DON LUIGI BIRAGHI UNA VITA PER LA CHIESA AMBROSIANA
nasce
a Vignate (MI) il 2 novembre 1801. La sua famiglia si trasferisce a Cernusco sul
Naviglio nel 1806. A 11 anni entra in seminario a Lecco. E' ordinato sacerdote
il 28 maggio 1825. Professore di lettere dei giovani seminaristi, è direttore
spirituale del seminario maggiore di Milano dal 1833 al 1849; collabora inoltre
alla redazione del giornale "L'Amico Cattolico" ed è molto stimato
come consigliere da vari arcivescovi.
Nel
1838 fonda l'Istituto delle Marcelline, che da Cernusco estende la propia
missione educativa a Milano e a diverse città italiane ed europee, fino alle
attuali presenze in Brasile, Messico, Canada, Bénin.
Luigi
Biraghi continua ad insegnare fino al 1855, quando è nominato dottore della
Biblioteca Ambrosiana, dove prosegue serenamente i suoi studi.
Muore
a Milano I'11 agosto 1879.
Il
30 aprile 2006, nel duomo di milano, e proclamato beato.
Intorno
al 1806 la famiglia Biraghi si stabilì a Cernusco sul Naviglio, dove papà
Francesco Biraghi aveva acquistato la cascina "Costellano" e i terreni
annessi.
Questa
dimora fu sempre molto cara a don Luigi Biraghi che vi abitò per molti anni,
anche ospite del fratello, a cui la casa passò in eredità.
In
questa casa, nell'ambito di una vita familiare semplice e serena, anche se
provata da molte difficoltà e sofferenze, Luigi Biraghi ha ascoltato e
accolto l'invito di Dio a donarGli la vita. Ancora oggi è abitata dai
discendenti della famiglia Biraghi.
È
un ambiente caldo e accogliente, che rivela ancora il gusto della vita in
famiglia e la passione per la cultura e per la riflessione, caratteristici in
monsignor Biraghi.
Qui,
il 29 maggio 1825, don Luigi Biraghi celebrò con grande commozione la sua prima
Messa, dopo essere stato ordinato sacerdote il giorno precedente nel duomo di
Milano.
Don
Cesare Rovida, padrino del Biraghi, dopo molti anni ricordava ancora con
emozione questo avvenimento: "La memoria più bella che tengo di Cernusco
Asinario è l'onore che ho avuto di essere stato il padrino alla prima messa che
ella ha celebrato nel suo oratorio con molta pietà e con molta solennità".
Nel
1833 don Luigi Biraghi è nominato direttore spirituale del seminario
teologico di Milano.
Prepara
i seminaristi a diventare generosi testimoni di Cristo nel mondo:
"Ecco
la prima, la eminente qualità dei ministri di Gesù Cristo: amare Gesù Cristo,
amarlo davvero, amarlo sopra ogni cosa... Qui è dove tutti i santi presero
fuoco, fuoco ardentissimo, che fece operar loro tante meraviglie."
"Darsi
subito in gioventù; la gioventù piace a Dio. In essa è amorevole il cuore,
innocente la volontà, sono puri gli affetti. Gesù Cristo amava i fanciulli...
Suvvia dunque, datevi subito e non dite: poi, poi.
Il
sacerdote deve avere nel cuore tutti i fedeli. Tanto più idoneo sarà a
intercedere per il popolo, quanto più sarà egli santo."
"Combattere,
ma con le attrattive della carità, con la bellezza della verità, con la
santità degli esempi."
"Coraggio
dunque e rinfrancatevi e uscite pure fuori nel campo del mondo: giacché il
sacerdozio si esercita nel mondo."
Nel
1848 il Biraghi aiuta i seminaristi e i giovani preti, accesi dalla passione
civile, a vivere nella carità evangelica la loro partecipazione al riscatto
della Patria.
Sollecita
l'Arcivescovo Romilli a rivendicare presso il governo provvisorio la libertà
della Chiesa.
A
nome dell'Arcivescovo si presenta egli stesso al conte Casati, presidente del
Governo Provvisorio di Milano, dopo le Cinque Giornate, per ottenere alla Chiesa
la libertà di nominare i vescovi, amministrare i beni ecclesiastici, insegnare
ed educare.
Nel
1855, dopo alcuni anni caratterizzati sia dal positivo sviluppo delle Marcelline
da lui fondate nel 1838, sia da difficoltà dovute alla lunga inquisizione
austriaca contro di lui, successiva ai fatti del 1848, don Luigi Biraghi è
nominato Dottore della Biblioteca Ambrosiana e va ad abitare presso i Barnabiti
della parrocchia di S. Alessandro, che lo accolgono con grande stima e
amicizia.
Qui
continua i suoi studi e le sue pubblicazioni, soprattutto di storia
ecclesiastica e sacra archeologia, ed è saggio consigliere dei suoi vescovi e
del clero ambrosiano.
Dopo
il ritorno degli Austriaci a Milano (1849) il Biraghi sostiene con entusiasmo il
nascente Istituto delle Missioni Estere - P.I.M.E. - appoggiandone i fondatori
Ramozzotti e Marinoni e dirigendo ad esso due suoi validissimi figli
spirituali: Giovanni Mazzucconi, primo martire nel 1855, e Carlo Salerio,
fondatore dell'Istituto delle Suore della Riparazione
LE
ORIGINI
Fin
dal 1835 il Biraghi intuisce la necessità di difendere i giovani, soprattutto
la donna, dalle dottrine illuministiche del suo tempo, fondate sulla negazione
della spiritualità dell'uomo.
Egli
ritiene che dalla "cristiana e civile riuscita" delle ragazze dipenda
"in tanta parte il bene della Chiesa e dello Stato."
"E
poiché il compito di educatore è santo, difficile e tale che richiede molta
abilità, esempi edificanti, assoluto disinteresse e sacrifici continui"
il Biraghi vuole fondare un istituto di educatrici, le cui dedizione ai giovani
abbia come modello Gesù Cristo.
Il
progetto si realizza in seguito al provvidenziale incontro, nell'ambito di un
ritiro presso la basilica di Sont'Ambrogio a Milano, tra don Luigi Biraghi e la
giovane Marina Videmari, che già pensa ad una vita di consacrazione.
Il
progetto di un collegio si realizza dopo un periodo di preparazione spirituale e
professionale da parte di Marina guidata dal Biraghi.
Il
compimento dell'opera passa attraverso numerose difficoltà, anche di tipo
spirituale, per lo stesso fondatore che le ricorda a distanza di molti anni,
scrivendo, già anziano, ad una marcellina: E’ in mirare questa immagine,
questa potente Addolorata Vergine (nel santuario di Rho) ebbi presente
all'animo l'immagine addolorata di S. Maria di Cernusco e quel giorno e
quell'ora nell'ottobre 1837, quella fine del mese, quando innanzi a quella
pregai e fui spinto a decidere per la creazione della nostra cara congregazione.
Inginocchiato
a lato di quell'altare, nella solitudine, nel silenzio io pensavo all'ideato
congregazione, e mi vedevo innanzi le difficoltà, le spese, le tribolazioni, il
legame perpetuo, la responsabilità che mi assumevo, i disturbi cui mi dovevo
assoggettare dopo una vita placidissima, e sentivo ritrosia e pigrizia e mille
incertezze:
e
pregavo la Vergine che mi illuminasse e soccorresse di consiglio, di vigoria, e
pregavo...
Ed
ecco in me un cuor nuovo, una volontà di ferro, una dolce sicurezza che la cosa
piaceva a Dio e l'avrebbe benedetta, E così fu. Animato dalla Vergine subito
pensai a comperare da casa Greppi il fondo, ed a fabbricare, ed a studiare
l'impianto morale e civile. Oh, come sento obbligo alla Vergine Addolorata!
Ieri con apposita messa la ringraziai e le offersi la nostra congregazione.
Amen."
Al
primo collegio di Cernusco presto se ne aggiungono altri.
Accanto
ad una istruzione solida e approfondita, il sistema educativo messo a punto
dal Biraghi e dalla Videmari offre alle alunne una formazione fondata su:
-
spirito di libertà nel rispetto delle singole personalità
-
clima di famiglia favorito dell'atteggiamento materno e fraterno delle suore
verso le alunne.
"Non
mai dismettete il metodo fin qui benedetto, di essere voi sempre in mezzo alle
alunne, nei dormitori, nel refettorio, nella ricreazione; poiché esse si
formeranno meglio con i vostri buoni esempi che con molti precetti."
Rispetto
ai collegi del tempo, nei quali le alunne restano per molti anni senza uscire,
quelli delle Marcelline prevedono vacanze estive sia in famiglia che con le
suore e provvedono alla formazione di giovani donne che possano conoscere la
vita quotidiana per affrontarla in modo maturo dopo gli anni di studio:
"Gioverà far loro conoscere, meglio che si può, il mondo quale è, cioè
le sue miserie e pericoli e la prudenza per viverci saggiamente, di modo che,
come spesso fanno le fanciulle, non si perdano dietro un mondo immaginario
tutto di rose il quale non esiste."
Don
Luigi Biraghi continua la sua missione di preghiera e di intercessione nella
Chiesa milanese attraverso:
-
l'impegno dei formatori e degli educatori del clero diocesano, dei religiosi,
dei diaconi, dei missionari
-
la maternità delle Marcelline presenti in dieci Paesi del mondo con scuole,
opere sociali, ospedali, missioni.
"Ricordatevi
che niente è più prezioso delle anime. All'apostolo Pietro quale cosa domandò
Gesù come segno di sicuro amore? O PIETRO MI AMI TU? Se davvero mi ami PRENDI
CURA DELLE MIE PECORELLE. "