VIVERE L’EUCARESTIA
«Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa» è il tema del primo Sinodo dei vescovi dell'era di Papa Ratzinger che si svolgerà in Vaticano il 23 ottobre (originariamente fino al 29) e che di fatto concluderà l'anno dell'Eucaristia. Un Sinodo per due Papi. Tema, tempi e responsabili erano stati fissati da Giovanni Paolo Il e Benedetto XVI li ha confermati con alcuni aggiustamenti. Oltre ai tre presidenti delegati, estremamente importante è il ruolo del «relatore generale»: sarà il Patriarca di Venezia, il Cardinal Angelo Scola. Oltre alla sua relazione, i circa 250 partecipanti lavoreranno su l'instrumentum laboris, un testo molto restrittivo e severo che di fatto chiude a tutte le novità liturgiche.
«La
comunione ecclesiale viene gravemente turbata e ferita dalle
"ombre" nella celebrazione eucaristica. Sono la diminuzione
della partecipazione alla celebrazione domenicale per una deficiente
conoscenza del contenuto e del significato del mistero eucaristico, per 1'indifferentismo,
specie nei Paesi con rilevante processo di secolarizzazione, dove non di
rado la domenica si trasforma in giorno di lavoro». Altre «ombre»: si è
diffusa «l'idea che sia la comunità a produrre la presenza di Cristo
invece che essere Cristo la fonte e il centro della nostra comunione»; si
avverte «un indebolimento della preghiera, della contemplazione e
dell'adorazione del mistero eucaristico»; si rischia «di compromettere la
verità del dogma della trasformazione del pane e del vino nel corpo e sangue
di Cristo»; si rileva «un'incoerenza tra la fede professata nel Sacramento
e la dimensione morale, sia nella sfera personale e sia in quella della
cultura e della vita sociale».
Nelle
90 pagine del documento preparato dalla Segreteria generale dopo la
consultazione mondiale di vescovi e teologi, conferenze episcopali e centri
liturgici, si ribadisce il no alla Comunione ai divorziati risposati: «L'ammissione
alla Comunione dei divorziati risposati civilmente è un fenomeno non raro
in diversi Paesi ed è assai frequente che i fedeli ricevano la Comunione
senza badare allo stato di peccato grave in cui si trovano». Stessa
preoccupazione per quanti fanno la Comunione durante le Messe di funerali e
matrimoni, pur essendo «in peccato grave», ritenendo erroneamente che
«la Messa non sia valida senza la Comunione».
Ci
sono poi atti «che attentano al senso del sacro: la trascuratezza
nell'uso degli arredi liturgici da parte del celebrante e dei ministri; la
mancanza di decenza nel vestire dei partecipanti; la somiglianza tra certi
canti religiosi e quelli profani; il tacito consenso a eliminare alcuni
gesti liturgici ritenuti troppo tradizionali come la genuflessione davanti al
Santissimo Sacramento; la distribuzione impropria della Comunione nella mano
priva di un'adeguata catechesi e atteggiamenti poco riverenti prima, durante e
dopo la celebrazione della Messa; la scadente qualità architettonica e
artistica di edifici sacri e suppellettili; casi di sincretismo dovuti a un'inculturazione
avventata della liturgia mescolata a elementi di altre religioni». Queste
realtà negative «sono più frequenti nella liturgia latina che in quelle orientali
ma sono fenomeni circoscritti».
Si
invitano i cattolici a non votare i politici che appoggiano l'aborto: «Alcuni
ricevono la Comunione pur negando gli insegnamenti della Chiesa o dando
pubblicamente supporto a scelte immorali, come l'aborto, senza pensare che
stanno commettendo atti di grave disonestà personale e causando scandalo.
Ci sono cattolici che non comprendono perché sia peccato sostenere
politicamente un candidato apertamente favorevole all'aborto o ad altri atti
gravi contro la vita, la giustizia e la pace: risulta così in crisi il
senso di appartenenza alla Chiesa e che non è chiara la distinzione tra
peccato veniale e mortale».
L'undicesimo
Sinodo ordinario è uno dei momenti più qualificati e importanti dell' «Anno
dell'Eucaristia», aperto da Giovanni Paolo Il nell'ottobre 2004. Benedetto
XVI ricorda spesso che «fu voluto dall'amato Pontefice per ridestare nelle
coscienze lo stupore verso il grande Sacramento». Uno dei temi è il
giorno del Signore: «Senza la domenica non possiamo vivere» è stato al
centro del XXIV Congresso eucaristico celebrato a Bari il 21-29 maggio e
concluso da Benedetto XVI nella prima visita in Italia: «La partecipazione
alla Messa domenicale deve essere sentita non come imposizione o peso ma
come bisogno e gioia. Riunirsi con i fratelli e le sorelle, ascoltare la
Parola di Dio e nutrirsi di Cristo, immolato per noi, è un'esperienza
bella che dà senso alla vita, che infonde pace al cuore. Senza la domenica
noi cristiani non possiamo vivere. I genitori facciano scoprire ai figli il
valore e l'importanza della Messa domenicale. Una tappa significativa è
la Prima Comunione, festa per la comunità parrocchiale che accoglie per la
prima volta i figli più piccoli alla mensa del Signore». E sabato 15
ottobre il Papa terrà in Vaticano «uno speciale incontro di catechesi con i
bambini, in particolare di Roma e del Lazio, che quest'anno hanno ricevuto
la Prima Comunione». Avverrà durante il Sinodo, «una circostanza opportuna
e bella per ribadire il ruolo essenziale che l'Eucaristia riveste nella formazione
e nella crescita dei fanciulli come "perla preziosa" che dà senso
alla vita».Pier
Giuseppe Accornero
Tratto
dalla rivista “Maria Ausiliatrice” ottobre 2005