TESTIMONIANZE

GRAZIE ATTRIBUITE AL SERVO DI DIO PADRE MATTEO DA AGNONE

Testimonianze di grazie ottenute per intercessione del Padre Matteo da persone che a lui si sono rivolte con fede e devozione

Il giorno 05. 12.1994 mi tro­vavo in officina per verifi­care la mia macchina, che aveva in precedenza subito un incidente.

Nel manovrare gli attrezzi, un cacciavite mi entrava nell'oc­chio sinistro di alcuni centi­metri, lesionando la parte su­periore della palpebra e cau­sando un lieve distacco della retina "come mi veniva detto in ospedale".

Preciso che, mentre mi capita­va tutto questo, mi sono visto davanti l'immagine di Padre Matteo da Agnone che ho in macchina.

In seguito, la mia vista ritorna­va normale, e, dai vari controlli medici, gli organi interessati si evidenziavano privi di lesioni e di altre conseguenze che l'inci­dente poteva causare.

In fede

Morella Giovanni Controfirmato dal sacerdote don Alberico Parroco del Co­mune di Gesualdo (AV)

 

San Severo, 6 Novembre 1993 Attestato della Signora De Leonardis Francesca

Alla presenza del sottoscritto Padre Cipriono de Meo, vice po­stulatore della causa del Servo di Dio Padre Matteo da Agno­ne, in data odierna la Sig. De Leonardis Francesca rilascia con giuramento la dichiarazione se­guente: lo sottoscritta De Leonardis Francesca, residente in San Severo (Fg), in Via Risorgi­mento 38, attesto quando segue.

Avevo un forte difetto di vi­sta, vedevo tutto annebbia­to da molto tempo, causan­domi ciò un gran fastidio. Avevo paura di andare in ospedale per farmi operare, perché alcuni mi dicevano che mi sarei dovuta operare per forza.

Ogni giorno mi sono racco­mandata al Servo di Dio Pa­dre Matteo da Agnone, la cui immagine l'avevo presa nella Chiesa della Madonna delle Grazie in San Severo.

Una mattina del mese di Ago­sto, mentre facevo la preghie­ra che è stampata dietro l'im­magine del Padre Matteo, una voce interna mi disse con una certa forza: "va all'ospedale e vedrai che i dottori non ti ope­reranno" così feci. I dottori mi dissero che non vi era biso­gno di operazione. Tornai a casa e tutto l'annebbiamento dei giorni scorsi è sparito. Fino ad oggi ci vedo bene e posso fare tutto quello che devo fare in casa.

Attribuisco questa grazia a Pa­dre Matteo essendomi rivolto a lui con fede e lo ringrazio di cuore.

 

Attestato della Signora Maria Soccorsa D'Avolio

Mi chiamo Maria Soccorsa d'Avolio, voglio testimoniare di quando accaduto a mio ma­rito ed a me il giorno 18 Marzo 2001.

In quel giorno venimmo invitati dai suoceri di mia figlia presso la loro casa di campagna nei pressi di Chieuti (Fg), per tra­scorrere una giornata in com­pagnia.

All'andata, facemmo la stra­da che conduce al Fortore e Ripalta ed arrivammo a de­stinazione senza intoppi, ed avemmo modo di trascorre­re una giornata tranquilla e serena.

Nel tardo pomeriggio, ci ap­prestammo a far ritorno a San Severo percorrendo la strada che attraversa Chieuti e Ser­racapriola. Ad un certo punto vi era un interruzione della strada a seguito del crollo di un ponte.

Mio marito vide di lato alla strada principale, una stradina e pensò di immettersi, con­vinto che ci avrec condotto sulla strada principale subito dopo il ponte.

In realtà, la stradina finiva all'inizio di un guado di un fiu­me, e l'auto restò impantanata nel fango.

Non riuscivamo a muovere l'auto in nessuna direzione e non potevamo chiamare nes­suno, in quanto mio marito aveva dimenticato il telefoni­no a casa.

Io, vista la situazione, mi misi a pregare e ad invocare l'aiu­to di Padre Matteo, pensando anche che eravamo vicini al suo luogo di sepoltura. Dopo qualche ora trascorsa senza che nessuno ci vedesse e ci soccorresse, alle 21.00 ve­demmo una luce alle nostre spalle.

Ci accorgemmo che era un trattore, ed il conducente si avvicinò a noi e ci chiese l'ac­caduto.

Subito dopo, legò un capo di una corda all'auto e l'altro al trattore e trainò la macchina fino alla strada.

Dopo il necessario ringrazia­mento, andammo via senza chiedere il nome del nostro soccorritore, per cui dopo qualche giorno ritornammo in zona a chiedere informazioni su quella persona.

Con nostra grande sorpresa, nessuno seppe dire chi potes­se essere quella persona ed anche la descrizione del trat­tore risultò inutile. Personalmente ho visto la mano di Dio, e l'intercessio­ne del Servo di Dio Padre Matteo da Agnone, nel soc­corso ricevuto da noi pecca­tori.

II Signore, nella sua infinita bontà, manda sempre un an­gelo a soccorrere i bisogno­si e sono sicura che Padre Matteo è venuto in nostro aiuto.

 

Parrocchia "Santa Maria della Pace" Villamaina (Av)

Io sottoscritto Sac. Alberico Grella, vicario Parrocchiale della Parrochia Santa Maria della Pace, sito nel Comune di Villamaina provincia e Diocesi di Avellino, dichiaro quando segue:

In data 07.12.1993 ero ad Andretta (Av) in aiuto ad un confratello esorcista, Sac. Leone lorio; stavamo svolgendo il rito di esorcismo su di una donna posseduta dal demonio.

Durante le preghiere di rito, presi un immagine del Ser­vo di Dio Padre Matteo da Agnone e imposi al demonio di fuggire per la potente in­tercessione di quel Santo.

Il demonio, visibilmente di­sturbato da quell'immagine, gridava e imprecava contro il Padre Matteo dicendo che lo conosceva molto bene; "in passato aveva già conosciuto la sua Santità".

La sera del 09.05.1993 ero di nuovo ad Andretta e, con un forte numero di popolo eravamo in attesa della effige della Madonna di Fatima Pel­legrina.

Alcuni indemoniati ebbero delle reazioni molto violen­te: posti di fronte al volto del Padre Matteo. Si poteva assistere a delle reazioni di rigetto.

Mentre si chiedeva l'inter­cessione del Padre Matteo, il demonio gridava e impre­cava dicendo "di non soppor­tare quella presenza nemica perché dal Servi di Dio era sta­to ricacciato più volte nell'in­ferno".

Il giorno 06.07.1993 fui chia­mato per esorcizzare un bambino a Sant'Andrea di Conza (AV); durante il rito chiedemmo l'intercessione di Padre Matteo. Il giorno seguente durante il rito di un altro esorcismo, fui rimpro­verato dal demonio: "dove sei andato la sera tu e quel Pa­dre Matteo, sappi che Lui mi distrugge in quel corpo, ma io continuo ad essere presente e a dar fastidio".

Questo è ciò che ho consta­tato di persona. Sono grato al Padre Matteo per l'aiuto che sicuramente sta concedendo a quei poveri fratelli in preda del diavolo.

Villamaina 10.07.1993 Sac. Alberigo Grella.

 

30 Gennaio 1994 Testimonianza di Fiorino Angelo

Sono nato a Taranto il 30.07.1969, di professione pe­scatore, affetto da: "otorrea con rottura della membrana timpanica", diagnosticata dal Prof. Vito Spinelli Primario del reparto otorinolaringoia­tria dell'ospedale Acquaviva delle fonti (Ba).

Circa un anno fa accusavo dei dolori all'orecchio sx, sotto­posto a visita specialistica dal professor nominato in pre­cedenza, mi diagnosticò una otite acuta perforata. Sono stato operato dal suddetto professore, il quale alcuni giorni dopo l'intervento mi comunicò che anche l'altro orecchio aveva subito tale in­fezione, per cui era necessa­rio che dopo qualche mese, mi sottoponessi ad un altro intervento chirurgico.

A distanza di alcune settima­ne iniziarono i dolori atroci con emorragie continue. Un giorno, anche se credente ma poco praticante ai sacramen­ti, partecipai ad un pellegri­naggio da Padre Cipriano a San Severo (Fg). Nel pome­riggio ci recammo con tutti i fedeli a Serracapriola (Fg) dove mori il 31.10.1616 pa­dre Matteo d'Agnone.

Pregai con tanto sentimento, profondità e fede. Toccando con la mano la tomba del Pa­dre Matteo, chiesi una grazia, quello di non farmi soffrire più per questo orecchio, sempre sanguinante e dolorante.

La sera, dopo il rientro, nel guardare la televisione a vo­lume alto in quanto sentivo poco, sentii degli scricchiolii all'orecchio malato, come se qualcuno mi stesse pratican­do delle medicazioni, accu­sando dolori atroci. Dopo un'ora avvertii un tonfo dall'orecchio e tutto ad un tratto sentivo bene e forte ed addirittura dovetti abbas­sare il volume del televisore. L'orecchio non sanguinava più, il dolore era passato. Dopo qualche giorno ritornai dal prof. Spinelli e dopo aver­mi visitato mi disse: "l'orec­chio è guarito, non c'è più bisogno di alcun intervento chirurgico, hai fatto qualche terapia?" No - dissi - ho tan­to pregato sulla tomba del Servo di Dio Padre Matteo d'Agnone.

 

22 Settembre 2004  Testimonianza di Don Michele Coppolella

Io ero affetto da artrosi de­formante, con dolori lanci­nanti che mi tormentavano continuamente, stando sia in piedi che seduto e anche nel letto. Mi muovevo soltanto con le stampelle e con forti dolori.

Mi rivolsi a ben quattro or­topedici e tutti mi dettero la medesima risposta: il rime­dio sarebbe la protesi ma le ginocchia, nelle condizioni in cui si trovano, non possono essere operate; ti devi rasse­gnare e convivere con dolo­re.

Cosa che ho fatto, e, peg­giorando sempre di più, mi aspettavo di finire i miei gior­ni nella sedia a rotelle.

Fui consigliato di rivolgermi al Dott. Pipino. Accettai la proposta e prenotai la visita. Nel giorno stabilito andai ad Apricena. Il dottore, come mi vide mi disse: queste sono gi­nocchia che andavano operate dieci anni fa, è un caso limite, ma si può fare. Accettai que­sto responso. Dopo alcuni mesi fissò la data del primo interevento. Quando vide le radiografie, rimase sbalordito ed esclamò: qui ci vuole un miracolo.

Il primo intervento fu esegui­to il 28 Ottobre 2003 e andò bene. In seguito mi fissò la data per il secondo interven­to, il 28 Febbraio del corrente anno. Quando aprì il ginocchio sinistro, lo trovò in condizioni assai peggiori del precedente. Mi confidò che a un certo pun­to non sapeva più come fare. Invocai padre Matteo e venne fuori la soluzione del difficile caso. C'è un altro particolare che ritengo utile descrivere. Dopo l'intervento, per cele­brare la Santa Messa, la suora mi portava nella cappella con la sedia a rotelle, e, come da parecchi anni, celebravo stan­do seduto.

Il primo venerdì di Marzo mi sentii come spinto da qualcu­no ad abbandonare la sedia a rotelle e a scendere giù in cappella aiutato con le sole stampelle; cosa che feci.

Non solo, sempre da que­sta voce interiore fui spinto a celebrare non più seduto, ma stando in piedi. Mi sentii rinato e celebrai con lo stesso fervore della prima Messa del giorno della mia ordinazione sacerdotale. Qui, in Troia, vedendomi muovermi senza stampelle e camminare eretto e speditamente, mi chiamaro­no: "Miracolato". Ho creduto opportuno fare questa descri­zione. Ne tenga il conto che crede.

Tratto da: “Il SERVO DI Dio Padre Matteo da Agnone”