MARI CARMEN GONZALEZ (Venerabile 9 anni)

Una bambina nella bufera della persecuzione contro i cattolici in Spagna. Offre la vita per i persecutori. Eroica nelle virtù cristiane.

1931-1939: Un terribile conflitto sconvolse la Spagna, accompagnato, preceduto e motivato da un minuzioso programma di persecuzione contro la Chiesa da parte dei rivoluzionari comunisti. I libri di scuola quasi non ne parlano. Nel 1931, fu espulso il Cardinale Primate di Toledo. Poi si incendiarono al­cuni conventi. Si esiliò la Compagnia di Gesù. Si pro­mulgò la legge sul divorzio e quella che toglieva il Crocifisso dalle scuole. La guerra civile vera e propria scoppiò il 17 luglio 1936 e, in tre anni, fece migliaia di martiri.

"Del clero secolare furono sacrificati 4184 sacer­doti, per il solo fatto di essere tali. I preti venivano braccati come animali e venivano ricompensati i co­munisti che li trovavano... i religiosi assassinati fu­rono 2365 e alcuni tra essi avevano solo 17/18 anni... in totale circa 6832 sacerdoti, religiosi e religiose sa­crificati per la fede. Nessun tipo di martirio, tra quelli conosciuti dalla storia fu evitato: mutilazioni, rogo e crocifissioni".

Proprio in questi anni di sangue sparso per Gesù Cristo, si inserisce la storia singolare di una bambina, Mari Carmen, morta a nove anni, che il Papa Giovanni Paolo II, il 12 gennaio 1996, ha proclamato "eroica nelle virtù cristiane", quindi "venerabile".

Offerta

Suo padre era Julio Conzalez-Valerio, capitano d'artiglieria nell'esercito regio. Sua madre, donna Carmen Saenz de Heredia. Entrambi di nobilissime origini. Alle nozze, era stato testimone Primo di Rivera, allora capo del governo, e cugino della sposa. Mari Carmen nasce nel 1930, secondogenita dopo il fratello Julio. Dopo di lei verranno ancora altri tre: davvero una bella famiglia.

È battezzata poche ore dopo la nascita, poiché si teme per la sua vita. È cresimata eccezionalmente a due anni, dal nunzio apostolico in Spagna Mons. Todeschini, amico di famiglia e futuro Cardinale, giunto nel loro paese d'origine, permettendo che an­che i più piccoli, data la situazione ormai troppo cal­da della Spagna, si accostassero al Sacramento.

Mari Carmen cresce fiera, vivace, di carattere forte, precoce di intelligenza e dolcissima. Si distingue per riservatezza e pudore: non accetta mai vestitini troppo corti o liberi, non vuole saperne di contatti, pu­re correttissimi, al di fuori dei suoi genitori. E le pia­ce giocare, passeggiare, godersi la natura, aver tante bambole, osservare tutto... lieta.

Avvicinandosi tempi durissimi per la Spagna, la mamma vuole che la piccola si prepari alla prima Comunione. Anche Mari Carmen lo desidera. In casa Gonzalez, è provvisoriamente ospite una monaca del Carmelo di Lisieux la quale traduce per lei in spagno­lo il libretto con cui S. Teresa di Gesù Bambino si era preparata alla prima Comunione. La bambina segue lo stesso metodo della "piccola Teresa": 70 giorni vissu­ti in compagnia di Gesù Bambino, segnando gli atti di amore, i piccoli sacrifici, le virtù che si devono ac­quistare per accogliere Gesù vivo. Nel libretto è cita­ta la formula della totale offerta di sé che S. Teresina ha recitato ricevendo l'Eucarestia: "Gesù, io ti amo e mi offro a Te per sempre". Mari Carmen si accosta a Gesù Eucaristico la prima volta nel maggio 1936 a non dimentica mai più quelle parole di offerta, come quelle che ha pure nel suo libro di preghiere Mi Jesus: "O mio Gesù, io sono tutta tua. Tu ti sei donato a me e io mi dono interamente a Te".

Da quel giorno, partecipa tutte le mattine alla Messa, anche se deve alzarsi presto. Si pone il problema della santità. Un giorno, la nonna domanda al fra­tello più grande Julio: "Ma tu vuoi farti santo?", Mari Carmen interviene: "Lo sai che cosa vuol dire? Per diventare santi, bisogna soffrire! In casa, aiuta la nonna, zelatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù, diffondendo, a mano e per posta, scritti e vo­lantini. Di sua iniziativa, la bambina si reca in strada a distribuire ai passanti quei foglietti, anche se è mol­to pericoloso farlo, perché girano a Madrid i soldati comunisti.

Papà Julio, che con l'avvento dei comunisti al po­tere, aveva lasciato l'esercito per impegnarsi in ferro­via, sa che cosa lo aspetta ora, come cattolico e per di più della nobiltà madrilena. Il 15 agosto 1936 è prele­vato dalla sua casa da una ronda di miliziani "rossi". Alla moglie che vorrebbe seguirlo, dice: "No, tu resti per i bambini e spiegherai loro perché sono morto. Muoio perché Gesù Crocifisso ritorni nelle aule sco­lastiche e perché i nostri figli siano educati in una Spagna cattolica!". I rivoluzionari gli chiedono di pas­sare all'esercito repubblicano, con loro, ma lui rifiuta: "Sono cattolico e non un traditore". Qualche giorno dopo, alla moglie che giunge a fargli visita in carcere, dicono: "Va' all'obitorio". È caduto al mattino, sotto il piombo dei senza-Dio, gridando: "Viva Cristo Re! Viva la Spagna cattolica! ".

"Papà è morto martire per Gesù" - viene spiegato a Mari Carmen. Grosse lacrime di dolore cocente, ca­dono dai suoi occhi, ma trova una strana fortezza e da quel giorno, comincia a recitare spesso "il rosario del­la piaghe di Gesù". Si pone un problema: "Dimmi, mamma, Azana si salverà l'anima?". Azana è il capo del governo comunista e per la piccola è il capo degli assassini di papà e di tanti altri innocenti. La mamma, che da vera cattolica, ha già perdonato, le risponde: "Se fai dei fioretti e preghi per lui, si salverà". Da al­lora, recita ogni giorno, quel particolare "rosario"; di­cendo: "Preghiamo per papà e per quelli che lo han­no ammazzato ".

Olocausto

Il pericolo di arresto per tutti si fa sempre più gra­ve. La nonna e la mamma si rifugiano all'ambasciata belga e lasciano i bambini agli zii, pensando che sia­no al sicuro. Presto sapendo che si stava organizzando di prelevare i bambini spagnoli per portarli in Russia a essere cresciuti nell'ideologia comunista e che an­che i piccoli Gonzalez erano messi in lista, l' l1 feb­braio 1937, Mari Carmen e i suoi fratelli sono in fret­ta portati all'ambasciata belga, al sicuro. Mari Carmen si preoccupa che la sua bambola non sia portata in Russia e vuole che il console recuperi anche la bambola! La sua gioia, però, e un'altra: quando scopre che in ambasciata ci sono quattro sacerdoti che celebrano ogni giorno quattro Messe (allora, per fortuna, non c'era ancora la concelebrazione) la bambina partecipa a tutte le Messe, ricevendo la Comunione alla prima.

È necessario mettersi al sicuro a Marsiglia, ospiti delle Francescane missionarie, da dove, volgendo al termine la rivoluzione, si trasferiscono a S. Sebastian. La mamma è assai preoccupata, con i suoi figli, ma Mari Carmen le dice: "Ti affanni troppo per le cose della terra. Prega di più". La mamma si scusa: "Ma io devo portare avanti la casa". Risponde la bambina, implacabile: "La nostra casa è il Paradiso, qui siamo solo di passaggio".

Di famiglia aristocratica, è assai sensibile alle per­sone che lavorano in casa sua: per lei, non ci sono pa­droni e servi, ma solo dei figli di Dio. Tutti ricevono molta posta in Madrid, meno una domestica che non ha mai una lettera da qualcuno. Mari Carmen comin­cia a scriverle periodicamente delle letterine, perché quella ne provi piacere. Un'altra domestica, per lavo­rare, lascia a casa i suoi bambini. Mari Carmen pre­tende che vengano anche quei bambini a vivere con tutti i Gonzales! A chi le offre in dono dei giocattoli, chiede che le siano dati dei soldi... che lei darà ai po­veri o alle governanti per i loro bambini. Quando un povero bussa alla sua porta, ella gli dà ciò che ha, dicendogli piano: "Adesso esca, poi bussi di nuovo, co­sì prende anche i soldi dalla mia mamma". Nell'ottobre 1938, è affidata, per gli studi, a un istituto di suore. Chiede subito di poter partecipare al­la Messa ogni mattina, prestissimo, e al Rosario alla sera, "perché ama tanto Gesù-Ostia e la Madonna". Giungono le vacanze pasquali 1939. Il giovedì santo 1939, Mari Carmen prende parte con la nonna alla Messa "in coena Domini ". Il giorno singolare dell'istituzione dell'Eucaristia, presenza reale e sacri­ficio di Gesù, la pervade fortemente. Domanda alla nonna: "Nonnina, mi offro a Dio, con Gesù?" La nonna, prende la domanda in senso generico e le ri­sponde: "Sì, offriti al Signore!". Al momento della Comunione, appare più fervorosa del solito: il suo rin­graziamento, in ginocchio, sembra non finire più. All'uscita, domanda: "Nonna, che cos'è offrirsi?". E la nonna: "È darsi tutta a Dio ".

L'8 maggio 1939, Mari Carmen si ammala di scar­lattina. Tutto si complica e le sofferenze diventano atro­ci. Febbre altissima. Otomastoidite acutissima con set­ticemia grave. Le cure dolorose e ... inefficaci. Eppure, ella è straordinariamente serena e forte. In seguito, sul­la sua agendina sigillata con la parola "privatissimo", troveranno brevi annotazioni rivelatrici: "29 agosto 1936. oggi è stato ucciso papà". "6 aprile 1939. oggi mi sono offerta". "7 maggio 1939. per papà ".

Le sono tutti attorno, per confortarla e curarla. Mari Carmen parla, decisa, struggente: "Mio papà è morto martire, povera mamma, e io muoio vittima". "Da mangiare datemi quel che volete, ma parlatemi di Gesù". "Dai capelli sino alle unghie, sono tutta una piaga". Vuole confessarsi spesso, la Comunione tutti i giorni, prega intensamente, anche quando sem­bra dormire. I medici di Madrid (dove è ritornata) so­no stupiti di lei, della sua fortezza, della sua interiore letizia, invincibile. "Cerca di guarire" - le dice la mamma. Risponde: "Cerco di fare la volontà di Dio". La nonna commenta: "La nostra piccola santa se ne va. Ormai assorta in Dio" ("esta completamente en­diosada!").

Si avvicina la festa della Madonna del Carmelo, 16 luglio, suo onomastico: "Mi piacerebbe morire in questo giorno". "Ma - le dicono - il 16 si sposa la zia". "Allora - dice - morirò l'indomani". Il 17 luglio 1939, Mari Carmen dichiara: "Oggi vado in cielo". Chiede perdono all'infermiera: "Non ti ho amato co­me dovevo". E a tutti: "Amatevi gli uni gli altri". "È ora lasciatemi andare!" -. "Dove?". "In cielo. Non ve­di che qui c'è già la Madonna venuta a prendermi?". Sono le tre del pomeriggio, "l'ora nona" dell'olocau­sto di Gesù sulla croce.

Un anno dopo la morte di Mari Carmen Gonzalez, moriva, esule in Francia, Manuel Diaz Azana, il capo comunista della Spagna, durante la terribile persecu­zione contro la Chiesa. Ebbe la grazia di un sacerdote ad assisterlo in punto di morte, il quale racconterà che Azana morì dopo aver ricevuto con piena lucidità il Sacramento della Confessione e l'Estrema Unzione, spirando dolcemente nell'amore di Dio e nella spe­ranza della sua visione. Solo nell'aldilà il persecutore pentito conobbe ciò che doveva per tutta l'eternità a una bambina di nove anni.

(Tratto da: “In braccio a Gesù” Profili di ragazzi esemplari di Paolo Risso)