SANTINA CAMPANA

 (Dalle sue lettere a Gesù)    FIAT!... DIO SOLO…

Carissimo Gesù Eucarestia. con amore sempre più ardente scrivo que­sto biglietto per ripeterTi ancora una volta che Ti amo. Voglio soffrire tanto tanto per­ché Tu niente hai risparmiato per la mia re­denzione. Io voglio fare in tutto e sempre la Volontà Santa del nostro Padre Celeste. Ti ripeto sempre con più vivo amore la mia offerta. A Te offro il mio corpo1 fa' di esso ciò che più Ti piace; presenta all’Eter­no Padre la mia volontà, al Divino Spirito la mia anima affinché la santifichi e la ren­da sempre più degna delle Tue grazie. alla Tua Santissima Madre il mio cuore affinché lo purifichi e gli insegni ad amarTi sempre di più. O mio caro Gesù, dolcissimo Amor mio, fa' che io prenda sempre di più la Tua so­miglianza: martella il mio corpo, il mio cuore come più Ti piace, perché io ne sono felice. Voglio essere la vittima della Tua Volontà. Fammi la grazia di morire dopo emessi i Voti. Voglio essere la tua sposa. Ti offro il mio sangue per tutti i Sacer­doti che si trovano in preda alla tentazione, per i miei fratelli carnali e spirituali, per la conversione dei poveri peccatori e per tutti quelli che ne hanno più bisogno. Rimanendo sempre con Te stretta alla Croce, Ti saluto e bacio le Tue santissime Piaghe.

Aff.ma per sempre Tua. Santina della Divina Volontà.

Sulla chiusura della lettera: “Dolce Cuor del mio Gesù, fa' che lo SOFFRA sempre più”

 

SANTINA CAMPANA nacque ad Alfedena (L'Aquila) il 2 febbraio 1929. Fin da pic­cola imparò ad amare Gesù sopra ogni cosa e a 7 anni sì offrì "VITTIMA" per la voca­zione religiosa delle sorelle e sacerdotale del fratelli. Disse: "Dove c'è una vocazione, non può mancare una vittima". Rinnovò la sua offerta di “VITTIMA” fino alla morte. A 14 anni, a causa della seconda guerra mondiale. fu sfollata per le montagne ne­vose dell'Abruzzo e del Molise. Per mesi soffrì, con ammirevole pazienza, la fame, il gelo, l'umidità. Insieme alle atrocità del bombardamenti e dalle aggressioni di vario genere fino all'incredibile. Sì ammalò gravemente di pleurite tanto che sembrava morta e poco mancò che fosse sepolta viva. Irradiando luce celeste incoraggiava tut­ti ripetendo: “Coraggio, sarà quello che il Signore vorrà, se Egli non permetterà, nes­suno ci potrà fare del male”. Offriva la sua vita per il Papa, per i Vescovi, per i Sacerdoti e per le Missioni. A 16 anni andò novizia tra le Suore di Ca­rità edificando Maestre e Consorelle con lo spirito di sacrificio e di fede:  “Voglio farmi santa, e grande santa, ripeteva. A 17 anni, il 25 marzo 1947 ebbe la pri­ma emottisi polmonare e fu rimandata in Abruzzo nel Sanatorio: “Villa Rinaldi”. Nel lasciare il Noviziato, baciò le mura e disse: “Comincio la mia salita al Calvario”. Dal letto di dolore, che lei chiamava "il suo trono bianco" attirava le anime afflitte e le consolava col suo perenne sorriso: "Coraggio, il soffrire passa, l'aver sofferto rimane", ripeteva spesso. Nonostante la malattia la costringesse a letto per anni interi, organizzò una fiorente Azione Cattolica e ne fu Presidente di rare virtù ed energia infondendo la gioia. Fu Zelatrice Missionaria infaticabile, e, iscritta all'Unione Cattolica Malati, consolò molti con i suoi messaggi pieni di fede, speranza, entusiasmo ed amore divino. Vivendo fino in fondo il sublime Program­ma "AMORE E DOLORE", pregava i Medici di non somministrarle calmanti: “Voglio essere sempre presente a me stessa fino all'ultimo, diceva, perché fino all'ultimo vo­glio fare atti di amore”. Supplicava: "Gesù sii buono con me, fammi soffrite, donami la tua Croce". Il suo testamento fu: "AMATEVI! L’AMORE CI RIUNIRÀ IN DIO". Ricca di meriti e di virtù eroiche a 21 an­ni, il 4 ottobre 1950 realizzò le sue parole: "Preparandomi da una festa all’altra giun­gerà alla mia, ossia al momento in cui l'a­nima mia, libera dal lacci di questa terra, volerà in eterno al suo creatore". Fedele alla sua promessa: "VI SCRIVE­RÒ DAL PARADISO", iniziò subito la sua pioggia di grazie e asseriti miracoli che va spargendo sulle terra in misura sempre più abbondante. Il 28 giugno 1971 la Sacra Congregazio­ne per le Cause dei Santi proclamò il De­creto di approvazione dei suoi Scritti. I Processi Canonici portarono all’introdu­zione della Causa di Canonizzazione approvata il 1° giugno 1979, dal Santo Padre Giovanni Paolo Il; ora procedono, secondo il normale iter, verso la proclamazione del­le Virtù Eroiche e quindi, dopo l'esame del Miracolo richiesto, già pronto, si conclude­ranno, a Dio piacendo, con le Beatificazio­ne di Santina Campana.

 

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