SAN P. NEUBERT

 

Nel 1878, a Ribeauville, in Alsazia, tra la Francia e la Germania, in un tem­po di odio e di idee storte, nasce Emile Neubert... Si rivela presto un giovane intelligente, vivace, innamorato di Cristo e di sua Ma­dre. Gli sboccia dentro il deside­rio intenso di consacrarsi a Dio, di continuare l'opera di Gesù. Non è ancora un secolo che il venerabile P. Guglielmo Giu­seppe Chaminade ha fondato in Francia i Marianisti, "i Fratelli di Maria", come si chiamavano allora comunemente. Emile en­tra tra loro e vi inizia gli studi. Va a laurearsi in lettere alla pre­stigiosa Università della Sorbo­na a Parigi, e in teologia a Fri­burgo, in Svizzera, dove è ordi­nato sacerdote.

 Scrittore, apostolo

È appassionato della Madon­na e la studia nelle opere dei Pa­dri della Chiesa: così scrive la sua tesi di laurea in teologia su "Maria nella Chiesa, prima del Concilio di Nicea", cioè nei pri­mi tre secoli del Cristianesimo. Suscita un grande stupore, per­ché è la prima tesi di patristica che studia Maria e segna una pie­tra miliare negli studi di mario­logia. E’ il 1907: P. Emile Neubert, sacerdote, professore, mariolo­go, già apprezzato nella sua Fa­miglia religiosa e fuori. E’ man­dato negli Stati Uniti a compie­re il suo ministero, prima come cappellano, poi come insegnan­te e infine come maestro dei no­vizi marianisti. Illumina, riscalda il cuore di coloro che incontra, lega tutti al suo Unico Amore, Gesù, per mezzo dell'affezione a Maria, che egli diffonde incessante­mente. Nel 1921, è richiamato in Europa e diventa rettore del Se­minario internazionale di Fri­burgo, in Svizzera. Alla sua scuola, sotto la sua guida, si formano numerosi se­minaristi, ai quali insegna alcu­ne Verità essenziali, forti, di quel­le che trasformano e cambiano l'esistenza. Ogni sacerdote è il prolungamento di Cristo, quindi è apostolo, evangelista di Lui so­lo, in mezzo al mondo. Anche o­gni battezzato, lo è, lo deve es­sere, al suo posto. Per dire tutto questo, il Padre Emile è il primo a lasciarsi tra­sformare in Gesù, per opera di Maria, poi lo insegna non solo in Seminario ai giovani che gli so­no affidati, ma con la predica­zione, la guida delle anime, i li­bri che scrive, uno più bello dell'altro. Il compito più grande, conti­nuo di Maria, è quello di gene­rare degli "altri-Gesù". Lui lo dirà con più di 150 scritti, tra stu­di articoli libri. Così nel 1933 anno santo della Redenzione, pubblica il suo piccolo grande capolavoro, "Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria", cui fa seguire, nel medesimo anno, "Maria nel dogma". Verranno, nel 1936, "La vita di Maria"; nel 1941, "Nostra Ma­dre"; nel 1944, "La Regina dei militanti", scritto per gli aderenti all'Azione Cattolica; nel 1952, "Maria e il nostro Sacerdozio rivolto in particolare ai sacerdo­ti, frutto della sua esperienza di formatore in Seminario. Il Vescovo di Liegi, Mons. Louis Kerkhofs, al quale aveva mandato il monoscritto di que­st'ultimo libro per averne un giu­dizio, gli risponde: "Il clero at­tuale desidera essere del proprio tempo: sociale, attivo, impegna­to. Il suo libro aiuterà i sacerdo­ti ad acquistare il vero spirito so­ciale, il segreto di un'azione pro­fonda, l'impegno autentico nel­l'intimità continua con Gesù e con sua Madre che è anche Ma­dre nostra". Intanto, fin dal 1935, P. Emi­le Neubert ha fondato "La so­cietà francese di studi mariani". E guardato ormai da Vescovi, il­lustri sacerdoti e cristiani auten­tici e profondi, come una guida eccezionale, un maestro di vita, semplice, equilibrato, intenso, che prende il cuore nelle sue ultime fibre e le porta a Dio con la de­licatezza e la forza di una madre.

 

Il “best-seller” di Maria

Tra tutti i suoi libri, il prefe­rito da laici e sacerdoti è "Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria", che vivente l'autore, ha una dif­fusione eccezionale, in Francia, in Europa e nel mondo, con tra­duzioni in tutte le lingue europee, in giapponese e persino in arabo e nella lingua zulu, con 500 mi­la copie e oltre. Un vero "best-seller" della Madonna, che, per anni, continuò nel mondo, una specie di marcia trionfale. Il successo è dovuto alla sin­tesi forte e dolce di fede e de­vozione, di preghiera e azione, di semplicità e profondità, che si incentra in Cristo e in Maria, Ogni cristiano è chiamato a es­sere come Giovanni, "il disce­polo che Gesù amava" (Gv 13,23) che prende in casa, con sé, Maria (Gv 19,27), come ma­dre, e da Lei si lascia educare al­1 'intimitù più intensa con Gesù e all'apostolato. Il battezzato - insegna P. Neu­bert, ponendo le sue paro­le in bocca, prima a Gesù, poi alla Madonna - non può accontentarsi della me­diocrità fatta di qualche preghiera quotidiana e di una certa onestà morale, ma dev'essere santo, nella vita di unione con Gesù e nell'annuncio di Gesù ai fratelli. Santo e apostolo. Tutto di Dio e missionario, per le strade del mondo, con la preghiera, la testi­monianza e la parola. Ed è Maria la via per realizzare tutto questo. El­la è la Madre e l'Educatri­ce: ha educato Gesù, Gio­vanni, il suo prediletto, gli apostoli del Figlio suo, e può educare ciascuno di noi a diventare degli "altri-Gesù". Maria è Madre e Educatrice per tutti. Così il libro "Il mio ideale, Gesù, Figlio di Ma­ria" è interamente cristo­centrico: parte da Gesù, e, come ha fatto dalla sua croce, e Lui stesso che conduce a Maria:"Ecco tua Madre". D'altra parte, Maria, può solo portare alla meta che è Gesù solo. Nelle prime due parti del libro, è Gesù stesso che spiega Maria, fino a dirci: "Che io possa a­marla in te". Nelle due ultime parti del libro, poste in bocca a Maria, ella stessa spiega la sua missione e ci chiama a lasciarci educare da Lei, come degli al­tri-Gesù, a diventare suoi apo­stoli nel mondo. Da questo scaturisce una gioia grande: la gioia di essere stru­menti nelle mani di Colei "alla quale sono riservate le ultime vittorie sul male", di Colei che ha vinto tutte le eresie nel passato e che vincerà pure quelle del no­stro tempo, come hanno inse­gnato San Luigi de Montfort, San Alfonso de' Liguori e il Ven. Gu­glielmo Chaminade. Un compi­to stupendo, da vivere, con Ma­ria, oggi.

 

Una scuola di santi

Non sappiamo quanti, leg­gendo queste pagine semplici e sublimi, hanno raggiunto la vet­ta della santità, sotto tutti i cieli della terra. Lo stesso P. Neubert, ha conosciuto di queste persone e di due ha potuto scrivere la bio­grafia: suor Maria Regina e René Mougel. Tra i lettori più giovani, il li­bro ebbe, nel 1961, un ragazzo spagnolo di 14 anni, Faustino Pe­rez-Manglano, che annotò nel suo diario: "Dopo aver letto un quarto d'ora «Il mio ideale», mi sono reso conto della meravi­gliosa bellezza di questo libro. Non si può esprimere a parole la grandezza del suo contenuto. Quanto è meravigliosa la mia Madre Maria! Questo libro mi insegna ad amare di più Gesù, Maria e le persone che più mi sono care, papà e mamma". Faustino morì, in profumo di santità, nel 1963, appena sedi­cenne, e il P. Neubert sep­pe dal P. José Salaverri, in seguito autore della bellis­sima biografia di Faustino (Forse Dio mi parla, Ed. PiEmme, Casale Monfer­rato, 1987) che il suo libro "Il mio ideale" aveva aiu­tato questo ragazzo a far­si santo. Ne provò una grandissima gioia: "Rin­grazio il Signore – scrisse - per avermi permesso di contribuire con il mio li­bro ad aumentare il suo amore filiale e apostolico verso la Madre di Gesù... Sono sicuro che con l'e­sempio della sua vita pre­dicherà la sua devozione alla Madre Celeste". Faustino ora è avviato alla gloria degli altari. Nel 1966, nell'avvici­narsi del sessantennio del dottorato in teologia del P. Neubert, l'Università di Friburgo gli assegnò un di­ploma speciale, che il de­cano della Facoltà Teologica gli consegnò di persona, per il ruo­lo importantissimo che la sua te­si del 1907 e tutta la sua vita a­veva avuto negli studi sulla Ma­donna. Ed è così che vorremmo co­noscere qualcosa di più della vi­ta interiore di questo educatore di santi, ma egli non ha mai sollevato di proposito il velo. E certo però che "egli si nasconde dietro le proprie parole dei suoi libri, in modo speciale nel «Mio ideale, Gesù, Figlio di Maria», come scri­ve il P. Salaverri, poi superiore generale dei Marianisti, citando anche una confidenza di P. Neu­bert al suo direttore spirituale: "Credevo, altre volte, che Maria avesse solamente l'incarico di in­trodurci nell'unione con Gesù, e che una volta giunti all 'intimità con Nostro Signore, il suo ruolo fosse terminato. Ora però mi ren­do conto che più mi avvicino a Gesù, più ho bisogno di mante­nermi in Lui, e per amarlo se­condo il mio desiderio, devo sen­tire che Maria mi e vicina Prima di spegnersi, come un antico patriarca a 89 anni, nel 1967, scrisse ancora un altro li­bro con il suo stile che conqui­sta: "S. Teresa di Gesù Bambino e la SS. Vergine", affascinato an­che Lui, venerando maestro (e chi non lo è?) dalla piccola gran­de santa di Lisieux. Che ci resta da fare? Prende­re in mano questo capolavoro del P. Emile Neubert (Il mio ideale, Gesù, Figlio di Maria, Ed. PiEm­me, Casale Monferrato 1990), meditarlo, viverlo, pregare ogni giorno, come egli suggerisce: "O Gesù, dammi la grazia di ama­re tua Madre e di farla amare come Tu la ami e vuoi che sia a­mata. E Tu, o Maria, ottienimi la grazia di amare Gesù e di farlo amare da tutti gli uomini, come Tu stessa lo ami".