Tí
saluto!… Ti ringrazio!… Padre Giulio Savoldi!
La recente scomparsa di un testimone fedele e di un grande devoto del nostro Beato Innocenzo, mi spinge a pubblicare la Necrologia preparata da p. Ismaele. Padre Giulio voleva che gli facessi giungere regolarmente la Rivista dedicata al Beato e ne diffondeva la devozione tra la gente che egli accoglieva ogni giorno nel convento di Piazzale Velasquez a Milano; inculcava in loro la vera devozione a questo umile fraticello perché era convinto che il Beato li avrebbe ascoltati e protetti. Mi incoraggiava a preparare il grande evento del cinquantesimo della beatificazione e desiderava essere informato di quanto la Commissione provincializia stava preparando. Aveva, come il Beato, un grande amore per le nostre Missioni sparse nel mondo che egli in svariati modi aiutava come dimostrano le varie testimonianze dei superiori maggiori delle missioni e dei singoli missionari.
Ti
ringrazio... Ti saluto... padre Giulio Savoldi!
Bene
si applica a p. Giulio l'immagine evangelica del seme: "Se il seme non cade
per terra resta solo, ma se è accolto dalla terra produce dove il sessanta dove
l'ottanta dove il cento per uno. E p. Giulio ha prodotto il cento per uno, visto
la partecipazione della gente da lui beneficata, al suo funerale. È stata una
manifestazione di riconoscenza e di cuore: Abbiamo perso un padre, un
benefattore!
Nacque
a Nembro (BG) il 9 marzo 1928 da Antonio Savoldi e Giulia Ghilardi e nel
battesimo gli fu dato il nome di Giovanni Maria.
Entrò
nel noviziato dei cappuccini a Lovere il 14 agosto 1946 e ivi emise la professione
temporanea il 15 agosto 1947.
Fece
la professione perpetua sempre a Lovere il 15 agosto 1950. Fu ordinato sacerdote
in S. Bernardino a Milano il 13 marzo 1954. Morì a Milano il 23 marzo 2010 e fu
sepolto nella tomba di famiglia a Nembro.
Visse
82 anni, 63 da religioso, 56 da sacerdote.
P
Giulio fu un frate di forte attività. Per 15 anni esercitò l'ufficio di
guardiano in vari conventi: Lovere, Albino, Bergamo, Milano S. Cuore.
Per
15 anni circa insegnò teologia fondamentale nel nostro studentato. Venne
eletto definitore provinciale per 6 anni e per altri 6 anni fu vicario
provinciale. Esercitò anche l'ufficio di segretario provinciale.
Nel
1992 venne nominato vice postulatore del servo di Dio fra Cecilio Cortinovis,
incarico che portò avanti per 16 anni.
Ebbe
incarichi nelle diocesi di Bergamo e di Milano dove fu eletto come segretario
diocesano dei religiosi: 3 anni a Bergamo e 12 anni a Milano e di conseguenza
divenne membro del consiglio presbiterale delle due diocesi.
Infine
nel 1992 fu nominato dal card. Martini esorcista per la diocesi di Milano,
ufficio che esercitò per 18 anni fino alla sua morte.
P
Giulio non conobbe periodi di pausa nel suo servizio alla provincia e nel suo
ministero sacerdotale. La legge del lavoro scorreva nel suo sangue.
Per
il suo senso di equilibrio gli furono affidate dei compiti di responsabilità
come risulta dal commento alla scheda della sua vita che portò avanti con
semplicità, umiltà e silenzio.
P.
Giulio fu un tipo silenzioso che non amava il chiasso, ma era modesto nel suo
presentarsi e nel partecipare alla conversazione. Appena poteva si ritirava
nel silenzio della sua cella dove occupava il tempo nel lavoro necessario, nella
lettura e nella preghiera.
Durante
le ricreazioni fraterne della sera amava giocare a carte e si appassionava.
Amava la vita fraterna e amava i suoi confratelli. Non usciva mai un lamento
dalla sua bocca o un commento su qualche fratello.
Credo
non abbia svolto un particolare ministero di predicazioni importanti. Era un
piccolo frate dalla barba fluente, che si presentava in modo caratteristico,
ma la voce e il suo tipo di dizione non erano proprio di un classico
predicatore.
Fu
un frate di profonda fede e di preghiera. Oltre alla quotidiana fedeltà alla
preghiera comunitaria lo si trovava spesso in coro o in chiesa raccolto nella
preghiera personale.
In
certi incontri nei suoi interventi, richiamava spesso il senso e la fedeltà
alla preghiera come ragione prima della vita consacrata.
Che
cos'è l'esorcismo? Il catechismo della chiesa cattolica così dice: "È un
sacramentale che mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza
demoniaca e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua
Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui
cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi accertarsi,
prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non
di una malattia" (n. 1673).
Il
Codice di Diritto canonico perciò prescrive che: "Nessuno può proferire
legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ne ha ottenuto dall'Ordinario
del luogo peculiare ed espressa licenza.
L'Ordinario
del luogo conceda tale licenza solo al sacerdote che sia ornato di pietà, di
scienza, di prudenza e d'integrità di vita" (Can. 1172).
Il
card. Martini, arcivescovo di Milano, nel dicembre 1992 nominò p. Giulio
esorcista per la diocesi di Milano.
Esiste
il diavolo? Esistono persone possedute dal demonio? Gesù ne parla e guarisce
diverse persone possedute da Satana.
Come
bene dice il catechismo della Chiesa Cattolica bisogna fare un prudente discernimento
di fronte a tali casi.
Ecco
p. Giulio davanti a tale realtà. Non so quanti veri esorcismi ha fatto nella
sua vita, ma la gente che andava da lui era una folla.
Questo
significa che la stragrande maggioranza di persone che ricorrevano a lui era
gente ammalata: gente afflitta, esaurita, depressa, disperata, gente fragile,
piena di paure, gente confusa o sottomessa alle prove della vita. La vita di
oggi sta provocando in modo esponenziale tali malattie che possiamo chiamare
le "malattie del secolo".
P
Giulio per 18 anni, qui nel convento dei cappuccini di piazzale Velasquez 1, in
Milano, ha accolto, con pazienza, perseveranza e amore tutta questa folla che
a lui ricorreva con fiducia.
Ha
capito che la sua missione era di consolare, incoraggiare, sostenere le
persone fragili sia psicologicamente, sia nella fede. Entravano singolarmente
oppure a piccoli gruppi; li faceva pregare, dava cnsigli e dava loro la
benedizione di Dio, e così partivano sostenuti dalla grazia di Dio.
P.
Giulio si è donato fino all'ultimo respiro parecchie ore al giorno e, anche
quando non si sentiva bene, voleva essere presente.
Dalle
molte testimonianze si nota come la gente gli si era affezionata, come poneva
fiducia nella sua intercessione e al suo funerale la moltitudine che aveva
accostato in questi 18 anni era là a ricordarlo.
P
Giulio non presentò domanda per andare in terra di missione, ma, con le offerte
che riceveva dai benefattori, aiutò molto le missioni. Ne sono una conferma
le testimonianze dei nostri confratelli missionari. Mons. Luigi Padovese
(recentemente scomparso) scrive: "P Giulio era la mano della Provvidenza";
p. Apollonio: "Abbiamo perso un amico abbiamo acquistato un
protettore", e così i superiori delle varie missioni.
Il
suo ricordo rimarrà a lungo nel cuore di molta gente per la sua spontanea,
fedele e francescana dedizione al popolo di Dio.
Grazie p. Giulio per ciò che hai fatto e per l'esempio che ci hai dato!
Tratto da: “Beato Innocenzo da Berzo” anno 17 nr2 5/6-2010