SANTA
GELTRUDE
Don
TOMASELLI G.
Ricevetti una lettera spedita dall'Abbadessa del Monastero « Romite Ambrosiane », dimorante al Sacro Monte di Varese.
Mi
fece meraviglia quella lettera, perché spedita da persona a me ignota. Il
contenuto era: Reverendo, Le mando un volume importante, perchè credo che nelle
sue mani potrebbe essere utile. -
Mi
pervenne il volume dal titolo « L'Araldo del Divino Amore », cioè «
Santa Geltrude ».
Dopo
averlo letto ed averne constatato la preziosità, pensai: L'Abbadessa avrà
avuto una santa ispirazione per inviarmi il volume. -
Anch'io
ebbi un'altra ispirazione: scrivere un libretto popolare per fare conoscere
Santa Geltrude, chiamata «La Grande », degna di paragonarsi, secondo il giudizio
dei Teologi, a Santa Teresa D'Avila.
Il
titolo del libretto « L'Araldo del Divino Amore » significa che la Santa è
stata scelta dal Signore come canale dei tesori divini a vantaggio delle anime.
Il
volume contiene cinque libri. Nella esposizione della materia per il libretto
che intendo comporre, spero essere fedele a quanto già è stato pubblicato
nel volume sopra indicato.
Sono
tre le Sante che portano il nome di Geltrude, ma quella di cui trattiamo e Santa
Geltrude La Grande, detta anche Santa Teresa della Germania.
Nacque
il 6 gennaio 1256 ad Helfta (Sassonia). Ancora bambina rimase orfana di padre e
di madre. Ormai è conosciuta la lodevole condotta delle Suore nell'accettare
le orfanelle nei loro istituti.
La
piccola Geltrude all'età di cinque anni fu ricevuta nel Monastero Cistercense
di Helfta. Questo Monastero era in quel tempo un notevole centro di vita
intellettuale e spirituale. Ammessa alla scuola, subito si distinse per vivacità
e finezza d'intelligenza, sorpassando le compagne in qualsiasi ramo di studio.
La
sorella dell'Abbadessa, che poi fu dichiarata Santa, di nome Matilde, era direttrice
delle scuole del Monastero ed anche Maestra delle Novizie.
Santa
Matilde ebbe una cura particolare di Geltrude, fino a disporla a divenire
Suora.
Geltrude
era così avida di sapere, che per venti anni lo studio era diventato la sua
occupazione preferita; cosicché all'età di venticinque anni aveva una grande
istruzione. Provava il suo diletto nello studio delle lettere, della
filosofia, del canto e delle arti belle.
Quantunque
fosse Suora e vivesse nel Monastero da vera Suora, la sua vita spirituale
s'intiepidì nella pratica degli esercizi spirituali.
A
Suor Geltrude, sebbene fosse tiepida spiritualmente per il troppo attaccamento
allo studio profano, Dio, siccome voleva attuare su di lei dei meravigliosi
disegni spirituali, le venne in aiuto per mezzo di una forte crisi spirituale.
Era necessaria questa crisi per farla uscire dallo stato di tiepidezza ed
introdurla nella via dell'ardente fervore spirituale. La crisi durò parecchie
settimane.
Suor
Geltrude cominciò a provare un'angosciosa mestizia; si sentiva sola, sperduta
ed avvilita. Non sapeva come uscire da quello stato.
Non
trovando più soddisfazione alcuna in ciò che non tendeva a Dio, stabilì di
darsi generosamente a Dio e di trovare il suo diletto nell'amore divino.
Dopo
questa risoluzione venne nell'anima sua la serenità ed il conforto. Essendo
cessata la tiepidezza ed incominciato il vero fervore spirituale, Geltrude il 27
gennaio 1281, quando contava ventisei anni, ebbe la prima visione di Gesù.
La
Santa così riferisce questa prima visione: Avevo ventisei anni ed era la
seconda feria (giorno benedetto per me) che precedeva la vigilia della festa
della Purificazione della Madonna. Era sera, dopo Compieta, e Gesù venne a
dissipare le tenebre che mi circondavano; cominciò a placarsi il turbamento,
che già da un mese stava nel mio cuore. Quella crisi era destinata a rovesciare
la fortezza della mia vanagloria e della curiosità letteraria e scientifica,
che io avevo innalzato nel mio insensato orgoglio, benchè portassi il nome e
l'abito di Suora. Pertanto, nell'ora sopra detta, stando in mezzo al
dormitorio, vidi davanti a me un Giovane splendente di grazia e di bellezza;
poteva avere circa sedici anni ed il suo aspetto era tale che i miei occhi non
avrebbero potuto ammirare nulla di più attraente. Con accento di grande bontà
Egli mi disse: La tua salvezza non tarderà. Perche ti consumi nel dolore?
Non
hai un consigliere che possa calmare queste tue angosce? Io ti libererò; non
temere di nulla. Detto questo, Egli prese la mia mano destra nella sua mano nobile
e delicata; poi soggiunse: Ritorna finalmente a me ed io ti inebrierò al torrente
dei piaceri divini. - Mentre così Egli parlava, scorsi tra lui e me una siepe
lunga; la sua superficie era coperta di spine molto fitte. Questa siepe non mi
permetteva di passare per stare a fianco di Gesù. Ero titubante, quando Egli
stesso, tenendomi la mano, mi sollevò senza difficoltà e mi pose al suo
fianco. Scorsi allora su quella mano una sacra Piaga. Da quel momento la mia
anima ritrovò la serenità ed incominciò a gustare le dolcezze dell'amore
divino. -
Dopo
questa visione Geltrude venne trasformata da intellettuale a spirituale; lasciò
lo studio profano e si dedicò allo studio della Sacra Bibbia, agli scritti dei
Santi Padri ed allo studio della Teologia. Divenne così istruita sulle
questioni religiose da divenire consigliera a molte persone, che andavano a
trovarla nel Monastero.
Scrisse
anche libri spirituali, ricchi di grande soavità per il suo stile di scrittrice
chiaro e convincente. Nel parlare era dolce e penetrante, persuasiva ed
efficace:; in taluni ispirava sincero pentimento dei peccati; in altri
ispirava la luce per conoscere Dio e ad altri dava sollievo e conforto; in
molti accendeva la fiamma del divino amore.
Le
apparizioni di Gesù e della Madonna cominciarono a moltiplicarsi e Geltrude
veniva istruita larghissimamente da tutto ciò che Gesù e la Madonna le manifestavano.
Il
dono delle visioni potrebbe fare insuperbire le anime deboli nella virtù. Gesù,
per attuare i suoi disegni in un'anima privilegiata, vuol trovare in essa una
profonda umiltà. Con questa virtù si ha nel cuore la vera sorgente di ogni
grazia.
Tra
le virtù di Geltrude primeggiava quella dell'umiltà. Essa si stimava indegna
dei doni di Dio e diceva a se stessa: Sono una grande peccatrice e mi meraviglio
che la terra mi sostenga peccatrice come sono. Non voglio che gli altri conoscano
i doni ed i privilegi di cui Dio mi ha arricchita. -
Dio
si degnò manifestare la sua volontà, che cioè venisse pubblicato un libro
riportante quanto di straordinario avveniva in lei.
Geltrude
era alquanto restia, pensando quale utilità avrebbe potuto avere tale libro.
Gesù le disse: Molte anime, sentendo la narrazione dei privilegi a te accordati,
potranno desiderarli e per esserne degne si sforzeranno di correggersi dei
loro difetti. Io ho posto in te tale abbondanza di grazie da doverne esigere
frutti copiosi. -
Quando
questo libro fu terminato, Gesù apparve a Geltrude. Egli teneva il libro
stretto al cuore e disse: Stringo il mio libro al petto, perchè tutte le parole
che contiene siano penetrate della dolcezza della Divinità. Chi leggerà questo
libro con devozione, ne ritrarrà frutti di eterna salvezza. -
Gesù,
stendendo la mano, tracciò sul libro il segno della Croce ed aggiunse: La
persona che ha scritto il mio libro, ha fatto opera a me così gradita, come se
mi avesse circondato di tanti flaconi di profumo, quante sono le lettere ivi
tracciate. Mi piace specialmente nel mio libro la dolcezza inesprimibile del
divino amore. Renderò feconde tutte le parole del libro, perchè è stato
scritto sotto l'influsso del mio Spirito. Chiunque vorrà leggere queste
pagine col desiderio del mio amore, lo terrò a me vicino. Ma chi oserà falsare
il senso del libro, lo tratterò come un insolente e lo confonderò con la mia
forza divina. -
La
Santa fece l'offerta del libro a Gesù, dicendo: O Cristo Gesù, che sei la sorgente
delle luci eterne, Ti offro in questo libro il nettare prezioso della tua bontà
infinita. Te l'offro come adeguato ringraziamento per tutta la felicità che
mi hai data, dai e darai in avvenire a coloro che leggeranno queste pagine. Te
l'offro come una degna soddisfazione per tutte le colpe che la meschinità della
mia intelligenza, il mio scarso zelo, la mia inesperienza mi hanno fatto
commettere in questa esposizione così imperfetta dei tesori nascosti che mi
hai affidati, affinché io li rivelassi per il bene del prossimo. Te l'offro in
espiazione degli oltraggi e dei disprezzi che i cattivi fanno alla tua bontà
infinita. Vedendo, o Gesù, Dio del mio cuore, che Ti sei degnato scegliermi per
fare conoscere grazie così sublimi, pur essendo io un vile atomo, o meglio,
la spazzatura del mondo, e considerando pure che nella miseria nulla posso darti
in compenso, Ti offro il mio povero cuore. -
L'Eucaristia
è mistero di Fede, Gesù Sacramentato e il centro dell'amore divino.
Santa
Geltrude, che con tanto amore e frutto faceva la Comunione, desiderava che tutte
le altre anime si comunicassero con frequenza. Un Sacerdote, che era Rettore
del Monastero, nelle prediche si dimostrava contrario alla Comunione frequente,
facendo rilevare che le anime d'ordinario per i loro difetti non possono dare
gioia a Gesù ricevendo la Comunione; cosicchè tante Suore del Monastero erano
sfiduciate e timorose di comunicarsi e tralasciavano con frequenza la Comunione.
La
Santa chiese a Gesù: Signore, quando mi comunico, che cosa avviene? - Gesù
rispose: Mi do a Te come mi sono dato alla mia Santissima Madre. -
Insistette
la Santa: Ieri le Consorelle Ti ricevettero con me; oggi nessuna ha fatto la
Comunione. Ti chiedo, Gesù, se Tu approvi il metodo austero di quel Sacerdote.
-
Rispose
Gesù: Le mie delizie derivano dallo stare con i figli dell'uomo. Per
contentare il mio amore, ho istituito il Sacramento Eucaristico ed ho voluto
che le anime mi ricevessero con frequenza. Se dunque qualcuno, con pubbliche
istruzioni o con privato consiglio allontana dalla Santa Comunione un'anima
che non è in peccato mortale, impedisce ed interrompe le delizie del mio Cuore.
Eccoti un esempio: Se un principino, che è sotto la cura di un precettore,
si compiacesse grandemente di parlare e di giocare con fanciulli poveri, di
bassa condizione, non resterebbe dispiaciuto se il suo precettore lo riprendesse
duramente e cacciasse i poveri contadinelli, sotto il pretesto che la dignità
di un giovane principe non permette simili giuochi in compagnia di gente
povera? -
Allora
la Santa soggiunse: Se quel Sacerdote predicatore mutasse opinione e condotta
riguardo alla frequente Comunione, non perdoneresti le sue esagerazioni? -
Non
solo lo perdonerei subito, ma resterei grato di tale mutamento. -
Un
giorno Geltrude si avanzava verso l'Altare per comunicarsi e domandò al Signore
di preparare Lui stesso la sua anima a ricevere degnamente la Santa Ostia per
la gloria di Dio e per la salvezza delle anime del mondo intero. Gesù si chinò
verso di lei ed impresse sull'anima sua un soavissimo bacio, dicendo: Io col mio
bacio divino ti regalo la santità della mia Umanità e della mia Divinità,
affinchè ti serva di preparazione e possa tu venire degnamente a ricevermi. -
Il
giorno dopo, mentre ella ringraziava di un tale beneficio, Gesù la prese fra le
sue braccia e la presentò all'Eterno Padre, il quale molto si compiacque di
quell'anima presentata dal Figlio suo.
Un'altra
volta durante la Santa Messa ricevette da Gesù questa luce: Tutte le volte che
una persona assiste alla Santa Messa, unendosi a Gesù che s'immola sull'Altare,
l'Eterno Padre la guarda con la stessa compiacenza dell'Ostia Santa. -
Geltrude
chiese ancora: Se una persona cadesse in qualche mancanza veniale, si
spegnerebbe in esse la luce divina? - No, figlia mia, perche chi commette qualche
mancanza non grave, pone, per così dire, l'ombra di una nube tra essa e la mia
misericordia. -
Un
altro giorno, dopo avere ricevuta la Santa Comunione, Geltrude rifletteva sulla
vigilanza con cui bisogna custodire la lingua per evitare qualsiasi peccato, essendo
proprio la lingua che ha il grande onore di ricevere il Corpo di Gesù.
Fu
illuminata da Gesù con questo paragone: Se qualcuno non sta attento per
evitare parole bugiarde, immodeste o maldicenti, e senza averne fatto
penitenza si accosta a ricevermi, costui mi accoglie come farebbe una persona
che, aprendo la sua casa ad un ospite, gli rovesciasse addosso un mucchio di
pietre. -
In
altra occasione, dopo essersi comunicata, vide Gesù sotto figura di un pellicano,
il quale, come si suole rappresentare, si apre il petto col becco per dare il
suo sangue ai suoi piccoli. Così la Santa comprese molto meglio l'immenso amore
che Dio porta alle sue creature.
Un
altro giorno, mentre faceva il ringraziamento alla Comunione, la Santa disse
a Gesù: Tu mi hai invitato al tuo Sacro Banchetto ed io sono venuta cantando
le tue lodi. Le fu risposto: Sappi che io ti desideravo con tutto l'amore del
Cuore. - La Santa soggiunse: Quale gloria e quale gioia può ridondare alla
tua Divinità, dal fatto che con la mia lingua indegna, ho accolto il tuo
Immacolato Sacramento? -
Il
dolce Gesù soggiunse: L'amore che si porta a persona amica, fa trovare un
incanto speciale in tutte le sue parole; così la mia tenerezza mi fa gustare
nel cuore di chi mi riceve amorosamente, tali gioie che non si possono nè
supporre nè provare: -
Santa
Geltrude comprese l'importanza della devozione alla Passione di Gesù e si
convinse che qualsiasi anima, benché molto tiepida nella devozione, potrebbe
ottenere favori celesti meditando con amore i patimenti di Gesù.
Un
venerdì rimirava il Crocifisso e fu penetrata di dolore e di amore. Ella disse
fiduciosa: Amatissimo Salvatore, quanto hai sofferto per la mia salvezza ed io
oggi, che e venerdì, ho pensato poco alla tua Passione. -
Gesù
le rispose: Dall'alto della Croce io ho supplito alle tue negligenze. - Afferma
la Santa: Appena l'anima negligente ha formulato un solo pensiero guardando il
Crocifisso, rimpiangendo i dolori di Gesù, lo stesso Gesù offre a Dio Padre la
- soddisfazione per essa. -
Un
altro giorno, mentre Geltrude contemplava il Crocifisso, comprese che l'anima,
guardando amorosamente il Crocifisso, merita che Dio rivolga con bontà il suo
sguardo verso di lei. Sotto l'influsso del medesimo sguardo divino, l'anima diviene
brillante come uno specchio, ove si riflette l'immagine del Salvatore. Quando
una persona guarda il Crocifisso con devozione, deve pensare che Gesù le dica:
Ecco, come io ho voluto soffrire per te! Il mio Cuore è così amante del tuo,
che, se per salvarti fosse necessario, sopporterei volentieri per te sola
un'altra volta la Passione.
Un
giorno, mentre era immersa nella considerazione dei patimenti di Gesù, comprese
che le preghiere o le meditazioni che hanno qualche relazione col mistero
della Croce, portano all'anima maggiore frutto degli altri esercizi
spirituali.
-
Infatti, dice la Santa, come è impossibile maneggiare la farina senza impolverarsi,
così l'anima non può meditare la Passione senza trarne qualche vantaggio. -
Geltrude
vicino al letto teneva il Crocifisso. Una notte esso si animò come stesse
per cadere e si chinò su di lei. Geltrude prese la sacra immagine, se la
strinse al cuore e la coperse di carezze e di baci.
Gesù
le insegnò che l'anima deve unire tutte le sue pene e difficoltà alla sua
santissima Passione. Se il numero e l'intensità dei suoi mali la portano
all'impazienza, deve ricordare la dolcezza del Cuore di Gesù, che simile a
mansueto agnello, si è lasciato prendere e crocifiggere senza emettere
lamento. Se qualcuno sta per vendicarsi del male ricevuto, ricordi la generosità
del Salvatore del mondo, che mai rese male per male e non fece vendetta per
gli oltraggi ricevuti; anzi in cambio degli atroci dolori che gl'inflissero i
suoi nemici, li riscattò con le sue sofferenze e con la sua morte. Se taluno
sente odio verso i suoi nemici, pensi con quale amore Gesù pregava sulla Croce
per coloro che l'avevano crocifisso.
Geltrude
chiese ancora: Gradisci, o Gesù mio, l'amore che si porta all'immagine della
tua Croce? - Io l'accetto con profonda gratitudine. Però tutte le prove di
amore e di rispetto prodigate al Crocifisso non possono farmi piacere, se non si
cerca nello stesso tempo di imitare gli esempi della mia Passione. -
Scrive
la Santa nel suo libro « Araldo del Divino Amore »:
Il
secondo anno dopo la mia conversione, trovai in un libro la seguente preghiera:
« Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivente, dammi di aspirare al possesso
di te, di dirigere verso di te, felicità suprema, tutti i palpiti del mio
cuore, scolpisci col tuo Sangue nel mio cuore le tue Piaghe, affinché io
possa leggervi i tuoi dolori ed il tuo amore. Fa' che la memoria delle tue
ferite mi sia sempre presente nel segreto del cuore. Fa' altresì che ogni cosa
creata sia per me cosa spregevole e che tu solo sii dolce al mio cuore ». Questa
preghiera mi piacque e la recitai con frequenza. In un dato momento, mentre
stavo meditando la suddetta preghiera, compresi che Dio mi esaudiva, cioè che
Gesù mi avrebbe impresse nel cuore le stimmate adorabili delle sue Sante
Piaghe. Infatti, sentii nel mio spirito i segni ed i dolori delle cinque Sante
Piaghe. -
Un
venerdì Geltrude, dopo aver passata l'intera notte in preghiera, si ricordò di
avere tolto i chiodi del Crocifisso, per porvi boccioli profumati di garofano.
Chiese pertanto a Gesù: O mio diletto Signore, cosa hai tu pensato quando con
atto tenerissimo tolsi i chiodi dalle ferite dei tuoi piedi e delle tue mani,
per porvi fragranti bocciolini? - Tale prova d'amore mi ha così consolato che
ho diffuso sulle piaghe dei tuoi peccati il balsamo della mia Divinità -
Geltrude
insistette: Mio Gesù, accorderai lo stesso favore a tutti coloro che ti
onoreranno in questo modo? - Non a tutti, ma solamente a coloro che compiranno
questo atto con lo stesso tuo amore; però grande sarà la ricompensa anche
per le anime che non ti uguaglieranno in fervore e devozione. -
A
tali dolci parole, Geltrude prese il Crocifisso, lo coperse di teneri baci e lo
strinse al cuore.
Geltrude
era stata avvisata che avrebbe dovuto sopportare un'avversità per crescere in
merito. La Santa era timorosa di affrontare le avversità perchè si sentiva
fragile.
Gesù
ne ebbe compassione e le diede sua Madre, l'augusta dispensatrice delle grazie,
per sopportare generosamente le tribolazioni. Egli voleva che, se la sofferenza
le avesse stretto l'anima al di sopra delle sue forze, subito si rivolgesse alla
Madre della misericordia, la quale immediatamente le avrebbe accordato soccorso.
Poco
tempo dopo Geltrude si trovò immersa nella desolazione più tormentosa. Ricorse
con fiducia alla Consolatrice degli afflitti e fu senz'altro sostenuta.
Un'altra
volta Geltrude, prima di cominciare la meditazione, pregò Gesù d'indicarle
il soggetto più adatto della meditazione per il bene dell'anima sua ed ebbe
questa risposta: Tieniti vicino alla Madre mia, che è qui al mio fianco, e
onorala con lodi ferventi. -
Allora
Geltrude salutò la Regina del Cielo, dicendo: Paradiso di delizie, io Vi lodo
con tutto il cuore, perchè siete stata gradevolissima abitazione del Figlio di
Dio, il quale, conoscendo tutte le creature, si è degnato di sceglierVi per
sua dimora. Vi prego di accordare a me un cuore adorno delle vostre stesse virtù,
affinché Dio si possa compiacere di abitare nel mio cuore. -
La
Beatissima Vergine s'inchinò verso Geltrude in atto di piantare nel suo cuore
la rosa della carità, il giglio della purezza, la viola dell'umiltà, il
girasole dell'ubbidienza. In tal modo la Santa riconobbe che la Madre di Dio
è sempre pronta ad esaudire le preghiere di coloro che l'invocano con
fiducia.
Finora
abbiamo esposto gli argomenti con un certo ordine. Ora verranno esposti tanti
insegnamenti, che la Santa ha ricevuto da Gesù, di varie specie. Secondo il
parere dell'autore, quanto verrà esposto in seguito è la parte più utile di
tutto il libretto.
Tutti
abbiamo difetti nella vita spirituale. Ci si domanda come Dio possa avere
tanta pazienza nel sopportare le nostre colpe.
Geltrude
era turbata per avere commesso un fallo a motivo della vivacità del suo
carattere. Si meravigliava di quanto sentisse nell'anima e fece questa preghiera:
Mio Dio, Ti ringrazio della visione che mi hai concessa, la quale mi e riuscita
gradita ed utile. Tu mi hai fatto conoscere con quale pazienza aspetti per
condurci alla correzione. Ti sei degnato di mostrarti a me sotto le sembianze di
un pellegrino sfinito ed abbandonato da tutti e mi hai detto, per farmi meglio
comprendere la lezione, queste parole amorose: - Se un povero malato, che si e
con fatica trascinato al dolce raggio del sole, fosse ad un tratto sorpreso
dal temporale, non troverebbe conforto sperando che presto il temporale finirà?
Ebbene, anche io faccio così con le anime che mancano, aspettando che
finalmente si ravvedano ed aspetto l'attimo benedetto in cui l'anima abbia il
pentimento e si umilii. -
Gesù
vuole arricchirci di meriti e permette delle prove dolorose nella vita per
arricchirci di meriti per l'eternità.
Però,
conoscendo la debolezza umana, non permette che la prova superi le nostre forze.
Geltrude
aveva delle infermità ed essendo Suora, le costava molta fatica il seguire
la comunità. Quando le Suore stavano nel coro per recitare il divino ufficio,
la Santa, constatando la fatica che le costava, provava tristezza e
scoraggiamento.
Un
giorno la Santa disse a Gesù: Vorrei risparmiarmi certi sforzi a motivo della
salute. Ma perché risparmiarmi così, dato che non ho più speranza di
recuperare la salute? -
Gesù
rispose: Quando tu con retta intenzione risparmi le forze e curi il tuo corpo,
io ti resto grato come se tu donassi un necessario sollievo alle mie membra
inferme ed io ti sono grato e ti ricompenserò secondo la grandezza della mia
magnificenza. -
La
Santa aveva trascorsa una notte quasi interamente senza dormire, rimanendo
stanca e svigorita. La mattina offrì a Gesù la sua pena in eterna lode per
la salvezza delle anime.
Il
Signore, compatendo con bontà la sua sofferenza, le insegnò d'invocarlo in
casi simili con questa preghiera:
O
Gesù, per la tranquillissima dolcezza con la quale hai riposato da tutta l'eternità
nel seno del Padre Celeste, per il gradito tuo soggiorno di nove mesi nel seno
purissimo della Vergine, per le gioie che hai gustato nel cuore di anime particolarmente
amate, ti prego, o Dio misericordioso, di degnarti non per mia soddisfazione,
ma per la tua eterna gloria, di accordarmi un po' di riposo, affinché le mie
membra affaticate possano rinvigorirsi. -
Rispose
Gesù: Quando una persona si trova sfinita e priva di forze per l'insonnia, può
rivolgermi tale preghiera. Se poi non la esaudisco ed essa sopporta la sua
debolezza con umile pazienza, allora sarà accolta dalla mia divina bontà con
gioia tutta speciale. Chi mi offre pazientemente la sua infermità notturna,
quantunque la malattia e la veglia abbiano esaurite le sue forze, mi è assai più
caro di colui che, avendo buona salute, passa l'intera notte in orazione senza
risentire disagio. -
Mentre
la Santa recitava il sacro ufficio, alle parole bibliche « Santificatevi,
figli d'Israele », illuminata da Dio, comprese che se un'anima deplora le
colpe che ha commesse e rimpiange di non aver compiuto tutto il bene che le
era possibile, risoluta ormai di sottomettersi in tutto alla legge di Dio,
appare agli occhi di Gesù già purificata, come il lebbroso che fu purificato
dallo stesso Salvatore, il quale disse al lebbroso: Voglio che tu sia
purificato. -
Geltrude
comprese che il Figlio di Dio, essendo stato mandato per sollevare i tribolati,
suole provate i suoi eletti con la sofferenza, per avere poi l'occasione di
portarvi rimedio. In tale caso Gesù si avvicina all'anima, non toglie la prova
che, pur spezzando il cuore, riesce meritoria, ma si applica a guarire nella
fragile creatura ciò che può essere pericoloso o funesto.
In
una visione vide Gesù avanzarsi su di una strada fiancheggiata da verdura e
fiori, ma stretta e spinosa. Era difficile attraversarla. Davanti a Gesù
apparve una Croce, che apriva il passaggio rendendo la via praticabile.
Gesù
si rivolse con volto sereno verso coloro che camminavano dietro a lui ed
invitava i suoi amanti a seguirlo, dicendo: Chi vuole seguirmi, prenda la sua
croce e mi segua. -
Ascoltando
tali parole, la Santa comprese che la croce di ciascuno è la sua tentazione o
prova personale. Noi dobbiamo portare la nostra croce, soffrendo volentieri
quanto di duro e di penoso ci presenta la volontà di Dio.
La
Santa prima della Comunione si era abituata a ripetere queste parole: O Gesù, o
eccellentissimo Re dei re, illustrissimo Principe! -
Una
mattina chiese al Signore: O mio amatissimo Gesù, che farai di queste
espressioni che mi ritornano così spesso alla mente ed alle labbra? -
Gesù
le mostrò una collana d'oro, composta di quattro parti. - Geltrude comprese
che la prima parte indicava la Divinità di Gesù Cristo; la seconda la sua
Santissima Anima; la terza parte l'anima fedele riscattata col sua Divin
Sangue; la quarta rappresentava il Corpo Immacolato del Salvatore.
Gesù
fece notare che l'anima fedele si trovava fra l'Anima ed il Corpo di Gesù, per
significare il vincolo d'amore col quale il Signore avrebbe unita a se l'anima
fedele. Poi Geltrude disse questa ispirata preghiera: - O vita dell'anima mia!
Che gli affetti del cuore mio mi uniscano intimamente a Te! Che il mio cuore
sia privo di vita, qualora amasse alcuna cosa senza di Te! Non sei Tu che dài
ai colori la leggiadria, ai sapori la delizia, agli odori il profumo, ai suoni
l'armonia, alle più care affezioni le loro attrattive e dolcezze? Sì, Gesù!
In Te si trovano i più deliziosi godimenti; da Te zampillano le grazie
abbondanti della vita; verso di Te attrae un incanto irresistibile; per Te
l'anima è inondata di santi affetti, poiché Tu sei l'abisso illimitato della
Divinità. O Re dei re, o Sovrano supremo, Principe di gloria, Maestro dolcissimo,
Protettore onnipotente, Tu sei la perla vivificante della. dignità umana,
Creatore delle meraviglie, Consigliere di sapienza infinita, aiuto generoso,
Amico fedelissimo! Chi si unisce a Te, gusta le più caste delizie, riceve le più
tenere carezze da Te, che sei il più dolce degli amici, il più tenero dei
cuori, il più casto degli zelatori! I fiori di primavera non più sorridono se
si paragonano a Te, fiore dello splendore di Dio! O amabilissimo Fratello, o
Adolescente pieno di grazia e di forza, o Compagno infinitamente caro, Ospite
generoso, Albergatore munifico, che servi i tuoi amici come se fossero tanti
re! Io rinunzio a tutte le creature per scegliere Te solo; per Te respingo ogni
piacere; per Te supero ogni contrarietà; e dopo aver fatto tutto per Te, non
voglio essere apprezzata dà alcuno, ma solo da Te! Riconosco col cuore e
con la bocca che sei il Creatore ed il Conservatore di ogni bene. Unisco i miei
desideri e la mia devozione alla forza irresistibile delle, tue preghiere,
affinché per questa Divina unione io sia condotta alla vetta della più alta
perfezione; dopo aver estinto in me tutti i movimenti della natura ribelle -.
Geltrude
vide che ciascuna di queste aspirazioni brillava come perla incastonata in
monile d'oro.
Un
giorno recitava con grande devozione questa preghiera e le sembrava che Gesù
ne provasse gioia immensa. Allora gli disse: O amatissimo Gesù, poiché questa
preghiera ti è tanto gradita, voglio diffonderla, così molte persone potranno
offrirtela a guisa di un gioiello d'oro -.
Gesù
rispose: Nessuno può darmi ciò che e mio; sappi però che, se qualche persona
recita devotamente questa preghiera, otterrà la grazia di conoscermi meglio
ed attirerà sopra di se e riceverà nell'anima sua lo splendore della Divinità,
come colui che girando verso il sole una piastra di puro oro, vede riflettere il
fulgore dei raggi di luce
Il
Monastero, ove dimorava la Santa, era gravato di un grande debito. Geltrude
pregava il Signore affinché venisse in aiuto. Gesù rispose: Cosa mi darete voi
Suore in ricambio di questa grazia? Se ci fai questo grande favore, noi Suore
potremmo servirTi con minore inquietudine e con maggiore devozione -.
Ma
il Signore replicò: A me non interessa che mi serviate così; per me è
indifferente vedervi applicate agli esercizi spirituali oppure ai lavori
esterni. È l'intenzione che dà la misura del merito. Fare la mia volontà
nella consolazione è come darmi dell'oro, ma compierla nella tribolazione è
aggiungere all'oro lo splendore di una perla di alto pregio. Come il corpo e
formato da diverse membra unite tra loro, così nell'anima i diversi sentimenti:
il timore, la sofferenza, la gioia, l'amore, la speranza, ecc. Nel giorno della
risurrezione, quando il corpo diventerà incorruttibile, ogni suo membro riceverà
una speciale ricompensa per le opere compiute e per i lavori che avrà fatti per
mio amore. L'anima poi avrà un premio particolare più sublime per l'amore con
cui mi avrà servito per mezzo del suo corpo.
Una
persona era gravemente ferita e soffriva assai. La Santa era commossa e pregava
Dio di guarirla. Gesù le rispose: La guarirò ed ella otterrà un premio grande
per il dolore sofferto. Chi sopporta per mio amore un dolore, viene santificato
dalla parola che ho detto nel Getsemani: « Padre, se e possibile, passi da me
questo calice »! Chi nella sofferenza ripete queste parole, acquista molti meriti
ed una grande ricompensa -.
La
Santa insistette: Ma Tu, Gesù, non preferisci quell'anima che ha una sofferenza
e non cerca alcun ristoro?
Gesù
spiegò: Chi si rassegna nella sofferenza e chi nella sofferenza non cerca
ristoro, ha due diversi sentimenti, e sono come due colori ben distinti, ma così
belli che sarebbe difficile stabilire quale sia il migliore -.
È
un atto di carità pregare per i malati. Geltrude un giorno supplicò Gesù di
dirle quale preghiera fare per un certo ammalato. Ebbe questa risposta: Basta
che tu mi rivolga due brevi preghiere, ma con devozione. La prima preghiera è:
Dire: - Conserva, o Dio, all'ammalato la pazienza. La seconda preghiera è: O
Signore, fa' che secondo gli eterni desideri del tuo Cuore paterno ogni
istante di patimento di questo infermo procuri la tua gloria ed accresca i suoi
meriti per il Cielo. Ogni volta che ripeterai questa preghiera, i tuoi meriti
aumenteranno con i meriti dell'ammalato. È come quando si mette una vernice
fresca sopra una tela, affinché il dipinto brilli di nuovo splendore -.
Geltrude
pregava per una persona che era afflitta perché non poteva correggersi del
cadere in una mancanza. Gesù le diede questa risposta: Permetto tale prova per
farle conoscere e detestare un difetto, in cui spesso cade, senza riuscire a
correggersi. L'umiliazione che si prova per tale impotenza, cancella quasi interamente
altri difetti, che quella persona non conosce. Chi scorge di avere una macchia
sulla mano, si lava e così purifica le sue mani da ogni bruttura, cosa che
non avrebbe fatto se non ci fosse stata quella macchia -.
Ogni
anno a Roma i fedeli usavano venerare il Santo Volto di Gesù nella seconda
domenica dopo l'Epifania.
Santa
Geltrude si preparò a questa pia pratica con una Confessione generale. In quel
giorno baciava con affetto e devozione il Santo Volto di Gesù, implorando
misericordia e perdono dei suoi peccati.
Poi
Gesù le disse: Ora accetta la penitenza che ti do per riparare i tuoi peccati.
Ogni giorno, per un anno intero, farai un'opera di carità come se la facessi a
me stesso, in unione all'amore con cui mi sono fatto Uomo per salvarti ed all'infinita
tenerezza con cui ho perdonato le tue colpe -.
Geltrude
accettò di gran cuore e con riconoscenza; ma poi, ricordandosi della propria
fragilità, disse: Se qualche volta trascurassi quest'opera buona quotidiana,
cosa dovrei fare? -
Rispose
Gesù: Come potrai tu trascurarla, se è così facile? Io non ti chiedo che un
solo passo offerto a tale intenzione, un gesto di bontà, una parola buona
detta al prossimo, un Requiem per i defunti, un accento di carità a favore di
un peccatore o di un giusto. Di uno solo di questi atti sarà pago il mio Divin
Cuore -.
Domandò
la Santa: Potrebbero anche altri avere parte a tale privilegio, compiendo la
medesima pratica? - Sì! - rispose Gesù. Quale dolce accoglienza farò al
termine dell'anno a coloro che avranno coperto con tali atti di carità tante
loro colpe! Quale felicità gusteranno coloro che avranno praticato questo
esercizio per un anno o anche solo per un mese! Per loro è preparata in Cielo
una grande ricompensa. -
Nella
festa di S. Martino, mentre si cantava l'Ufficio, Geltrude sentì, a proposito
del Santo, queste parole: «Il Beato Martino conobbe l'ora della sua morte
molto tempo prima di morire».
Allora
la Santa disse al Signore: Quando, mio diletto Gesù, darai a me la stessa
lieta notizia di morire? -
-
Presto ti ritirerò da questa vita. Tale affermazione accrebbe nella Santa il
desiderio di morire, per essere sempre intimamente unita a Gesù in Cielo.
Dopo
alcuni giorni, ricevuta la Santa Comunione, Gesù le disse: Nel tempo che ti
rimane di restare in terra, sforzati di procurare la mia gloria. Ora scegli
quello che vuoi: o morire presto o rendere più bella la tua anima con la
lunga malattia -.
La
Santa rispose: Gesù, scegli tu stesso; si compia in tutto la tua santa volontà
-.
In
seguito si riaccese vivamente il desiderio di morire e pregò il Signore di
prenderla presto con se.
Le
fu risposto: Ti lascio ancora un poco su questa terra, perché dopo la morte
l'anima non può crescere in merito, né lavorare per Dio. Non devi trascurare
nulla per ben prepararti alla morte -.
Santa
Geltrude chiese: Come farò a capire quando è giunta l'ora della morte, nella
quale mi toglierai dalla prigione del corpo? E Gesù replicò: Manderò due
Angeli, i quali con le loro trombe d'oro faranno giungere al tuo orecchio un
dolce canto con queste parole: Ecco lo Sposo che viene! Andategli incontro! -
Un
giorno Geltrude implorò la misericordia di Dio per l'ora della sua morte.
Disse a Gesù: Se Tu mi avessi tolta dal mondo quando tempo fa mi avevi promesso
che presto sarei venuta a te, credo che sarei stata meglio disposta alla buona
morte. Ma con tutto questo ritardo, sento di essere diventata tiepida e negligente
-.
Ebbe
questa risposta: Nelle sagge disposizioni della mia Provvidenza, tutte le cose
hanno il loro tempo -.
La
Santa si ammalò ed aveva molto da soffrire. Gesù le disse: Le tue forze, ormai
sfinite, ti faranno capire che la morte è vicina ed allora ti darò un bacio
soavissimo ed avrai il Sacramento dell'Estrema Unzione. Questo Sacramento
penetrerà in modo così intimo l'anima tua, che quando mi disporrò a portarti
in Cielo, tu sarai interiormente avvertita e l'anima tua trasalirà di
allegrezza nell'attesa della mia venuta. Io verrò a prenderti raggiante di
gioia. Mi presenterò ai tuoi sguardi pieno di grazia, d'incanto, di delizie,
col fascino della mia Divinità e della mia Umanità -.
In
questo periodo di preparazione alla morte aveva presa l'abitudine di ritirarsi
il venerdì da qualsiasi occupazione esteriore, adducendo il motivo che aveva
bisogno di riposo e quindi non essere disturbata da nessuno. Faceva per se
stessa quello che si usa fare con le persone che sono in agonia.
In
uno di questi venerdì Gesù le mostrò le felici circostanze che avrebbero
accompagnato la sua morte. Schiere di Angeli e di Santi giunsero giubilanti
nella camera dove essa giaceva a letto. In un angolo della camera venne anche
una schiera di demoni sotto forma di rospi e di serpenti, ma non potevano fare
nulla contro la Santa. Era presente anche il suo Angelo Custode e San Michele
Arcangelo; era presente pure la Madonna. Gesù fece poggiare Geltrude sopra il
suo Cuore.
Come
il sole nel suo pieno calore assorbe e volatizza la gocciolina di rugiada, così
il Figlio di Dio con la sua virtù divina attrasse l'anima fortunata di Geltrude,
staccandola dalla terra ed introducendola in Cielo.
Era
il 17 novembre 1302.
È
preziosa al cospetto del Signore la morte dei suoi Santi.
Il
Sacro Cuore di Gesù domandò a Santa Margherita Alacoque nove Comunioni
Riparatrici da farsi per nove mesi consecutivi nel Primo Venerdì e fece la
Grande Promessa di assicurare il Paradiso.
Assicurazione
del Paradiso significa che il Sacro Cuore darà tanta grazia ed assistenza,
specie al momento della morte, da fare spirare nella sua divina amicizia chi
compie bene la pratica delle nove Comunioni.
Anche
la Madonna, sotto il titolo di Cuore Immacolato, domandò a Lucia di Fatima le
Comunioni Riparatrici, però non nove, ma cinque e da farsi nei Primi Sabati del
mese.
C'e
anche la Grande Promessa della Madonna inerente alla pratica dei Primi Sabati.
Si
espongono le condizioni per meritarla.
Le
condizioni.
La
prima condizione è questa: essere. in grazia di Dio. Se si e perduta, può
riacquistarsi con la Confessione.
La
seconda condizione e che si riceva la Comunione nel Primo Sabato del mese e
questo per cinque mesi consecutivi. Se s'interrompono, devono ricominciarsi.
La
terza condizione è la recita del Rosario; e sufficiente la terza parte, cioè
la recita di cinque postine. Il Rosario può dirsi da soli o in compagnia.
La
quarta condizione e fare compagnia alla Madonna per un quarto d'ora, meditando
i misteri del Rosario, o tutti quindici oppure qualche mistero particolare. Ci
sono dei libretti in proposito, ma chi e capace può farlo anche senza l'aiuto
del libretto, riflettendo sui vari misteri.
La
quinta ed ultima condizione e avere l'intenzione di comunicarsi per riparare
gli oltraggi che riceve il Cuore Immacolato da parte dei bestemmiatori. Questa
intenzione è sufficiente metterla quando comincia il turno delle cinque
Comunioni.
Perseveranza.
Molti,
che fanno le Comunioni dei Primi Venerdì, non si contentano di farne un
turno, due o tre, ma ormai hanno la buona abitudine di comunicarsi sempre,
ininterrottamente, in tutti i Primi Venerdì; fanno così per anni ed anni,
sperando poter continuare sempre.
Lo
stesso si raccomanda per i Primi Sabati: prendere l'abitudine di comunicarsi
tutti i Primi Sabati del mese, procurando di perseverare per tutta la vita.
Se
la Grande Promessa è stata fatta dalla Madonna a chi la ripara con un solo
turno dei Primi Sabati, ne usufruiranno di più certamente coloro che ripetono
i turni per tutta la vita.
Chi
legge questo scritto è invitato a fare alla Vergine la seguente promessa, la
quale non obbliga con responsabilità di peccato:
«Cuore
Immacolato di Maria, con amore filiale vi prometto che finché sarò in vita,
farò il possibile per comunicarmi in tutti i Primi Sabati ».
Che
aumenti sempre più il numero delle anime disposte a fare ed a mantenere
questa promessa!
Essere
apostoli.
Altro
è avere una devozione ed altro e esserne apostoli. Chi è devoto compie qualche
particolare pratica; invece chi è apostolo diffonde la devozione.
Di
certo danno maggiore gloria a Dio gli apostoli, anziché i semplici devoti. Gesù,
dopo aver fatto la Grande Promessa ai devoti del suo Divin Cuore, aggiunse: «
Il nome di quelli che diffonderanno questa devozione, sarà scritto nel mio
Cuore e non sarà cancellato giammai! ».
In
base a ciò, si può arguire lo stesso per chi diffonde la devozione al Cuore
Immacolato e specialmente la pratica dei Primi Sabati: « Chi glorifica il mio
Cuore Immacolato si assicura una protezione speciale ed i nomi di quelli che
diffonderanno i Primi Sabati saranno sigillati nel mio Cuore e non ne verranno
mai più cancellati! ».
Chi
non brama poter dire: Il mio nome è scritto nel Cuore Immacolato di Maria?
Per
meritare tanta grazia si suggerisce:
Ogni
Primo Sabato portare ai piedi della Madonna una o due anime, peccatrici o
tiepide o indifferenti.
Per
riuscirvi, durante il mese si trovino tali anime e si dispongano bellamente
alla Comunione del Primo Sabato. Chi volesse, potrebbe riuscirci..
La
S. Comunione si riceva spesso, devotamente e con frutto.
Preparazione
prossima.
1.
- Non basta essere in grazia di Dio, cioè senza alcuna colpa grave. Conviene
avere il cuore mondo, purificato anche delle colpe leggere, il che si ottiene
con un atto di vero pentimento, da farsi prima di ricevere Gesù.
2.
- Ci si umilii sentitamente, recitando con fede la bella invocazione liturgica:
«
Signore, non sono degno che Tu entri nel mio cuore! ... » ecc.
3.
- Si abbia il contegno devoto e l'abito modesto.
Comunione.
l.
- Ricevendo Gesù, fare possibilmente questa preghiera:
Gesù,
mio Salvatore e Redentore, ti ringrazio che sei venuto nel mio cuore. Poiché
non sono capace di adorarti degnamente, ti offro le adorazioni della Madre
tua, Maria, e di tutta la Corte Celeste.
Angelo
mio Custode, ringrazia e adora tu Gesù per me!
Intendo,
Gesù mio, con questa Comunione adorarti, amarti e benedirti per coloro che
non ti adorano, non ti ama no e non ti benedicono.
Intendo
riparare tutti i peccati che si sono fatti e si faranno, specialmente i miei e
quelli delle persone a me care. Distruggi con il tuo Divin Sangue tutte le colpe
dell'umanità, in particolar modo i sacrilegi, le bestemmie, i delitti e gli
scandali.
Nel
tuo Divin Cuore e nel Cuore Immacolato e Addolorato di Maria metto tutte le
anime più bisognose della tua Misericordia. Ti raccomando i Sacerdoti, i
moribondi, le anime del Purgatorio, i miei nemici ed i bisogni della tua Santa
Chiesa. Amen!
2.
- Terminata la suddetta preghiera, fare qualche proponimento, ad esempio,
evitare lungo il giorno una data mancanza, ovvero compiere un particolare atto
di virtù.
3.
- Fatto il ringraziamento e finita la Messa, finché non si sia usciti dalla
Chiesa osservare bene il silenzio e non rivolgere la parola ad alcuno senza una
urgente necessità.
L'ora
più preziosa.
Dalla
Comunione alla fine della Messa passano pochi minuti. E' doveroso il ringraziamento.
Chi
per forti motivi dovesse uscire dalla Chiesa appena finita la Messa, conservi
per qualche tempo un relativo raccoglimento; chi può fermarsi ancora in
Chiesa, continui il suo ringraziamento.
Le
ragioni sono varie; se ne rileva una in particolare.
Finché
le Sacre Specie Eucaristiche perdurano, cioè non si consumano nel corpo umano,
resta la presenza reale di Gesù Cristo, vivo e vero; per conseguenza il corpo
di chi si comunica diviene un Tabernacolo vivente.
Non
púò precisarsi quanto tempo durino le Specie Eucaristiche nel corpo di chi
si comunica; ciò dipende dai vari organismi. Per taluni potrebbero bastare
dieci minuti, per altri un quarto d'ora, per altri mezz'ora e forse più.
Nel
giorno ci sono ventiquattro ore; però l'ora più preziosa e da santificare in
modo speciale è quella che segue la Comunione. Durante quest'ora:
1.
- Si conservi un discreto e relativo raccoglimento, pur attendendo ai propri
doveri.
2.
- Si recitino, ad intervalli, devote giaculatorie, sollevando spesso la mente ed
il cuore a Gesù. E' anche preghiera il canto di lodi sacre.
3.
- Si evitino le piccole mancanze volontarie.
Sia
santificato anche il resto della giornata, in modo che chiunque avvicini chi
ha ricevuto Gesù, si accorga che questi si distingue dagli altri, per la prova
che ne dà con la pazienza, la dolcezza e la carità.
Lungo
il giorno si dica: Gesù, ti ringrazio che sei venuto nel mio cuore!
Riflessioni.
1.
- Fa pena il vedere taluni che, ricevuta la Comunione, dopo due o tre minuti,
usciti dalla chiesa, riprendono la vita quotidiana distratti, dissipati, mostrandosi
nei rapporti col prossimo alteri, superbi ed intolleranti, poco curandosi della
carità e del buon esempio. Quale frutto ricevono costoro dalla Comunione, forse
quotidiana? A costoro Gesù potrebbe dire:
Povere
anime, così vi accostate alla Mensa Eucaristica? Non sapete assimilarmi bene
e vivere la vita di un Dio, ricevuto e mangiato con infinita umiltà ed
annichilimento di me stesso!
Abbiate
amore nel ricevermi, amore nel fare il ringraziamento, amore nel conservarmi
bene nei vostri cuori, amore nel circondarmi di attenzioni, amore sempre ed
ovunque. Questa è la mia sete scottante quando mi do alle anime: amare ed
essere amato!
Voi
che vi comunicate, riflettete quale onore io, Dio, dono a voi nel permettere
che vi nutriate di me! Voi, misere creature, ricevete l'Onnipotente, l'Infinito.
Se gli Angeli invidiano la vostra sorte, voi dovreste almeno rassomigliare a
loro per darmi degna dimora.
Il
lamento di Gesù potrebbe estendersi ancora:
Quanto
si è avari con me! Tante anime mi ricevono tutti i giorni e non mi offrono
nulla che possa appagare i miei desideri di un infinito amore! Io mi dono tutto,
senza riserve; non limito il mio sviscerato amore nel donarmi alle anime; ma
esse, ahimé, quanto sono avare nel donarsi interamente a me!
Molte
anime mi sono vicine con la Comunione, però non sono tali quali la sete del mio
amore desidera, possederle.
Vorrei,
in chi mi riceve, la completa assimilazione, il totale spogliamento del più
piccolo piacere che possa trovare fuori di me e che non offra nessun atomo
d'incenso al mio nemico, Satana.
Quanti
cuori profumati desidero trovare all'incontro del mio Eucaristico Amore!
Versare in essi tutto il mio delirio ardente di amore!,... Ma tante anime
non si lasciano prendere, non si lasciano invadere e non comprendono affatto
cosa voglia dire: avere un cuore pieno di Dio!
Tu
che leggi, rifletti e rispondi nei tuo intimo!
Come
ti prepari alla Comunione?... Come t'intrattieni con Gesù, quando l'hai
ricevuto?... Quale frutto ricavi da tante Comunioni?... Una Comunione ben fatta
dà tanta gloria a Dio ed a tutta là Corte Celeste.
2.
- La seconda riflessione è la seguente:
Quando
ci si presenta alla Mensa Eucaristica, il Sacerdote depone Gesù sulla lingua
del comunicando. E' quindi la lingua che ha il primo contatto diretto con Gesù.
La lingua!... Ognuno che si comunica dovrebbe dire a se stesso:
Ma
questa lingua è veramente degna di toccare Gesù?... E' così pura, immacolata
e santa da mettersi a contatto con le Carni Immacolate del Figlio di Dio?... Non
mi è servita ad offendere Gesù con mormorazioni, critiche, bugie, parole e discorsi
poco decenti e parole di ribellione alla volontà di Dio?...
Si
faccia di tutto per presentarsi a Gesù con la lingua monda da ogni colpa, per
comunicarsi senza rimorsi...
Uomini
e donne, giusti e peccatori, interrompete un momento la corsa dei vostri
assilli quotidiani e contemplatemi sulla Croce!...
Mirate
il mio preziosissimo Sangue!:.. Cominciai a versarlo da Bambino nel Tempio,
poi in abbondanza nel Getsemani e continuai a spargerlo nel Pretorio e nel
cammino doloroso del Calvario.
Mirate
le mie doloranti vive Piaghe, che mi diedero la morte! Per voi versai tutto il
mio Sangue.
Da
questo mio Sangue sparso germogliò sulla terra, (che il mio piede vacillante e
stanco solcò come per lasciare il mio sigillo), germogliò il fiore della
promessa e del perdono ... promessa dei gaudi eterni e perdono delle vostre
colpe.
Solo
l'amore di un Dio poteva, lavare nel suo Sangue puro le piaghe dei figli di Eva.
Solo il Sangue, che zampillava quale miracolosa fonte dal Cuore trafitto del
Redentore, poteva salvare le anime deturpate dal peccato e restituirle a Dio!
Anime
deboli, anime peccatrici, più che temere la mia Giustizia, contemplate la mia
Bontà! Avete tanto bisogno del mio aiuto e della mia misericordia! ... Risolvetevi
a lasciare il peccato, non amareggiate più il vostro Gesù che tanto vi ama!
Venite a me! ...
Io
sono l'Onnipotente Medico, pronto a curare le vostre piaghe! Sono il Riparatore
delle miserie umane e pago per voi presso il Padre mio Celeste! Sono Fonte di
salvezza! Sono Gesù, il Salvatore del mondo, e voglio salvarvi dall'ira divina
e dalla morte eterna! Sono l'Agnello di Dio, che cancella i peccati e ridona la
pace! Sono Porta sicura di eternità! Chi segue i miei insegnamenti, entrerà
in cielo, nel mio regno!
O
voi tutti, contemplate questo mio Sangue Immacolato, che io diedi per guarire
e convertire al Creatore la povera umanità caduta! Non resistete più agl'inviti
del mio amore, o anime peccatrici! Soltanto io, che vi amo teneramente, posso
risvegliare nel mio Sangue preziosissimo le anime smarrite e farle ritornare
in vita!
E
voi, anime generose, pecorelle fedeli, tanto care al mio Cuore, ascoltatemi!
Chiedo la vostra cooperazione per salvare il mondo di oggi, che è schiavo di
Satana.
Offritevi
vittime al mio Amore Misericordioso!
L'anima
vittima deve sentire nel cuore le cicatrici sanguinanti, perché possa
rassomigliare al mio Corpo piagato e farsi mediatrice presso il Padre Celeste
per la salvezza dei fratelli.
Il
Sangue mio è sceso lungo il legno della Croce, affinché le anime, addolorate
per le colpe dell'umanità, comprendessero il mio dolore e, imporporandosi le
labbra di questo Sangue, sentissero la potenza sovrumana del sacrificio
incorporato dalla Grazia.
Il
mio Sangue stillò dal Cuore, perché fu l'amore che sacrificò la Vittima Divina.
Il mio Cuore sanguinante fu la misteriosa fontana, alla quale ogni anima inferma
può attingere salute.
O
anime vittime, scenda sopra di voi una sola stilla di questo mio Sangue generoso,
benefico e prodigo di salvezza, rigeneratore di anime deboli e dubbiose, largo
di fraterno amore e di carità!
Questo
mio Sangue, che dal Cuore trafitto portò alla Chiesa nata sul Calvario i
Sacramenti Divini, doni pure a voi « grazia ed amore » per rimanere forti
nella Fede e grandi nella carità!
Cuori
apostolici, sappiate lavorare e sacrificatevi, perché al Cielo non si arriva
inghirlandandosi di rose, ma con la corona di spine in capo e con la croce sulla
spalla, rivestiti di amore e di carità. Amate i fiori vermigli!... Il fiore vermiglio
dell'amore e il Sangue mio!... Inghirlandatevi di fiori vermigli, di sacrifici
impreziositi dal mio Sangue.
Il
mio Divin Sangue, anche una sola goccia, può formare questi fiori che non
marciscono e che sono i fiori del Divino Amore.
Pregate
il Padre mio che è nel Cielo; pregatelo per i meriti del Sangue preziosissimo
di me, Cristo Salvatore. Egli vi darà la sua grazia e vi coprirà d'amore.
Ed
ora, voi tutti, che vi agitate sulla terra, date uno sguardo al mio Capo coronato
di spine!
Quando
mi mirate Crocifisso, restate colpiti dalle Piaghe delle mani e dei piedi. Pochi
però pensano al mio Capo coronato di spine. Il dolore che provai con quelle
spine, fu forse inferiore a quello delle Piaghe? ... Tutt'altro! Il mio Capo era
ricoperto di spine; gli spasimi erano grandi e solo l'amore mi sosteneva. Tutte
le spine erano pungenti, ma talune lo erano di più. Il Sangue imporporò la mia
fronte e poi scendeva a solcare il volto.
Mentre
il mio Capo grondava Sangue, pensavo alle mie creature e pensavo anche a
questa generazione, giacente nella colpa. Riparavo i peccati di coloro che
stanno a capo, dei reggitori delle nazioni, dei superiori e dei genitori! ...
Riparavo i peccati di pensiero dell'umanità tutta, peccati contro ciascuno dei
miei Comandamenti.
Siate
devoti del mio Capo coronato di spine. Lo desidero tanto!
I
Giudei mi imposero quella corona come a re di burla. Eppure io sono il Re dei
re, il Centro dell'universo, il Principio di tutto!... Io sono il vostro Re.
Io sono il Capo e voi siete le mie membra. Non vi staccate dal capo, se no morrete.
Istituendo
la Chiesa, le ho dato un Capo... Il Papa, Capo visibile del mio Corpo
Mistico, soffre a vedere i gravi mali del mondo. Voi, che siete le membra della
mia Chiesa, unitevi al Papa, seguitene le direttive; lavorate, sacrificatevi e
lottate con lui contro il male invadente!
Si
darà la corona a chi avrà legittimamente combattuto!
...
Ed ora ascoltate la Madre mia Addolorata!
LA
DONNA DEI DOLORI ...
Non
badando tanto a ciò che avveniva attorno a me, dimentica di me stessa, io,
Madre Addolorata, stavo ai piedi della Croce con lo sguardo fisso al mio Gesù
Agonizzante. Ne seguivo i movimenti ed i respiri e sussultavo davanti a
qualche contrazione delle membra sanguinanti.
Miravo
le Piaghe delle mani e dei piedi, ma tosto ne ritraevo lo sguardo per posarlo
di nuovo sul Volto insanguinato e sul Capo coronato di spine. I miei occhi
sovente si incontravano con quelli del Figlio mio. Non si parlava, ma ci si
comprendeva!... I dolori del mio Gesù si ripercuotevano nel mio Cuore
materno.
Che
pena a vedere quel Capo! Come avrei voluto estrargli quella corona! ... Quale
martirio a mirare il bel Volto del Figlio mio irrigato del Sangue, che veniva giù
dal Capo! ... Io, afflittissima Madre, impietrita dal dolore, guardavo, meditavo
e pregavo ...
Oh,
anime, che, tanto siete costate al mio Gesù ed a me, meditate spesso la scena
del Calvario! Meditando la Passione del Figlio mio e ricordando i dolori della
vostra Madre, avrete la forza di seguire la via della Croce!... Con tale meditazione
odierete il peccato, aspirerete sovente al Cielo e si accrescerà in voi lo zelo
per la salvezza dei fratelli.
Quante
anime, purtroppo vogliono proprio dannarsi, rendendo inutile il Sangue sparso
dal Figlio mio e le lacrime da me versate.
Il
mio Gesù è tanto buono!... Il ladrone pentito gli rivolse poche parole ed
Egli subito lo perdonò e gli aprì la porta del Paradiso.
L'umanità
peccatrice guardi il mio Gesù Crocifisso, detesti i peccati e ne riceverà
subito il generoso perdono!
Dalle
pie riflessioni fatte si tragga questo frutto:
1.
Meditare spesso la Passione di Gesù.
2.
Portare addosso il Crocifisso e baciarne spesso le sante Piaghe.
3.
Invocare con amore il preziosissimo Sangue, dicendo: Sangue Divino - Amor, Bontà,
- Salva le anime - Per pietà!
4.
Recitare giornalmente sette Ave Maria, in onore dei sette dolori della Vergine
Santissima.
Il
più gran dono che Gesù abbia fatto all'umanità, dopo la sua Incarnazione, è
stato quello dell'Eucaristia. Pur essendo in Cielo nello stato glorioso, Anima e
Corpo, ha voluto restare, in modo misterioso ma reale, vivo e vero, Anima e
Corpo, nella SS. Eucaristia. A Dio tutto è possibile.
Sia
benedetta in eterno quell'ora, in cui il Figlio di Dio fece l'ultima Cena con i
suoi discepoli!
Acceso
d'amore, sino all'estremo limite, disse: « Ho desiderato ardentemente di
mangiare questa Pasqua con voi prima di partire ».
L'ardente
desiderio di Gesù era l'istituzione dell'Eucaristia. Infatti, finita la Cena,
consacrò il pane ed il vino, mutandone la sostanza nel suo Corpo e nel suo
Sangue, e diede il potere di rinnovare la Consacrazione agli Apostoli ed ai
loro successori.
Da
quella Cena sino ad oggi e sino alla consumazione dei secoli, Gesù è nei
Tabernacoli, per ricevere le adorazioni e gli omaggi dei suoi redenti e per essere
il loro cibo e sostegno nel pellegrinaggio della vita.
Alle
anime amanti di Gesù Eucaristico si lancia un appello, invitandole ad un
incontro con il Re d'Amore alle ore 20 di ogni giovedì.
E’
questa l'ora dell'appuntamento con Gesù, ora memoranda del Mistero Eucaristico;
è l'ora che si propone:
1°
Fare partecipare le anime più ferventi a quella Mistica Mensa, dalla quale
scaturì dal Cuore di un Dio fatto uomo tutto il suo ardente amore nel donarsi
alle anime.
2°
Riparare le offese, le ingratitudini, la dimenticanza e tutti i sacrilegi che si
commettono a contatto con l'Eucaristico Cibo Divino.
PRATICA:
l'Essere puntuali all'orario, affinché Gesù veda contemporaneamente vicino
a Se una grande schiera di cuori riconoscenti e riparatori.
2° Coloro che possono, facciano l'Ora Santa, in famiglia o altrove, da soli o meglio in compagnia. Chi non potesse dedicare un'ora o neppure un quarto di ora, si raccolga almeno per un po' di minuti, andando con il pensiero ai mille Tabernacoli sparsi nel mondo, ove Gesù è solitario ed abbandonato. Si ripeta con amore la seguente invocazione, intonata al ringraziamento ed alla riparazione:
«
Grazie, Gesù Sacramentato, del grande dono che ci hai dato! ».
«
Per il tuo Sacramento d'Amore, misericordia, mio Signore! ».
3°
L'ora dell'incontro con Gesù si trascorra in un raccoglimento particolare, ma
relativo, secondo le proprie necessità. Anche il canto di Lodi Eucaristiche dà
gloria al Re d'Amore; L'anima amante faccia delle brevi Comunioni spirituali,
dicendo: Gesù, Tu sei mio, io sono tua!
4°
Diffondere a voce e per iscritto questa preziosa crociata.
Prima
e dopo le preghiere private abituarsi a dire: « Sia lodato e ringraziato ogni
momento - Il Santissimo e Divenissimo Sacramento ». Ciò servirà a riparare
la poca fede eucaristica e le irriverenze che si commettono davanti ai Tabernacoli.
Il
mezzo ordinario per ricevere il perdono dei peccati e il Sacramento della
Confessione.
Il
mezzo straordinario è l'atto di dolore perfetto, con il proposito di confessarsi
al più presto.
Che
cosa è il dolore?
È
il dispiacere delle colpe commesse, che fa proporre di non peccare più.
Il
dolore è di due specie: imperfetto e perfetto.
Imperfetto
se si e pentiti dei peccati, più per il timore dei castighi divini che per
l'offesa fatta a Dio.
E’
perfetto quando, si è pentiti del male fatto più per il dispiacere dato a Dio,
il più buono dei padri, che per il giusto castigo meritato.
Quando
si emette un atto di dolore perfetto, con la volontà di confessarsi al più
presto, restano perdonati tutti i peccati, veniali e mortali.
La
Santa Chiesa prescrive che, pur rimettendosi un'anima in grazia di Dio col
dolore perfetto, non ci si accosti ai Sacramenti dei vivi, se prima non ci si è
confessati. I Sacramenti dei vivi sono: Cresima, Eucarestia, Olio degli Infermi,
Ordine Sacro e Matrimonio.
Come
eccitarsi all'atto di dolore perfetto? Riflettendo sulla bontà di Dio, che ci
ha creati per renderci eternamente felici in Paradiso, e riflettendo sulla
bontà di Gesù, che per nostro amore si è fatto uomo, ha sparso il suo Sangue
per noi ed è rimasto vivo e vero nei Tabernacoli per essere nostro sostegno nel
pellegrinaggio della vita.
Più
che tutto spinge al dolore perfetto la vista del Crocifisso, del Corpo di Gesù
ricoperto di piaghe.
Tutti
dovrebbero conoscere ed apprezzare l'atto di dolore perfetto, il quale, se è
fatto con vero amore e con limpidezza come l'acqua che scende da un'alta vetta,
allora non solo cancella i gravi peccati, ma ne distrugge anche la meritata
pena, cosicché morendo si può andare subito in Paradiso senza passare dal
Purgatorio.
Questo
sublime atto può farsi in pochi istanti anche col semplice pensiero.
Si
porta un esempio:
Una
donna perversa è carica di gravi peccati; è donna pubblica; si è macchiata la
coscienza con parecchi omicidi di bambini a motivo dell'aborto; la sua lingua
diabolica ha vomitato molte bestemmie; il suo cuore si nutre di odio; semina il
male a larghe mani. È un vero tizzone d'inferno sulla terra.
Sino
ai quindici anni viveva nel timore di Dio; da allora ai cinquant'anni è stata
un impasto d'iniquità.
Ma
non sempre dura il bel tempo! Un forte malore improvviso la colpisce ed e
trasportata d'urgenza all'ospedale con l'autambulanza.
È
lasciata sola sulla lettiga in una camera, in attesa di qualche dottore per il
controllo.
La
povera donna è assai abbattuta e neppure riesce a parlare; tuttavia vede, sente
e ragiona bene. È ormai convinta di essere prossima a morire.
I
suoi occhi si posano sopra un'immagine sacra, appesa alla parete; e il quadro
della Pietà, l'Addolorata e Gesù morto.
Gesù
ha versato il suo sangue per tutti ed anche per questa peccatrice; è pronto a
perdonarle tutto, purché sia pentita, come ha perdonato tutto al buon ladrone
pentito.
La
grazia di Dio, specie se e abbondante, bisogna attirarsela in qualche modo o
con le proprie opere buone o con le opere buone altrui, servendosi in particolare
della preghiera.
Mentre
l'infelice donna è lì sulla lettiga, ci sono in quella città anime devote
che pregano per i moribondi e che offrono a Dio sacrifici per quelli che
stanno per lasciare questa vita.
La
misericordia di Dio applica le opere buone altrui alla donna morente e la luce
divina comincia ad illuminarla. È ancora in tempo, prima di presentarsi a Gesù
Cristo Giudice.
Essa
pensa: Sono qui, nell'ospedale; mi sento troppo male. E se dovessi morire? ...
Male ne ho fatto! ... Cosa mi è rimasto dei piaceri della vita? ... Nulla!
... E se, morendo, trovassi un'altra vita? ... Da giovanetta credevo al Paradiso
ed all'inferno. Ci credevo ed ero convinta. Poi disprezzai la Religione... -
Lo
sguardo a Gesù morto ed all'Addolorata le dà luce e pensa ancora:
Gesù
è morto in Croce per tutti. M'insegnarono nella fanciullezza che Egli è il
Buon Pastore che cerca la pecorella smarrita. Ed io sono una pecorella
smarrita. Che sia questo il momento in cui Egli mi ritrova? . . . -
La
luce divina s'intensifica sempre più. La morente non può muoversi fisicamente,
ma il suo spirito è in grande attività; avviene in quell'anima una santa
rivoluzione e trionfa la grazia. Allora nell'intimo del suo cuore dice:
Gesù,
Buon Pastore, perdonami! Troppo ti ho offeso. Ora credo quanto Tu hai
insegnato! ... Detesto tutto il mio male operato! Sono pentita dei dispiaceri
che ti ho dati! Vorrei poter annullare col mio sangue ogni mia colpa! ... Gesù
ti amo! ... Molto ti ho offeso, ma molto ti voglio amare! Mi presento a te
come la Maddalena, pentita! ... Se non morrò, cambierò vita e riparerò gli
scandali dati! ... Gesù, potessi confessarmi! ... Appena potrò, lo farò!...
Vergine Addolorata, Madre della Pietà, pietà di me!... -
La
morente si assopisce e dopo pochi istanti spira.
Sopraggiunge
il dottore e constata la morte. La donna, pubblica, è conosciuta anche dal
dottore, che esclama: Eh, donnaccia, sei morta! E’ finita la bella vita! -
Davanti
al dottore ed a quanti la conoscono quella è considerata « donnaccia »,
degna del fuoco eterno.
Davanti
a Dio è invece un'anima eletta.
Per
l'atto di dolore perfetto, unito alla volontà di confessarsi, ha ricevuto da
Dio il perdono di tutti i suoi enormi peccati. Certamente l'anima è salva e
molto probabilmente neppure passa dal Purgatorio.
Se
è così prezioso e potente l'atto di dolore perfetto, giova sapere quando utilizzarlo:
1)
Se per debolezza spirituale si cadesse in grave peccato, si faccia di tutto
per rimettersi al più presto in grazia di Dio, Non si resti in peccato,
rimandando la Confessione Sacramentale a tempo indeterminato, ma si emetta
subito l'atto di dolore perfetto. È dovere di tutti stare sempre in grazia di
Dio.
2)
È conveniente rinnovare quest'atto ogni sera, quando si va a letto, perché
nella notte potrebbe avvenire la morte. Infatti, quanti al mattino sono trovati
morti!
3)
È necessario compierlo in pericolo di vita e specialmente nelle ore di agonia.
4)
Si utilizzi per i moribondi, per i colpiti d'infarto, di trombosi, ecc.... Si è
riscontrato che i moribondi d'ordinario conservano l'udito in discrete
condizioni, anche quando pare che siano morti per l'immobilità delle membra.
Quando
manca il Sacerdote per assistere l'ammalato o mentre si attende l'arrivo del
Sacerdote, si suggerisca al moribondo parlandogli all'orecchio a voce un poco
elevata. Se il moribondo sente e segue col pensiero quanto gli viene suggerito,
in un attimo può rimettersi in grazia di Dio e salvare l'anima sua. Mentre si
è in argomento, si dà una schiarimento.
Avvenuta
la così detta morte, non sempre questa è reale, perché può essere apparente;
difatti la Legge proibisce di seppellire i cadaveri prima delle ventiquattro
ore.
Quando
di notte tempo o in pieno giorno muore qualcuno senza i Conforti Religiosi,
si chiami al più presto il Sacerdote, il quale entro un paio di ore può dare
l'Assoluzione Sacramentale « sotto condizione ».
1.
Offerta di vittima,
Gesù
cerca un esercito di « anime vittime ».
Si
consiglia a chi vuole andare incontro ai desideri di Gesù, la lettura del
libretto « Anime ostie ». Riporto una pagina di tale scritto:
Scegli,
o anima pia, una data solenne per fare a Gesù la tua offerta di vittima;
conviene che ti prepari con un devoto novenario. In questi nove giorni
purificherai il tuo cuore con una Confessione particolare ed offrirai le opere
buone in riparazione dei peccati commessi, in ringraziamento dei benefici
ricevuti e per impetrare nuove grazie.
Quando
sarai ben preparata, dopo di aver ricevuta la Santa Comunione farai la seguente
offerta:
«
O Dio, onnipotente ed eterno, che mi hai creata per amarti con tutte le mie forze,
dégnati ricevere l'umile mia offerta!
Alla
presenza della Vergine Maria e del mio Angelo Custode e di tutta la Celeste, mi
offro a te come vittima d’amore e di riparazione per i peccatori.So che sono
debole, ma so pure che tu sarai la mia forza. Eccomi disposta ad accettare con
umile sottomissione le croci, che nella tua bontà vorrai mandarmi, intendendo
con ciò venire in aiuto a tanti poveri peccatori.
«
Maria Santissima ed il mio Angelo Custode ti offrano continuamente tutto ciò
che faccio e dico, specialmente le sofferenze.
«
Intendo rinnovare quest'atto ad ogni palpito del mio cuore. Amen! ».
Ogni
anno é bene rinnovare con solennità l'offerta di vittima, facendola precedere
sempre da un triduo privato.
Dopo
che avrai fatto questa consacrazione, lavorerai con più intensità nel tuo
spirito.
Inizierai
così un nuovo periodo della tua vita spirituale.
(Da
« Anime Ostie. »).
2.
Triduo particolare.
Ci
sono delle anime, che alla fine dell'anno sogliono fare un piccolo triduo privato
con le seguenti intenzioni:
1°
- 29 dicembre: Riparare le infedeltà commesse durante l'anno.
2°
- 30 dicembre: Ringraziare Dio dei benefici ricevuti nel corso dell'anno.
3°
- 31 dicembre: Implorare la Benedizione di Dio per il nuovo anno.
Questo
triduo si consiglia anche in occasione del proprio compleanno.
3.
Offerta del Divin Sangue.
(in
forma di Rosario, in 5 Poste) Grani grossi - Eterno Padre, Eterno Amore - Vieni
a noi col tuo Amore - E distruggi del nostro cuore – Tutto ciò che ti dà
dolore – Pater Noster.
Grani
piccoli –
D).
Eterno Padre, io vi offro per il Cuore Immacolato di Maria il Sangue di Gesù
Cristo.
R)
Per la santificazione dei Sacerdoti e la conversione dei peccatori, per i moribondi
e le anime del Purgatorio.
(10
volte) Gloria Patri.
S.
Maria Maddalena De' Pazzi offriva ogni giorno il Divin Sangue per 50 volte. Gesù,
apparendole, disse: Da che tu fai questa offerta, non puoi immaginare quanti
peccatori si siano convertiti e quante anime siano
uscite dal Purgatorio!
Si
raccomanda ogni giorno l'offerta di cinque piccoli sacrifici in onore delle Cinque
Piaghe, per la conversione dei peccatori.
4.
Domeniche santificate.
La
Comunione di Pasqua, una volta l'anno, non è sufficiente a vivere da buoni
Cristiani. Il Concilio di Trento dichiarò che è desiderio della -Chiesa che
i fedeli, ogni qualvolta assistono alla Messa, si accostino alla Comunione.
La
domenica si va a Messa; si consiglia quindi di comunicarsi ogni domenica.
Vantaggi. La Comunione domenicale: 1) Soddisfa al desiderio di Gesù, che dice
nella Messa: «Prendete e mangiatene tutti! ». 2) Fa partecipare attivamente
al Divin Sacrificio. 3) Santifica il giorno del Signore. 4) Dà la forza di
vivere cristianamente durante la settimana.
Invito.
1 fedeli, almeno una volta nella vita, per un anno intero, santifichino le
domeniche con l'accostarsi alla Comunione.
Scopo.
Ognuno metta un'intenzione, ad esempio: Riparare i peccati che si fanno nella
domenica... Liberare qualche anima dal Purgatorio ... Convertire qualche peccatore
... Fare un buon matrimonio ... Riparare i peccati propri e della famiglia ...
Assicurare la buona morte a sè ed ai propri cari ... ecc. ...
1)
Comunicarsi per un anno intero ogni domenica.
La
pratica può iniziare nella prima domenica dell'anno, ovvero in qualunque altra,
purché le domeniche raggiungano il numero annuale.
2)
Chi fosse impedito a comunicarsi la domenica, potrebbe supplire in altro giorno
della settimana.
3)
Gli ammalati cronici e coloro che per gravi motivi non potessero comunicarsi
ogni domenica, basta che ricevano la Comunione cinque volte durante l'anno, in
ossequio alle cinque Piaghe di Gesù, ed offrano le loro sofferenze: per la pace
del inondo, per il Sacerdozio Cattolico e per la conversione dei peccatori.
4)
L'essenza dalla pia pratica è la Comunione domenicale. Il resto si lascia
alla generosità dei fedeli.
5)
Si consiglia di seguire le direttive suggerite nell'apposito libretto «Domeniche
santificate ».
Pro
unione Chiese Separate
Uno
dei più grandi problemi religiosi è la Conciliazione delle Chiese Cristiane
Separate con la Chiesa Cattolica. La Chiesa di Gesù Cristo non è ancora un
solo Ovile sotto un solo Pastore.
Si
compia la pratica delle Domeniche Santificate per impetrare dallo Spirito Santo
la luce divina ai capi delle Chiese Scismatiche, Ortodosse e Protestanti. affinché
riconoscano la suprema autorità del Papa, legittimo Successore di San Pietro
nella Sede di Roma.
Nessun
Cattolico resti indifferente davanti a questo urgente problema!
Le
anime zelanti diffondano, a voce e, per iscritto, i vantaggi di questa Crociata.
Pratica. Ogni fedele sia un apostolo e trovi almeno una decina di persone da
disporre alla Comunione domenicale.
(Da
« Domeniche Santificate »)
Per
richiedere i libri scrivere a:
OPERA CARITATIVA SALESIANA DON GIUSEPPE TOMASELLI - Viale Regina Margherita 27 - 98121 MESSINA - offerta libera - CCP. n. 12047981