BEATO PIO IX
Senigallia 1792 – Roma 1878
Nella
sua città natale, quando era bambino, lo chiamavano "Giovannino il buono". Educato alla vita cristiana dai suoi cattolicissimi
genitori, giocava allegrissimo come tutti i ragazzi, ma al venerdì, dopo il
gioco, tenendo alzato tra le mani il Crocifisso, raccoglieva sulle piazze gruppi
di coetanei e predicava il Vangelo. Spesso si fermavano ad ascoltarlo anche
degli adulti, ammirati. E’ nato il 13 maggio 1792 a Senigallia (Ancona), in
una notte gremita di stelle, rotta solo dallo sciabordio delle onde del mare
sulla spiaggia; Si chiama Giovanni Maria Mastai Ferretti. Nel cuore gli brillava un grande ideale: diventare
sacerdote di Gesù. Gli studi li compì a Volterra, nel Collegio degli
Scolopi. Fu brillante ed esemplare. Aveva un grandissimo amore a Gesù: sovente
si avvicinava a Lui nella Confessione e nella Comunione eucaristica. A 17 anni,
decise: "Voglio
farmi prete". Nel 1809, a Roma, iniziò gli studi nel Collegio Romano, preparandosi
a salire all'altare. In quel tempo, sacerdoti e religiosi erano derisi e
minacciati dai rivoluzionari venuti dalla Francia. Papa Pio VII venne
imprigionato e deportato in Francia da quel piccolo corso prepotente che,
chiamandosi Napoleone, credeva di essere il padrone del mondo.
Il
buon Pastore
Ma
una lunga malattia lo ferma in un tunnel oscuro per alcuni anni. Si affida
alla Madonna e vive da cristiano esemplare nel sua famiglia. Finalmente, nel
1814, miracolosamente guarito dopo aver pregato a lungo la Vergine SS.ma nel
santuario di Loreto, ritorna a Roma e riprende il cammino verso l'altare. Si
occupa come catechista dei ragazzi poveri dell'Istituto "Tata
Giovanni", studia e ascolta i preti santi suoi contemporanei: Vincenzo
Strambi, Gaspare Del Bufalo, Vincenzo Pallotti, ardenti di amore a Gesù. Il 10
aprile 1819, don Gian Maria è ordinato sacerdote dall'Arcivescovo Mons.
Caprano nella cappella di Palazzo Doria. Ha
un solo desiderio: farsi santo e guadagnare a Gesù quante più anime
possibile. Dirige
il "Tata Giovanni", confessa e predica nelle chiese dell'Urbe,
prega intensamente. Rivolto a se stesso, nelle sue "note d'anima",
scrive: "Pensa
all'amore grande che Gesù ti porta. Compi l'atto eroico della tua offerta
definitiva a Lui, da cui avrà principio la tua santità. Tutto soffrì in
pace per Lui che tanto ama te". Per amore a Lui, nel 1823, rischiando la vita,
accompagna come missionario il "Vicario apostolico" Mons. Muzi,
inviato dal Papa in Cile. Al suo rientro a Roma, nel 1825, è posto da Papa
Leone XII a dirigere il Collegio "S. Michele a Ripa", a servizio dei
giovani e degli anziani e di diverse ''anime in pericolo''. La sua missione
nella Chiesa sta per "esplodere". Il 3 giugno 1827 a soli 35 anni,
è consacrato Vescovo di Spoleto dal Card. Saverio Castiglioni (il futuro Papa
Pio VIII). Per sei anni, in momenti difficili, tra contrasti religiosi e
politici e calamità naturali, è il buon Pastore della carità, mai
disgiunta dalla verità, anche quando costa dirla e urtare qualcuno. Nel
1833, è trasferito a Imola, nella difficile Romagna, proprio perché sappia
risolvere gravi difficoltà e incoraggiare l'annuncio del Vangelo e la vita
cristiana. Il 14 dicembre 1840, apprezzatissimo da papa Gregorio XVI per la sua
opera, Mons. Mastai è insignito della porpora cardinalizia. E’ sempre e
innanzi tutto sacerdote, proprio come diceva di lui appena trentenne, il
fratello Gabriele: "Gian
Maria è prete. Tagliatelo a pezzi, ma ricomponendo i pezzi, vedrete che non
potrà venir fuori altro e sempre che il prete". Un
prete vero che vive di Gesù solo, che è un "altro-Gesù". "
“Tu
sei Pietro”
È
il tempo in cui
pubblicisti, politici e rivoluzionari, mobilitati dalla massoneria, lavorano
per scristianizzare l'Europa e l'Italia, per togliere di mezzo la Chiesa e
annullare il Credo Cattolico, e per attrarre il Clero e la gioventù sotto la
loro influenza. Il loro scopo finale - era stato scritto fin dal 1819-20 - è
quello di Voltaire e della rivoluzione francese, cioè l'annichilimento del
Cattolicesimo e perfino dell'idea cristiana". Il Card. Mastai Ferretti
ben conosce i progetti di costoro e lavora in prima linea per radicare Gesù
nelle anime e nella società. Sa che Gesù regna sul mondo per mezzo di Maria SS.ma
e per questo promuove e diffonde la preghiera del Rosario e le Confraternite
del Cuore di Maria, con un solo fine: schiacciare la testa al serpente infernale
e condurre tutti a Cristo. Dopo la morte di Gregorio XVI, il Card. Mastai
Ferretti, il 16 giugno 1846, è eletto Papa. Prende il nome di Pio IX! Ha solo
54 anni. Preti e cristiani di Roma lo incontrano in preghiera nelle chiese e
possono parlargli come a un buon parroco. Dà inizio a una serie di riforme,
per le quali si grida subito dappertutto "Viva Pio IX!", considerato
da molti un Papa liberale, ma è un "evviva" interessato:
sacerdote di Gesù e di nessun altro, non può essere "liberale"
quando ciò significa in fondo che solo l'uomo - e non Dio - è legge per
l'uomo. Nel 1848, il 10 febbraio, Pio IX prega: "Benedite, gran Dio, l'Italia e conservatele il
dono di tutti il più prezioso, la Fede". È
la preghiera
che dobbiamo ripetere ogni giorno anche oggi. Tra l'estate e l'autunno del
1848, a Roma, a causa dei mestatori che vogliono sbarazzarsi del Papa, c'è
forte agitazione. Il 15 novembre, Pellegrino Rossi, l'uomo che Pio IX ha
chiamato al governo per rimettere ordine e garantire le buone riforme da lui
avviate, viene assassinato. Il circolo massonico appare padrone della città,
anche se è esigua minoranza. Il Quirinale è preso d'assalto dai rivoltosi
che vogliono imporre al Papa le loro condizioni per governare. Pio IX rifiuta
con calma e fermezza ciò che ripugna alla sua coscienza, che Roma e il suo
stato cadano in mano a uomini nemici di Dio e della Chiesa. Il 24 novembre 1848,
vestito da semplice prete, Pio IX parte per Gaeta. A Roma, senza alcun consenso
del popolo, si instaura la "repubblica romana", capeggiata da
Mazzini che dichiara decaduto il Papato dal governo temporale. Da Gaeta, Pio
IX chiede l'aiuto dei principi cattolici contro gli usurpatori. Sconfitta la
"repubblica romana" per intervento dei francesi, il 12 aprile 1850,
il Papa è accolto a Roma che lo acclama Padre e Maestro. Ora egli ha una
coscienza ancora più lucida del suo ministero: a costo dell'impopolarità non potrà mai avere accordo con i negatori di
Dio e i nemici di Cristo.
Il
primato
della Verità
La
Chiesa da secoli venera Maria come Immacolata fin dal suo concepimento e Pio IX
sa che se Ella è stata preservata dal peccato originale in vista dei meriti
del Figlio suo, è perché nella Chiesa ha la missione di vincere satana in
tutte le eresie che diffonde a perdizione dei credenti. Ancora esule a
Gaeta, fa studiare la "questione" e interpella i Vescovi di tutta la
Chiesa, indicendo pubbliche preghiere per avere da Dio la luce che gli occorre.
L’8 dicembre 1854, solennità dell'Immacolata Concezione di Maria, in S.
Pietro a Roma, Pio IX nella pienezza del suo potere dottrinale, definisce dogma
di fede che Maria
è stata concepita senza peccato d'origine ed è Tutta Santa fin dall'inizio
della sua esistenza. Maria
Immacolata, da lui sempre amata fin da bambino, ora sarà la "Stella
fulgida" del suo pontificato e di tutta la Chiesa, così da essere
giustamente chiamato "il Pontefice dell'Immacolata". "La proclamazione di questo dogma racchiude in germe
tutto il disegno di Pio IX" - dirà il card. L. M. Parocchi. Lo "spirito del
secolo" diffuso dall'illuminismo, dalla massoneria e dai negatori di
Dio, afferma che l'uomo è legge assoluta per l'uomo. Pio IX, con il dogma
dell'Immacolata, afferma invece che l'uomo è ferito dal peccato fin dalla sua
origine e che Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato e morto sulla croce in
espiazione del peccato, è l'unico Salvatore dell'uomo e del mondo. Maria
dunque conduce a Cristo, spezzando tutte le eresie nel mondo intero e
racchiude in se stessa e nel Cristo che dona al mondo, tutta la Rivelazione. Proprio
in quegli anni, lo spirito del secolo ha disseminato a piene mani in ogni
campo errori di ogni genere: se Dio non c'è o non c'entra e la terra appartiene
solo all'uomo, l'uomo si organizzi come gli pare e gli piace. Ma questo è
contro Dio che ha dato a Cristo ogni potestà in cielo e sulla terra (Mt
28,18). Per
questo, Pio IX, l'8 dicembre 1864, ancora nella solennità dell'Immacolata,
emana l'enciclica Quanta
cura e il Sillabo,
elenco
degli errori più gravi discendenti dalla negazione di Dio e li condanna con
la luce e la forza irresistibile della Verità assoluta ed eterna, contro cui
nulla regge. Negatori di tutte le risme, si scagliano con violenza contro il
Papa accusandolo di oscurantismo, fanatismo, di essere contrario alla
ragione e alla civiltà. E certo che il Sillabo ha colpito un'intera visione
della vita e della storia, quale è comune a tutte le ideologie nate dalla
negazione di Dio. Ma oggi, che vediamo il fallimento di tutte le ideologie e
il suicidio di società intere costruite su quei tragici errori, Pio
IX con il Sillabo appare il più grande maestro e profeta della sua ora e
dell'avvenire. Se
l'avessimo messo in pratica, non avremmo avuto nessuno degli orrori del
secolo XX, il più empio e il più sanguinano della storia. Lo spirito del
secolo ha esaltato il potere dell'uomo e celebrato le conquiste della
ragione come unica norma di verità, rifiutando la Rivelazione ma finendo
nella disperazione di chi neppure sa da dove viene e dove va. L'8 dicembre
1869 - ancora una volta nella solennità dell'Immacolata - Pio IX apre a Roma
il Concilio Vaticano I cui prendono parte i Vescovi di tutto il mondo. Il 24
aprile 1870, il Papa promulga la Costituzione Dei
Filius, luminosa
esposizione della dottrina cattolica su Dio, la Rivelazione, la vita di Fede, in
opposizione al razionalismo e al naturalismo moderni, confutati e condannati in
nome di Cristo, unico Signore e Maestro e Salvatore dell'umanità. Il 18
luglio 1870, con la costituzione Pastor aeternus, Pio IX, proclama il dogma dell'infallibilità
del Papa, quando come maestro della fede e della vita cristiana, insegna ex
cathedra con
l'autorità di Cristo. Ora davvero la Verità è affermata nel suo primato su
tutto. Le potenze dell'inferno si scatenano contro Pio IX, ma forse mai altro
pontefice ebbe tanti santi a sostenerlo e fu tanto amato dagli umili e dai
grandi della Chiesa e del suo tempo, primo fra tutti quel Modello e Maestro di
santità che si chiama Don Bosco. Nei loro frequenti incontri a Roma, come
narra lo storico don G. B. Lemoyne - Pio IX e Don Bosco si compresero in una
intensissima comunione di anime con Gesù al centro: Pio IX trovò in Don
Bosco il prete più ardito per le imprese più ardue nelle ore più buie; Don
Bosco trovò in Pio IX il sostenitore deciso della sua opera, fino al punto di
ritenerlo il 20 fondatore
della Società salesiana e a profetizzarne, giustamente, dopo la sua morte,
la canonizzazione. Con questo stile, Pio IX, governò la Chiesa per 32 anni,
fino al 7 febbraio 1878. Fu uno dei Papi più grandi della storia, un gigante
di luce e di santità. Il 3 settembre 2000, finalmente, da Giovanni Paolo Il
è stato elevato alla gloria degli altari. Occorre invocarlo per la Chiesa e
per il mondo di oggi, vivendo con la sua certezza, così come egli diceva ai
giovani di Azione cattolica, da lui avviata: "I
nemici di Dio spariscono uno per uno, e la Chiesa resta. Saremo tribolati, ma
vinti mai!".