VIENI SPIRITO SANTO
CATECHESI
SULLO SPIRITO SANTO

San
Serafino di Sarov (1759-1833) è una delle figure più popolari tra i santi
russi. Della sua vita si racconta questo fatto, molto interessante, con un certo
Nicola Motovilov, che lui aveva guarito.
«Era
un giovedì di inverno. Lo strato di neve era piuttosto alto. Padre Serafino
prese a conversare con me sul praticello accanto a due eremitaggi.
Dio
mi ha rivelato mi disse che in gioventù tu desideravi sapere qual è il fine
della nostra vita cristiana e che più volte hai interrogato in proposito
persone esperte nella vita spirituale, ma nessuno ti ha detto qualche cosa di
preciso a riguardo. Ti hanno detto: "Vai in Chiesa, fai il bene, osserva i
comandamenti. Ecco il fine della vita cristiana per te". Non ti parlavano
come si conviene, ora io, povero Serafino, ti esporrò realmente qual è il fine
della vita cristiana. La preghiera, il digiuno, le veglie e tutte le altre opere
del cristiano, per quanto eccellenti in sé, non sono il fine della vita
cristiana, benché mezzi indispensabili per raggiungerlo.
Il
vero fine della vita cristiana consiste nell'acquisto dello Spirito Santo. Tu
capisci cosa vuol dire guadagnare il denaro. Ebbene, è esattamente la stessa
cosa per- l'acquisto dello Spirito Santo. Le mercanzie sono le azioni virtuose
compiute per Cristo; esse ci procurano la grazia dello Spirito, senza la quale
nessuno si salva, né può salvarsi. Ma è soprattutto la preghiera che ce la dà.
Grande è la forza della preghiera. Per mezzo suo siamo ammessi a parlare al
nostro Salvatore e Signore.
Padre,
gli risposi, ma come posso vederlo? Le opere buone sono visibili, ma come si può
vedere lo Spirito Santo, sapere se è in me o no?
Amico
mio, amico di Dio, è semplicissimo mi disse e tenendomi stretto per le spalle
aggiunse: Adesso, piccolo padre, siamo tutti e due entro lo Spirito divino.
Perché non guardi verso di me?
Risposi:
Non posso guardarvi, padre, perché lampi sprizzano dai vostri occhi, il vostro
viso è diventato più splendente del sole.
E
Serafino aggiunse: Non temere, amico di Dio, in questo momento tu risplendi
quanto me. Sei adesso nella pienezza dello Spirito Santo, altrimenti ti sarebbe
impossibile vedere anche me in questo stato. È la grazia divina che si è
degnata di confortare il tuo cuore, contrito come una madre, per intercessione
della Vergine Santa. Guardami senza timore, Dio è con noi! Che provi ora? mi
chiese padre Serafino.
Provo
una sensazione infinitamente benefica risposi. Sento calma e pace nella mia
anima che non posso esprimere.
Questa
è la pace di cui il Signore ha detto ai suoi discepoli: "Vi do’ la mia
pace. Non come il mondo la dà, io ve la do’" (Jo 14, 27). Che provi
ancora? Un'insolita dolcezza, una gioia ineffabile in tutto il cuore.
Questa
gioia disse il padre è quella di cui parla il Signore nel vangelo e che prova
una donna quando mette al mondo un uomo (Jo 16, 21). L'occhio non ha visto,
l'orecchio non ha udito le cose che Dio ha preparato per coloro che lo amano (1
Cor 2, 9). Che provi ancora prediletto da Dio?
Risposi:
Una strana sensazione di calore! Ma che calore? Siamo seduti nella foresta, è
inverno, abbiamo la neve sotto i piedi e anche su di noi c'è un pollice di neve
e dal cielo scende nevischio. Di che calore si può trattare? È un calore come
quello di un bagno ben caldo.
E
l'odore è simile a quello di un bagno?
No,
dissi, sulla terra non ho mai sentito un profumo simile.
Allora
il padre, sorridendo mi disse: Mio caro piccolo padre, conosco tutto ciò che
dici e ti interrogo apposta per sapere se tu veramente provi questo. Il Regno di
Dio è sceso tra gli uomini e in ciò non vi è nulla di strano; deve essere così,
perché la grazia di Dio dimora in noi, nel nostro cuore. Non lo ha forse detto
il Signore? "Il regno di Dio è in voi!" (Lc 17, 21). Ora immagino che
tu non domanderai più come gli uomini si trovino nella grazia dello Spirito
Santo. Ti ricorderai di questa manifestazione dell'immensa grazia di Dio, che ci
ha visitato oggi?
Non
so, padre. Non so se Dio mi dà il dono di ricordarmi e di sentire fortemente
questa grazia divina come la sento ora,
.
risposi.
Per
conto mio, credo che il Signore ti aiuterà a conservare sempre la memoria,
poiché diversamente la Sua grazia non si sarebbe subito piegata alla mia umile
preghiera, tanto più che questo non è stato concesso a te solo, ma per tramite
a tutto il mondo, perché ciò possa servire anche per bene degli altri».
1.
LO
SPIRITO SANTO È IL PRIMO DONO AI CREDENTI
1.
IL DIO SCONOSCIUTO
Purtroppo
molti cristiani non conoscono lo Spirito, come avvenne a Efeso. Si legge: «Mentre
Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'Altopiano, giunse ad
Efeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: Avete ricevuto lo Spirito Santo
quando siete venuti alla Fede? Gli risposero: Non abbiamo nemmeno sentito dire
che ci sia uno Spirito Santo.
Ed
egli disse: Quale battesimo avete ricevuto? Il battesimo di Giovanni risposero.
Disse allora Paolo: Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo
al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù.
Dopo
aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e non appena
Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano
in lingua e profetavano. Erano in tutto circa dodici uomini» (Atti 19, 1-7).
2.
IL DIO INVISIBILE
I
Teologi dicono che lo Spirito non si può rappresentare o raffigurare come il
Padre o il Figlio, ma Lui è "non visibile".
Gesù
ha fatto conoscere il volto di Dio Padre, di Gesù possiamo raffigurare il volto
umano, ma lo Spirito, in un certo senso manifesta la profondità che Dio è
Mistero trascendente, al di sopra di ogni possibilità di comprensione umana. Lo
Spirito non si vede, possiamo però sentime la Presenza dai suoi effetti, dalla
sua azione: dove agisce santifica e tutto trasforma in luce e bontà!
In
questo Anno dello Spirito, il Papa ci invita nella sua lettera Tertio Millennio
Advenientes a riscoprire la Sua Presenza e la Sua Azione nella Chiesa e nella
storia (TMA n. 44-45).
3.
IL DIO DELICATISSIMO E SOAVISSIMO
I
mistici insegnano che per percepire interiormente la voce e la presenza dello
Spirito occorre purezza di cuore e grande umiltà, perché basta un minimo
peccato per annientare la Sua voce! Lo Spirito è amore umilissimo che si
propone con soavità e dolcezza: occorre continuamente purificarsi per
accogliere i suoi inviti!
4.
I SIMBOLI DELLO SPIRITO SANTO
La
Bibbia parla dello Spirito Santo, attraverso dei simboli, delle immagini, dei
nomi che cercano di rendere comprensibile il mistero dello Spirito con il nostro
linguaggio umano. Nella Bibbia lo Spirito è indicato con la parola ebraica
ruah che significa vento e respiro. Vento perché la ruah appare come il vento
inafferrabile, qualcosa di sfuggente per l'uomo. L'uomo può osservare il vento
(2 Re 3, 17; Qo 11, 4) ma non può disporre del vento, non può dominarlo. Il
vento può essere soavissimo, leggero o forte e impetuoso, forza che tutto
sconvolge! Respiro perché Dio alita sull'uomo dandogli la vita. «Il Signore
Dio plasmò con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita
e l'uomo divenne un essere vivente» (Gen 2, 7).
Questo
termine designa la vita: come il vento sulla terra massiccia e inerte, così il
soffio del respiro, fragile e vacillante, è la forza che solleva, anima il
corpo e la sua massa. Di questo soffio l'uomo non è padrone, pur non potendo
farne a meno, muore quando questo si spegne. Come il vento, ma in modo più
diretto, viene dunque da Dio, lo Spirito di Dio mi ha creato e il soffio
dell'Onnipotente mi dà la vita (Gb 33, 4). Questo soffio fa ritomo a Dio con la
morte: «Se egli richiamasse il suo Spirito a sé e se ritraesse il suo soffio,
ogni carne morirebbe all'istante e l'uomo ritomerebbe in polvere» (Gb 34, 14 ss).
La ruah designa anche la coscienza umana e la vasta gamma dei sentimenti
positivi e negativi: ira, furore, coraggio, volontà di resistenza, orgoglio,
depressione, scoraggiamento, umiltà, contrizione.
Con
il profeta Ezechiele il termine ruah diventa sinonimo di lev, cioè di cuore e
designa l'io profondo dell'uomo, il centro spirituale, il suo intimo, sede dei
pensieri e delle decisioni.
Acqua:
come l'acqua è indispensabile alla vita, così lo Spirito alla vita spirituale:
come la gestazione della nostra prima nascita si è operata nell'acqua, allo
stesso modo l'acqua battesimale significa realmente che la nostra nascita alla
Vita Divina ci è donata nello Spirito Santo. Lo spirito è donato da Gesù che
sgorga da Lui come da sorgente, l'acqua zampilla per la vita eterna (Jo 4,
10-14) chi crede in Lui sarà inondato da fiumi d'acqua viva che sono i doni
dello Spirito (Jo 7, 37-39).
Fuoco:
mentre l'acqua è simbolo della vita, il fuoco è simbolo dell'energia che
purifica e trasforma in fuoco tutto ciò che investe così «lo Spirito Santo
che è fuoco» (Lc 3, 16) trasforma i battezzati in creature partecipi della
natura divina. A Pentecoste lo Spirito sotto forma di «lingua come di fuoco li
trasforma in uomini nuovi» (At 2, 1-4) pieni di forza, di entusiasmo, di
coraggio, infuocati di zelo e di amore per il Signore! Fuoco di amore, fuoco di
generosità, fuoco di carità senza limiti.
Colomba:
è il simbolo della pace, della mitezza, della gioia di una vita nuova e
armoniosa! Alla fine del diluvio la colomba «fatta uscire da Noè, torna con un
freschissimo ramoscello di ulivo, come segno che la terra era di nuovo abitabile»
(Gen 8, 8-12). Quando Gesù risale dalle acque del Giordano, l'acqua del suo
battesimo, lo Spirito Santo, sotto forma di colomba scende su di lui. Lo
Spirito prende dimora nel cuore dei battezzati, purificati dal Battesimo. In
alcune Chiese l'Eucarestia è conservata in una custodia metallica a forma di
colomba, appesa al di sopra dell'altare!
Unzione:
questo simbolo è talmente significativo da essere sinonimo. Per coglierne il
significato, occorre tener presente la prima fondamentale unzione che è quella
di Gesù, l'Unto di Spirito Santo, costituito così Cristo-Messia l'Unto del
Signore, il Consacrato. È lo Spirito che consacra l'umanità di Gesù e lo
riempie di forza e di santità!
Altri
simboli dello Spirito sono:
-
la nube e la luce: esprimono l'azione oscura o luminosa dello Spirito;
-
il sigillo: indica l'effetto indelebile dell'Unzione;
-
la mano: imponendo le mani Gesù guarisce i malati, il gesto indica l'effusione;
-
il dito di Dio: con il dito di Dio, Gesù scaccia i demoni.
5.
1 NOMI DELLO SPIRITO SANTO
a)
Spirito Santo è il nome proprio ricevuto dal Signore: «Andate e predicate,
battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).
"Spirito", cioè Ruah (ebr.) Pneuma (gr.) Spiritus (lat.)
"Santo" cioè separato (gódes in eb) è il nome di Dio, il Santo, Dio
stesso (Ez 28, 25).
b)
Paraclito colui che è chiamato vicino, avvocato (Jo 14, 16-26) tradotto con
Consolatore, Colui che dà la dolcezza al cuore! Colui che porta la pace, nel
profondo dell'anima.
c)
Spirito di verità che conduce alla pienezza della verità, e illumina nel
profondo circa i misteri di Dio: fa conoscere il Signore!
d)
Spirito della promessa, Spirito di Adozione, Spirito di Cristo (Rm 8, 9), Spirito
di Dio (Rm 8, 14), Spirito del Signore (2 Cor 3, 17).
e)
Vivificante: colui che dà la vita divina, il primo dono dei credenti!
1.
Ho intuito che lo Spirito Santo è veramente il primo dono che Dio continuamente
vuole donarmi?
2.
Ho già fatto qualche esperienza dello Spirito?
3.
So già pregare lo Spirito con l'invocazione "Vieni Spirito Santo",
specie nei momenti difficili del cammino cristiano?
Vieni
Spirito Santo
Vieni,
Santo Spirito
manda
a noi dal cielo
un
raggio della tua luce.
Vieni,
padre dei poveri,
vieni,
datore dei doni,
vieni,
luce dei cuori.
Consolatore
perfetto;
ospite
dolce dell'anima,
dolcissimo
sollievo.
Nella
fatica, riposo,
nella
calura, riparo,
nel
pianto, conforto.
O
luce beatissima,
invadi
nell'intimo
il
cuore dei tuoi fedeli.
Senza
la tua forza
nulla
è nell'uomo,
nulla
senza colpa.
Lava
ciò che è sordido,
bagna
ciò che è arido,
sana
ciò che sanguina.
Piega
ciò che è rigido,
scalda
ciò che è gelido,
drizza
ciò che è sviato.
Dona
ai tuoi fedeli
che
solo in te confidano
i
tuoi santi doni.
Dona
virtù e premio,
dona
morte santa,
dona
gioia eterna.
2.
Il
Vecchio Testamento non fa conoscere direttamente chi è lo Spirito Santo, ma
rivela la sua azione, fa conoscere la sua opera e come Egli opera ed agisce:
-
crea il mondo e l'uomo
-
illumina e guida i re e i profeti e il popolo eletto
-
annuncia e prepara il Messia e la sua opera di salvezza.
1.
LO SPIRITO CREATORE
La
Bibbia si apre con un versetto che già preagisce lo Spirito Santo: «In principio
Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano
l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gen 1, 1) in ebraico mah
Elohim.
-
Il mondo era stato creato, ma non aveva forma, era ancora caos, era tenebra,
abisso. Finché lo Spirito del Signore cominciò ad aleggiare sulle acque.
Allora emerse la creazione e fu il cosmo. Ci troviamo di fronte ad un simbolo e
s. Ambrogio lo interpreta così: «Lo Spirito Santo è colui che fa passare il
mondo dal caos al cosmo, cioè dalla confusione e dalle tenebre, all'armonia».
Infatti il cosmo (cosmetico) indica qualche cosa di bello!
S.
Ireneo dice che «Dio Padre ha fatto il mondo, lo ha plasmato con le sue due
mani, il Verbo e lo Spirito Santo». Dio ha creato il mondo con la sua Parola e
con il suo Soffio! «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio
della sua bocca (ruah) ogni loro schiera» (Sal 33, 6).
La
ruah di Dio, la forza di Dio ha dunque creato l'universo ed è presente ovunque
dando continuamente la vita ad ogni essere vivente: se non ci fosse questa forza
divina, il mondo non esisterebbe. È la potenza creatrice e ricreatrice, continuamente
creante che sostiene e dà vita al mondo e così all'uomo creato da Dio.
La
potenza di Dio è continuamente all'origine della vita: «Togli loro il respiro,
muoiono, mandi la tua ruah, sono creati e rinnovi la faccia della terra» (Salm
104, 29-30). Ogni realtà, ogni uomo è creato: «Il Signore Dio plasmò l'uomo
con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo
divenne un essere vivente» (Gen 2, 7). È vivente per la forza di Dio creante (Gb
33, 4).
Il
libro della Sapienza dice che «lo Spirito del Signore riempie l'universo» (Sap
1, 7).
2.
LO SPIRITO SANTO FORZA CARISMATICA
Nel
Vecchio Testamento i tratti della figura dello Spirito non sono ancora ben
definiti, ma viene descritta la sua azione su due linee: carismatica e
santificatrice, lo Spirito dà poteri e forza straordinarie e santifica i cuori.
Lo Spirito di Dio "irrompe" sulle persone, è una forza straordinaria
che trasforma le persone e le rende capaci di azioni eccezionali e
straordinarie, ma questi poteri sono solo "temporanei" per portare a
termine compiti precisi in favore del popolo di Israele.
a)
Lo Spirito illumina e sostiene i patriarchi
Agisce
in:
Giuseppe,
detenuto nel carcere in Egitto, interpreta i sogni del Faraone (Gn 41,38-40).
Bezaleel
e i suoi aiutanti, diventano, grazie allo Spirito, abili nel fare oggetti in
oreficeria per la Tenda dell'Alleanza (Es 28, 3; 31, 11).
Dio
prese lo spirito che era su Mosè e lo infuse sui settanta anziani: «Quando lo
spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in
seguito» (Nm 11, 25).
Scende su Giosuè, «uomo in cui è lo spirito» (Nm 27, 18) che diventa il successore di Mosè.
b)
Lo Spirito guida i giudici
I
giudici in Israele sono suscitati dallo Spirito di Dio per assicurare l'unità e
la salvezza del popolo. Lo Spirito li aiuta a liberare il popolo, a guidarlo, a
dirigerlo fu su Otoniel «Lo Spirito del Signore fu su di lui ed egli fu
giudice in Israele» (Gdc 3, 10).
-
Irrompe su Jefte «Lo Spirito del Signore venne su Jefte» (Gdc 11, 29).
-
Investe Gedeone «Ma lo Spirito del Signore investì Gedeone» (Gd 6, 34).
-
Riempie Sansone «Lo Spirito del Signore lo investì» (Gdc 14, 19).
L'azione
dello Spirito, nei giudici è già interiore, trasforma il loro Spirito, ma
viene ancora designata con immagini che sottolineano l'influsso imprevisto e
straordinario di Dio che entra nell'uomo!
c)
I Re
Lo
Spirito entra nei re e li rende idonei a governare il popolo. «Samuele prese il
corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai fratelli e lo Spirito
del Signore si posò su David da quel giorno in poi» (1 Sani 16, 13).
Lo
Spirito si posa su di loro, ma subito li lascia non appena adempiano la missione
che Dio assegna loro.
d)
I profeti
Lo
Spirito scende sui profeti, perché rivelino la volontà di Dio al popolo. È lo
Spirito di profezia che ha animato i profeti nel Vecchio Testamento fino a Giovanni
Battista, il precursore di Gesù: «Io sono pieno di forza con lo Spirito del
Signore di giustizia e di coraggio, per annunziare a Giacobbe, le sue colpe, a
Israele il suo peccato» (Mi 3, 8). Lo Spirito li libera, li illumina, li guida,
li riempie perché possano portare al popolo la Parola di Dio, piena di Spirito
Santo:
«Lo
Spirito del Signore investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme
con loro e sarai trasformato in un altro uomo» (1 Sam 10, 6): così dice
Samuele durante la Consacrazione di Saul. Lo Spirito rivela loro la gloria
divina: «Ciò detto uno spirito entrò in me e mi disse: Parla, dice il Signore»
(Is 11, 5).
3.
L'AZIONE SANTIFICANTE DELLO SPIRITO SANTO
Un
altro modo in cui si manifesta l'azione dello Spirito Santo è la Sua azione
santificante diretta a trasformare le persone dall'interno, a dare loro un cuore
nuovo, sentimenti nuovi. Questa seconda azione di santificazione e trasformazione
interiore si manifesta relativamente tardi nella vita del popolo ebreo.
Dice
il Signore per mezzo dei profeti:
Ezechiele:
«Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito Nuovo, toglierò
da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio Spirito
dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e
mettere in pratica le mie leggi» (Ez 36, 26-27). Dice il Signore Dio: «Ecco io
apro i vostri sepolcri, vi risusciterò dalle tombe, o popolo mio e vi riconduco
nel paese di Israele. Riconoscete che io sono Dio, quando aprirò le vostre
tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in
voi il mio Spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete
che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò» (Ez 37, 13).
Geremia:
«Ecco verranno giorni» dice il Signore «nel quale con la casa di Israele e
con la casa di Giuda io concluderò un'Alleanza nuova. Non come l'Alleanza che
ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal
paese d'Egitto, un'Alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro
Signore. Questa sarà l'Alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo
quei giorni» dice il Signore: «Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò
sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno
più istruirsi gli uni gli altri dicendo: Riconoscete il Signore perché tutti
mi riconosceranno, dal più piccolo al più grande» dice il Signore «poiché
io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato» (Ger
30, 31).
Commento:
Questo passo è una delle maggiori ricchezze del Vecchio Testamento. Queste
parole sono state pronunciate in un momento terribile della storia di Israele
(584 a.C.) quando Nabucodonosor aveva distrutto Gerusalemme e il Tempio e
deportato tutti in Babilonia. Dio che aveva fatto continuamente Alleanza con
Israele sul Sinai con Giosuè, David, Giosia, promette che rinnoverà
l'Alleanza e salverà il popolo dalla morte. Il profeta annuncia un'Alleanza
nuova: la novità consiste nel fatto che la legge di Dio non rimarrà una
regola, una legge esterna (scolpita sulla pietra o scritta in un libro) ma
diventerà una forza interiore iscritta nel cuore dell'uomo. Soltanto così
l'uomo potrà amare! Paolo parlerà di questa legge, come la legge dello
Spirito! Sarà la nuova Alleanza sgorgata dal Sangue di Gesù, sarà il dono
dello Spirito Santo effuso nei cuori da Gesù Risorto: «Ricevete lo Spirito
Santo» (Jo 20, 22).
Gioele:
«Dopo questo io effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno
profeti i vostri figli e le vostre figlie, i vostri anziani faranno sogni, i
vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave» (G13,
1-2).
•
Lo Spirito sul Messia
I
profeti annunciano che lo Spirito scenderà e riposerà sul Messia e in Lui farà
rifulgere tutti i suoi doni. Avrà la sapienza e l'intelletto come Bezaleel (Es
35, 31) e Salomone, in consiglio e la forza come in Davide, la scienza e il
consiglio come nelle grandi anime religiose di Israele.
Isaia
annuncia: «Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà
dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, Spirito di
sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di
conoscenza e di timore del Signore» (Is 11, 1-2). «Lo Spirito del Signore è
su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a
portare il lieto annuncio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a
proclamare la libertà ai prigionieri, a promulgare l'anno di misericordia del
Signore» (Is 61, 1 ss).
Secondo
il profeta Isaia il Messia è l'eletto Servo del Signore, sul quale si posa lo
Spirito del Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui
mi compiaccio, ho posto il mio Spirito su di Lui» (Is 42, 1). Si sa che il
Servo del Signore è rivelato come il Servo sofferente, il Messia sofferente per
i peccati del mondo (Is 53, 5-6). Egli è colui che porterà la salvezza per
l'intera umanità: «Egli porterà il diritto alle nazioni» (Is 42, 1) e
diventerà l'alleanza del popolo e luce delle nazioni (Is 42, 6) «perché porti
la mia salvezza fino all'estremità della terra» (Is 49, 6).
Il
Messia avrà la pienezza dello Spirito in sé e al tempo stesso lo donerà agli
altri. Nel Messia ci sarà la pienezza carismatica e la pienezza santificatrice
dello Spirito: in Gesù tutto sarà "opera dello Spirito"!
4.
L'IMPRONTA DELLO SPIRITO SANTO NELLA BIBBIA
Il
Vecchio Testamento ci ha consegnato questa immensa ricchezza: leggendolo con
occhi attenti e animo puro, scopriamo che è tutto pervaso dal soffio dello
Spirito Santo.
I
libri sacri sono stati ispirati da Lui, come si legge in 2 Tini 3, 19: «Tutta
la Scrittura ispirata da Dio è utile per insegnare, convincere, correggere e
formare alla giustizia perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per
ogni opera buona» (2 Tim 3, 16-17). «Sappiate che nessuna scrittura profetica
va soggetta a interpretazione privata, poiché non da volontà di uomo fu recata
mai una profezia, ma mossi dallo Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte
di Dio» (2 Pt 1, 20).
La
Bibbia dunque ci è data dallo Spirito Santo, è lui che l'ha ispirata ed è Lui
che ci ispira per comprenderla! Aprendo la Bibbia con fede si incontra il Soffio
misterioso dello Spirito che ci illumina e ci fa intuire nel profondo «Questa
Parola è per me, è un dono di luce e di forza santa per me!».
Lo
Spirito rivela loro la gloria divina: «Ciò detto uno spirito entrò in me e mi
disse: Parla, dice il Signore» (Is 11, 5).
5.
CONCLUSIONE
Nel
Vecchio Testamento lo Spirito si manifesta dunque come forza vitale di Dio
tramite la quale agisce per dare vita alla natura e agli uomini, come forza
vincolante per guidare il popolo suscitando giudici, re e profeti, come voce
tonante per svelare il suo progetto che si compirà nel Messia, intravisto dai
profeti. L'Antico Testamento annuncia che il Messia sarà ripieno di Spirito
Santo e che nei tempi messianici ci sarà un'effusione universale dello Spirito!
Ma
nel Vecchio Testamento non sono ancora ben definiti i tratti personali dello
Spirito, apparrà più come qualcosa e non ancora come Qualcuno!
Dice
s. Gregorio Nazianzieno circa il modo con cui lo Spirito si è rivelato: «Nel
Vecchio Testamento abbiamo conosciuto chiaramente il Padre (Dio il Creatore) e
abbiamo cominciato a conoscere il Figlio (infatti nei testi messianici si parla
già di Lui anche se in modo velato e oscuro). Nel Nuovo Testamento abbiamo
conosciuto chiaramente il Figlio, perché si è fatto carne ed è venuto in
mezzo a noi. Ma si comincia a parlare dello Spirito. Gesù annuncia ai discepoli
che dopo di Lui verrà il Paraclito. Finalmente nel tempo della Chiesa dopo la
resurrezione lo Spirito Santo ci è donato da Gesù Risorto, è nei nostri
cuori, guida la Chiesa, ne è l'Anima e possiamo conoscerlo.
Questa
è la pedagogia di Dio, il suo modo di procedere. Forse sarebbe troppo pesante
per l'uomo chiedergli di conoscere anche il Figlio e lo Spirito Santo,
quando
a fatica riusciva a conoscere Dio Padre. Invece con questo ritmo graduale,
quasi passando di luce in luce, siamo arrivati alla piena luce della Trinità».
Terminiamo con un'immagine che ci aiuta a capire l'importanza dello Spirito
nella nostra vita. La vita dell'uomo biblico e in particolare del cristiano non
è paragonabile ad una barca a remi che avanza in base ai muscoli dei rematori,
ma è una barca a vela che avanza in forza dello Spirito di Dio. Il compito
dell'uomo, del cristiano è di espone la propria vela al vento perché essa si
gonfi di questo vento, di questo soffio, di questa forza di Dio che è il suo
Santo Spirito (Perrencho).
1. Ho già sperimentato questa forza di Dio nella mia vita: forza per capire il Signore? Forza per amare il Signore? Forza per fare il bene?
2.
Lo Spirito è per me davvero il primo dono da invocare ogni giorno?
3.
Quando sono debole e fragile so subito invocare la forza dello Spirito?
3.
LO
SPIRITO SANTO NELLA VITA DI GESÙ
Lo
Spirito Santo che con il Padre e il Figlio ha creato il mondo, ha plasmato i
primi uomini, ha riempito di sé i re, i giudici, i profeti del popolo di Dio,
ha ispirato le Sacre Scritture, ha operato il grande mistero della
Incarnazione e ha colmato di Sé tutta la persona e la vita del Signore!
l.
GESÙ È STATO CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO
Lo
Spirito Santo che ha colmato di Grazia la Vergine Maria, fin dal primo istante
del suo concepimento, per cui Lei è l'Immacolata Concezione, scende su di Lei e
fa nascere in Lei il Signore Gesù. Il mistero dell'Annunziazione rivela questa
grande e stupenda meraviglia dello Spirito Santo. Leggiamo insieme Lc 1, 26 ss:
«Nel
sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea
chiamata Nazareth, a una vergine sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei disse: Ti saluto o piena
di grazia, il Signore è con te.
A
queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale
saluto. L'angelo le disse: Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso
Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà
grande e chiamato Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di
Davide, suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno
non avrà mai fine.
Allora
Maria disse all'angelo: Com'è possibile? Non conosco uomo.
Le
rispose l'angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la Sua ombra
la potenza dell'Altissimo, Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato
Figlio di Dio».
L'incarnazione
giustamente è detta il capolavoro dello Spirito Santo! Se la Creazione è già
un dono, se la Rivelazione è un mistero di verità e di Amore, l'Incarnazione
del Verbo è veramente la pienezza della manifestazione dell'amore infinito di
Dio, Padre, Figlio, Spirito Santo!
2. GESÙ È CONSACRATO MESSIA AL GIORDANO DALLO SPIRITO SANTO CHE SCENDE SU DI LUI
Lo
Spirito Santo rivela nel Battesimo l'identità di Gesù come Figlio di Dio e lo
investe nella Missione di Messia.
Mc
1, 9-12: «In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel
Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito
discendere su di Lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: Tu sei il
Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
Lo
Spirito scendendo nella Sua umanità, lo colma di doni e di grazie, rendendolo
capace del suo compito messianico. Lo consacra e lo spinge a iniziare la sua
missione di Salvatore, rendendolo pieno della potenza di Dio, capace di
affrontare le difficoltà e le prove, soprattutto il mistero della sofferenza in
Croce. Su Gesù lo Spirito si posa e rimane stabilmente in Lui, agirà e
santificherà portando la salvezza.
3.
GESÙ PARLA E AGISCE GUIDATO E ILLUMINATO DALLO SPIRITO
È
lo Spirito che spinge Gesù nel deserto per lottare contro Satana (Mc 1, 12),
per prepararsi nella riflessione e nella preghiera alla Sua Missione di MessiaSalvatore.
È lo Spirito ancora che ispira la sua predicazione, è lo Spirito che agisce
in Lui compiendo i miracoli (4, 14). Gesù afferma solennemente a Nazareth
questa sua pienezza nello Spirito: «Lo Spirito del Signore è sopra di me» (Lc
4, 18) confermando la realizzazione del profeta Isaia: «Lui è veramente il
Messia Salvatore! È nello Spirito che scaccia i demoni» (Le 4, 35) «perdona i
peccati» (Lc 5, 20) «loda il Padre nella gioia della sua Unità con Lui» (Lc
10, 21).
4. GESÙ MUORE IN CROCE NELLO SPIRITO SANTO (Jo 19,30)
Lo
Spirito Santo, amore del Padre per il Figlio, spinge e aiuta Gesù con la Sua
forza ad offrirsi vittima immacolata per la redenzione del mondo. Si offre in
sacrificio di salvezza «con uno Spirito di amore eterno» (Eb 9; 1; 14).
Lo
Spirito è stata l'energia eterna di amore, l'immenso eterno amore per il Padre
e gli uomini, con cui Gesù si offrì in spirito di amore, di salvezza. Lo Spirito
Santo fu per Gesù, l'anima del Suo Sacrificio, il principio dell'amore redentore.
Cristo nella morte realizzò l'incontro perfetto con il Padre, perché fu pienamente
Figlio, in quanto realizzò in pienezza l'identità di essere rivolto al Padre,
verso il seno del Padre (Jo 1, 2). Gesù muore in Croce e come dice
l'evangelista Giovanni «chinato il capo spirò» (Jo 19, 30): l'ultimo sospiro
di Gesù è preludio all'effusione dello Spirito (Jo 1, 33; 20, 22).
L'evangelista parlando della morte di Gesù, dice la sua morte, ma afferma che
il Signore "consegna" lo Spirito: questo indica il dono dello Spirito
alla Chiesa nascente. Spirando sulla Croce consegnò alla sua comunità lo
Spirito Santo, dando inizio all'era dello Spirito.
5. GESÙ RISORGE PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO (Rom 1, 4; 8, 11)
Come
dice s. Paolo Gesù risorge per la potenza dello Spirito Santo.
La
Pasqua per Gesù rappresenta come una seconda nascita, quando non più la carne,
ma lo Spirito Santo diventa nuovo principio costitutivo di Lui, il Figlio di Dio
potente. Ora lo Spirito di Dio, diventa dotazione di Gesù, diventa il suo
Spirito, Spirito di Cristo, riceve la potenza infinita di Dio. Gesù risorge
nello Spirito e diviene principio dello Spirito, può donare lo Spirito fino
alla fine del mondo!
6. GESÙ NEL CENACOLO DONA LO SPIRITO SANTO AGLI APOSTOLI (Jo 20, 19)
«Alitò
su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo!».
Gesù
Risorto ricolmo di Spirito, diventa principio vivificante dei credenti, lo dona
in pienezza. Dio non dà niente di meno che sé stesso! Lo Spirito è dono del
Padre e del Figlio, è l'Amore che procede dal Padre e dal Figlio come loro
Spirito comune, loro Amore, loro comunione sostanziale (s. Agostino).
Dal
Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo noi riceviamo l'Amore etemo di
Dio, Dio viene a vivere e ad amare in noi. Lo Spirito Santo è l'estasi di Dio
verso di noi: è Dio che si comunica per divinizzarci.
Lo
Spirito Santo perdona i peccati, è la remissione dei peccati, è il principio
della vita divina, di un nuovo modo di vivere, da figli di Dio!
L'INSEGNAMENTO DI GESÙ SULLO SPIRITO SANTO:
•
Lo Spirito Santo dona ai credenti la vita di Dio
«In
verità, in verità vi dico, se uno non nasce da acqua e Spirito non può entrare
nel Regno di Dio» (Jo 3, 5).
Lo
Spirito crea nel credente una santa trasformazione: è una nuova nascita che dà
inizio a una nuova vita. Lo Spirito, come dice il "Credo" «è Signore
(cioè Dio) è dà la vita». La Vita di Dio Padre, Figlio, Spirito Santo: nasce
quindi l'uomo nuovo. Lo Spirito è la forza divina che imprime nel battezzato
un principio nuovo di vita, non più terrena, ma divina ed eterna. Lo Spirito
comunica la Fede, la Speranza, la Carità, cioè la capacità di conoscere,
desiderare, amare Dio, di stabilire un rapporto filiale con Dio!
•
Lo Spirito viene dato da Dio Padre a chi lo prega
«Se
dunque voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più
il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono» (Lc
11, 13). Quest'insegnamento è veramente importante. È una promessa di Gesù,
assoluta: Dio dà ciò che dice, ciò che promette.
Tutti
possono ricevere lo Spirito nella misura in cui lo si chiede con umiltà, fede,
perseveranza, cuore puro. Noi viviamo per ricevere lo Spirito Santo!
•
Le cinque promesse di Gesù sullo Spirito Santo nel Vangelo di Giovanni
a)
Gesù prega il Padre perché conceda lo Spirito (Jo 14,16)
«Io
pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con
voi sempre». La preghiera di Gesù è infallibile: donare lo Spirito è il
primo desiderio del Signore.
È su questa certezza che noi dobbiamo vivere la nostra vita cristiana: ogni istante il Signore prega in noi e per noi, perché il Padre conceda lo Spirito Santo! Gesù promette di mandare un altro Paraclito (Parakletos da parakaleo significa essere chiamato in soccorso, colui che aiuta, che intercede, l'avvocato) che sarà nei secoli la forza e la consolazione ai cuori!
b)
Lo Spirito sarà Maestro di verità (Jo 15, 26)
«Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà ciò che io vi ho detto» (Jo 14, 26). Lo Spirito è Maestro interiore, illumina la coscienza affinché si comprenda la Parola, interiorizza nel cuore la Parola.
Ricorda
al cuore i misteri e la vita del Signore. È la memoria della Chiesa! Non porta
una rivelazione nuova, ma è "il ripetitore interiore" della Parola di
Gesù; fa capire la Parola! Illumina la mente e il cuore dei credenti, dà
l'intelligenza della Fede. Fa penetrare in profondità la verità!
c)
Lo Spirito renderà testimonianza a Gesù (Jo 15, 26)
«Quando verrà il Consolatore che io manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza» (Jo 15, 26).
Lo
Spirito "procede" dal Padre: il Padre manda lo Spirito, lo Spirito
dipende dal Padre e dal Figlio.
Lo
Spirito rende testimonianza, insieme agli Apostoli, ma mentre la testimonianza
apostolica è esterna, la testimonianza dello Spirito è interiore, testimonia
nell'interno delle coscienze che Gesù è il Signore, è veramente il Figlio di
Dio, come dice s. Paolo «Nessuno può dire Gesù è il Signore, se non sotto
l'azione dello Spirito» (1 Cor 12, 3).
d)
Lo Spirito convincerà il mondo circa il peccato commesso nell'uccidere Gesù (Jo
16, 8-11)
«E
quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia
e al giudizio» (Jo 16, 8).
Lo
Spirito fornirà ai discepoli, nell'intimo delle loro coscienze, la prova irrefutabile
del grande delitto commesso dal mondo incredulo, rifiutando la rivelazione di
Gesù e uccidendolo in Croce. Farà capire che Gesù è veramente il Giusto,
l'Innocente e che Satana è stato vinto dal Signore! Gesù è il trionfatore
del male.
e)
Lo Spirito guiderà alla verità tutta intera (Jo 16, 13-15)
«Ma quando verrà quegli, lo Spirito
della verità, vi introdurrà nella verità tutta intera. Infatti non parlerà
da sé stesso, ma quanto ascolta dirà (parlerà) e le cose che verranno vi
svelerà. Quegli mi glorificherà, perché riceve dal mio e ve lo svelerà.
Tutto ciò che ha il Padre è mio, per questo vi ho detto che riceve dal mio e
ve lo svelerà» (Jo 16, 13-15). Lo Spirito farà capire in profondità il
mistero di Gesù e della Sua Parola, facendo penetrare sempre più nel cuore la
Verità di Cristo.
7. GESÙ ANNUNCIA CHE UNA FORZA STRAORDINARIA SARA’ DATA AGLI APOSTOLI DALLO SPIRITO AI CRISTIANI ATTI 1, 8)
Prima
di risalire al Cielo, il Signore dice agli Apostoli: «Voi sarete battezzati in
Spirito Santo fra non molti giorni» (At 1, 5). «Avrete forza dallo Spirito
Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la
Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (At 1, 8). Lo
Spirito, potenza infinita di Dio, scende nella vita dei cristiani e li rende
capaci di diventare missionari intrepidi e coraggiosi fino alla testimonianza
suprema del martirio! Tertulliano dirà che «lo Spirito Santo è allenatore dei
martiri!».
8.
CONCLUSIONE
Gesù
dopo aver ricevuto, vissuto, parlato dello Spirito, dona lo Spirito affinché
l'uomo possa vivere da figlio di Dio, in verità, sanità e gioia, con un amore
straordinario divino nel cuore!
Si
capisce meglio l'esigenza primaria di invocare lo Spirito affinché davvero «la
gioia del Signore sia la nostra forza» perché non c'è gioia più grande di
quella di ricevere e vivere nello Spirito Santo: Lui è la Festa Infinita che
Dio vuol donare ad ogni uomo!
O
Spirito che susciti il creato, pervadi i tuoi fedeli nel profondo, riversa la
pienezza della grazia nei cuori che creasti per te solo. Tu sei il Consolatore e
l'Avvocato, del Padre altissimo donato ai figli, sorgente viva, carità che
infiamma, unzione che santifica e risana. Concedi a chi ti invoca i sette doni,
tu, dito della destra del Signore, che adempi le promesse dei profeti dotando il
labbro di parola nuova. Illumina, vivifica le menti, nei cuori infondi volontà
d'amare, fortifica le stanche nostre membra con la fedele, dolce tua potenza.
Disperdi in fuga l'avversario antico, accorda presto pace con letizia, così, da
te guidati a vera vita, eviteremo il fascino del male.
Fa'
che riconosciamo il padre buono nel volto del suo Figlio fatto carne e a te; che
unisci entrambi nell'amore porgiamo ascolto e lode in ogni tempo. Amen.
4.
Lo
Spirito è il co-istituente della Chiesa: «La Chiesa è fatta dallo Spirito:
egli è il co-istituente» (Congar).
Dice
il Concilio Vat. II: «Compiuta l'opera che il Padre aveva affidato al Figlio
sulla terra (Jo 17, 4) il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per
santificare continuamente la Chiesa e i credenti avessero così per Cristo
accesso al Padre in un solo Spirito (Ef 2, 18).
Questi
è lo Spirito che dà la vita o la sorgente di acqua zampillante fino alla vita
eterna (Jo 4, 14; 7, 38-39); per Lui il Padre ridà la vita agli uomini, morti
per il peccato, finché un giorno risusciterà in Cristo i loro corpi mortali (Rm
8, 10-11).
Lo
Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio (1 Cor 3,
16; 6, 19) e in essi prega e rende testimonianza della adozione filiale (Gal 4,
6). Egli guida la Chiesa verso la verità tutta intera (Jo 16, 13), la unifica
nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e
carismatici, coi quali la dirige, la abbellisce dei suoi frutti (Ef 4, 11-12; 1
Cor 12, 4; Gal 5, 22). Con la forza del Vangelo fa ringiovanire la Chiesa,
continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo.
Poiché lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni! (Ap 22, 17)».
Tenendo
presente questo passo possiamo dire che lo Spirito dà vita alla Chiesa con la
Parola, la Liturgia, la Carità.
La
Chiesa sente presente lo Spirito:
-
nelle Sacre Scritture, da Lui ispirate;
-
nella Tradizione, da Lui sostenuta;
-
nel Magistero, da Lui assistito;
-
nella Liturgia e nei Sacramenti;
-
nella preghiera in cui intercede per noi;
-
nei carismi e ministeri che dona incessantemente;
-
nella vita apostolica e missionaria;
-
nella testimonianza dei Santi.
Gesù
Risorto intercede continuamente presso il Padre, affinché la Pentecoste si
perpetui nei Sacramenti!
Pentecoste
è dunque il termine e il fine della venuta di Cristo: tutta l'opera della
salvezza si finalizza nel dono dello Spirito dato continuamente ai fedeli nella
Parola, nella liturgia, nei Sacramenti, nel dono dei carismi e dei ministeri.
a)
Lo Spirito fonda la Chiesa con la Parola
La
Parola di Gesù piena di Spirito Santo convoca e genera la Chiesa. Nell'opera
di salvezza la Parola e lo Spirito sono sempre uniti: «Noi abbiamo appreso che
lo Spirito è Colui che accompagna la Parola di Dio» (s. Giovanni Damasceno).
Lo
Spirito è il soffio divino e la parola prodotta con il soffio, la Parola è
inseparabile dallo Spirito: «Essi furono pieni di Spirito Santo e si misero a
parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi» (At 2, 4).
La
Parola di Dio penetra nel cuore di chi ascolta grazie all'influsso interiore
dello Spirito che l'accompagna: è «la spada dello Spirito» (Ef 6, 17) che
esce dalla bocca del Cristo «dalla bocca gli usciva un'acuta spada a due tagli»
(Ap 1, 16) «e penetra fino al punto di divisione tra anima e spirito» (Eb 4,
12).
Lo
Spirito ha scritto la Sacra Scrittura «che è Parola di Dio in quanto scritta
per opera dello Spirito divino» (Dv 9).
Lo
Spirito autore della Bibbia è il primo esegeta: il Figlio ci trasmette la rivelazione
come Verbo, ma è lo Spirito Santo che ci rende capaci di capirla, Lui è il
principio di interiorizzazione della Parola.
b)
Lo Spirito co-istituisce la Chiesa con la Liturgia
Nella
Liturgia lo Spirito Santo è il pedagogo della fede del Popolo di Dio, l'artefice
di quei "capolavori di Dio" che sono i Sacramenti.
Lo
Spirito Santo:
-
prepara ad accogliere il Cristo, risvegliando la Fede e la conversione del cuore
e l'adesione alla volontà del Padre;
-
ricorda il Mistero di Cristo dando l'intelligenza del Mistero e sollecitando la
risposta della Fede alla Parola;
-
attualizza il Mistero di Cristo rendendo presente il Mistero Pasquale di Cristo
nelle Celebrazioni;
-
mette in comunione con Cristo per formare il suo Corpo che è la Chiesa. Dice il
CCC n. 1112 «La missione dello Spirito Santo nella Liturgia della Chiesa è di
preparare l'assemblea a incontrare Cristo; di ricordare e manifestare Cristo
alla fede dell'assemblea; di rendere presente e attualizzare, con la sua potenza
trasformatrice, l'opera salvifica di Cristo e di fare fruttificare il dono della
comunione nella Chiesa».
c)
Lo Spirito dà la vita divina nei sacramenti: è lo Spirito che dà la vita (Jo
6, 63) «Nel Battesimo lo Spirito fa nascere i cristiani alla vita di Dio e li
rende capaci di adorare il Padre in Spirito e Verità» (Jo 3, 5).
Nella
Cresima lo Spirito aiuta il battezzato a diventare testimone e missionario di
Cristo.
Nell'Eucarestia
lo Spirito trasforma il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo
attualizzando il Sacrificio del Signore e dà la forza alla comunione fraterna.
Nella Riconciliazione lo Spirito muove il cuore al pentimento e al perdono per
cancellare i peccati.
Nel
Sacramento degli Infermi, lo Spirito dona aiuto e grazia al malato e lo libera
dai peccati.
Nel
Sacramento dell'Ordine lo Spirito conferisce la grazia della configurazione a
Cristo Maestro, Sacerdote, Pastore, ai ministri della Chiesa.
Nel
Matrimonio lo Spirito consacra e sigilla l'amore degli sposi cristiani e
dimorando in loro accresce la comunione con Cristo e con la Chiesa, infondendo
loro amore. Uno, fedele, fecondo partecipazione dell'amore di Cristo per la
Chiesa.
È
soprattutto nella Liturgia che la vita dello Spirito Santo agisce in noi
mediante i segni sensibili». Il Santo Curato d'Ars diceva: «I sacramenti che
Cristo ha istituito non ci avrebbero salvato senza l'azione dello Spirito
Santo».
1.
LO SPIRITO SANTO NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
L'origine
della Chiesa è opera dello Spirito effuso da Gesù Risorto. Negli Atti la
Pentecoste occupa il posto fondamentale che ha il Battesimo nella vita di Gesù:
come Gesù dopo il Battesimo nello Spirito (Le 3, 21-22) inaugura l'attività
messianica con il suo discorso nella sinagoga di Nazareth (Le 4, 16 ss) discorso
che si conclude con un'apertura universale (Le 4, 25-27) così la Chiesa, dopo
aver ricevuto il Battesimo della Pentecoste (Atti 2, 1-4) inizia la sua missione
con il discorso di Pietro a Gerusalemme (Atti 2, 14 ss) che annuncia anch'esso
la salvezza universale. Così tutta la missione della Chiesa e la missione di
Gesù sono posti sotto l'azione dello Spirito. Lo Spirito elegge, guida, santifica
i cristiani!
Festa
di Pentecoste: «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano
tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come
di vento che si abbatté gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di
loro ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare lingue
come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (At 2, 1-4).
Gesù
Risorto dà lo Spirito Santo nel cinquantesimo giorno che chiude le sette
settimane del ciclo pasquale.
Con
questo dono si compie «la promessa del Padre» (At 1, 4) e la Chiesa diventa
capace di annunciare al mondo la salvezza: inizia l'era missionaria dei
cristiani!
Oltre
a questa prima Pentecoste, la Chiesa delle origini conosce altre esperienze
pentecostali:
-
lo Spirito scende sulla Chiesa in preghiera:
«Quando
ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui si trovavano tremò e tutti
furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza»
(At 4, 31).
-
Lo Spirito discende sui samaritani:
«Frattanto
gli Apostoli a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di
Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché
ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di
loro, ma erano stati solo battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora
imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo» (Atti 8, 14 ss).
-
Lo Spirito scende sui pagani:
«Pietro
stava ancora parlando quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che
ascoltavano il discorso. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si
meravigliarono che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito
Santo, li sentivano parlare in lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse:
Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua quelli che hanno
ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi (At 10, 44-47). E ordinò che fossero
battezzati nel nome di Gesù».
2.
LA VITA SECONDO LO SPIRITO
a)
È lo Spirito il principio della conversione
«Nessuno
può dire Gesù è il Signore se non sotto l'azione dello Spirito» (1 Cor 12,
3).
È
lo Spirito che suscita ciò che dispone il cuore alla Fede: - ispira la ricerca
e il desiderio di Dio;
-
suscita l'invocazione e il desiderio del perdono;
-
il pentimento dei peccati;
-
il desiderio e la grazia per essere liberati;
-
la prima scintilla e la crescita alla Fede;
-
con la sua grazia accompagna tutta la vita del credente;
-
fa maturare sempre più la vita di Fede affinché divenga carità.
«Il
cammino dell'uomo verso la Fede è suscitato dalla grazia proveniente dallo
Spirito. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza
della verità (1 Tim 2, 4) perciò offre a tutti la grazia della Fede, poiché
senza la Fede è impossibile salvarsi. Ogni passo verso la Fede, può essere
considerato un dono della grazia con cui lo Spirito Santo stimola a vincere le
resisten-
ze
e a superare gli ostacoli per diventare cristiani e perseverare nella Fede. È
lo Spirito Santo che dà a tutti la soavità nel consentire e nel credere alla
Verità» (Conc. di Oranges del 529) e porta la nostra volontà dall'incredulità
alla fede.
b)
E' lo Spirito che nel Battesimo dona la vita nuova, la vita di Dio
«Se
uno non nasce da acqua e Spirito Santo non pub entrare nel Regno di Dio» (Jo 3,
5). Lo Spirito dato da Gesù Risorto è il principio della Nuova Nascita in
cui il cristiano riceve la vita di Dio Padre, Figlio, Spirito Santo, la partecipazione
alla vita di Dio.
-
Il cristiano santificato, diventa Tempio dello Spirito:
«Non
sapete che siete tempio dello Spirito Santo e che lo Spirito Santo abita in voi?»
(1 Cor 3, 16). «In lui (nel Cristo) anche voi insieme con altri venite edificati
per diventare dimore di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2, 22).
- Lo Spirito fa diventare figli adottivi di Dio.
«Tutti
quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono Figli di Dio. E voi
non avete ricevuto uno spirito di schiavi per ricadere nella paura, ma avete
ricevuto uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo Abbd, Padre.
Lo Spirito stesso attesta al nostro Spirito che siamo figli di Dio. E se siamo
figli siamo anche eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo
alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria» (Rom 8, 14-17). «Ma
quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna,
nato sotto la legge, perché riscattasse coloro che erano sotto la legge, perché
ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che
Dio ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbd,
Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e se sei figlio, sei anche erede
per volontà di Dio» (Gal 4, 4).
-
Si diventa "figli nel Figlio" capaci di un modo nuovo di vivere,
divinizzato! Lo Spirito Santo infondendo la vita divina, trasforma cuore e
persona: lo Spirito è creatore, è principio di un nuovo modo di vivere: si
diventa nei confronti di Dio filiali, capaci di amare il prossimo come sé
stessi. Si ama Dio e il prossimo con lo stesso amore con cui si è amati da Dio!
Dice
un grande teologo U. von Balthasar: «Lo Spirito Santo spiritualizza la persona,
rendendola santa e santificata. La divinizzazione consiste nell'essere
introdotti nella vita della Trinità, nel partecipare alla vita filiale che il
figlio incarnato vive nel confronto del Padre. Questo avviene nello Spirito
Santo per mezzo di Cristo, abbiamo accesso al Padre (Ef 2, 8)».
Lo
Spirito abita nei cristiani (1 Cor 3, 16) guida (Rm 8, 14) e fa sì che nei
cuori abiti Cristo come dice Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo e non
sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo
nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato sé stesso per me» (Gal
2, 20).
«I
nostri atti più profondi di credere, amare, sperare, i nostri umori o sensazioni,
le nostre risoluzioni più personali e libere, tutto questo inconfondibile che
noi siamo è talmente da Lui compenetrato che Egli è il soggetto ultimo, il
fondamento del soggetto che siamo noi» (Balthasar).
La
vita cristiana diventa così un «essere guidati dallo Spirito Santo» (Rom 8,
14): è lo Spirito che ispira, illumina, attira, fortifica, dà pienezza di
amore, infonde gioia divina!
c)
È lo Spirito la fonte della libertà dal peccato
«Dove
è lo Spirito del Signore, c'è libertà» (2 Cor 3, 17). Il cristiano viene
liberato dalla Legge, dalla carne (uomo fragile e debole, incline al peccato),
dalla paura di Dio, dalla morte.
Lo
Spirito è la nuova Legge Interiore del cristiano, dentro si riceve la forza di
amare che è forza di liberazione, forza di santificazione, si vive vincendo
l'egoismo e le passioni, si diventa capaci di «camminare secondo lo Spirito»
(Gal 5, 25).
Chi
vive secondo lo Spirito, vive non secondo l'uomo vecchio (nell'egoismo), ma
secondo l'uomo nuovo (nell'amore di Dio e del prossimo). Nella Lettera ai
Galati, Paolo descrive mirabilmente gli effetti della presenza dello Spirito
che dà una capacità di vita santa: «Voi fratelli siete chiamati a libertà,
purché questa libertà non divenga pretesto per vivere secondo la carne, ma
mediante la carità siete al servizio gli uni degli altri. Tutta la legge
infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come
te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non
distruggervi gli uni gli altri! Vi dico dunque, camminate secondo lo Spirito e
non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha
desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne;
queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma
se vi lasciate guidare dallo Spirito non siete più sotto la legge. Del resto le
opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio,
idolatria, stregoneria, inimicizia, discordie, gelosie, dissensi, divisioni,
fazioni, invidia, ubriachezza, orge e cose del genere; circa queste cose vi
preavviso; come già vi ho detto che chi le compie non erediterà il Regno di
Dio. 11 frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge.
Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni
e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo
lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria provocandoci e invidiandoci gli uni gli
altri» (Gal 5, 16-26).
È
lo Spirito la forza di Dio nel cuore, che fa vivere vincendo le passioni e le
tentazioni; chi ha lo Spirito ha in sé una forza onnipotente. Chi ha lo Spirito
acquista sempre più nella vita la libertà dal male e la forza per vivere nel
bene, nell'amore per Dio e con Dio, diventa un contemplativo nella azione, un
ricercatore di Dio nel servizio generoso dei fratelli!
d)
E' lo Spirito la fonte di una vita nella carità e nella santità
Lo
Spirito nel profondo dell'uomo è principio di Fede (2 Cor 4, 13) di conoscenza
divina (1 Cor 2, 10-16) di amore.
«L'amore
di Dio è stato versato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è
stato dato» (Rom 5, 5).
«L'amore
è il primo frutto dello Spirito» (Gal 5, 22) chi ha lo Spirito vive nella
carità di Dio, ama con il cuore di Dio, in una incessante vita di donazione e
di servizio secondo le caratteristiche dell'amore descritte da Paolo in 1 Cor
13, 1 ss. Il cristiano, abitato dallo Spirito, diventa gradualmente capace di
amare come ama Dio Padre che ha mandato il Suo Figlio a dare la vita per noi.
Lo
Spirito dà la forza di vivere secondo il grande comandamento dell'amore: «Vi
do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete
miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Jo 13, 34).
«L'amore
è paziente, è benigna la carità, non è invidiosa la carità, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace
della verità. Tutto copre, tutto spera, tutto crede, tutto sopporta» (1 Cor
13, 4 ss).
È
con la forza dello Spirito che si può vivere la parola di Gesù: «Amate i
vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre
celeste che fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate
quelli che vi amano, quale merito ne avrete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di
straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate dunque perfetti come è
perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 6, 44). Solo lo Spirito Santo dà la
possibilità di vivere nell'amore santo!
Lo
Spirito del Battesimo infonde in noi le virtù teologali (Fede, Speranza, Carità)
e sviluppa le virtù morali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza) che ci
permettono una vita cristiana secondo il volere del Signore!
Lo
Spirito inoltre immette nella vita i sette doni dello Spirito che sono come dice
il CCC «disposizioni permanenti che rendono docili a seguire le ispirazioni
dello Spirito» (CCC n. 1830).
Essi
sono: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio.
Queste
energie dello Spirito facilitano il compito e la vita dei cristiani, in modo
particolare di chi deve guidare il popolo cristiano. Lo Spirito inoltre
arricchisce continuamente la Chiesa dei "carismi" come splendidamente
parla l'apostolo in 1 Cor 12, 12. Lo Spirito soffia, forza perenne di santità,
di unità, di comunicazione, di dialogo, di vita nuova, di speranza.
«Il
Dio della speranza vi riempia di gioia e di pace nella fede, perché abbondiate
nella speranza per la virtù dello Spirito Santo» (Rom 15, 13).
Lo
Spirito è la persona divina forza della Chiesa, sorgente prima della vita nuova
nella libertà e nell'amore, principio sempre vivo di novità nella vita secondo
il Vangelo!
Lo
Spirito è forza inesauribile, luce radiosa, che continuamente concede «l'aiuto
necessario alla salvezza» (Fil 1, 19).
Lo
Spirito è principio di comunione e dono di unità nel mondo e nella Chiesa:
«È lo Spirito di comunione» (2 Cor 13, 13) affinché «tutti siano una cosa
sola» (Jo 17, 11).
e)
È lo Spirito Santo il Maestro di Preghiera
L'attività
fondamentale dello Spirito di Verità è di suscitare e sviluppare la vita di
fede e di preghiera nei cristiani (1 Cor 12, 3).
Ricorda
il Papa nell'Enciclica Dominum et vivificantem (n. 65): «Il soffio della vita
divina, lo Spirito Santo, nella sua maniera più semplice e comune, si esprime e
si fa sentire nella preghiera. È bello e salutare pensare che, se la preghiera
è diffusa in tutto il mondo, nel passato, nel presente e nel futuro, altrettanto
estesa è l'azione e la presenza dello Spirito che alita la preghiera nel cuore
dell'uomo. Dovunque si prega nel mondo, ivi è lo Spirito! Lo Spirito è
misteriosamente presente nel cuore di ogni uomo» (Giovanni Paolo II). È lo
Spirito Santo che insegna a pregare e ci guida nella preghiera. «Noi nemmeno
sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con
insistenza per noi, con gemiti inesprimibili» (Rom 8, 26). Lo Spirito vi fa
rivivere la preghiera di Gesù «Abbà, Padre» (Rom 8, 15).
Questo
è lo specifico della preghiera cristiana, l'essere cioè una preghiera nello
Spirito Santo: «Pregate incessantemente con ogni sorta di preghiera e suppliche
nello Spirito Santo» esorta Paolo (Ef 6, 18).
Non
dobbiamo mai dimenticare ciò che dice il Catechismo di Trento: «È lo Spirito
Santo l'autore delle nostre preghiere».
f)
È lo Spirito la fonte della testimonianza e della missione
«Egli
mi darà testimonianza di me e anche voi mi renderete testimonianza» (Jo 15,
26). La missione è compiuta dai cristiani e dallo Spirito Santo. Lo Spirito fa
comprendere dall'interno che Gesù è Dio, è il "maestro interiore"
come dice s. Agostino: per credere c'è bisogno del duplice ascolto della Parola
(fatta conoscere e testimoniata dai redenti esteriormente) e dall'ascolto
interiore dello Spirito Santo che illumina e fa comprendere la Verità della
Parola annunciata!
Dice
il Papa: «Lo Spirito Santo è il protagonista di tutta la missione della Chiesa»
(Rm n. 21) è Lui che suscita, perfeziona, spinge alla Missione!
3.
IL NOSTRO RAPPORTO CON LO SPIRITO SANTO
a)
Imparare a interrogare lo Spirito Santo:
-
a volte non risponde subito, per accrescere il senso di responsabilità;
-
sovente la risposta è contraria alle nostre aspettative, perché le vie Sue non
sono le nostre.
b)
Imparare a discernere la Sua dalle altre voci:
-
non parla mai contro il buon senso;
-
non invita mai al male;
-
costantemente spinge a compiere i nostri doveri.
c)
Imparare a ubbidire allo Spirito:
-
lo Spirito vuole sempre portarsi alla pienezza della comunione con Dio e alla
festa interiore del cuore!
d)
Chiedersi: quali sono per me oggi, i desideri dello Spirito?
-
vittoria sul male;
-
crescita e sviluppo dei doni;
-
tensione continua alla santità.
e)
Invocazione dello Spirito
-
è il dono da chiedere continuamente per il nostro cuore, la nostra vita, per
gli altri.
Riflettiamo
sull'opera dello Spirito Santo e sulla Sua Presenza. Lo Spirito Santo:
-
agisce come Consolatore, Intercessore, Difensore, Maestro di verità, Testimone
di Cristo;
-
è sorgente di acqua viva per la vita eterna;
-
custodisce e alimenta in noi la Fede, la Speranza, la Carità;
-
continua nel mondo l'opera di Cristo;
-
entra nella storia attraverso il cuore dell'uomo;
-
è padre dei poveri, datore dei doni, luce dei cuori, ospite dolce dell'anima;
-
dona riposo nella calura del giorno, aiuto nelle inquietudini, nelle lotte, nei
pericoli;
-
dà consolazione quando il cuore è tentato di disperazione;
-
nulla nell'uomo è senza colpa se manca il suo aiuto;
-
Lui può convincere l'umanità di peccato e rinnovare la faccia della terra;
-
Lui purifica ciò che è sordido;
-
cura le ferite del cuore anche più profonde;
-
trasforma in fertili campi di santità ciò che è gelido;
-
raddrizza ciò che è sviato;
-
porta nel cuore la Festa infinita che è Dio, che ha Dio e che Dio vuole donate
a noi;
-piega ciò che è rigido, riscalda ciò che è gelido.
Don
Mario Foradini
Parrocchia
San Secondo
Via
S. Secondo 8 – 10128 Torino. Tel.: 011543191 – Fax.: 0115618813 (al mattino)