"UN SOLO PANE, UN SOLO CORPO"
PADRI
SACRAMENTINI D'ITALIA
Alla
sequela del Padre Eymard, invitiamo tutti coloro che 1o Spirito orienta verso
l'Eucaristia, sacerdoti e laici, ad associarsi alla nostra famiglia e a
condividerne 1a missione. Noi li accompagniamo perché s'ispirino all'Eucaristia
in tutta la loro vita e nei loro impegni. (Regola di vita dei PP. Sacramentini,
n. 43)
Fin
dall'inizio della Congregazione del SS. Sacramento (Padri Sacramentini), fedeli
laici sono stati chiamati e si sono accostati ad essa per partecipare alla sua
vita e per condividere il carisma che l'animava.
Per
questi laici il nostro fondatore, san Pier Giuliano Eymard, ha scritto alcune
linee che orientassero la loro formazione e il loro impegno di vita cristiana
(il "Direttorio degli Aggregati"). Lungo la storia della Congregazione,
questa forma associativa ha preso soprattutto il volto della cosiddetta
"Aggregazione del SS. Sacramento", con uno statuto proprio.
Accogliendo
la proposta di rinnovamento del Concilio Vaticano II, la Congregazione del SS.
Sacramento ha riformulato per l'oggi il carisma del p. Eymard e, nel 1984, è
stata approvata la nuova Regola di vita dell'Istituto. In seguito a questo
rinnovamento, si è proceduto a riformulare e ad adattare anche gli Statuti
dell'Aggregazione, convinti che essa era chiamata a dare il suo contributo e il
suo servizio alla Chiesa d'oggi (cfr. "Aggregazione del SS. Sacramento.
Bozza di Statuti", 1986).
La
storia ha continuato a camminare, il modo con cui i fedeli laici si sono
accostati alla nostra spiritualità e alla nostra missione ha preso una sempre
maggiore pluralità di volti e di espressioni.
A
partire da questa constatazione, abbiamo messo mano alla formulazione di un
testo che potesse divenire "casa comune e accogliente" per tutti i
fedeli laici che desiderano condividere la nostra vita e la nostra spiritualità
eucaristica.
Coscienti
che la storia continuerà a camminare e che lo Spirito continuerà a fare cose
nuove, consegniamo queste pagine a tutti coloro che oggi camminano con noi, a
quanti ci accosteranno e a tutti i religiosi sacramentini, come punto di
riferimento per vivere insieme oggi nella Chiesa e nel mondo il carisma di
san Pier Giuliano Eymard.
p.
Manuel Barbiero sss superiore provinciale
Prato,
2 agosto 2000
Festa
di san Pier Giuliano Eymard
"Un
solo pane, un solo corpo"
Proposta
di vita eucaristica per i laici
«Erano
assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna,
nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e
prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti
coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune;
chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo
il bisogno di ciascuno.
Ogni
giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo
i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di
tutto il popolo». (Atti degli
Apostoli 2,42-47)
1.
Con
il battesimo, siamo diventati figli di Dio e membra del suo popolo, la Chiesa.
La
prima comunità cristiana, descritta negli Atti degli Apostoli, sta davanti a
noi come modello a cui conformare la nostra vita. Dall'accoglienza della Parola
del Signore nasce un'esperienza di comunione di vita, caratterizzata da scelte
di condivisione e di solidarietà
e
alimentata dall'Eucaristia, nella "frazione del pane".
2.
Riuniti
nella famiglia dell'unico Padre, viviamo un particolare vincolo di fraternità
con la Congregazione del SS. Sacramento, fondata da S. Pier Giuliano Eymard per
contribuire al rinnovamento della Chiesa e della società con l'Eucaristia:
annuncio della Pasqua del Signore, forza ed esigenza di liberazione e di
comunione, sorgente e culmine di tutta l'evangelizzazione.
In
comunione con questa famiglia religiosa e con tutti i cristiani, riconosciamo
nella celebrazione eucaristica il centro della nostra esistenza.
3.
Chiamati
ad essere discepoli di Cristo, intraprendiamo un cammino contrassegnato
dall'anno liturgico, con cui ripercorriamo gli eventi della sua vita.
Nella
Domenica, Giorno del Signore, siamo tutti invitati al banchetto che il Cristo
Risorto prepara per noi. Rispondendo alla sua chiamata, ci ritroviamo insieme a
celebrare l'Eucaristia per rinnovare la nostra comunione con Lui e fra di noi
nella condivisione della medesima Parola e dell'unico Pane.
4.
Memoriale
di Cristo, morto e risorto per donarci la vita, la celebrazione eucaristica ci
educa ai principali atteggiamenti della vita cristiana: l'accoglienza, la
riconciliazione, l'ascolto, l'annuncio, la condivisione, la lode, l'offerta, la
comunione, la missione. Essa ci appare, così, come una efficace scuola di vita,
che ci aiuta a verificare e rilanciare la nostra esistenza.
5.
Accolti
dal Signore, che ci riunisce nella sua casa, ci apriamo all'accoglienza verso
tutti, amando ogni persona con la stessa carità di Cristo. Perdonati dal
Signore, davanti al quale riconosciamo i nostri peccati, ci facciamo strumenti
di riconciliazione, diffondendo attorno a noi la pace del Risorto.
In
ascolto del Signore, che ci rivolge la sua Parola, diventiamo suoi discepoli e
testimoniamo la bellezza di un'esistenza guidata da questa Luce di verità.
6.
Presentando
al Signore il pane e il vino, condividiamo con tutti i nostri beni,
riconoscendoli come doni che abbiamo ricevuto da Dio.
Facendo
memoria della Pasqua di Cristo, lodiamo il Signore per le sue grandi opere,
nella certezza che egli continua ad agire anche oggi, guidando la nostra storia
e quella dell'intera umanità. Offrendo al Padre il corpo e il sangue di Cristo,
offriamo la nostra vita insieme alla sua, affinché anche noi possiamo diventare
un sacrificio gradito a Dio.
7.
Facendo
comunione con Cristo, Pane della vita, viviamo in comunione con tutti,
camminando verso un'unità arricchita dalle diversità esistenti fra noi, in
dialogo con tutte le espressioni ecclesiali e con gli uomini di buona volontà.
Accogliendo il mandato di Cristo, operiamo nel mondo come missionari del suo
amore, attraverso la testimonianza della nostra vita.
8.
Nella
preghiera davanti all'Eucaristia, prolungamento della grazia del mistero
celebrato, riconosciamo un momento indispensabile del passaggio dalla
celebrazione alla vita. Intensificando la nostra unione con Cristo contemplato
nel segno del pane eucaristico, possiamo diventare, come Lui e con Lui, pane
spezzato per un mondo nuovo.
III.
In cammino verso il Regno
9.
Ogni
volta che ci nutriamo del corpo di Cristo, riceviamo la pienezza dello Spirito
Santo, con cui il Padre rinnova la nostra vita. Con il suo aiuto, riprendiamo il
cammino di ogni giorno cercando di rispondere sempre meglio alla vocazione che
abbiamo ricevuto nel battesimo, come fedeli laici.
10.
È
una vocazione "profetica", che ci chiama a saper interpretare
la nostra esistenza e a leggere la storia alla luce della Parola del Signore.
Per
questo, sentiamo la necessità di vivere momenti di formazione, illuminati dalla
Parola, e orientati a rendere sempre più adulta e matura la nostra fede.
11.
È
una vocazione "sacerdotale", che ci spinge a trasformare la
nostra vita e ogni realtà umana in una offerta gradita a Dio.
Da
Cristo, che nell'Eucaristia si offre totalmente a noi, riceviamo la forza per
donare noi stessi a Lui e ai fratelli rinnovando la nostra adesione alla volontà
del Padre.
12.
È
una vocazione "regale", che ci orienta ad una esistenza segnata
dalla forza del servizio
come
senso fondamentale della vita. In vista di ciò, sentiamo l'esigenza di compiere
scelte significative nell'àmbito sociale e politico, nelle attività
lavorative, nella difesa della famiglia e della vita, nella ricerca della
giustizia e della pace. Manifestiamo una particolare attenzione ai poveri e agli
ultimi, per condividere la missione di Cristo inviato a portare loro il lieto
annuncio della salvezza.
13.
In
questa esperienza di vita eucaristica contempliamo la Vergine Maria, madre di
Gesù,
che
condivise la vita dei discepoli in preghiera nel Cenacolo e in cammino sulle vie
del mondo.
Come
lei, ci lasciamo guidare dallo Spirito affinché, docili alla sua azione,
possiamo contribuire efficacemente all'avvento del Regno di Dio.
Il
carisma dei religiosi sacramentini si esprime nella missione di annunciare e
testimoniare una Eucaristia capace di rinnovare le comunità cristiane e di
aprirle alla testimonianza del Vangelo.
In
forza della loro vocazione, i laici sono chiamati a partecipare alla attuazione
di questa missione. Così, essi entrano a far parte della famiglia di coloro
che condividono il carisma sacramentino, storicamente chiamata
"Aggregazione del SS. Sacramento".
Quanto
segue descrive le modalità con cui attualmente si svolge la missione sacramentina
in Italia e la partecipazione dei laici. Essa, però, rimane aperta al futuro e
alle novità che lo Spirito vorrà suscitare.
1
religiosi sacramentini sottolineano la vocazione eucaristica di tutta la
Chiesa attraverso la creazione di autentiche comunità cristiane che, nella
corresponsabilità di tutti i battezzati, operano per una evangelizzazione
stabile e profonda. A partire dalla celebrazione eucaristica domenicale, esse
si costruiscono nella fraternità ed annunciano, con la parola e con la
vita, l'amore di Cristo. Così, il Vangelo raggiunge le famiglie e orienta positivamente
le scelte sociali, politiche, culturali di ogni persona.
I
laici hanno un loro specifico ruolo nella costruzione della comunità cristiana
con la Parola, la Liturgia, la Carità. Ciò avviene, in particolare:
nell'annuncio del Vangelo all'interno di gruppi di catechesi e di formazione
cristiana, nell'animazione delle celebrazioni tramite i propri ministeri
liturgici, nel servizio della carità attraverso le varie forme di
volontariato e di impegno sociale.
Le
comunità sacramentine presenti in queste chiese curano, soprattutto, la
celebrazione eucaristica e la preghiera dinanzi al SS. Sacramento,
valorizzandole come mezzi necessari per una autentica vita cristiana impegnata
nel mondo. I "Santuari dell'Eucaristia" si offrono all'uomo di oggi
come oasi di silenzio, di preghiera, di accompagnamento spirituale e di
riconciliazione sacramentale.
Il
coinvolgimento dei laici avviene principalmente nell'esperienza della
preghiera, attraverso: l'adorazione personale silenziosa, la celebrazione
comunitaria della Liturgia delle Ore, la partecipazione attiva alle "scuole
di preghiera" spesso presenti in queste comunità.
L'Équipe
Tabghà
"predicazioni
e missioni eucaristiche"
Una
équipe di religiosi sacramentini si dedica a questo ministero come risposta
concreta all'impegno della "nuova evangelizzazione", al fine di
promuovere l'annuncio rinnovato del Vangelo nella nostra società secolarizzata.
È al servizio delle parrocchie e delle diocesi, per aiutare ogni cristiano a
rinnovare la propria appartenenza alla Chiesa a partire dal dono
dell'Eucaristia.
I
laici sono una presenza indispensabile e condividono con i religiosi lo spirito
che caratterizza il modello sacramentino di questo ministero. Visitano le
famiglie, guidano i centri di ascolto, animano la liturgia e alcuni momenti di
catechesi con gruppi specifici. L'équipe li accompagna con incontri mensili per
la loro formazione e per il loro coinvolgimento sempre più fruttuoso
nell'esperienza dell'evangelizzazione.
È
finalizzata principalmente alla accoglienza di quanti, soprattutto giovani,
hanno bisogno di spazi di serenità e di silenzio per dare un orientamento alla
propria esistenza. Con loro condivide la sua vita quotidiana contrassegnata
dalla preghiera, dal lavoro manuale, da momenti di riflessione personale e
comunitaria, in uno stile di semplicità e di fraternità.
I
laici che vogliono associarsi per qualche tempo alla comunità, singolarmente o
in gruppo, ne condividono ritmi e riflessioni. Le "settimane di spiritualità"
promosse durante i mesi estivi sono un momento privilegiato di partecipazione
alla sua vita. Attraverso la proposta di una tematica che, anno per anno, guida
la preghiera e la riflessione, si intende aiutare nella comprensione
dell'Eucaristia e condurre a qualificare la propria presenza nella storia e
nella Chiesa.
Anche
a livello europeo si stanno promuovendo, in collaborazione con i laici, forme
ed esperienze di evangelizzazione eucaristica dei giovani.
Una
comunità sacramentina offre la possibilità, a chiunque lo desideri, di
vivere momenti di silenzio e di riflessione, nell'ascolto della Parola e nella
preghiera eucaristica. Ciò avviene soprattutto attraverso l'esperienza degli
esercizi spirituali, ritiri, giornate di spiritualità, scuola di preghiera.
I
laici che partecipano alla vita della comunità, sono chiamati ad animare a
livello liturgico e catechetico le varie iniziative da essa proposte, con lo
specifico apporto che è proprio della loro vocazione e che dona all'esperienza
spirituale un ampio respiro ecclesiale.
Il
Centro missionario
È
al servizio dell'animazione missionaria delle comunità cristiane e, nello
stesso tempo, promuove la condivisione verso le missioni sacramentine, in
special modo quelle africane. Con l'obiettivo di rendere credibile il
messaggio di Cristo attraverso una vera solidarietà verso i più poveri del
mondo, unendo l'annuncio del Vangelo e la promozione della persona umana.
Ai
laici più sensibili alla dimensione missionaria della Chiesa, è rivolto
l'invito a costituire gruppi missionari nelle proprie parrocchie o a
rinvigorire quelli già esistenti, rendendosi disponibili anche ad esperienze
di condivisione della vita dei missionari sacramentini e delle popolazioni fra
le quali essi operano.
Chiamato
ad operare particolarmente nel campo della cultura, cerca di diffondere il
messaggio di una "Eucaristia totale" utilizzando gli strumenti della
comunicazione di massa. Attraverso mezzi e linguaggi diversi (i periodici
mensili: Il Cenacolo, L'Emanuele, La Nuova Alleanza; gli audiovisivi, i libri)
si rivolge alle famiglie, ai gruppi, alle comunità per aiutarli a vivere una
esistenza che trova nell'Eucaristia il suo pieno significato.
Attualmente,
diversi laici collaborano alle pubblicazioni del Centro eucaristico, condividendo
così la propria competenza professionale, la propria esperienza personale e
familiare, la propria preparazione teologica e pastorale.
Presente
in quasi tutte le comunità sacramentine italiane, raccoglie i laici che
condividono con la Congregazione soprattutto l'impegno della preghiera
davanti all'Eucaristia. Vissuta prevalentemente a livello personale, essa si
esprime anche in una forma comunitaria che, con un ritmo generalmente mensile,
coinvolge tutti gli aderenti al Movimento.
Spesso
essi sono designati con il nome di "Guardie d'Onore", indicando così
la priorità che la preghiera di adorazione ha avuto e continua ad avere nella
loro esperienza. Oltre alla preghiera, molti di loro sono impegnati nel servizio
della carità e nella animazione catechistica e liturgica della propria comunità
parrocchiale.