GUGLIELMO REPIN

 

Ecco la Francia dei martiri, un capitolo doloroso della nostra Chiesa: questi 99 martiri di Angers fanno parte di una schiera di circa tremila vittime della rivoluzione francese. Il 14 agosto 1792, la Convenzione Nazionale votò il giuramento “libertà-euguaglianza” e il giorno dopo rese obbligatorio a tutti i funzionari di prestare il giuramento. Il 2 settembre dello stesso anno, poi, il giuramento fu obbligatorio per tutti i cittadini francesi, Nonostante il terrore, seguì coraggiosamente il rifiuto: dal 30 ottohre 1793 al 14 ottobre 1794, 177 perso­ne furono ghigliottinate sulla piazza chiamata “du Ralliement” (= adesione dei cattolici alla Terza Repubblica). Dal 12 gennaio 1794 al 15 aprile dello stesso anno, circa duemila persone furono fucilate nello stesso luogo. Non si seppe mai dove furono se­polte. Di certo dodici fosse comuni furono scavate in quel terreno ma i loro resti mortali non furono mai accertati. Tra i martiri vi erano dodici sacerdoti del clero di Angers che furono ghigliottinati. Il primo del gruppo era il parroco, Guglielmo Repin. Àveva 85 anni, il più anziano. Furono inoltre uccise tre religiose, di cui due Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli e 84 laici, di cui 80 donne, in età compresa fra 40 e 62 anni.

 

Le vittime di diversa estrazione sociale

Se si considera la condizione di questi martiri, si tro­vano - soprattutto per quanto riguarda le donne - rappresentanti di diversi ambienti sociali: artigiani, operai, contadini, negozianti, un'educatrice, una don­na chirurgo, tre nobildonne, dieci giovanette nobili, sei donne della borghesia. I 199 martiri d'Àngers si opposero perché il nuovo potere voleva imporre con la forza un nuovo clero e, tramite questo, una nuova religione scismatica, separata dal Papa, in una conti­nua lotta contro Dio in nome della “dea ragione”. Il 19 febbraio 1984, Guglielmo Repin e 98 compagni sono stati  proclamati Beati da Giovanni Paolo Il.