UN GRAVE CASO DI POSSESSIONE DIABOLICA
Quanto
raccontato qui, è una parte di quanto un esorcista ha chiesto al diavolo e le
risposte di questo. Il diavolo ha detto tante verità, pur rifiutando di parlare
e solo dopo ripetuti comandi dell'esorcista. Conferme strappategli
dall'esorcista dopo ripetuti ordini in nome di Dio, della Madonna e della
Santissima Trinità. Il diavolo, infatti, resiste il più possibile alle domande
che gli esorcisti gli pongono per il bene dell'anima posseduta o delle anime in
generale in quanto la verità (soprattutto se a conferma della Parola di Dio) è
per lui sempre controproducente e risponde spesso a monosillabi quando le verità
sono per lui "scottanti".
Una ragazza, dopo circa dieci anni di strani fenomeni che hanno interessato lei e la mamma, si è rivolta, grazie ad alcune preghiere, ad una conoscente che l'ha condotta da un esorcista. Quanto segue è il racconto della vicenda; i nomi dei personaggi sono stati cambiati per ovvie ragioni di tutela della riservatezza. Attilia confidò all'esorcista che, da quando il padre aveva abbandonato lei e la mamma per andarsene con la sua migliore amica, la loro vita cambiò improvvisamente. Entrambe iniziarono un andirivieni dagli ospedali per malattie che gli stessi medici non riuscivano a comprendere.
Tali
ricoveri erano spesso accompagnati da fenomeni talmente strani che persino una
compagna di stanza di Attilia si mise a pregare con insistenza l'Ave Maria in
quanto turbata dagli episodi che colpivano Attilia (ascensori che si guastavano
quando dovevano trasportarla in sala operatoria, operazioni che provocavano
ulteriori interventi operatori, macchinari che si rompevano ecc.). Dopo alcune
negative esperienze presso gli operatori dell'occulto, finalmente approdarono
in un gruppo di preghiera che affidò Attilia ad un esorcista.
Sabato
12 febbraio 2000 - 1°
esorcismo Assieme all'esorcista vi erano anche alcune persone fidate e di
provata Fede e preghiera per aiutarlo nel compito di scacciare i demoni.
L'esorcismo
iniziò con la preghiera del Santo Rosario comunitario di protezione dei
presenti, dei loro familiari e di liberazione di Attilia e della mamma
(assente in quanto anziana e malata). Alla terza decina Attilia iniziò a
provare un senso di soffocamento e a non ricordare le preghiere del Rosario.
Durante la preghiera di Leone XIII recitata dall'esorcista, Arturo spruzzava il viso di Attilia con acqua di Lourdes, mentre gli altri partecipanti recitavano a bassa voce, in continuazione, il Santo Rosario.
L'esorcista
iniziò ad inframmezzare la recita dell'esorcismo di Leone XIII e dei salmi con
delle domande, imponendo le mani a Attilia ed ungendola, con dei segni di croce
sulla fronte, con olio benedetto.
Esorcista:
"In nome di Gesù Cristo ti ordino di dire quanti siete".
Attilia
iniziò ad inghiottire ed a muovere il labbro come un cammello, mentre all'interno
della bocca, vicino alle gengive, si vedeva dell'inspiegabile sostanza nera che
pareva inchiostro. Ma non rispose.
Esorcista: "In quanti siete? Te lo ordino in nome della Santissima Trinità? Indica con la mano quanti siete?"
Attilia,
dopo circa quindici minuti di letture di salmi, intervallate da ordini impartiti
nel nome di Dio, faticosamente indicò con le dita che dentro di lei c'erano tre
presenze.
Esorcista:
"Siete anime dannate o angeli decaduti?"
"Non
te lo dico!", rispose
Affilia assumendo un atteggiamento sardonico e incrociando le braccia in
segno di sfida.
Alla
fine, dopo ripetuti inviti nel nome di Dio, di Maria Santissima e della Santissima
Trinità, l'anima dannata disse d'essere stato, quand'era in vita, un pirata.
Affermò d'essere stato ucciso, e d'aver lanciato un urlo di terrore quando
finì all'inferno.
Esorcista: "Quante persone vanno all'inferno? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Tante!",
rispose il pirata.
"Qual
è il peccato principale che ai giorni nostri porta le persone
all'inferno?", lo
incalzò l'esorcista.
"La
lussuria! E l'ateismo!",
rispose l'anima dannata ormai chiaramente manifestatasi.
L'anima dannata sbuffava in continuazione e mostrava un'evidente sofferenza quando Arturo, su invito dell'esorcista, spruzzava il volto di Attilia con acqua di Lourdes, cercando di togliersela.
"Chi
ha voluto che Attilla capitasse da noi?»,
gli chiese l'esorcista.
"Gesù!",
rispose il diavolo dopo ripetuti inviti e spruzzate sul viso di acqua di
Lourdes.
"Pregano
Attilla e la sua mamma?"
continuò l'esorcista.
"Sì!", disse il pirata.
"Che
cosa devono fare perché tu vada via?"
"Occorre
che preghino il Rosario! "
"E'
vero che non puoi nulla nei confronti di chi prega il Rosario intero devotamente
e quotidianamente?",
continuò imperterrito l'esorcista. "E' vero!" confermò
l'anima dannata. "Perché la Madonna ha pianto a Civitavecchia nelle
mani di un vescovo?"
"Perché non c'è più religione
nel mondo!"
"Che cosa bisogna fare per uscire da questa situazione?", chiese l'esorcista.
"Occorre pregare. Soprattutto in famiglia. Guardare meno televisione e pregare di più. Soprattutto il Rosario", rispose il diavolo.
"E'
vero che molti programmi televisivi sono tuoi? Rispondi in nome di Gesù
Cristo!"
"E'
vero!", rispose con un
sorriso sardonico il diavolo.
Attilia, continuando a sbuffare, allungò le gambe e diede qualche colpo ritmico col piede.
"Come
mai in Europa vi è una massiccia immigrazione musulmana?"
"Perché
certi politici la favoriscono per distruggere i valori cattolici",
rispose il diavolo.
"Ci sono dei preti che ti appartengono? Che militano nella setta della Bestia? Rispondi in nome di Dio!!".
"Sì.
Molti!", rispose
compiaciuta l'anima dannata assumendo una inspiegabile fattezza del volto,
impossibile da riprodurre naturalmente. Evidentemente si trattava del viso
dell'anima dannata che si manifestava ormai sempre più chiaramente.
"Com'è
l'inferno?! E' come l'ha mostrato la Madonna a Fatima?",
continuò l'esorcista.
"Peggio!".
"Allora appartengono a te quanti propagano invece un'idea di un inferno soft; non in sintonia con quanto scritto nella Bibbia e mostrato dalla Madonna? Rispondi in nome della Madre della Verità!"
"Sìi!
"
"Il
capitolo 12 dell'apocalisse si riferisce all'apparizione della Madonna a
Fatima?"
"Sì!
".
"E il dragone rosso simboleggia l'eresia profetizzata a Fatima? Cioè il comunisino? Rispondi in nome della Madre della Verità".
"Sì!
".
"E'
qui presente la Madonna? Indicala!"
Il
demonio, tramite Attilia, segnò con la mano la posizione sopraelevata in cui la
Madonna si trovava e affermò che gli impartiva gli ordini.
Incalzato
dall'esorcista mostrò inoltre la posizione, vicino all'esorcista stesso, in cui
si trovava S. Michele Arcangelo invocato durante le preghiere.
"E'
vero che i castighi sono alle porte?"
"E'
vero", confermò
satana.
"Che
cosa bisogna fare per bloccarli?"
"Pregare
il Rosario", replicò
il diavolo, dopo ripetute spruzzate di acqua di Lourdes.
"E'
vero che la Madonna salverà quanti pregano il Rosario intero con devozione?"
"E vero", rispose il demonio confermando indirettamente le promesse legate alla recita quotidiana del Rosario intero.
Poi
l'esorcista cominciò a pregare il Salmo 91 ed al punto "...mille cadranno
al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire..."
disse al diavolo:
"Confermi, diversamente da quanto fanno credere alcuni, che voi non potete nulla nei confronti di quanti dimorano all'ombra dell'Onnipotente: di quanti, cioè, vanno devotamente a Messa, Lo pregano, seguono i Suoi comandamenti, Lo invocano e si affidano a Lui?"
"Sììì!!",
affermò il demonio, annuendo col capo e mostrando d'essere costretto da una
volontà superiore ad avvalorare l'eterna Parola di Dio.
L'esorcista
poi citò le parole della Scrittura "...sono caduti nella fossa davanti a
me... "ed intimò all'anima dannata di rispondere nel nome del Santo
Spirito di verità:
"E'
vero che se qualcuno ordisce una fattura nei confronti di chi prega
devotamente, è lui stesso invece a cadere nella fossa scavata davanti al
destinatario della fattura?!".
Anche stavolta il pirata fu costretto a confermare suo malgrado.
"E'
già nato l'anticristo?"
"Non ti rispondo!", rispose l'anima dannata con una risata.
"La
Madonna lo ha affermato a La Salette. Confermalo in nome di Dio!"
Sii"...
"Quando
te ne andrai?"
"Io
non me ne vado!", reagì
arrogantemente il diavolo.
"Ma
tu chi sei?! Per dire non me ne vado! Sei un nulla di fronte all'Onnipotenza
di Dio! E' vero?" lo
rimproverò l'esorcista.
"E'
vero, sono una nullità!"
ammise dimesso il demonio.
"Tant'è che Gesù con uno sguardo
fa tremare l'inferno".
"Sììì!"
"Nell'Apocalisse si parla di una piaga dolorosa e maligna che comparirà sugli uomini che recano il marchio della bestia e si prostrano davanti alla sua statua. Si tratta di una piaga fisica? Rispondi nel nome di Dio!", lo interrogò l'esorcista.
"Non
te lo dico!", replicò
sogghignando l'anima dannata.
"Invece lo devi dire in quanto si
tratta di Sacra Scrittura. Rispondi in nome di Maria Santissima!"
"Sììì!"
Attilia,
alla fine, indicò con le dita il numero 2 e chiarì che si trattava di mesi.
Dichiarò poi che erano rimasti in due in quanto un'anima dannata era fuggita.
Confermò inoltre che erano entrati in Attilia da 10 anni tramite l'intervento
di un mago.
Terminato
l'esorcismo Attilia non ricordava nulla di quanto detto ed era convinta che
fosse trascorso solo un quarto d'ora anziché un'ora e mezza. Non ricordava
neppure d'aver gettato a terra la Bibbia lasciata un attimo dall'esorcista sul
tavolino.
Sabato
19 febbraio 2000 - 2°
esorcismo Attilia ritornò
dall'esorcista per un ulteriore momento di preghiera. Raccontò che era
riuscita a confessarsi e a pregare meglio. Le erano scomparsi molti dolori anche
se alla vista del padre si erano acuiti alcuni disturbi. La mamma invece di uno
dei partecipanti aveva avuto in giornata uno strano aumento di pressione
arteriosa e Simone, che aveva accompagnato Attilia dall'esorcista assieme a
Mauro, aveva lamentato un forte mal di denti.
Segni di piccole ritorsioni diaboliche, comunque, prontamente neutralizzate dalle preghiere.
Il
Signore permette, infatti, certi "disturbi" per stimolare i
componenti ad una vigile e costante preghiera di protezione (soprattutto del
Rosario) senza la quale il diavolo potrebbe esercitare il suo potere nefasto che
solo la preghiera neutralizza. Iniziò l'esorcismo con la presenza del consueto
gruppetto di preghiera. Cominciò con la recita del Santo Rosario finalizzato
alla liberazione di Attilia e di sua madre, alla conversione del padre di
Attilia ed alla protezione di tutti i presenti da ogni vendetta, ritorsione ed
attacco degli spiriti immondi. Venne invocata anche la presenza di Maria
Santissima, di S. Michele Arcangelo, dei Santi Arcangeli, degli Angeli Custodi e
di molti Santi. Durante la recita del Rosario l'esorcista impose a distanza la
mano su Attilia la quale mostrò d'essere a disagio. Alla fine dell'esorcismo la
ragazza confidò ai presenti che nel momento dell'imposizione delle mani da
parte dell'esorcista aveva sentito una forza invisibile premerle le spalle a tal
punto che si sentiva schiacciare. Dopo il canto allo Spirito Santo e la
preghiera in lingue l'esorcista le impose una mano sulla testa ed incominciò a
leggere l'esorcismo di Leone XIII. Attilia si mise a sbuffare ed all'invocazione
"...umiliati sotto la potente mano di Dio..." emise dei paurosi
ruggiti. L'esorcista continuò e invitò Arturo di bagnarle il viso con l'acqua
di Lourdes. Attilia cessò di ruggire. Sebbene l'acqua di Lourdes fosse fredda,
quando alcune gocce cadevano sulla mano dell'esorcista posta sulla testa della
ragazza lo stesso la sentiva calda. Anche Arturo confermò questa sensazione
allorché intingeva le dita nella medesima.
"Chi
sei in nome di Gesù Cristo?!",
la interrogò l'esorcista.
Il
demonio non rispose.
"Sei ancora il pirata? Rispondi in nome dell'Immacolata e dello Spirito Santo di verità!"
Attilia
annuì.
"Dove sei stato ucciso? Nel mar Mediterraneo o nell'oceano? Rispondi in nome della Santissima Trinità!"
"Nell'oceano",
rispose il pirata, senza però manifestare l'arroganza della volta precedente.
"Di che nazionalità eri?".
"Inglese
e francese", disse il
demonio dopo ripetuti inviti dell'esorcista, spiegando che era figlio di un
inglese e di una francese.
"Ero
importante io!",
aggiunse l'anima dannata con un sorriso sardonico di compiacimento.
"Che cosa ricevono i fedeli che pregano devotamente la Madonna davanti alla grotta di Lourdes? Rispondi in nome dell'Immacolata!", comandò l'esorcista, intercalando la lettura delle preghiere.
"Le
Grazie" rispose il
diavolo dopo ripetuti inviti dell'esorcista che incominciò a leggere il salmo
18, mentre il gruppetto pregava sommessamente il Rosario. "...Invoco il
Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano
flutti di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano i lacci
degli inferi, già mi stringevano agguati mortali. Nel mio affanno invocai il
Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido....."
- "Ti piace Davide? L'autore di questo salmo?".
Il
diavolo fece una smorfia di disgusto.
"Preferisci ovviamente certi personaggi pubblici, uomini e donne, che conducono disinvoltamente una vita in contrasto con la Parola di Dio?".
L'anima
dannata annuì decisa e sorrise molto compiaciuta.
"Quando qualcuno invoca Dio Onnipotente, come ci insegna Davide nel Salmo; Lui che è Padre dell'umanità che cosa fa? Rispondi in nome di Gesù!"
"Interviene",
rispose lo spirito immondo. Diversamente dalla volta precedente il demonio
denotò stanchezza e non incrociava più le braccia in atteggiamento di ribellione.
Segno evidente che le preghiere effettuate durante il primo esorcismo, unite
ad un maggior impegno di preghiera di Attilia, stavano facendo il loro effetto.
Durante la lettura del Salmo il demonio manifestava comunque avversione nei
confronti delle parole di tale orazione ispirata.
"È
vero, come ha affermato una posseduta, che un indemoniato che prega davanti
alla grotta di Lourdes riceve un impulso tale e quale un esorcismo concelebrato
da centomila preti? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Non
così tanti", replicò
il diavolo.
"Quanti
allora?! Rispondi in nome di Gesù!"
"Alcuni".
"Alcuni
o tanti?", lo incalzò
l'esorcista.
"Tanti!",
ammise il diavolo, mostrando d'essere costretto da una forza superiore a
rettificare le menzogne.
"Che cosa ha promesso la Madonna a quanti pregano davanti all'altare del Santuario della Madonna Miracolosa. Rispondi in nome dell'Immacolata!".
"La
salvezza".
"E
poi?! Rispondi per il sangue di Cristo!"
"Le
Grazieee", aggiunse il
diavolo, mostrando segni di sofferenza e costrizione soprannaturale.
"Che cosa ricevono i pellegrini che si recano in pellegrinaggio dove la Madonna è apparsa o ha lasciato un segno della sua presenza? In quei Santuari riconosciuti dalla Chiesa? Rispondi solo la verità! In nome di Dio!".
Dopo
ripetuti inviti dell'esorcista, motivati dal fatto che il demonio non voleva
evidentemente confessare delle verità a lui scomode, il pirata disse: "Le
Grazie". "Sempre?", lo incalzò l'esorcista. "Sempre!",
ammise, suo malgrado, l'anima dannata.
"È
per questo che tu ostacoli costantemente il pellegrinaggio ai santuari?"
Il
diavolo si mise a sghignazzare, annuendo compiaciuto.
"In un libro San Michele Arcangelo
è considerato il patrono degli ammalati, perché? Rispondi in nome di Maria
Santissima e di Dio Onnipotente!".
Poiché il demonio non rispondeva, l'esorcista invitò Arturo a bagnare con costanza il viso di Attilia ed alla fine, dopo ripetuti ordini in nome di Dio, il diavolo confermò che San Michele Arcangelo concede numerose Grazie di guarigione a chi lo invoca con Fede, soprattutto se si tratta di malattie d'origine diabolica.
L'esorcista
lesse un brano del Vangelo: "E questi saranno i segni che accompagneranno
quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue
nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non
recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Il Signore
Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in Cielo e sedette alla destra di
Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore
operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano"
(Mc. 16,16).
"Come mai quest'imperativo eterno del Signore, a tuo danno e per la felicità delle persone, non viene quasi più applicato?! Rispondi in nome di Dio Onnipotente!".
Il
demonio si mise a sogghignare molto soddisfatto.
"Allora
sei tu l'ispiratore?!",
lo incalzò l'esorcista e l'anima dannata annuì col capo, sempre sogghignando.
L'esorcista lesse altre preghiere, mentre il gruppetto continuava la recita dei Rosari.
"E importante la devozione a S. Giuseppe? Rispondi in nome della Sacra Famiglia!".
"Sìì'"
.
"È vero che S. Giuseppe è il Santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in nome della Santissima Trinità".
"Sì",
confermò il diavolo, annuendo anche col capo.
"Concede molte Grazie S. Giuseppe?".
"Sì!".
"Perché è chiamato il Santo della buona morte? Rispondi in nome dello Spirito Santo!".
"Aiuta
a morire bene", rispose
il pirata, dopo ripetuti inviti in nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
"Cioè tiene lontani voi diavoli nel momento della morte?!".
"Sìì !"'.
"Che
cosa sono le discoteche? Sono le vostre chiese?",
continuò l'esorcista.
"Alcune".
"È vero che in certe discoteche si trovano anche dei maghi per catturare i giovani? Rispondi in nome dell'Immacolata che ha a cuore la gioventù!"
Il
diavolo annuì compiaciuto.
"È vero che alcuni giovani, dopo le serate in discoteca...".
"...si
recano nei cimiteri a violare le tombe!",
lo interruppe il demonio.
"Che cos'è la droga? È la tua comunione? Rispondi per il sangue di Cristo!". L'anima dannata confermò col capo.
"La droga ha trovato spazio in quanti hanno abbandonato le preghiere e l'Eucarestia?".
"Sì'" .
"Il bastone di Mosè è prefigura di quale preghiera? Rispondi in nome di Dio Onnipotente!".
Il
diavolo non voleva rispondere e sbuffava; l'esorcista allora invitò Arturo a
bagnare il viso di Attilia con acqua benedetta.
"Il
Padre Nostro", disse il
diavolo alla fine, fornendo una risposta sottilmente teologica.
"Da
solo o accompagnato dalle Ave Maria?",
lo incalzò l'esorcista.
Il
pirata annuì.
"Allora
è prefigura del Rosario, che ovviamente comprende anche il Padre Nostro?
Rispondi in nome di Maria Santissima!",
continuò l'esorcista.
"Sìì
", ammise il diavolo,
annuendo decisamente.
"Perché in Francia si è
abbattuto recentemente uno strano uragano? È stato un castigo di Dio?
Rispondi solo la verità in nome dell'Onnipotente Dio!".
Il diavolo annuì ed ammise che era la conseguenza della legalizzazione dell'equiparazione della coppie gay con la coppia (un uomo ed una donna) voluta dal disegno creativo di Dio. Affermò inoltre che gli omosessuali non convertiti vanno all'inferno, come del resto previsto nella Sacra Scrittura.
"Il Cardinale Siri affermò che l'AIDS è un castigo di Dio. È veramente un castigo? Rispondi in nome della Madre della Verità eterna!".
"Sìì",
ammise il diavolo, manifestando costrizione soprannaturale e debolezza in quanto
le preghiere lo sfiancavano. L'esorcista poi lesse il passo biblico:
"...perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei
viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo
sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla
terra..." (Sap.1,13)
"Perché ci sono molte malattie nel mondo se Dio ha detto che le creature del mondo sono sane? Rispondi in nome della Santissima Trinità! Ovviamente non parlo di quelle malattie che alcuni Santi desiderano in unione con le sofferenze di Cristo".
"Perché
si prega poco!",
dichiarò l'anima dannata.
"Anche
perché, come insegna S. Paolo, si commettono i peccati?",
lo rintuzzò l'esorcista. Lo spirito immondo annuì con un sorriso sardonico di
compiacimento.
"I tumori possono essere considerati una ribellione di alcune cellule nei confronti dell'organismo. Voi diavoli siete la ribellione per eccellenza in quanto vi siete rivoltati a Dio! Siete voi la causa dei tumori?".
"Sìì",
ammise l'anima dannata.
L'esorcista sollevò il Rosario con una mano e mostrandolo al diavolo gli disse:
"È questa preghiera l'elisir della salute ed il rimedio contro ogni male?! L'orazione che la Madonna di Medjugorje ha chiamato preghiera dei miracoli! Rispondi in nome di Maria Santissima!".
"Sìì",
ammise, costretto da una forza superiore che il diavolo dichiarò essere la
Madonna, mentre manifestava l'intenzione di voler strappare la Corona del
Rosario che Attilia teneva tra le mani; smise solo quando l'esorcista gli ordinò
di non romperla.
"Qual
è il moderno vitello d'oro?",
continuò l'esorcista.
Il diavolo non rispose. L'esorcista quindi invitò Arturo ad aspergere il viso di Attilia con l'acqua di Lourdes.
"È la televisione? Dove tu
predichi attraverso alcuni tuoi profeti? Rispondi in nome di Gesù, nostro Dio e
Signore!".
"Sìì", ammise il demonio.
"Perché le famiglie si dividono?".
"Tu
lo sai!", replicò il
demonio.
"Sì, ma voglio che tu lo dica agli altri!".
"Perché
si guarda troppa televisione al posto di pregare".
"E
importante la preghiera comunitaria? Rispondi in nome di Dio!".
"Molto".
"E quella familiare?!".
"Molto!",
rispose il diavolo, annuendo con decisione.
"Parla
delle manipolazioni genetiche",
gli intimò l'esorcista.
"Non si devono fare!", disse il diavolo.
"Perché sono contrarie al piano
creativo di Dio?", domandò l'esorcista.
"Sììì".
"E
le fecondazioni artificiali?!",
continuò l'esorcista.
"Anche
quelle non si devono fare".
Poi il diavolo imprecò contro i partecipanti del gruppo esorcistico
apostrofandoli "Maledetti!".
"Qual è l'azione più importante per compiere le opere di Dio? Rispondi in nome di Gesù!".
"La
Fede! ", rispose il
pirata.
"Ma
la Scrittura parla anche delle opere?",
ribatté l'esorcista.
"Tutte
e due", disse il
diavolo.
Il demonio aggiunse anche, incalzato dall'esorcista, che nel momento del Giudizio aveva udito la voce di Dio che gli aveva mostrato tutti i peccati compiuti in vita dei quali non aveva chiesto perdono e poi la voce gli aveva ordinato, come insegnato da Gesù nel Vangelo (Mt. 25,41), d'andare all'inferno.
"Che cosa vuole dire la Madonna, per tuo tramite, all'umanità? Rispondi in nome di Maria Santissima!".
"Bisogna
pregare di più!".
"Dove?"
chiese l'esorcista.
"Nelle
case!".
Dopo
circa un'ora e mezza di preghiere, l'anima dannata denotava grande stanchezza.
Allora l'esorcista, dopo aver ricevuto conferma che i due spiriti immondi
rimasti se ne sarebbero andati a Pasqua se Attilia avesse continuato a pregare
il Rosario, concluse l'esorcismo. La ragazza non ricordava nulla di quanto aveva
detto e manifestava l'ignoranza biblica tipica di molti cristiani. Durante la
notte l'esorcista venne svegliato da strani passi e rumori accompagnati dal
soffio aggressivo di un animale. L'esorcista si mise a pregare il Rosario che
portava al dito ed i rumori cessarono immediatamente.
Tratto
dalla: Grande Opera Mariana – GESU’ E MARIA” anno 2003; nri: 1-2-3-4.