SANTA MARCELLINA

La dolcissima Sorella, (di sant'Ambrogio) che gli insegnò l'amore per Gesù e per la Chiesa e, prima destinataria delle sue ardenti parole: Cristo è tutto per noi, nello stesso anno 397, il giorno 17 luglio, raggiunse Cristo, a cui aveva consacrato la sua verginità, nella preghiera, nel raccoglimento, in opere innumerevoli di carità.

 

Una famiglia di magistrati e di santi

Marcellina nacque a Roma verso il 327 da una nobile e ricca famiglia, durante l'impero di Costantino.

In un'epoca di profondi mutamenti culturali, la fami-glia di Marcellina doveva essersi aperta alla religione cristiana già da qualche generazione, essendo impa-rentata con Sotére, che morì martire sotto Diocleziano.

La madre di Marcellina fu certamente battezzata; il padre, magistrato, aderì forse solo interiormente alla nuova fede, incompatibile con la religione di Stato, cui era tenuto per i doveri dell'ufficio pubblico.

 

Roma-Treviri-Roma

Eletto Governatore delle Gallie a Treviri, vi si trasferì con la moglie e i primi due figli, Marcellina e Satiro. In questa città verso il 340 nacque il terzogenito Ambrogio.

Marcellina trascorse a Treviri anni sereni ma, a causa della morte prematura del padre, dovette rientrare a Roma con la famiglia.

Qui Satiro e Ambrogio, affidati ai migliori maestri, intrapresero con successo studi giuridici, mentre Marcellina, divenuta cristiana, attraverso la preghiera e la riflessione maturava il proposito di offrirsi al Signore.

 

Farsi dono per sempre

Nella notte di Natale del 353, dalle mani di Papa Liberio ricevette il velo della totale consacrazione. Da allora intensificò le preghiere e lo studio delle S. Scritture e accolse nella sua casa numerose compagne, desiderose di essere guidate nella conoscenza del Signore e di impe-gnarsi con lei nel soccorrere i sofferenti, i diseredati. Non mancò allo stesso tempo di curare l'educazione umana e cristiana dei due fratelli, sentendosi responsabile di loro, specie dopo la morte della madre.

 

A Milano

Ai due giovani furono affidati presto importanti inca-richi pubblici. Nel 372 Ambrogio fu eletto Governatore a Milano. Satiro fu nominato ad altra Prefettura. Due anni più tardi, giunta la clamorosa notizia che Ambrogio era stato eletto Vescovo per acclamazione popolare, Marcellina, per essere di aiuto al fratello nella nuova missione, non esitò a seguirlo nella sede milanese.

 

Apostolato e contemplazione

Ciò che fece Ambrogio nei suoi 23 anni di episcopato è storia religiosa e civile della città; ciò che fu Satiro per lui, nell'amministrazione dei beni di famiglia e nella condivisione di ogni progetto e impresa, lo disse lo stes-so Ambrogio, piangendone l'improvvisa morte nel 379. Per entrambi Marcellino fu consigliera e maestra, con-tinuando la sua vita comunitaria con le vergini com-pagne venute con lei da Roma e a lei unitesi in Lombardia.

Pur nel silenzio della sua esistenza raccolta, ella svol-se un apostolato ecclesiale condividendo le ansie, le sollecitudini del Vescovo Ambrogio, guidandolo a leg-gere la vita alla maniera di Cristo, a lottare coraggio-samente in difesa della giustizia e della fede, a coglie-re nel mondo i segni della speranza.

Ambrogio ne ebbe grande stima e ne propose l'esem-pio a molte giovani che, come lei, Dio chiamava ad una dedizione totale.

 

L'incontro atteso

Vicina fino all'ultimo al fratello, Marcellina lo poté assistere nella breve malattia che gli aprì il cielo all'al-ba del sabato santo, il 4 aprile del 397.

Ella stessa morì pochi mesi dopo, il 17 luglio e fu sepolta a Milano nella Basilica santambrosiana, pro-clamata "santa" a voce di popolo.

S. Marcellina ha da dire qual-cosa anche agli uomini e alle donne di oggi, perché:

in una difficile epoca di passaggio seppe educare Ambrogio e Satiro ai più alti valori, in fraterna disponibilità di ascolto, con semplicità e schiettezza di rapporti, "facendo famiglia" nella casa, custodendone l'unità e continua-mente rinnovandone lo spirito;

diede il giusto valore ai beni materia-li, senza farsi travolgere dal loro pos-sesso, anzi usandoli per uno scopo più grande, al servizio dei sofferenti e dei deboli;

ebbe la forza di scendere alle radici della vita per ricercarne il senso e lo scopo, senza esitare a rispondere alla chiamata di amore totale per Dio, divenendo, con la sua comunità di consacrate, testimone gioiosa delle Beatitudini;

nella Milano imperiale del tardo impero lottò, insieme con il Vescovo Ambrogio, contro gravi ingiustizie, forte delle uniche armi della preghie-ra e della carità;

realizzò in pienezza la sua persona, rive-landosi donna coraggiosa e fedele nelle sue scelte, sensibile e attenta ai proble-mi dell'epoca, capace di illuminare i fra-telli con la sapienza dei suoi consigli, così da plasmare la società del suo tempo con la forza del suo esempio.

Lo spirito della sorella di Ambrogio vive oggi nella Congregazione delle suore di Santa Marcellina, fondata nel 1838 a Cernusco sul Naviglio (MI) dal Servo di Dio Monsignor Luigi Biraghi. Egli, affidando a quelle prime ardenti apostole il compito di "insegnare Gesù" nell'atti-vità educativa, volle che prendessero Marcellina a modello, per essere come lei segno nel tempo di una sete di Dio che trasfigura la vita e sollecita al servizio dei fratelli.

Come lei, oggi le Marcelline si impegnano ad essere educatrici in ogni ambito del loro lavo-ro: negli ospedali oltre che nelle scuole, nelle case di assistenza agli anziani, nelle opere parrocchiali e missionarie.

Lo stile di famiglia semplice e sereno è dive-nuto il loro segreto nell'educare, secondo il metodo evangelico dell'incarnazione, che forma con la forza dell'amore, con l'esempio più che con molte regole.

 

PREGHIERA

Signore, tu che hai amato la Vergine Marcellina, donaci di restare fedeli alla nostra splendida vocazione cristiana, donaci la gioia di essere figli e fratelli con te nel Battesimo.

Fa che la nostra vita sia una lode a te, come è stata quella di Santa Marcellina. Aiutaci a insegnare te ai nostri fratelli, a servirti in loro, ad essere trasparenti e semplici come è stata lei nel suo quotidiano, fatto di amore, di sacrificio, di festa.

Te lo chiediamo, Signore, per l'intercessione ardente di questa donna forte, che ha donato ai fratelli se stessa e la tua luce. Amen.