SAN GIOVANNI GABRIELE PERBOYRE

Martire, 1802-1840. (Si festeggia l’11 settembre)

 

Il martirio a causa del Vangelo è sem­pre stato presente nella Chiesa: “Si tratta di una singolare chiamata divina ri­volta ad anime privile­giate che, attraverso l'immolazione della propria vita, si tro­vano ad imitare più da vicino il Salvatore Gesù, fecondando con il dono totale di se stesse il "vasto campo di Dio" (1 Cor 3,9)". In questo mese di settembre si celebra la festa liturgica di Giovanni Gabriele Perboyre, nato a Pucch, in Francia, il 6 gennaio 1802 e morto l'11 set­tembre 1840 in Cina durante le feroci persecuzioni contro i cristiani scoppiate nelle province di Honan e Hupe. Giovanni era entrato nel 1820 tra i Lazzaristi (la Con­gregazione fondata nel 1625). Dieci anni dopo arrivò a Parigi quale maestro dei novizi. Nella capitale crebbe ancora di più il desiderio di recarsi missiona­rio in Cina, quel prestigioso ideale che lo aveva in­dotto ad entrare nell'Ordine. Nel 1835 il suo sogno divenne realtà e fu assegnato alla missione cinese. Venne poi il tempo della prova: la persecuzione produsse i consueti effetti. Chi conservò la fede a ogni costo, chi la rinnegò; e non mancò chi si fece nemico, spia e carnefice. Per questa via passò an­che Giovanni Gabriele Perboyre: denunciato e pic­chiato dai suoi ex fedeli, fu chiamato dal tribunale, pena la morte, a calpestare il Crocifisso. Ma lui, se­reno, compì il gesto supremo dell'apostolo, inginoc­chiandosi a baciarlo. Morì sul patibolo a forma di croce, strozzato con una corda. I cristiani rimasti fe­deli gli diedero sepoltura nel luogo della sua predica­zione. Finché non venne traslato nella Casa Madre della Congregazione dei Preti della Missione (Lazzari­sti). Beatificato nel 1889, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo Il il 2 giugno 1996. (Fonte: La santa crociata in onore di San Giuseppe, nr.8 agosto/settembre 2003)