SANTA
BERNARDETTA SOUBIROUS
I
gravi tumulti avvenuti in Francia durante il regno di Napoleone III non
ebbero la benché minima influenza su Lourdes, una piccola cittadina dei
Pirenei di soli quattromila abitanti. La tranquilla cittadina era una sosta
abituale per le carrozze dirette alle vicine stazioni termali; sul fianco della
vicina montagna si trovavano cave di ardesia e di marmo, e lungo il fiume Gave
molti mulini.
In uno di
questi, nel 1843, avevano messo su casa François e Louise Soubirous, dividendo
l'abitazione con la madre di Louise e le sorelle. Sposandosi, infatti, François
era entrato a far parte di quella famiglia con l'intento di portare avanti
l'attività del mulino, che procurava a tutti loro una vita modesta ma
dignitosa.
Il
7 gennaio 1844 nacque una figlia, Marie-Bernarde, che tutti chiamarono sempre
col diminutivo di Bernardetta. Aveva solo nove mesi quando la madre, in attesa
di un altro bambino, nel lavorare a lume di candela si scottò, e il suo
corpetto prese fuoco. Finì così' l’allattamento di Bernardetta, e Louise
fu costretta a cercarle una balia. Ne fu trovata una in un villaggio poco
distante: la balia e suo marito erano clienti del mulino, e avevano perduto il
loro primo figlio. Nacque così un buon legame e la giovane coppia, Marie e
Basile Lagues, si affezionò molto a Bernardetta, la quale li consolò per la
morte del figliolo. Dopo il suo ritorno a Lourdes, all'età di due anni, Marie
e Basile tornarono a trovarla regolarmente.
Balbettando
nel dialetto di Bigorre, Bernardetta incantava tutti quelli che incontrava. Fino
all'età di sei anni, quando ebbe una sorellina di nome Toinette, fu felice e
in buona salute, ma poi fu colpita dall' asma, che minò la sua salute per tutta
la vita. Ma nemmeno per il padre le cose andavano bene nel lavoro. Quando la
suocera si spostò con le figlie in un'altra casa, il mulino cominciò a rendere
di meno. François e Louise erano persone di cuore, portate a rinunciare ai
pagamenti in attesa di tempi migliori. Erano anche orgogliosi e volonterosi
nel lavoro, ma il mulino non rendeva, e quando Bernardetta ebbe dieci anni non
furono più in grado di pagare l'affitto. Ciò li costrinse ad affittarne uno
ancor meno redditizio e a rimediare da vivere in qualche modo come tuttofare.
Disgrazie
familiari
Proprio in un
momento così poco propizio Bernardetta fu vittima dell'epidemia di colera che
imperversava nella regione, ma fortunatamente guarì. Sua madre attribuì la
guarigione alle preghiere offerte alla Madonna, alla quale la gente del luogo
era particolarmente devota. Nonostante la malattia, Bernardetta era il braccio
destro della madre e quando i genitori erano al lavoro si prendeva cura dei
fratelli più piccoli. A causa della cattiva salute e dei doveri familiari
Bernardetta, ancora pressoché analfabeta, dovette interrompere la scuola.
Quando ebbe
dodici anni, la famiglia era ridotta in miseria e viveva alla giornata. François
Soubirous non faceva più il mugnaio, Louise lavorava nei campi e per comperare
il pane vendeva la legna raccolta nei boschi. Furono costretti ad andare ad
abitare in una ex prigione, considerata troppo umida e buia per poter
alloggiare i criminali. Praticamente non c'era luce, e la stanza, quando
accendevano il fuoco, si riempiva di fumo. Per una persona che soffriva d'asma
era un' esistenza spaventosa: l'intera famiglia viveva, mangiava e dormiva
in quell'unica stanza.
Nel momento di massima sfortuna furono colpiti
da un' altra sciagura: il padre fu arrestato per il furto di un ceppo da
ardere che aveva trovato e portato a casa, credendo che non appartenesse a
nessuno. Fu detenuto soltanto nove giorni ma, per una famiglia rispettabile come
la sua, la vergogna fu sconvolgente. I signori Lagues, tuttavia, li
sostennero. Ora avevano una famiglia di cinque persone in buona salute e una
fiorente fattoria, e potevano utilizzare due braccia in più, capaci e
volenterose come quelle di Bernardetta, la quale era andata da loro in
qualità di cameriera senza paga. All'inizio andò perfino a scuola, anche se
era così indietro da dover essere messa con bambini molto più piccoli di lei.
Si dimostrò poi assai utile quando venne il momento di condurre le pecore ai
pascoli più alti, e fu mandata a fare la pastorella. Marie Lagues sentiva un
peso sulla coscienza per come la sfruttavano, sicché di sera cercava di
insegnarle a leggere; ma dopo una lunga giornata di lavoro erano entrambe
stanche e la ragazza non riusciva a trattenere niente di ciò che le veniva
insegnato.
Finalmente,
nel gennaio del 1858, i genitori cedettero alle sue insistenze perché la lasciassero
tornare a Lourdes a iniziare la preparazione per ricevere l'eucaristia.
Nonostante la vita povera che conducevano, laggiù c'era la sua famiglia, alla
quale era molto affezionata. E così Bernardetta tornò felice verso 1' appuntamento
con la Regina dei cieli, povera come lei e come lei destinata a essere la
preferita.
La
prima apparizione
L' 11
febbraio, una giornata umida e fredda, era vacanza. Siccome la legna per il
fuoco stava per finire, Bernardetta andò a raccoglierne un po' insieme alla
sorella. Prima che uscissero, si unì a loro anche Jeanne Abadie, una compagna
di classe di Toinette. Louise Soubirous era indecisa, perché Bernardetta aveva
il raffreddore, ma acconsentì quando Bernardetta promise di mettersi la
mantellina bianca, l'unica che la famiglia possedeva. Louise insistette anche
perché indossasse calze e zoccoli.
Mentre
scendevano in direzione del bosco, Toinette e Jeanne corsero avanti, perché avevano
visto un osso e dei rami sulla riva del Gave, nel punto in cui, alla
confluenza col Canal du Moulin, sorgeva un promontorio di roccia chiamato
Massabielle. Nella roccia c’era una grotta naturale dove crescevano rovi e
arbusti. Toinette e Jeanne gettarono gli zoccoli dall'altra parte del canale e
lo attraversarono. Bernardetta decise di seguire il loro esempio a ogni costo
e cominciò a togliersi le calze. Ma proprio in quel momento la sua attenzione
fu attratta da un forte vento che prese ad agitare i cespugli nel cavo della
grotta. Tutto il resto rimase tranquillo, poi venne una debole luce e apparve
la Madonna.
La figura non
parlava, ma teneva un rosario al braccio destro. Ciò suggerì a Bernardetta di
estrarre il suo, un rosario di poco valore. Allora la Madonna si volse verso
di lei con il rosario in mano e fece il segno della croce. Bernardetta fece
lo stesso, e sentì che la paura provata all'inizio se n'era andata. La Madonna
faceva scorrere i grani del rosario mentre la bambina pregava senza muovere le
labbra, tranne che per accompagnare il Gloria. Alla fine del rosario la Madonna
si inchinò sorridendo, si ritirò nella nicchia e scomparve, lasciando la
giovane in uno stato di stupore.
Bernardetta
era ancora fuori dal mondo quando Toinette e Jeanne riapparvero sull'altra
sponda del canale. Era così pallida che Toinette pensò che fosse morta:
allora le gettò dei sassolini,
senza tuttavia riuscire a scuoterla. Poi, all' improvviso, Bernardetta tornò in
sé e attraversò il canale verso di loro, sottolineando che l'acqua le
sembrava piuttosto calda. Come se avesse acquistato una forza sovrumana,
trasportò di gran carriera la sua fascina di legna su per la collina,
aiutando perfino la sorella che in condizioni normali era più forte di lei.
Fu allora che, ancora tremante di gioia, raccontò a Toinette della Madonna,
la cui bellezza l'aveva tanto commossa. Più tardi la sorella raccontò il
fatto alla madre, la quale si arrabbiò moltissimo e le sgridò. Nulla però riuscì
a cambiare di una virgola il racconto di Bernardetta. La madre, allarmata per
la salute della figlia, ottenne la promessa che non sarebbe più tornata alla
grotta.
Curiosità
e scetticismo
La notizia
dell' apparizione della Madonna sarebbe rimasta nell' ambito della famiglia,
se il giorno dopo a scuola Jeanne Abadie non l'avesse diffusa tra le ragazze.
Quando la voce arrivò agli insegnanti, questi consigliarono a Bernardetta
di non parlarne se non voleva rischiare che le ridessero dietro. Bernardetta
stessa sarebbe stata felice di tenere il ricordo della Madonna tutto per sé; ma
la domenica il suo confessore la convinse a parlarne: fu così che il clero
della parrocchia, una volta informato, respinse la cosa come una sciocchezza
infantile.
Era la
domenica che precede il martedì grasso, e molti abitanti dei villaggi vicini
erano venuti in gita a Lourdes. Nessuno faceva caso a un capannello di scolare
formatosi dopo la messa: Bernardetta voleva tornare alla grotta, ma non osava
chiederlo alla madre. Le ragazze allora la convinsero a chiedere il permesso.
Al che Louise fu costretta a ricorrere all'ultima risorsa di ogni madre,
dicendole: «Chiedilo a tuo padre».
Chiacchierando,
il gruppo delle ragazze raggiunse le stalle dove François Soubirous stava governando
dei cavalli. La risposta del padre fu un secco «no», ma il suo principale gli
fece notare che, se la signora aveva con sé un rosario, non poteva essere
malvagia. François rimase in silenzio, cosa che le ragazze, piene di emozione,
presero per un assenso. Allora corsero in chiesa a prendere dell' acqua santa e
si recarono in tutta fretta a Massabielle.
Bernardetta
disse alle compagne di cominciare a recitare il rosario, dimostrando che stava
imparando il modo migliore per compiacere la Madonna. Poco dopo vide una luce
intensa, e subito la Vergine le apparve. Le sembrava incredibile che le altre
non riuscissero a vederla, e allora la descrisse loro. Poi si ricordò del
timore di suo padre che si trattasse di una visione malvagia: si avvicinò
quindi fin dove glielo permetteva il suo coraggio e spruzzò dell'acqua
benedetta sulla roccia, dicendo: «Se è Dio che ti manda, fermati». La Madonna
sembrò divertita da quelle parole piuttosto scortesi; Bernardetta si riunì
alle sue compagne e si inginocchiò in preghiera.
«Ogni
giorno per quindici giorni»
La gente aveva
visto quella piccola processione diretta al mulino e nelle locande si parlava
molto di quello che era successo a Massabielle, finché la voce arrivò
all'orecchio di una ricca vicina, la signora Millet. Bernardetta acconsentì
ad andare alla grotta con lei, poiché era disposta ad andarci con chiunque
fosse riuscito a strappare il permesso a sua madre. Ottenuto il quale, fu scelto
il giorno di giovedì 18 febbraio.
Fu allora che
la Madonna comunicò a Bernardetta due messaggi: il primo era che questa
sarebbe dovuta tornare alla grotta ogni giorno per quindici giorni; l'altro
presagiva la sua infelicità in questo mondo. Fu questa la prima occasione in
cui parlò. Quando Bernardetta cercò di spiegare in che modo sentiva la sua
voce, si toccò il petto con la mano e disse: «Mi arriva qui».
Fedele alla
promessa, il giorno seguente tornò alla grotta. Questa volta, oltre alla
signora Millet, c'erano anche sua madre, la zia Bernarde e altre donne. Tutte
furono conquistate dal cambiamento d'aspetto di Bernardetta alla vista della
Madonna, ma continuavano a essere preoccupate per lei.
La visione del
sabato fu un incontro tranquillo, nel corso del quale la Madonna le insegnò
una preghiera tutta per lei, che Bernardetta avrebbe dovuto recitare ogni
giorno per il resto della sua vita. Questo forgiò ulteriormente il legame di
devozione fra loro: Bernardetta imparava velocemente, come non era stata capace
di fare a scuola; era un vaso limpido e vuoto che l'amore colmava fino all'
orlo.
La domenica 21febbraio segnò un cambiamento. Bernardetta fu circondata da una gran folla di gente che aveva approfittato del giorno libero per andare a curiosare alla grotta. Tra la folla, davvero numerosa, c'erano anche minatori e operai della zona, la cui presenza aveva indotto la gendarmeria a mandare una forza simbolica di tre poliziotti per mantenere l'ordine. Tuttavia Bernardetta non si curò di nulla, nemmeno di un medico locale che le si mise accanto per verificare se fosse mentalmente squilibrata. Mentre era in estasi, il medico non trovò alcuna irregolarità né del polso né del respiro, notando soltanto che a un certo punto i suoi occhi lacrimavano. Più tardi Bernardetta riferi che ciò era accaduto quando la Madonna, rivolgendo il suo sguardo oltre la sua testa, le aveva chiesto di pregare per i peccatori. Fu lì che capì che la visione non riguardava soltanto lei, ma tutto il mondo.
Ma doveva
succedere ancora qualcosa a Lourdes quella domenica: conversando in città, gli
abitanti si schierarono infatti su due fronti, poiché non tutti erano convinti
che Bernardetta dicesse la verità. Furono perciò fatti venire molti altri
poliziotti, e il sindaco in persona tenne una riunione per discutere della
situazione, nella quale fu deciso che Bernardetta fosse interrogata dal
pubblico accusatore. Costui, visto il buon comportamento della ragazza, la cui
innocenza era evidente, non la ritenne colpevole né d'imbroglio né d'inganno
e non pose alcuno ostacolo per impedire che lei continuasse ad andare alla
grotta.
Le cose
andarono diversamente quando nel pomeriggio il caso fu esaminato dal commissario
di polizia, il quale fece chiamare Bernardetta nel suo ufficio e lì la
minacciò e la maltrattò. Come aveva sempre fatto, Bernardetta rimase calma e
impassibile, ma ciò fece arrabbiare ancora di più il commissario, che ottenne
dal padre della giovane la promessa di porre fine all' intera faccenda.
Il lunedì
Bernardetta uscì come al solito per andare a scuola, ma lungo la strada sentì
il desiderio irresistibile di tornare alla grotta. Per andarci, però,
dovette passare davanti alla stazione di polizia, e due gendarmi si misero a
seguirla.
Bernardetta si
inginocchiò e recitò il rosario come sempre, ma, con suo grave turbamento, la
Madonna non apparve. Perché l'aveva abbandonata? Vedendola così afflitta, i
genitori cedettero alla compassione e le permisero di tornare il giorno
dopo, purché ci andasse all' alba, quando non c'era in giro nessuno. Ma non avevano
fatto i conti con l'interesse che la cosa aveva suscitato. La scorta di
polizia aveva attratto maggiore attenzione sul corteo, e un centinaio di persone
si radunarono nell'oscurità, compresi alcuni scettici, andati lì per curiosità.
Uno di loro, Jean-Baptiste Estrade, venuto lì per schernire l'entusiasmo
della folla analfabeta, fece un resoconto commovente della bellezza e della
grazia degli atti di Bernardetta durante la sua sublime esperienza di
conversazione con la Madonna. Fu particolarmente colpito dal fatto che,
terminata l'estasi, il suo volto fosse tornato di nuovo quello di una
contadinella. Il giornale locale tuttavia, costretto dall'interesse del pubblico
a prendere nota dell'accaduto, ne diede un resoconto falsato, scegliendo i
particolari dai rapporti, non certo favorevoli, della polizia.
La
sorgente miracolosa
Il giorno
dell'ottava apparizione segnò un ulteriore progresso nella missione di
Bernardetta. Infatti la fanciulla esortò la folla, che ormai contava
cinquecento persone, a dare prove pubbliche di penitenza offerte alla Madonna.
Il giorno seguente fu un misto di gioia e dolore. Prima dell' alba anche
questa volta si erano radunate molte persone, e Bernardetta ebbe difficoltà a
farsi strada in mezzo a tanta folla. La gente trovò ridicolo e disgustoso ciò
che vide nella luce fioca: Bernardetta entrò nella grotta camminando sulle
ginocchia, per poi uscirne sempre strisciando sui sassi ruvidi. Dal fiume poi,
con grande risolutezza, tornò alla grotta, dove si mise a scavare nel terreno
con le mani. Quando si voltò, aveva il viso sporco di fango, e sua zia si
affrettò a pulirglielo. Allora la folla, sorpresa, le si rivoltò contro:
ecco la prova della sua pazzia. Ma il peggio doveva ancora venire: obbedendo
agli ordini della Madonna, Bernardetta si mise a masticare delle erbe che crescevano
tra i sassi, sicché la gente, che nei giorni precedenti era rimasta a guardare
in silenziosa preghiera, improvvisamente mutò sentimento e si diffuse fra tutti
una grande delusione.
Eppure la
grotta non aveva perso la sua forza di attrazione, tanto che la notizia era
giunta fino a Tarbes, capitale della regione. Tornata alla
grotta il venerdì, Bernardetta non vi trovò la Madonna. Diversamente dal
martedì, quando era stata umiliata dalla folla, ciò le procurò un gran
dolore, poiché era totalmente governata dalla sua amata e non da considerazioni
di carattere umano.
Il giorno
successivo la Madonna pretese dalla giovane un atto di penitenza chiedendole
di baciare più volte il terreno in segno di umiltà. La pozza fangosa era
diventata una sorgente dalla quale fluiva acqua in abbondanza: Bernardetta ne
bevve e mangiò alcuni fili d'erba. La Madonnà aveva anche dato alla piccola un
incarico, che lei confidò alla zia Bernarde mentre tornavano a casa: «Va' a
dire ai preti di far costruire qui una cappella».
Un
gesto meraviglioso
Entrambe
pensarono che intendesse i preti del luogo, i quali avevano mandato al vescovo
di Tarbes dei rapporti sull' accaduto. Su consiglio della zia, Bernardetta andò
dal suo confessore, che le consigliò di rivolgersi al parroco Peyramale.
Recatasi alla sua abitazione, lo trovò in giardino a recitare il breviario.
Bernardetta gli riferì il messaggio della Madonna, al che il parroco la
interrogò con toni bruschi, facendole capire di non avere pazienza né per
lei, né per la signora senza nome apparsa sulla roccia di quel posto
sperduto, ma chiese invece che la signora si facesse riconoscere. Bernardetta
partì per riferire umilmente la richiesta.
Eseguì di
nuovo gli atti di penitenza, seguita da una folla di circa duemila persone,
poiché era domenica. Dopodiché Bernardetta affrontò di nuovo il parroco
per riferirgli che la Madonna si era limitata a fare un sorriso, e poi scappò
via sollevata.
Il 2 marzo
venne un altro messaggio, che richiese un' altra visita a Peyramale. La
richiesta era che la gente andasse alla grotta in processione e che vicino
alla grotta venisse eretta una cappella. Questa domanda fece esplodere il parroco
contro Bernardetta con l'accusa di mettere in fermento l'intera città; per
tutta risposta chiese che la signora rivelasse il suo nome. Se lo avesse
fatto, la cappella, invece che piccola, sarebbe stata grande. Di questo
Bernardetta dovette essere soddisfatta, anche se insistere perché la Madonna
rivelasse il suo nome le pesava. Cosa ancora peggiore, il mercoledì all'alba
la Madonna non apparve. Allora Bernardetta se ne andò piangendo, ma verso le
nove qualcosa dentro di lei la spinse a tornare alla grotta e fu ricompensata
dall' apparizione della Madonna, la quale la mandò ancora dal parroco a
chiedere la cappella. Questa volta lui fu gentile, ma irremovibile sul fatto che
il prossimo passo toccasse alla Madonna.
L'ultimo
giorno, il 4 marzo, l'emozione era al massimo. Era giorno di mercato e alcuni
avevano atteso là tutta la notte, pensando che probabilmente la signora
avrebbe mostrato un segno straordinario della sua benevolenza. L'estasi di
Bernardetta durò più a lungo del solito, ma non accadde nulla di eccezionale.
Si inchinò e sorrise diverse volte, disse tre rosari e concluse facendo il
segno della croce con un gesto meraviglioso, un gesto del quale si parlò per
il resto della sua vita. Ma oltre a ciò, niente.
Eppure la
gente sentiva di aver assistito a qualcosa di ultraterreno, e per due ore
Bernardetta dovette rimanere chiusa in casa, assediata dalla folla che voleva
toccarla o abbracciarla. Poi trovò il coraggio di tornare da Peyramale, per
ricordargli, come se lui avesse potuto dimenticarla, la richiesta della
Madonna. La sua risposta fu uguale alla precedente: «Fatti dire dalla signora
il suo nome». Ma la Madonna non aveva affatto promesso che sarebbe ritornata,
perciò non c'è da meravigliarsi se la fanciulla, esausta e infelice, terminò
la giornata tra le lacrime.
Bernardetta
tornò a scuola diventando, quando la salute glielo permetteva, la vita e 1'
anima della ricreazione in cortile. Ma nella grotta la gente cominciò ad
accendere candele, comparve una statua della Beata Vergine, e iniziarono a
circolare voci che attribuivano alcune guarigioni miracolose all' acqua della
sorgente. Bernardetta si tenne lontana dalla grotta, ma non la gente di
Lourdes. Il prefetto degli Hautes-Pyrénées ricevette una dura nota da parte
del ministro dell'istruzione e del culto pubblico, nella quale si chiedevano
informazioni sugli incidenti di Lourdes: la notizia della signora aveva
raggiunto la sede del governo di Parigi.
«Io
sono l'Immacolata Concezione»
Il 25 marzo,
festa dell'Annunciazione, Bernardetta sentì di nuovo il richiamo di quell'amata
figura. Giunta alla grotta alle cinque di mattina, trovò che la Madonna era già
là. Rapita nell'estasi del ricongiungimento, Bernardetta trovò il coraggio
di chiederle di nuovo, non una, ma tre volte, il suo nome. Due volte la risposta
fu un inchino e un sorriso. Poi, allargando le braccia e abbassandole con un
gesto che voleva abbracciare tutti i presenti, disse: «Io sono l'Immacolata
Concezione». Bernardetta udì quelle parole nel suo dialetto, ma non le
comprese e dovette continuare a ripeterle per tutto il percorso fino alla casa
del parroco per non dimenticarle, come un bambino che ripete l'elenco della
spesa fatto di parole a lui estranee. Naturalmente il parroco Peyramale
sapeva benissimo che, tre anni prima, Pio IX aveva ufficializzato la dottrina
secondo cui la Madre di Dio era stata concepita senza peccato. Vedendo che
Bernardetta non si rendeva conto di ciò che aveva detto, la lasciò andare
senza alcuna spiegazione. Certamente aveva bisogno di tempo per pensare.
Il risultato
delle sue deliberazioni fu una ritrattazione con riserva della sua precedente
posizione. Non si oppose all'erezione di un altare nella grotta e accettò che
il denaro depositato là fosse destinato ai poveri. Bernardetta dovette
sottoporsi alla visita di tre medici i quali decisero che, sebbene non fosse
affetta da difetti fisici o psichici, probabilmente era stata vittima di
allucinazioni. Mentre Bernardetta continuava a cercare di imparare il
catechismo con penosa lentezza, il sindaco si era dato da fare a vuotare la
grotta togliendo l'altare improvvisato e le cianfrusaglie dei devoti e
impedendone l'accesso con delle barricate.
Il 16 luglio
Bernardetta ricevette un' altra breve visita dalla Madonna, come ora poteva
chiamarla. Le assi della barriera municipale erano alte e lei doveva osservare
il luogo del loro incontro da lontano, ma non ne era consapevole. Nel
frattempo aveva ricevuto la prima comunione, e quando le chiesero cosa le dava
più gioia, ricevere il Signore o vederne la Madre, rispose saggiamente: «Non
so: le due cose vanno insieme e non si possono paragonare. So soltanto che in
entrambi i casi sono molto felice».
Ebbe anche un
incontro con la governante del principe imperiale, la signora Bruat, che ebbe
una buona impressione di Bernardetta e fece all'imperatrice un rapporto favorevole.
Luigi Napoleone stesso intervenne quindi sulla questione e, con gran gioia della
gente di Lourdes, fece rimuovere le barriere dalla grotta.
Il vescovo di
Tarbes aveva insediato una commissione episcopale per indagare sugli eventi di
Massabielle. Bernardetta era la testimone principale e ciascuno volle sentire da
lei il racconto delle apparizioni, che lei ripeté infinite volte con dignità
e semplicità, come se il tutto fosse accaduto a qualcun altro. Intanto la sua
salute cominciò a destare qualche preoccupazione e, con l'approssimarsi dell'inverno,
fu mandata in una stazione termale, dalla quale tornò quasi guarita; dopodiché,
nel febbraio dell'anno successivo, fu cresimata. I visitatori la stancavano
con le loro domande e nemmeno la nascita di un nuovo fratellino,
Bernard-Pierre, del quale fu madrina, poté compensare l'assillo di essere
sempre a disposizione di qualcuno. Finalmente nel 1860 il parroco Peyramale
diede disposizioni alle suore affinché Bernardetta, che aveva allora sedici
anni e mezzo, fosse accolta nel convitto come educanda.
Da
Lourdes a Nevers
Là imparò
aritmetica e cucito, oltre che a leggere e a scrivere in francese, ma non perse
la sua vivacità. Gradita a tutti, non volle essere diversa dalle sue
compagne. Soltanto la sua devozione rimase straordinaria, così come la grazia
con cui faceva il segno della croce, appresa durante le visioni e mai
dimenticata. Non poté evitare i visitatori, che però venivano controllati
dalle suore con estrema attenzione. Le stesse suore poi si preoccupavano anche
di accompagnarla alla sua amata grotta, dove Bernardetta accendeva una
candela e riviveva i giorni delle apparizioni.
Due anni dopo,
nel 1862, la commissione episcopale pubblicò la sua sentenza: «L'Immacolata
Madre di Dio è realmente apparsa a Bernardetta Soubirous»; le guarigioni
della sorgente non avevano una spiegazione naturale; le visite alla grotta
giovavano alla fede e la devozione a Nostra Signora della grotta di Lourdes
era permessa. La Madonna doveva avere la sua cappella e tutto ciò che aveva
richiesto a Bernardetta andava eseguito.
Per
Bernardetta la primavera in arrivo non portava sollievo. Soffriva di reumatismi,
di bronchite e di violenti attacchi d'asma. A un certo punto, quando le fu
diagnosticata una polmonite, la sua vita sembrò in pericolo, ma dopo alcuni
sorsi d'acqua alla sorgente della grotta guarì completamente.
A detta di
molti era auspicabile che Bernardetta diventasse suora, ma le sorelle non fecero
pressioni su di lei. Le fu chiesto se uno dei tre segreti a lei confidati dall'
apparizione celeste riguardasse quell' argomento, ma il suo silenzio fu
totale. Le sorelle di Nevers erano riluttanti ad accettarla, ma quando il
vescovo fece loro notare che era un passo appropriato, risposero che, se la
giovane avesse avanzato un' esplicita richiesta, l'avrebbero presa in
considerazione.
Nel 1866, nel
corso della processione per la consacrazione della cappella, Bernardetta fu circondata
dalla folla e in un eccesso di fervore religioso alcuni ammiratori cercarono di
strapparle dei brandelli dal velo che le copriva il capo. Diventata ormai
una sorta di pubblica attrazione religiosa, la giovane decise di cercare un
tranquillo anonimato entrando come novizia nella casa madre delle suore di
Nevers.
L'ingresso
in convento e la morte
Per soddisfare la curiosità della comunità
una volta per tutte, fu convocata a dare un resoconto delle apparizioni, e da
allora in poi l'argomento fu proibito. Dopo essere stata una postulante per
tre mesi, indossò la veste religiosa e riprese il suo nome di battesimo. Il suo
noviziato fu interrotto da un brutto attacco di bronchite, che la costrinse a
passare diversi mesi in infermeria. Il continuo tossire le procurò
un'emorragia che mise di nuovo in pericolo la sua vita. Quando il dottore disse
che non avrebbe superato la notte, la richiesta di Bernardetta di poter
prendere i voti fu accolta. La cerimonia avvenne accanto al suo letto,
presieduta dal vescovo di Nevers. Quell'esperienza fu tonificante sia
spiritualmente che fisicamente, al punto che Bernardetta ne guarì. Ma dopo un
breve periodo trascorso come aiutante della sacrestana, durante il quale poté
dimostrare le sue capacità nel cucito, anche gli impegni più leggeri si
rivelarono impossibili, finché divenne una paziente stabile dell'infermeria.
Alla fine soffriva in modo straziante in ogni parte del corpo, eppure fino
all'ultimo si rifiutò di tornare a Lourdes. Morì il 16 aprile del 1879, all'età
di trentasei anni. Trent' anni dopo la sua morte, fu iniziata la causa di
canonizzazione, e non mancarono miracoli attribuiti alla sua intercessione, né
testimonianze della santità della sua vita, poiché Bernardetta aveva colpito
tutti con la sua onestà, la sua semplicità e la sua devozione. Il giorno
dell'Immacolata Concezione del 1933 Bernardetta fu dichiarata santa da papa Pio
XI. Oltre al Te Deum, fu cantata anche l'Ave Maria, proprio come a
Lourdes. La sua festa si celebra il 16 aprile, anniversario della sua morte.
Il testamento spirituale
Per
i giorni, Maria, in cui sei venuta, e per quelli in cui non sei venuta saprò
renderti grazie in paradiso. Ma per gli schiaffi ricevuti, le beffe, gli
oltraggi, per quanti mi hanno preso per pazza, per quanti mi hanno preso per
bugiarda, per quanti mi hanno creduta in malafede, grazie sin d'ora, Maria!
Per
non aver mai saputo scriver bene, per la memoria che non ho mai avuto, per
l'ignoranza e la stupidità, ti ringrazio di cuore, Maria. Perché se al mondo
ci fosse stata una bambina più stupida di me, avresti scelto lei!
Per
la mia mamma morta lontano, per il mio povero papà che invece di abbracciare
Bernardetta mi chiamò suor Marie Bernarde, grazie, Gesù!
Grazie
per aver riempito d'amarezza il tenero cuore che m'hai dato; grazie per madre
Giuseppina che mi ha chiamato «buona a nulla»!
Grazie
per le minacce di prigione solo perché t'avevo vista, o Vergine santa. Guardata
dalla gente come una bestia rara: quella Bernardetta così meschina non è che
questa? Grazie, mio Dio! Per quest'anima che m'hai donato, per il deserto e
l'aridità interiore, per la tua notte e i tuoi lampi, per i tuoi silenzi e i
tuoi fulmini, per tutto, per te assente e presente, grazie, o Gesù!
Preghiere
di Bernardetta
O
Gesù, datemi, vi prego, il pane dell'umiltà, il pane dell'obbedienza, il pane
della carità, il pane della forza per spezzare la mia volontà e fonderla con
la vostra.
Il
pane della mortificazione interiore, del distacco dalle creature, della
penitenza per sopportare le pene sofferte dal mio cuore.
O
Gesù, sia fatta la vostra volontà! Il pane della forza per soffrire, il pane
di vedere solo voi in tutto e sempre. Gesù, Maria, la croce: non voglio altri
amici all'infuori di questi. Amen. Se il chicco seminato in terra non muore,
resta solo. Se muore, porta molti frutti.
Quanto
era felice la mia anima, o buona Madre, quando avevo la fortuna di contemplarvi!
Come mi piace ricordare quei dolci momenti passati sotto i vostri occhi pieni di
bontà e di misericordia per noi.
Si,
tenera Madre, voi vi siete abbassata fino alla terra per apparire a una debole
fanciulla.
Voi,
la Regina del cielo e della terra, avete voluto servirvi proprio di quanto c'è
di più debole secondo il mondo.