Amore e di riparazione, di lode e di ringraziamento, per la vocazione Claustrale e per le tante grazie concessemi in vita; in modo che pur incosciente per il male, non perda un minuto, un respiro, un gemito, una lacrima; tutto sia per Te, per la mia santificazione, per le anime. La mia morte sia un Inno di lode a Te Trinità Santa, a Gesù a Maria Giuseppe Francesco Chiara Bonaventura Veronica, che chiamo e chiamerò sempre in mia assistenza

la tua serva Sr. Carmela della Croce OSC

(questa preghiera è ritrascritta anche su una cartolina, con alcune varianti; così pure in SV 3°, 209-211).

 

23 Settembre 1962

Questa sera un vivo lume mi colse con ispirazione... parmi essere come una tenue fiammellina che internandosi fin nel centro del mio cuore mi perdevo poi nell'immenso Oceano di Amore dell'Augusta fiamma Trinitaria. Che pace!... che Amore!... che gaudio!...

Gli Ospiti Divini dissero: «in questo modo poco per volta perderai tutti i gusti della terra per non gustare che l'unico Amore, l'Amore Divino e Trinitario». Poiché mi trovavo al parlatorio per ascoltare il Catechismo, aggiunsero «adesso basta, ascolta il mio Ministro».

 

8 dicembre 1962

Nel silenzio della Cella dopo riflessioni sul Divino Amore, mentre in spirito adoravo il SS.mo, un grande raccoglimento mi colse e nel profondo del cuore godetti la Presenza degli Ospiti Divini, anche Gesù non fu assente, perché fu Lui che mi tenne in colloquio nel quale parecchi punti li fece spiccare maggior­mente e più chiaramente.

1) Far giungere il suo grido fino al S. Padre, di festeggiare il Cuore Imm.to di sua Madre come il Suo Ss.mo Cuore.

2) Il suo ringraziamento per quelle poche ore che ogni anno gli eleva la Comunità: lo conoscerò dalle sofferenze e patimenti d'ogni genere ch'Egli mi manderà, come in questi passati giorni. Perché questa è la sua maniera di ricompensare col crocifiggere per renderci simili a Lui.

3) Quelle sorelle che maggiormente mi fanno soffrire mi amano più puramente delle altre, quindi mostrarle gratitudine.

4) Amare i disprezzi e le umiliazioni che mi rendono simile a Lui essendo il patire il miglior pegno del suo Amore per me. Quindi un grazie vivo e amoroso ad ogni nuova prova o amarezza che incontro.

5) Non tralasciare nulla di sua gloria a costo della vita, quale guadagno sarebbe perdere la vita per la Sua gloria.

6) Il mio normale sarebbe l'infermità, il resto, quando sto bene è tutto effetto della sua grazia e del suo Amore.

7) Quest'ultima crisi del mio male mi fu data in penitenza d'una comodità presami contro la sua ispirazione.

 

S. Natale 1962

Questa Notte fu veramente una Notte Santa e luminosa per la povera anima mia. Una Notte di una rinascita spirituale.

Dopo la S. Comunione, parvemi che la Vergine Santa, ponesse nel mio cuore il Suo caro e Divino neonato, allora io continua­mente lo invitavo, perché non mi sentivo sazia, e pregavo di nuovo la Vergine e S. Giuseppe di farmi godere del Loro tesoro. Qui la grazia mi raccolse e 1'ispirazione che sembrava del Bambino «vedi come è fedele mia Madre nel mantenere le promesse? Per le tue piccole fedeltà mi ti ha donato. Io sono tutto tuo come tu sei tutta mia»... il colloquio si fece intenso e poi durò tutta la S. Meditazione. Il caro Bimbo disse «come è felice mia e nostra Mamma vederci così uniti e formare un essere solo!!» Poi cominciai a rinnovare le mie promesse e S. Voti, ma quando fui a quello di far tutto per puro amore non potei più proseguire... mi unii all'Amore Eterno del mio Dio e non facevo che ripetere «accetta il mio atto presente e uniscilo al Tuo eterno presente, accettami nel Tuo Amore Eterno, nei Tuoi stati presenti fa che siano miei o meglio immergimi in tutte le Tue operazioni, presso il Padre ecc. ecc., ma non posso esprimere cosa comprendevo e provavo; tornata a letto dopo le due, ricominciai le mie offerte e colloqui che durarono sino al segno della levata; il mio letto non era più tale, ma un regno, un trono, un paradiso. Mi sembra che si sia rinnovato lo sposalizio in breve però non come la prima volta... ma di nuovo sono stata assorbita in Lui ed Egli mi disse sua sposa in eterno. Infatti fin da principio mi fece capire che tutto il mio passato lo assorbiva in Lui e che comincio ora a vivere con Lui; ogni mia aspirazione o desiderio di Lui lo fa crescere nell'anima mia. Ormai è Lui che vive in me, questo Natale è per l'anima mia una vera rinascita spirituale.

La rinnovazione dei miei S. Voti la gradisce sempre, in cambio mi ricolma di grazie. Gli ho promesso generosità, perciò comin­cerò a dargli il sacrificio di rimanere la sera alla ricreazione.

In queste ore Paradisiache Gli ho raccomandato tutte le persone che mi stanno a cuore e le loro opere, specie il Confessore e il S. Padre, tutto il mondo. Il mio Vescovo.

Ora a me la fedeltà e la generosità: Egli mi ha promesso assistenza e grazia anche fisica purché gli sia fedele.

 

Diario/3

7 aprile 1964

La SS.ma Trinità la sento sì presente che alle volte nel dire il Gloria Patri specie durante il S. Ufficio mi scorrono le lacrime. Oh! che amore figliale mi desta quando penso che il Padre mi guarda e accoglie le mie preghiere; il Figlio mi abbraccia in un amplesso di amore con lo Spirito Santo.

 

Vigilia di Pentecoste 1964

Poi Gesù si fece presente col suo Santo Spirito e ispirò, «Io mi precipito nell'anima che mi desidera e mi si dona».

 

8 settembre 1964

Questa sera durante la S. meditazione sentii più che mai le mie umiliazioni e i miei abbandoni le mie spogliazioni, perciò ringra­ziavo Iddio di tanti mezzi che mi dona di imitarlo qualche poco nelle Sue sofferenze. Egli sempre buono gradì le mie disposizio­ni al patire, si fece presente all'anima mia, rivelandomi intellet­tualmente, che se il Suo Amore è grande nel darmi il patire, non meno grande sarà la sua giustizia nel premio riservatomi e nel rendermi quel gaudio del quale ora mi priva. Dopo ciò la mia gratitudine crebbe con lacrime di commozione e con ardore di spirito lo ringraziai, pregandolo a non più lasciarmi mancare il pane sostanzioso della umiliazione e del dolore giacché sopra di esse virtù Egli tanto si china.

 

15 novembre 1964

L'amore del mio Signore mi porta lesta e serena, pur tra le fatiche, il dolore fisico e le contraddizioni, ad ogni atto.

Gesù si è davvero impossessato dell'anima mia, quante volte Egli me lo ripete nel fondo del cuore «Tu sei la mia possessio­ne».

Come vorrei esserlo davvero!! come lo prego di invadermi tutta!

 

Festa dell'Immacolata 1964

mi sentii ricoperta di Lei in modo che non ero più io che mi accostavo alla Sacra Mensa, ma era Lei che lo riceveva.

 

23 febbraio 1965 Esercizi spirituali - Istruzione

Nonostante le grandi grazie avute sopra il Mistero Trinitario, sono stata tanto vile, da dimenticarlo, per trascinarmi nei panta­ni della terra. La predica del Padre su questo mistero mi penetrò il cuore... quale divergenza! Mio Dio aiutami a riprendermi. Se sarò con Voi Uno e Trino, non mi sentirò più abbandonata, anzi più lo sarò, più felicemente mi terrò con Voi e con la dolcissima Mamma.

 

25 febbraio 1965

Oggi ho detto la mia Confessione al R.mo Padre Predicatore... Egli mi ha esortato a lasciarmi avvolgere e vivere in pieno il mio Mistero Trinitario. 1) Viva in pieno e si lasci avvolgere dal Suo Mistero Trinitario, e col mistero Trinitario la sua incorporazione col Cristo Gesù... più grande sarà il silenzio e la solitudine, più mi immergerò nel mio buon Padre, nei miei Ospiti Trinitari.

 

26 febbraio 1965

Ti lego al Padre tuo con un anello d'oro... l'anello è la stessa fiamma che vi deve consumare in Me.

 

4 marzo 1965

dopo la lettura d'una predica degli Esercizi fui presa da un vivo... lume sulla mia incorporazione con Gesù e sul Mistero Trinitario.

 

19 marzo 1965 -Sacro Triduo­

Quest'oggi durante le tre ore di Adorazione con Gesù Esposto, la grazia lavorò molto nel mio cuore. Trovandomi così a tu con Gesù fui grandemente commossa che non feci che lacrimare d'amore per un bel pezzo; poi cercai di attorniare l'Altare di anime associate, e a me parea vederle in veste - bianca, con ghirlande di rose pure bianche in testa, e Gesù mi fece capire che la corona era segno di regalità, perché anime scelte a spose e Regine del suo Cuore.

Pregavo e le mostravo e offrivo a Gesù Eucaristico perché col loro amore supplissero alla mia insufficenza. Qui cominciò un vero colloquio tra Gesù e l'anima mia. Egli si mostrò innamo­rato di tali anime e le chiedeva con istanza perché mostrava trovare in esse le sue più care delizie come le gustava in quel momento con l'anima mia.

In tanta intimità più volte mi replicò, «vedi cosa ho fatto per l'anima tua? guarda o figlia cosa ho fatto per te! Sì, proprio per te ho fatto questo miracolo» (alludeva alle tante volte, che nel Convento vecchio, ho desiderato e chiestogli la grazia di poterlo, prima di morire, vederlo esposto, Sacramentato.) Commossa gli chiesi, cosa farò io per Te? Rispose: sii pronta e generosa alle disposizioni dei tuoi Superiori, sia che ti lascino consumare in un angolo; sia che ti mettano sul candelabro, tutto deve essere? indifferente per te... Per questa tua indifferenza lo mi precipi­terò in te.» Poi il colloquio proseguì, in un punto giunse a dirmi (sembrava ripieno d'amore per questa povera anima peccatrice) «In paradiso, appagherò ogni tuo desiderio» gli dissi: ma Signo­re, in paradiso io non avrò desideri perché sarò perduta in Te. Egli, «Sì, avrai le suppliche dei poveri mortali da presentarmi, ed Io non potrò resisterti, giacché tu hai aderito ai miei desideri in terra.»

Meravigliata gli dissi, ma Gesù... fino a questo punto?? e Gesù «Figlia e sposa mia, tengo presente tutte le tue donazioni le tue suppliche e preghiere specie per i miei martiri della Chiesa del silenzio.»

Gesù mostrò che nulla sfugge al Suo Amore, quello che si fa per le sue anime. Qui osai chiedergli due grazie. Una, tanti figli martiri nella Chiesa del silenzio.

L'altra, tante figlie all'opera delle piccole Vittime, martiri an­ch'esse di Amore e di immolazione. Siccome l'intimità durò tutte le tre ore, benché seduta e indisposta, pur tuttavia in un momento sembrava che il Padre Celeste mi gettasse al collo di Gesù: e Gesù di rinvio mi gettasse nel Seno del Padre. Compresi essere questo il legame d'amore, il circolo, mostratomi questa mattina.

Sul finire del colloquio mi disse di essere a mia volta piccola ostia unificata in Lui, trasformata in Lui Ostia d'amore. Alla mia richiesta come e cosa fare perciò?? Rispose I. Molto bianca con la purezza in ogni atto. 2. Molto rotonda con l'umiltà.

3. Molto amante nell'immobilità.

 

20 marzo 1965

E continuò a mio riguardo, «cosa è che ti fa penetrare nel Seno del Padre? la fede: Cosa è che ti fa penetrare nel circolo dell'Amore e perciò dello Spirito Santo? la fede: Cosa è che ti incorpora con Gesù? la fede. Sii anima di fede, penetra in Dio con la fede.»

 

S. Pasqua 1965

Gesù... disse «Questo è il mio cuore che faccio mio per sempre... questo cuore è mio trono. Il Padre, Figlia: ho bisogno di perpetuare la vita del Figlio mio sulla terra...».

 

30 maggio 1965

Oggi ai Piedi di Gesù nel Tabernacolo, ho pregato molto per le anime dell'opera, che percepivo, attorniate all'Altare santo; poi quando il raccoglimento si intensificò, trovandomi con Gesù nel Seno del Padre mi animò a rimanere non oziosa, perché lì è un posto di grande attività e di generazione... il Cristo vien traspor­tato dal Verbo nel Seno del Padre; l'anima mia è trascinata dal Cristo: quindi due compiti mi vennero qui affidati «Trasformarsi sempre più in Cristo e trascinare le anime al Padre; glorificare il Padre e salvare le anime.»

Ma non so ben spiegare come ho compreso, mi pare che nel Seno del Padre, si generano molte anime alla grazia, alla vocazione ecc.; non posso dir di più... dico solo, che ci si trova molto in alto, in quei momenti, dalle cose della terra, le quali sembrano pulviscoli e nulla.

 

22 giugno 1965

Ispirazione dopo la S. Comunione. «Ogni fondatore, ha avuto le sue speciali prove».

 

3 agosto 1965

Durante il lavoro, la Trinità si fece viva, per un attimo, nel quale godetti della sua dolce compagnia.

 

24 agosto 1965

mi sentivo in Gesù e con Lui soffrivo sotto lo sguardo del Padre Celeste. O felice sofferenza!

 

Diario/4

8 dicembre 1965

«Tu sei la Sposa mia; la Figlia prediletta della Chiesa e della Madre mia».

 

Sacro Triduo 1966. Secondo giorno

«Ieri ti ho fatto comprendere come devi vivere il tuo credo; oggi ti mostrerò come devi vivere il tuo adoro la tua divinità. Devi prostrarti, annichilirti, annientarti, e lì nel profondo silen­zio, adorare. In questo silenzio mi troverai Trino in te. Qui ti invaghirai della nostra bellezza e reciproco Amore: e ti fermerai contemplando e amando. Qui, come i beati nel Cielo, getterai le tue corone, cioè gli atti di virtù e sacrificio che ti si presenteranno, e ripeterai il tuo triplice inno Credo, Adoro, Amo, questo il tuo canto, Santo Santo Santo. Poi ti inabisserai nel mio Amore.»

Ma come o Signore svolgerò questo lavoro, quando la mente è torbida per il corpo stanco e addolorato? «Proprio allora è il momento di inabissarti di più in Me.»

 

Sacro Triduo 1966. Terzo giorno - Gesù amo la Tua Bontà -

Qui o figlia fermati: perché in questa sola invocazione dovresti liquefarti d'Amore.

Amando la mia bontà, ami tutti i miei attributi... Ami tutto ciò che ho fatto nella Creazione, Redenzione, ma sopra tutto ami il mio Mistero Trinitario, principio e culmine del mio Amore e della mia bontà.

Quando ripeti - Amo il Tuo Amore: è come dicessi, amo il Tuo Amore che ti lega col Figlio e con lo Spirito Santo. Amo la vostra bontà, e perciò quell'amore che si fonde nel Verbo che hai rivestito di corpo e di anima, perché lo vedessimo, lo ascoltassimo, lo ricopiassimo... Eccesso di bontà di un Dio!! che si fa Uomo si fa fratello dell'uomo, per agevolare l'Amore!! Un Dio tutto fiamma d'Amore!!!

Amo la Tua Bontà: Figlia questa invocazione non sarà mai ripetuta a sufficienza...

Amo la Tua bontà: un amore che si esinanisce, un amore che si annienta, si deforma nella Passione... un Amore che muore per Amore, che muore per le creature amate.

I miei più eruditi Teologi, lo sanno appena appena abbozzare... e tu puoi abbracciarlo ripetendo - Amo la tua bontà -. Questa invocazione compendia le altre due: è la perfezione dell'Amore. Diffondi questa pratica; mezzo per accogliere in se stesse le anime.

Vedi quanto soffri tu per queste dissipate?!... Pensi al dolore che prova il mio Cuore... Io che ne vedo in ogni angolo del mondo.!. Questo fu lo scopo primo, ti ricordi nel 1937 che ti chiesi l'opera?? ti ripeto il richiamo Vita interiore domando... tutto il male viene dalla dissipazione, pensateci.

Vorrei che ogni anima la ripetesse: in ogni angolo della terra.

 

5 maggio 1966

«Più le creature lavorano contro di te, Io lavoro in te e con te». Queste sono le mie giustizie.

 

SS.ma Trinità 1966

la grazia mi riprese di nuovo mostrando tutte e Tre le divine Persone, un immenso Amore per questa povera anima mia... «Sei figlia abbracciata dal Padre nell'amplesso d'Amore del Figlio e dello Spirito Santo».

 

19 giugno 1966

Compresi anche, che il Verbo trascina nel Seno del Padre anche l'Umanità Sacramentale... ma qui non so spiegarmi bene.

 

7 luglio 1966

«Potenza del Padre aiutami. Sapienza del Figlio guidami. Bontà e Amore dello Spirito Santo santificami».

 

10 luglio 1966

Gesù tace ma mi è presente: vivo, prego, lavoro e soffro, sempre in Loro compagnia.

 

8 agosto 1966

Cercherò di bene approfondirmi nel tenermi non solo alla Divina Presenza... ma in continuo contatto con L'Augusta Tria­de...

 

Diario/5

31 dicembre 1966

Ispirazione dopo la S. Com. ne

O Padre o Papà mio buono aiutami, o Gesù fratellino mio buono guidami. O Spirito Santo amato sposo, santificami. Padre, Figlio e Spirito Santo che ogni mio respiro e movimento sia in voi con Voi e per Voi.

 

2 gennaio 1967

Gesù... mi mostrò come devo lavorare e far di tutto perché il Cuore Imm.to di Maria venga più conosciuto, più amato e più onorato... Allora il Padre mi donò al Figlio Suo, il quale di nuovo mi prese per sua eterna sposa fregiandomi di preziosi gioielli, quali sono, la conferma del suo Amore e nella sua grazia ed altri doni che Lui ebbe dal Padre suo... Mi fece spiritualmen­te attraversare la ferita del suo Cuore dalla quale avrei riportato ogni bene.

 

15 gennaio 1967

Oggi poi ai Piedi del S. Tabernacolo ho recitato e formato la mia gradita corona della SS.ma Trinità - cioè - Sui primi grani fino al decimo ripeterò «Onnipotenza del Padre, aiutateci, oppure aiu­tami (a seconda dei bisogni;) Sapienza del Figlio guidaci o giudatemi; Amore dello Spirito Santo santificaci oppure santifi­cami, sul decimo grano, O Maria Madre del divino Amore prega per me, o per noi: sul grano grosso del gloria, S. Giuseppe amico del Cuore di Gesù pregate per me, o per noi.

Questa corona deve essere molto gradita al Cuore di Dio Onnipotente perché nel recitarla più volte con le braccia aperte, ho sentito di strappare all'Onnipotenza Divina qualche cosa che non so dire, ma una forza non comune, qualche cosa del soprannaturale, sembrami tirare in me una forza tutta Divina.

 

27 gennaio 1967

«la mia Onnipotenza ha trionfato su tutti i cuori dei tuoi Superiori.»

 

26 febbraio 1967

Questa volta Gesù, per la prima volta mi ha detto nel Cuore «Ti abbraccio unitamente alle figlie dell'Opera». Oggi pomeriggio ai Piedi del S. Tabernacolo mi ha confermato il detto di questa mattina, intrattenendomi nel raccoglimento sulla maternità di queste anime. Mentre il mio cuore si liquefaceva d'amore Egli così ispirava «Non ti vedo più sola... ma sempre attorniata da queste anime, le vedo tutte attraverso il tuo cuore. Le tue preghiere non sono più isolate, ma giungono a me unite a quelle delle tue figlie...

Vedi quale conforto mi rechi? Il tuo cuore è quel giardino fiorito che manda a Me il dolce e gradito profumo di ogni fiore; cioè di tutte le anime dell'Opera. Vedi quale dono, quale grazia!!? tu sei qui sola in apparenza; ma attorno a te o meglio qui vicino al mio Ciborio fanno corona tutte le figlie ch'Io abbraccio in te.» poi fui interrotta, perché si dovette uscire dal Coro per visita estranea (Ingegnere).

Con questo il mio cuore si è molto dilatato, lo sentivo già tanto materno, ma ora che Gesù lo ha costituito tale e in tante maniere detto e dimostrato, lo sento addivenuto, grande, im­menso... le amo le anime e le amo in Gesù col di Lui stesso amore, e per loro mi sacrificherò sempre di più, perché poi ora per pura grazia e bontà di Dio, il mio Amore le mie preghiere e miei sacrifici sono moltiplicati quante sono le anime legate alla mia.

 

27 febbraio 1967

Questa mattina dopo la S. Comunione Gesù mi intrattenne a lungo, mostrandomi come Egli col Padre e con lo Spirito Santo trovano le loro delizie nel rimanere nel giardino del mio cuore. «Questo (la grazia diceva) è il nostro giardino dal quale vengono a noi odorosi profumi, i fiori sono le anime dell'Opera, ognuna ha il suo speciale e particolare profumo, che non bisogna contraffarlo (questa non era la sua parola, ma voleva dire di non impedirlo, così pressapoco) perché è la varietà del profumo del fiore che mi delizia. Questo Giardino è la nostra delizia qui ci ricreiamo, qui ci consoliamo... oh! quanto è amato questo giardino!! e i fiori che vi crescono!! Da questo giardino, esce un'acqua, che zampilla dalla fontana che sta nel centro (la SS.ma Trinità) e irriga, non solo i fiori (le anime del giardino) ma pure si sparge beneficando tutto il mondo». oh! quale dolcezza ho mai provato!!! non la so dire... ne sento ancora gli effetti perché non posso staccare il mio pensiero da quel centro del mio cuore ove ò provato tanto Amore delizioso... mi sento tutta presa da Gesù dalla dolcezza del suo Amore e non so come dirgli il mio amore di corrispondenza se non col mio Credo, Adoro, Amo.

 

Giovedì Santo 1967

Riferisce la promessa di Gesù: «sarebbe venuto a me come nel suo più gradito sepolcro e vi sarebbe rimasto fino alla Comunio­ne del giorno seguente.»

 

25 aprile 1967

Incontro con S.E.R. a Mons. Arcivescovo sui fini, il tessuto, l'organizzazione dell'Opera.

 

Festa di Pentecoste 1967

Da alcuni giorni il mio spirito è preso da un grande desiderio di ricevere lo Spirito Santo perché scuota un poco il torpore l'inedia dell'anima mia... Ieri mattina nel raccoglimento della S. Comunione fui assicurata che questo divino Spirito invaderà tutta l'anima mia... è come un legame un circolo, dal quale rimarrò presa e avvincolata.

«Così lo percepii nella mia intelligenza».

Questa mattina, questo legame, questo circolo, nel quale mi sento con le divine Persone, mi è presente e previene ogni mio pensiero e riflessione. Dopo la S. Comunione venni ispirata, rassicurata, che il mio dire, fare, patire, insomma tutto il mio operato partirà da questo Circolo Divino.

«Io sono con Te; tu sei nel Padre quale figlia diletta; sei nel Figlio quale sposa amata; sei nello Spirito Santo quale Madre delle anime e cooperatrice della Madre mia SS.ma. In questo misterioso circolo, vedrai fiorire tutta l'Opera delle piccole Vittime.

7. Nel Pomeriggio durante la mia permanenza ai Piedi dell'Altare. L'Opera è un fiore che nasce dal giardino del tuo cuore, il terreno del quale è vivificato dalla Tre Auguste Persone. Perciò l'Opera esce dal Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

8. Il Padre la crea, il Figlio la vivifica lo Spirito Santo la santifica. 1 agosto 1967

... e Tu Ti allontani, mentre in Te mi trascini. Oh! Dio! questo è uno stato di Amore languente di puro dolore e di gaudio insieme.

 

3 settembre 1967

Questa mattina volendo pensare ai sentimenti e all'Anima di Gesù fui tosto concentrata e illuminata a comprendere qualche poco, sul suo grande Amore per il Padre, e del Padre per il Figlio, oh! quale meraviglia di Amore!

Il Figlio si beatifica nel Padre... e il Padre vedendo nel Verbo, la Sua figura, il suo respiro, il Suo pensiero, la Sua parola, tutto Lui stesso... ne è così preso, così glorificato, così saziato d'Amo­re, da formare una terza persona, lo Spirito Santo.

Oh! vita Celeste! oh! vita di gaudio! vita estasiante! vita di Paradiso: e l'anima in grazia possiede questo Paradiso in se stessa... l'anima mia ne è presa e ai Piedi di questo paradiso in terra, ha proposto di glorificare tanto mistero, coll'essere davvero un piccolo Gesù, vivrò di Gesù mi rivestirò di Lui per gradire e glorificare l'Augusta Triade.

L'ispirazione poi aggiungeva: «Sarà per Noi, di somma gloria e immenso gaudio, vedere in te e nelle anime che ti seguiranno, rifiorire la vita del Verbo Umanato». Sii fedele figliuola nell'a­dorazione e nell'amore qui nel fondo del tuo cuore ove ci troverai sempre. Sì o Signor mio, Ti farò compagnia e penserò sempre a queste meraviglie di Amore, in un'anima sì piccola e miserabile come la mia...

Non voglio sapere più nulla... per contemplare, amare, adorare L'Augusta Triade...

Scrivi per le anime... sopra il giardino dell'anima inabitata dallo Sposo Dio Trino...

lo ti porto al Padre: il Padre ti porta a me; lo ti porto alla contemplazione della Trinità e la Trinità ti porta alla mia imitazione.

 

Diario/6

27 novembre 1967

Oh! Santa Umanità di Gesù, sei Tu che mi trascini in Dio! sei Tu che mi porti nel Padre nel Verbo e nello Spirito Santo. Non mi muoverò più che in Te, Tu sarai il mio movimento, il mio respiro, la mia vita. O Padre, O Figlio, O Spirito Santo io Vi amo e vi adoro col Cuore del mio amabilissimo Gesù e col Cuore della mia amatissima Madre Maria Immacolata.

 

29 novembre 1967

Questo Spirito di amore, le spiegò poi, che questo bacio di Amore che lo Sposo dà alla sposa, produce in lei qualche poco di quello che avviene dell'Ostia al momento della consacrazione: in lei viene tutto trasformato in essere più divino che umano. Non c'è qui paragone che valga a dimostrare questa trasforma­zione dell'Anima in Dio... Come, e più che una iniezione che appena iniettata nel corpo, circola in tutte le membra, così il bacio di Dio all'anima fa sì che sull'atto, ella diventi una cosa sola con Lui.

Il Padre il Figlio e lo Spirito Santo si stabiliscono nell'anima in maniera più piena più assoluta in modo che veramente ella può dire non sono più io che vivo, ma il Cristo, la Divina Trinità vive e opera in me, con me, e per me.

 

7 dicembre 1967

Gesù questa mattina mi ha avvolta nel suo divino Spirito come un manto riveste una persona «Ecco, Egli ispirò, come ti rivesto di me stesso; Mia Madre, fu adombrata di questo Spirito in modo da concepirmi Umanamente... tu in questo momento, vieni di nuovo rivestita di questo Spirito di tutto me in te».

 

29 dicembre 1967

Gesù «desidera che questo scritto, cioè "il giardino dell'anima inabitata" compendi tutti gli altri».

 

7 gennaio 1968

Vedi?! La Chiesa forma come un magnifico mosaico composto da tante pietruzze che sono le opere, che esistono e si faranno nell'avvenire...

Prima della fine dei tempi il disegno divino, il celeste Mosaico, deve essere completo, per essere presentato al Padre nella sua perfezione. Il Padre, guarderà queste opere attraverso gli eletti, che lo circonderanno, che sono stati strumenti, e la gloria procurata a Dio, ridonderà sopra di loro. Così le anime dell'O­pera, loderanno eternamente Dio, attraverso il tuo cuore.

 

21 gennaio 1968

Questa mattina leggendo alcune riflessioni sulle opere di S. Teresa fui colpita e illuminata sul bacio che la sposa chiede allo Sposo nella Cantica... vidi chiaro come in quello dell'anima mia, avvenuto il 29 Novembre scorso ...«Gesù abbraccio e baciò l'umanità tutta quando si fece Uomo... Così... Egli col suo bacio, è passato in me; ha come attraversato tutto l'essere mio. Egli... ha completato il matrimonio spirituale.

 

27 gennaio 1968

«... scrivi, perché quest'operetta deve essere come la struttura della tua vita, il riassunto del tuo spirito».

 

31 gennaio 1968

Mi sento in Gesù come in un vasto oceano. Tutto mi sommerge in Lui come in un pelago di Amore e di soave mestizia.

Il mio cuore ha bisogno di silenzio, non brama che silenzio.

Il pensiero del grande Mistero Trinitario che si svolge nel mio povero cuore, mi fa versare lacrime di tenerezza e di commozio­ne.

Mio Dio! aiutatemi ad amarvi. Sommergetemi nel Vostro Amo­re.

 

4 febbraio 1968

Cosa dirò delle tre ore passate ai Piedi dell'Ostia Santa? Veramente che furono tre ore di Paradiso.

Anzi tutto, mi sentii così affascinata dall'Amore di quella bianca Ostia che non seppi né pregare né leggere. Non facevo che supplicare che mi ferisse d'amore... Poi vi contemplai il grande Mistero Trinitario... Come il Padre si riversava nel Verbo, mentre l'amore li legava e li precipitava l'uno nell'altro, il quale Amore avrebbe avvolto ogni anima ben disposta a riceverne le fiamme divoratrici. Mentre l'ispirazione diceva chi comprende questo fuoco di Amore? quanto sono poche le anime che profittino di questi grandi doni di Amore!!!

Io amo tutte le anime: e come vedi mando sole e pioggia sui buoni e sui cattivi... ma chi anche fra i buoni mi conosce e mi ama?

Poi siccome quasi tutto il tempo mi trattenne col pensiero sopra l'Opera... disse

«Questa nuova famiglia deve risvegliare nel mondo il mio Amo­re».

Oh! quanto deve consolare quest'Opera il Cuore Eucaristico di Gesù!

Mi fece vedere, non so capire se solo con la fantasia oppure anche cogli occhi del corpo, come lo Spirito Santo, si riversa sopra l'anima che prostrata adora l'Ostia Santa; di tanto in tanto vedevo una Suora bianco vestita, adorare in profondo raccoglimento, e sopra di essa scendere come una filata di raggi fatti a saette e compresi essere questi lo Spirito del Signore che investe l'anima mentre sta orando e adorando il suo Sacramen­tato Signore. È già da tempo che ogni giorno di ritiro mensile mentre abbiamo Esposto il SS.mo, di tanto in tanto fuggitivamen­te vedo quest'anima tutta in bianco... che adora... sempre ho pensato alle anime dell'Opera, o a qualche mia immaginazione... ma oggi, poiché l'ho vista più volte, e più chiaramente, verso la fine dopo averla vista così coperta e come ferita dai raggi del divino Spirito, mi fu suggerito che è l'anima mia, prima adoratri­ce e Vittima: qualche volta però ne ho visto anche un'altra vicina più piccola.

Nei momenti in cui l'anima mia più presa di amore chiedeva di essere ferita di amore, l'ispirazione le ha detto «Sarai ferita d'amore, quando l'Opera sarà compiuta, allora, una freccia ti passerà il cuore, e l'anima tua sarà portata in Cielo».

«Su Santina esci dalle tue infermità e corri sulla via dell'Amo­re».

 

10 febbraio 1968

la stessa fiamma con la quale il Verbo si precipita in Me, trascina pure te, tutta ti avvolge e ti penetra...

La fiamma dello Spirito Santo è divoratrice, avvolgitrice, santifi­catrice. Così ogni anima che si donerà e unificherà a Gesù Egli la trascina a sua volta nel Padre nel Verbo e nello Spirito Santo.

 

12 febbraio 1968

Questa mattina durante la S. Meditazione, mentre pensavo al grande Mistero Trinitario e come mentre è in Cielo si trova pure in ogni anima... Un lume mi penetrò tutta: mostrandomi questo Mistero sotto forma o meglio simboleggiato da un Sole lumino­sissimo i cui raggi infocati penetrano ogni anima; poi mi spiegò come l'anima in peccato, come pezzo di carbone nero, non può ricevere il suo raggio e per lei resta completamente infruttuo­so ... nell'anima che è in peccato veniale e che continua in essi, vi entra sì, ma a spiragli, non può penetrarla tutta; si riscalda ma non si infiamma, così l'anima tiepida e che cade continuamente in imperfezioni, il suo raggio divino non può infiammarla; ma l'anima pura, fervorosa, in essa si precipita vi scende, 1'infoca, la penetra e la trasforma tutta nello stesso Sole. Assorbita nel Sole compie le opere del Sole divino. Dopo la S. Comunione poi le venne spiegato come all'anima penetrata da questo Sole Trinita­rio, il Pade comunica in arte la sua Onnipotenza, il Figlio la sua Sapienza, lo Spirito Santo il suo fuoco d'amore; così l'anima pura aperta al calore divino viene a sua volta trasumanata in Lui, perduta nel grande Mistero.

 

Diario/7

8 marzo 1968

Questa mattina mentre meditavo un po' sul tradimento di Giuda e un po' sulla disubbidienza di Saul e sulle minacce del Signore per mezzo del Profeta Samuele... il mio cuore si rattristò, per tanta mia poca corrispondenza ai desideri del Signore o almeno per la poca importanza datagli. Poi non ricordo bene quali fossero i miei pensieri, per indurre Gesù a parlarmi in tono piuttosto severo.

«È tempo di attuarla, e non di escluderla, (si riferiva all'Opera). Se ammetterai ancora pensieri di dubbio, Io ti escluderò dalla feconda terra dell'Opera, come ho escluso Mosè di entrare nella terra promessa. Tu sei la mia preferita, ma voglio fedeltà a tutta prova. Sì, dillo pure al Padre, che non è più tempo di escluderla ma di attuarla».

Dopo la S. Comunione, confermò e ripetè tutte le frasi dette sopra con più fermezza: aggiungendo «Guai agli oppositori di questa Opera... guai ai contraddittori, agli avversari che vor­ranno opporsi!!!» Qui non ricordo bene se disse: «Sono stanco di aspettare, oppure non voglio più aspettare», non ho capito bene la frase sua.

Le forze volgono all'estremo è bene impiegarle nel loro compito.

 

Giovedì Santo 1968

L'Opera delle piccole Vittime... Cenacolo della Carità.

 

29 aprile 1968

Oggi la mia giornata passò tutta avvolta nel grande Mistero Trinitario: letti alcuni pensieri di Mons. Gonon sul detto di nostro Signore «Se qualcuno mi ama ecc...» e come la Trinità vive nell'anima Battezzata... e in gradi diversi a seconda della capacità dell'anima: ... l'anima mia si innamorò tanto, che fu presa da grandissima gioia e esultante si stringeva di tanto in tanto il petto quasi per stringersi nel cuore gli Augusti Personag­gi... non fu caso che tutto il giorno non li perdessi di vista. Sembravami proprio che il Padre mi avvolgesse nelle sue com­piacenze verso il Figlio e il Figlio mi assorbisse per trascinarmi nel Padre, e questo divino movimento che è lo Spirito Santo, mi penetrasse e infocasse d'amore verso tutti e tre... quale gioia... quale gaudio!.. quale anticipato Paradiso...

Perché fui tanto ignorante, tanto miserabile da non vivere prima così intensamente e limpidamente queste verità? oh quanto detesto il tempo perduto in piccinerie in sciocchezze da fanciullo, come sono i diritti dell'amor proprio... oh! come vorrei predicare a tutti specialmente ai piccoli, alla gioventù di non sciupare il tempo, ma di apprezzare, insegnare, stimare per tempo queste celesti e tanto consolanti verità... Ai Piedi del Tabernacolo Santo pregando questa Immensa Bontà di farmi conoscere qualche cosa di questo Mistero della nostra partecipa­zione alla Vita divina. Il mitissimo Signore, adattò il simbolo il paragone alla mia piccola mente: e mi mostrò, la Divinità come un raggiante sole... questi raggi dello stesso sole, penetrano l'anima del Battezzato e man mano che cresce la capacità spirituale dell'anima i raggi divini l'invadono di più... come una grande stanza che ne contiene di più che un semplice cantuccio, come una botte di acqua contiene di più che un semplice vasetto... Poi fece capire, che quando trova l'anima così aperta, come era la mia quest'oggi, Egli la penetra, l'avvolge la trascina nel grande Mistero e le fa gustare dolcezze di Paradiso renden­dola sempre più capace di nuovi raggi, di nuove effusioni d'amore.

Quando l'anima poi si separerà dal corpo, allora volerà in seno a quel Sole divino, e in Lui vedrà ogni cosa; assaporerà ogni gusto; e sarà trasformata e perduta nella luce di eterna gloria. Oh! che veramente vale la pena, soffrire qualche travaglio momentaneo, per poi tuffarsi di beatitudine in beati­tudine.

 

19 maggio 1968

La mia vita o meglio le mie giornate trascorrono nel più assoluto silenzio, nell'abbandono completo da tutte le creature, ma tanto più gettata in Dio, nella sua Provvidenza e Onnipotenza; sul suo Amore di Padre, che ama tanto più, quanto più crocifigge.

 

1 settembre 1968

Silenzio, silenzio, silenzio... Silenzio per aderire a Gesù che col Padre e lo Spirito Santo vivono in Me in attesa dei miei sacrifici.

 

2 settembre 1968

Il Padre si slanciava in me per abbracciarsi con Gesù, e Gesù traeva l'anima mia nelle braccia e nelle tenerezze del Padre... Quale attività c'è mai nell'intimità del Padre! Egli continuamen­te si dona al Figlio generandolo e questo ritorna al Padre spinto dal suo Amore eterno per Lui... l'anima viene avvolta da tanto immenso Amore se presente si tiene a questo mistero. Oggi l'anima mia è tutta compresa, non solo del grande Mistero Trinitario, ma anche da una certa presenza Eucaristica che sente in lei, la quale la tiene in grande raccoglimento sia pur lavoran­do in qualunque luogo si trovi. Gesù rimani in me e non permettere più che l'anima mia da Te si allontani.

 

28 Dicembre 1968

Sento che il Padre, in questi giorni, più che mai ha generato in me il suo Verbo... potessi almeno essere una lode di gloria... a tutta 1'Augustissima Triade!!!

 

Diario/8

17 marzo 1969

Questa mattina mi sono recata ai Piedi dell'Altare con una insolita disposizione interiore.. come Gesù e con Gesù ho voluto sentire il peso di tutte le colpe dei fratelli di tutto il mondo ma specialmente di quelle più vicine per soddisfare, col Divin Sacrificio, alla Divina Giustizia... In un momento il mio pensiero si portò sopra un'anima defunta da 13 anni. La prima Madre che mi accolse in questo Monastero e con la quale ho vissuto molto da vicino, non solo come figlia, ma pure come infermiera e accompagnatrice quando dai Superiori fu mandata a governare altro Monastero.

Cominciai a sentirla vicina durante la S. Meditazione... le chiesi perdono dei dispiaceri che le ho dato con le mie contestazioni, le promisi suffragi e che offrivo per lei il S. Sacrificio della Messa... poi non ci pensai più. Ma in un punto del S. Sacrificio, la mia supplica per lei divenne un comando... come segue.

«O Anima a Dio cara e ormai purificata esci da quelle fiamme in virtù di questo Divin Sacrificio e accompagnata dal tuo Angelo va a riposarti nel Seno del tuo Signore e Dio». In questi termini continuai fino alla S. Comunione, dopo la quale, parmi capire che quell'anima andava in Paradiso e Gesù ispirò «In virtù del mio Sacrificio che tu hai offerto al Padre ora entra nei gaudi Eterni». Non so esprimere cosa provai poi dissi a Gesù: Dammi un segno della verità; (benché sappia che Gesù ha dispiacere che dubiti sulle sue parole) pure la cosa mi sembrava tanto grande che mi azzardai a chiederlo. Uscii di Coro, andai al mio lavoro come fuor di me, tutta in Gesù e con Gesù, sentendomi più del solito tutta un Gesù. Appena incominciato il lavoro la R.M.Vic. venne ad occupare l'armadio dove ripongo tutte le mie cose di lavoro, lasciando vuoti i posti delle altre, e lì sotto i miei occhi senza dirmi nulla. Anziché sentire dispiacere, come in altre volte in simili occasioni, provai una grande gioia e ringraziai di cuore il mio Gesù Ostia del cuore per essere così trattata, felice di aver nessun diritto, fuorché quello di umiliarmi e di amare tanto Gesù. Egli tosto mi disse «Questo è il segno che mi hai chiesto... la natura non può produrre gaudi e gioie, sotto simili atti».

In Coro poi per sesta e nona, il mio cuore sussultava e il diletto era tale da non sapermi dar ragione. Allora di nuovo Gesù disse «Questo è il segno che mi hai chiesto questa mattina, sulla verità che la tua Madre Candida ora è entrata nella gloria, in virtù del mio Sacrificio».

Nello stesso tempo sentivo la felicità di questa mia Madre e come dal Cielo mi prometteva la sua assistenza. Ora non la considero più un'anima purgante, ma sì bene una tra i com­prensori celesti e mia speciale avvocata e protettrice.

 

7 aprile 1969

«ti ho confermato in grazia»

 

26 aprile 1969 e 4 maggio 1969

Visione di anime del Purgatorio «come vorrei vederle queste anime in Seno a Dio Padre, Dio Figlio, a Dio Spirito Santo!!»

 

Vigilia dell'Ascensione 1969

Durante la S. Meditazione compresi qualche poco della trionfale e meravigliosa Ascensione di Gesù al Cielo.

Accompagnato processionalmente da tutti i Patriarchi Profeti progenitori e Genitori della grande Madre di Dio.. Egli ascese fino nelle eccelse supreme altezze ove si immerse nella sostanza della Divina Essenza, beatificandosi nel divino e Trinitario Mistero.

Il Padre lo accolse nel suo Seno ove come Verbo non era mai uscito, e con lo Spirito d'Amore avvolgeva la Santa Umanità glorificata e estasiata. Dal Padre e da tutto il circolo Trinitario ricevette potestà e dominio su tutto il Cielo e la terra.

 

Corpus Domini 1969

Dalla Pentecoste in poi il mio spirito galleggia in Dio mio Signore... Sento in me la Sua Presenza specialmente quella Eucaristica alla quale sempre mi rivolgo, perché mi mostri il Padre. Il grande Mistero Trinitario mi è oscuro, lo sento ma non mi è dato penetrarlo di più; perciò prego il mio caro Gesù, che mi trascini in questo vulcano d'amore, in questa fornace che brucia, ma non consuma, che sazia di gaudio, senza disfamare l'anima. O Amore Trinitario, perché accendete in me tanto fuoco di desiderio di fondere la mia fiammella nelle vampe del Vostro Amore... e poi mi impedite d'essere bruciata?? O fuoco... O Amore... O Trinità!..

Allora mi lamento col mio Sposo Adorato, perché così poco mi mostra l'arcana Potenza del Padre, l'infinita Sapienza del Verbo, e l'incendio Amoroso dello Spirito Santo? Ecco la risposta del caro Tesoro mio Amato Sposo Gesù «Nessuno o Sposa mia, viene a Me se non è tirato e provocato dal Padre mio; così pure, nessuno va al Padre se non è chiamato da Me.. da questo puoi dedurre che il tuo amore per Me, è mosso dal Padre... quindi ti è vicino più di quanto tu lo puoi desiderare: e il tuo desiderio di essere travolta da Me nel Seno del Padre è già un possedimento... è già l'ondata dello Spirito d'Amore, che ti coinvolge... è il mio spiro, il mio alito che pur nell'oscurità ti fa penetrare in Dio Padre, in Dio Figlio, in Dio Spirito Santo. La visione chiara ti sarà data in Cielo».

Più mi alieno dalla terra, più tutto in me rimane nell'oscuro di ciò che la circonda e di ciò che cade sotto i sensi, più l'anima mia si libera nel vuoto, più il mio spirito si immerge in un oceano senza principio e senza fine di pace, di gaudio e di Amore. Nulla trovo, e pur tutto abbraccio. Nel vuoto e secco di tutto, gusto ogni bene e trovo ogni sapore: ho fame di lettura per trovare il mio Dio Amore, e non posso applicarmi ad essa, perché nulla mi dice di ciò che è il mio Tesoro, il mio Dio Amore. O Mio Dio, o mio Amore, o mio Sposo, Tu sei quel dolce fuoco, che mentre bruci, raddoppi il combustibile perché la fiamma diventi vulcano... O Amore! o Amore sappi saziarmi! te ne prego.

 

10 giugno 1969

Dove vuoi cercarmi? Sono in te da sera a mattina, e da mattina a sera. Se sei in Me, sei anche nel Padre e nello Spirito Santo. Se Io sono in te vi è pure il Padre e lo Spirito Santo. Cosa cerchi ancora? Non hai che raccoglierti entro te stessa, ivi troverai il mio trono e il mio Regno d'Amore.

 

18 giugno 1969

«Non è un favore ordinario... quello di rimanere in te anche Sacramentato.»

 

24 giugno 1969

Nel grande vuoto di tutto trovo il mio Dio, ma lo trovo in un abisso di silenzio e di vuoto di tutto il creato; non so capirmi nell'ombra di ogni cognizione di Dio, godo una grande pace e mi sembra che il mio amore per Lui si faccia abissale. Oh! il grande Mistero Trinitario mi attrae, eppure non lo comprendo o meglio non lo so affermare... quando mi sembra di raggiungerlo è proprio allora che mi sfugge ... ho tanta fame e sete di lasciarmi avvolgere penetrare, ma ohimé le cose di cui devo occuparmi me lo impediscono e mi distraggono... Mi sento da Lui lontana...

eppure Egli mi avvolge tutta... desidero quiete eppure il sacrifi­cio non mi pesa, ma soddisfa in parte, la mia brama di donazio­ne e di immolazione.

O mio Tesoro; vieni abbracciamoci nel bacio del Padre, del Figlio e dello S. Santo.

 

19 agosto 1969

Oh! il mio Amore! è tutto mio, Egli mi possiede... gli grido di portarmi al Padre! in un momento durante la S. Meditazione mi disse: «chi è in Me questi è pure nel Padre» e compresi che il Verbo trascina l'Umanità santa di Gesù nel Seno del Padre, e perciò l'anima unita a questa santa Umanità, viene con essa portata a godere dell'abbraccio del Trino Amore.

 

27 agosto 1969

Dico solo, che compresi qualche cosa sopra l'Incarnazione del Verbo... Tutte e tre le Divine Persone hanno estratto qualche cosa da Loro stesse, per unirlo al corpicciuolo, che per Volontà del Padre - quando l'Arcangelo Gabriele volò nell'umile caset­ta, ed ebbe ottenuto il – fiat - dalla tutta bella e purissima Maria - cominciò a sussistere con aiuto del Sangue immacolato di lei. Il Consiglio delle tre Auguste Persone fu tosto in atto, e dando tutte e tre, dell'unica sostanza, che alla mia piccola intelligenza si dava a comprendere, come uno, spirò un alito, una fiamma un volere, e tutto ciò era Dio... che si univa ipostaticamente alla seconda Persona, meglio all'Umanità della seconda Persona della SS.ma Trinità.

 

10 settembre 1969

«Chi vuol essere nella Trinità, sia in Cristo. È il Cristo che trascina l'anima nella Trinità. Se conoscerai il Cristo, conoscerai pure la Trinità. Fondendosi in Cristo, si fonde nella Trinità. Dove è il mio Cristo? è nella Trinità. Dove è la Trinità? è nel mio Cristo»...

In Refettorio «Sì anche qui, Io spiro da te nel Padre e il Padre spira Se in te».

 

22 settembre 1969

Più l'immagine di mio Figlio sarà perfetta in te, più lo mi precipito in essa. Sono attratto, meglio Egli mi attrae in te!

 

16 novembre 1969

L'anima mia si sentì tosto ricoperta di questa infinita carità e si permise chiedergli di nuovo il suo bacio Trinitario.

L'anima fu presa di indicibile Amore, si sentì veramente legata col vincolo d'Amore che unisce le tre Divine Persone.

 

16 novembre 1969 (bis)

L'anima in cui la SS.ma Trinità si è stabilita, benché vi rimanga immobile e in pace, pure vi opera più che mai attivamente; fa correre l'anima verso le vette dell'Amore, senza che questa neppure se ne avveda... Oh! come sento che l'anima fin da quaggiù, deve essere una vera Adoratrice del Verbo che spira l'Amore! l'anima mia qui si ferma, si prostra in Adorazione, incapace di proseguire nelle sue ricerche.

O Onnipotenza del Padre, Sapienza infinita fusa nel Verbo, Tua Luce, lo spiro suo d'Amore mi avvolge e mi getta in un tenebroso silenzio.

Qui tutto è Amore, silenzio, Adorazione.

 

14 agosto 1970

Pensando che anche la Madonna adorava la SS.ma Trinità nel suo Gesù sento in me una gioia intima profonda. Si, io pure sono felice di adorare L'Augustissima Triade in Gesù Ostia nel mio cuore.

Oh! se ogni anima comprendesse il Paradiso che porta in se stessa, impazzirebbe d'Amore.

O grande Mistero, o prodigio di Amore! io Ti credo, Ti Adoro, Ti Amo.

 

20 settembre 1970

Le mie suppliche e i mie gemiti ai piedi del S. Altare.

«Mamma mia donami il tuo Gesù... Mamma mia portami a Gesù, vedi? desidero che Gesù mi trascini nel Padre col suo alito d'Amore.

Mamma come faccio se Tu non mi getti in Gesù! Gesù mio prendimi trascinami nel Padre, fammi con Te, in Te circolare...» Queste ed altre simili suppliche si cambiarono in gemiti e lacrime d'Amore, perché più la preghiera si infocava, più il bisogno, la fame di Gesù e del Padre si facevano impellenti. In un bel momento... la grazia interiormente ispirò « Non potresti desiderare Gesù, se il Padre non ti spingesse a Lui, e viceversa, non potresti aspirare al Padre se Gesù a Lui non ti traesse».

O mio Signore! quando quando verrò a Te? quando mi chiame­rai al Tuo Eterno Abbraccio? O mio Eterno Amore vieni a rapirmi e fammi in Te circolare nel Padre nel Figlio e nello Spirito Santo. Vieni o Amore, vieni!

 

30 dicembre 1970

il mio spirito fu trasportato, trascinato in Dio Padre, in Dio Verbo, in Dio Spirito Santo, non so dire altro... Gesù, il caro Gesù mi trascinava nell'Amore del Padre!

Poi si iniziò il colloquio:

«Figlia mia, quante poche anime mi danno la felicità della corrispondenza a questo Amore. Io creai tutte le anime nell'A­more, ma quante vivono inconsce di questo Amore! quante vivono nel materialismo! Figlia! lascia queste piccolezze (inten­deva le freddezze e i disprezzi delle creature!..) e unisciti al Tuo Dio Onniscente e Onnipotente! lascia, lascia tutto e vieni a Me qui nel centro del tuo cuore». Poi il mio spirito si lanciò pregando questa Onnipotenza per il S. Padre, per la Chiesa e per questa Comunità.

 

3 marzo 1971

Dì al Padre che deve essere un promotore dell'Opera. Tu non ci sarai più ma l'opera sopravvivrà.

Dal Seno del Padre vedrai una fioritura meravigliosa, vedrai operarsi ciò che tu non hai potuto fare. Prega prega ancora per l'Opera perché dovrà sopravvivere a te.

 

18 aprile 1971

voglio essere la piccola adoratrice del grande Mistero Eucaristi­co e Trinitario, voglio con Gesù essere una lampada sempre accesa, per adorare con Gesù il Padre in spirito e verità.

 

Santo Ritiro 22 aprile 1971

La Trinità in Lei si getta, in lei vi dimora, in lei fa la sua cena, unitamente al Figlio e allo Spirito Santo. Oh! allora il piccolo tempio dell'anima si tramuta in un anticipato paradiso, pur tra le strette difficoltà della vita anche se tutta intrecciata di croci. Le spine non fanno che rialzarla dalla terra, per slanciarla più addentro nel Seno del Padre, tra gli amplessi del Figlio suo unico Amore.

 

Diario/9

4 novembre 1973 Santi Spirituali Esercizi

il silenzio non è isolamento né mutismo ma fedele atteggiamen­to di ascolto interiore, di intimo colloquio col Celeste Sposo, con gli Ospiti Trinitari.

 

Festa di Cristo Re 1973

Sento in me una Presenza invisibile ma reale che mi dice la mia pochezza, i miei peccati. Vorrei abbracciarmi a questa Presenza oscura e grande, sento che mi schiaccia e mi innamora nello stesso tempo, una Presenza che mi investe e mi immobilizza... una Presenza che mi possiede e dà un grande benessere a tutte le mie membra.

Una Presenza che mi schiaccia e mi bacia, mi tormenta e mi scioglie in Amore. Questa Presenza è il Volto del mio Dio.

 

29 aprile 1975

Sono felice di sentire che il movimento Sacerdotale Mariano si diffonda sempre più.

 

30 aprile 1975

Noi fummo creati da un'estasi d'amore da un flusso e riflusso di Amore delle tre Divine Persone. Questo Amore interno recipro­co si è diffuso nel creare noi sue povere creature... e perché ora non rispondere con altrettanto amore donativo...?

 

Festa della SS.ma Trinità 1975

mi sento attratta a Lui Ostia Divina Esposta sul nostro Altare: ... di nuovo a Lui mi sono offerta per il movimento Sacerdotale, per tutti i Sacerdoti.

 

31 giugno 1975 (sic = 7 giugno)

consacrazione al Cuore Immacolato di Maria secondo e in unione al movimento Sacerdotale Mariano di Via Mercalli Milano.

 

30 ottobre 1975

Questa mattina durante una pausa dell'Ufficio di lettura, entrai nell'intimo del mio cuore, e tosto vi percepii presenti i cari Divini Ospiti, che con molta tenerezza mi illuminavano con queste parole «Ogni volta che tu entri con fede così viva, Noi cresciamo; questo crescere, non è crescere nostro, ma un cresce­re la tua volontà nell'Amarci e nel conoscerci sempre più, in una parola, è un rivelarti sempre più la nostra Presenza in te e renderti capace di comprenderci di più».

 

5 novembre 1975 (bis)

Gesù Regna Sovrano nel mio cuore, e la Sua gioia Trinitaria invade tutto il mio essere.

 

22 novembre 1975

«Ora preparati o figlia, perché domani mio Figlio, vuol farti doppiamente Sposa... ti darà un secondo anello, ti metterà gemma su gemma, ti coronerà quale sua sposa e Regina».

 

Novena del S. Natale 1975

«Bisogna far conoscere, il grande impegno primo dei Genitori, poi degli insegnanti che si assumono di fronte a Dio.. di far conoscere e apprezzare al Battezzato le grandi miniere d'oro che riceve in deposito col suo Battesimo, affinché egli non le lasci inerti, ma le sappia trafficare».

 

Diario/10

24 aprile 1977

iniziò la locuzione interna, con lo Spirito del Signore che diceva... «fate conoscere gli scritti "Il giardino dell'anima inabi­tata" fatemi conoscere ai bambini, agli Innocenti, dite Loro il grande tesoro che porta in sé l'anima in grazia! e come devono essere generosi per conservare e far crescere tanto bene».

 

7 luglio 1977

«Io sono grazia per Natura: dove trovo grazia, mi vi getto; il cuore puro è una calamita per Me, mi vi getto con trasporto»

 

21 agosto 1977

secondo incontro col vescovo Mons. Farano «mio Padre Spiri­tuale»: «mi ha detto di prepararmi per il trapianto del cuore che dovrà avvenire domani nell'incontro Eucaristico... deve durare, fino al 22 agosto del 1978» e le impone per penitenza Sacramen­tale, proprio questa operazione del cuore.

 

22 agosto 1977 Festa di Maria SSma Regina

Tutto il tempo che ebbi libero dopo le preghiere Comuni, lo impiegai in suppliche perché Lei la Regina Celeste mi prepa­rasse ad eseguire, meglio a rendermisi malleabile per questa operazione del cuore.

Infatti appena scesa dal letto, inginocchiata, ringraziai Gesù d'avermi dato Maria per Mamma.

In Coro, fui molto presa dal raccoglimento, e l'ispirazione disse «Non meriti questa operazione ma ubbidiente eseguirò la peni­tenza impostati dal mio Rappresentante». Mi offrivo a soffrire qualsiasi dolore fisico, Gesù riprese: «Non è necessario che ti faccia sentire forti dolori, le mie operazioni in te sono tutte di natura soprannaturale non toccano i sensi».

«Voglio prenderti questo cuore, (mi sembrava che una mano ne facesse un pugno) e levartelo, per cacciarlo dalla porta, guasto e purulento come è.

Io solo devo regnare in te, Io solo rimanere a guidare questa Comunità, il tuo cuore vada presso i tuoi Sacerdoti, il tuo Padre Spirituale, lo seguirai sempre nelle Sue fatiche e corse Apostoli­che, e poi presso tutti i bisognosi; il tuo cuore lo rigetto, devi vivere senza cuore, finché il tuo Padre Sp.le mosso da pietà, comandi di essere sostituito, dal mio Cuore Divino.

Soffri, ma tienti tranquilla, Io parlerò, agirò pregherò opererò in te, per te e con te, tu sarai solo l'ombra che mi copre.

Questa la tua penitenza Sacramentale, rimanere senza cuore, finché piacerà al mio Prelato, di fartelo sostituire col Mio Cuore fuoco di Amore».

I.M.I.F.C.

Giunta in Coro, questa sera per il Vespro, appena aperto il brevario. Intellettualmente la Vergine si mostrò col mio cuore in mano... una dolce commozione mi nodò la gola e grosse lacrime mi scendevano di gioia e dolore; dolore per il pensiero che non ho più il cuore per amare Gesù, gioia e gaudio per vederlo nelle Mani della dolce Mamma. Ella tanto Materna amerà per me, «Sì figlia coraggio lo amerò per te, tu ora avrai in prestito il mio Im. Cuore, e amerai col mio Cuore, il tuo verrà purificato e il mio figlio prediletto ti darà ordine di ricevere in te quello del mio Gesù: Per ora devi vivere soffrendo». Tutto questo benché inondata di gaudio Paradisiaco, pure rimasi in grandi sofferenze e in un grande profondo dolore.

«La Vergine, tanto Mamma disse, non hai più cuore, fatti animo, amerai col mio stesso Cuore».

Tutto questo avvenne durante il Vespero e sempre con lacrime e commozione.

«Il tuo parlare d'ora in poi, deve essere poco, equilibrato, passato sotto la riflessione».

 

25 ottobre 1977

Questa sera la mia meditazione, fu di concentrazione sulla Onnipotenza del Padre, Sapienza del Figlio, e Bontà dello Spirito Santo. Questo Dio Trino, così grande e così lontano; lo sentivo presente pur in una grande oscurità, mi sentivo nelle tenebre; questa oscurità mi faceva percepire la luce immensa della Presenza di Dio: il mio cuore gioiva, non so, se nella Luce, o nella tenebra. Questa immensità però mi ispirò, che con le mie tre acclamazioni «Potenza del Padre ecc.» l'ho colpita nel segno, l'Onnipotenza la Sapienza e la Bontà è stata vinta dalla miseria e dalla piccolezza umana.

«Si Santina mi hai vinto, tu hai raggiunto la mia Onnipotente Bontà».

 

12 aprile 1978

Gesù le fa di nuovo comprendere chiaramente la sua «Missione» che è quella di pregare, patire, offrire per la conservazione dell'Innocenza e conversione della Russia.

 

24 settembre 1978

Dammi di cominciare oggi a vivere il Tuo movimento d'amore. Il reciproco movimento dei Tre Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

3 ottobre 1978

Gesù fammi vivere il Tuo flusso d'Amore intrinseco.

 

Agosto 1979

Visione velata nell'Ostia del Volto di Gesù come una Santa Sindone e poi un Ecce Homo (cfr. 20 e 28-9-1979).

 

3 gennaio 1980

è proprio nella passività che rendi Eterno il momento presente, e come? Col contatto intimo con le Tre Divine Persone... il tuo Amore Eterno.

 

21 gennaio 1980

Ecco l'Eterno pensiero del Padre, nel riflesso di questo pensiero genera il Verbo e nello splendore del pensiero ama il Figlio generato; in questo reciproco Amore, produce lo Spirito San­to.

 

21 gennaio 1980 S. Meditazione dalle 9-10,30

Per vivere l'Eterno bisogna scendere in due abissi: l'abisso del mio nulla e l'abisso di Dio; questi due abissi, si incontreranno, poi si abbracceranno, alla fine si sostituiranno, il nulla si perderà nel Tutto Dio, Dio riempirà il nulla di Lui stesso, assorbendolo e perdendolo nel Tutto.

«Su Santina, scrivi questo pensiero che ti ho dato».

Nel fondo del mio abisso ho incontrato Dio, in questo voglio perdermi, qual'è poi questo Abisso? non è che il Trinitario Mistero Abisso senza fondo, nel quale non si può mai arrivare.

 

28 gennaio 1980. Meditazione Serale

Il mio cuore è tempio; il mio cuore è tabernacolo; il mio cuore è pisside, è Ostensorio. Anche se Gesù Sacramentato non rimane in me con le sacre Specie, come è avvenuto altre volte, in certe solennità come Corpus Domini, Giovedì Santo ecc.; sono però certa che la SS.ma Trinità è sempre viva operante nel mio cuore, anche quando per debolezza la dimentico.

«Santina su, scrivi questi bei pensieri che ti dò».

Cosa è che attira l'Amore? il reciproco Amore dell'anima a Dio e di Dio all'anima.

 

8 marzo 1980

Lamentandomi per il mio cuore malato - rispose - «Il tuo cuore lo sostengo Io, a Me poco importa la cardiopatia, miocardia ecc. smetterà di battere, solo quando lo mi ritirerò, per un migliore incontro».

 

Diario/11

4 luglio 1980

Questa mattina mi sono gettata in Seno ai Tre dalle braccia di Maria, poi mi ha colto il raccoglimento nel quale ho provato la gioia di questa immersione nella Trinità: immobile della Sua immobilità e attiva della Sua attività nell'esercizio della virtù: immobile nel sacrificio di morte alle naturali inclinazioni: e questo sempre tra le braccia di Maria la Mamma Celeste.

 

Marzo 1981

- Divino Spirito trasformami in Gesù perché possa piacere al Padre -.

«O Divino Spirito coinvolgimi nell'Amore del Padre e del Figlio».

«O Padre, col Tuo Spirito, trascinami col Figlio nel Tuo Seno».

«O Padre, il Tuo Amore mi pervada così da rendere Eterno, ogni momento del viver mio».

 

26 luglio 1981

«Figlia! Chi è nel Figlio, è anche nel Padre, perché il Padre assorbe il Figlio, e ciò che è nel Figlio, per consumare tutto nell'Amore».

 

20 agosto 1981 (ripetuto in 24-8-81)

Ecco il mio nuovo lavoro: fissarmi adorante nella Trinità.

 

21 marzo 1982

Ritorno dall'Ospedale, nel quale pur nel frastuono, ebbi un momento di Paradiso nel quale percepii la Trinità presente nel mio cuore: fu un momento fugace, ma tanto gioioso, che pensa­vo di essere in Paradiso. Oh! felice momento perché sei sfuggito così presto?

So che le vene del mio cuore vanno chiudendosi, sono però tanto felice: perché racchiudono il Tesoro Divino.

 

9 luglio 1982

Durante la S. Meditazione mentre mi tenevo sotto lo sguardo dell'Augustissima Triade, mi sento suggerire nel cuore «Quanto sei amata figlia mia; quanto sei amata; lo sguardo Trinitario ti penetra e ti avvolge».

L'anima: Mio Dio, quanto sono lontana ancora da questo riposo tranquillo in Te! Dammelo Tu Signore mio e Tu Mamma ottienimelo da Gesù.

«Il Padre, il Figlio, e lo Spirito Santo sono chini sopra di te, il loro sguardo ti penetra: Essi pur essendo immobili pure non sono inattivi, ognuno vuol prodigarti le Loro prerogative.

Il Padre dice, Ti comunico il mio Amore di Padre, che è amore di pace e di benigna misericordia.

Il Figlio dice, ti comunico un po' della mia Sapienza, la Sposa non deve distare troppo dallo Sposo.

Lo Spirito Santo dice, col mio Amore ti lego al Padre al Figlio e a tutti i Fratelli: con questo Amore, amerai tutti, come una Mamma, che di tutti si occupa, e prende su di se i problemi di tutti i suoi figli, anche dei più cattivi e delinquenti».

 

15 settembre 1985

«Potenza del Padre assorbimi Sapienza del Figlio illuminami Amore dello Spirito Santo accendimi»...

Chi si perde in Gesù-Ostia si perde nella Trinità: Chi si perde nella Trinità si perde nell'Amore: perdersi nell'Amore è perder­si nella Trinità.

 

12 gennaio 1986

Visione del Volto di Gesù nell'Ostia esposta per l'adorazione

 

19 gennaio 1986 Adorazione

Il precipitarsi del Padre nel Figlio, questo circolo d'Amore, sembra che avvengano nel mio cuore.

 

Diario/12

1 aprile 1986

Continua l'Adorazione all'Eucarestia che dona lo Spirito del Figlio di Dio il quale porta nella Trinità. La nostra partecipazio­ne è Immagine della Vita Divina: Il Padre per il Figlio nello Spirito Santo.

Oppure, nello Spirito, per Cristo al Padre. Bello lasciarsi guidare dallo Spirito.

Col S. Battesimo lo Spirito Santo ha preso possesso nel nostro cuore e cammina davanti a noi: è Lui la nostra guida, la nostra luce, il nostro Maestro, ci insegna le prime sillabe nella via della perfezione cristiana (e se l'anima è fedele) Egli, lo Spirito Santo, pian piano la introdurrà in quell'Oceano di Amore, che è il Mistero Trinitario: ma dove noi, povere creature, impastate di miseria troveremo la forza, la fedeltà, di seguire questo Maestro di luce e di santità che è lo Spirito Santo?? Sicuramente nella S. Eucaristia, da qui la forza, da qui il calore, il fuoco, la fiamma che si sprigiona dall'Ostia Santa per imprimere i suoi raggi infocati nella sua creatura prostrata, spasimante d'Amore, in adorazione e introducendola così nel Padre e nel Circolo con lo Spirito Santo. È sempre il SS.mo Corpo e Sangue di Gesù che trascina l'anima nel Trinitario Mistero.

L'Eucarestia è la Centrale da cui esce la forza elettrica per incendiare le anime in un unico Amore Dio Trino

 

Festa della SS.ma Trinità 1986

Ai Piedi di Gesù Ostia, provai un momento di Paradiso: perché sentii la Presenza sensibile della SS.ma Trinità.

 

6 Luglio 1986

«Se lo ti dono, è perché tu devi dare».

 

16 agosto 1986

Oggi fu una giornata tutta particolare. Appena alzata sentii il bisogno di donarmi e consacrarmi tutta alla SS.ma Trinità: la mattina fin le 12.1/2 la passai tutta ai Piedi di Gesù Esposto; ma non so come fu la mia preghiera, mi sentivo attratta, nel profondo del cuore dai Cari Ospiti Trinitari... ma poi non sapevo dire nulla... la mia preghiera fu più di lacrime che di parole.

Sentivo presente e operante la SS.ma Trinità: avendo letto che il Verbo è la parola del Padre - chiesi «Papà mio dimmi, spiegami: la tua bambina vuol sapere come fai a pronunciare la Tua parola per essere il Tuo Verbo??» Il Padre tanto buono, spiegò alla Sua piccola «È il mio pensiero... vedo le mie grandezze le mie perfezioni, tutte unite e fuse in una grande semplicità... la mia figura immensa inafferrabile a tutti; ma tutta presente a Me, tutto questo Me stesso è il mio Verbo ch'io amo di un Amore senza limiti, e questo Verbo risponde con simile amore: nell'Estasi poi di questo Amore, nel trasporto e bacio reciproco, in effusione di Amore procede lo Spirito Santo.

Tutta questa è una indicibile beatitudine, non solo per noi: ma anche per tutto il Paradiso che mai finiscono di contem­plare».

Padre mio: perdoni il mio rozzo dire... mi sembra di avere ravvivato con queste rozze e povere parole la bella giornata di contemplazione «anche se fisicamente dolorosa». Sono cose difficili a spiegarsi.

Padre mio! sento che è la Comunione che mi ha portato a questo profondo raccoglimento...

La SS.ma Trinità, la sento e l'amo ma non la comprendo.

Oggi Gesù mi ha intrattenuta sempre nel grande Mistero Trini­tario.

Oh! Mistero insondabile! più lo penso, più mi innamora, più e più mi trovo al buio... più lo vorrei conoscere; più non lo capisco.

 

27 agosto 1986

Dissi poi Credo al Padre: Credo al Figlio, Credo allo Spirito Santo

Adoro il Padre: Adoro il Figlio, Adoro lo Sp. Santo

Amo il Padre: Amo il Figlio: Amo lo Spirito Santo. Qui compresi le Loro compiacenze

Ispirò il Padre «Tu sarai sempre sotto la mia vigilanza».

 

Notte dal 4 al 5 ottobre 1986

Le dico il vero, temo di rovinarlo a descriverlo, perché non so se potrò tradurlo in semplici parole, ma per obbedire al Suo desiderio mi provo...

Sembravami di trovarmi con lo spirito nel Regno dei beati e per primo compresi che il Mistero Trinitario non sono Personaggi cioè Creature come vengono dipinte "che lo compongono" ma puri Spiriti. A me sembrava di vedere come un globo di fuoco "ma non fuoco naturale" ma bensì un piccolo mondo di unità incandescente. Il Padre col Suo splendore, ardore bellezza e intelligenza rifletteva in sé stesso e questo era il Suo Verbo, la Sua Parola e in questo reciproco Amore, questa fiamma d'Amo­re che forma il circolo del piccolo mondo fiammeggiante è la Terza, meglio lo Spirito Santo che li unisce uno Spirito in tre Spiriti.

Da questa fonte Trinitaria sgorga quell'incendio di Amore, quell'oceano di Luce che si riflette nella Santa Umanità di Gesù, che la rende incandescente e forma la luce del Paradiso e che avvolge in Sé tutti i beati del Cielo; in questa Luce, in questo Regno di Pace noi ci perderemo, in Gesù Centrale e fuoco d'amore, in Lui e solo in Lui tenderemo attratti verso la Trinità, verso quel globo, quel piccolo mondo di fuoco, di beatitudine di pace e di Amore.

Compresi anche che fu nel S. Battesimo che ricevemmo quel seme Divino per il quale (più o meno la nostra corrispondenza) sentiamo in noi la Trinità che opera secondo la nostra apertu­ra a Dio, e alla sua Azione in noi: più studieremo Gesù, più imiteremo Gesù e ci uniremo a Lui, più diventeremo come Lui luce trasparente, e con Gesù ci fonderemo sempre più nel globo Misterioso e Trinitario.

Oh! l'Umanità da quanto grande, quanto potente... e da quanta tenerezza sei amata dal Padre dal Verbo e dallo Spirito Santo.

 

1 gennaio 1987

Gesù... Ieri e l'altro ieri mi disse: «rimani nell'Amore e nel gioioso circolo Trinitario».

 

14 gennaio 1987

Sento un forte desiderio di vivere nell'Amore del Padre e nella fiamma dello Spirito Santo... ma non sono capace, sono troppo opaca, troppo materiale... Mio Signore! quando, quando mi libererai da me stessa?! quando mi farai vivere solo e tutta, tutta in Te???

 

11 dicembre 1987

«Tu figlia mia, gettati nel mare infinito del circolo d'amore Trinitario. Qui troverai l'Amore del Padre, che assorbe il Figlio, e tu nel Figlio arderai nella fiamma immensa dello Spirito Santo».

 

Santo Natale 1987

L'altro giorno dopo aver letto nel Messalino del giorno sulla – Cantica - mi sentii tutta raccogliere, in questo raccoglimento mi sentivo divenuta un piccolo Gesù: qui ebbi una illuminazione la quale fu la risposta della preghiera innalzata a Dio in questi ultimi giorni, cioè di farmi conoscere, come avviene il circolo Trinitario.

«Compresi così - Questo sentirmi Gesù, è il gesto del Padre che mi getta in Gesù e Gesù a sua volta mi precipita nel Padre, il raccoglimento poi di tutte le potenze è la fiamma dello Spirito Santo che ci fonde in un unico Amore».

 

10 gennaio 1988

Oh! come mi sento affamata di Gesù! lo chiamo giorno e notte perché desidero essere portata da Lui nel Seno del Padre... qualche volta Gesù mi dice «tu sei già nel Padre, tu sei in Me, Io sono nel Padre, dove sono Io, là ci sei anche tu; tu provi dolcezza, pace, e gioia. Amore così che il più delle volte ti commuovi: questo è perché sei con Me avvolta nella fiamma dello Spirito Santo, siamo così coinvolti nell'Amore Trinitario... questo Amore ti lascia lo spasimo, di voler conoscere vedere, assaporare di più il Padre, ma sappi figlia e sposa mia, che chi è con me è pure nel Padre.

«Chi vede Me, vede il Padre» dissi un tempo a Filippo.

Ora spasima pure, perché è il Padre che ti da questo tormento...

tu essendo e trovandoti in Me, di riflesso vuoi essere anche nel Padre. Ricordati del mio detto Evangelico «Nessuno va al Padre se non è portato da Me: e nessuno viene a Me, se non è voluto e chiamato dal Padre».

Coraggio figlia e sposa mia, il mio Amore sarà il tuo martirio giorno e notte».

 

21 febbraio 1988

Gesù Tu sei qui nell'Ostia Uno e Trino perché sentivo che nell'Ostia vi è pure il Padre e lo Spirito Santo.

Ormai più nessun libro sazia il mio cuore, come la Tua Presenza qui nel SS.mo Sacramento dell'Altare... sono affamata solo di Te Amore.

 

2 marzo 1988

Questa mattina appena ricevuto Gesù, mi gettai nel Suo Cuore Adorabile, dal quale mi sentii subito bene accolta e abbracciata, fusa l'una nell'altro, con queste chiare parole.

«Mangia e bevi, ristorati alla sorgente del mio Cuore, perché lungo e penoso è ancora il tuo cammino» gli amplessi con Gesù furono tanto amorosi: sentivo però che erano tutti, per fortificare il cammino penoso che dovrò ancora percorrere.

Poi, come al solito assistetti misticamente alla S. Messa del­l'Arcivescovo Mons. Farano con grande trasporto di Amore e di offerta con Lui; mi sentivo una cosa sola: la preghiera usciva dai nostri cuori, come unico profumo: E l'ispirazione disse «Anime gemelle, perciò da Me tanto amate».

 

Diario/13 (dal 2-3-1988)

24 aprile 1988

per completare queste elucidazioni... alcune righe del libro - di Bruno Forte - Trinità come storia

Dove parla - La Resurrezione come storia Trinitaria -

Qui il raccoglimento si fece profondo, fermò la lettura, e interiormente chiaramente sentii «Dica al ... che sei nella luce... sei nel mio abbraccio... Sei nel mio Amore... il raccoglimento si approfondì sempre di più, durò tutta la S. Messa e culminò dopo la S. Comunione: - Balbetterò qualche sola parola perché non è possibile dire ciò che ho compreso e gustato. -

Mi sono sentita un piccolo Gesù tra le braccia del Padre e negli amplessi dello Spirito d'Amore... a questo seguirono parole di accertamento d'essere veramente nelle braccia del Padre». Ancora mentre cantavo il Divino Ufficio si ripetevano nell'inter­no le stesse frasi «Sei in Gesù, tra gli amplessi del Padre e dello Spirito Santo». Fui commossa e il segno che chiedevo furono dolcissime lacrime.

 

22 maggio 1988. Pentecoste

Come mi sento in Dio Trino... mi sento immersa più che il pesce nell'acqua.

Ora mi sento avvolta in un grande vuoto... ma questo immenso vuoto sento che è Dio, perché mi colma di intima gioia: anzi mi dà l'impressione che sia il Padre che mi accoglie nel Circolo Trinitario.

 

13 luglio 1988

Questa mattina, (sempre nella Cella) dopo ricevuto Gesù ebbi un momento di intenso raccoglimento nel quale Gesù sembrava­mi mi portasse nel Padre, e mi dicesse «Ti metto nell'Alone della Trinità, ti metto nel Padre, nel Verbo e nello Spirito Santo, dove rimarrai anche dopo consumate le Sacre Specie della mia Umanità Santa».

Qui mi vidi in forma di uccellino che si librava sbocconcellando da una all'altra pianticella, delle tre, della stessa forma e grandezza e qualità... compresi che l'anima si saziava delle proprietà di ognuna delle Tre Divine Persone.

Poi svanì il dolce raccoglimento.

 

15 agosto 1988

Mentre pregavo, mi ricordò l'articoletto letto su l'eco di Mediu­gorje cioè: Vittime Volontarie per gli Altri: Maria cerca Persone pronte a sacrificare la propria vita a Dio per gli uomini: ecc.

Gesù qui prese la parola e mi illuminò, sia mentalmente che con Ispirazioni, «Fu la Madre Sua e mia a farmi trovare su quel giornaletto mandatomi da una Sorella sp.le, nell'articolo detto sopra, proprio per assicurarmi della veracità di quanto, più di mezzo secolo, Gesù sta chiedendomi... l'illuminazione replicava come le stesse parole dell'articolo... le stesse parole della Vergi­ne a Mediugorje... sono state dette e replicate da anni e anni nel mio intimo... l'illuminazione continuava ancora a farmi intende­re come è ancora la stessa cosa; Dio vuole vere Immagini del Figlio Suo per poter versare sulla terra le sue grazie e il Suo perdono. Vuole anime che sanno soffrire, in un modo o nell'al­tro la Passione del Suo Unigenito. ecc. ecc.

 

29 agosto 1988 Santa Meditazione

O Mamma quanto sei grande!.. quanto sei Divina!.. Tu portasti in braccio il Bambino Gesù, ma con Lui porti il Padre e lo Spirito Santo... tutta la Trinità Augusta è sulle Tue ginocchia. Oh! Madre quanto sei grande... quanto sei Divina!!!

Oh! grandezza immensurabile... chi ti potrà capire e misurare?? io povera Tua piccola mi perdo in questa Tua grandezza... La Chiesa è la pienezza di Cristo, e questo Cristo, è Tuo Figlio... quindi sei pure Madre mia, perché Madre di tutto il Corpo di Cristo Gesù che si completa con tutti i Suoi Fedeli: Madre di tutti noi, perché noi siamo Chiesa.

 

2 settembre 1988

«Quello di questa notte, tutto fu frutto della mia grazia» - Dopo la S. Comunione -

«Ciò che ho seminato nel tuo cuore sono margherite risplenden­ti, profumate che ovunque spargeranno il mio profumo»

«Con tutta ragione ha detto il mio Servo. Non lasci cadere una i briciola di sì buon pane che il Signore le porge per l'utilità Comu­ne».

Don Giulio.

 

7 settembre 1988

Notte insonne con Gesù Gesù, Figlio del Dio vivente Abbi pietà di questa Comunità languente... E non sarebbe di Tua gloria se Tu facessi sorgere virgulti nuovi e freschi, come rose vermiglie e belle?? E non sarebbe gioia santa per la Trinità tanto amata procurarle Adoratori pien di fede e di Ardore??...

O Signore! hai bisogno di una vita per salvare la Comunità? Eccomi... pronta, stritolami come vuoi, ma salva la Comunità: è vero, ho già un piede nella tomba; non importa: anche se fossi nel fiore della giovinezza, Te la offrirei ugualmente, come già Te la offersi, ai miei 33 anni.

 

21 settembre 1988

O meraviglia della bontà di Dio!! il cuore si tranquillò subito, il mio fisico dolorante non lo sentii più e il raccoglimento mi sprofondò nell'Ostia Santa, ero fusa in Gesù - e lo contemplai Trino con il Padre e lo Spirito Santo.

Il Padre per trasporto d'amore si gettava nel Figlio: il Figlio con altrettanta fiamma si fondeva nel Padre - così questo incendio d'amore esala la fiamma dello Spirito Santo, terza Persona della Trinità Santa.

Pregai Gesù che mi portasse nel Padre. Egli ispirò «Se sei in Me sei pure nel Seno del Padre tra le Sue braccia»... qui non so dire bene... mi pare che volesse dire in una sola parola, «che chi è nel fuoco, brucia della stessa fiamma».

Oh! quale riposo fu per me questa meditazione!.. furono tre quarti d'ora di riposo Paradisiaco.

 

4 ottobre 1988 Festa del Serafico Padre Francesco

Mi alzai col pensiero di S. Francesco, lo sentivo presente, ero disgustata per averlo amato poco e ancor meno invocato, perciò continuavo a chiedergli perdono: così pure dopo la S. Comunio­ne, in un bel momento mi parve che S. Francesco in Gesù mi dicesse «Stai tranquilla figlia mia: tu hai seguito la mia vita, sei andata diretta a Gesù e Lui ti ha guidata... Così ha fatto con me: Lui solo fu il mio condottiero... » lo vedevo in spirito immerso nella Trinità... e più volte mi ha ripetuto «coraggio figlia mia, sei sulla via sicura» e mostrava di essere contento di me. Questo colloquio durò tutta la S. Meditazione.

Mi disse anche «Non rammaricarti più, perché mi hai sempre trovato in Gesù e nella Trinità perché in essa sono perduto». Compresi ancora che fu giusta la decisione di S.E.R.ma di far esaminare gli scritti da uno non Francescano, perché avrebbe tolto la freschezza e semplicità (per dare più spirito Francesca­no) dell'ispiratore.

 

10 ottobre 1988 Dopo la S. Comunione

«Sei un fiore che sboccia dalla pianta serafica del mio fedele Servo Francesco».

«Rispondi alle mie chiamate perché ne ho molte da farti ancora: più prontamente risponderai, più chiamate riceverai».

«Sì, renderai Eterno il momento presente, se con Gesù rimarrai nel Circolo d'amore Trinitario».

«Esco da te con la consumazione della Specie Eucaristiche, ma vi rimango come Verbo nel Mistero Trinitario: quindi tu sei sempre in Dio Trino, puoi comunicare in continuazione con Me tuo Dio e Signore».

= Mamma Celeste aiutami a vivere in questa intimità =

«È una grazia grande, un dono meraviglioso, che ti fa il mio Figlio divino... Questa è una nuova Sua chiamata... conzspon­di ...».

 

6 novembre 1988

«Vieni Santina a conoscere le ebbrezze della Trinità» «Vieni, se 1e conoscessi, non ti staccheresti più»

- Gesù: è questo che io voglio, lavorare col corpo, ma con il cuore e con lo spirito amare e pensare a Te solo -

- Gesù: fa che il mio istante sia consumato nell'Amore...­ «Vieni Santina in questa beatitudine che è il Seno del Padre, dove si consuma l'amore del Padre nel Figlio e quello del Figlio nel Padre. Vieni nelle gioie paradisiache della Trinità, qui c'è l'amore, c'è la vita, c'è la beatitudine».

 

13 novembre 1988

La mia Adorazione! Ai piedi di Gesù Esposto!

Gesù credo che Tu mi guardi attraverso il Seno del Padre nella fiamma del Tuo Spirito.

Oh! come mi sento che la fiamma del Tuo Spirito mi penetra nelle più intime fibre del mio povero essere...

Mio Dio, Credo, credo, credo, che Tu sei qui vivo, reale come stai in Cielo; per questa fede darei mille e mille volte la mia vita e volentieri vorrei soffrire ogni martirio.

(Gesù) «Santina (pensavo all'abbraccio del Padre col Figlio e viceversa) in questo abbraccio di fuoco ti consumo».

Sì Gesù: chi passerà dalla porta del Tuo Cuore, questi sarà conosciuto dal Padre! lo chiamerà per nome e lo ammetterà nel Circolo Trinitario.

 

Notte di Natale 1988

Oh! quanto sono felice di sentire il mio cuore posseduto da Gesù Bambino sotto lo sguardo del Padre avvolto dallo Spirito d'Amore!..

 

12 febbraio 1989

Gesù nel Tuo Cuore portami al Padre... «lo sei già nel Padre, chi è con Me, è pure col Padre».

Oggi nel raccoglimento ho assistito alla S. Messa celebrata da don Giulio... quanta compunzione del cuore ho provato!.. ero commossa fino alle lacrime. Per uno, tutti siamo nati peccatori ma per Gesù (almeno se crediamo in Lui) siamo rinati alla grazia.

Quale dono... quale Personaggio in Gesù!.. Gesù mio fatevi conoscere sempre di più.

A questo punto... per la mia conversione durante questa S. Quaresima ho disposto il mio digiuno come segue (giacché non posso fare quello materiale) oltre a quello datomi da don Giulio cioè di aderire in tutto alla grazia

1. Digiuno completo degli occhi: non guardando che per necessità

2. Digiuno della lingua: non parlando che per necessità, o per carità

3. Non domande che possono soddisfare il sapere anche in cose buone

4. Non soddisfare la sete: il Padre Confessore di questo mi ha dispensato per la salute fisica

5. Di notte quando mi sveglio pregherò quando la grazia mi spinge, pregherò sempre anche nelle penose insonnie.

 

Storia di una vocazione ideale (= SV)

Vengono presentati alcuni brani dell'autobiografia spirituale impostale dai Confessori.

"Questa povera figliuola voleva piacere a Dio e al mondo, ma ciò è impossibile, lo disse Gesù stesso nel suo Evangelo, che a servire Dio e mammona presto si dispiacerà e all'uno e all'altro" (SV 20, 12.13).

"Il sospirato giorno giunse presto. L'ultima notte la Madonna le mostra (non sa come) il suo altarino tutto in fiamme, fiori palme, tutto e trova la bella icone di Maria per terra, caduta dall'altezza di una persona e mezza, senza ammaccature, quando invece doveva farsi in pezzi. Questo fatto le dirà come nei fiori ecc. deve distruggere dal suo cuore ogni cosa e affetto di mondo, per non portare con lei in Convento, altro che Maria e Gesù, cioè una solida fede e un vivo amore per Loro" (SV 2°, 36.37). "In tutti i luoghi a lei assegnati... trova la Vergine che sale al Cielo. Queste Immagini le parlano al cuore con tanta forza e unzione che la muovono ad una generosità senza limiti, tanto che le R.R. Madri dovranno fermarla sia nel lavoro, che in tutto il resto".

Un giorno vincendo la nostalgia del suo paese, dice al papà e al fratello venuti a trovarla: «sono così felice!! che mi dareste la morte a condurmi a casa» (SV 2°, 40.41).

Il suo papà «Di poi ne era orgoglioso e quando andava a trovarla le diceva beata te... quando vengo, ne riparto sempre come imparadisato» (SV 2°, 42).

"Iddio permette alle volte, (il più delle volte) che i suoi servi siano purificati nel crogiolo del dolore, ma non permette mai che il demonio o le creature istigate da lui, abbiano il sopravven­to e prevalgano sopra di essi... si recava nell'orto ove vi era un altarino con la statua di Maria, ivi inginocchiata sfogava a lei tutto il suo cuore e recitava 100 Ave, giacché le mancava il tempo per dirne 1000, questo però continuerà a farlo ogni anno il 15 agosto, giorno nel quale riceverà dalla Vergine sempre nuove effusioni di grazie, grazie ch'ella nella sua piccolezza non saprà mai descrivere, né raccontare, tanto erano intime e di un contatto così divino con la Mamma del Cielo, che forme, né parole umane non si possono dare" (SV 2°, 44.45).

"Il suo povero cuore ripieno di riconoscenza per le tante grazie ricevute e che continuamente riceveva, più non sapeva come corrispondere a tanta larghezza e prodigalità Divina" (SV 2°, 47.48).

"In questo periodo di tempo ricevette una grazia che ben ricorda più d'ogni altra: si sentiva investita della presenza di Dio, così viva e penetrante che qualche volta le sembrava vicino in persona" (SV 20, 50).

"Dopo la sua professione, il pensiero del martirio la dominava. Si sentiva avvolta nel Divino, questo amore la penetrava fin nelle più intime fibre del suo essere... perciò necessariamente amore chiede amore, donazione chiama donazione" (SV 2°, 53). "Il suo cuore però è teso verso il Tabernacolo Santo, sente che la vuole molto più vicina a Lui" (SV 2°, 55).

"il suo cuore si faceva sempre più sensibile per Dio, per la solitudine e per la preghiera, perciò decise di andare dal suo vecchio Confessore Carmelitano scalzo il quale le disse «Che aspetti tu a cercarti una Clausura?»" (Sv 2°, 62.63).

Una suora ammalata di mente, le si avvicina per schiaffeggiarla e per invitarla a tornare al suo convento. Uscita dal coro cerca la Suora e le dice «lo schiaffo ben lo avrebbero meritato i miei peccati...» (SV 3°, 2.3).

"Fra tante contraddizioni e sofferenze ella si abbandona in Dio e il giorno 8 dicembre 1936 Festa dell'Immacolata con licenza del suo attuale Confessore fa voto di vivere in un continuato abbandono" (SV 3°, 4).

"Nel febbraio 1937 durante le S. Quarantore... Gesù le si manifesta in modo impensato". Nel primo giorno le dice "... Oh! come desidero trovare anime generose che nell'intimità del loro cuore mi comprendano e facciano propri i miei Desideri". Il secondo giorno "il richiamo è ancora più intenso". Il terzo giorno "...il Divino Interlocutore si manifesta più chiaramente" e le dice «Voglio e desidero anime pure e rette in apposito Nido... Queste anime sarebbero capaci di stornare i miei divini flagelli: dove si troveranno queste anime risparmierò guerre e persecuzioni» (SV 3°, 4-6).

Festa del Corpus Domini 1937 - ottiene il permesso dal Confes­sore di offrirsi quale piccola vittima dei desideri di Gesù (SV 3°, 7.8).

Sofferenze per una lettera spedita dal Confessore ad insaputa dell'Abbadessa. Giudicata da un altro Confessore con le parole «ciò che passa in lei è tutta opera diabolica» (SV 3°, 9).

Scrive al Papa. Decisione del Superiore Monastico di "far trovare un'auto alla porta all'insaputa della Suora e infilarla al suo Convento senza avvertirla". La decisione è scritta su un biglietto che la Suora trova per terra, legge, sente aumentare le sofferenze, "non sa a chi rivolgere la sua supplica, perché il Cielo per lei è chiuso, allora sgrana Requiem aeternam al suo povero Papà" (SV 3°, 9.10).

Dopo la morte del babbo, si trova una volta improvvisamente ai piedi di Pio XI. Aveva detto molti requiem perché le anime del Purgatorio la sollevassero in un momento di angoscia, mentre era abbandonata da tutti. Il Papa la rassicura sulla sua vocazione a fondare l'opera delle piccole vittime riparatrici.

Era accompagnata da una suora sconosciuta. Passano così due ore. "Tutto ad un tratto si trova ai piedi del S. Padre Pio XI... benigno l'ascolta, poi posandole la grossa mano destra sul capo le dice: «,.. queste cose non possono essere del Demonio... torna al tuo Convento...»... Si sente felice e tutta inondata di gioia". Roma risponde al Vescovo... Viene mandato un Visitatore. Il Vescovo e i Confessori la consigliano di tornare al suo Convento (SV 30, 10-12).

Ritorna al proprio monastero il 28 Gennaio 1938 (SV 3°, 14). Dall'Archivio del Monastero di Boccaleone risulta che la data del ritorno da Lovere è 30 Giugno 1938.

Mons. Bernareggi la comprende e le dona un Direttore (SV 3°, 18.19).

Di nuovo Infermiera nella comunità (SV 3°, 23).

Ripara a Zogno con le ammalate perché luogo più sicuro dai bombardamenti.

Caduta diabolica: rotola da una scala come spinta da una forza, ma non si fa male.

Continuano le insistenze divine per le Anime dell'Opera (SV 3°, 28).

Nuove avversità e calunnie; la Suora chiede di farsi «Conversa». Ciò che le viene negato (SV 3°, 34).

"il R.do Padre dell'anima sua le ridice «nessuna lacrima ti permetto» ...". Le proibisce le lacrime di orazione (SV 3°, 45). Nel 1942 ha il permesso di offrire la vita per il Papa Pio XII (SV 3-,51).

Per la paura di essere un'anima illusa o ingannata dal demonio, al Padre Spirituale chiede e da lui ha l'ordine di bruciare tutti i manoscritti... «Gesù però non fu troppo contento» (SV 3°, 52.53).

Gesù le predice che soffrirà molto nel cuore per imitarlo nelle sue agonie: «Figlia mia... sappi che dovrai molto e molto soffrire nel cuore» (SV 3°, 58).

Inizia la dolorosa Via Crucis, passa per la notte tenebrosa e penosa «in cui si trovò avvolta per tanto tempo» (SV 3°, 63).

E giudicata "una povera squilibrata" dal Superiore Monastico Mons. Merati (SV 3°, 61).

Incomincia a soffrire fisicamente e non è creduta (SV 3°, 65). "Sofferenza fisica e morali dolori furono il pane quotidiano di questo periodo abbastanza lungo" (SV 3°, 66).

Con licenza di un vecchio Padre che è stato per poco tempo suo Direttore Spirituale "si offre con voto ad essere il piccolo agnellino del Cuore Immacolato di Maria" (SV 3°, 68) - è il giorno dell'Immacolata del 1949 (SV 3°, 69).

"il 15 agosto 1950 si offre con licenza dello stesso Padre Valde­miro Lecchi Cap. a Dio uno e trino": è Gesù stesso che glielo chiede per il bene di tutta l'umanità colpevole (SV 3°, 69). Chiede un direttore spirituale al Vescovo che finalmente rispon­de assicurandole un direttore che non dovrà seguirla nell'Opera. Questo direttore è P. Sisinio (SV 3°, 78).

OFFERTA A DIO UNO E TRINO

«Padre Santo, annichilita qui alla Tua Adorabile Presenza e alla Presenza del Tuo Verbo fatto Ostia qui sull'altare del mio cuore, mi offro a rimanere immobile e tranquilla sotto l'azione umiliante e crocifiggente con la quale Tu seguirai la Tua piccola creatura; nonché delle morti, con le quali la colpirai fin nelle più intime fibre del suo essere.

Padre Santo, sostenuta dalla Tua grazia e dalle promesse del Tuo Verbo, Ti ripeto, vibra pure i Tuoi colpi, lancia le Tue frecce, colpisci questo povero agnellino, che impavido rimarrà colla testolina appoggiata sul Tuo Cuore. Ti prego però di raccogliere ogni goccia di sangue che colerà dal suo cuore, anzi quando questo sangue uscirà più fumante per la veemenza del dolore, gradiscilo quale incenso odoroso e secondo la Tua promessa fa sgorgare dal Tuo Cuore divino fiumi di grazia e di misericordia sopra l'Umanità colpevole.

O gran Dio di bontà, non guardare ai fremiti della mia debole natura; ma accogli ogni lacrima, come rivi di acqua pura che attraversata sul Tuo Cuore, divinizzata dal Tuo Amore, sia un'onda rigeneratrice per il mondo colpevole.

Ti prometto altresì di rispondere a tutte le crocifissioni che opererai in me, con un incessante atto di Amore e di Adorazio­ne, non solo, sotto l'atto doloroso, ma continuamente, per mantenermi in questa incessante amorosa sottomissione.

O Padre Santo! sono debole... tremo... sostienimi... permetti che succhi dal Tuo Cuore la forza per mantenermi fedele fino all'ultimo respiro, quando non più nelle lacrime, nel dolore e nella immolazione... ma nella gloria continuerò il mio canto di Amore e di Adorazione. - La Tua piccola Vittima. - 15 agosto 1959» (SV 30, 69-71).

Per consiglio di un Confessore nel quale si incontra, la Suora, molto devoto di Maria, inizia a scrivere intorno alla Madonna cominciando "dalla gloriosa e prodigiosa Nascita" (SV 3°, 72.73).

Ha grazie di illuminazione sulla nostra incorporazione a Cristo. "Una Festa della SS.ma Trinità, non ricorda la data, in un trasporto d'amore e di intimità, si trova ad un tratto di fronte ad una molto più ammirabile scoperta: nel centro più profondo di lei stessa, con gli occhi dello spirito, vede il Padre che contem­plando Lui stesso e nel suo perfetto pensiero genera il Suo Verbo e in questa divina Figura, ammirato, estasiato, esce la fiamma del reciproco Amore, dalla quale procede la terza Persona che è lo Spirito Santo.

La Suora resta ammirata e infiammata di devozione verso questo ineffabile Mistero Trinitario, poi fece di esso il centro della sua vita interiore" (SV 3°, 77).

Il nuovo Direttore vuole "spogliare la sua penitente dal pensiero dell'Opera" (SV 3°, 80); le "fa tosto sospendere di scrivere l'opera delle piccole vittime alla scuola del Cuore IM.to di Maria" (SV 3°, 81). "Allora la Suora per rinnegare se stessa, per morire alle sue vedute, chiede al Confessore ordinario di far voto di non pronunciare il suo giudizio; le viene permesso di emetterlo giornaliero" (SV 3°, 82); «vuole dalla sua penitente che lei stessa si costituisca individualmente Vittima» (SV 3°, 84) "non voleva che ubbidienza", perché essa supera ed elimina tutti gli altri propositi e voti (SV 3°, 85). Mentre la monaca - su invito dello stesso Direttore - pensa rivolgersi a S.E. direttamen­te, Egli si ammala (SV 3°, 86): «tra la veglia ed il sonno, lo vede biancovestito sul suo letto (Si noti che la Suora non sapeva che era grave) nell'affanno della morte, mentre impietrita osservava i suoi ultimi momenti e di nuovo pregava di poter sostituirlo. Egli alzatosi alquanto e rivolto alla Suora così la rimprovera «Perché non vuoi ch'io muoia, mentre sono già vecchio?» poi si lasciò cadere nell'immobilità ma col suo sguardo profondo fissò l'anima della Suora e la penetrò fin nell'intimo; questo sguardo fu di un significato ch'Ella non lo saprà mai dire, tosto la calmò d'ogni affanno e le donò la forza di apprendere (appena giunta in Coro) con pace e tranquillità la notizia della di Lui morte avvenuta proprio nella stessa ora in cui la Suora lo vide cadere nell'immobilità» (SV 3°, 86.87).

Finalmente il Vicario Moniale Mons. Merati comprese l'azione della grazia nell'anima che le stava ai piedi umiliata, perciò la confortò a proseguire tranquilla... ad abbandonarsi... ai disegni d'Amore che Iddio aveva sopra l'anima di lei (SV 3°, 88.89) "Questo venerato Superiore la consiglia ad aprirsi col nuovo Vescovo" Mons. Giuseppe Piazzi. Questi, dopo aver ricevuto un secondo scritto le risponde per mezzo del Vicario Moniale lodando e benedicendo i suoi "santi desideri" per rimetterli a Dio, in data 9.11.55 (SV 3°, 91). "Di nuovo Iddio le manifesta desiderio per queste anime e sembra proprio le voglia in Dioce­si", ricordandole le promesse fatte nel 1945 (SV 3°, 92).

«Altra volta, mentre cercava di consolare Gesù, l'ispirazione si ripete «Mi consolerai se mi darai l'Opera». Una mattina dopo la Comunione «Da questo reciproco amore sorgeranno i piccoli Agnelli di Gesù e di Maria» (SV 3°, 93).

Sotto la guida di Mons. Merati si sente... ispirata a offrire a Dio il voto del più perfetto.

Il Padre spirituale "dopo averla bene esaminata" le permette il voto di maggior perfezione ossia "Cercherò in tutto e sempre il più perfetto, il massimo bene... Voto per ora temporaneo... e ciò sotto peccato veniale: Augustissima Triade: Tu mi hai dato tutto l'Amor Tuo nel Verbo fatto carne... Accettalo o Trinità Santa che Te lo offro per mezzo del Cuore Imm.to di Maria" Corpus Domini 1955 (SV 30, 94.95).

"La Suora in un momento in cui non sa darsi ragione di certe cose e contraddizioni, un'Ombra le passa davanti agli occhi come un volatile e le lascia impressa nella mente queste precise parole: «Sono prove della S. Chiesa, le ho passate anch'io» ha l'impressione anzi la certezza che Ombra e parole fossero di P. Pio Capp,no" (SV 3°, 98.99).

Muore Mons. Merati. "Così la nostra Monaca imparò a porre in Dio solo tutta la sua fiducia e vivere momento per momento tutta abbandonata alla Divina Adorabile Volontà" (SV 3°, 99.100).

"Il Confessore della Comunità si arroga la direzione della Suora, la sottopone a lunghi esami, le proibisce ogni scritto e solo le permette la lettura del Catechismo" (SV 3°, 101).

«appena la Suora rinuncia ad ogni altra lettura per prendere solo il catechismo alla prima domanda «chi è Dio»? restò presa da un grande raccoglimento e fu introdotta nell'Immensità di Dio... perciò per esperienza comprese come Dio è l'Essere perfettissimo immenso» (SV 3°, 106).

Le prove si moltiplicano, la madre abbadessa aumenta la soffe­renza della suora:

"Una volta entrando in refettorio le caddero per terra grosse lacrime... mentre benedice la mensa, vede sul pavimento... una cosa molto luccicante e bella; finita la preghiera si affretta ad andare a raccoglierla... ma quando è vicina non c'era più nulla". Gesù le dice nel fondo del cuore «Vedi figlia mia, un giorno le tue lacrime... luccicheranno più e più di quella che hai visto, sulla tua fronte quali perle e gemme preziosissime» (SV 3°, 113.114).

"Ella quando nella S. Meditazione poteva trovarsi sola nella presenza del suo Dio e tosto lo trovava tanto benigno, materno, compassionevole per il suo patire, allora il suo cuore si inteneri­va e spargeva copiose lacrime... Quando poi l'introduceva nel suo Cuore Divino e lì le faceva gustare soavissime lacrime, oh! allora sì che le sue gote si lavavano di soavissime lacrime! gaudi questi e gioie che la fiacca natura umana non può sopportare senza sciogliersi in pianto, pianto però soave e gaudioso.

Anche la nostra cara e Signora Madre e Regina scendeva a lei per confortarla e per esserle Madre tenera e comprensiva. In una delle sue Feste, nel raccoglimento, l'accarezza, la rincora, e le promette che sempre la preserverà dal male, anzi la conserve­rà nella grazia del suo Divin Figlio, finché Ella stessa, alla sua morte verrà per portarla nell'Eterna gloria" (SV 3°, 115-117).

"Benché assillata nel suo ufficio di Cucina, pure le grazie del Signore fluiscono, si succedono una dopo l'altra, e la Monaca si trova avvolta nel soprannaturale; lavora taglia al tavolo, dispen­sa in Refettorio ma il suo spirito è incentrato laggiù ove dimorano le Tre Divine Persone, che tanto amorevolmente le tengono compagnia e l'anima di lei è come imparadisata. Corre di qui, corre di là, non sente più i dolori che la tormentano, è

come inebriata dal divino Profumo che esala dal suo interno, dal suo Tabernacolo Trinitario" (SV 3°, 123).

Più volte, specialmente in certe solennità, Francesco e Chiara «le hanno fatto gustare la loro presenza sensibile» (SV 3°, 131). Percepisce la presenza di altri due angeli custodi aggiunti (SV 30,117).

Primo mistico sposalizio di promessa, di prova, con Gesù nella Pentecoste 1959 preceduto da un grande raccoglimento: «la SS.ma Trinità è presente e il Padre fa cenno al Figlio di disposarsi... ma Egli esita, sembra che ancora veda nell'anima delle macchie, la vuole più pura... intanto l'anima sta in un amore trepidante, ma tanto silenzioso che non osa neppure respirare... il momento è tanto solenne e il silenzio è profondo». Gesù le porge l'anello di sposa e le dice «Tu ora sei la mia Sposa in Eterno» (SV 30,130-132).

Madre di anime, specialmente di sacerdoti (SV 3°, 136). Secondo e indissolubile sposalizio nella Pentecoste 1961 ("non è sicura però"). 1 suoi tre angeli custodi la rivestono, rispettiva­mente con la triplice veste della Madonna, la veste bianca innocente del battesimo, il velo di tulle dell'umiltà, il manto ornato d'oro della carità.

La SS.ma Trinità sentita nella sua anima è presente con visione spirituale: «il momento è di grande silenzio». Gesù le mette l'anello al dito e una corona sul capo, poi le dice per tre volte «Tu sei la mia Sposa in Eterno» (SV 30,142-145).

«all'anima è sembrato, non solo, ma ha anche gustato di entrare nel Seno di Dio» (SV 30,145.146).

Immersione o volo in Dio. Raccoglimento e annientamento - Sposa e Regina (SV 3°, 146).

Dopo questo mistico matrimonio era «immersa in Dio, perduta in Dio, consumata in Dio» (SV 30,146.147).

Vengono di nuovo cambiati la Abbadessa e il Confessore: «a Lui affida la direzione della sua anima con fiducia figliale» (SV 3°, 153.154).

"La Madre divina tosto si impietosisce e le fa sentire la Sua Presenza sensibile e poi le suggerisce «Sta calma... Io stessa mi prendo la responsabilità della guardaroba..." (SV 3°, 158).

Il 5 ottobre 1961 sente vicino S. Francesco d'Assisi che le parla (SV 3°, 160).

Nella festa di Cristo Re del 1961 Gesù le offre di nuovo un anello con tre gemme bianchissime, significante il reciproco amore della Trinità; le mostra una corona di spine (SV 3°, 163). Il 27 settembre dopo la Comunione Gesù le ispira «Vuoi la Sapienza?» (SV 3°, 165).

"Una mattina... Gesù presto la raccoglie nel suo cuore e così le dice «Cara colomba mia, ecco la sposa vicina al suo sposo, il tuo sguardo amoroso mi reca conforto» nel medesimo tempo le sembrava vedere l'anima sua in forma di colomba che sorvolando sul Cuore del Redentore ne succhiava Amore" (SV 30,165.166).

L'8 dicembre, solennità dell'immacolata concezione di Maria, "Gesù dopo la S. Comunione la affida a Lei, ed Ella... la prende sotto la Sua Protezione" (SV 3°, 169).

Contempla Maria che "nel grande silenzio penetra tutto il Cuore di Gesù... Meraviglioso silenzio!... divino silenzio... grado di orazione al quale tutti possono disporsi, ma non entrarvi, po­trebbero prepararsi con un assoluto distacco e un profondo silenzio interno ed esterno" (SV 3°, 171.172).

«Poi introdusse l'anima come in un ameno giardino, ove rimase inebriata di un gaudio indicibile. Sentiva la presenza dello Sposo, sebbene Egli sembrava la istruisse da lontano. < Qui, disse Egli, è l'anticamera ove la Sposa non può più avanzare finché lo Sposo non la chiami fino al banchetto, fino al Trono Reale >.

Questo giardino era deliziosissimo ove tutto parlavale dello Sposo. In questo luogo più nulla vi entra di umano o di affetto terreno. Tutto invita all'Amore dello Sposo. 1 fiori le dicono il profumo del Diletto. I frutti le fanno gustare l'Amore Divino tutto gioia e gaudio Celeste. L'aria stessa era un invito a bearsi, inebriarsi di Lui; tanto da ricordarle il Paradiso terrestre creato per i nostri Progenitori prima della loro colpa. Le gioie che qui si godono sono indicibili e le parole non valgono a farle cono­scere» (SV 3°, 173).

"nella notte del S. Natale 1961 dopo la S. Comunione... in un trasporto più vivo d'ogni altra volta, Le sembra veramente che la Madre... le porgesse il suo Tesoro" (SV 3°, 177).

"Dopo la S. Comunione Gesù le ispira, «Sta tranquilla sposa mia, poiché ti lascio in dono la mia SS.ma Madre». La Suora resta imparadisata e copiose lacrime le coprono la faccia. Che bello esclama vivere sempre con Maria!!! e sotto il di Lei Materno sguardo!!! Gesù continua a formare quest'anima sulla foggia di Lui stesso e le ispira «Quando incontri qualche soffe­renza, umiliazione ecc. pensa che siano altrettanti Comunioni, perché se vengo a te nel Sacramento del mio Amore, altrettanto vengo a te nel dolore; si potrebbe chiamare il dolore altro Sacramento, perché è lo stesso Dio che si dona all'anima, sotto quella o quell'altra forma di dolore. Ricevilo quindi con eguale entusiasmo che la S. Comunione del mattino».

Poi le fa conoscere che deve essere come un fiume che corre veloce e non si ferma mai, così ella dovrà correre sempre verso il suo Dio.

Il Padre Celeste stesso si fa sentire nel fondo del suo cuore, per chiederle (dopo averle dimostrato tenerezze di Padre) «Dove sono le sembianze del mio Divin Figlio?» al che si vide spoglia di ogni virtù e ripiena di imperfezioni; allora collo sguardo dell'anima chiede perdono e pietà. Poi di nuovo, «Ov'è la fedeltà di sposa»? Più che mai umiliata, ma con crescente fiducia di figlia, si getta nel suo Divin Seno, e il Padre anziché sdegnarsi col suo abbraccio la perdonò. Poi sente il Figlio diletto suo Sposo Adorato, che pur Egli spiacente per le sue infedeltà e poca generosità nel seguirlo nel dolore, la lavò di ogni macchia con stringerla sul suo Cuore Aperto.

Comprese anche la presenza dello Spirito Santo che l'accerchia­va col suo immenso Amore" (SV 30,180-183).

Pochi giorni dopo 1'8 gennaio 1962 "ebbe di nuovo la Presenza del Padre nell'anima sua che la guarda attraverso del Figlio suo

con il vincolo d'Amore. Come un granello sperduto nel mare si stima in Seno della Triade" (SV 3°, 183).

Negli "spasimi" d'amore "l'anima soffre, cerca Dio, e più Dio le si avvicina, più cresce il tormento d'averlo tra le braccia... vuole il Cuore... dello Sposo" (SV 3°, 185.186).

Nella festa della SS.ma Trinità è confermata nella grazia battesi­male e rivestita "di bianchissima veste, più ricca di fiori e ricami, di quella ricevuta nel Sacro Fonte", alla presenza di Maria, che la copre della sua triplice veste, la presenta a Dio Trino che le chiede una confessione e le dona l'assoluzione. Il Padre la conferma nella grazia battesimale "l'Eterno Padre sembrava le mettesse in capo una corona di fiori bianchi", il Figlio Sposo le pone in capo una corona di spine, sopra quella bianca, lo Spirito Santo una corona di rose sopra quella di spine.

Segue una gioia paradisiaca di unione e di amore: "di tanto in tanto sentiva ripetersi: Oggi, Festa di ogni Festa in cui la Sposa fu fregiata dal Divino Sposo Uno e Trino".

«È proprio da questa unione di conformità allo Sposo che avviene la fecondità degli Sposi... nella sofferenza... si generano le anime: ma per te, Sposa mia, sarà l'Amore» (SV 30,186-189). "Nelle sue ore della Festa (perché dopo Vespero si intratteneva a lungo in adorazione ai Piedi del Tabernacolo Santo) una volta appena pronunciato il Credo della sua triplice giaculatoria prefe­rita, si sente raccogliere profondamente e si immerge nell'im­menso: Capiva di essere in Dio, di galleggiare in Dio, si perdeva in Dio... più ripeteva il suo Credo più il suo cuore si dilatava nell'Amore... e diceva, ma chi è questo Dio? più lo voleva conoscere, più le si presentava senza Essere perché puro Spirito. Allora le si facevano d'attorno i Beati Confessori per adorare questo Essere, festeggiarlo immergersi nella Essenza luminosa di Lui, ma pur sempre incomprensibile. Di nuovo ripete il suo Credo, e l'immensità di Dio, tanto semplice l'avvolgeva. Capiva come col solo suo pensiero governa e dirige tutto l'Universo e questo suo Pensiero luminoso farsi un altro Dio tutto eguale a se stesso, e vera sua Sostanza, il suo Verbo, ecco la gioia di vedersi riprodotto e da cui viene l'amore, la processione dell'A­more. Lo Spirito Santo terza persona della SS.ma Trinità» (SV 3°, 198.199).

Nel 1962 rinnovamento dello sposalizio - offerta totale - Credo - Adoro - Amo

La Vergine le dona il neonato Bimbo nella notte santa del Natale 1962: "si tratta sempre di vedute intellettuali, spirituali, mai visioni corporee" (SV 3°, 202.203).

"Sono stata ancora assorbita in Dio ed Egli mi disse «Sei mia Sposa in Eterno»" (SV 3°, 203).

"Un'altra volta vede l'anima sua come una semplice fiammellet­ta che internandosi nel centro del suo cuore, si perdeva nell'Im­menso Oceano di Amore che è l'Augusta Fiamma Trinitaria: qui gode pace, amore, gaudio. Gli Ospiti le fanno comprendere che così a poco a poco perderà tutti i gusti della terra per non gustare che l'unico Amore. L'Amore divino e Trinitario" (SV 3°, 205.206).

Prevede la sua morte come un volo al cielo consolata dalla presenza di Gesù e di Maria, dopo aver coltivato "le tre passioni... L'Eucarestia; la Vergine; la Trinità" (SV 4°, 22-24); (cfr. connessa con l'apparizione delle Tre Fontane, suor Maria Raffaella Somma che prevede la sua morte e la sua sepoltura nel cimitero dei Trappisti, Verrà a visitarci dall'alto, Como-Milano 1988, 315-318).

«La nostra Suora, non è più con noi, se ne è volata con lo Sposo al Cielo, a quel beato Regno ch'ella in vita ha tanto invocato chiamato, desiderato.

La sua innocenza Battesimale l'ha seguita tutta la sua vita terrena; lei per pura grazia di Dio, è vissuta sulla terra senza conoscere il fango della stessa terra; più volte, fu assicurata da Gesù stesso il quale le diceva «Il tuo Cuore è un Altare per Me: tu non mi hai scacciato col peccato; qualche volta hai messo un velo per le tue infedeltà, ma scacciato mai, perciò lo regno Sovrano, qui sul Trono del tuo cuore puro ed innocente» che bella testimonianza da parte di Gesù!!

Anche la Madonna Santa l'assicura, parlando delle anime dell'o­pera le dice, «pure ed innocenti come la tua». Sì, quest'anima come angelo è vissuta ed ora è volata al Cielo piena di ardore serafico; dal suo Padre Santo ha imparato ad amare Gesù come un serafino: come Lui avrebbe voluto versare goccia per goccia tutto il suo sangue innocente per testimoniargli Amore; come il Santo Fondatore avrebbe voluto struggersi in amore ai Piedi dell'Altare fino ad ideare un'opera d'anime Adoratrici fino a offrire la sua vita per l'attuazione della medesima; fino a sentirsi consumarsi nel dolore per l'impotenza di farla conoscere e attuare.

Quante volte ha desiderato la sorte del Sacerdote, per la gioia di maneggiare tanto Sacramento. Vera figlia di S. Chiara l'unica fra le Sante, che viene dipinta con l'Ostensorio in mano. La nostra Suora, per ricevere una S. Comunione avrebbe valicato monta­gne, perché dall'Ostia Santa riceveva sempre forza e lume per proseguire il suo difficile cammino» (SV 40, 22-24).

«Ecco le tre passioni di quest'anima. L'Eucarestia, la Vergine, la Trinità.

O Felice anima, dal Cielo veglia su noi che ancora strisciamo nel fango della terra... soprattutto mantieni la tua promessa, veglia dal Cielo le anime innocenti, ascolta i loro clamori, corri in loro soccorso, e adempi così la missione che il tuo Celeste Sposo ti ha affidata. Tu che in terra tanto amasti i Pargoli perché puri ed innocenti, ora veglia su loro, affinché conservino il loro candore, e passino tra le tortuose vie del mondo senza lasciarsi ferire dalle brutture, ma sappiano calpestare il fango senza imbrattarsi. Fa o Sposa di Cristo l'avvocata presso Gesù affinché possano raggiungere, con lo sforzo della virtù, quello che tu possedesti per pura grazia e dono del Signore.

Poi ricordati o anima benedetta, dei tuoi tre amori che avesti qui sulla terra.

Primo, come abbiamo già visto, l'Innocenza; Secondo, Il Sacerdo­zio tuoi Figli prediletti, l'ideale agognato che per il tuo sesso non hai potuto raggiungere; Terzo, tutte le classi dei sofferenti, tu hai compresa la sofferenza: ora vicina al Tuo Sposo nella gloria, perora la causa dei poverini che ancora lottano e piangono. Manda su di loro il tuo raggio di luce, di liberazione e di pace. O anima che tanto hai sofferto per l'impotenza di faticare per la gloria del tuo Sposo non riposarti nella gloria, finché ogni seggio sia colmo

Così sia. Amen

Laus Deo et Mariae Immacolatae» (SV 4°, 24-26).

 

Le esigenze di un Amore Sconosciuto

Ho cercato Consolatori e non ne ho trovato

«Il mio Cuore ha bisogno di espandersi, di effondere in cuori retti e semplici, le vampe del suo Amore non compreso dai più: vuol trovare anime capaci di riceverlo, di corrisponderlo con altrettanto Amore donativo, oh! quanto mi compiacerei in es­se!!!

Che tutti i miei siano in Me o Padre, come Io lo sono con Te «Come la mia vita col Padre e collo Spirito Santo, è una continua fusione l'uno nell'altro, così deve essere la vostra nella mia, solo così si stabilisce la vera familiarità e unità dello spirito. Questa intimità si costituisce in un continuo commercio con Me» (7.8).

Il Cuor dell'Uomo in grazia è un nido di Amore per le Tre Auguste Persone

"Il Padre la copre del suo spirito di potenza e di forza quale figlia diletta. Il Figlio l'investe di sapienza e di luce che le rende quale sterco tutto ciò che è terreno. Lo Spirito Santo la santifica, l'infiamma, la trasforma in un essere nuovo, in un piccolo Cristo, e il suo vivere è tutto il Cristo. Ella vive tutta nascosta in Lui, perciò il mondo non lo sa più, ella è crocifissa al mondo e il mondo lo è per lei.

Ma come dire tutte le meraviglie che Dio opera nell'anima che lo ama?" (16.17).

 

Santi Spirituali Esercizi Settembre 1963

I Giorno - I Meditazione: La chiamata religiosa

"Quando l'anima è fedele a Dio, Egli continua le sue chiamate. Iddio essendo un bene, un Essere perfettissimo, sollecita conti­nuamente l'anima a seguirlo, come buon Padre» (2, seconda numerazione).

 

Terzo Giorno. La Grazia: Rivestitevi dell'uomo nuovo

"La grazia è pure un rapporto tra creatura e la Trinità SSma.

Il Padre che guarda con amore la sua creatura; il Figlio che la penetra con la sua luce; lo Spirito Santo che la avvolge e santifica. Insomma è trattare e vivere con le tre divine Persone. Bello questo, ma ci vuole purezza, semplicità, umiltà, perché le Auguste Persone non si intrattengono che con anime che non sanno nulla di se stesse, che sono umili e piccole. Sfruttare questi frammenti e questi rapporti con le Tre Divine Persone e con ogni singola di esse" (24.25).

 

IV Giorno. La carità: Istruzione: L'Amor di Dio

"Nel centro del nostro cuore c'è l'animatore. Dio in noi, Dio Amore, e quest'amore promana Amore, per fornire le grazie, l'amore è prodotto da Dio Trinità; vedere l'amorosa operazione di Dio verso l'anima. La SSma Trinità produce Amore, perché vivifica, illumina, santifica le anime. Io che so questa cosa, devo cercare di corrispondere con Amore, con gioia, e con grande delicatezza e piena fedeltà. Dare a Dio Trinità piena disponibi­lità di me stessa, allora Egli, o meglio i divini Ospiti, trovandosi nel centro preparato e disposto, vi gettano Amore, allora vi sarà per contraccambio il pieno gaudio, la somma pace, gioia e felicità.

Quando siamo in condizioni di amore, siamo pure nella capacità di capire, gustare la presenza dell'amore. Si arriva allora alla degustazione, momento per momento... ma ripeto, fedeltà... fedeltà e attenzione, mancando l'attenzione, subentra la distra­zione. Il momento è prezioso, perché in quest'istante Dio mi ama, in questo momento Dio mi chiama, mi parla, vuol godere della mia presenza; in quest'istante Egli è il mio Diletto che vuole intrattenersi con la sua diletta. Questo è l'operato dell'A­more proprio della SSma Trinità. Questo atto, questo momento, Dio che pensa a me, è molto importante. In questo momento Dio Trinità si comunica a me.

Gesù produttore di amore, il primo voluto dalla SSma Trinità.

Il primo visto ed amato. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio incarnato... Ma il Padre non può far senza il Figlio e il Figlio senza il Padre, il Figlio e il Padre non possono stare senza lo Spirito Santo. Adombrandosi il Figlio, le altre due Persone divine puntano verso di Lui e talmente l'ama il Padre che continuamente lo genera. L'amore scende verso il Figlio essendo pure il Cristo pieno di amore e quest'amore lo riceve dal Padre e dal Verbo e a sua volta li ama. Iddio è l'amante. Imitare gli stati di Amore di Cristo. L'anima contemplativa imparerà come si deve amare, anche in prospettiva degli stati di amore di Maria, la seconda Persona vista ed amata dopo il Cristo. Guardarla nello stato d'amore che l'unisce alla SSma Trinità.

Certo che prima di salire sì in alto dobbiamo capire gli stati più semplici di Cristo e di Maria.

Il Getsemani, il Calvario, la Croce, il Tabernacolo: poi passere­mo agli stati Superiori. L'amore è sceso pure in Maria più evidente perché in Lei abbiamo un Cuore di Madre. Maria nella casa di Nazaret quante delicatezze! che silenzio nel dilungarsi della solitudine! Il segreto di Maria non è ancor detto, forse lo riserverà alle anime umili...

Chi non riamerà l'Amante? Dio, per quest'anima presa dal suo amore, è tutto, tutta la sua vita converge verso di Lui, o meglio nel centro di se stessa nel suo cuore, ove scopre che Dio vi abita per amore. Scopre che la SSma Trinità in lei si muove nell'amore è vitalizzata dall'Amore = Deus Caritas est = Scopre che vi è un amore che rimane nella cerchia Trinitaria, e che vi è un amore riservato a lei piccola anima. Queste scoperte la concen­trano sempre più in se stessa perché le danno adito ad altre nuove sempre più ricche di misteri e di amore. Perciò la sua felicità è sempre in atto crescente per i sempre nuovi accosta­menti divini. Di qui le sue sempre nuove e rinnovate donazioni, anzi reciproche donazioni perché più l'anima si dona a Dio, più Dio si dà all'anima. Oh felice stato d'Amore, stato beato, paradisiaco che fa godere una anticipata beatitudine. Vale le pena di morire a tutto, lasciare tutto per godere, amore bearsi nel Tutto.

Quando l'anima avrà raggiunto gli stati d'amore di Cristo, in sé «s'intende nel suo piccolo cerchio di creatura per quanto le è possibile finché vive sulla terra», allora, l'umano, il sensibile sparirà dal suo cuore, non vivrà che per Dio, in Lui si muoverà, respirerà, in Lui solo sarà; tutto il resto non sarà che fango e spazzatura, come bene lo esprime S. Paolo.

Allora4 ogni istante sarà per lei nuovo rivelatore di Dio, nuovo portatore di luce, di fiamma che le apre nuovi orizzonti del divino, nuovi assorbimenti, che in Dio l'avvolge e la trasforma. Il gigante Divino, col suo profumo, l'attrae sempre a nuove altezze, fino a che dimentica di ogni altra cosa, si fa una cosa sola col Dio Tre volte Santo» (41-46).

 

II Meditazione: Confessione

"Il Padre manda lo Spirito Santo non solo ma anche il Figlio manda per versare il Sangue sull'anima nostra. Lo versa dalla Croce per me, per incrementare la sua vita in me miserabile" (48).

 

V Giorno. La S. Comunione - Istruzione

"Egli così ci fa vivere la sua vita divina in contatto coi Tre. In questi momenti Egli ci penetra in tal modo che sentiamo tutta la sua potenza in noi. La sua Presenza ci pervade l'essere, ci fa bruciare del suo Amore. In questi sacri momenti in cui perdura­no in noi le sacre Specie avviene il contatto col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo. Io dovrei avere tutta la capacità possibile per accogliere questo sì gran Signore, capacità che posso in parte ottenere colla preparazione.

Il Verbo divino occupa tutta la mia mente, io in quel momento posso essere la luce del Padre, ricchezza, immenso godimento del Padre; posso essere un mondo di grazia celeste e terrestre.

Vediamo la potenza del Padre che si disperde nel mondo, e nel contempo è in me, nel mio piccolo essere. Coscientemente perduti ci fa assaporare il Cristo, il suo Corpo, la sua anima la sua divinità il suo Sangue, immersi nell'anima di Lui, anima la più bella, la più santa che è abitata dal Padre e dallo Spirito Santo.

Sentendosi così nell'anima di Gesù, sentiamo come Lui, allora l'anima intende le cose nel modo più bello, più Santo, più giusto, come Gesù le vede e le giudica.

Quando commettiamo difetti e vediamo male le cose, è perché ci distogliamo, ci allontaniamo da Gesù. Se ci permanesse nella mente Gesù quale elevatezza di pensieri, quale delicatezza nel tratto, quale purezza di vita, ma ciò sarà impossibile fuori dalla mente di Gesù...

Crescendo in noi questa vita di Cristo non si può voler che ciò che Gesù vuole, cioè tutta tensione verso gli altri, protensione generale non escluso nessuno. L'accettazione di ogni persona, di ogni creatura, non rifiutando neppure colui che mi vuol colpire a morte. Questo Gesù in me, mi induce alla rinuncia di tutto e di tutti, anche delle persone più care, per non tralasciare la dedizione per tutti, come Gesù ha lasciato Maria. Dopo ciò vedo il Padre che si curva su di me, che sono il suo piccolo Cristo. «Questo è il mio Figlio diletto, ascoltatelo». Anche il corpo di Gesù è in me, perciò non più pesantezza, pigro, stentato, ma agile, fervido, lesto. E di nuovo «Questo è il mio diletto seguite­lo, vi porterà a me», nessuno va al Padre se non è attratto da Gesù e viceversa.

Leggete, leggete molto, specie ciò che vi porta all'Eucarestia vi risveglierà l'amore. Per esempio Dall'Eucarestia alla Trinità di Padre Bernadot ovvero il Sacramento del Cristiano del Philipon ecc.

Quindi dopo avere visto i frutti che possiamo ricavare dalla S. Comunione, cerchiamo proprio di fare della S. Comunione il respiro, il desiderio unico della nostra giornata, in modo che occupi tutta la nostra mente e il nostro cuore, non solo, ma che trasformi in Gesù tutta la nostra vita, totale spogliazione, anni­chilamento come Lui. Exinanivit semetipsum... morire a tutto per vivere di Lui solo, poi desiderio ardente di riceverlo, deside­rio desideravi, dobbiamo sentirlo questo bisogno di Gesù fino a non reggere più. Amore infuocato divampante solo per il Dilet­to. Poi donarsi, donarsi, donarsi, a Colui che tutto si è dato a noi. Poi Ringraziare, Silenzio Adorante. Contemplare Gesù, conversare con Lui, guai se subito lo lasciamo solo, dopo che Egli è venuto a noi con tanto Amore!! Stare con Gesù più che si può, è il solenne momento di ricevere tutto da Lui. Ringrazia­re Gesù, ringraziare Maria, ringraziare gli Angeli Custodi, i Santi tutti" (56-61).

 

Forma di vita di una piccola vittima dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria

"Coraggio quindi facciamo anche noi la prova e vedremo come la nostra vita spirituale progredirà più facilmente e ci troveremo, introdotte di volo, nel Centro Trinitario... la piccola fiammella, gettata nella fornace, diventerà fuoco e dilagherà il mondo delle anime"

(9/2/66) (4, seconda numerazione).

"Chiamata sublime la nostra... chiamata speciale... sì, perché vedete care Sorelle, non tutte le anime anche Consacrate, si sentono di seguire sì misteriose chiamate!!! Il nome stesso di Vittime le spaventa, come che Iddio Padre così buono fosse lì, sempre con la sferza alzata!!" (5 marzo 1966) (4 prima numera­zione).

 

Forma di Vita per Una piccola Vittima dei Desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria Regoline di Vita Interiore

"Basta la prima dissipazione, perché tosto ne segua delle altre" (3).

"Durante i suoi doveri, non dimentichi la piccola Vittima che è un'anima espiatrice e Adoratrice. Questo le sarà di sprone a stare non solo alla Presenza di Dio, ma a donarsi con crescente sacrificio e con totale immolazione, dimentica di sé per far piacere a Dio e alle Consorelle" (5.6).

"Si ricordino bene le Sorelle che l'invidia ha fatto morire Abele, messo in cisterna Giuseppe, e in Croce nostro Signore Gesù Cristo" (7).

"L'Ufficio Divino poi abbia il primo posto tra le anime dell'O­pera, come si addice all'Opera del Signore. Quindi la massima importanza, perché tutte vi partecipino anche con grande sacri­ficio e dimenticanza di se stesse" (14).

"Siano poi tutte fedeli alle ore stabilite per l'Adorazione, siano di turno o comune, e non abbiano desiderio e tempo più ambito che quello di correre e rimanere ai Piedi dell'Ostia d'Amore" (16).

"Perciò ogni giovedì di sera tarda faranno riunite l'Ora Santa tanto domandata e desiderata dal Suo Cuore oppresso" (17). "Ami i Superiori ma sopprannaturalmente però, in modo che se da Loro, non fosse, o le sembrasse non essere compresa, amata, utilizzata secondo le sue capacità non si conturbi nello spirito ma pacata in pace e tranquilla offra tutto a Dio e prosegua ad amare il Signore e accontentare Lui solo" (30).

"ai Piedi dell'Ostia d'Amore bisogna portare un cuore umile, semplice, trasparente tutto purezza: perché Egli - l'Amore - la invada di Se... la colmi di grazia... e la inebrii del Suo puro e divino Amore" (40).

 

Regoline per le Piccole Vittime dei Desideri di Gesù e del Cuore Im.to di Maria SS.ma

Articolo primo - pag. 5, n. 8-12

Articolo nono - pag. 51.54 n. 5.12 "Ecco il primo e principale scopo d'una piccola vittima, offrire e offrirsi al Padre per mezzo del Cuore IM.to di Maria SS.ma... questo Cuore Im.to di Maria, sia Meglio conosciuto"

Conferenze e Ricordi Pensieri tolti dal registratore, 1967-68 L'Inabitazione

Altra istruzione molto bella e consolante e vorrei dire, conse­guenza delle precedenti, è quella della inabitazione della SSma Trinità in noi. Dono questo che tutti possediamo per la grazia del nostro S. Battesimo, ma che godono in modo particolare le anime di molta vita interiore come Sr. Elisabetta della Trinità. Tutte e tre le Divine Persone abitano nell'anima nostra, ma viene in modo particolare attribuito allo Spirito Santo. Sorelle, molto raccoglimento, molto spirito interiore, molta intimità con Dio fa di bisogno (12.4.68)

 

Sguardo semplice sopra i Dolori di Maria SSma

"Chi non ha sofferto, è infante nella via del bene, la croce tempera il carattere, raffina lo spirito e lo soprannaturalizza, la sofferenza forma il santo e lo trasforma in Dio" (103).

"Il dolore più acuto e sensibile al suo Cuore di Madre, è il vedere il Figlio di Dio Crocifisso in mezzo a due ladroni. Oh!... questo sì che la Santa Madre lo sente più che ogni altra sofferenza patita fin qui" (109).

"il più grande piacere che possiamo fare a Maria si è il non offendere Gesù" (142.143).

 

Forma di vita di una piccola dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria

Notevole l'espressione in una lettera "in contatto coi nostri Amici Trinitari" (5a lettera 1 febbraio 1967).

 

Il Giardino dell'anima inabitata

 

Quaderno 1°

Dalla Parte Seconda (del 20.7.68) - Via illuminativa

Quelli che spaziano con lo spirito in Cielo sono contenti se difettano delle cose materiali, anzi più il corpo è sprovvisto di comodità, più l'anima è libera di volare a Dio.

A Giuseppe, a Maria, a Gesù, bastavano poche cose, e queste poche, molto poco, poiché il loro vivere era Dio, e in Dio, la loro abitazione era l'Augusta Triade, in questa trovavano sazietà d'amore, agio, riposo, beatitudine piena (G 1°, 55).

Chi riceve Gesù, riceve con Lui la Trinità, l'aumento di grazia e capacità di possederla. Chi possiede o meglio l'anima invasa dalla Trinità Santa non sarà mai inerte, perché possiede la grande attività. Il Padre opera sempre. Il Padre ama il Figlio di un amore immenso, con ineffabile compiacenza, lo Spirito Santo che unisce in un istesso Amore l'Oggetto delle compiacenze del Padre.

Ecco ciò che avviene dentro di noi.

L'anima deve aderire amorosamente, il Padre trae seco l'anima nella compiacenza del Figlio. Il Figlio trae seco l'anima nel suo movimento d'amore per il Padre e lo Spirito Santo rapisce l'anima in un ineffabile assorbimento nel Padre e nel Verbo. L'attività della SSma Trinità si svolge dentro di noi, senza che pur ci accorgiamo, aumentiamo nella vita divina.

Sorelle, dilatiamo l'anima per renderci sempre più capaci di possedere Dio Trino. Piegarsi quindi docili all'azione della Trinità Santa, accettarla e aderirvi dolcemente.

Consolante questa dottrina nevvero Sorelle? Dio, mio Padre vive in me, mi tengo nelle vostre mani. Voi pure Verbo divino siete in me, mi lascio assorbire da Voi perché mi guidiate nell'eccelsa contemplazione del Padre. Voi Spirito Santo, Spirito d'Amore, fuoco divorante, sorgente infocata, Voi siete in me nel modo stesso. Voi mi traete per consumarmi nell'Amore del Padre per il Verbo e del Verbo per il Padre. Così si consuma la nostra unione con la Divinità, così è esaudita la parola del Salvatore «Padre Ti prego, che l'amore con cui mi ami, sia in essi e Io in loro». Queste verità bene approfondite devono essere per noi punto di partenza per una santità incapace di smentirsi mai più.

«Se tu conoscessi il dono di Dio disse Gesù alla Samaritana» noi ora Sorelle mie che lo conosciamo, dissetiamoci a questa sì ineffabile fonte, attingiamo da essa quanto ci è necessario, per vivere sempre più intensamente la nostra vita di grazia, di incorporate con Gesù e Maria, e consumeremo così la nostra unione col Padre col Figlio e con lo Spirito Santo (G 1°, 89.90). Sono un ostensorio, sono una pisside che porto ovunque vado il Dio Trino. Si, la fede me lo fa percepire nell'Atto che Dio Padre genera il suo Verbo sua figura, suo pensiero, e mentre l'uno nell'altro si precipitano, ecco che il collegamento del mutuo e reciproco amore la terza Persona che è lo Spirito Santo, trascina nel vortice della loro fiamma, anche l'anima penetrata nel Mistero, con la sua pura e viva fede (G 1°, 95).

questo divino Spirito non si sa da che parte viene, né dove Egli vada. L'anima che a Lui si abbandona, che in forza del suo amore lo lascia agire verrà presto travolta da Lui nelle onde santificatrici del Trinitario Mistero come vedremo, nella parte terza, parlando della vita unitiva (G 1°, 104).

 

Dalla Parte Terza - Via Unitiva

Oh! chi potrà mai ridire le ineffabili gioie che l'anima sperimen­ta contemplando nel suo piccolo, il grande Mistero Trinitario!? ella partecipa qualche poco, alla luce del Verbo che si precipita nel Padre e il Padre nel figlio con un movimento infocato d'Amore.. Ma questo Amore che è lo Spirito Santo, dà tanta luce all'anima da comunicarle lo Spirito di Gesù immolato, cioè l'amore ai patimenti alle umiliazioni, al dolore: è la scienza che ha formato i Santi dietro le orme del Santo dei Santi (G 1°, 131). Così pure è del grande Mistero Trinitario: una volta appena comprendeva la Realtà; ora la gusta ne assapora il Diletto quando contempla e partecipa, (nel suo piccolo), la travolgente e pur tranquilla attività del Mistero. L'Amore, le fiamme che da esso Mistero si sprigionano, avvolge e penetra pure l'anima alla quale fiamma si abbandona per essere da lei consumata nell'a­more. Il Divino Spirito comincia a preparare l'anima per poi trasformarla in amore... ma quanto ancora le resta da soffrire... prima di essere luminosa e fusa in Dio!.. Ora però la illumina su queste conoscenze ed esperienze, pur lasciandola tra saporose tenebre (G 1°, 135).

uno sguardo inutile, sente che lo toglie al suo Amato che la guarda dal fondo del cuore, i momenti passati col pensiero nel lavoro o in cose estranee a Dio, li tiene come infedeltà, perché sono momenti rubati all'amore... ella è tutta in Dio, e in Lui si lascia travolgere dall'Amore che le ispira il Verbo, con Lui ama il Padre e col Padre ama il Verbo i quali si onorano a vicenda. L'anima sopraffatta dall'Amore dello Spirito di sapienza si prostra e pur lavorando adora e adorando lavora. Come è felice quando può ripetere Credo, Adoro, Amo: è la sua parola d'ordine è il suo saporoso gustoso ritornello (G 1°, 139).

Accenni allo Spirito Santo, G 1°, 56.61.62.68.84.91.104.136; G 3°, 121 Gesù richiede da noi solo amore e fedeltà; il resto lo compie la grazia dello Spirito Santo.

 

Quaderno 2°

Dalla Parte Terza - Via Unitiva

Divino Sposalizio

Qui o Sorelle è bene fermarsi e premettere due osservazioni. Prima: come il mistero Trinitario si rivela adagio adagio a quest'anima. Capisce che il Padre è presente, opera attraverso il Figlio con lo stesso amore che li legano travolgendo in esso, e con esso nel mutuo fuoco, l'anima, unitamente alla Madre Celeste sempre invocatrice e mediatrice di ogni grazia. Seconda: osserviamo come Iddio ci tiene alla S. Ubbidienza (G 20,139.140) (cfr. 141.189.197).

 

Il bacio dell'Eterno Amore irradiazione delle tre divine persone nel giardino dell'anima inabitata

Sarà proprio questo pieno abbandono che richiederà lo Sposo prima di imprimere il suo Divino e Trino Bacio nuziale, bacio che farà della sposa una sola cosa col Padre col Figlio e con lo Spirito Santo. Infatti cosa è il Bacio d'Amore se non la divina Volontà impressa in tutto l'essere della Sposa? il bacio della bocca di Dio è la pace è l'amore che Dio imprime nell'anima, per il che tutta la volontà dell'anima si assoggetta, si trasforma in quella di Dio. L'anima con Gesù ripete, «Non si faccia la mia, ma la tua o Padre» e come Maria SS.rna quando disse «Ecce Ancilla Domini»...

Iddio col suo bacio d'Amore vuol trasformare le anime in Lui stesso, per comunicar loro la sua passione per la gloria di Dio, per la salvezza delle anime, il desiderio della Croce. «Desiderio desideravi, ho sospirato questo momento» cioè della sua morte in Croce, per dare la mia vita (G 20, 207.208.209). Sorelle carissime! proviamo a sentire come avviene questo bacio amoroso di Dio; qui lasceremo parlare una di queste anime che ne ha avuto la felice esperienza. Ella stessa però si accusa incapace e dice «Dire le cose meravigliose provate e operate in me questa mattina è cosa impossibile. Lo Spirito Santo mi ha fatto assaggiare un poco del gaudio pieno che avviene nell'anima quando è baciata dallo Sposo. Questo bacio non è che la fusione dello Spirito del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, e ciò non solo nell'anima, ma in tutte le membra ancora. Dico anche nelle membra perché è tanta lal liquefazione d'Amore che prova, che tutto l'essere umano partecipa a tanto gaudio. Questo bacio dello Sposo cambia la Sposa in un essere più divino che umano, e lo Spirito Santo la illumina a comprendere che in lei è avvenuto una specie di cambiamento come avviene dell'Ostia (fatte le proporzioni necessarie) al momento della Consacrazio­ne. Non c'è qui paragone, fuor di questo che possa far capire il grande cambiamento e quanto divinizza l'anima, questo bacio d'Amore. Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo si stabiliscono nell'anima in maniera più piena, più assoluta e ciò nell'atto stesso che riceve il bacio. Ella può ben dire con l'Apostolo, «non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in Me».

E l'anima esclama «Oh! finezze di un Dio Onnipotente! Oh Amore di un Dio che trasforma e consuma!... L'anima rimase qui in pura estasi d'amore... più nessuna sensibilità ma pace e vero amore. O divine effusioni quanto mai siete ricche di beni! Chi mai li può descrivere! O felice l'anima che trova in esse le sue delizie! ella addiviene teatro del Tuo Amore o mio Dio! Anima mia esulta perché il gaudio è immenso, il tuo Dio è tutto per te, e tu sei tutta per Lui. Egli ti ha baciata, tu sei preda del suo Amore».

Questo bacio d'amore, di tanto in tanto si rinnova e l'anima si scioglie in dolcezze d'amore... nonostante non è sazia, addiviene sempre più famelica, e perciò chiede di essere ferita d'amore... Vorrebbe stringersi sempre più all'amato, non sa più nulla, non gusta più nulla fuorché le ferite d'amore. Tutto le è insipido, tutto trasforma in amore, tutto fa per Amore... tutto le dice Amore... la parola Amore per lei è una vera calamita che tosto la trasporta nel centro ove dimora lo Sposo, non può più vivere, se di nuovo non prova le sue amorose strette. Gli abbracci coi quali lo Sposo passò tutto in lei, le hanno impiagato il cuore, le quali ferite le danno una arsura che niuno, e nient'altro la può calmare, che le nuove e inebrianti strette dello Sposo.

Cosa è questo bacio che tanto inebria la Sposa? È l'Amore del Padre che infonde nell'anima la sua Paternità la sua Potenza! è l'Amore del Figlio che semina nell'anima la sua sapienza; è l'Amore dello Spirito Santo che alita nell'anima il suo Amore la sua bontà, verso di Dio e verso il Prossimo. È un bacio che distrugge la natura, e produce vita divina. Rimanere sotto l'influsso di questo bacio è lo stesso che rimanere e vivere in società con le Tre Auguste Persone.

Queste tre Divine Persone pertanto confermano la loro dimora, anzi la rendono più sentita, più viva, più palpitante, più operan­te. Si, più operante, non in Se stessa, (perché ab Eterno la SS.ma Trinità opera ed è attiva nella generazione del Verbo e nell'A­more reciproco) ma nell'anima che trascinata nel loro bacio d'amore resta coinvolta nello stesso circolo. Il Padre la crea continuamente, il Figlio le da vita, lo Spirito Santo fuoco Amore la infiamma. Il Padre che nella sua tranquilla mobilità vede quest'anima nel suo Verbo che Lui continuamente genera... la vede luminosa dello stesso splendore del Verbo... e fiammeg­giante dell'unico Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L'anima dopo il bacio d'amore, è pienamente posseduta dai Tre.. da ognuno riceve la sua impronta e caratteristica particolare loro propria.. pur ricevendo un unico Amore. Ella distingue l'azione del Padre, del Figlio, ma l'una e l'altra, la riceve sotto una unica fiamma. Questa fiamma d'amore dirige, impronta, e irradia tutte le azioni dell'anima, in modo che tutte le operazioni sono operazioni d'Amore, sono tante lucerne, tanti fari, che danno calore di Amore divino. Quest'anima è mossa tutta dalla fiamma di carità che in lei arde... e questo fuoco si accresce sempre più; più ama, più le fiamme divampano, più divampano, più prendono piede e forza.. Chi potrà mai misurare l'amore di un'anima, posseduta e baciata dalle Divine Persone? Non ha forse detto la divina Sapienza, se qualcuno mi ama verremo a Lei, e in lei porremo la nostra dimora?? Ecco che dice verremo, non verrò, che è quanto dire, Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ci stabiliremo e nell'anima faremo la nostra Cena: Oh! Sorelle benedette! qual'è la Cena del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? se non il bacio reciproco.. e il bacio d'amore di compiacenza, di Eterno Matrimonio, che Iddio Padre, Iddio Figlio, Iddio Spirito Santo, imprimono in tutto l'essere della Sposa? e c'è forse altra cena più festevole più santificante, più beatificante, più inebriante che questa, che viene imbandita nell'anima nostra? Sorelle! e vi potranno esse­re ancora, sacrifici, rinunce, morti dolorose, se si confrontano con queste feste di Amore, che Iddio fa e stabilisce nell'anima che ha a Lui tutto donato e sacrificato?..

Sorelle, Iddio si dona del tutto a chi a Lui dona tutto. Siamo generose, non calcoli, non misure, non a tratti, ma tutto e sempre, Gesù è generoso con chi è generosa.. La SS.ma Trinità non sarà mai tanto operante nell'anima quanto la troverà vuota, morta, passiva.. l'Augusta Triade, non usa mescolare l'azione divina con l'umana; bisogna che questa si ritiri, allora, ma solo allora la Triade Sacrosanta regnerà assoluta nell'Anima produ­cendo frutti squisiti di vita Eterna. «Il Regno di Dio è dentro di voi» ha detto la Divina Sapienza e questo Regno della sposa, ormai è tutto occupato, tutta possessione dello Sposo, tutto regno divino, tutto regno d'Amore. L'anima è cittadina di Dio, appartiene alla Trinità perché ormai è sua dimora. Rimanete in me. È il Verbo del Padre che ci dà questo comando, e questo la sposa fedele l'ha attuato. Ella rimane sempre nel Seno del Padre pur lavorando e occupandosi ancora dei fratelli, ella però rima­nendo nel suo giardino interiore rimane in Dio, perché Dio Trino riposa nel centro di esso. Qui o Sorelle, lasciamoci consumare dall'amore.

«Son venuto a portare fuoco sulla terra e che cosa desidero se non che si accenda??» (G 2° 210-217).

 

L'anima passiva si lascia avvolgere dal grande Mistero per parteci­pare alle Divine attività

L'anima... non sapendo come meglio far conoscere... l'azione della Trinità nell'anima, Dio illuminò, mettendo sotto l'occhio dell'intelletto una leggerissima piuma bianca sostenuta e portata di qui e di lì, dall'aria soave e tranquilla; mentre il pensiero diceva < Ecco l'immagine dell'anima giunta a questo punto e nella quale inabita trionfante la SSma Trinità... non solo, ma coinvolta dalle Auguste Attività>.

Non vi meravigliate se dico attività divina, perché Dio nella sua immobilità è sempre in movimento, in eterna circolazione d'a­more... perché è proprio della legge di amore di espandersi di slanciarsi anche al di fuori... Il Padre si precipita nel Figlio, che sempre non cessa di generare. Il Figlio, a sua volta, ritorna con impeto d'Amore nel Padre e tra Loro, uno slancio, un peso d'Amore, che si precipitano l'un l'altro formando un unico Amore lo Spirito Santo. Quest'amore è un eterno slancio di gioia e di ineffabili dolcezze nelle quali coinvolgono l'anima comunicandole simile movimento che l'avvicina al Padre, al Figlio, i quali permettono all'anima di partecipare alle loro intime relazioni. Vera anticamera, vero preludio delle eterne gioie Paradisiache. Con la grazia qui sulla terra, incominciamo quel circolo, quella circumincessione (così chiamata dai Dotti) che avrà il suo compimento nella gloria.

Che cosa significano quelle parole di Gesù <Nessuno va al Padre se non per Me... nessuno viene a Me se il mio Padre non l'attrae?.... >

Ecco, vuol dire che noi non potremmo andare al Padre se non nello stesso movimento dal quale Lui stesso è mosso... cioè nel movimento, nel circolo d'amore che è lo Spirito Santo. Ecco quindi come l'anima inabitata dalla Trinità entra nel suo circolo d'amore, che forma la felicità di Dio stesso, felicità pienamente comunicata all'anima... come a tutti i beati.

Noi portiamo Dio, e il nostro giardino è addivenuto un Cielo perché Dio Trino l'abita, perché l'anima ormai non è più sola, ma vive in società col Padre col Figlio e con lo Spirito Santo: noi viviamo in comunione con le Tre Adorabili Persone (G 2°, 219-221).

si può dire, che l'anima qui, abbia ricevuto più che un secondo battesimo... perché con questo ha ricevuto, la forza divina di perseverare nell'innocenza... sì l'anima non ha più lotte, ribellio­ni attacchi ecc. ecc., è in piena pace a meno che il Signore permetta qualche sofferenza, per associarla nella redenzione delle anime.

La purezza di quest'anima è tale, da non potersi descrivere, ella ha in sé qualche cosa della purezza divina... infatti ella pensa, parla, giudica, opera tutta alla stregua Trinitaria, perché è mossa solamente dal soffio divino... Le impronte, i sigilli ricevuti l'hanno staccata da tutto e da tutti, perciò è pienamente in balia dell'Alito divino. Vediamo la bianca piuma, più nulla la trattie­ne, ma sollevata gira di qua, e di là, a secondo del movimento che le dà l'aria.

Così quest'anima non appartiene più alla terra, lo Spirito che la sostiene le dà pure mosse tutte divine... mosse tutte d'Amore... non sa più altro che Amore... Oh! l'amore... l'amore!... È tutta colma d'amore... tutto vede nell'Amore. Tutta è fiamma di carità... l'amore le dà ali, la rende piuma leggera, le dà vita anche se inferma... anche se deve trascinarsi tra dolori... l'amore la porta. <Chi mi separerà dalla Carità di Cristo? forse la fame? le battiture? le persecuzioni... le calunnie? la morte? nulla nulla di tutto questo, > dice Paolo e con Lui lo ripete l'anima disposata nel bacio Trinitario. Qui sulla terra ella ha già iniziato a fare ciò che perfettamente continuerà a fare in Cielo, cioè lasciarsi trasportare dalla fiamma divina in Dio... dico fiamma divina. Si, perché lo Spirito di Gesù la porta nel Padre, e lo stesso Spirito dal Padre nel Verbo... la stessa spirazione Trinitaria che si precipita l'uno nell'altro, questo stesso circolo, fatte le dovute proporzioni, avvengono pure nell'anima trasformata... non nella stessa natura, ma nell'intelligenza d'amore... trasportata dall'i­stesso pensiero, nell'istessa volontà, nell'istesso Amore.

Oh! vita d'amore!... Oh! vita beata! Oh! vita divinizzata! quanto sei Celeste e Paradisiaca! Oh! felici morti che tanta vita avete procurata, siate le mille volte benedette. Ora l'anima si accende dal desiderio di soffrire grandi cose per il Signore, ma è un desiderio calmo abbandonato... come una liquefazione in Dio Amore e Crocifisso (G 2°, 222-225).

 

Le intimità degli sposi

L'anima si sente come accerchiata da questa vita Trinitaria e perciò ad agire sempre sotto il divino influsso (G 2°, 232).

 

Continuiamo a vedere le feste dello sposo e le attività trinitarie

Qualche volta intravede il suo cuore come un giardino fiorito nel quale il Padre il Figlio e lo Spirito Santo si comunicano le loro divine compiacenze e fanno la loro cena festevole. Ognor più questo cuore si dilata nella pace, Dio principe della pace tutta la possiede e la domina e nuovi abbracci vengono a stabilirla sempre più nella vita Trinitaria. Allora l'anima in una pacifica pace in un mare di gioia pura si lascia trasportare nelle attività divine, le onde del divino Amore la involgono, la rapiscono alla terra, e l'anima corre col Figlio delle divine compiacenze tra­sportata da Lui nel seno del Padre, dal quale viene ridonata, al Figlio in amplesso in beatificante Amore. Qui si avverano le parole di Gesù < Nessuno viene a Me, se non è attratto dal Padre, e nessuno va al Padre se non è portato da Me. > L'anima così coinvolta dal circolo Trinitario, partecipa alle divine attività, formando attraverso l'Umanità di Gesù le compiacenze del Padre, le delizie del Figlio, per vedersi riprodotto, nell'inebrian­te amore dello Spirito Santo (G 2°, 240.241).

Qualche volta lo Sposo, trasporta l'anima sua sposa, nel suo divino silenzio. Come descriverlo? parole umane mancano, per­ché questo Oceano di Silenzio è Dio. Questo Dio che esiste in un Eterno silenzio è tutto Amore, e l'anima, perdendosi nel silenzio e nell'Amore, si perde in Dio. Iddio assorbendo in Sé l'anima, l'assorbe in un magnifico silenzio... nel quale perdendo­si, non trova che Amore. Questo misterioso silenzio è un vasto oceano in cui l'anima si perde... si dimentica... e nel quale ritrova il Verbo pronunziato dal Padre in un Eterno silenzio l'anima qui guidata dalla Santa Umanità del Cristo Uomo-Dio ritrova pure il Verbo de1 Padre dal quale viene continuamente generato, e coinvolta dallo Spirito, dal Verbo al Padre, dal Padre al Verbo, rimane estasiata nell'Amore in quell'Amore Eterno? nel quale il Verbo Eterno fatto Uomo Dio, la disposò <Tu sarai mia Sposa in Eterno, > le aveva detto, nelle celestiali nozze e nel beatificante connubio matrimoniale...

L'anima in questi grandi silenzi, mentre adorando contempla le divine attività del Mistero Trinitario, cioè come il Padre si riversa nel Verbo e l'Amore che li lega li precipita l'uno nell'altro, e come queste fiamme avvolgono pure le anime silenziose e ben disposte, comprende pure il lavoro che detto Spirito santo compie in dette anime, cioè lo Spirito d'Amore manda sopra l'anima raccolta e silenziosa i suoi raggi infocati, quali frecce che la feriscono o almeno le infiammano il cuore; se questi trovano l'anima fuor di se stessa, non operano nulla, la lasciano nel suo torpore... Se invece è raccolta silenziosa, morti­ficata, umile, nascosta, ella avverte subito il movimento della grazia, sente venire in sé il fuoco dell'Amore che l'accende; se ella vi corrisponde, vi si abbandona umilmente, questi raggi assorbono l'anima e segue il raggio il quale la trasporta nelle sue sfere d'amore cioè nel centro ove essi sono partiti.

Padre Celeste si diletta con queste anime perché vede in esse il suo Figlio primogenito... e così si rivolge loro: Accetti? ti voglio trasformata in Gesù mio diletto Figlio... e mentre l'anima si vede così trasformare in Gesù le lacrime le scendono copio­se... lo sguardo del Padre la penetra tutta mentre la copre della sua potente protezione. È così che si compie il gioco d'Amore. Il Padre le dona il Figlio mentre l'anima unificata col Figlio si ridona al Padre nel mutuo Amore dello Spirito Santo. L'anima inebriata di questa fiamma Celeste dice al Padre < Ecco o Padre il Diletto Tuo e mio, Te lo dono quale fiore, quale garofano, quale margherita, quale giglio, quale rosa, quale gemma, quale Sole... il Padre a sua volta le dice... < Donandomelo, a Lui così unificata, a Me pure tu ti doni, tutti i titoli e nomi coi quali tu me lo hai qualificato cadono tutti sopra di te... Vedi? la stessa fiamma ti unisce la stessa fiamma ti consuma, la stessa fiamma con la quale il Verbo si precipita in Me, trascina pure te, ti avvolge e ti penetra... nulla più si oppone a questa fiamma, sbuca da ogni parte perché nulla vale contro la forza del fuoco >. L'anima comprende che questa fiamma è l'azione dello Spirito Santo, che le difficoltà, le oppressioni non possono estinguere, lo Spirito Santo è spirito di fortezza, fiamma di fuoco che incenerisce le reazioni nemiche, mentre ella si dilaga si inalza più forte e vigorosa da avvolgere l'universo. La fiamma dello Spirito Santo è divoratrice, avvolgitrice, santificatrice. Così ogni anima che si trasforma in Gesù rimane pure avvolta dallo Spirito Santo e trascinata dal Verbo nel Padre. Amen.

Sorelle mie carissime volevo terminare ma la grazia del mio Signore mi spinge a riprendermi per dirvi ancora qualche cosetta delle meraviglie che lo Spirito del Signore nostro opera nelle anime trasformate in Amore con Lui... Infatti queste privilegiate creature, queste anime generose che si sono date senza riserva... che hanno corrisposto e creduto all'Amore di un Dio Appassio­nato... che si sono aperte, spalancate alla grazia, ed hanno seguito con fede ed amore, gli inviti, le operazioni dello Spirito Santo... purificate dalle prove e giustificate dai Doni ricevuti, sono addivenute trasparenti e deificate per partecipazione... esse riflettono il Sole divino e a loro volta lo trasmettono...

Questo sole Divino penetrandole le infoca, le assorbe ed è così che esse compiono azioni divine, e partecipano ai divini Attribu­ti.

Il Padre le comunica la sua Onnipotenza; il Figlio, la sua Sapienza, lo Spirito Santo la sua santità il suo fuoco d'amore. Così l'anima aperta al Sole e calore divino viene trasmutata in Lui e perduta nel Mistero Trinitario.

Quando un'anima è giunta a lasciarsi pervadere così dallo Spirito Santo questo la ferisce col sacro fuoco del suo puro Amore e allora l'anima innamorata può amare come Dio la ama, sì, perché ama (fatte le debite proporzioni): la natura dell'Amo­re è la stessa dell'amore divino ricevuto nella ferita amorosa. L'anima vede intellettualmente che i raggi partono dalla fornace del Gore Divino.

Ella è una sola cosa con Gesù, perciò se chiede conversioni ella deve pagarne il tributo... è lo Sposo che le dice <Vedi figlia? per usare bontà con questa sorte di peccatori, devo usare durezza con te, me lo permetti? La mia giustizia offesa esige soddisfazione, se non la da il peccatore, deve darla il giusto che domanda la conversione. > Ricordati bene che le anime costa­no: durante la mia Passione sentivo le anime staccarsi da Me... come i pezzi di carne che lanciavano in alto i flagelli dei miei persecutori.

Vedi a che punto lo amo e sono unito alle anime? l'offesa che questi recano al Padre, mi lacerano il Cuore e mi fanno agoniz­zare... la loro perdita invece mi squarcia le membra del Corpo. Per tali peccatori è necessario soffrire la durezza del Padre lo sai? Ricordati o figlia che molte sono le anime dei figli della Chiesa del silenzio che perdono la fede... povere creature hanno bisogno di chi le aiuti con preghiere e sacrifici (G 2°, 253-260).

 

Ma le feste dell Amore si rinnovano

Questo deve essere pure il compito d'una piccola vittima che vuole unificarsi ostia con Gesù. Perciò il silenzio sarà la sua atmosfera; la preghiera il suo movimento; l'amore e l'adorazione il suo pascolo che l'avvolgerà nel grande Mistero e la farà vivere là nel Seno del Padre beandosi nel suo Verbo, lasciandosi travolgere col Padre e col Verbo nella fiamma santificatrice dello Spirito Santo (G 2°, 268).

L'Eterna Sapienza col Padre e con lo Spirito santo si chinarono sopra quest'anima e le donarono ognuna il loro bacio d'amore... colla loro particolare impronta travolgevano tutta la sostanza del suo essere in Loro stessi e la trasformarono in Loro stessi donandole qualche cosa della Loro Essenza (G 2°, 271).

Altri momenti paradisiaci sono per l'anima, quando il Padre sembra avvolgerla nelle compiacenze del Verbo e il Figlio l'assorbe per trascinarla nel Padre, movimento felice con il quale lo Spirito Santo la penetra per infocarla d'amore. Oh! come vede basse vane inutili tutte le cose di questa terra! Come le sono di peso le cose che non riguardano Dio! parole discorsi fuori di questo centro!..!

Questo mitissimo Signore adattandosi alla piccolezza dell'anima le mostrò la Divinità come un raggiantissimo sole i cui raggi penetrano l'anima... a secondo della capacità più o meno, si riversa in essa; più riceve più aumenta la capacità di ricevere nuove inondazioni di luce e di amore.

Più l'anima si tiene aperta in disposizione di ricevere, più il Sole divino l'invade l'avvolge la trascina nel grande Mistero con la forza del suo stesso calore: i cui raggi la penetrano con sempre nuove effusioni d'Amore. Allora l'anima sospira il momento di volarsene con Dio sua potente calamita: anela di essere assorbi­ta da questo Sole per essere con Lui nella pienezza della luce trasformata nell'Amore Eterno nel quale vedrà e godrà ogni cosa (G 2°, 273.274).

 

Sempre nuove prese di possesso: l’Amore prosegue a trasformare in sé l'anima

La forza della divinità trascina e porta la Natura Umana di Gesù nel Seno del Padre per gustarne l'Amore e le meravigliose opere di attività... Così questo Spirito di Amore ha fatto gustare a quest'anima un pochetto di Paradiso nel comprendere come ripetendo < Credo al Tuo Amore > è come portata dallo Spirito nel profondo abisso del Seno del Padre, e lì col suo Credo, le passano davanti tutte le meraviglie ch'Egli operò per amore.

Il Padre, vedendosi compreso nel suo amore, ne sussulta di gioia ed è indicibile il compiacimento nel veder riconosciute le sue opere intrinseche del suo circolo trinitario; ed estrinseche nella Creazione Redenzione, santificazione delle anime.

Queste vibrazioni di amore le fa ritornare sopra l'anima, la quale si lega con Lui con nuovi vincoli di amicizia maggiori e più intensi di amore figliale, di unione di Sposa. L'anima col suo -Credo- si unisce e vincola al Padre con pura fede... al Figlio con la sua totale adesione... allo Spirito santo col suo Amore. Allora questa Augusta Triade l'abbracciano quale loro eterna Sposa (G 20, 283.284).

 

Ecco come l’Anima risponde generosamente a tante finezze d'Amo­re dello sposo suo

Il Padre si lanciava in me per abbracciarsi con Gesù e Gesù traeva l'anima mia nelle braccia e nelle tenerezze del Padre... Quale attività c'è mai nell'intimità col Padre! Egli continuamen­te si dona al Figlio generandolo, e questo ritorna al Padre spinto dal suo Amore eterno per Lui. L'anima viene avvolta da tale immenso Amore (G 2°, 299).

Sii generosa o figlia mia, perché la mia grazia è con te. Sì, più sarai unita a Me, avvolta con Me nel Mistero Trinitario, più ti sarà concesso l'abbraccio del Padre. Il bacio ch'Io ricevo dal Padre sarà pure il tuo, perché ciò che dona a Me il Padre, lo lo riverso su di te e su ogni anima a Me strettamente unita (G 2°, 302).

 

Ancora l'anima ai piedi dell'Ostia S.ta

Mi spiegò cosa è, e cosa produce il bacio dello Sposo. È un bacio che distrugge la natura e fa fluire la vita divina nell'anima e nel corpo ancora.

Col bacio ognuna delle divine Persone imprime nell'anima la propria caratteristica.

Il Padre la sua potenza; il Figlio la sua Sapienza; lo Spirito Santo la infiamma d'Amore. Rimanere sotto l'influsso del bacio d'A­more divino, è rimanere nel circolo Trinitario, è vivere in società con le Auguste Persone.

< Rimani figlia mia, disse allora la grazia, sotto questo bacio, e sarai sotto l'influsso d'Amore. Ti renderà potente, della mia stessa potenza. > (G 2°, 304).

 

Quaderno 3°

Dall'Introduzione

Inginocchiata pertanto ai Piedi della Vergine Immacolata, la figlia diletta del Padre, la Sposa SS.ma dello Spirito Santo, la Madre della Sapienza Incarnata, La supplico umilmente a guida­re Ella stessa la mia penna, perché nulla venga vergato che non sia pura ispirazione dello Spirito santo (G 3°, 3).

 

Dalla Parte Seconda

2° Gesù nostra vita e nostro modello da seguire

È Gesù che ci muove e ci dà la volontà per fare il bene, il desiderio di perfezione e di santità, noi dipendiamo unicamente da Lui... e molto ingrate saremmo se non 1o riconoscessimo per il nostro tutto. È per Lui che noi andiamo al Padre, come è per il Padre che andiamo a Gesù. È tutto un circolo divino la vita spirituale, è un flusso e riflusso, come la vita intima della SS.ma Trinità, nella quale il Padre si precipita per forza d'amore nel suo Verbo e questo nel Padre, così noi se ci lasceremo plasmare dalla grazia, se saremo docili allo Spirito Santo ci trascinerà con Lui nel Seno del Padre, trasportate poi dalla divinità nell'Uma­nità di Gesù e da questa alla divinità (G 3°, 57).

Gesù stesso ispirò ad un'anima che le virtù sue più care sono tre, cioè Purezza: Umiltà: Amore. Ora vediamo di fermarci sopra un pochino: la purezza: di essa, qualche cosa abbiamo già visto; però è utile ancora qualche semplice riflessione. Un Dio perfet­tissimo non può unirsi ad un'anima insozzata di cose terrene materiali peccaminose... come il sole non attraversa un vetro lordo, imbrattato. Il giglio è il fiore più bello più profumato... ma toccatelo, insudiciatelo, lo vedrete tosto imbruttire e buono solo d'esser gettato nella fogna (G 3°, 71.72).

La pace è Dio nell'uomo; mentre la gloria è l'uomo in Dio... Insomma l'umiltà è la conduttrice e custodia di tutte le altre virtù, è il primo e ultimo gradino per arrivare alle virtù teologali, il legame che unisce tutte le virtù come il nastro lega e unisce un bel mazzo di fiori (G 3°, 83).

L'anima di fede è come una cabina di luce che irradia di celeste splendore tutte le sue azioni, tutta la sua vita... è la fede che guida l'anima a conoscere a poco a poco il grande Mistero di Dio generatore del Verbo e il mutuo circolo dello Spirito Santo, e come ciascuna delle divine Persone sono eguali, nonostante unico sia il Generatore (G 3°, 88).

La Speranza ci distacca da tutto, per immergerci nell'Oceano del Sommo Amore (G 3°, 94).

Questo caro Signore cerca anime che lo accolgano, gli diano riparo nel loro cuore, per sopperire a quelli che lo scacciano col peccato. Anni or sono, un'anima vide intellettualmente il Salva­tore benedetto arrivare a lei come fuggiasco e tutto trafelato dirle: < Accoglimi o mia Sposa, mettimi qui al riparo nel tuo cuore... i cattivi mi scacciano da loro, e vedi come mi conciano... dammi tu ospitalità, difendimi dai miei persecutori > (G 3°, 97). È triste e doloroso, Egli dice, dovere, in certe anime, racchiuder­si in Se stesso e non agire in esse, come non vi fossi entrato, e ciò per la sua freddezza, per l'inerzia dell'anima stessa. Meglio che non mi ricevesse che trattarmi in quel modo! (G 3°, 127).

Sorelle mie! ecco la nostra missione, offrirci con Gesù, soffrire con Gesù, immolarci sulla Croce con Gesù... Gesù ci invita a vivere questa vita nascosta con Lui quando ci dice, < Rimanete in Me, come lo lo sono col Padre mio> (G 3°, 130).

 

Quaderno 4°

Sposalizio dell Anima

La SS.ma Trinità si fa presente... Vediamo quest'anima, come percepisce nel momento solenne che il Padre, pur senza vederlo sia presente e operi attraverso il Figlio e l'amore reciproco travolgano l'anima nel mutuo fuoco che avvolge unitamente alla Madre Celeste, tutto il misterioso miracolo di grazia e di amore che si sta compiendo (G 40,18.19).

 

Le dure prove: notte dei Sensi e dello Spirito

Perché lo Spirito Santo non può lavorare in noi la nostra santificazione che per mezzo della Croce (G 4°, 35).

Sorelle! queste cose non cadono dal Cielo così facilmente... quante peripezie, quante lacrime, quanti gridi deve mandare al Cielo prima! Sono strette dolorose sapete? e l'anima pur essen­do sotto l'azione dello Spirito Santo ella crede di essere abban­donata e sotto i terribili castighi di Dio. Ella nella folta tenebra, nel buio in cui si trova, non capisce che tali sofferenze sono proprio quelle che affrettano l'opera di Dio in Lei! Che perfe­zionano la sua somiglianza con Cristo Gesù e compiono l'opera meravigliosa di cui parla S. Paolo, la formazione di Dio nell'ani­ma.

Proprio quando l'uomo vecchio deperisce, l'uomo interiore, si rinnova (G 4°, 43).

Quando l'anima è nella prova, non ha che da tenersi stretta a Gesù Appassionato e per le Piaghe della sua santa Umanità penetrare nella Divinità (G 4°, 48).

Tutta la Trinità ripone in lei le sue compiacenze: il Padre riconosce in lei le sembianze del suo Figlio diletto, versa in lei la sua ineffabile tenerezza; il Verbo vedendola imitare la sua Passione redentrice, l'attrae come una sposa eletta; lo Spirito Santo ama in lei uno strumento perfetto della sua grazia per la santificazione della sua Chiesa e si fa suo ispiratore e suo governatore (G 40, 49) (citazione dell'opera di Bernadot).

Perciò si è aggrappata a Dio con la fede pura: agganciata a Gesù con la speranza e vincolata al Padre al Figlio e allo Spirito Santo con la carità. Durante questo tempo di tempesta ha dimorato sì nel suo giardinetto: senza avvertire la presenza dello Sposo il quale si è tenuto avvolto nel misterioso velo del suo Amore, ha voluto nascondersi benché ugualmente mandasse raggi infocati di puro Amore alla diletta del Suo Cuore. Essi poi hanno eseguito l'opera loro, senza che l'anima li avvertisse, così mentre l'intelletto si rischiariva sopra le sue miserie e povertà, il cuore s'infiammava di puro e infocato Amore (G 40, 52.53).

 

Matrimonio mistico: Perpetua Dimora dello Sposo nell Anima: Intimità Divine

Il Padre opera in lei per mezzo del Figlio suo Unigenito, e dello Spirito Santo.

Sorelle! faccio qui subito notare come lo Spirito Santo sia sempre il produttore, l'operatore di ogni grazia e santità, perché anche questa volta, per quell'anima scelse ancora la Festa della Pentecoste precisamente due anni dopo il primo sposalizio. E avvenne così <Al mattino si sveglia e si alza con insolito fervore e raccoglimento, non capisce nulla, ma al Coro vola come portata... Durante le ore si sente già nel profondo di lei stessa posseduta da quel bene che tanto desidera ricevere. Prega i suoi tre Angeli Custodi che la rivestano della triplice veste di Maria SS.ma e sembra che in realtà, quello del suo Battesimo le mette una bianchissima veste; il secondo Angelo le mette un velo ampio di tulle, che la ricopre tutta, sembra un velo di umiltà; mentre l'anima si sente annichilirsi; il terzo le mette come un manto con ornamenti dorati simbolo di carità.

La SS.ma Vergine si compiace e la guarda quale figlia diletta. L'ora si avvicina e i suoi Angeli la accompagnano al Celeste Convito. L'anima si sente venir meno per la sua bruttezza spirituale, ma la Madre di Dio le è vicina e non l'abbandona un sol momento ma vigila tutti i suoi atti. L'anima chiama pure in aiuto i suoi santi Protettori i quali si fanno subito presenti. La SS.ma Trinità la vede presente colla punta del suo spirito, e l'anima ne è come schiacciata, dalla consapevolezza della sua miseria e infedeltà, e fa per chiedere perdono a S.D.M. ma la Vergine Madre di Dio e sua, le fa cenno di silenzio e di tenersi

passiva. Il momento è solenne, e di grande silenzio.

Col cuore si rivolge al Padre perché le dia il Figlio benedetto. Il Padre guarda il Figlio, in favore dell'anima, benché il Figlio non sembri ancora disposto: allora la Madre SS.ma lo supplica e gli dice < prendi in sposa questa mia figlia poiché è mia devota >. Allora il Figlio tutto benigno si avanza come per invitarla, mentre l'anima gli fa la Confessione di tutte le sue colpe, Gesù le dà la assoluzione come quella che dà il Sacerdote nel Confessionale. Nel pomeriggio la scena si rinnova come al mattino, dovuta troncare per il canto della S. Messa. Gesù si avvicina, le mette un mistico anello, e una corona in capo, dico mistico, perché l'anima, uscita dal raccoglimento, non lo trovò più sul dito, in tono solenne le dice, appena finito dai presenti: fecce sponsa Cristi accipe coronam, ecc.

< Tu sei la mia Sposa in eterno > e ciò ben tre volte; parole che come frecce dolcissime si scolpiscono nel Cuore della Sposa. Poi Gesù continuò <D'ora in poi il tuo unico pensiero sia la mia gloria: Sei tutta mia, non devi occuparti che di Me e dei miei interessi che sono la salvezza delle anime. > Mentre Gesù parlava, fu come introdotta con Lui nel Seno di Dio Padre. Non si può esprimere come ciò avvenne se non con gli stessi parago­ni: della goccia d'acqua che cade nel mare, della scintilla che si perde nella fornace, del moscerino che entra nella bocca d'un leone, questi esempi danno qualche piccolo segno... ma poco valgono per comprendere la realtà di quelle entrate in Dio, che fece l'anima nel momento in cui Gesù le disse < ora tu sei mia sposa in Eterno>. Fu come un volo in Dio dopo del quale non si rivide che immersa perduta in Dio.

Per molto tempo non le sembrava d'essere che ombra che coprisse Dio. Poteva con ragione dire con l'Apostolo, non sono più io che vivo, è Cristo Gesù che vive in me. > (G 40, 60-63). L'anima dopo questo mistico Matrimonio resta come inebetita per le cose della terra, è tutta, e tutta presa dal Ceste Amore e a Lui corre continuamente come l'ago magneticol corre verso il suo polo, tutto le sa di Amore... ha compreso che il suo Signore non è che Amore, ella pure vuol essere per Lui tutta amore.

Ama Dio, ama Gesù, suo Sposo, ama la Madre sua, ora doppiamente Mamma, ama i suoi cari Angeli Custodi, tutti i Suoi celesti Protettori e cittadini del Paradiso, lì pensa spesso, perché le sembra che ormai le siano più vicini, più fratelli affezionati. Ama di più il suo caro prossimo perché Gesù le ha comunicato qualche poco delle fiamme della sua carità.

Gesù ha sposato a Se l'anima non per breve tempo ma perché sia madre delle anime e l'anima così unita a Gesù sente di amare le anime con viscere materne, per loro prega, per loro soffre, e a nuove riprese si offre con Gesù, per essere con Gesù salvatrice di anime (G 4°, 65.66).

Eccone qualche d'una delle tante intimità. Le mostra essere la S. Comunione come un festino celeste nel quale, non solo l'Uomo Dio si incontra con l'Anima sposa, ma pure sono nuove fusioni con la SS.ma Trinità... avvengono abbracci Amorosi strette unioni, in cui l'Anima non solo è spettatrice, ma vi partecipa, vi viene avvolta, fusa e dai quali ne esce tutta vivificata, profumata, inebrìata (G 40, 70.71).

Ora le mostra opere da compiere... ora le affida anime, insomma tutta una maternità da compiere nella sua Chiesa e come desidera che la Sua SS.ma Madre sia meglio conosciuta e più glorificata specialmente nel Suo Im.to e Materno Cuore.

Qualche volta conforta l'anima e l'incoraggia a proseguire la sua vita di morte e di immolazione. Poi nel reciproco Amore le offre di nuovo l'anello con tre bianchissime gemme, simbolo del reciproco Amore Trinitario, qui l'istruisce sopra questo grande Mistero, e la richiama nel profondo del suo amore per crederlo, per adorarlo e soprattutto per amarlo. Oh! il Mistero Trinitario? e chi lo capisce? non dico di capirlo perché solo Dio Trino lo comprende; ma dobbiamo dietro Gesù e Maria, cercare di avvicinarlo sempre più, pensarlo, adorarlo... Sorelle mie vedete? come la S. Comunione ci porta senza volerlo alla SS.ma Trinità? Sì, mie care è Gesù che come Lui è trascinato dall'amore nel Padre, così in Lui e con Lui trascina noi pure... e quale felicità sentirci in Seno a Dìo, sentirci in Dio, possedute da Dio. É ìl principio della beatitudine eterna fin da quaggiù (G 4°, 72.73).

finezze d'amore: da parte dì Dio verso la sua sposa fino a possederla in uno stato e grado molto più elevato, quale è il Bacio d'Amore. Ma prima di dire questo altissimo dono...

fermiamoci ancora un pochino sopra il grande Mistero d'Amore e come dobbiamo stimarlo e desiderarlo.

Tutti i Doni, e tutte le grazie si può ben dire che ci vengono dalla S. Comunione. E proprio per mezzo della S. Comunione che veniamo a conoscere il grande Mistero. È Gesù che ci butta nelle potenti braccia del Padre; è il Padre che ci precipita nella Luce del Figlio, ed è parimenti il Padre e il Figlio che ci avvolgono nello Spirito Santo che è tutto Amore... Ecco perché l'anima ben disposta esce dal festino Eucaristico come trasuma­nata, inebriata, più celeste che umana; sì, perché col contatto divino, prende essa pure fattezze divine, maniere divine, opera­zioni divine: ella si fonde nel Cristo: e col Cristo nel Padre e nello Spirito Santo.

Gesù nutre l'anima, la corrobora e la fa vivere in contatto coi Tre (G 4°, 74.75).

Momenti sacri quelli della S. Comunione. Gesù ci penetra e penetrandoci ci fa gustare tutta la sua Presenza e potenza sopra di noi. Quindi o Sorelle mie, dovremmo avere tutta la capacità possibile per accogliere questo Signore, capacità che possiamo ottenere un poco con la nostra preparazione. Il momento nel quale perdurano le Sacre Specie, è il momento nel quale più che mai prendiamo contatto con le Auguste Persone e con ognuna in particolare. Il Verbo che occupa tutta la nostra mente ci fa più che mai essere la luce la ricchezza il godimento del Padre; posso essere un mondo di grazia Celeste.

Oh! Sorelle! che Mistero è mai questo! mentre la Potenza del Padre si disperde nel mondo tutto, nello stesso tempo è in me, piccola creatura che mi fa assaporare il suo Cristo, col suo Corpo Sangue Anima e Divinità, Anima questa la più bella, la più santa che forma le compiacenze del Padre e dello Spirito Santo, io povera creatura peccatrice la possiedo e mi fondo in essa, sentendomi nell'anima di Gesù sento come Lui, intendo come Lui, penso come Lui... Quando commettiamo difetti e prendiamo male le cose, è perché ci distogliamo, allontaniamo da Gesù, se ci permanesse nella mente Gesù, quale elevatezza di pensieri, quale delicatezza di tratto, quale purezza di vita!!! ma ciò sarà possibile solo se ci terremo in Gesù, in contatti intimi coi Tre, nelle fusìonì delle Eucaristiche unìonì.

Allora potrà avvenire il colloquio tra l'anima e Gesù tra l'anima e il Padre (G 40, 76.77).

 

Il Bacio dello Sposo e Dimora perpetua delle Auguste Persone nel Giardino dell'anima

È una operazione del Padre che si china sopra la sua piccola creatura, la penetra tutta fino nelle midolla delle sue ossa, con la sua luce divina; le si mostra presente con la potenza del suo Amore, nel quale l'avvolge... l'ìnebria, la ìllumìna, la fortifica, la fa per così dire passare dal crogiolo di spasimi in cui si trovava per il desiderio di Lui, al gaudio inebriante del Bene ritrovato e più ampiamente posseduto. Il bacio è più che l'abbraccio strin­gente dell'Amato... è come un dolce e fragrante liquore che si diffonde a deliziare anche tutte le membra del corpo. E come un profumato unguento che lenisce ogni dolore, appaga ogni bra­ma, soddisfa ogni desiderio. Il bacio dello Sposo, non c'è paragone che valga a darne un pallido esempio, perché è una ondata di paradiso, che lascia il cuore l'anima e il corpo in un oceano di pace. È Dio che si stabilisce nell'Anima, che erige il suo Palazzo Reale nel centro del gìardino che è il cuore della sua sposa.

E Dio chìama alla sua adorabile Presenza tutte le potenze dell'anima e i sensi del corpo ancora, e lì, quale maestro, li istruisce, li ordina, li equilibra, li infiamma del suo Amore. Tutto, con detta Adorabile Presenza, vi resta ordinato, e l'anima non sì muove più che sotto l'alito, il respiro Divino... Appena questo si muove ella è da Lui come portata a volo, tutte le sue operazioni perciò rimangono operazioni divine. Col Bacio non solo ha stabilito la sua dimora nell'anima più viva, più chiara, più operante... ma si è pure diffuso col suo Spirito Divino in tutte le fibre più intime dell'anima, fu come iniettata dello Spirito Divino, come una trasfusione di sangue che tosto scorre per tutte le vene... Oh! santo bacìo, quanto sei mai da desiderare per i grandi effetti che produci nell'anima!!! Sorelle mie, non chiediamolo, anzi, vi dico, domandiamolo, non per le infinite ricchezze di sovrabbondanti gioie e gaudi celesti che reca seco; ma per ì grandi beni spirìtualì dì cui arricchisce l'anima ponendola quasi vorrei dire in un anticipato paradiso di beatitudine e di celestiale e puro Amore. Sorelle mie: perdonatemi se mi ripeto, ma questo Divino Bacio è così fine, così gaudioso, così penetrante che fa godere ogni fibra del nostro essere... e per quanto si dica, si vorrebbe dire di nuovo, per vedere se ci si arriva ad avvicinare di più alla realtà... ma sempre si resta insoddisfatti per non essere riusciti a toccare nel segno.

E quale meraviglia... essendo operazioni di Spirito Santo, Lui solo può e penserà come meglio crede di farle capire.

Ora per provare meglio quanto abbiamo detto sopra sentiamo cosa dice quell'anima colla sua esperienza. Riportiamo una paginetta del suo diario.

«Dire le cose meravigliose che lo Spirito Santo ha operato in me questa mattina è impossibile. Egli mi ha fatto assaggiare una particella di ciò che avviene all'anima quando è baciata dallo Sposo Divino, e questo bacio non è che la fusione dello Spirito divino nell'anima e anche nelle membra perché è tanta la dilequifazione d'amore che prova, che tutto l'essere partecipa a tanto gaudio, la gioia la fa vibrare tutta d'amore, invero che rimane un composto tutto di gioia e di amore. Lo Spirito d'Amore che dominava l'anima, le spiegò che il bacio d'amore che lo Sposo dà alla sposa, produce in essa qualche poco di quello che avviene dell'Ostia al momento della consacrazione; nell'anima viene tutto trasformato, ella rimane un essere più divino che umano. Ella continua a dire: Non c'è paragone che valga a dimostrare questa trasformazione dell'anima in Dio. Come e più velocemente, che il liquido iniettato che subito scorre in tutte le membra.

Così il bacio di Dio all'anima fa si che sull'atto la penetra tutta e diventa una cosa sola con Lui. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si stabiliscono nell'anima in maniera più piena, più asso­luta ed ella può affermare con l'Apostolo <Non sono più io che vivo, è Cristo Gesù che vive in me... > la Triade Santa vive, opera, in me e con me. Poi esclama: Oh! finezze di un Dio Onnipotente. Oh! Amore di un Dio che consuma e trasforma! L'anima qui avrebbe voluto dare uno sfogo in lacrime alla piena sua gioia, ma l'Onnipotenza che l'avvolgeva non glielo permise, la sensibilità non deve infiltrarsi, altrimenti produrrebbe qualche neo di dolore; e qui non ci deve essere che estasi d'amore e di tranquilla gioia. No, disse l'Amore che operava in lei, tutto deve essere amore puro e nessuna sensibilità. Ora sei la preda del mio Amore perciò tutto sarà oracolo di Spirito Santo. L'anima benché umiliata all'eccesso, pure si liquefaceva d'Amore. Oh! divine effusioni quanto siete ricche di beni... Oh! felice2° l'anima nella quale la Divinità trova le sue delizie! ella è fatta teatro del puro Amore, delle ineffabili manifestazioni d'amore di un Dio innamorato della sua creatura.

Anima mia esulta, perché il gaudio è immenso, il tuo Dio è tutto per te, il Signore ti ha baciata, tu sei la sua preda d'amore» (fin qui quell'anima).

Sorelle mie! che cosa dobbiamo aggiungere? qui c'è tutta una fusione di amore, qui c'è la fioritura dell'anima che si dona ricca di virtù che spira soave odore per il Bene dell'anima sua; il quale ora ha stabilito la sua perpetua dimora nel giardino della Sposa Amata. Il Re si è invaghito della sua bellezza e mai più lascerà la sua dimora presso l'Amata del suo cuore. < Se qualcuno mi ama lo con il Padre e lo Spirito Santo verremo presso di lui, e banchetteremo. >

Ecco la SS.ma Trinità presso l'anima. Ecco lo Sposo che ha eretto il Trono Regale nel giardino fiorito della Sposa... ora vedremo le meraviglie di queste reciproche donazioni.

La gioia dell'anima è immensa, come immenso è quel Dio ch'ella possiede. Il gaudio che prova nell'unione Eucaristica, non lo può esprimere, e le tenerezze di Gesù sono così sentite che non fa che sciogliersi in dolcissime lacrime.

L'anima non è sazia ancora, più gode il Sommo Bene, più ne vorrebbe perché più a Lui s'avvicina, più sente la distanza che la separa, perciò chiede nuova ferita d'amore, vuol essere ferita per amarlo più puramente più incessantemente, vuol essere ferita perché sa che dopo ciò Egli non si allontanerà più dalla sua vista... vuol essere ferita della sua stessa ferita per essere parte del suo dolore e del suo Amore... Lo Sposo intenerito ripete il suo bacio d'amore e glielo conferma con segno visibile da lei chiesto. L'anima esulta, non è più sazia, le strette d'amore le hanno messo in cuore un'attrazione verso lo Sposo che non può più vivere, se non lo sente vicino, se non prova continue fusioni d'amore; quegli abbracci deliziosi, inebrianti le hanno impiagato il cuore e più nessuno... più nulla è sufficiente e valevole a rimarginare tale ferita se non maggiori effusioni, maggiori ferite dello Sposo Adorato.

Appena lo Sposo sospende il suo soffio d'amore, subito l'anima grida atti d'amore perché il Diletto ritorni a riabbracciarla. L'anima è sempre o quasi sempre nello stato d'amore e di inebriante gioia... e come non esserlo poiché ella possiede Dio Trino? La Potenza del Padre col suo bacio ha impresso nell'ani­ma un'impronta della sua Potenza; il Figlio, l'ha sigillata col timbro della sua Sapienza, e lo Spirito Santo l'ha coinvolta e legata al Padre e al Figlio col dolce, infrangibile legame del suo Amore. Sì in verità quest'anima può gioire, della stessa gioia del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, perché lo stesso Amore li fa gioire della Potenza del Padre, della Sapienza del Figlio e dell'Amore dello Spirito Santo. Questa beatitudine infinita della SS.ma Trinità si comunica pure all'anima (G 4°, 81-90).

tutta questa somma di sofferenza, non fu che esca e combustibi­le per accendere più viva... la fiamma dell'Amore, il quale Amore poi ha ferito e avvinto a sè il Cuore di Dio Trino. Ora... vediamo gli ammirabili... effetti prodotti... dal bacio divi­no.

Il primo e più eccellente è quello (come abbiamo già veduto sopra) è la nuova impronta, le nuove effusioni, nuovi sigilli, nuove chiarezze della SSma Trinità nell'anima. Non vi sono parole che lo possono esprimere; mi pare che avvenga come una persona che si affacci allo specchio, da lontano si figura sì ma in piccolo, e più si avvicina la figura, le fattezze restano e si vedono più chiare, così avviene nel nostro caso: prima di queste opera­zioni divine, si aveva una certa pallida conoscenza del grande Mistero Trinitario; dopo invece che le figure, (ma qui non vi entrano figure), si sono avvicinate, il Mistero è più chiaro più preciso.

Per esempio il Padre, si mostra più teneramente Padre, che ci ama, ci sostiene e ci comunica qualche cosa della sua Onnipo­tenza. Il Verbo nuovi lumi comunica all'intelletto e nuovi e crescenti impulsi d'Amore di cui lo Spirito Santo riempie la volontà. E da questo primo effetto del bacio dello Sposo, ne nasce un secondo, non meno ammirabile e proficuo, ed è un ardente e bruciante Amore per lo Sposo. L'anima rimane insa­ziabile di Lui, lo vorrebbe sempre vicino, lo chiama e lo cerca per ogni dove, a tutte le creature animate e inanimate ella chiede loro che le insegnino ad amare il suo Bene, più lo ama, più le sembra di non amare quanto il suo cuore desidera, ella grida a Lui, di ferirle il cuore, o meglio di medicarne con altra ferita, la già fatta, col bacio d'amore... lo chiama coi più dolci nomi, finché le Auguste Persone intenerite le mostrano che gli stessi titoli e nomi coi quali ha chiamato lo sposo, presso il Padre e lo Spirito Santo, rimangono a lei stessa gli stessi titoli e nomi perché non la vedono che nel Figlio diletto, formando ella, una sola cosa con Lui. Il Padre la vede nel Figlio suo, in Lui, accoglie le preghiere le offerte della sposa del Figlio Diletto. Oh! come è addivenuta grande quest'anima! grandi le sue richieste, grandi i suoi desideri, grande tutto quello che fa per lo Spirito di Gesù che agisce in lei, è lui questo Spirito divino che le fa chiedere e desiderare quanto Egli vuol conce­derle <Lo Spirito Santo che il Padre manderà a voi, vi dirà e insegnerà tutto quello ch'Io ho detto a voi> (G 4°, 92-95).

Le comunicazioni, le irradiazioni del Mistero Trinitario che ora avvengono sono meravigliose e sempre più crescenti. Ora sono ispirazioni, ora tocchi, ora illuminazioni divine con le quali Iddio prende sempre più la direzione dell'anima e la fa24 vibrare d'amore; prima, lo faceva per purificarla sempre di più... ora per infiammarla e accenderla nell'amore, nella donazione e adesione totale ai di Lui desideri (G 4°, 96).

L'anima morta a se stessa, vive in Dio, nella sua vita Trinitaria d'Amore (G 40, 98).

L'Onnipotenza di Dio ci guardi, ci aiuti.

La Sapienza del Figlio ci guidi e ci conforti. L'Amore del divin Spirito ci santifichi moltiplicando l'umile nostro drappello. Nel Cuore di Gesù e di Maria

Vostra povera Sorella (G 4°, 105).

 

Esortazioni alle sorelle

1.7.1971 Siamo generose perché Egli si dona a chi più a Lui si dona

24.9.1971 attente figlie mie Carissime ad essere molto delicate in fatto di dipendenza, se non voglia­mo raccogliere fuoco per il Purgatorio

15.10.1971 La Clarissa deve essere anima di orazione, l'intrattenersi con gli ospiti del cuore con Gesù e Maria, con i Santi Fondatori, deve essere un bisogno del cuore, deve sentire fame e sete di stare con lo Sposo, fuori del Divino contatto deve sentirsi come il pesce fuori dell'acqua...

Coraggio siamo generose perché il demonio ha paura di un'anima generosa, sa il maligno che nulla può contro l'anima che sa superare se stessa... più l'anima si dona più Iddio si dona a Lei

5.12.1971 Ordine e virtù, seguiamo l'ordine e avanzere­mo nella virtù. Oh! se avessimo l'abitudine di chiederci di tanto in tanto come agirebbe Gesù se fosse qui al mio posto? come farebbe la Madre mia Santissima?

20.1.1972 Sorelle!! Mi ha sempre fatto paura la durez­za, l'indocilità perché un'anima può essere ricca di ogni virtù, piena di abilità, ma se non è docile, il Signore e la Superiora non saprà che farne perché fa rovescio di ciò che la Superiora desidera

18.5.1972 Noi più ci crediamo perfette meno lo siamo, perché manca la virtù fondamentale che è la santa umiltà, il nostro egoismo ci acceca... e Dio dice, nella sacra scrittura ‘Guai ai soli...’

Ultimi giorni di carnevale 1973 Il silenzio è quel paese ove si impara la vera sapienza

7.8.1973 la Meditazione è cibo dell'anima, mancando la riflessione si cade nella tiepidezza e nella volgarità e materialità... Sorelle! vi prego non trascuriamo la S. Meditazione

 

CAPITOLO TERZO

Originalità della sua esperienza e della sua dottrina trinitaria

In una sintesi conclusiva, oltre ai confronti lungo il corso dell'opera, osserviamo come in due punti la clarissa sviluppa un'originalità trinitaria: il coinvolgimento nell'attività trinitaria e il bacio trinitario.

 

1) Il coinvolgimento nell'attività trinitaria

Sia in Giovanni della Croce come in Elisabetta il tema del coinvolgimento dell'essere umano negli atti della Trinità è molto meno sviluppato che nella clarissa.

La suora parla spesso, con un linguaggio originale e vivace, dell'attività delle tre divine persone nell'anima, del coinvolgi­mento della stessa persona umana - spirito e corpo - nelle attività trinitarie. Il Padre si precipita e ci precipita nel Figlio, il Padre genera e dona la capacità generativa, il Figlio si precipita e ci precipita nel Padre, rendendoci figli, e comunicandoci il suo amore per il Padre, e lo Spirito Santo che da loro procede ci immerge nel circolo divino della Trinità.

"Precipitarsi"e "circolo divino dell'amore" sono espressioni in­tense che descrivono, in qualche modo, la vita della Trinità in se stessa e in noi.

Da una risposta del gesuita P. Guido de Baere dell'università di Antwerpen, risulta che tale terminologia è assente anche in Ruysbroeck, il mistico fiammingo molto citato da Elisabetta della Trinità e vicino alla clarissa.

"In risposta alla Sua lettera del 27.08.89 vorrei indicare due passaggi nel trattato di Ruysbroec Die geestelike brulocht (Le Nozze Spirituali) che sono vicini alle Sue Citazioni:

1. "Il Padre si precipita nel Verbo e il Verbo si precipita nel Padre."

"Want die vader ghevet hem inden sone, ende die sone inden vader in een eewich welbehaghen ende in een minlijc behelsen." (Jan van Ruusbroec, Werken. Naar het standaardhandschrift van Groenendaal uitgegeven door het Ruusbroec-genootschap te Antwerpen, vol. I, Tielt, 1944, p. 248, rr. 24-26.

O nella nuova edizione, Jan v. Ruusbroec, Opera Omnia, 3, (Corpus Christianorum, Continuatio mediaevalis, 103), Tielt­Turnhout; 1988, p. 597, rr. c229-230).

2. "Il Padre precipitandosi nel Verbo ci precipita con se nel Verbo e il Verbo precipitandosi nel Padre ci precipita con se nel Padre."

"Ghi sult weten dat die hemelsche vader alse een levende gront, met al dien dat in hem levet, werkelijc es ghekeert in sinen sone alse in sijns selfs eewighe wijsheit; ende die selve wijsheit, ende al dat in hare levet, es werkelijc wederboghet inden vadere, dat es inden selven gronde daer si ute comt." (Ruusbroec, Werken, p. 248, rr. 2-7; Ruusbroec, Opera Omnia, 3, pp. 595-596, rr. c211-215."

I brani sono così tradotti da sr. Giovanna della Croce, con l'aggiunta di un nuovo passo.

1. Perché il Padre dona se stesso nel Figlio, e il Figlio nel Padre in una eterna compiacenza e in un abbraccio amoroso.

(Surius traduce in latino):

Pater namque sese dat in filio, et filius in Patre, idque in aeterna quadam mutua complacentia ac amantissimo amplexu

2. Tu devi sapere che il celeste Padre, come un fondo vivente, con tutto ciò che in lui vive, è attivamente rivolto verso il suo Figlio come verso la sua propria eterna Sapienza; e la medesima Sapienza e tutto ciò che in essa vive, è attivamente in ritorno verso il Padre (ritorna attivamente nel Padre), cioè nello stesso fondo, dal quale è uscito.

Il testo continua:

E in questo incontro nasce la terza persona prendendo esistenza dal Padre e dal Figlio...

Aggiungo questo passo: «Ende die toecomst des brudegoms es also snel, dat hi altoes comen es ende de blivende met gronde­loser rijcheit» = Et sponsi adventus tam velox ac repentinus est, ut et veniat semper, et semper intus permaneat, et quidem cum opibus immensis. (Nozze spirituali, Opera omnia, 3, p. 585, c. 96-97)

P.M.V. Bernadot domenicano è l'autore più citato dalla suora sulla dottrina trinitaria, quasi come il domenicano P. Vallée è quello che più ha illuminato la dottrina trinitaria della B. Elisabetta della Trinità. In entrambi i casi si tratta solo di spunti o di conferme esterni completamente sommersi dall'oceano della vita trinitaria vissuta dalle due suore.

Si può notare un certo influsso anche terminologico, superato e inglobato poi dalla vita interiore con la Trinità, nella suora.

Alcuni spunti di Bernadot diventeranno poi nella suora una colata incandescente, soprattutto circa il coinvolgimento nel precipitarsi delle Tre divine persone: "le Tre divine Persone non restano inattive nel comunicante: il Padre vi genera il suo Figliuolo, il Padre e il Figliuolo vi producono lo Spirito Santo... Il Padre... si precipita nel suo Figliuolo... Fra loro è... un peso d'amore che li precipita l'uno nell'altro... Voi... non verrete mai a me se il mio Padre non vi trae seco in quel movimento d'amore, che lo precipita in me stesso e ci consuma nell'unità dello Spirito Santo... L'anima che ama le Tre divine Persone è dunque un'anima attirata dallo Spirito Santo in quel movimento circolare di visione e d'amore, che forma la felicità di Dio stesso... Mi baci egli col bacio della sua bocca! esclama la sposa dei sacri Cantici. Ed ella parla in nome d'ogni creatura redenta e santificata dalla grazia, che aspira a quel beato stato in cui l'anima aderisce al Signore fino al punto da non esser con lui che un solo spirito".

Anche nel Tanquerey troviamo un accenno all'attività del Padre nell'anima inabitata dalle divine persone: "Il Padre viene in noi e vi continua a generare il Verbo". Manca però l'evidenziazione del coinvolgimento dell'anima nelle attività della Trinità inabi­tante, così vivacemente descritto dalla suora.

 

2) Il bacio trinitario

Nel Diario e nel Giardino dell'anima inabitata dalle Tre Auguste Divine Persone, dopo aver descritto la via della purificazione, della mortificazione, del rinnovamento del cuore, e la via illumi­nativa dell'unione con Dio luce e amore, arriva a delineare la via unitiva fino al suo compimento, la piena comunione avvertita, vissuta, con la Trinità.

Nell'esposizione vissuta della vita ascetica e mistica (cfr. Garri­gou Lagrange) segue l'itinerario delle tre vie - purgativa, illuminativa, unitiva - fino all'unione trasformante o matrimonio mistico.

Una novità, per la sua accentuazione, che sviluppa la tradizio­ne specialmente dei mistici medievali, è data dal capitolo intitolato "Il Bacio dello Sposo (in un altro indice "Il bacio dell'eterno Amore") e Dimora perpetua delle Auguste Persone nel Giardino dell'anima" - "Irradiazione delle Tre Divine Persone nel Giardino dell'anima", parte terza e finale dell'ope­ra Il Giardino dell'anima inabitata dalle Tre Auguste Divine Persone (4°, 81-104).

 

Così in S. Bernardo

"Perciò essa arditamente si guadagna pregando un bacio, cioè quello Spirito, nel quale Padre e Figlio si rivelano reciprocamen­te. Infatti, senza l'uno, l'altro non si darebbe a conoscere".

 

Guillaume de St. Thierry

"Si chiama unità dello spirito non tanto perché lo Spirito Santo la dispone o vi appone lo spirito dell'uomo, ma perché essa è lo stesso Spirito Santo, Dio amore. Si produce quando Colui che è l'Amore del Padre e del Figlio, la loro Unità, la loro Soavità, il loro Bene, il loro Bacio, il loro Amplesso e tutto quello che può essere comune ad entrambi in tale Unità sovrana della Verità, e nella Verità dell'Unità, diviene per l'uomo a suo modo riguardo a Dio ciò che in virtù dell'unione consustanziale è per il Figlio riguardo al Padre e per il Padre riguardo al Figlio; quando la coscienza beata si trova in qualche modo in mezzo all'amplesso e al bacio del Padre e del Figlio".

 

Hadewijch

Con grande vivacità nella mistica fiamminga. Questa, gettandosi in un impeto d'amore nelle braccia dell'Amato, aveva visto l'anima partecipare «al bacio che unisce le Tre Persone», per «ricevere felicemente là dentro», dove essa possiede «una via segreta» (= una capacità passiva), «il dolce bacio che l'Amore elargisce, quella dolce vita vivente in noi».

 

S. Teresa d'Avila

"Veniamo ora a parlare del divino e spirituale matrimonio, che credo quaggiù non si debba effettuare in tutta la sua perfezione, perché basta che ci allontaniamo da Dio per subito perderne la grazia.

La prima volta che l'accorda, il Signore si compiace di mostrarsi all'anima nella sua Umanità sacratissima mediante una visione immaginaria affinché ella lo conosca e comprenda il gran dono che sta per farle. Forse ad altre persone si mostrerà in altra forma; ma a quella di cui parliamo si presentò appena fatta la comunione, circonfuso di grande splendore, e le disse esser tempo che ella si curasse delle cose di Lui come fossero sue proprie, mentre Egli s'interesserebbe delle sue. Ed aggiunse altre parole che sono più da sentire che da dire.

Si direbbe che per quella persona non fosse una novità, perché il Signore le si era mostrato così varie altre volte. Ma allora lo fece in tal modo da lasciarla fuor di sé e tutta piena di spavento: primo, per la grande violenza con cui la visione avvenne; secondo, per le parole che le furono dette; e infine perché non aveva mai avuto altre visioni, tranne quella di cui ho parlato. Dovete sapere che la differenza fra le visioni precedenti e quelle di queste mansioni è molto grande: quella che passa fra il fidanzamento e il matrimonio spirituale è come quella tra due fidanzati e coloro che più non possono separarsi.

Ho già detto che si ricorre a questi paragoni perché non ve ne sono altri di più adatti. Però si tenga presente che qui al corpo non si pensa, non altrimenti che se l'anima ne fosse separata, e nient'altro che un puro spirito. Meno ancora poi nel matrimonio spirituale, perché questa misteriosa unione si fa nel centro più intimo dell'anima, ove deve abitare lo stesso Dio che per entrarvi non ha bisogno di alcuna porta.

Se ho detto che non ha bisogno di alcuna porta, è perché nelle grazie fin qui descritte i sensi e le potenze gli erano come di mezzo, ai quali doveva pur ricorrere quando appariva nella sua sacratissima Umanità. Ma ben diversa è la cosa nell'unione del matrimonio spirituale. Il Signore appare al centro dell'anima - non per visione immaginaria ma intellettuale - in un modo più delicato che non in quello già detto, come apparve agli apostoli senza passar per la porta quando disse loro: Pax vobis. Ed è un segreto così grande, un così intenso diletto, un così sublime e subitaneo favore che non so a qual paragone ricorrere.

Sembra che Dio voglia mostrare all'anima la gloria del cielo, ma in un modo più elevato che non con ogni altra visione o gusto spirituale. Soltanto questo si può dire: che l'anima, o meglio il suo spirito, diviene una cosa sola con Dio".

Il Bacio di Dio, in S. Teresa, è uno stato di particolare pace che precede come una preparazione remota l'unione trasformante "... effetti che Dio opera nell'anima quando la unisce a sé con quel bacio che la sposa domandava e che qui, a quanto pare, le viene accordato".

Più vicino alla clarissa, è il commento di S. Teresa d'Avila al versetto della Cantica:

"Mi baci il Signore col bacio di sua bocca, perché le tue mammelle sono migliori del vino. ecc. (Cant. 1.1)

Ecco quello che in questo testo ho attentamente considerato. Qui, a quanto pare, l'anima parla con una persona e domanda la pace a un'altra. Dice infatti: «Mi baci col bacio di sua bocca»; poi, volgendosi a uno con il quale le sembra intrattenersi, soggiunge subito: «Le tue mammelle sono migliori, ecc. »...

Mi baci col bacio di sua bocca. O mio Signore e mio Dio! Che parole queste per essere dette da un verme al suo Creatore! Siate Voi benedetto, Signore, che in tanti modi ci istruite! Ma chi mai, o mio Re, oserà dire una tal cosa se non gliene date Voi la licenza? Sono parole così sorprendenti che se io consigliassi di pronunciarle, se ne farebbero le meraviglie. Si direbbe che sono una ignorante, che tali parole non vogliono dire così, che han molti altri significati, che non dobbiamo rivolgerle a Dio, e che dai semplici non si dovrebbero neppur leggere.

Ne convengo: tali parole hanno molti significati. Ma l'anima, arsa da un amore che la trae fuor di sé, non ne riconosce alcun altro e non fa che pronunciarle, contenta solo che il Signore non glielo proibisca. Del resto, perché meravigliarcene? Non è forse più ammirabile la realtà? Non ci accostiamo noi al SS. Sacra­mento? Mi sono infatti domandata se qui la sposa chieda appunto questa grazia, che Cristo ci ha fatto soltanto più tardi. Ho anche pensato che ella domandasse quella strettissima unio­ne che Dio ha attuato col farsi uomo: cioè l'amicizia da Lui contratta col genere umano, dato che il bacio è un chiaro segno di pace e di grande amicizia fra due persone. Ma ci aiuti il signore a ben comprendere le molte e varie qualità di paci che vi sono!...

Sì, sono parole che, prese alla lettera e pronunciate a mente serena, spaventerebbero chiunque, ma non colui, Signore, che il vostro amore avesse tratto fuor dai sensi, perché allora gli permettereste non solo queste, ma varie altre più ardenti, benché sempre temerarie. Del resto, Signore, se il bacio è segno di pace e di amicizia, perché le anime non vi dovrebbero chiedere questa grazia? Che altro vi potremmo domandare se non la pace di cui io vi prego in questo istante, chiedendovi, Signor mio, il bacio della vostra bocca? - Ecco, figliuole mie, una domanda sublime, di cui ora vi voglio parlare...

Ritorno al mio argomento. La sposa dice: Mi baci col bacio di sua bocca. Con queste parole essa chiede una pace determinata. E ciò vuol dire che Dio, per dare la sua pace e testimoniare la sua amicizia, deve disporre di vari mezzi. Ve ne voglio segnalare alcuni affinché intendiate quanto sia sublime questa domanda, e quale la differenza fra una pace e l'altra.

Gran Dio, Signor nostro! Com'è profonda la vostra sapienza! La sposa poteva dire soltanto: Mi baci; formulando la domanda con meno parole. Perché aggiunge: Col bacio di sua bocca?...

Se riconoscete - dico in quanto lo potete, perché in ciò la certezza non è possibile - che il Signore ha esaudita la vostra domanda di baciarvi col bacio di sua bocca, e lo riconoscete dagli effetti che ne sentite, non dovete fermarvi più in nulla, ma dimenticarvi di voi stesse per non contentare che il vostro dolcissimo Sposo, perché se l'azione divina nelle anime favorite di questa grazia si fa sentire in molti modi, uno di questi, è appunto la disposizione a disprezzare tutte le cose del mondo, a stimarle per il poco che sono, a non bramare alcun bene della terra nella convinzione che tutto è vanità, a non trovare la propria festa che con gli amici di Dio, ad avere a noia la vita, ad apprezzare le ricchezze per quello che valgono, ed altre simili disposizioni che sono insegnate nell'anima da chi la porta a questo stato...

In questa via, Signor mio, non vi chiedo che una cosa: che mi baciate col bacio della vostra bocca. Ma fatelo in modo che la mia volontà, o Signore della vita mia, vi rimanga così unita da non più staccarsi dalla vostra, neppure se lo volesse, stanca di questa unione di amicizia. No, non vi sia nulla che mi possa impedire, o mio Dio e gloria mia, di dire in tutta verità: Migliori e più deliziose del vino sono le tue mammelle...

Torno a dirvi e supplicarvi, mio Dio, di concedermi, per il sangue di vostro Figlio, ch'Egli mi baci col bacio di sua bocca. Che cosa sono senza di Voi, o Signore? Che cosa valgo se non sono unita a Voi? E dove vado a finire se anche per poco mi allontano da Voi?"9.

 

S. Giovanni della Croce

Parla del bacio, ma solo in tre punti e più come bacio della sposa che non dello sposo: "matrimonio spirituale, che è il bacio dell'anima a Dio".

Commentando il Cantico dei Cantici (8,1) "Chi mi darà... che io... ti baci", scrive: "il bacio di cui si parla è l'unione... nella quale l'anima diventa uguale a Dio per amore".

E ancora: "Che l'intelletto beva sapienza viene affermato dalla sposa nel medesimo libro (8,2) dove si legge che, desiderando giungere a questo bacio di unione, lo chiede allo sposo".

Le ferite d'amore sono medicate dal bacio d'amore.

La ricerca insaziabile dell'amato e del suo bacio trova il suo fondamento biblico nel Cantico dei Cantici citato dalla suora (cfr. S. Agostino, S. Caterina, S. Giovanni della Croce).

 

S. Giovanni Battista della Concezione

Il mistico dei Trinitari scrive: "La bocca del Padre è il Figlio, e il Padre eternamente bacia il Figlio amandolo eternamente ed essendo amato da lui... Il Padre bacia, il Figlio è baciato e lo Spirito Santo è il bacio".

 

CONCLUSIONE

1) In Santina è molto descritta la vita intra-trinitaria del Dio vivente e il coinvolgimento della persona umana nell'attività trinitaria

2) L'unità della Trinità ha origine dal padre-fonte, si compie nello Spirito-legame d'amore e consiste nell'unità dell'essere che è l'amore vissuto dalle divine persone nell'unico circolo, o circuito trinitario. Le tre divine persone sono l'unico incendio eterno, “Io sono” che brucia senza consumarsi nel roveto ardente di Mosé, e si rivela nella sua intimità di tre fiamme ardenti ricorrenti l'una nell'altra - con l'altra - per l'altra, "come noi siamo uno". Sono i tre marosi di un infinito oceano

3) la comunione col Padre che genera il Verbo porta alla fecondità apostolica: il Padre è la fonte dell'attività apostolica nella Chiesa per il mondo

4) l'assoluta passività nel lasciarci precipitare nel reciproco precipitarsi del Padre e del Figlio, coincide con la massima attività dell'anima che allora vive la pienezza della vita divina nello Spirito

5) Santina, come Elisabetta, sente l'urgenza di insegnare a tutti, specialmente ai bambini, a vivere in comunione con la Trinità inabitante.