Plinio
Correa de Oliveira: Un uomo, un ideale, un'epopea
"Quest'uomo
supera la propria leggenda!", commentava meravigliato un noto pensatore
cattolico francese, all'uscita da un colloquio col prof. Plinio Corrêa de
Oliveira, nel 1968.
La
luminosa traiettoria di Plinio Corrêa de Oliveira ha attraversato quasi da un
estremo all'altro il conturbato secolo XX, imprimendogli un segno indelebile
con l'esempio della sua vita integra, con la coerenza e vitalità del suo
pensiero, con la Fede incrollabile di cattolico, apostolico, romano. La sua
opera, fiorente nei cinque continenti, attesta la fecondità apostolica di
questo gigante del cattolicesimo contemporaneo.
Plinio
Corrêa de Ohveira nasce a San Paolo del Brasile, il 13 dicembre 1908, da due
illustri famiglie. Dopo i primi anni di formazione sotto lo sguardo premuroso
dei suoi genitori e la sicura guida d'una istitutrice bavarese, egli entra nel
Collegio San Luigi, dei padri gesuiti.
Posto
di fronte al contrasto fra l'ambiente cattolico e tradizionale del focolare
materno, con il quale sente naturale affinità, e i tratti di sregolatezza
morale, volgarità e frenesia presenti nella vita degli anni `20, il giovane
Plinio prende la precoce decisione di consacrare interamente la propria vita
alla difesa della Chiesa e alla restaurazione della civiltà cristiana.
Questo
impegno si concretizza nel 1928 col suo ingresso nelle Congregazioni Mariane.
Inizia allora l'epopea della sua vita pubblica. Affascinante oratore ed uomo
d'azione, Plinio Corrêa de Oliveira diventa l'esponente più in vista del
Movimento cattolico brasiliano.
Nel
1929 fonda l'Azione Universitaria Cattolica, che si estende a molte scuole
superiori. Nel 1932 promuove la formazione della Lega Elettorale Cattolica.
Nell'anno seguente viene da essa eletto deputato all'Assemblea Federale
Costituente. È il più giovane e il più votato del Paese.
Plinio
Corrêa de Oliveira si afferma allora come il leader più influente del gruppo
parlamentare cattolico. In quell'assise costituzionale, il gruppo cattolico
ottiene l'approvazione integrale del suo Programma. Nell'insospettabile
testimonianza dell'ex ministro della Giustizia e presidente della Corte Suprema,
Paulo Brossard, "la LEC fu l'organizzazione extra partitica che nella
storia del Brasile ha esercitato la maggiore influenza politica".
Questa
felice incursione dei cattolici in politica, condotta da Plinio Corrêa de
Oliveira, ha molteplici e profonde conseguenze.
Anzitutto,
serve di decisivo freno alla montante minaccia social-comunista, che non pochi
consideravano ineluttabile, visto lo "spirito dei tempi". Osvaldo
Aranha, titolare dal 1930 al 1940 di diversi portafogli e presidente, nel
1947, dell'Assemblea Generale dell'ONU, giunse a dire: "Se i cattolici non
si fossero uniti per intervenire nelle elezioni del 1933, il Brasile sarebbe
oggi definitivamente deviato a sinistra".
Inoltre,
lo spuntare di un robusto movimento cattolico induce una notevole diminuzione
del tonus laicista ne la vita pubblica brasiliana. L'elezione di tanti
deputati della LEC e il loro successo parlamentare è una dimostrazione
dell'immensa forza politica dei cattolici. Una forza che, nell'intento di Plinio
Corrêa de Oliveira, avrebbe reso possibile la piena restaurazione della civiltà
cristiana.
Scaduto
il suo mandato parlamentare, Plinio Corrêa de Oliveira assume la cattedra di
Storia della civiltà nell'Università di San Paolo e, più tardi, di Storia
Moderna e Contemporanea nella Pontificia Università Cattolica di San Paolo.
Nel
1933, dirige il giornale O Legionario, trasformandolo nel maggiore settimanale
cattolico del Paese. Intorno al periodico raduna una dinamica corrente
informalmente conosciuta come "Gruppo del Legionario", che dà
l'impulso all'insieme del Movimento cattolico. In America e anche in Europa si
comincia a parlare di Plinio Corrêa de Oliveira come di una speranza per la
civiltà cristiana.
Nel
momento in cui il nazifascismo è una moda davanti alla quale tanti vacillano,
Plinio Corrêa de Oliveira mantiene il Legionario su posizioni cattolico-tradizionaliste,
radicalmente contrarie al nazismo e al fascismo. Quando gli stessi oppositori
del nazismo considerano questo come un avversario del comunismo, Plinio Corrêa
de Oliveira denuncia la comune radice dottrinale dei due movimenti, di
stampo gnostico, egualitario e socialista.
Nel
1942, Plinio Corrêa de Oliveira è il principale oratore nel IV Congresso
Eucaristico Nazionale, e porta, a nome dell'Episcopato brasiliano, il saluto
ufficiale al rappresentante del Presidente della Repubblica. La folla, calcolata
in oltre mezzo milione di persone, acclama entusiasta il suo nome. La sua fama
è all'apice.
Intanto,
spunta all'orizzonte una nuova realtà: l'Azione Cattolica. Voluta da Pio XI per
agevolare la partecipazione dei laici all'apostolato gerarchico della Chiesa,
l'Azione Cattolica si espande rapidamente in Europa ed in America.
Nominato
presidente della Giunta Arcidiocesana dell'Azione Cattolica di San Paolo, nel
1940, Plinio Corrêa de Oliveira subito nota, in certi settori di questo
movimento, una cospicua influenza delle correnti cattolico-democratica e
neomodernista, condannate da precedenti Pontefici.
Fuorviati
da pensatori come Maritain e Mounier, e da teologi come Chenu e Lubac, attivisti
di orientamento progressista s'infiltrano in alcune organizzazioni dell'Azione
Cattolica, diventando strumenti per la diffusione dei loro errori. Per fermare
quest'infiltrazione nel laicato cattolico, nel 1943 Plinio Corrêa de Oliveira
scrive il suo primo libro In difesa dell'Azione cattolica. L'autore vi denuncia
l'esistenza di un movimento tendente a sminuire gradualmente il principio di
autorità nella Chiesa. Nel campo sociale, questo movimento si caratterizza per
il rifiuto delle giuste e armoniche disuguaglianze sociali e per l'incoraggiamento
alla lotta di classe.
Il
prologo è scritto dall'allora Nunzio apostolico in Brasile. Venti vescovi
applaudono l'opera. Il Provinciale gesuita la appoggia.
Nonostante
questi autorevoli sostegni, ai quali si aggiunge, nel 1949, una fervida lettera
di approvazione all'autore, scritta a nome di Pio XII da mons. Giovanbattista
Montini, sostituto alla Segretaria di Stato della Santa Sede e futuro papa Paolo
VI, è addirittura dall'ambiente cattolico che provengono le opposizioni più
dure alle tesi esposte nel libro.
Una
terribile bufera di calunnie si abbatte allora sul Gruppo del Legionario. Il
numero di par-
rocchie
che diffondono il periodico cala. Plinio Corréa de Oliveira, finora oratore
molto in voga, non viene più invitato. Nel 1945, perde la carica di presidente
dell'Azione Cattolica di San Paolo. Alla fine, il suo principale mezzo di
propaganda, il Legionario, è sottratto alla sua direzione.
Benché
le apparenze possano indurre a trarre una conclusione in senso contrario,
l'obiettivo del libro è però pienamente raggiunto: il progressismo è
definitivamente smascherato in Brasile e non potrà più camuffarsi da fede.
L’ostracismo
dura tre anni. Nel 1951, Plinio Corréa de Oliveira fonda il mensile di cultura
Catolicismo, del quale sarà redattore fino alla morte.
Intorno
al periodico raduna una corrente d'opinione che presto diventa un polo del
pensiero nazionale. Nasce il "Gruppo del Catolicismo", nel quale
trovano naturale indirizzo coloro che, discordando dal corso sempre più
rivoluzionario degli avvenimenti, vogliono opporre a questo un'energica
reazione.
Lo
stendardo della restaurazione cristiana di nuovo sventola con fierezza.
Rinvigorito
dalle polemiche dottrinali col progressismo, sia politico che religioso,
Catolicismo affonda le radici in tutto il territorio nazionale. I convegni del
movimento si moltiplicano, fino a radunare centinaia di partecipanti.
Ha
inizio allora l'espansione internazionale. Lunghi soggiorni in Europa offrono a
Plinio Corrêa de Oliveira l'occasione di contattare le correnti
tradizionaliste europee, creando legami di amicizia e collaborazione che tuttora
persistono. In diversi Paesi dell'America Latina, germogliano nuclei di
simpatizzanti.
Allo
scopo di dare una maggiore solidità dottrinale a questa crescente schiera di
discepoli, Plinio Corrêa de Oliveira scrive, nel 1959, il suo capolavoro
Rivoluzione e Contro Rivoluzione. Un anno dopo nasce la Società Brasiliana
per la difesa della tradizione, famiglia e proprietà – TFP.
Ispiratesi
al pensiero e all'esempio di vita di Plinio Corrêa de Oliveira, fioriscono
altre TFP e associazioni autonome sui cinque continenti. Plinio Corrêa de
Oliveira è ormai, a livello mondiale, maestro del pensiero
controrivoluzionario. A differenza di tanti altri intellettuali, egli non rimane
confinato nell'ambito dello studio, ma si fa apostolo delle sue idee, l'uomo
coerente che vuole impersonarle, proponendone l'attuazione con tutti i mezzi a
sua portata.
La
TFP Ormai identificata con la storia delle TFP, la vita di Plinio Corrêa de
Oliveira si svolge in continuo contrasto con gli errori rivoluzionari. I suoi
interventi negli avvenimenti brasiliani ed internazionali sono numerosi e
significativi. Ne sottolineiamo due:
In
Francia, nel 1981, Frangois Mitterrand è eletto presidente. Il suo
"socialismo autogestionario", accolto con giubilo dai progressisti
di ogni sfumatura, è subito mandato alla ribalta dai mass media in una sorta di
primavera propagandistica mondiale: sarebbe la via d'uscita dalla crisi del cosiddetto
"socialismo reale", ormai moribondo.
Per
sbarrare il passo a questo pericolo, Plinio Corrêa de Oliveira scrive il
manifesto Il socialismo autogestionario di fronte al comunismo: barriera o testa
di ponte? Pubblicato su 155 giornali di 55 nazioni, con tiratura complessiva di
33.500.000 copie, questo manifesto costituisce uno dei fattori, forse fra i
maggiori, che avviano al declino il socialismo autogestionario, come affermano
opinionisti e storici.
Nel
1990, Plinio Corrêa de Oliveira lancia la TFP brasiliana nella campagna Pro
Lituania libera, ricevendo immediatamente l'adesione delle altre TFR In tre mesi
si raccolgono 5.212.580 firme in sostegno all'indipendenza della Lituania. Il
Guiness dei Primati la registra come la maggiore sottoscrizione della storia.
Gli opinionisti la ritengono come uno dei fattori che ebbero una decisiva influenza
nel processo di liberazione dei Paesi baltici dal giogo sovietico, con la
conseguente rovina dell'URSS.
Questa
intensa attività, tuttavia, non ci deve far dimenticare la profondità
dottrinale di Plinio Corrêa de Oliveira. Venti libri, più di 2.500 saggi ed
articoli, più di ventimila conferenze ed interventi in commissioni di studio,
riportate in oltre un milione di pagine, attestano la sorprendente prolificità
di questo pensatore ed uomo d'azione brasiliano.
Un
ultimo libro di Plinio Corréa de Oliveira e Nobiltà ed élites tradizionali
analoghe nelle allocuzioni di Pio XII (1993). In quest'opera l'autore commenta
le quattordici allocuzioni rivolte dal Pontefice al patriziato e alla nobiltà
romana, contenenti un appello a preservare con cura, nei Paesi con tradizione
nobiliare, le rispettive aristocrazie. Plinio Corréa de Oliveira mette in
rilievo l'importante compito che tocca alle élites, anche al giorno d'oggi,
sottolineando il valore religioso e culturale delle tradizioni che incarnano,
così come la loro ardua missione a servizio del bene comune spirituale e
temporale nel turbolento mondo di oggi.
Plinio
Corréa de Oliveira muore a San Paolo del Brasile il 3 ottobre 1995, confortato
dai sacramenti della Santa Chiesa e avendo ricevuto l'apostolica
benedizione. Il suo corteo funebre è accompagnato da 5.000 persone giunte da
ogni parte del mondo, compresa l'Italia, per rendere l'ultimo omaggio al
compianto maestro.
NEL
NOME della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo e della Beata
Vergine Maria, mia Madre e Signora. Amen.
Io,
Plinio Corrêa de Oliveira, dichiaro che ho vissuto e spero di morire nella
Santa Fede Cattolica Apostolica e Romana, alla quale aderisco con tutto il mio
cuore. Non trovo parole per ringraziare la Madonna del favore di aver vissuto
dai primi giorni, e di morire, come spero, nella Santa Chiesa, alla quale ho
dedicato, dedico e spero di dedicare fino al mio ultimo anelito, assolutamente
tutto il mio amore. In modo tale che le persone, istituzioni e dottrine che ho
amato durante la vita, e che attualmente amo, le amo perché erano o sono
secondo la Santa Chiesa, e nella misura che erano o sono secondo la Santa
Chiesa. Allo stesso modo, mai ho combattuto istituzioni, persone o dottrine se
non perché erano opposte alla Santa Chiesa e nella misura in cui lo erano.
Ringrazio
ugualmente la Madonna - senza trovare le parole sufficienti per farlo - per la
grazia di aver letto e diffuso il Trattato della Vera Devozione alla Santissima
Vergine di San Luigi Maria Grignion di Montfort, e di essermi consacrato a Lei
come schiavo perpetuo. La Madonna è stata sempre la luce dei miei giorni, e
spero che Ella nella sua clemenza sia la mia luce e il mio ausilio fino alla
fine della mia esistenza.
Ringrazio
ancora la Madonna - e con quanta commozione - di avermi fatto nascere da Donna
Lucilia, che venerai e amai tanto quanto mi fu possibile. E dopo la sua morte
non ci fu un giorno che non la ricordassi con indicibile tenerezza. Anche alla
sua anima chiedo che mi assista fino alla fine con la sua bontà ineffabile e
spero di ritrovarla in Paradiso, alla corte luminosa delle anime che più
hanno amato la Madonna.
Ho
la coscienza del dovere compiuto, per il fatto di avere fondato la mia cara e
gloriosa TFP Bacio in spirito il suo stendardo. Tali sono i vincoli che mi
legano ad ognuno dei soci e cooperatori della TFP brasiliana, nonché delle
altre TFP, che non potrei ricordare qui nessuno in particolare per espremergli
il mio affetto.
Dopo
la morte, spero di pregare presso la Madonna per tutti, aiutandoli in modo più
efficace che nella vita terrena. Perdono di tutto cuore coloro che mi hanno
dato motivi di cruccio. Formulo voti perché la mia morte sia per tutti motivo
di grandi grazie. In questa eventualità non ho direttive da dare, perché
meglio di me lo potrà fare Nostra Signora. Comunque, a tutti e ad ognuno chiedo
di cuore e in ginocchio di esserLe oltremodo devoti durante tutta la loro vita.