SANTA RITA

(Profilo storico)

don Giuseppe Tomaselli

INTRODUZIONE

Molto si è scritto su Santa Rita; mettere ancora su un altro scritto potrebbe sembrare superfluo. Tuttavia, volendo anch'io contri-buire a propagare la devozione a questa San-ta, ho deciso di presentare ai lettori un Pro-filo storico. Per meglio riuscire nell'intento mi recai a Cascia, ivi attinsi abbondanti notizie sto-riche. Per essere più preciso nel riportare certi episodi, mi sono servito del volume di Tom-maso Nediani, opera magistrale, proprietà del Monastero di Cascia, dal titolo «La Mi-stica Agostiniana di Cascia».

PROEMIO

VISITA INTERESSANTE

Il 12 novembre 1967 da Ancona partii per Spoleto; da qui mi diressi a Cascia. Vi giunsi nella mattinata. La giornata era piuttosto tiepida ed il sole splendeva sulla graziosa cittadina umbra.

Scorsi subito il Santuario di Santa Ri-ta, perché sta in alto sulle spalle del monte e domina su tutti gli altri edifici.

Chi giunge a Cascia, prima ancora di spingersi sino al Santuario, d'ordinario fa una capatina a Rocca Porena, piccola bor-gata, distante cinque chilometri da Cascia. Il nome di Santa Rita è legato oltre che a Cascia anche a Rocca Porena, ove la Santa nacque e vi trascorse gli anni gio-vanili sino alla vedovanza.

La borgatina è in una conca, sovrastata da monti boscosi, ed ha uno dei santuari più noti del mondo.

I pellegrini vi ammirano la casetta, nel-la quale la Santa ebbe i natali e dimorò con i genitori e nella quale trascorse gli anni con il marito ed i figli.

Attiguo c'è l'orticello, ove si verificò il prodigio della rosa e del fico; di questo particolare si farà cenno nella narrazione che segue.

A Rocca Porena trovasi l'antica Chiesa, dove la Santa andava a pregare e dove sotto il pavimento, secondo la costumanza antica, furono sepolti i genitori, il marito ed i figli di Santa Rita.

è meta dei visitatori anche il «sacro scoglio», cioè la sommità di quell'altura, ove la Santa andava spesso a pregare ed a meditare e da dove spiccò il prodigioso volo; quando di notte fu trasportata nel monastero di Cascia. Su questa cima mon-tana è costruito un piccolo Tempio.

 

Rocca Porena ha la sua importanza sto-rica, ma Cascia è più rinomata.

Chi può, vada a visitare il santuario di Cascia; chi non può, si contenti delle no-tizie che si danno in questo scritto.

Mi sforzerò di dare una discreta idea dello stato attuale del celebre monastero e del santuario.

A Cascia tutto parla di Santa Rita: pel-legrini, alberghi, ospedali, orfanotrofi, se-gnalazioni stradali ...

Si può giungere al santuario in mac-china, a lungo percorso, ovvero a piedi af-frontando la lunghissima e ripida scalinata, che a buona ragione è denominata «Via del Calvario ».

Il prospetto del santuario è davvero ar-tistico: semplice, elegante e suggestivo. Vi hanno prestata la loro opera rinomati ar-tisti sia all'esterno che nell'interno del Tempio.

A sinistra di chi guarda il santuario sta l'antico monastero di Santa Rita, tenuto da secoli dalle Suore Agostiniane. Non si permette ai singoli di visitare il suo interno, solo a gruppi di pellegrini, guidati per lo più da qualche Sacerdote. Mi presentai alla Superiora:

- Chiedo poter visitare questo mona-stero e prego fare un'eccezione, poiché so-no solo. Vorrei fare una pubblicazione su Santa Rita e mi necessita vedere e pren-dere appunti.

- Reverendo, dato il suo scopo, lascio ogni impegno e mi metto a sua disposizio-ne; anzi, prima che lei parta, le donerò un grosso volume, scritto da Tommaso Ne-diani; le servirà certamente. -

Dopo breve tragitto interno entrai in un cortile, stile quattrocento; tutto ciò che vi si vede è un ricordo della Santa.

C'è il pozzo, donde Santa Rita attin-geva l'acqua per innaffiare ogni giorno il legno secco, il quale poi vegetò.

Il pozzo è rimasto inalterato, con la stessa carrucola, grossolana, di legno.

A pochi passi dal pozzo c'è la famosa vite, che si erge presso il muro, riparata da ringhiera; in origine questa pianta era un legno secco, ma dopo il miracolo che Dio operò, è divenuta rigogliosa vite.

Mi soggiunse la Superiora:

- Ancora dopo quattro secoli questa vite è feconda. Ogni anno mandiamo grap-poli d'uva ai benefattori, a personaggi il-lustri, a Vescovi e - Cardinali ed anche al Papa. Si fa pure questo: i pampini della vite ogni anno, dopo seccati, vengono pol-verizzati; le polveri si benedicono e poi in bustine si mandano in tutto il mondo. -

Dissi fra me: Chi sa quanti prodigi av-vengono con questa polvere, non per la polvere in sè, ma per la fede che si ha nel-la Santa!

La buona Superiora si staccò da me e poi ritornò con un grappolo d'uva, dicen-domi: - è per lei! E l'uva di quest'an-no. -

Con devozione la mangiai.

 

Dal cortile passammo in un ambiente chiuso, dov'era un tempo il Coro delle Suore Agostiniane.

- Qui, disse la Superiora, fu trovata Santa Rita, quando penetrò misteriosa-mente nel monastero, accompagnata da San Giovanni Battista, da Sant'Agostino e da San Nicolò da Tolentino. -

Un grande quadro, posto sulla parete centrale, rappresenta Santa Rita con i tre Santi suoi Protettori.

 

Dopo facemmo la scaletta esterna, che introduce nell'intimo del monastero. Qui un'altra sosta.

- Guardi, disse la Superiora, l'alveare delle api di Santa Rita! -

Osservai la parete a sinistra della sca-letta e vi scorsi tanti piccoli buchi; erano leggermente turati; non appariva ape al-cuna.

- Voglia darmi qualche notizia di que-st'alveare.

- Ecco in breve la storia! Quando la piccola Rita fu lasciata dalla madre sua a riposare sotto un albero, uno sciame di api la circondò e tante si posarono sulle sue labbra senza pungerla. Dopo la morte della Santa comparirono le api in questo mona-stero. E' da notare che non hanno pungi-glione. Abitualmente stanno rinchiuse en-tro questi forellini della parete; nella se-conda settimana di Passione, verso Dome-nica delle Palme, escono e vanno in giro per il monastero. Qualcuna si posa sulle nostre mani e non punge. Stanno così in giro sino al 22 maggio, festa di Santa Rita, e poi si ritirano tutte. -

Si fa una parentesi alla narrazione del-la Superiora.

Corrado Ricci, storico emerito, nel suo volume « Umbria Santa » dice:

Il Papa Urbano VIII ordinò che gli fos-sero portate a Roma alcune api del mona-stero di Cascia; le guardò attentamente e poi ne cinse una per contrassegno con un filo di seta; dopo la lasciò libera. L'ape ritornò a Cascia e la si vide nell'alveare con le altre. - 

 

Inoltrandoci nel monastero, giungemmo in un giardinetto; in un angolo di esso c'è la così detta « Camera del Raccoglimento ».

Qui le suore Agostiniane si ritiravano per meditare e qui Santa Rita ritornava spesso da sola per meditare sulla Passione di Gesù, tanto più che vi era esposta una grande immagine del Crocifisso.

In questa « Camera del Raccoglimento » la Santa ricevette la stimmata alla fronte. Osservai tutto con interesse. All'ingresso, sulla parete esterna, sta scritto:

« In questo sacro recesso - Santa Rita - ebbe il segno - della Divina Passione: - Una spina del Crocifisso ».

C'è pure un altro scritto:

« Chiese all'Amore: - Voglio una tua pena! - Cristo rispose - E le donò la spi-na ».

La « Camera del Raccoglimento » è di modeste dimensioni. Sulla parete interna di destra c'è il miracoloso Crocifisso, dalla cui corona del capo si staccò la spina.

è un antico affresco, cioè, pittura sulla parete. Con arte particolare l'affresco è stato staccato completamente dal muro e fa parte a sè. è stato portato anche al Vaticano per essere curato da specialisti competenti, in modo che possa sfidare i secoli.

è permesso soltanto guardare quel Cro-cifisso; una forte cancellata lo distacca dai pellegrini.

- Reverenda Madre, dissi alla Supe-riora, le eccezioni potrebbero farsi. Desi-dero toccare il capo di Gesù Crocifisso. -

Mi fece un poco di resistenza, soggiun-gendo infine: Non ho qui la chiave della cancellata. -

- Sia buona e mi accontenti! - Quando portò la chiave, entrai nel bre-ve recinto e, montato su di una sedia, po-tei contemplare comodamente da vicino il Crocifisso; anche posai la mano sulla corona di spine, pensando: Da qui partì la spina che ferì la fronte di Santa Rita, penetrando sino all'osso! - e m'indugiai a pregare.

 

Tornando sui nostri passi, sempre nel-l'interno del monastero, attraversammo un corridoio fiancheggiato da cellette antiche, dimora di chi sa quali e quante Suore; l'ul-tima cella a destra è quella di Santa Rita, dove ella visse e morì.

Vi si legge all'ingresso:

«Da questa povera cella - ove visse nell'esercizio delle più eroiche virtù - San-ta Rita volò al Cielo ».

La cameretta della Santa, ricca di ricor-di storici, si presta molto alla riflessione. è di ordinarie dimensioni, cioè simile alle cellette che sogliono tenere le Suore del no-stro tempo; vi è un solo finestrino, piuttosto in alto, sufficiente alla luce.

In fondo alla cella sta un altare, alla cui base è sito un sarcofago, cioè la cassa ove Santa Rita fu sepolta.

Sul lato prospiciente del sarcofago si vedono in pittura: Gesù morto, Santa Mad-dalena e Santa Rita; sul coperchio c'è la figura della Santa.

Sulla parete, alle spalle dell'altare, si vede un quadro, rappresentante Santa Rita sul letto di morte, assistita dai suoi tre Santi Protettori, mentre un Angelo sta per presentare l'anima della Santa a Gesù ed alla Madonna.

La Superiora disse:

- In questa cella Santa Rita trascorse gli anni di vita religiosa e proprio in questo tratto della cella, secondo la storia, la Santa emise l'ultimo respiro.

- Se permette, le soggiunsi, vorrei ve-dere l'interno della cassa funebre. - Sollevato il coperchio, constatai che il sarcofago è a doppia cassa; l'interno è ri-vestito di drappi preziosi; vi sono conser-vati indumenti, tra cui la tunica, le bende insanguinate ed il guanciale, sul quale San-ta Rita spirò. Inoltre vi sta dentro un gran-de quantitativo di foto e di lettere, che ï fedeli vi hanno deposto per implorare grazie.

Il corpo della Santa per più secoli stette dentro quella cassa; in seguito fu portato nel vicino santuario.

 

Potei avere tra le mani ed osservare nei minimi particolari un antico reliquia-rio. C'è dentro la corona del Rosario di Santa Rita; è di legno, con i grani molto grossi, simili a quelli delle corone che oggi sogliono mettersi come ornamento nelle camere da letto.

Nel reliquiario.c'è pure l'anello nuziale della Santa. è d'argento ma di colore un poco oscuro.

La storica celletta mi portò a qualche pia riflessione:

Quanta differenza tra quest'umile came-retta, un tempo disadorna e silenziosa, abi-tata da una Santa, e le stanze clamorose e superbe dove oggi regna il lusso ed ove si canta e si danza! ...

Eppure in questa celletta Santa Rita era felice nel suo spirito, mentre nelle grandi sale mondane, dove pare che si goda, regna sovente l'inquietudine, la gelosia ed il ri-morso.

I saloni delle principesse e delle impe-ratrici passano presto in oblio, mentre que-sta povera cameretta di Santa Rita, dopo secoli, è meta d'innumerevoli pellegrini e di illustri personaggi.

Attiguo al muro della camera di Santa Rita c'è un cortiletto, di cui una parte è chiusa da cancellata; è ivi lo storico roseto.

La Superiora me ne diede succinta spie-gazione:

- Nell'orto di Rocca Porena in pieno inverno il rosaio fiorì, secondo il preannun-zio della Santa. Dopo la morte, rievocan-dosi nel convento gli episodi più importanti della vita di Santa Rita, l'Abbadessa del tempo fece trapiantare presso la cella della Santa quel rosaio.

Come i pampini della vite dell'altro cor-tile vengono polverizzati, benedetti e poi distribuiti, così si fa con le foglie ed i pe-tali di queste rose. -

 

Visitato il convento, andai nella ba-silica per celebrare la Messa.

L'interno del Tempio è armonioso e ric-co. La cappella dove riposa il corpo di San-ta Rita, è un capolavoro di colonne, di mar-mi e di mosaici ricchi di oro.

Esclamai: - Quanto oro in questa cap-pella! -

La Superiora soggiunse: - Arrivano do-ni da ogni parte; è nostro dovere rispettare la volontà dei donatori. -

A tutt'agio osservai l'urna che contiene il corpo incorrotto della Santa.

Assieme alla Superiora, con l'aiuto di piedistalli, fui a contatto diretto con l'urna. Guardai a lungo, nei particolari, quei sacro corpo, rivestito dell'abito di Suora. Mi colpì un fenomeno curioso; cercai di darmene spiegazione e forse compresi qualche cosa.

Per fare capire il fenomeno di cui faccio cenno, riporto una paginetta del libro di Tommaso Nediani:

« A Cascia dorme Santa Rita in un'urna dorata, con cristalli molati. A dire d'innu-merevoli testimoni (... e la Sacra Congre-gazione dei Riti ha mandato un commis-sario per accertare la verità del fatto ...) nell'urna della Santa avvengono due pro-digi.

« Il suo venerato corpo, integro ed in-corrotto, emana un soavissimo odore, le sue membra sono flessibili, senza alcuna preparazione artificiale. Inoltre il corpo della Santa si muove da sè nelle grandi occasioni di feste, di ricognizioni, di visi-te di personaggi illustri o di calamità pri-vate e pubbliche.

« Santa Rita si erge dal fondo dell'urna dove riposa e si rivolta ora da questo ora dall'altro lato, come una benedizione o un ammonimento.

« Si può dire che tutta Cascia è testi-mone e spettatrice del miracolo, tante e tante volte si è ripetuto ed avverato que-sto inspiegabile prodigio ».

Ecco il fenomeno del quale fui testi-mone:

Guardavo il volto della Santa; aveva l'espressione di persona lieta, anzi sorri-dente. Dissi tra me:

Forse la Santa prima di morire avrà avuto qualche dolce visione ed il suo volto avrà conservato l'atteggiamento di leti-zia avuto negli ultimi istanti della vita.

Per assicurarmi che la mia impressione non fosse pura suggestione o allucinazione, dissi alla Superiora: - Osservi bene il vol-to della Santa! Pare sorridente. Lei cosa ne pensa? -

- Sì; lo vedo anch'io; in questo mo-mento è proprio sorridente. Altre volte in-vece è triste, secondo le circostanze. -

Conclusi tra me: Sapendo Santa Rita che son venuto da lontano per osservare e scrivere la sua vita, forse avrà voluto darmi un segno della sua benedizione.

- Fatto questo preludio illustrativo, espor-rò i tratti salienti della vita della Santa, con qualche riflessione.

PARTE PRIMA

PERLA PREZIOSA - Nella seconda metà del secolo XIV due giovani, Antonio Mancini ed Amata Ferri, si giurarono fedeltà ai piedi dell'altare. Non erano ricchi; avevano il necessario per vivere onestamente lavorando; però erano profondamente religiosi.

Abitavano a Rocca Porena, in una ca-setta contornata da un orticello.

La loro convivenza era lieta, perché avevano gli stessi sentimenti e le stesse vedute. Armonia di affetti, pace in fami-glia, salute e lavoro, rendevano soave la vita domestica.

La croce, caratteristica di ogni mor-tale, non poteva mancare. Nella casa di Mancini mancava il sorriso dei bimbi.

Passavano gli anni ed i due sposi erano sempre soli, ma non perdevano la speran-za di avere qualche dono da Dio.

Dopo molti anni di matrimonio il Si-gnore esaudì le loro suppliche e nel mag-gio del 1381 apriva gli occhi alla luce una bella bambina.

A Rocca Porena non esisteva ancora il Battistero e fu necessario portare la neo-nata a Cascia per il Battesimo.

Alla piccina fu dato il nome di Mar-gherita, comunemente Rita. Il nome fu provvidenziale, perché intonato alla mis-sione della nuova creatura. Infatti Mar-gherita significa «perla preziosa» ed an-che « fiore ».

In realtà Rita fu perla preziosa davanti a Dio e davanti agli uomini; fu delicato fiore mistico, il cui profumo cominciò a spandersi nei cinque secoli dopo la sua morte e sempre si spanderà nel mondo.

Dio che predilige gli umili ed i sempli-ci, posò gli occhi sull'unica figlia di An-tonio Mancini per farne un capolavoro di santità.

Illustri personaggi di ambo i sessi spa-riscono nel vortice della storia, mentre Rita, umile figlia dei campi dimorante in oscura borgata, sfida i secoli e splende nella storia quale astro luminoso.

 

SCIAME DI API - Un giorno i genitori di Rita si erano recati al lavoro dei campi, portando seco la bambina, e l'avevano adagiata all'ombra di un albero.

Era delizioso il mirare la piccola Rita dentro un cestino di vimini; ora dormiva ed ora apriva gli occhietti ed agitava le ma-nine.

Non era sola; l'Angioletto la custodiva. Ecco apparire un folto sciame di api e circondarla; parecchie di esse le entrarono nella boccuccia e vi deposero il miele, però senza pungerla.

Nel frattempo un mietitore, che lavo-rava in quei pressi, con la falce si era fatto un taglio alla mano.

Lasciò il lavoro e corse verso Cascia per la medicazione. Passando vicino alla bam-bina e vedendo quello sciame di api, si fermò un istante ed agitando le mani ten-tò di liberarla da quell'assalto pericoloso.

Improvvisamente la mano cessò di san-guinare e la ferita si chiuse. Il miracolato mandò grida di gioia e di stupore, tanto che accorsero i genitori di Rita. Le api allora si sbandarono.

Verificato il prodigio della mano e quel-lo delle api, che non avevano punto la boc-ca della piccina, padre e madre di Rita s'inginocchiarono presso il cesto di vimini e ringraziarono Dio.

 

SIMBOLO - Nella storia dei Santi non è nuovo il fenomeno delle api. Anche attorno alla culla di Sant'Ambrogio e di San Giovanni Crisostomo, detto « Bocca d'oro », volitaro-no sciami di api, simboleggiando, secondo l'interpretazione degli storici, il dolce mie-le dell'eloquenza, che sarebbe uscito dalla loro bocca.

Rita non sarebbe diventata una bandi-trice del Vangelo, non avrebbe avuto il dono dell'eloquenza come i due Santi or ora nominati; in lei il miele delle api po-trebbe significare, secondo il giudizio dei biografi, il miele spirituale della grazia di Dio.

Le api riapparvero nel monastero di Cascia quando Rita morì, non più bianche, ma nere, quasi in segno di cordoglio. Dopo parecchi secoli le api sono ancora lì e sono chiamate le « messaggere alate di Santa- Rita ».

Il prodigio delle api ha ispirato pittori e poeti, cosicchè si hanno molti quadri e poesie, che rievocano quanto avvenne alla Santa nella campagna di Rocca Porena.

 

AURORA SPIRITUALE - L'impronta religiosa e morale della vita ordinariamente è data ai figli dalla ma-dre e dal padre.

I genitori davano a Rita l'esempio della religiosità. La buona genitrice le parlava di Dio, dell'amore di Gesù, della sua dolo-rosa Passione e della Santissima Vergine. L'innocente figlioletta ascoltava e ri-fletteva; sotto l'azione dello Spirito Santo l'anima sua godeva e si nutriva spiritual-mente.

Era ben disposta alla prima Comunione e ricevette Gesù con grande amore e frutto. Il primo incontro di Gesù con Rita fu il suggello di un patto d'amore: Gesù mio, io voglio essere sempre tua!

 

SOLITUDINE - Le ragazzine amano baloccarsi e gio-care con le coetanee. Rita non era attratta da ciò; preferiva la compagnia dei genitori e li seguiva nel lavoro quotidiano, ren-dendo quei piccoli servizi di cui era ca-pace.

Si sa che le fanciulle, man mano che crescono, desiderano mettersi in mostra e spesso sognano ad occhi aperti; sono nella primavera della vita, avvertono il risveglio del cuore e vanno in cerca di felicità.

Anche Rita col crescere negli anni so-gnava ad occhi aperti e sentiva l'istinto della felicità, non però come le altre fan-ciulle.

Le attrattive del mondo non erano per lei; l'attirava la solitudine, la pia medi-tazione e la preghiera.

Quando da qualche altura, volgendo lo sguardo verso Cascia, vedeva dei mona-steri (e ce n'erano in buon numero!), so-gnava di trovarsi li, rinchiusa, lontana dai pericoli del mondo, dedita alla preghiera. Invidiava santamente le Suore claustrali.

Il suo cuore grande cercava l'infinito, Dio, e volentieri si teneva a contatto con Lui, ripetendo gli atti d'amore.

Quando le era possibile lasciava la casa e silenziosa si avviava al vicino monte, alla cui sommità stava un grande sco-glio. Qui trascorreva le ore in preghiera e faceva anche delle piccole penitenze.

Questo scoglio, detto oggi « Sacro », ma-nifesta il grande trasporto che aveva Rita alla vita di solitudine. Non deve perciò meravigliare se nella vedovanza fece di tutto per ritirarsi dal mondo.

In giovane età comprese la frase che tuttora si legge in qualche antico mona-stero: «Oh, beata solitudine! ... Oh, sola beatitudine! ».

Quanta diversità di sentire tra le per-sone mondane e quelle spirituali!

Le mondane cercano tutto ciò che possa soddisfarle e restano sempre insaziabili, col cuore vuoto; le spirituali, che non si attaccano alla vanità del mondo, pare che manchino di tutto ed invece hanno tutto, perché nel cuore hanno Dio e trovano la felicità in terra.

 

PREGHIERA E PENITENZA - La casa di Rita era abitualmente si-lenziosa, perché lei era l'unica figlia ed i genitori erano avanzati negli anni. Age-volata da questo stato di cose, Rita potè coltivare meglio lo spirito di raccoglimento.

Della sua cameretta ne fece un piccolo sacrario. Collocò sulle pareti delle imma-gini di Gesù Crocifisso e dell'Addolorata; mirandole, le era più facile meditare sulla Passione del Signore.

Trascorreva le ore libere nel sacrario domestico a pregare e a meditare, aggiun-gendo al venerdì certe penitenze partico-lari:

Naturalmente si è portati a cercare le comodità del corpo; la giovinetta Rita cer-cava invece la mortificazione del corpo. Amava molto la purezza e, sapendo che il corpo deve stare soggetto allo spirito. lo affliggeva in vari modi.

Era lieta di mortificarsi per rendersi più somigliante al Crocifisso sanguinante e piagato.

Nei giorni sacri alla Madonna digiu-nava a pane ed acqua.

Con questo genere di vita, raccogli-mento e penitenza, il cuore traboccava di gioia pura e spesso esplodeva in canti di amore, diretti al Divino Amante, Gesù. Prediligeva le lodi della Passione, quelle che i così detti «Disciplinanti» cantavano in processione nei giorni commemorativi della Passione.

 

ASPIRAZIONE ARDENTE - Desiderava ardentemente consacrarsi a Dio in qualche chiostro e rimuginava nella mente come potere attuare il suo disegno. Per il momento, non potendo fare altro, quando le era possibile si recava a Cascia per visitare il chiostro agostiniano di San-ta Maria Maddalena; quel silenzioso re-cinto le sembrava l'anticamera del Para-diso. Con piacere si intratteneva con quelle Monache, invidiandone la sorte.

Non poteva allora immaginare che quel chiostro un giorno sarebbe divenuto la sua dimora, la palestra delle sue eroiche virtù e che il mondo per lunghi secoli si sarebbe mosso per visitarlo e venerarlo, perché san-tificato dalla sua presenza.

Ma l'ora di Dio non era giunta; biso-gnava attendere, passando per il crogiuolo di molte tribolazioni.

 

RASSEGNAZIONE - Tutti gli stati della vita sono buoni, quando sono conformi alla volontà di Dio. Rita, pur sapendo che il matrimonio è un Sacramento, non intendeva andare a nozze.

I suoi genitori, in età avanzata, non vo-levano che la figlia restasse sola al mondo e decisero di cercarle un uomo.

La giovane dapprima si oppose alla pro-posta, ma poi si rassegnò, adorando i desi-gni di Dio.

Iddio voleva dare al mondo un esem-pio di fortezza eroica cristiana, come sposa e madre, e preparò il Calvario alla buona Rita, permettendo che contraesse le nozze.

 

SPOSA E MADRE - L'uomo che la provvidenza assegnò a Ri-ta fu un certo Paolo Ferdinando. Su quest'uomo gli storici mettono un punto interrogativo.

Taluni lo presentano come uno dei tanti giovani spensierati, ma non proprio cattivo. Altri lo presentano come un cattivo sog-getto, forse per fare risplendere maggior-mente la pazienza della sposa. Iddio benedisse la nuova famiglia do-nando due figli.

Rita nel dare loro il nome, scelse quello di Santi particolari, per mettere le sue creature sotto la loro protezione.

Chiamò il primo bambino Giangiacomo, doppio nome, che significa Giovanni e Gia-como, in onore dei due fratelli Apostoli, che nel Vangelo sono detti « figli di Zebe-deo ».

Al secondo figlio impose il nome di Pao-lo Maria, anche questo doppio nome, in onore dell'apostolo Paolo e della Madonna.

Rita, vera madre cristiana, educava con amore e con fortezza i suoi figlioletti, aven-do di mira il loro bene spirituale e quello temporale.

Dava loro il buon esempio. Insegnava a pregare ed a compiere opere buone, istil-lando in quei cuoricini il santo timore di Dio. Era consapevole della sua responsabi-lità di madre e perciò pregava molto per i figli.

 

SOLA!...  - Rita amava santamente lo sposo; per lui pregava, all'occasione lo richiamava e lo compativa nei suoi difetti. Così si andò avanti per diversi anni.

Ma il bel tempo non durò a lungo; so-praggiunse la tempesta; scoppiò un fulmine a ciel sereno.

Lo sposo era andato a Cascia per di-sbrigo di affari. Verso sera, ritornando a casa, lungo un sentiero fu assalito da mal-viventi e fu ucciso.

Un contadino, passando per quel sentie-ro, vide l'uomo assassinato e riconobbe essere Paolo Ferdinando. Corse a darne no-tizia alla famiglia di lui.

Rita restò fortemente scossa, pensando: Mi hanno assassinato il marito!... Ormai sono vedova! ... I miei bambini sono già orfani! ...

Nella notte buia, con l'aiuto della lan-terna, in compagnia dei figliuoli andò sul posto del delitto. Vide il marito ricoperto di ferite e credeva di sognare; ma era da-vanti alla triste realtà.

La vera virtù si vede alla prova. Rita a quella scena di sangue sentì spez-zarsi il cuore per il dolore e subito si ri-volse a Dio per essere sostenuta nella dura prova. Pregò per l'anima del marito e pregò pure per gli uccisori.

Il cadavere di poi fu portato a casa. Non passò molto e furono individuati gli assassini. Il nobile animo di Rita e più che tutto la sua grande carità verso il pros-simo, rifuggivano dalla vendetta.

L'addolorata vedova brigò affinché i colpevoli non fossero puniti dalla giusti-zia umana e li perdonò pubblicamente.

I due figli, crescendo negli anni e ri-flettendo sull'uccisione del padre, pensa-rono di vendicarsi. Si decisero a ciò perché forse eccitati da cattive persone.

Rita tremava al pensiero che i suoi fi-gli avrebbero potuto divenire assassini e piangeva li scongiurava in tutti i modi per calmarli. Un giorno s'inginocchiò da-vanti al Crocifisso e così pregò: O Gesù, piega l'animo dei miei figli oppure chia-mali a te con una santa morte! -

E Gesù accettò la supplica. I due figli si ammalarono e morirono nel bacio del Signore.

Rita rimase sola, perché anche i suoi genitori erano morti.

La vita di sposa e di madre fu una sem-plice parentesi della sua dimora terrena. Dio la preparava ad altre cose.

 

FORTE DECISIONE - L'anima di Rita tendeva sempre a Dio, tanto nella gioia che nel dolore. Rimasta vedova piuttosto in giovane età, libera da ogni legame,. riprese con no-vello fervore la vita di giovinetta: pre-ghiera, meditazione, penitenze ed opere di carità.

Nell'adolescenza soleva andare sull'alto scoglio a pregare; da vedova vi si recava pure spesso. Quando da quell'altura spin-geva lo sguardo verso Cascia, le si accen-deva in cuore la brama di andare nel con-vento. Ma come riuscirvi? Da vedova sa-rebbe stata ammessa tra le vergini del chiostro?

Sapendo che la preghiera è arma po-tente e può ottenere anche l'impossibile, si rivolse con fede a Dio mettendo l'inter-cessione di tre grandi Santi: San Giovanni Battista, Santo della penitenza e del de-serto, Sant'Agostino, legislatore e maestro della regola dei conventi delle Suore Ago-stiniane, e San Nicola da Tolentino, fra-ticello Agostiniano, di cui si narravano al-lora tanti prodigi.

Così pregava Rita: Con voi, miei Santi Protettori, spero di raggiungere la meta! Aiutatemi voi ad entrare nel convento!

La sua umile e fiduciosa preghiera toc-cò il cuore di Dio e fu esaudita; non subito, ma nell'ora segnata dalla Provvidenza.

 

IL RIFIUTO - Era necessario preparasi al gran passo. Per divenire degna sposa di Gesù Cro-cifisso, cominciò a mortificarsi con più au-sterità di prima e raddoppiò il fervore nelle preghiere e nelle elevazioni spirituali.

Quando credette bene, partì a piedi da Rocca Porena, in abito dimesso di colore turchino, e andò a Cascia per esporre la sua decisione all'Abbadessa del convento di Santa Maria Maddalena. Con trepidazione chiese di essere am-messa ad un colloquio.

A quel tempo l'Abbadessa non era no-minata per elezione, ma per anzianità e durava per tutta la vita; avvenuta la morte, entrava in carica la Religiosa più anziana. Rita si trovò davanti ad una vecchia Abbadessa, di cui la storia non registra il nome; costei era buona, ma troppo osser-vante della Regola Agostiniana; non am-metteva eccezioni. Sentendo che la postu-lante era vedova, rispose:

-- Ammiro la vostra buona volontà, ma non posso accettarvi perché la Regola am-mette soltanto le vergini. Ci sono nei din-torni di Cascia altri conventi; cercate quel-lo che accetta le vedove.

Rita insistette: - Ma è proprio questo il convento che ho sempre sognato! Per carità, accettatemi come l'ultima serva del convento! -

Non fu possibile smuovere la vecchia Abbadessa; Rita ritornò a casa mesta e piangente.

Cosa fare? ... Intensificare le preghiere. Si prostrò ai piedi del Crocifisso ed a Lui confidava la sua amarezza: - Sino a quando, o Signore, mi farai attendere? So-no una povera peccatrice; ma ti amo ed amo solo te! -

Le si aprì il cuore alla speranza; sen-tiva nell'anima la certezza di essere ac-cettata in quel convento.

 

VOLO ARCANO - Una notte stava assorta in preghiera e sentì tre tocchi distinti alla finestra della sua cameretta. Ebbe un senso di paura, pensando: Chi sarà mai a quest'ora?

$i affacciò alla finestra e non vide al-cuno; all'intorno regnava il silenzio. Cre-dendo trattarsi di scherzo di fantasia, ri-tornò alla preghiera. Mentre sfogava il cuore con Dio, si ripeterono i tre tocchi alla finestra ed udì una voce forte e soave: - Rita, Rita, fa' presto! -

Meravigliata corse alla finestra e vide in alto un'aureola luminosa; in mezzo alla luce scorse San Giovanni Battista, Santo Agostino e San Nicola da Tolentino, i quali, avvicinatisi, la invitarono ad andare con loro, dicendo: - Fa' presto, Rita! Il Si-gnore ha esaudita la tua preghiera! -

Rita comprese. Pronta a fare la volontà di Dio, lasciò tutto e si uni alla loro comi-tiva. Tutti e quattro, avvolti in una scia luminosa, in un batter d'occhio si trova-rono sull'alto scoglio di Rocca Porena; da qui spiccarono un misterioso volo ed in meno che si dica si trovarono dietro il portone del convento delle Monache ago-stiniane di Cascia.

Essendo notte, era serrato l'ingresso; ma al passaggio della celeste comitiva si aprì il portone e si aprirono le porte inter-ne, finché i quattro giunsero nel coro della Chiesa.

Rita fu lasciata sugli stalli delle novi-zie ed i Santi Protettori sparirono.

La povera vedova di Rocca Porena non era stata accettata dalla vecchia Abba-dessa tra le vergini del chiostro; Dio però la voleva ed ecco ora Rita dentro le mura del sospirato convento.

 

DENTRO IL CHIOSTRO - Sola nel coro, davanti a Gesù Sacra-mentato, la nuova. arrivata trascorse in preghiera parecchie ore notturne.

Verso l'alba le Monache coriste sole-vano adunarsi nel coro per il canto del Mattutino. Grande fu lo stupore di tutte ed in particolare della Abbadessa a vedere Rita dentro il coro.

Ci si domandava: Ma come avrà potuto entrare? ... Che mistero è mai questo? ...

Scrive il Padre Vannutelli:

- L'antico monastero aveva la sua en-trata a tramontana, col grande portone che ora dal cortile conduce all'orto; tutto il recinto era circondato da gigantesche mu-raglie a guisa di piccola fortezza e non era in alcun modo possibile penetrare dentro il sacro recinto quando il portone era chiuso -.

L'Abbadessa e le Suore interrogarono Rita come avesse fatto ad entrare a porte chiuse ed essa manifestò candidamente le cose grandi che Dio aveva operato per lei in quella notte avventurata.

Avendo il Signore manifestata la sua volontà con un prodigio, Rita fu accettata nel convento.

 

IL SACRO SAIO - Dio dà con generosità, ma anche do-manda con generosità; essendo stato così benigno e largo con Rita, sino a farla en-trare nel convento a porte chiuse, aspet-tava da lei una corrispondenza eccezio-nale, sino all'eroismo.

Le Monache prima di emettere i Voti Religiosi per consacrarsi a Dio, devono fare il Postulantato, cioè devono avere un pe-riodo di prova.

La postulante Rita, quasi trentenne, abituata ai sacrifici, non trovò difficoltà nella vita del monastero; tutto le sembrava facile e bello. Convinta che la carità, la umiltà e l'ubbidienza sono le virtù delle persone consacrate a Dio, intensificò il suo lavoro spirituale.

Era di esempio alle Monache, le quali non trovarono difficoltà ad ammetterla ad indossare l'abito religioso.

La funzione della Vestizione era so-lenne, per il cerimoniale di quel tempo. Si svolgeva così:

L'Abbadessa radunava le consorelle nel-l'Oratorio; dovevano essere presenti un pubblico notaio, due testimoni e due pa-renti intimi della postulante; costoro do-vevano firmare l'atto ufficiale.

Rita, inginocchiata davanti alla Supe-riora, espresse la volontà di consacrarsi a Dio, rispondendo all'interrogatorio del ri-tuale; poi fu vestita del sacro saio. Finita la funzione, ci fu il bacio di fra-tellanza da parte delle Suore.

 

UBBIDIENZA PREMIATA - Quantunque postulante e poi novizia, Rita sembrava una Suora matura; faceva grandi passi nella vita spirituale.

Il demonio, geloso di questa bell'anima, cominciò ad assaltarla. Prima tentò ab-batterla con lo scoraggiamento; non riu-scendo, l'assaltò con forti tentazioni con-tro la purezza, presentandole a vivi co-lori i piaceri della vita.

Un giorno il demonio prese le sem-bianze di un giovane avvenente e si pre-sentò a Rita invitandola al male; ma ri-cevette uno schiaffo e subito sparì.

Il nemico delle anime non si diede per vinto ed insinuò dubbi sulla vita religiosa, specialmente sulla pratica dell'ubbidienza. Rita, piena di fede, vedeva negli ordini della Superiora la volontà di Dio; ubbidiva senza discutere, ciecamente. Il de-monio non voleva che ubbidisse così, ma ragionando ed anche sofisticando.

La Provvidenza permise che l'Abba-dessa le impartisse un ordine strano; il fine era di mettere alla prova l'umiltà e l'ubbidienza della novizia. Le fu comanda-to: - Questo pezzo di legno secco conficca-telo in un angolo del cortile ed innaffiatelo due volte al giorno, mattino e sera.

Rita vedeva la stranezza dell'ordine ri-cevuto ed avrebbe potuto farlo rievocare; ma memore delle parole dello Spirito San-to: « L'uomo ubbidiente canterà le vit-torie », ubbidì senza discutere.

Mattina e sera attingeva acqua dal vi-cino pozzo ed innaffiava il legno secco. Dio benedisse quegli atti di ubbidienza ed operò un miracolo; quel legno comin-ciò a rinverdire, poi spuntarono le gemme ed in seguito i fiori ed. i frutti; si formò una rigogliosa vite.

La vite prodigiosa è ancora lì, nel cor-tile del convento a testimoniare la grande virtù di Santa Rita.

 

SPOSA DI GESU' - Il tempo della prova religiosa volgeva al termine. Rita aveva edificata la Comu-nità con l'esercizio delle sue virtù e fu giu-dicata degna di essere accettata alla Pro-fessione Religiosa; questa avvenne nel 1395.

Davanti a tutte le Suore il Vescovo fece l'interrogatorio prescritto:

- Rita, vuoi tu con l'aiuto di Dio ri-nunziare al mondo ed a Satana?

-- Sì, lo voglio!

- Vuoi seguire Gesù Crocifisso, vivendo nella Regola di Sant'Agostino?

- Sì, lo voglio!

- Prometti a Gesù Cristo povertà, ca-stità ed ubbidienza?

- Prometto! -

Allora il Vescovo con le forbici d'ar-gento recise la chioma di Rita.

Emessi i Voti Religiosi, l'umile vedova di Rocca Porena divenne ufficialmente la Sposa di Gesù ... e di Gesù Crocifisso.

 

ESERCIZIO DI VIRTU' - I cattivi, gl'ignoranti ed in genere i troppo attaccati ai piaceri del mondo di-sprezzano la vita del convento e chiamano pazzi coloro che liberamente vanno a rin-chiudersi tra quattro mura.

Eppure i conventi sono verdi oasi nel deserto del mondo; coloro che vi dimorano sogliono essere i più beati della società; non pochi di costoro lasciano all'umanità esempi di preclare virtù ed una buona schiera raggiunge l'ideale della santità.

Rita entrò nel convento per nascon-dersi agli occhi del mondo e per attendere con maggiore libertà ad amare e lodare Dio.

Sapeva che la santità non consiste nel compiere cose grandi, ma nella volontà di piacere al Signore, dimostrandogli l'amore con un numero senza numero di piccoli atti di virtù.

Osservava con esattezza gli obblighi del suo stato, le astinenze ed i digiuni della Comunità.

Come ape industriosa sfruttava tutte le occasioni per mortificarsi.

Appartenendo all'Ordine di Sant'Ago-stino, volle compenetrarsi dello spirito del Fondatore; lo imitava meglio che le fosse possibile, particolarmente nella carità.

Sant'Agostino aborriva dalla mormora-zione e dalla critica. Da Vescovo talvolta gli toccava avere degli ospiti alla sua men-sa. Sapendo come con facilità si parla ma-le degli altri, sulla parete della sala fece scrivere due versi: Tu che contro gli assen-ti arroti il dente - Va'! Non è pane qui pel maldicente!

Suor Rita fece suo questo detto ed era assai delicata. nel parlare. Se c'era da dire bene degli altri parlava; diversamente ta-ceva.

La sua carità non era solo nel parlare, ma di più nell'agire. Infatti si rendeva uti-le al prossimo, facendo lei ciò che non ar-rivavano a fare le consorelle; sceglieva i lavori più faticosi; era di sollievo alle Mo-nache più anziane ed alle deboli.

Si dimostrava contenta di tutto ed era abitualmente serena. Era ripiena di gioia interna, perché convinta di fare a Gesù quello che faceva al prossimo.

Gesù l'arricchì di doni spirituali con di-versi carismi, tra cui il discernimento degli spiriti, la profezia e la grazia di convertire i peccatori ostinati.

Rita era innamorata della purezza e go-deva alla vicinanza delle anime pure; ma quando le si accostava qualche persona im-morale, avvertiva uno strano fetore.

 

POPOLARITA' EDIFICANTE - Al tempo della Santa, cioè assai prima del Concilio di Trento, le Suore di clausura potevano uscire dal convento per compiere atti di carità o per assistere a funzioni so-lenni in qualche chiesa.

Rita preferiva non uscire; ma quando lo spirito del Signore la spingeva, usciva dal silenzioso recinto.

La compostezza della persona, la mode-stia dello sguardo, il contegno riservato e nobile colpirono ben presto la gente di Ca-scia; in paese si parlava di lei, tanto che allorché la si vedeva per via, non pochi si fermavano a guardarla con pia curiosità e le mamme le presentavano i figlioletti per-ché li benedicesse.

Acquistata una certa popolarità, gli abi-tanti di Cascia andavano a trovarla e con lei s'intrattenevano nel parlatorio del mo-nastero o per chiedere preghiere e consi-gli o per confidare le proprie pene.

Rita riceveva nelle ore prescritte e non si perdeva in chiacchiere.

La sua fama cresceva sempre più a mo-tivo delle grazie che si ottenevano con le sue preghiere; erano cuori afflitti che riac-quistavano la pace, peccatori induriti che ritornavano a Dio e guarigioni portentose che si verificavano.

Il Signore voleva che Rita fosse cono-sciuta, e lei, persuasa che era strumento nelle mani di Dio, si conservava in profon-da umiltà, meditando sulle parole della Sacra Scrittura: Dio resiste ai superbi e dà la sua grazia agli umili.

 

MEDITAZIONE PREFERITA - Il mistero della Passione e morte di Ge-sù Cristo colpiva molto il cuore di Suor Rita; era Dio che la disponeva all'ascen-sione della Croce.

Prima ancora che entrasse nel mona-stero era sua predilezione il meditare sul Crocifisso; consacratasi a Dio, intensificò le sue quotidiane meditazioni.

Ogni giorno, dopo aver considerato i do-lori di Gesù, si flagellava. Affinché la me-moria della Passione le fosse sempre viva, nella celletta teneva le immagini della Via Crucis.

Trovò anche un altro espediente: in al-cuni vasi mise delle pianticelle, che le ri-cordavano l'Orto degli Ulivi, ove Gesù su-dò Sangue; collocò una pietra, che le rap-presentava la colonna della flagellazione; sistemò alcuni sassi, sui quali collocò una piccola Croce, per indicare il Calvario; in-fine praticò una piccola fossa, simbolo del sepolcro di Gesù.

Aiutata da questi ritrovati personali, trascorreva delle ore notturne ed anche delle notti intere a meditare sulla Passio-ne di Gesù.

Nei processi di Beatificazione si legge: «Rita giunse a grandi altezze di con-templazione. Accadde spesso che, incomin-ciata la sera la meditazione sulla Passione, ella si lamentasse d'essere interrotta dal levare del sole.

«Parecchie volte avvenne alle conso-relle, che si recavano nella sua cella, di trovarla quasi svenuta per il dolore e le lacrime, o rapita fuori di sè in estasi su-blime ».

All'amore a Gesù Crocifisso univa lo amore alla Vergine Addolorata. Contem-plava sovente la Madonna desolata ai pie-di della Croce e si univa ai suoi dolori.

 

SEGNO D'AMORE - Nella Chiesa di Santa Maria della Ple-be, a Cascia, andò a predicare un celebre oratore francescano, divenuto poi Santo; è costui San Giacomo della Marca.

Era la sera del Giovedì Santo ed avreb-be parlato della Passione di Gesù. Molti andarono ad ascoltarlo ed andò anche Suor Rita.

L'eloquenza del Frate era soave e tra-volgente e commosse l'uditorio; alla descri-zione delle scene della Passione Rita medi-tava e lacrimava.

Finita la predica, tornò in convento; stando nella cella, le sembrava di ascoltare ancora le parole di Gesù morente. Non po-teva prendere riposo.

Uscì dalla cella e si recò nel piccolo Oratorio interno, dove era un grande Cro-cifisso, dipinto a fresco sul muro.

Il silenzio della notte, il luogo sacro e deserto, la luce della lampada che man-dava fiochi bagliori sul Crocifisso, tutto ciò conciliava la meditazione di Rita. In-ginocchiata sul nudo suolo, piangeva e mirava il suo Crocifisso Signore.

Non si sa quale intimo colloquio sia avvenuto tra lei e Gesù.

Contento della sua diletta Sposa, Gesù operò un grande prodigio. Un raggio di luce partì dalla corona di spine del Cro-cifisso e si posò sulla fronte di Rita; la quale sentì configgersi da una spina acuta, ma con tale veemenza da forarle l'osso della fronte.

Non reggendo allo spasimo, si abban-donò distesa sul pavimento.

L'indomani mattina le consorelle, non vedendola nel coro per l'ufficiatura, la cer-carono in cella e per il monastero; final-mente la trovarono nell'Oratorio in con-dizioni da fare pena. La ferita ancora san-guinava.

Rita raccontò l'accaduto all'Abbadessa, alle Suore e poi al Confessore. Non c'era alcun dubbio sull'umile racconto della stimmatizzata.

Per quindici anni Rita portò questa fe-rita alla fronte, molto dolorosa, segno pe-renne dell'amore speciale di Gesù per lei e di lei per Gesù.

 

DOLORE E UMILIAZIONE - Gesù suole dare alle anime più affezio-nate a Lui dolori, umiliazioni e prove. Egli è il Martire del Golgota e vuole mar-tiri coloro che predilige.

Ma mentre pare che tratti duramente i suoi amanti, li rende felici anche in questa valle di lacrime.

Fortunate le anime che comprendono la condotta di Gesù e sono docili alla sua grazia!

Rita, illuminata dallo Spirito Santo, comprese la preziosità della Croce e cor-rispose ai disegni di Dio.

Nella sua profonda umiltà avrebbe vo-luto conservare il segreto sui misteriosi doni ricevuti da Dio; ma non tutto poteva restare nascosto.

La ferita alla fronte le produceva con-tinuo dolore; non si rimarginava mai e non poteva essere curata da nessun far-maco.

Gesù volle che al dolore si unisse l'umi-liazione. Allora la ferita cominciò ad im-putridire, sino al punto che ne uscivano dei piccoli vermi; la stimmata, o piaga misteriosa, divenne ributtante e Rita ne era contenta perché poteva soffrire di più per amore di Gesù Crocifisso.

Quando parlava dei vermi della sua fe-rita, aggiungeva: Questi vermi sono i miei angioletti. -

La piaga cominciò ad emanare un forte fetore e le consorelle non sapevano resi-stere a tanto disagio; fu necessario segre-garla dalla Comunità e fu lasciata sola nella cella.

In tale stato di sofferenza Dio le fece provare sì grande dolcezze spirituali, da farla svenire per la, veemenza delle gioie interne.

 

IL PELLEGRINAGGIO - Nel 1450 il Papa Nicolò Quinto indisse un Giubileo. Chi andava a Roma e soddi-sfaceva alle pratiche religiose prescritte, acquistava l'indulgenza delle colpe.

Le Suore di Cascia si disposero ad an-dare a Roma. Anche Rita ardeva del de-siderio di andarvi, sia per acquistare la indulgenza che per vedere il Papa e visi-tare la capitale del mondo cattolico. Chiese all'Abbadessa il permesso di prendere parte al pellegrinaggio, ma ne ebbe un rifiuto a motivo della ferita. Non si perdette di coraggio; piena di fede s'inginocchiò ai piedi del Crocifisso e fece una fervorosa preghiera:

- O Signore, giacchè m'ispirate la bra-ma di andare a Roma per compiere la santificazione dell'anima mia, vi prego di darmi il modo di soddisfarla. Voi mi avete ferito; la ferita alla fronte per il suo marciume è di ostacolo ad unirmi alle mie con-sorelle pellegrinanti. O mio Signore, non vi chiedo che. mi togliate il sigillo del vo-stro amore e la partecipazione ai vostri dolori, ma che togliate il segno esterno. -

Dio, che fa la volontà di coloro che lo amano, sull'istante operò il miracolo: la ferita si cicatrizzò e cessò il dolore. L'Abbadessa, sorpresa e commossa, le permise di andare a Roma, anzi affidò a lei il drappello delle Suore.

Il pellegrinaggio da Cascia a Roma fu fatto a piedi, in diverse tappe. Giunte alle porte di Roma, le Suore tolsero i calzari e vi entrarono così in segno di penitenza.

Quanti pellegrini c'erano nella città eterna!

Rita osservava le masse dei convenuti e ne gioiva per il trionfo della Chiesa di Dio. Nella sua umiltà le sembrava di es-sere la più grande peccatrice del mondo, mentre era una delle anime più belle ve-nute a Roma. Non era la sola prediletta da Dio, perché in quell'occasione erano a Roma altre perle mistiche, tra cui Santa Caterina da Bologna, San Giovanni da Ca-pistrano, San Diego da Cadice e San Gia-como della Marca. In quel pellegrinaggio Rita era ignorata a tutti, ma in seguito di-venne celebre a Roma oltre misura, allor-ché il Papa la proclamò Santa.

 

IL DONO DELLE GUARIGIONI - La ferita si era chiusa temporaneamen-te; al ritorno da Roma si aprì, dando san-gue e marciume, e la condizione di Rita peggiorò.

Fu necessario segregarla di nuovo dalle consorelle.

Intanto la fama delle sue virtù, ormai conosciute a Cascia, metteva in molti il desiderio di andarla a trovare; erano infer-mi, peccatori e cuori afflitti che chiedeva-no la sua benedizione.

Rita, pur amando la solitudine, riceve-va tutti per giovare alle anime.

Si verificarono diverse guarigioni im-provvise per le sue preghiere, ad esempio, imponendo le mani sul capo di uno stor-pio, lo risanò; qualche indemoniato fu li-berato dall'ossessione; ad una madre, che chiedeva la guarigione della figlia, disse: - Va'; la tua figlia sta bene! - e l'infer-ma in quell'istante guariva.

Il Signore la glorificava con il dono delle guarigioni; così si spiega il continuo affluire di gente al monastero.

Gesù, volendo arricchire maggiormen-te l'anima di Rita, le aumentò le sofferen-ze; infatti ebbe principio un'infermità strana, a motivo della quale rimase in-chiodata sul suo letto per quattro anni. Il letto, di cui si fa cenno, non era altro che un povero giaciglio steso sul pavimento della cella.

I medici, pur facendo la diagnosi, non riuscirono a capire la natura del male; tutti i rimedi dell'arte medica non giova-rono a nulla.

Le consorelle la compiangevano, ma lei ringraziava Gesù Crocifisso delle preziose sofferenze. Diceva alle consorelle: - Vedo bene che il monastero non riceve da me che noie e fastidi; ma voi sopportatemi per amore di Dio. -

Il giaciglio sul quale soffriva divenne una cattedra di amore divino e d'invitta pazienza.

è vero che Gesù la provava, però la sosteneva amorosamente.

 

NELL'ORTO DI ROCCA PORENA - Si era in pieno inverno.

In un giorno nevoso Rita fu visitata da una cugina di Rocca Porena, la quale nel dipartirsi le chiese: Hai bisogno di qual-che cosa? -

L'inferma rispose: Avrei un desiderio da esternarti; vorrei quell'unica rosa che campeggia nell'orticello della mia casa di Rocca Porena.

- Una rosa in tempo di neve? - Sì; portami quella rosa! -

La cugina, come anche le Suore, pen-sarono: Rita sta tanto male e vaneggia; non sa più ciò che dice.

Ma quando, giunta a Rocca Porena ed entrata nell'orto, vide eretto sulla neve un cespo di rose e sull'ultimo ramo una bella rosa sbocciata, con devozione ne re-cise il gambo e la portò subito al convento. Rita mirò quella rosa, alzò gli occhi al cielo e ringraziò il Creatore. Poi disse alla cugina: - Ti chiedo ancora un favore! Por-tami uno di quei fichi dattili, che troverai sulla pianta di fico del mio orticello. - La cugina andò e trovò in cima alla pianta un grosso fico maturo. Era d'inver-no; si sa che i fichi sono frutti di estate; eppure Dio con un prodigio volle acconten-tare Rita.

 

TRAMONTO LUMINOSO - Tutto ha fine in questo mondo; passano le gioie e passano i dolori; la morte chiude il libro della vita di ognuno.

La morte naturalmente mette paura, ma alla luce della fede è bella, perché è la porta del Cielo. Se non si passa per la porta della morte, non si può entrare in Paradiso.

Il corpo di Rita era stanco e dolorante; il viso si era quasi scheletrito e faceva pena a guardarsi; ma gli occhi erano vividi e manifestavano un'anima ardente. Deside-rava morire, non già per non soffrire più, ma per unirsi eternamente al suo Dio.

Negli ultimi mesi della sua vita parlava spesso della morte e del Paradiso. Chi l'ascoltava diceva: è una Santa! -

Un giorno la cella di Rita fu inondata di una luce arcana; erano presenti parec-chie persone. La sofferente si trasfigurò nel volto e stette con le braccia tese verso un punto da dove scaturiva la luce. Era avvenuta un'estasi.

Quando l'Abbadessa le domandò cosa avesse visto, umilmente Rita raccontò che aveva visto Gesù in un trono luminoso, in compagnia della Madonna, e che aveva udito queste parole: Consolati! Fra tre gior-ni sarai in Paradiso! -

Rita era felice e si preparò alla morte con più gioia di chi si prepara ad una gran-de festa.

Nel giorno del felice transito ricevette il Santo Viatico. Poi rimase con le brac-cia incrociate, assorta in preghiera.

Era giunto il momento supremo. Rita rivolse alle consorelle un dolce sguardo, accompagnato dal sorriso, esclamando: - Arrivederci in Cielo! - e chinando il ca-po si addormentò nel Signore. Era sabato, 22 maggio.

 

MERAVIGLIE - Si conosceva a Cascia il grave stato di salute di Suor Rita e, quando si udirono-i mesti tocchi funebri della campana del monastero, fu un'ondata di cordoglio ge-nerale. Tutte le campane di Cascia si mi-sero in attività e gli abitanti si riversarono a massa nel monastero per vedere la Santa Suora.

Non fu possibile fare entrare tutti nel-la cella, ove era deposto il cadavere; ma molti ci riuscirono.

è legge naturale che il corpo umano, partita che sia l'anima, comincia a cam-biare colore e a decomporsi; ne segue un disgustevole odore, che va aumentando sino a diventare nauseante ed insopportabile; è il puzzo cadaverico.

Il Signore, Autore delle leggi naturali, volle fare un'eccezione per la sua predilet-ta. Il corpo di Rita, spirata l'anima, ap-parve più colorito che non fosse da vivo; divenne inoltre sorgente di profumo, il quale si espandeva nella cella e poi per tutto il monastero; era il profumo mistico, di cui parlano gli scrittori di Mistica, soa-vissimo profumo come essenza di mille fiori.

Chi riusciva a toccare quel corpo, si credeva fortunato.

Rita aveva operato dei miracoli du-rante la vita; dopo morte i miracoli si mol-tiplicarono. Infatti al suo letto, ove gia-ceva esanime, si accostavano degli amma-lati e subito guarivano. Si citano solo due esempi.

Una sua cugina, e precisamente colei che le aveva portato la rosa da Rocca Po-rena, aveva un braccio paralizzato. Nella foga dell''affetto abbracciò la salma e allo istante il braccio riacquistò il vigore, risa-nando perfettamente.

Tra la folla dei visitatori c'era un bravo falegname, che aveva le mani rattrappite per il mal di chiragra. Costui disse alle Monache del monastero: - Se io potessi lavorare, farei volentieri la cassa fune-bre. -

Detto ciò, gli risanarono le mani. Per atto di gratitudine si mise a lavoro e pre-parò due casse: una di legno di pioppo e l'altra più elegante di legno di noce, che doveva servire a rivestire le prima cassa, a forma di sarcofago.

Le due casse sono quelle che oggi si ammirano nella cella di Santa Rita.

 

GLORIA ANCHE SULLA TERRA - Il giorno del funerale suole essere triste; per Santa Rita fu un giorno di apoteosi; fu un plebiscito di fede e di amore. Quan-to entusiasmo!

Il desiderio comune era che il corpo della Santa non sarebbe dovuto andare sotto terra, bensi presso un altare.

Si stabilì di mettere il sarcofago con il sacro corpo nella Cappella dell'Oratorio, cioè li dove la Suora aveva ricevuta la spi-na della corona di Gesù.

Quest'Oratorio divenne meta di pelle-grinaggi, che prima cominciarono da Ca-scia e poi seguirono quelli dell'Umbria, di ogni parte d'Italia e dall'estero.

Questi pellegrinaggi dopo parecchi se-coli continuano ancora, anzi vanno aumen-tando.

Dopo la morte la fama di Santa Rita prese proporzioni straordinarie: immagini, statue, altari, ufficiatura, biografie, grazie senza numero,. prodigi sbalorditivi, tanto che all'umile Suora di Cascia si diede l'ap-pellativo di « Santa degli Impossibili ».

Così Dio glorifica coloro che lo glori-ficano!

 

UN DOCUMENTO - Passato qualche mese dalla morte, i cor-pi umani sono inguardabili. Anche il corpo dei Santi è soggetto alla corruzione.

Per Santa Rita le cose andarono diver-samente. Trascorsi non pochi mesi ma due secoli dalla morte, si fece la ricognizione del suo cadavere per ordine dell'Autorità Ecclesiastica. Ecco il documento:

« Oggi, giorno di sabato, 16 maggio 1682, noi sottoscritti della Terra di Cascia, dio-cesi di Spoleto, per mezzo del nostro giu-ramento, alla presenza di me Notaro e Cancelliere Episcopale, facciamo fede come si trova al presente il corpo della Beata Rita.

« Il corpo è intero, incorrotto, con car-nagione bianca e senza macchie di cor-ruzione, con gli occhi aperti, e specialmente il sinistro, con la bocca alquanto aperta, nella quale si vedono i denti bianchi; le mani sono parimenti bianche.

« Similmente si sono osservate le vesti ed i veli che porta in capo, che sono le me-desime che essa portò mentre era viva e con esse il beato corpo dopo morte fu mes-so ed aggiustato nella cassa medesima, do-ve al presente si trova. Questi indumenti si sono trovati interi e non corrotti da tarli, nè dal tempo, apparendo come si portas-sero al presente da persona viva.

« Attestiamo inoltre di aver sentito più volte un odore ed una fragranza meravi-gliosa, senza poter dire che sorta di odore sia e questo si è osservato in maniera che si è sentito fuori della Chiesa. E tanto più è meraviglioso quest'odore, in quanto il suo corpo non fu imbalsamato, né aperto ma posto nella cassa, ove si ritrova con tutte le interiora.

« Similmente facciamo piena fede avere osservato che il suo beato corpo si è sollevato dal sito, ove giace, sino alla sommità della gratella che sta sopra la detta cassa ». Seguono undici firme. Sia lode a Dio che ha dato al mondo una Santa così grande!

 

RIFLESSIONI - Si è presentato un profilo storico su Santa Rita. Viene spontanea qualche rifles-sione.

Il mondo, di cui parla Gesù nel Van-gelo, è nemico di Dio, perché non accetta la celeste dottrina, vive nelle tenebre del-l'errore, cerca solo i beni transitori della terra e disprezza o non tiene in conside-razione tutto ciò che sa di religioso.

In una parola, il mondo è materia-lista e nega il soprannaturale.

La vita di Santa Rita è un'affermazione di Dio nel mondo, essendo una forte testi-monianza del soprannaturale.

In questa Santa il soprannaturale si ri-scontra frequente, poiché il prodigioso la seguì in vita e la segue ancora dopo la morte.

 

Nell'« Oremus » della Messa in onore di Santa Rita si domanda a Dio la grazia di saper perdonare i nemici per meritare il premio eterno.

La Santa pregava per chi la faceva sof-frire e con mirabile generosità perdonò gli uccisori del marito.

Il perdono dei nemici è comandato da Dio; se non si perdona il prossimo, non si aspetti da Dio il perdono dei peccati.

L'esempio della Santa sia di sprone al perdono delle offese.

Nello stesso « Oremus » si domanda la grazia di meditare con frutto i dolori della Passione di Gesù Cristo.

Santa Rita era innamorata della Pas-sione del Signore e dei dolori della Ver-gine.

Conviene imparare da lei come medi-tare con frutto le scene della «Via Crucis». Chi approfondisce il mistero della Croce, con fortezza cristiana affronta le soffe-renze della vita, considerandole come mez-zi di purificazione e fonti di meriti eterni. La Sacra Spina, dono di Dio a Santa Rita, sia d'invito ad essere devoti del capo di Gesù coronato di spine. Si è d'ordinario devoti delle cinque Piaghe del Crocifisso e si trascura il Divin Capo, non riflettendo che, naturalmente parlando, furono più atroci i dolori prodotti dalle spine, essendo

il capo la parte più sensibile del corpo, an-ziché i dolori provati alle mani ed ai piedi. è lodevole, dunque, baciare il capo di Gesù Crocifisso, ogni qual volta si ba-ciano le sante Piaghe. La Chiesa presenta ai fedeli i suoi Santi quali modelli da imitare.

Santa Rita, sposa e madre, sia imitata dalle spose nell'amore della propria fa-miglia, nel compatimento e nella pazienza a sopportare i difetti del marito; sia imi-tata nell'impegno ad educare i figli nel timore di Dio.

Una madre che prega e sopporta, a poco a poco può salvare la sua famiglia e ren-derla davvero cristiana.

 

PARTE SECONDA

DEVOZIONE 

DELUCIDAZIONE

Si racconta che una donna, devota di Sant'Antonio di Padova, aveva iniziato una fervorosa novena; le stava tanto a cuore ricevere una grazia.

Tutti i giorni si recava a pregare al-l'altare del Santo. Poiché la grazia non ve-niva, rifece la novena una seconda e terza volta. Stanca di attendere, lasciò l'altare di Sant'Antonio ed andò ad inginocchiarsi ai piedi dell'altare di Gesù Sacramentato e così pregò:

O Gesù Sacramentato, vieni tu in mio aiuto! Sant'Antonio non vuole ascoltarmi. Dillo tu a questo Santo di concedermi la grazia! -

La condotta di questa donna è riprove-vole, indice di grande ignoranza religiosa.

Chi concede le grazie è soltanto Dio; i San-ti sono semplicemente intercessori presso Dio.

 

FAMA MONDIALE - Tutti i Santi possono essere invocati e possono ottenere i celesti favori. Taluni però sogliono essere pregati con più fre-quenza, perché si è, sperimentato che la loro intercessione è molto efficace. Il Signo-re per i suoi santi fini vuole glorificare sulla terra più un Santo che un altro.

Tra i Santi e le Sante più popolari, che hanno più schiere di devoti, c'è Santa Rita. In tutto il mondo ci sono Chiese dedi-cate a lei; in molti Templi c'è qualche alta-re o qualche immagine sua. In molte fami-glie e numerosi negozi si vede una statuet-ta o un quadro di Santa Rita. Anche sulle auto, presso lo sterzo, si suole mettere la sua effige per averne la protezione. Non pochi onorano la Santa portando al collo la sua medaglia o al dito l'anello con la sua immagine.

è così grande la fiducia in Santa Rita, perché se n'è esperimentata la protezione nei casi più difficili della vita.

In vista di ciò, nella seconda parte di questo scritto si presentano delle norme, affinché il culto di questa Santa non sia un fanatismo, ma un efficace mezzo per vivere cristianamente.

 

LE GRAZIE - Quali grazie chiedere a Dio per inter-cessione di Santa Rita? Può chiedersi qua-lunque grazia, ma in primo luogo si chie-dano quelle spirituali: la forza di perdona-re le offese, la volontà di fuggire una grave occasione di peccato, la rassegnazione nel dolore, la pace nella famiglia, ecc....

Le grazie materiali potrebbero essere: il buon esito di un intervento chirurgico, il riacquistare la salute perduta, un posto di lavoro, la riuscita in qualche affare...

Grazie spirituali miste alle temporali sarebbero: trovare un buon fidanzato o una buona fidanzata, avere in famiglia il sor-riso di qualche bimbo, richiamare all'af-fetto familiare il coniuge traviato, ricevere notizie necessarie da persone lontane... Il dovere di chi aspetta la grazia è: sta-re in grazia di Dio, comunicarsi spesso; pre-gare con fede, umiltà e perseveranza.

Fatto ciò, si ha il dovere di rimettersi alla volontà di Dio. Non sempre quello che si chiede è il meglio per chi prega; sa Dio, che è sapientissimo, se dare o non dare o postargare la grazia.

Talvolta è vera grazia il non ricevere la grazia che si domanda; si porta un esem-pio:

Una signorina prega per potere sposare un giovane. Il Signore, prevedendo cose che la signorina non è in grado di prevedere, non le concede la sospirata grazia. Un gior-no, forse non lontano, la giovane si accor-gerà della bontà di Dio ed esclamerà: Me-no male che non sposai quell'uomo!... Sa-rei rimasta vedova da giovane! - Ovvero dirà: Infelice quella donna che ha sposato quell'uomo! Avrei potuto oggi trovarmi io nelle sue tristi condizioni! -

Si fa notare che è bene pregare Santa Rita per guarire da una malattia; ma è co-sa più eccellente pregarla che aiuti a sop-portare con pazienza e merito un eventua-le malore fisico.

 

COME RINGRAZIARE - Quando si riceve qualche grazia, è dove-roso il ringraziamento.

A questo riguardo si suggerisce cosa fare: ripetere la novena, ovvero comunicar-si alcune volte, oppure fare qualche opera buona particolare.

C'è chi fa consistere il ringraziamento nell'offrire qualche dono in denaro o in oggetti di valore. Tutto ciò è buono, ma c'è di meglio. Tra una persona che offre un monile d'oro ed un'altra che offre delle Comunioni, o delle Messe o che propone di non lasciare il Rosario quotidiano o di vivere in maggiore delicatezza di coscienza, è più accetto a Dio il ringraziamento di quest'ultima, perché Dio preferisce il cuore e le offerte spirituali a qualsiasi altro dono materiale.

 

PRATICHE DEVOTE - Santa Rita può invocarsi con un triduo, con una novena o con una quindicina. Questi cicli di preghiere possono farsi in qualunque periodo dell'anno, ma spe-cialmente in preparazione alla festa della Santa, che è il 22 maggio.

Durante questi turni di preghiere, tri-duo, novena e quindicina, si faccia di tutto per vivere in grazia di Dio, ci si comuni-chi tutti i giorni e si assista possibilmente alla Messa. Si recitino inoltre le preghiere in onore di Santa Rita.

La consuetudine ha dedicato alla Santa un giorno particolare della settimana, il giovedì.

La quindicina dei giovedì può compier-si in qualunque tempo; è molto praticata nei giovedì precedenti la sua festa.

Si onora Santa Rita con i quindici gio-vedì, in memoria degli ultimi quindici an-ni della sua vita, trascorsi con la ferita alla fronte.

 

NOVENA A SANTA RITA

1 giorno - Noi lodiamo il Signore, o innocentis-sima Santa Rita, perché nasceste prodi-giosamente, per miracolo dell'altissimo Dio, da sterili genitori, ed appena battez-zata, uno sciame di api apparve sulla vo-stra culla, le quali entravano ed uscivano dalla vostra bocca quasi a presagio di quel miele di dolcezza e di santità che doveva stillare dalle vostre labbra.

O gloriosa Santa, otteneteci dal Signore Gesù che siamo fedeli alle promesse fatte nel S. Battesimo. Gloria Patri.

Lode a Dio, diletta Rita,

Perché, appena al mondo nata,

Come rosa in Ciel fiorita,

Fosti d'api circondata;

Tu ci ottieni dal Signore

D'innocenza il bel candore.

 

2 giorno - Noi lodiamo il Signore, o virtuosissima Santa Rita, perché la vostra infanzia e la vostra giovinezza furono un continuo eser-cizio di pratiche di pietà, di sante virtù e di aspre penitenze, avendovi formato un solitario Oratorio, nel quale passavate le lunghe ore in segrete orazioni col vostro diletto Gesù.

O gloriosa Santa, otteneteci dal Signore un grande desiderio di crescere in virtù e perfezione. Gloria Patri.

Pria bambina e poi donzella

Fosti umil devota e pia.

Ti chiudesti in una cella,

Per amar Gesù e Maria.

Tu ci ottieni dal Signore

Vita santa e gran fervore.

 

3 giorno - Noi lodiamo il Signore, o dolcissima S. Rita, che, ubbidendo ai vostri genitori e molto più alla ispirazione della imperscrutabile volontà di Dio, passaste allo sta-to coniugale, tolleraste con invitta pazienza e mansuetudine tutti i maltrattamenti del vostro consorte, educaste santamente i vo-stri due figli, divenendone vero modello di sposa e di madre cristiana.

O gloriosa Santa, otteneteci dal Signore la grazia di osservare perfettamente gli obblighi del nostro stato. Gloria Patri.

Dolcissima alla voce

D'inesperti genitori,

Fosti sposa ad uom feroce,

Che ti oppresse di dolori.

Deh! Ci ottieni dal Signore

Pazienza e santo amore.

 

4 giorno - Noi lodiamo il Signore, o amabilissima Santa Rita, perché, favorita dalla Divina Misericordia, essendo già morti il vostro compagno e i vostri due figli, rimaneste libera e sciolta da ogni terreno legame, on-de tutta vi dedicaste al ritiro e all'orazione; e mentre eravate ad ascoltare la S. Messa nella Chiesa delle Agostiniane, Gesù vi parlò, dicendovi: Io sono la Via, la Verità e la Vita.

O gloriosa Santa Rita, otteneteci dal Signore la grazia di sentire le sue divine ispirazioni e di seguirle. Gloria Patri.

Santa vedova e disciolta

D'ogni affetto, o vaga Rita,

Con Gesù tutta raccolta,

Al suo cuor Gesù t'invita.

Deh! Ci ottieni dal Signore

Di seguirlo in tutte l'ore.

 

5 giorno - Noi lodiamo il Signore, o fortunatis-sima S. Rita, perché, votata non vi vol-lero accettare, foste miracolosamente in-trodotta in quel monastero, a porte chiuse, dai gloriosi S. Giovanni Battista, Sant'Ago-stino e San Nicola da Tolentino.

O gloriosa Santa Rita, otteneteci dal Signore abbondanti e vere vocazioni per le Case religiose di uomini e di donne, a gloria di Dio ed a salute delle anime. Gloria Patri.

Il bel chiostro d'Agostino

Tu sospiri ed oh! portento,

Col Battista e il Tolentino

Ei ti guida in un momento;

Deh! Ci ottieni dal Signore

La sua grazia e il suo favore.

 

6 giorno - Noi lodiamo il Signore, o S. Rita, per-ché nel monastero di S. Agostino foste mo-dello prima di novizia e poi di professa con la perfetta osservanza delle regole claustrali. Lodiamo il Signore per l'umiltà profonda con cui vi faceste la serva di tutte, per l'esattissima ubbidienza, onde tutte edificaste, per la singolare carità che usaste con le inferme, per le aspre peni-tenze, veglie e digiuni che moltiplicaste e per la eroica fermezza onde abbatteste tutti i demoni.

O gloriosa Santa Rita, ottenete dal Si-gnore lo spirito della perfetta osservanza a tutte le religiose istituzioni. Gloria Patri.

La tua vita claustrale

Fu modello d'osservanza;

Alla Patria immortale

Sollevasti ogni speranza.

Tu ci ottieni dal Signore

Dei peccati un gran dolore.

 

7 giorno - Noi lodiamo il Signore, o dilettissima di Gesù S. Rita, perché, innamorata del Crocifisso, stavate a meditare di giorno e di notte le pene del Divin Redentore e talmente vi accendeste della brama di es-serne partecipe, che una spina (staccatasi dalla corona del Crocifisso) trafisse la vo-stra fronte, formandbvi una misteriosa piaga che vi durò per quindici anni. Lo-diamo il Signore, il quale, ad accresci-mento di vostro merito, dispose che tale piaga, benché celeste, esalasse cattivo odore e verminasse, esponendovi così al ri-fiuto delle vostre compagne.

O gloriosa Santa Rita, otteneteci dal Si-gnore di meditare anche noi con grande amore le pene di Gesù Crocifisso e. parte-ciparle. Gloria Patri.

O che grazia assai divina

Ti concesse il Sommo Bene!

Ti trafisse d'una spina,

Ti fe' parte di sue pene.

Deh! Ci ottieni dal Signore

Di patir per Lui d'amore.

 

8 giorno - Noi lodiamo il Signore, o pazientissima Santa Rita, che tolleraste eroicamente una lunga infermità di quattro anni ed indi, avvisata da Gesù e Maria della vostra im-minente morte, vi disponeste al gran passo con santi trasporti di amore divino, foste favorita di preziosi miracoli dal vo-stro Celeste Sposo e, tutta assorta in Dio, rendeste placidamente il vostro spirito per incontrare quell'eterno premio, che il giu-sto e misericordioso Signore vi aveva pre-parato.

O gloriosa Santa Rita, otteneteci dal Signore la grande grazia della buona mor-te e della eterna salvezza. Gloria Patri.

Come effluvio puro e mondo

Che si leva al ciel diretto,

Così tu da questo mondo

Ten volasti al tuo diletto.

Deh! Ci ottieni dal Signore

Di morir per Lui d'amore.

 

9 giorno - Noi lodiamo il Signore, o prodigiosis-sima S. Rita, per la grande, incomprensi-bile gloria, che vi ha dato il sommo Dio nel Cielo, e per le meraviglie singolaris-sime di cui il Signore ha circondato il vo-stro sacro corpo, che si conserva tuttora incorrotto, che manda tuttora celeste fra-granza,, si muove e si solleva miracolosa-mente nella cassa, ov'è deposto, o per dare salutari avvisi, o per fare atto di ossequio ai Provinciali dell'Ordine ed ai Vescovi della Diocesi, che vengono devotamente a visitarla.

O gloriosa Santa Rita, otteneteci dal Signore la felicissima risurrezione dei giu-sti nel gran giorno del finale giudizio. Gloria Patri.

La tua spoglia veneranda

Cinque secoli sorpassa,

Sempre intatta odor tramanda,

Or si innalza ed or si abbassa.

Deh! Tu ottieni dal Signore

Pace eterna all'uom che muore.

Preghiera - Sotto il peso del dolore, a Voi, cara Santa Rita, io ricorro fiducioso di essere esaudito. Liberate, vi prego, il mio cuore dalle angustie che l'opprimono e ridonate la calma al mio spirito. Voi, che foste pre-scelta da Dio per avvocata dei casi dispe-rati, impetratemi la grazia (si, esprima quanto si desidera).

Se le mie colpe sono di ostacolo al com-pimento dei miei desideri, ottenetemi da Dio perdono e ravvedimento. Confortate la mia fiducia in Voi ed a gloria di Dio farò conoscere il vostro misericordioso patroci-nio a tutti gli animi afflitti.

O gloriosa S. Rita, Voi che foste pro-digiosamente partecipe della gloriosa Pas-sione di nostro Signore Gesù Cristo, otte-netemi di soffrire con pazienza le pene di questa vita e proteggetemi in tutte le mie necessità.

 

DEVOZIONE DEI 15 GIOVEDI'

PRIMO GIOVEDI': Nascita di S. Rita

Virtù: Spirito di orazione

Antonio Mancini ed Amata Ferri, co-niugi dallo spirito veramente cristiano, dopo fiduciose preghiere al Signore, nella loro tar-da età hanno finalmente la certezza d'avere una figlia. Nasce così Rita, in Rocca Porena, tra le montagne della verde Umbria, dono eletto del Cielo, sovrabbondante e felice ri-compensa delle orazioni e buone opere dei suoi genitori.

Salga ogni giorno dal tuo cuore, anima cristiana, la tua preghiera; essa sia indiriz-zata a Dio in gemito d'angoscia, in confes-sione di debolezza, in domanda di conforto, in grido gioioso di consolazione. Affida le tue speranze, le tue gioie e i tuoi dolori alla preghiera. Iddio l'ascolterà. Uniformata al divin volere, la preghiera sarà più efficace e le grazie e le benedizioni divine si river-seranno abbondanti sul tuo capo.

Ossequio. - Pregando oggi, procura di eccitare nel tuo cuore sentimenti di asso-luta confidenza e di pieno abbandono in ogni occasione ai divini voleri e interponi a ciò l'aiuto di S. Rita.

Preghiera. - O gloriosissima Santa Ri-ta, tu che fosti, con dono eletto, elargita da Dio alle preghiere, alle lacrime e alle buone opere dei tuoi genitori, accogli la nostra umile e fervida preghiera. Noi spe-riamo dalla tua intercessione lo spirito del-l'orazione cristiana, che ci faccia rivolge-re al Cielo con confidenza e perseveranza, sempre sicuri dell'amorevole protezione di quel Dio, che ci è padre e che anche quando sembra abbandonarci, lo fa per provare la nostra fedeltà e concederci quindi più abbondanti i suoi doni. Noi siamo miseri e deboli, le passioni ci travol-gono, i desideri della terra ci trascinano lungi dal Cielo; ma vogliamo elevarci su tutte le miserie e le debolezze; vogliamo essere veri cristiani. Deh! Il tuo potente soccorso venga a corroborarci; per tua in-tercessione possiamo sentire sempre più viva in noi la fede, la speranza, la carità; inginocchiati dinanzi al tuo altare, sia in-fusa nel nostro cuore la confidenza, quella confidenza che ci faccia ricorrere a Dio come figli amorevoli e ci. renda. sempre più certi che solo in Lui è il nostro riposo e la nostra pace. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

SECONDO GIOVEDI': Infanzia di S. Rita

Virtù: Prontezza nel servizio divino

Rigenerata appena nelle acque sacramen-tali del Battesimo, cominciano a manifestarsi in Rita i doni celesti. Cura costante, instan-cabile, che di giorno in giorno cresce e dà frutti abbondanti, nella pratica delle virtù cristiane, nella ricerca soltanto di ciò che a Dio più strettamente può unirla; ecco l'in-fanzia di Rita.

Ascolta anche tu, anima cristiana, la voce del Signore. Vigile e pronta studiati di amare Dio con la pratica delle virtù senza affatto procrastinare ad altri tempi, che forse non verranno mai, il servizio di-vino, la pratica piena ed esatta della divina legge. Dio vuole non gli avanzi e i rifiuti delle passioni e del mondo, ma le primizie del tuo cuore.

Ossequio. - Confidando nell'aiuto di S. Rita, cerca di distruggere con atti di virtù la passione che t'impedisce di pra-ticare perfettamente i tuoi cristiani do-veri.

Preghiera. - O avventurata S. Rita, che fin dall'alba dei tuoi giorni sentisti quanto sia dolce darsi in tutto al Signore e col cuore ripieno di amore divino volesti solo ciò che a Dio ti rendesse gradita e fosse di sua gloria, deh! ottieni questo spi-rito a noi, che, miseri e ciechi, correndo dietro alle fallaci illusioni del mondo, di-mentichiamo il nostro Creatore e Padre. Ci ottieni dal Datore supremo di ogni bene la grazia celeste, che illumini la mente, fortifichi il nostro cuore e, spezzando la tenace resistenza degli appetiti malsani, superando le difficoltà dei nemici della nostra salute ci faccia amare solo i van-taggi spirituali. Non invano, o nostra ama-bile Protettrice, noi abbiamo riposto in te la fiducia e la speranza; tu accogli, be-nigna, il voto emesso ai piedi del tuo al-tare; vogliamo prima di tutto e più di tutto solo ciò che sollevi l'anima sino a Dio. Accogli questo voto e presentalo al Padre celeste; venga per noi il giorno av-venturato, in cui possiamo con te lodare il Signore benigno d'averlo accettato per la nostra salute e felicità eterna. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

TERZO GIOVEDI': Matrimonio di S. Rita

Virtù: Ubbidienza

Rita, rinunziando alla gioia di formarsi una famiglia, anela solo allo stato di vergi-nità per essere santa di corpo e di spirito. Ma la volontà dei genitori le ha preparato e scelto uno sposo, e la Santa, dopo lunghe preghiere, offre al Signore il sacrificio del

suo pio desiderio e accetta lo stato coniugale voluto dai parenti.

Ammira, anima cristiana, l'eroica ub-bidienza della nostra Santa e procura di sottomettere i tuoi desideri alla prudenza di coloro, che Dio.ha preposti alle tue cure. Ubbidiente e sottomessa, lo spirito si allie-terà nella vittoria sul male, nella conqui-sta d'ogni bene per la salvezza dell'anima tua.

Ossequio. - Accogli oggi ogni deside-rio dei tuoi superiori senza la più piccola osservazione, ad onore di S. Rita.

Preghiera. - Esempio perfetto di ub-bidienza ai divini voleri, gloriosa S. Rita, accogli la preghiera che erompe dal nostro cuore, desideroso solo di fare quanto possa renderlo a te simile. L'animo nostro riot-toso e superbo vuole solo ciò che piace e dimentica di riconoscere in chi ci comanda il rappresentante di Dio, che manifesta a noi il suo volere per la nostra santifica-zione e salute.

Deh! Tu, o nostra Patrona, impetraci che siano distrutte in noi le radici della ribellione e la superbia; che il nostro capo si pieghi umile, che i nostri desideri ter-reni siano spezzati ed offerti in olocausto di propiziazione e di ubbidienza al Si-gnore. Noi ti vogliamo onorare col più de-gno degli onori: renderci a te simili; ma siamo deboli ed i nostri propositi presto si fiaccano e languono. Venga la tua pro-tezione in nostro aiuto; a te salirà il no-stro omaggio, quando, tua mercè, saremo tuoi imitatori nel seguire ed accogliere la voce di Dio. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

QUARTO GIOVEDI': Vita di famiglia

Virtù: Pazienza

Lo sposo di Rita, d'indole aspra e colle-rica, fa ricadere sulla dolce consorte le du-rezze della sua passione. Ma la nostra Santa, già formata alla scuola di Cristo, risponde all'asprezza con amore; placa le parole di col-lera con accenti di dolcezza ed usa ogni cura nell'adempiere i voleri del marito e nel pre-venire i più piccoli desideri.

Anima cristiana, nelle avversità, nelle contrarietà che ti vengono dagli uomini, non riguardare la persona, ma vedi la mano di Dio, che ti vuol provare e vuole esperimentare la tua fede. La vittoria è promessa a coloro che pazienteranno; la pace, ancora in questa vita, è il premio di chi sa ricevere ogni avversità come manife-stazione della volontà di Dio, che ti è sem-pre Padre, sia quando ti appare benigno per consolarti, sia quando permette la tribolazione per correggerti.

Ossequio. - Offri a S. Rita il desiderio di voler sempre nelle avversità tener pre-sente la tua pazienza, ripetendo a te stessa in qualunque ingiuria ti venga fatta: Sia fatta la volontà di Dio!

Preghiera. - O S. Rita, tu che ci desti un esempio così fulgido di pazienza, ci ot-tieni ancora dal Signore la grazia di po-terti imitare in questa virtù così difficile alla nostra debolezza; vedi quanto siamo contrari al patire, come al sorgere delle più piccole avversità siamo trascinati dal-l'impeto dell'ira e del risentimento! Deh! fa' che, a tuo esempio e mercè il tuo soc-corso, ogni pena ci riesca, nel nome di Dio, amabile; che la grazia di Dio ci commuova, penetri il nostro cuore, ancora carnale, ne comprima le ribellioni e le asprezze e ad ogni occasione, prospera od avversa, non si oda dal nostro labbro pronunziare che una sola parola: Sia benedetto il Signore; benedetto nella salute e nell'infermità; benedetto nella gioia e nella tristezza; be-nedetto in questa vita, nella speranza di poterlo benedire eternamente in Cielo. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

QUINTO GIOVEDI': Uccisione del marito di Rita e morte dei figli

Virtù: Perdono delle offese

La vita coniugale di Rita si chiude con un fosco dramma di sangue: il marito le viene ucciso da.alcuni nemici. In questa lut-tuosa congiuntura Rita rivela tutta la sua virtù; straziata nel più intimo dell'animo, sopporta senza ribellione l'aspro colpo, per-dona per amor di Dio gli uccisori del marito e domanda ed ottiene la grazia che i suoi fi-gli, anelanti a vendetta, le siano tolti prima che la loro anima resti macchiata dal peccato.

Non rispondere mai, anima cristiana, all'offesa con l'offesa, ma impara da Rita a perdonare coloro che ti hanno fatto qual-che male, se vuoi che Iddio ti conceda il suo perdono e le sue grazie. Questo vuole da te il Signore, che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e su tutti fa scendere la rugiada.

Ossequio. - Nei momenti in cui l'odio e le avversioni mettono in subbuglio l'a-nima tua, stringi al cuore l'immagine di S. Rita e studiati di imitarla nella virtù del perdono.

Preghiera. - O ammirabile S. Rita, che dimostrasti nel perdono a coloro che ave-vano straziato il tuo cuore quanto eroica fosse in te la virtù. cristiana del perdono, fa' che ancora nei nostri cuori si accenda la fiamma della carità divina, che di-strugga ogni sentimento di avversione e di odio verso coloro che ci hanno offeso. Tutti gli uomini sono nostri fratelli, tutti siamo figli dello stesso Padre; eppure per cecità e malizia ad una semplice parola, ad un atto a noi contrario, sorgono dal no-stro animo, ci vengono sulle labbra ac-centi di disprezzo, parole pungenti ed a-spre; alla minima offesa, solo solleciti di soddisfaré la passione, invochiamo sui no-stri prossimi il danno e l'onta. O gloriosa Santa, a te ricorriamo, confusi ed atter-riti della nostra miseria e malizia, domandando il tuo aiuto, ché sia, per la tua in-tercessione, confuso lo spirito di odio e di omicidio, che innanzi allo sguardo ci sia il Crocifisso ed al nostro orecchio ri-suoni il supremo accento del morente Fi-glio di Dio ed insieme ne discenda il vi-gore supremo, che nell'offensore ci faccia riconoscere il fratello, che dia la forza di poter sempre ripetere, quanto ora diciamo a piè della tua immagine: Sì, ognora il perdono; non più offese tra gli uomini perché tutti dobbiamo unirci in Dio, per-ché di tutti è Dio Padre celeste; non più offese, non più! Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

SESTO GIOVEDI': S. Rita entra nel Monastero

Virtù Perseveranza

Rita, decisa a darsi più assolutamente a Dio, domanda per ben tre volte di essere am-messa tra le Agostiniane di Cascia; ma que-

ste, non use ad ammettere nel pio recinto se non vergini, le rifiutano l'ingresso.

L'aiuto divino interviene a coronare i suoi desideri. Pregando essa una notte, si sente chiamare da una voce celeste, e, gui-data dai suoi Protettori, S. Giovanni Battista e dai Santi Agostino e Nicola da Tolentino è miracolosamente introdotta nel Monaste-ro, con sorpresa delle Suore che, commosse al miracolo, ne rendono grazie a Dio.

Apprendi, anima cristiana, da ciò a per-severare nella preghiera e nel bene. Iddio ti avverte che la costanza è uno dei caràt-teri della preghiera vera ed efficace. Egli vuole che fidi nella; sua parola. Potrai t˙ negargli fiducia? Negli abbandoni, nelle ripulse, nei dolori sempre ama e spera; ricordati che la perseveranza è l'aroma e il balsamo, che conserva e difende le buone opere.

Ossequio. - Allorché ti sembra di. non essere ascoltata nelle tue preghiere, con-fida nel Signore e ripeti a S. Rita che vuoi imitarla.

Preghiera. - Ecco, o S. Rita, ai tuoi piedi anime, che troppo spesso assale lo sconforto, che, deboli e misere, non son ca-paci di resistere ad una lunga lotta, che non combattono un giorno intero se non hanno la speranza di poter riposare al do-mani. Tu, che fosti così perseverante nelle ripulse più ostinate, che non lasciasti di correre sempre animosa nella via di Dio, per quanto difficili ostacoli ti contrastas-sero il cammino, vieni in aiuto della no-stra debolezza. Senza il soccorso divino noi non saremo capaci di mantenerci co-stanti nel bene. Troppo forte è il desiderio di vedere esauditi i nostri, slanci verso il Cielo, perché possiamo a lungo mantenere in alto i pensieri e le aspirazioni. Ma noi sappiamo ancora che tutto possiamo in Colui che ci conforta. 4 nostra Protet-trice, ci ottieni tu la grazia divina che ci corrobori, che tempri al bene il nostro cuo-re molle e carnale. Sotto la tua guida, sor-retti dalla tua potenza, noi persevereremo nel desiderio, finché giungeremo al pre-mio promesso; ed al pianto succederà sola ed eterna la lode. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

SETTIMO GIOVEDI': S. Rita esempio di osservanza regolare

Virtù: Fedeltà agli obblighi dello stato

Le virtù di Rita risplendono maggior-mente nel chiostro, dove ella si fa a tutte esempio perfetto di osservanza; umile e do-cile con le sorelle, sottomessa in lutto alla volontà della Superiora, Rita è l'espressione della regola; in lei è dato ammirarne l'adem-pimento pieno e intero.

Dalla fedeltà di Rita alle sue regole ap-prendi, anima cristiana, come regolare la tua vita. Qualunque sia il tuo stato, esso t'impone dei doveri, che altri potrebbe riguardare come un peso insopportabile, ma che tu; da cristiana che sei, devi considerare quali precetti e mezzi di santi-ficazione. I genitori ed i figli, i superiori ed i sudditi, tutti ricordino che il pic-colo atto, il minimo obbligo, l'opera più indifferente, sono scale per ascendere al Cielo, quando siano accettati con animo cristiano.

Ossequio. - O gloriosa S. Rita, nella pratica piena e non mai interrotta dei tuoi doveri religiosi desti l'esempio luminoso dell'adempimento degli obblighi del pro-prio stato, fa' che questo tuo esempio ci sia stimolo potente a compiere con cuore, acceso del desiderio di conformarci al divino volere, quanto è richiesto dalla no-stra condizione. Iddio per sua immensa bontà volle che tutto potesse servire alla nostra santificazione e che le necessità della vita e le preoccupazioni materiali, accettate dalla sua mano e da Lui offerte, si trasformassero in meriti di grazia e di virtù. Per tua bontà possiamo noi servirci di questo dono celeste. Implòraci la luce che guidi la nostra mente, la fiamma che accenda il nostro cuore, sì che nelle in-gombranti e caduche cose del mondo rac-cogliamo la messe celeste. Per la benignità divina e per la tua intercessione, tutto cooperi al nostro bene e ci avvicini alla Patria, cui l'anima sospira tra le miserie della terrena peregrinazione. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

OTTAVO GIOVEDI': S. Rita amante del Crocifisso

Virtù: Sofferenza

La contemplazione dei dolori del Croci-fisso Signore e il desiderio ardente d'assa-porare parte degli spasimi della Passione, sono per Rita continuo stimolo e cura. Ai piedi di Gesù, trafitto sulla Croce, ella la-crima e prega. Un giorno mentre più fervi-damente è assorta nella contemplazione della Passione di Cristo, dalla corona di spine una se ne stacca e va a conficcarsi in fronte alla Santa, producendovi una piaga dolorosa, per la quale Rita si rende più simile e più stret-tamente unita al Crocifisso Signore.

Innalza spesso, anima cristiana, il tuo pensiero alla Passione di Cristo ed impara ad esempio di Rita che per essere di Gesù Cristo, devi abbracciare con pazienza i do-lori della vita, accettando con rassegna-zione tutte le croci che il Signore si com-piacerà mandarti.

Ossequio. - Farai durante il giorno qualche mortificazione, rinnegando la tua volontà ed accettando dalle mani di Dio le contrarietà che ti occorreranno.

Preghiera. - O amante appassionata del Crocifisso, invitta S. Rita, una parte almeno del tuo amore alla tribolazione ci sia trasfusa nel cuore. Fa' che il nostro sguardo si apra a contemplare tutta la bellezza cristiana del dolore e della bontà. Noi sappiamo che il Cristo ha scelto vo-lontariamente la Croce e le tribolazioni, rigettando il gaudio e le gioie; questo do-vrebbe farci più che persuasi il vero bene non esser nel riso, ma nel pianto e che l'uomo deve soffrire, se vuol rendersi de-gno del suo Dio. Ma la nostra miseria e cecità è così grande che chiamiamo felici i fortunati del secolo e detestiamo le ama-rezze salubri del dolore. Deh! o nostra Pro-tettrice, vieni tu ad illuminarci col tuo esempio, affinché aspiriamo ad unirci con Gesù, accettando con pazienza ogni do-lore e avversità; e, benché tanto lontani dalla perfezione, ottienici che ancora noi possiamo, guardando il Cielo dove ci a-spetta la salute e donde ci viene la forza, ripetere le sublimi parole di San Paolo: Sono sovrabbondante di gaudio in ogni mia tribolazione. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

NONO GIOVEDI': Vita nascosta di S. Rita

Virtù: Raccoglimento

Rita, tutta accesa del desiderio di rac-cogliersi col suo Dio, non prova maggior di-

letto che nel silenzio e nella solitudine. Se la carità, l'ubbidienza, la devozione la chia-mano qualche volta a contatto del mondo, ella non nega d'abbandonare la sua celletta, ma, appena libera, ritorna al suo ritiro, dove impara sempre più a stimare i beni spiri-tuali ed eterni.

Eccoti, anima cristiana, un ammaestra-mento nelle tue svariate occupazioni; ri-fletti che il raccoglimento non è soltanto imposto ai Frati, ma è una virtù comune a ogni cristiano. Quando la necessità di famiglia, d'ufficio, quando la carità, la pru-denza, la convenienza ti chiamano in mezzo al mondo, non rifiutarti; ma fuggi tutto ciò che possa dissipare il tuo spirito. Dio parla al cuore raccolto e le sue ispirazioni sono riservate a coloro, che si tengono lon-tani dalle mondane distrazioni.

Ossequio. - Trattieniti oggi per qual-che tempo raccolta in casa, dedicandoti alla considerazione dei beni celesti e fa-cendo qualche orazione speciale ad onore di S. Rita.

Preghiera. - O S. Rita, pervenga oggi a te la nostra prece supplice e commuova il tuo cuore a pietà. Da quante miserie morali siamo afflitti! Come l'anima nostra corre dietro le vanità, dimentica del suo Fattore e del vero bene! Incuranti e con-trarii a raccoglierci in noi stessi per ascol-tare la voce di Dio, che nel silenzio ci parla ammonitrice e confortatrice, i nostri sguardi, la nostra memoria, i nostri desi-deri ed affetti, tutto anela alle conversa-zioni, ai piaceri e ai rumori del mondo. Noi imploriamo il tuo soccorso a fine di arrenderci all'amore del Cielo. Prendi tu il nostro cuore, avvicinalo al tuo, ed al contatto purificatore togline la natia in-costanza e leggerezza. L'amore del Cielo ci rende insipide le conversazioni ed i ru-mori della terra, e, tua mercè, impariamo ancora noi che non v'è gioia, non v'è spe-ranza, non v'è pace maggiore di quella che Iddio concede a coloro, che, non cu-rando o, sprezzando le vane parole degli uomini, cercano solo di ascoltare nel si-lenzio la voce divina. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMO GIOVEDI': S. Rita accesa d'amore divino

Virtù: Carità verso Dio

In tutta la vita di Santa Rita domina so-vrano e incontrastato l'amore verso Dio. Lu carità è l'ispiratrice di ogni pensiero, d'ogni desiderio, d'ogni palpito della nostra Santa e si manifesta nelle sue ardenti aspirazioni, nelle lunghe, continue preghiere, nella me-ditazione instancabile della Divina Bontà.

Raccogliti, anima cristiana, in te stessa e medita con profonda attenzione il primo e più grande comandamento della legge divina: Ama il tuo Signore, sommo ed infinito Bene, col più vivo amore. Egli ti ha amata fino a farsi Uomo e morire per te. O anima, non ti confondi di fronte a tanto amore? Ama dunque Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le facoltà. Se il tuo amore non è ancora ac-ceso delle fiamme dell'amore divino, oh! non frapporre più indugi; abbandonati al tuo Padre Celeste e sentirai quanto è dolce Dio a coloro che lo amano.

Ossequio. - Ripeti tre volte, durante il giorno, con vivo sentimento l'atto di ca-rità e, a imitazione di S. Rita, procura di pensare spesso all'amore che il Signore ha avuto per te.

Preghiera. - O gloriosa S. Rita, tu che fosti accesa dell'amore divino, accogli sotto la tua protezione noi così tiepidi e languidi e fa' che :possiamo imitarti. Noi, conosciamo tutta la necessità, la giustezza, la pace e la bontà, che si ritrova nell'a-more verso un Dio, che ci ha ricolmati dei suoi benefici e per, cui ogni istante della nostra vita segna un beneficio. Però me-schini ed umili non possiamo elevarci all'altezza della divina carità senza il soc-corso della grazia divina. Tu, o nostra Pro-tettrice, ci ottieni questa grazia; per essa sia trasformato l'animo nostro, sicché ar-dentemente desideriamo di gareggiare in amore divino coi Santi e con gli Angeli. Dal Signore, eterna carità ed eterna misericordia, Padre pietoso dell'anima nostra, imploraci il tesoro della divina carità e più fervida salirà a te la nostra prece e più gradita ed accetta tu la presenterai al Signore. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMOPRIMO GIOVEDI': S. Rita e i suoi simili

Virtù: Carità verso il prossimo

La vita di Santa Rita ci manifesta altresì una cura continua e vigilante di beneficare con ogni mezzo gli uomini, senza alcuna di-stinzione. Mentre ella era nel secolo, delle sue tenui sostanze donava con abbondanza ai poveri. L'amore del prossimo le fece per-donare generosa agli uccisori del marito, spinta da carità, si dava indefessa alla cor-rezione dei vizi e per tutti aveva parole di ammonimento, di conforto e di efficace istru-zione. Anche nel chiostro, Rita, non che tra-lasciare, raddoppiava la pratica di questa bel-lissima virtù a riguardo delle sue consorelle, in nulla risparmiando se stessa, pur di gio-vare loro.

Considera, anima cristiana, che il pre-cetto di amare il prossimo come te stesso è stato proclamato dal Signore simile al primo, ch'è il più grande fra tutti, cioè all'amore di Dio. Tu non lo ignori. Eb-bene, hai adempito e adempi questo pre-cetto, nel quale insieme col primo, si com-prende tutta la legge? Procura quindi con ogni mezzo di amare il tuo prossimo; ma ricordati che allora solo potrai giustamente e veramente amare, quando l'amore ab-bia il suo fondamento in Dio.

Ossequio. - Pratica qualche atto di ca-rità verso il prossimo e innanzi l'imma-gine di S. Rita rinnova il proposito d'e-stinguere in te ogni avversione agli altri.

Preghiera. - Confusi dalla certezza della nostra indegnità, noi ricorriamo a te, o S. Rita. Il precetto e l'esempio del Signore, la vita dei Santi e delle anime veramente cristiane ci inculcano in ogni maniera la necessità di amare il prossimo, di nutrire per tutti sentimenti della più tenera carità; ma noi, amanti solo del no-stro comodo, ubbidienti alle passioni scor-rette, ce ne dimentichiamo troppo spesso nella pratica, anšorché il labbro ancora ri-peta l'atto di amore. Deh! o nostra Pro-tettrice, la tenera carità, che pei miseri e peccatori nutristi in terra e che ora, subli-mata in Dio, con più intenso ardore agita il tuo cuore, converti a nostro vantaggio; sia nobile trionfo della tua carità, che è la carità di Dio, la trasformazione dell'a-nimo nostro, che da freddo, divenga in-fiammato d'amore, da egoista:, pieno di te-nere sollecitudini per gli altri, da desi-deroso solo del bene proprio, consacrato al sollievo di ogni felicità. Accogli la no-stra preghiera, o S. Rita, e da te ascoltata, ci faccia ripetere i ringraziamenti di giorno in giorno più pieni e sentiti alla infinita misericordia di Dio. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMOSECONDO GIOVEDI': S. Rita penitente

Virtù: Mortificazione

La Santa di Cascia trascorre la sua vita in una continua penitenza. Le sue facoltà, i sensi, la mente, la volontà, tutto il corpo, tutta l'anima sono da lei confitti alla Croce con Cristo. è appunto la mortificazione che mantiene il profumo delle sue virtù e le f a conservare illibato il fiore eletto d'ogni bene.

Anche a te, anima cristiana, è neces-saria la mortificazione. Non lasciarti il-ludere dai fallaci argomenti di coloro che ti vorrebbero far credere l'uomo dover sempre soddisfare ogni suo desiderio. Ha detto nostro Signore che nella penitenza è la nostra salute. Mortifica quindi te stes-sa, vivendo sobriamente, giustamente e pienamente, allontanando ogni desiderio del mondo e dei sensi e tenendo l'occhio alla beata speranza del regno di Dio.

Ossequio. - Per amore di Dio e in omaggio a S. Rita astieniti da qualche le-cito divertimento e dalle futili e vane cu-riosità.

Preghiera. - O S. Rita, noi ti presen-tiamo il proposito, nato dalla considera-zione delle tue penitenze, di voler morti-ficare ogni cattiva tendenza, di offrire al Cielo il sacrificio dei nostri terreni desi-deri, affine di renderci benigna la nostra offerta; e tu, che ce la ispirasti, ci ottieni di poterla conservare con fedeltà ed amore. Fa' che, appena tornati dalle consuete oc-cupazioni, non ce ne dimentichiamo, di-venendo come prima immortificati e in-sofferenti d'ogni ritegno. Vogliamo ren-derci a te simili, o nostra Protettrice! Lo sappiamo; la nostra volontà è debole e la-bile, ma è potente la tua intercessione; questa, dunque, ci fortifichi e ritempri a virtù l'animo inclinato al male. Da' al mondo ancora questo spettacolo del tuo potere, dell'immensa grazia che il Signore ti accorda che siano piegate le nostre vo-lontà ribelli ad accettare con rassegnazione e con gioia le avversità, che, sobri e tem-peranti, sappiamo negarci i piaceri dei sensi, per aspirare solo alle consolazioni dello spirito. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMOTERZO GIOVEDI': S. Rita e il mondo

Virtù: Cura dei beni celesti

In tutto il corso della sua vita la nostra Santa mostra tutto il suo disprezzo per i beni terreni. Ne diede prova luminosa nella vita del secolo, quando ripeteva a se stessa. Non sono fatta per la terra, ma per il Cielo. Più chiaro segno ne dà dentro il chiostro, rinunziando ad ogni bene ed alla stessa la-colta di possederne, non solo in realtà; ma ancora con l'affetto. Il suo cuore non si at-tacca mai a bene terreno; nessuno dei suoi sentimenti è mai legato ad alcun possesso.

Anche tu, anima cristiana, che vivi nel mondo, sei obbligata a distaccare il tuo cuore dai suoi beni.

Non ti s'impone la rinuncia a ogni fa-coltà; ma temi che gli onori e la cura d'ac-cumulare ricchezze non ti allontanino dal Cielo. Le ricchezze, i mezzi terreni e gli onori non ti servano giammai a commet-tere con più facilità il male, ma piuttosto ti siano occasione di virtù e di merito presso Dio. Nulla ti gioverà avere gua-dagnato tutti i beni del mondo, se avrai perduto l'anima tua!

Ossequio. - Prìvati di qualche cosa, che non ti sia necessaria, e per amore di S. Rita distribuiscine il prezzo in opere buone.

Preghiera. - Esaudisci, o S. Rita, esau-disci tu, nostra speranza e nostro conforto, l'umile nostra preghiera. Quale abisso di miseria abbiamo in noi! Così la tua inter-cessione sana ed apre le nostre orecchie, perché odano la voce di Dio; sana ed apra i nostri occhi, perché ne vedano i cenni; sana e fortifica la nostra volontà, perché sia decisa e forte nell'ubbidirgli.

Noi fatti per il Cielo, noi eredi del re-gno di Dio, ci siamo abbassati sino al fan-go; storditi dal frastuono del mondo ab-biamo ascoltato le voci, che ci promette-vano la felicità dei beni terreni, dimenti-cando la voce severa del nostro Padre, am-monente che nell'amore delle ricchezze perdevamo il suo amore. Deh! tu che pro-vasti tutta la dolcezza dei beni celesti, ne infondi una stilla nei nostri cuori; ed allora nulla più cureremo, nulla sarà capa-ce di muoverci per il loro acquisto; ed i beni materiali non saranno da noi cer-cati anche a prezzo della religione,-della giustizia, della carità. Sia splendido trionfo della tua grazia che si rendano tutti amanti del Cielo, coloro che finora non cercavano ed anelavano se non la terra. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMOQUARTO GIOVED': S. Rita arricchita di doni celesti

Virtù: Confidenza

In S. Rita noi ammiriamo, in una suc-cessione non interrotta, miracoli e grazie straordinarie. Il candido sciame di api che entra ed esce dalla sua bocca in culla, il suo prodigioso ingresso nel monastero, la spina che le ferì la fronte, la cognizione del futuro e delle cose assenti e lontane, il dono di guarigioni, non ci ricordano che una mi-nima parte delle grazie straordinarie, onde è adornata la nostra Santa. E il dono dei miracoli si mantiene sempre vivo e cresce dopo la sua morte.. I secoli trascorsi non servono che a più magnificarli, a far ricor-rere a lei con viva fiducia e a più vaste schiere i popoli sono mossi ad invocare la eroina di Cascia: SANTA DEGLI IM-POSSIBILI.

I doni celesti, anima cristiana, debbono avvivare la tua confidenza in Dio. Nelle difficoltà della vita, nelle angustie, nelle av-versità cerca Dio e sarai consolata.

La confidenza nel Signore sia la base di tutta la vita. Dove le tue forze vengono me-no, abbandonati con fiducia nelle braccia del Redentore, il quale ti ha creata, è vero, senza di te, ma non vuole salvarti se non con la tua cooperazione.

Ossequio. - Nelle 'preoccupazioni fida nel Signore e proponi di voler nei pericoli interporre l'intercessione di S. Rita.

Preghiera. - O gloriosa S. Rita, che formasti l'oggetto delle compiacenze di Dio e fosti da Lui arricchita dei più grandi mi-racoli, muoviti a pietà di noi deboli ed in-fermi, esposti a mille tentazioni e pericoli! Il grande potere a te concesso, converti a bene nostro. Ora che vivi beata e gloriosa, nella sicurezza della perpetua unione con Dio, puoi meglio adoprarti affinché sul no-stro capo siano versate a larga mano le ce-lesti benedizioni e per mezzo di queste gra-zie e benedizioni divine viva e forte vigo-reggi nell'animo la confidenza nel Cielo.

Deh! ci, ottieni che spogliandoci della troppo fallace fiducia nei mezzi umani, cre-sca in noi quella nei divini. L'anima nostra si affidi tutta al Signore, sicchè nel Signore speri più che nelle proprie forze, nel pro-prio ingegno, nella propria potenza o in quella di ogni creatura. Impetraci questa confidenza, o gran Santa; e ai piedi della tua immagine gloriosa noi promettiamo di custodirla come un tesoro e di benedir-tene per sempre. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

DECIMOQUINTO GIOVED': Morte di S. Rita

Virtù: Desiderio del Cielo

Il 22 Maggio 1457, in età di 76 anni, dopo una malattia, durante la quale ella dà prova di eroica pazienza e di vivissimo de-siderio di volare al Cielo, Rita muore. La soave pace della Santa è accompagnata da miracoli, da visioni della sua gloria; il suo corpo pare ringiovanirsi e rivestirsi di quel-l'incorruttibilità, onde il Signore l'ha con-sacrato ai secoli e reso chiaro attestato del-l'eccelsa santità dell'anima, che l'ha infor-mato e che ora canta coi Cittadini Beati le lodi perenni dell'Onnipotente.

Ricorda, anima cristiana, che la morte è il principio d'una vita nuova e ripeti sem-pre con S. Paolo: O morte, dov'è la tua vittoria? Rifletti che la morte è il transito al riposo ed alla felicità eterna per coloro che sono in grazia di Dio; a questa felicità aspira anche tu con tutto l'animo. Su, in alto, molto in alto, oltre le stelle è la pa-tria; non lo dimenticare un istante. Questo desiderio, questa preghiera ti renderà mi-gliore e ti farà venire a nausea ogni cosa bassa e vile, ti farà amare il bene e la virtù.

Ossequio. - Come frutto di questo pio esercizio proponi d'imitare le virtù della Santa, in qualunque stato di vita ti trovi, ripetendo ogni giorno a te stessa il pen-siero di S. Rita: non son fatta per la terra, ma per il Cielo.

Preghiera. - O S. Rita, a te che vene-riamo in Cielo risplendente di gloria, s'indi-rizza umile e fidente la nostra preghiera da questa bassa valle di pianto. Noi ane-liamo al riposo eterno; ma un terribile dubbio ci assale e trafigge il cuore. Arri-veremo alla terra promessa? Godremo un giorno con te dopo tante colpe, tante pro-messe fatte e non mantenute, tante ispi-razioni e grazie disprezzate? Deh! t'inter-poni ;per noi presso Dio e ci ottieni miseri-cordia; se la nostra indegnità è grande, la misericordia divina è infinitamente più grande; noi pentiti preghiamo il Signore che ci conceda quanto domandiamo senza alcun nostro merito; ed Egli che ci ha fatti dal niente, perché impetrassimo i suoi doni, non mancherà di accogliere la nostra preghiera ed il nostro pentimento. Tu, o nostra Protettrice, aiutaci a mantenerci fedeli alle promesse fatte al Signore; ci ottieni che sempre ci guidi e conforti e protegga in vita la beata speranza del Cielo, sì che alla fine dei nostri giorni possiamo chiudere gli occhi a questa vita, sicuri che, per grazia della Divina Bontà, li riapriremo alla gioia del Paradiso, ove con te loderemo, ringrazieremo, benedi-remo in eterno il nostro Padre, il nostro Redentore, il nostro Dio. Amen!

Responsorio

D. - S. Rita prega per noi. R. - Perché diveniamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione. - O Dio, che a S. Rita ti degnasti infondere tanta grazia, da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della tua carità e Passione, concedi, ti preghiamo per suo merito ed intercessione le sofferenze della tua Pas-sione, in modo da ottenere il premio pro-messo ai miti e a coloro che piangono. Amen! - Pater - Ave - Gloria.

 

 SUPPLICA A S. RITA DA CASCIA

da recitarsi il 22 maggio - ore 12

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O eccelsa Taumaturga del mondo cat-tolico, o gloriosa. S. Rita, come sale bella a voi dal nostro cuore la preghiera in questo giorno, dedicato dalla Chiesa alla vostra festività!

In quest'ora solenne, in cui mille e mille cuori a voi si rivolgono, fidenti e pieni di santa speranza, per esperimentare sempre la celebre protezione, anch'io unisco la umile preghiera per impetrare le grazie di cui ho tanto bisogno.

O gran Santa della Chiesa di Dio, non sarà possibile che la mia fiducia nel vostro patrocinio resti delusa. E non siete voi colei, che i popoli chiamano la Santa degli Impossibili, l'Avvocata dei casi disperati? Ed io appunto mi trovo in tali infelici condizioni per le mie colpe!

Voi non vorrete allontanare da me il vostro sguardo; non sarà per me chiuso il vostro cuore, perché anzi sono certo della vostra potente intercessione. Conosco che ne sono indegno per i miei gravissimi peccati; ebbene si vedrà la vostra celeste carità, il vostro grande amore, ottenendomi la salvezza dell'anima.

è questa la grazia che principalmente chiedo a Dio, mercè vostra, in questo giorno, sacro al vostro natale in Paradiso (ognuno esponga la grazia) e con questa le altre grazie necessarie al mio stato.

O buona S. Rita, esaudite i miei voti, ascoltate i miei gemiti, asciugate le mie lacrime. Anch'io proclamerò al mondo che chi vuol grazie le domandi a Dio per mezzo di S. Rita e sicuramente sarà esaudito.

In questo giorno di gloria, in cui mag-giore e più viva si ridesta la comune fi-ducia nel vostro patrocinio, vi prego di ottenere da Dio la benedizione, che imploro su me, sui presenti, sul Vicario di Gesù Cristo, sul cattolico Episcopato e Sacer-dozio, sugli Ordini Religiosi, sui, promotori del vostro culto, sugli infermi, i poveri, i derelitti, sui peccatori, su tutti ... e sul-le anime sante del Purgatorio.

O S. Rita, Sposa. amabilissima di Gesù Crocifisso, da cui aveste in dono una delle .spine della sua sacratissima corona, in que-sto giorno del vostro trionfo, aiutatemi! La vostra protezione mi accompagni sino al punto della morte. Amen! Tre Pater, Ave e Gloria.

Prega per noi, o Santa Rita. Acciocché siamo degni delle promesse di Cristo.

ORAZIONE - O Dio, che a S. Rita vi degnaste infon-dere tanta grazia da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della vostra carità e Passione, con-cedeteci, vi preghiamo, per suo merito ed intercessione, di perdonare i nemici nostri e contemplare le sofferenze della vostra Passione. Per Cristo nostro Signore. Amen!

 

CANTI

Chi la grazia

Chi la grazia più non spera,

Volga a Rita i preghi suoi,

che di Rita la preghiera

Ogni grazia ottiene a noi.

Questo dicono i portenti

ch'ella ottiene ai suoi devoti,

Questo dicono le genti

Di cui Rita appaga i voti.

Vedovella senza duce

Chiede il Chiostro di Agostino

E il gran Santo la introduce

in un mondo assai divino.

Mentre prega il Dio amante,

E, pregando, arde amorosa,

Cristo infligge alla sua Sposa,

Una Spina sanguinante.

Già d'amor ferita langue,

Sembra spenta una colomba,

E pur manda odore e sangue,

Par che viva esca da tomba.

Vegga ognun, o Rita bella,

Quanta sia la tua possanza,

Quanto è ver che sei la stella

Di chi perde la speranza.

A Dio Trino Eterno ed Uno,

Che diè a Rita un tal potere,

Mandi eterna gloria ognuno

che risuoni in sulle sfere.

 

ROSARIO DI SANTA RITA

Deus in adiutorium meum intende Domine ad adjuvandum me festina. Gloria Patri,

PRIMO MISTERO

Santa Rita, tu ora godi

Nel cielo il Sommo Bene,

Vera amante delle pene,

Che soffrì per noi Gesù. Pater Noster, etc.

 

Mentre Dio ci accorda vita

Diamo tutti lode a Rita;

E per sempre, sia lodata

Rita in Cielo coronata.

(Si ripeta per dieci volte). Gloria Patri, etc.

 

SECONDO MISTERO

Imitasti il Nazareno

Perdonando l'uccisore,

Ed i figli con ardore

incitasti a perdonar. Pater Noster, etc.

 

Mentre Dio ci accorda vita

Diamo tutti lode a Rita;

E per sempre, sia lodata

Rita in Cielo coronata.

(Si ripeta per dieci volte). Gloria Patri, etc.

 

TERZO MISTERO

Resa vedova, chiedesti

Sacro Chiostro, in cui già regge

D'Agostin la dolce legge

Per sacrarti al Sommo Ben. Pater Noster, etc.

 

Mentre Dio ci accorda vita

Diamo tutti lode a Rita;

E per sempre, sia lodata

Rita in Cielo coronata.

(Si ripeta per dieci volte). Gloria Patri, etc.

 

QUARTO MISTERO

Ed il corpo in quell'asilo

Tu stringesti con catene

Con digiuni e aspre pene,

Per amore di Gesù. Pater Noster, etc.

 

Mentre Dio ci accorda vita

Diamo tutti lode a Rita;

E per sempre, sia lodata

Rita in Cielo coronata.

(Si ripeta per dieci volte). Gloria Patri, etc.

 

QUINTO MISTERO

Quella spina insanguinata

Che trafisse la tua fronte

è per me celeste fonte

Di conforto nel dolore. Pater Noster, etc.

 

Mentre Dio ci accorda vita

Diamo tutti lode a Rita;

E per sempre, sia lodata

Rita in Cielo coronata.

(Si ripeta per dieci volte). Gloria Patri, etc.

 

PREGHIERA

Or che godi in Ciel più bello

Di Gesù l'amabil viso,

A noi volgi il tuo sorriso

Nella valle dei sospir.

Finché spenta la scintilla

Della vita nel dolor,

Fisseremo la pupilla

Nella luce del Signor.

Ci sia caro in questa vita

Il tuo nome, o S. Rita;

Tu, nei casi disperati

Sii conforto ai tribolati.

O gloriosa S. Rita, voi che foste pro-digiosamente partecipe della dolorosa Pas-sione di nostro Signore Gesù Cristo, otte-neteci di soffrire con rassegnazione le pene di questa vita e proteggeteci in tutte le nostre necessità.

 

LODI IN ONORE DI S. RITA

Signore, abbiate pietà di noi.

Cristo, abbiate pietà di noi.

Cristo, ascoltateci.

Cristo, esauditeci.

Dio, Padre Celeste, abbiate pietà di noi.

Dio, Figlio, Redentore del mondo, abbia-te pietà di noi.

Dio, Spirito Santo, abbiate pietà di noi.

Maria, Regina di tutti i Santi prega per noi

S. Rita nostra guida all'eternità prega per noi

S. Rita nostra avvocata potentissima prega per noi

S. Rita dono eletto del Cielo prega per noi

S. Rita preannunziata da un Angelo prega per noi

S. Rita ammirabile nella fanciullezza prega per noi

S. Rita amante della solitudine prega per noi

S. Rita specchio di ubbidienza prega per noi

S. Rita esemplare di amabilità prega per noi

S. Rita modello della purezza prega per noi

S. Rita esempio di sposa e madre prega per noi

S. Rita invitta nella pazienza prega per noi

S. Rita mirabile nella fortezza prega per noi

S. Rita eroina nel sacrificio prega per noi

S. Rita generosa nel perdono prega per noi

S. Rita martire di penitenza prega per noi

S. Rita chiamata con prodigi al Chiostro prega per noi

S. Rita vedova santa prega per noi

S. Rita munifica verso i poverelli prega per noi

S. Rita pronta alla divina vocazione prega per noi

S. Rita specchio di vita claustrale prega per noi

S. Rita miracolo di mortificazione prega per noi

S. Rita mazzolino di mirra olezzante prega per noi

S. Rita giardino eletto d'ogni virtù prega per noi

S. Rita innamorata di Gesù Crocifisso prega per noi

S. Rita trafitta da spine da Gesù prega per noi

S. Rita amante figlia di Maria SS. prega per noi

S. Rita languente di amor divino prega per noi

S. Rita ricevuta con festa nel Cielo prega per noi

S. Rita onorata di gloria sublime prega per noi

S. Rita margherita del Paradiso prega per noi

S. Rita ricca di singolare potenza prega per noi

S. Rita astro benefico degli erranti prega per noi

S. Rita sicuro conforto dei tribolati prega per noi

S. Rita àncora di salvezza prega per noi

S. Rita salute degli infermi prega per noi

S. Rita scampo nei pericoli prega per noi

S. Rita Santa degli impossibili prega per noi

S. Rita Avvocata dei casi disperati prega per noi

S. Rita potente soccorritrice di tutti prega per noi

S. Rita taumaturga del mondo prega per noi

S. Rita presente a quanti zelano il vostro culto prega per noi

S. Rita ardente di zelo per la voce del Papa prega per noi

S. Rita fervente discepola della Chiesa prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdona a noi, o Signore.

Agnello di .Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi, o Signore.

ORAZIONE - O' Dio, che a S. Rita vi degnaste infon-dere tanta grazia da amare gli stessi nemici, e portare nel cuore e sulla fronte

i segni.della vostra carità e Passione; con-cedeteci, vi preghiamo, per suo merito ed intercessione, di perdonare i nemici nostri e contemplare le sofferenze della vostra Passione, in modo da ottenere il premio promesso ai miti ed a coloro che piangono. Amen!

GIACULATORIA - O gloriosa S. Rita, che foste prodigio-samente partecipe della Passione di No-stro Signore Gesù Cristo, ottenetemi di soffrire con rassegnazione le pene di que-sta vita e 'proteggetemi in tutte le mie necessità. Amen!

FINE

 

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BATTAGLIA E... SCONFITTA

Una persona è intenta a lavorare nella sua stan-zetta. D'un tratto, ecco farsi avanti il demonio, in modo invisibile ma reale. Egli presenta alla fanta-sia delle scene di peccato; mia esse son subito re-spinte. Fallito il primo colpo, il demonio tenta il secondo e più forte. Ripresenta le stesse immagini, ma a colori più vivi ed attraenti. L'anima dovrebbe subito ricorrere a Dio con umiltà, senza fermarsi a discutere con il maligno; ma disgraziatamente pre-sume di se stessa e si ferma volontariamente a con-templare la tentazione.

Ottenuto ciò, il demonio va avanti e dice: Perchè, o anima, non metti in pratica quanto pensi? - Non posso; Dio me lo proibisce! - Ma che male fai del resto? Non sei forse libera della tua volontà? Ac-consenti adunque! - Temo che Iddio mi castighi! - E tu non sai che Dio è buono e compatisce l'umana miseria? - E' vero, ma so anche che Egli è giusto e terribile punitore della colpa! - Va bene; però di raro punisce la colpa! Del resto te ne confesserai! - E se mi mancasse il tempo? - Non sei di certo sul letto ci morte! -

Durante questa lotta, la mente si è offuscata e la volontà, resa debole, cede infine alla tentazione. La misera creatura pensa d'aver trovata la feli-cità; ma dopo pochi istanti sente tutta l'amarezza del peccato; sa di essere sola nella stanza; eppure guarda attorno temendo di vedere qualcuno; ha paura di presentarsi ad altri, quasi il peccato le si potesse leggere in fronte; il rimorso le fa sentire la sua terribile voce. - Adamo, Adamo, che cosa hai fatto? - disse Dio al primo uomo dopo la colpa. Ed ora lo stesso rimprovero si ripete a te, o anima infelice, che sei caduta in peccato!

 

Salviamo Ý moribondi!

GIACULATORIA - Gesù, per la misericordia che hai usata al buon ladrone nell'ultima ora, abbi pietà dei peccatori ostinati sul letto di morte! ...

Gesù è respinto dal letto d'agonia di tanti sventurati moribondi. Lo respingono perché pen-sano di essere giusti e di non aver bisogno di Gesù... Pretendono morire tranquilli e non consentono a Gesù di perdonarli e di dar loro il bacio di pace.

Tanti spirano senza guardare la Croce, senza benedire le Piaghe di Gesù e senza invocare quel Sangue Divino, dal quale sono stati riscattati.

Quanti muoiono senza ricevere il Santo Via-tico!

Quanti passano all'eternità e si presentano al Giudice Divino, dopo avergli negato in terra l'ultimo sguardo e l'ultimo palpito del loro cuo-re! ...

Supplicando Gesù per il perdono concesso al buon ladrone, i peccatori ostinati agonizzanti ricevono un aumento di grazia e potrebbero salvarsi nell'ultima ora.

La consolazione e le delicatezze dell'amor di Gesù si riversino su coloro che reciteno la sud-detta giaculatoria.

 

Una mano sulla coscienza!

Quanti doveri, supponendoli piccoli, o tra-scurati del tutto o strapazzati per dissipazione, per fretta, per lentezza, per accidia!

Quanto bene fatto per forza, o per farsi vedere, o più per passione larvata che non per virtù o anche imprudentemente, fuori di tem-po e di luogo, di testa propria, chiuso l'orec-chio ai consigli di savi o di superiori!

E quante cose fuori di posto nei «pensie-ri»: vanità, frivolezze, fantasie poco sane, or-goglio... - nelle «opere»: curiosità arrischia-te, libertà che dànno rimorso, rispetti umani, amicizie incaute, mollezza soverchia, golosi-tà... - nel «portamento»: smania di com-parire, abbigliamento poco corretto, civetterie...

Che conti da saldare con la Divina Giu-stizia! Si rimedi con la «preghiera» e con la «penitenza».

 

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OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI - Viale Regina Margherita 27 - 98121 MESSINA  - offerta libera - CCP. n. 12047981