DON GIUSEPPE TOMASELLI

 Una Vita contro il demonio 

Esempio luminosissimo di Sacerdote di Dio,

Sacerdote salesiano, uno dei più richiesti esorcisti d'Italia. 

Di don Giuseppe Tomaselli sono già su questo sito i preziosi libretti " l'Inferno c'è, Il Mese al Sacro Cuore, Sitio meditazioni per Sacerdoti, i 15 venerdi al Sacro Cuore.

Per richiedere i meravigliosi libretti fuori commercio,rivolgersi a

Opera Caritativa Don Giuseppe Tomaselli                                   

Viale Regina Margherita, 27  98121 Messina                                                      

è stato ricordato, l'8 maggio scorso, il quattordicesimo anniversario del passaggio all'Altra Vita del sacerdote sale-siano don Giuseppe Tomaselli, uno dei più noti e ricercati esorci-sti d'Italia nel secolo appena tra-montato.

Era venerdì quel 25 aprile del 1975 quando ebbi la fortuna di conoscerlo. Avevo 19 anni, fre-quentavo l'ultimo anno di Ragio-neria e, su invito dell'allora diret-tore dell'Istituto salesiano di Ran-dazzo, don Santo Di Guardi, ero andato all'Istituto salesiano "San Luigi" di Messina per un corso di approfondimento su alcune tema-tiche religiose per giovani che, in quegli anni di grandi fermenti, intendevano vivere il proprio cri-stianesimo in maniera più autenti-ca. Il corso avrebbe avuto la durata di tre giorni.

Tra una conversazione e l'altra, mi trovavo in un lungo corridoio a parlare col Vicario ispettoriale dei Salesiani di Sicilia, don Giu-seppe Falzone. Mentre stavamo parlando del più e del meno sulle attività che venivano svolte nei vari oratorii salesiani di Sicilia, in generale, e di Randazzo in parti-colare, si avvicinò a noi un sacer-dote bruno, sulla settantina. Non era tanto alto di statura ma visi-bilmente assorto nei suoi pensie-ri, come fosse immerso in un'al-tra realtà. Salutò dapprima il suo confratello superiore e, subito dopo, me. Gli chiese di un suo manoscritto, che il Vicario aveva in lettura per la relativa approva-zione prima della sua pubblica-zione, e altre informazioni anco-ra. Come San Pietro dopo la pesca miracolosa, ebbi la netta sensazione di stare alla presenza di un sacerdote non comune. A stento mi trattenni dal dirgli: "Allontanati da me, Signore, ché io sono un peccatore!".

Dopo aver parlato fra di loro, il Vicario Ispettoriale gli chiese: "Don Tomaselli, cosa suggerisce e raccomanda a giovani come que-sto, che vogliono vivere la propria vita in modo auten-ticamente cristia-no?».

La risposta non si fece attendere. Con grande semplicità Don Tomaselli rispose:

"Niente di parti-colare, il Signore non chiede grandi cose. Bastano pochi minuti di medita-zione al giorno cer-cando di conforma-re la propria vita secondo la volontà di Dio, anche nelle piccole cose. Basta-no anche solo due minuti di medita-zione al giorno per vedere se stiamo camminando sulla via giusta oppure no, e poi agire di conseguenza. Se facciamo così, possiamo essere certi di non sbagliare. Basta seguire la voce di Dio che ci parla attraverso la voce della nostra coscienza".

La scintilla era scoccata.

Don Tomaselli mi aveva conse-gnato il suo messaggio. Egli, infat-ti, era guidato dalla certezza che ogni incontro fosse dono di Dio, e a chiunque l'avvicinasse aveva il compito di consegnare un "mes-saggio", una parola di bene: così faceva sempre.

Ebbi in seguito, durante quei gior-ni di fine aprile, diverse occasioni per fermarmi a parlare con lui e raccogliere i suoi drammatici rac-conti di sacerdote esorcista, alcuni dei quali ho integralmente riporta-to nel mio recente libro "Il diavolo è tra noi?". 

Le origini

Don Giuseppe Tomaselli era nato a Biancavilla, in provincia di Catania, il 26 Gennaio del 1902 da Salvatore e Maria Greco, famiglia i cui sani princì-pi, lo spirito profondamente cri-stiano, i grandi valori morali e cristiani egli amava spesso ricor-dare. Scrive, infatti, nel suo dia-rio: "Sono stato senza l'amicizia di Dio solo tre giorni, quelli prima di ricevere il battesimo".

Finite le scuole elementari, vivendo la vita di fede nella sua famiglia, sorse in lui il desiderio di farsi sacerdote. Frequentò per questo, sino alla quarta ginna-sio, le scuole nel Piccolo Semi-nario Arcivescovile del suo stes-so paese natio. Un'altra luce, intanto, si affacciava alla sua mente: Don Bosco. Lasciò allora il paese e con la benedizione dei genitori andò a frequentare la quinta ginnasiale, come aspiran-te salesiano, a San Gregorio di Catania, dove i figli di Don Bosco avevano, ed hanno anco-ra, una casa di formazione reli-giosa. Dopo la quinta ginnasiale, nel 1916 cominciò il Noviziato. Ultimato questo, come suo fermo desiderio, poté finalmen-te consacrarsi per sempre a Dio nella Congregazione Salesiana. D'ingegno impegnato nel bene, di carattere vivace, di forte memoria e acuta intelligenza, pur nell'indefesso lavoro salesia-no, compì gli studi di filosofia e teologia e 1'8 luglio 1928 venne consacrato sacerdote. 

L'apostolato

Molte furono le case salesiane fecondate dal suo apostolato: Cal-tagirone, Marsala, San Cataldo, Messina, Modica, Riesi, Palermo, Ispica, Catania lo ebbero dal 1928 al 1960. Don Tomaselli per tanti anni fu a contatto con la povera gente, con ragazzi a rischio. Come un buon samaritano si piegò su tutti per soccorrere miseria, povertà e ignoranza con molta pazienza e amore. Orientò la sua vita per andare incontro a ogni necessità.

Dal 1960 fino al giorno della sua morte, avvenuta nella notte tra 1'8 ed il 9 maggio 1989, operò a Mes-sina, prima al San Domenico Savio e, dal 1973, al San Luigi, dedican-dosi totalmente all'apostolato della predicazione ed alla composi-zione e diffusione dei suoi tanti libretti edificanti e istruttivi in materia religiosa.

Intelligenza arguta, riusciva bene pure nel teatro e nella musica che tanta importanza rivestono nella pedagogia salesiana. 

Non si concedeva riposo, svago, o vacanze.

La stessa domenica era la giorna-ta più faticosa, dedicata alle con-ferenze religiose e alla diffusione della buona stampa. Partiva al mattino presto, dopo aver cele-brato Messa, e tornava spesso a notte inoltrata. Questo, pure quando era ultra ottantenne. Ogni giorno, quando arrivava la cena, dopo essere stato ad ascol-tare per molte ore la gente, venendo incontro ai vari bisogni, era stanchissimo. Mangiava in silenzio, con calma. Faceva tutto con calma, specialmente negli ultimi anni. Poi, prima di andare a letto, andava in cappella, passa-va da Gesù Sacramentato e si fer-mava intere ore, deponendo nel cuore di Gesù tutte le pene che aveva ascoltato a contatto con le miserie umane. L'Eucaristia fu sempre il centro, la luce, l'ali-mento della sua vita e del suo apostolato. 

Il primo esorcismo

Una "svolta spirituale" per Don Tomaselli fu il primo esorcismo fatto a Trapani nel 1934. Aveva solo 32 anni, appena sei di sacer-dozio e godeva già fama di uomo di Dio, pio e coraggioso, tanto da aver avuto affidato l'incarico da parte del Vescovo di affrontare il demonio.

Il drammaticissimo episodio, così come mi venne raccontato dallo stesso sacerdote in quella fine di aprile del 1975, viene da me interamente riportato nel mio suc-citato volume "Il diavolo è tra noi?"."L'insieme dei fenomeni diaboli-ci e il colloquio col demonio - scri-ve Don Tomaselli nel suo Diario tenuto per obbedienza ai suoi superiori - mi fecero riflettere molto". L'attività di esorcista, svolta per incarico di molti vescovi, conti-nuò per molti anni ed influì note-volmente nel suo cammino di ascesi spirituale, nel suo carattere e quindi sulla sua attività aposto-lica. 

Fu tante volte bersaglio del demonio. Nella lotta rispondeva sempre con le armi spirituali suggerite da Gesù ai suoi apostoli: preghiere e mortificazione 

"Da cinquant'anni in qua - scriveva nel suo Diario nel 1984 - ho esercitato il ministero di esorcista e anzi ho avuto non poche volte l'occasione di vede-re il demonio in forma umana, di lottare direttamente con lui. Di essere stato preso più volte per il collo e maltrattato. Ho potuto studiarlo nelle sue varie manifestazioni. Inoltre sono stato e sono direttore spirituale di tante anime mistiche le quali sogliono essere il bersaglio diretto e terribile del demonio in persona, e come direttore di tali anime ho potuto costatare fatti che sembrerebbero inim-maginabili, eppure io sono stato testimonio per decine di volte". 

La sua vita come una missione

Tanta gente gli portava ammala-ti vittime del demonio e lui, con pazienza, forza, pietà e coraggio esercitava la sua speciale missio-ne di esorcista. Veramente consi-derevole il numero delle testimo-nianze a tal riguardo, anche da parte di illustri uomini di scien-za che non riuscivano, e non rie-scono ancora oggi, a spiegarsi il perché di certi misteriosi feno-meni. 

La malattia

Alla fine di agosto del 1988 si manifestarono in Don Tomasel-li sintomi di malessere localizza-ti allo stomaco. Ricoverato alla fine di settembre nella clinica San Camillo, amorevolmente curato dai medici e dalle suore, rientrava all'istituto salesiano San Luigi di Messina nei primi giorni di novembre con una preoccupante diagnosi: cirrosi epatica.

Il 30 dicembre fu ricoverato di nuovo, per l'aggravarsi della malattia e le pressanti insisten-ze dei medici curanti, nel repar-to geriatrico del Policlinico Universitario, dove fu sottopo-sto a trasfusioni di sangue e a terapie che non era possibile eseguire fuori di un centro medico altamente specializza-to. Sofferente tra sofferenti, Don Tomaselli lasciò viva impressione per il modo cristia-no e sacerdotale di sopportare il dolore in unione spirituale con Cristo Crocifisso.

Dopo poco più di un mese di degenza, trascorsa fra gli inevitabi-li disagi della corsia comune, rien-trò ancora una volta al San Luigi nettamente migliorato. Tuttavia, nei primi giorni di maggio 1989, si notò un altro crollo fisico improv-viso che lo portò alla Casa del Padre. Si spense serenamente invo-cando la misericordia di Dio su lui e su tutti. 

Messaggero di verità

Sacerdote zelante, di ingegno vivace ed arguto, oratore semplice ed efficace, scrittore popolare e fecondo, messaggero di verità e di carità, esemplare religioso di Don Bosco, apostolo dell'Eucaristia e dell'Ausiliatrice, don Giuseppe Tomaselli consacrò la sua lunga vita all'amore di Dio e dei biso-gnosi, sanando e beneficando corpi e anime.

Messaggero di verità Sacerdote zelante, di ingegno vivace ed arguto, oratore semplice ed efficace, scrittore popolare e fecondo, messaggero di verità e di carità, esemplare religioso di Don Bosco, apostolo dell'Eucaristia e dell'Ausiliatrice, don Giuseppe Tomaselli consacrò la sua lunga vita all'amore di Dio e dei biso-gnosi, sanando e beneficando corpi e anime.

"Ho avuto in abbondanza da Dio: grazie non solo ordinarie ma specialmente straordinarie - scrive nel suo Diario - Questo pensiero delle grazie di predile-zione mi riempie di timore per-ché molto sarà domandato a chi molto è stato dato. Tutto ciò che non si fa per Gesù è perduto".

Don Tomaselli viveva continua-mente immerso in intima unio-ne con Dio: "Non lascio passare un quarto d'ora senza che io elevi espressamente la mia mente a Dio", confidò una volta a don Vittorio Costanzo quando questi era Ispettore dei Salesiani di Sicilia. Va anche sottolineata la sua preoccupazione per l'incremento delle vocazioni ecclesiastiche e reli-giose.

Non solo con la preghiera, la testimonianza della sua vita, la sua parola incoraggiante e illuminan-te, ma anche con la raccolta di offerte e il ricavato del suo lavoro editoriale Don Tomaselli fu sem-pre vicino ai poveri e ai più biso-gnosi.

Nonostante siano trascorsi ben quattordici anni dalla sua dipar-tita, ancora oggi all'Istituto sale-siano San Luigi di Messina con-tinuano a pervenire testimo-nianze a suo favore e richieste dei suoi chiarissimi e illuminan-ti libretti.

Come se lui fosse ancora vivo, continuano ad arrivare lettere anche dai Paesi stranieri, con le quali vengono chieste preghiere e consigli per situazioni difficili sia sul piano spirituale che materia-le, segno che, a livello popolare specialmente, la sua opera, i suoi scritti, il suo apostolato, sono sempre apprezzati.

Come se lui fosse ancora vivo, continuano ad arrivare lettere anche dai Paesi stranieri, con le quali vengono chieste preghiere e consigli per situazioni difficili sia sul piano spirituale che materia-le, segno che, a livello popolare specialmente, la sua opera, i suoi scritti, il suo apostolato, sono sempre apprezzati.

Don Tomaselli ha pure lasciato, inedito, il suo Diario spirituale, scritto per obbedienza nei con-fronti dei suoi superiori che glie-lo avevano richiesto. Sono pagine importanti che servono a farci conoscere la sua vita interiore e la sua grande spiritualità. Fra l'al-tro, ci dice che è stato senza l'a-micizia di Dio solo i tre giorni che precedettero il suo battesimo. Si può quindi credere che la sua vita fu lineare, senza incrinature spirituali, tale da condurlo all'Al-tra Riva con l'innocenza battesi-male all'età di 87 anni: era vera-mente un uomo e un sacerdote di Dio.         

Giuseppe Portale