FIORI E SORRISI DEL NOSTRO APOSTOLO S. GIUDA TADDEO

TESTIMONIANZE SU SAN GIUDA TADDEO

A tutti gli amici di S. Giuda Taddeo ed ai lettori della Voce, mi sento in dovere, dopo 32 anni, di por­tare a conoscenza di voi il prodigioso inter­vento operato da San Giuda Taddeo su mio padre.

Era la fine del mese d'agosto del 1965, mio padre incominciò a non stare bene; in un primo momento gli fu diagnosticata un'epatite di tipo "A", ma nonostante le cure, il suo stato di salute peg­giorava notevolmente; pensate, nel giro di un mese era dimagrito 15 chili! Ulteriori ricerche rivelarono che era affetto da un tumore alla pro­stata. Fu visitato dai più noti luminari in medicina dell'epoca, la loro sentenza era sempre la stessa: "'Il male ha sconfinato non è più opera­bile, massimo due mesi di vita". Mia madre, donna di grande fede, incominciò a pregare con maggiore intensità e fervore, mentre mio padre, uomo onesto, benefattore, credente ma non praticante, l'accom­pagnava nei vari luoghi sacri di Roma senza partecipare alla preghiera.

Una vicina di casa molto devota a S. Giuda, lo presentò a mia madre; proprio così, perché in famiglia era conosciuto solo come uno degli apostoli di Gesù, le dette una reliquia del santo da mettere indos­so a mio padre ed inoltre le disse che doveva essere proprio lui a chie­dere la grazia al Signore tramite l'intercessione di S. Giuda.

Non potete immaginare che difficoltà a convincerlo! Si rifiutava perché si riteneva indegno di chiedere l'intervento divino, poiché aveva trascurato Dio per tutta la vita.

Si convinse soltanto quando gli fu detto che doveva chiedere la gra­zia non per sé ma per il bene della famiglia, perché la sua mancanza in quel momento avrebbe provocato gravi danni a noi tutti. Chiese a S. Giuda che gli fossero concessi ancora sette anni di vita, tempo neces­sario per sistemare le cose terrene.

Il suo stato di salute migliorò immediatamente senza bisogno di cure, con lo stupore di tutti i medici che avevano seguito il corso della sua malattia. Ebbene amici, non è finita! Volete sapere come e quando è deceduto? Stroncato da un ictus, esattamente sette anni dopo, il 28 ottobre 1972, il giorno della festa di S. Giuda Taddeo!

Edda Barbini

 

Una grazia... o un miracolo?

Avendo ricevuto la seguente confidenza e conoscendo la persona degna di fede, credo opportuno mandare questa breve relazione perché sia portata a conoscenza dei devoti di San Giuda Taddeo. Non descrivo altri dettagli per rispetto della privacy.

Mi ha raccontato Samuela:

"Ero in ritardo con il pagamento dell'Università. Dovevo dare gli esami, ma non avrei potuto perché erano tre anni che non versavo la quota stabilita per proseguire i corsi. Non ero disperata, ma piuttosto ras­segnata, anche se in fondo al cuore nutrivo una certa speranza che la cosa si sarebbe risolta. Denaro non ne avevo, anche perché sposata da poco.

Avevo letto l'opuscolo di Angelo Montonati su "LELIA E ULISSE' ne ero rimasta affascinata un po' per tutto, ma soprattutto per la loro gran­de fiducia che avevano nella Divina Provvidenza. La descrizione, poi, della loro devozione verso San Giuda Taddeo e l'apologo raccontato, aveva fatto nascere nel mio cuore la speranza che anche il mio caso si sarebbe risolto, per intercessione di questo santo che avevo cominciato a pregare.

Era ormai il penultimo giorno utile per mettermi in regola con i paga­menti dell'università. Aumentai il fervore nella mia preghiera e mi racco­mandai anche a Lelia e Ulisse perché lo pregassero loro per me, come lo avevano pregato in vita.

Nel pomeriggio stavo percorrendo in treno il consueto tragitto che mi portava al lavoro. Il vagone era semivuoto. Mi siedo e quando sto per alzar­mi noto al mio fianco una borsa da donna piuttosto elegante apparente­mente quasi vuota. Un po' perplessa la prendo pensando tra me che avrei visto se ci fossero stati i documenti per farla recapitare alla persona che l'a­veva dimenticata.

Vado al negozio dove il pomeriggio lavoro da commessa ed insieme al titolare guardiamo cosa c'era dentro. Cerchiamo il portafoglio. C'è, ma è completamente vuoto. Nessun indirizzo. Sul fondo ci sono solo alcune cianfrusaglie che non rovescio sul bancone per non sporcare. Penso di get­tarla, ma è bella. Mi sembra un peccato sciuparla. Dico che la porterò a casa, la disinfetterò e poi potrò anche usarla.

A casa la vuoto e nel gettare carta e cartoncini noto un rotoletto avvol­to con un pezzo di giornale tutto sdrucito, stretto da un elastico. Incuriosita lo scarto e con grande mia meraviglia vedo che si tratta di denaro. Sono biglietti da 50 Euro. Li conto e sono esattamente la somma che avrei dovu­to pagare per mettermi in regola con l'Università.

Il mattino seguente verso quanto dovevo e l'Università la posso continuare.

Un gran sospiro ed una più grande preghiera di ringraziamento a San Giuda Taddeo e a Lelia e Ulisse."

P. Raffaele

 

Testimonianza di Laura

Come molti, abbiamo sempre fatto fatica a tirare avanti. Il lavoro pre­cario e la voglia di costruirsi un futuro insieme, poi l'anticipo per una casetta per noi e poi le rate del mutuo, le spese per vivere ecc. si sa, in una famiglia sono sempre tante ... ma, ringraziando il cielo, sempre abbia­mo avuto il lavoro, anche nei periodi di difficoltà quando il lavoro di mio marito Angelo, che svolge attività di agente di commercio, non sem­pre ha girato bene. Nel 2003 mio marito perde il mandato più importan­te e cominciano le vere difficoltà. Preoccupazioni, sacrifici, scoramenti e pianti, insomma quello che si definisce un periodo oscuro ... Quell' anno il Papa Giovanni Paolo II beatifica molte sante persone tra cui i coniugi Beltrami - Quattrocchi, tra quanto dicevano su questi beati, catturò la mia attenzione il sentire che erano devotissimi di San Giuda Taddeo, Santo che tra l'altro noi non conoscevamo. Decidemmo alla prima occasione di vedere in Roma dove si venera questo Santo.

L'occasione arrivò l'estate del 2004. Ci accolse in via Gradisca la suora portinaia, che gentilissima ci mostrò il quadro ove pregava la fon­datrice della Piccola Casa Carolina Tozzi.

Fu un incontro vero e proprio con questo Grande Santo... Andammo via portandoci le immaginette e le preghiere che cominciammo subito a recitare con devota costanza. Il tempo passava ma di lavoro neanche l'ombra, oramai avevamo prosciugato quel poco che avevamo da parte e c'era la scadenza del mutuo che incombeva ... mio marito sempre più teso, io sempre preoccupata ... anche nelle preghiere, confesso, ho pianto, perchè sembrava una situazione senza uscita. I mesi passavano e nella preghiera, sempre, ho ripetuto "sia fatta la Tua volontà Signore"... conti­nuavamo a pregare, tutti insieme, tanto che le nostre bambine sanno ora a memoria "San Giuda mio prediletto, venite in casa che Vi aspetto...":

Fino a quando una domenica andando a trovare i nonni, ci trovammo assieme con gli altri miei fratelli, siamo in 6 e in quell'occasione Alessandro, che vive ancora a casa con i miei, mi consegnò una busta. L'aprii e... pensai ad uno scherzo!

Dopo il primo momento di incredulità, chiesi conferma e, anche gli altri fratelli, ricevettero in quell'occasione una busta uguale contenen­te... un assegno, che mio padre (il Signore lo benedica sempre) aveva deciso di distribuire equamente a tutti i suoi figli.

Ebbi un moto di grande commozione, per tutta la situazione e... il pensiero subito andò alla grande Provvidenza di Dio e all'intercessione del Grande Santo Giuda Taddeo.

Ora siamo davvero più tranquilli.

Come ogni tanto faccio, durante la giornata apro a caso o la Bibbia o il Vangelo o i Salmi; e così dopo aver deciso di scrivervi ho aperto il libro dei Salmi e mi è capitato questo che vi riporto, perché davvero appro­priato alla mia testimonianza e di sicuro aiuto anche per altri:

salmo 66 - Il Signore della vita

Acclami al Signore tutta la terra e canti la gloria del suo Nome.

Proclamate ai confini della terra: sono magnifiche le meraviglie

del Signore!

Tutta la terra si prostri dinnanzi a te per cantare e salmodiare il tuo Nome.

Su, venite, saliamo e contempliamo le meraviglie operate dal Signore, ammirabile nelle sue imprese in mezzo agli uomini. Egli è Signore della vita e vigila su tutti i popoli della terra perchè i bugiardi e gli ingannatori non abbiano a prevalere sui miti.

Benedite o popoli, il nostro Dio, fate risuonare l'eco della sua lode.

È lui che salva la nostra vita e non permette che i nostri piedi inciampino nei sassi.

Tu ci hai provato, o Signore, ci hai cesellato come si affina una zanna d'avorio indiano.

Hai lasciato che scivolassimo in situazioni insidiose, che gli imbroglioni si abbattessero contro di noi, siamo passati per il fuoco e nell'acqua peri­gliosa ma alla fine ci hai dato sollievo e hai posto i nostri piedi al sicuro.

Entrerò nella tua casa e compirò la promessa che le mie labbra hanno pronunciato e la mia bocca ha proferito nel tempo della mia tribolazione. A tutti io racconterò quello che il Signore fece per me, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Il Signore Dio ascoltò la mia voce, accolse il grido della mia supplica. Benedetto sia il Signore che non rigetta la mia preghiera e non ritira da me i suoi favori.

Amen! Alleluja!

Grazie, San Giuda Taddeo!

In fede Laura

 

Testimonianza di Ilda

Mi chiamo Ilda e sono la moglie di Romano Franchi. Io e mio mari­to abbiamo conosciuto l'esistenza di questo santo quando, dopo 40 anni di lavoro in Svizzera, da pensionati siamo tornati in Italia il 21 giugno 1999. Dopo un anno e mezzo mio marito si è ammalato, all'ospedale gli hanno diagnosticato un cancro al polmone sinistro, purtroppo non era operabile. Nel periodo in cui si trovava all'ospedale di Riccione un giorno è venuto suo fratello e gli ha dato l'immagine di S. Giuda Taddeo trovata nella chiesa di S. Rita a Rimini. Così tutti abbiamo conosciuto il santo, l'abbiamo invocato per il mio marito, al quale ave­vano dato dai 3 ai 5 mesi di vita. Dopo tre anni di alti e bassi, di che­mioterapie, mio marito era sempre più debole, ma ancora con noi. Fino al 21 settembre 2004, giorno in cui ci ha lasciato; noi abbiamo pregato S. Giuda e tutti i santi, perché lo facessero restare ancora un po' con noi. Io continuo sempre a pregare S. Giuda e a diffonderne la devozione.

Ilda

 

S. Giuda mi ha reso degna della sua grazia aiutando mia nuora a risolvere i suoi problemi. Affido la famiglia di mio figlio alla sua pro­tezione affinché regni sempre la tranquillità e la salute. Con devozione.

Edda Massei

 

Testimonianza di Concetta

La Pia Unione che zela la devozione al S. Cuore di Gesù, fondata dalla marchesa Costanza a Nemi con Doria Lamba ringrazia l'aposto­lo S. Giuda Taddeo per l'aiuto concesso nel risolvere alcune difficoltà della Pia Unione.

Care sorelle, circa un anno fa, in un periodo pesante per grandi e pic­cole difficoltà, una mia amica mi ha parlato di S. Giuda Taddeo; non lo conoscevo, ma quando ho avuto il libretto a lui dedicato, con la sua vita e le preghiere di intercessione, mi è accaduta una cosa per me straordi­naria: mi sono sentita immediatamente e fortemente attratta da questo santo, mi sono innamorata di lui.

La necessità più grande, di cui prima parlavo, era il mancato arrivo di un bambino per mio figlio e mia nuora, a causa di alcune difficoltà. I ragazzi erano disperati, noi tutti lo eravamo.

Nel momento in cui ho incontrato S. Giuda ed ho iniziato a pregare, a invocare la sua intercessione, a parlare con lui, ho sentito dentro di me la certezza di essere esaudita.

Così, nel mese di ottobre scorso in cui cade la festa di S. Giuda, abbia­mo avuto la splendida notizia dell'arrivo della tanto desiderata creatura. Dopo pochi mesi la gioia diventò preoccupazione: alla futura mamma ad un controllo, fu scoperto un polipo; il bambino era in pericolo. La pre­ghiera al caro S. Giuda si intensificò; fu deciso l'intervento che si con­cluse senza nuocere al bambino che continuò la sua crescita. Ho conti­nuato a pregare S. Giuda, con fervore, ringraziandolo con tutto il cuore e raccomandando a lui la mamma e il bambino. Tutto è andato bene e da pochi giorni sono la nonna felice di Andrea.

Non finirò di ringraziare il caro santo, né di pregare, perché sento che lui è il mio, anzi il nostro grande Protettore, l'Amico, l'Intercessore a cui rivolgersi in ogni occasione, per arrivare al Cuore di Gesù.

Io ringrazio e benedico Dio, la Madonna Santissima e S. Giuda Taddeo per sempre.

Intanto ringrazio anche voi sorelle, e le bambine della "Piccola Casa" a Roma, per le preghiere dedicate a noi, con la speranza di venire il pros­simo mese di ottobre, per pregare e ringraziare insieme il nostro santo.

 Concetta

 

Testimonianza di Laura

Care suore, vorrei ringraziarvi di cuore per la vostra preghiera e la vostra concreta vicinanza.

Mio padre è stato operato da un tumore maligno al colon. A Rimini il medico che lo aveva seguito ci aveva dato poche speranze. Poi inve­ce un nostro carissimo amico chirurgo lo ha operato a Bologna e la situazione è risultata meno drastica del previsto. Non c'era infatti meta­stasi. Questo è un vero miracolo che S. Giuda Taddeo ha voluto com­piere per noi (anche quando ogni umana previsione sembra senza spe­ranza). In questa drammatica circostanza tutto è stato guidato e soste­nuto da qualcuno più grande di noi e ciò ci fa capire che il Signore non ci abbandona mai, anche nelle prove più difficili! Il mio desiderio è quello di continuare ad avere questa "tensione", cioè quello sguardo positivo sulla realtà, senza lasciarmi trasportare dalla distrazione e alla dimenticanza.

Laura

 

Testimonianza di Francalisa

Care suore e devoti di S. Giuda Taddeo, scrivo per raccontarvi come e quando S. Giuda è entrato nella mia vita. Era la notte tra sabato e domenica 15 e 16 agosto 1994: mi svegliai con forti crampi alle gambe e seguii il consiglio di camminare scalza sul pavimento di marmo. Uscii nel corridoio adiacente alla mia stanza e cominciai ad andare su e giù. Ad un tratto il mio occhio si posò su un foglietto che era tra le pagine di un libro posato sul tavolo. Al momento non ci badai ma poco dopo, non so se per curiosità o altro, presi quel foglietto: era l'immagi­ne di S. Giuda Taddeo, mi chiesi come fosse stato messo là e da chi, perché prima non l'avevo mai visto e non ne conoscevo nemmeno la "fotografia". Mi venne in mente che la mia mamma, morta già da parecchi anni, mi aveva detto che se avevo bisogno di grazie, avrei potuto rivolgermi proprio a S. Giuda Taddeo. Mia mamma era di origi­ne norvegese ed era nata a Roma, dove si conoscono più santi che nelle altre città! Chi sa come mai il mio pensiero corse ai Padri ...che in quel momento avevano bisogno di una grandissima grazia. La mattina seguente andai in chiesa e parlai al padre Superiore, dicendogli di pre­gare S. Giuda; mi rispose che non sperava nulla, poiché sarebbe stato un vero miracolo se...

Gli risposi che se non lo avessero pregato loro, avrei pregato io con la certezza che il miracolo sarebbe stato concesso, e così fu. Dopo nem­meno un mese furono esauditi e molto sollevati nel ricevere quella gra­zia "impossibile"! Da allora io ho sempre continuato a chiedere aiuto a S. Giuda. Facevo continue novene sia per me che per altre persone. Riuscii anche ad avere delle altre immagini come quella trovata in quella notte. Il santo mi aveva presa sotto la sua protezione e di tanto in tanto mi suggeriva tante belle cose e mi guidava. Mi aiutò anche quando fui aggredita e non osavo più muovermi neanche in casa; non andavo neppure a dormire. Ma S. Giuda vigilava e una sera che ero tanto stanca e sofferente mi disse di andare a letto nella mia camera, lui avrebbe vegliato su di me tutta la notte: potevo stare tranquilla. Gli obbedii e tutta la notte vegliò su di me e finalmente potei dormire. Grazie di tutto.

Francalisa

 

Questa è una testimonianza che voglio offrire a tutti voi ... la mia situazione era veramente grave, ma S. Giuda ha ascoltato ancora una volta le mie preghiere. Non stancatevi mai di pregare e abbiate fede. Grazie S. Giuda con tutto il cuore. Continua ad intercedere per la mia famiglia.

Manuela

 

Ho conosciuto questo santo per mezzo di una mia parente che, vedendomi tribolata da tante afflizioni, mi ha consigliato di pregarlo quale santo dei casi disperati. Infatti mio figlio dopo un brutto litigio per motivi di interessi, si è allontanato da me e da mia madre e pur vivendo con la moglie al piano superiore della mia casa, ci aveva tolto il saluto, covando verso di noi un sordo rancore. Abbiamo pregato tanto S. Giuda e il giorno di Natale si è compiuto il miracolo: mio figlio è tornato dopo quasi 2 anni ad abbracciare la nonna, cioè mia madre, che lo ha cresciuto con immenso amore e che ha sofferto moltissimo per questo ingiusto comportamento subito.

M.D