BEATA RAFFAELLA YBARRA DE VILLALONGA (1843-1900)
Si può dire, nel considerare l'impegno apostolico di Raffaella Ybarra
verso le ragazze madri che rievocare la figura a febbraio, mese in cui si
celebra la sua ricorrenza liturgica è come offrire nello stesso periodo una
significativa testimonianza di una donna impegnata nel sociale, in pieno
Ottocento a favore delle donne sole. Raffaella Ybarra, vedova De Villalonga,
nacque a Bilbao Spagna il 16 gennaio 1843, primogenita di una famiglia molto
pia e ricca: suo padre, Gabriele, era il più noto industriale di Bilbao. A
diciotto anni Raffaella si sposò con Josè Villalonga, figlio anch’egli di
un ricco industriale, proprietario di numerose officine. Raffaella trascorse i
primi quindici anni di matrimonio in una vita tutta dedita al suo sposo, ai
suoi figli, ai suoi vecchi genitori e a tutta la numerosa famiglia. Fu
allietata dalla nascita di sette figli. Nel 1875 avvenne la prima disgrazia
familiare riguardante Rosaria, la sorella di Raffaella. Rimasero orfani cinque
piccoli che furono accolti da Raffaella come propri figli, chiamandoli “figli
del suo cuore”. A due anni di distanza dalla morte di Rosaria morì anche la
sorella Amalia. Questa nuova triste esperienza familiare intensificò ancor più
la vita spirituale di Raffaella. Nel 1878, trovandosi a Barcellona. si ammalò
gravemente. Nei momenti di riposo Raffaella lesse "La vita devota"
di San Francesco di Sales con tale interesse che il testo determinò nel suo
animo quella che definì la sua “completa conversione”. Questa esperienza fu
di solida base alla sua futura vita spirituale. Nel 1879, infatti, con altre
signore, cominciò a visitare gli ammalati negli ospedali di Bilbao, preoccupandosi
soprattutto delle ragazze ammalate, senza famiglia e bisognose di protezione. Si
trattava abitualmente di ragazze che dalla campagna erano arrivate in città
in cerca di lavoro ma erano cadute nella trama criminale di gente senza
scrupoli. Dopo la morte della madre prima e del padre in seguito, nel 1885,
d'accordo con il marito, fece i voti temporanei di povertà, castità e
obbedienza. Tutto ciò che riceveva in abbondanza da suo marito. dai figli,
dai numerosi parenti e da amici lo destinava ai poveri. Non soddisfatta di tutto
questo, sempre nel 1885 fondò l’Associazione della Sacra Famiglia per ospitare
le giovani che arrivavano in città. Fu poi la volta di una casa-maternità che
ancora non esisteva a Bilbao: Raffaella soffriva molto nel vedere ragazze madri
prive di dignitosa assistenza, che dovevano nascondere il loro stato fino al
momento di partorire. L'opera fu inaugurata nel 1891. In seguito Raffaella aprì
la “Casa della Perseveranza” con lo scopo di continuare ad assistere le giovani.
E venne il 1894. Fu allora che la Ybarra, vedendo la necessità di aiutare
anche le ragazze giovanissime per difenderle da eventuali pericoli, fondò la
Congregazione dei Santi Angeli Custodi. Rimasta vedova nel 1898, Raffaella
pensò di entrare anch'essa nell'Istituto da lei fondato per vivere una totale
donazione nella vita religiosa. Nello stesso anno, però, morì anche una nuora
che lasciava sei figli in tenera età e che furono affidati a Raffaella e cosi
dovette rinunciare al suo desiderio di entrare nell'Istituto.
Fino
all'ultimo al
servizio degli altri
Raffaella
cominciò ad avere quelli che si rivelarono poi i sintomi di un tumore allo
stomaco. Nel 1899, nonostante la malattia stesse esaurendo pericolosamente le
sue forze, la coraggiosa donna intensificò la sua attività per dare una
sistemazione definitiva alla sua Congregazione, che ottenne successivamente
l'approvazione diocesana nel 1901 e in seguito quella della Santa Sede. Il 14
gennaio 1900 Raffaella scrisse alle sue religiose l'ultima lettera, in cui
sintetizza il suo testamento spirituale. Il 22 febbraio rinnovò i voti con cui
si era consacrata a Dio. Poi entrò in agonia e al mattino del 23 febbraio
1900 morì a Bilbao, compianta dai suoi familiari, le religiose, le collegiali
e una grande moltitudine di gente. Aveva 57 anni. La sua tomba si trova nel
Collegio degli Angeli Custodi, a Bilbao. È stata
beatificata il 30 settembre 1984.