Testimonianza
di una mamma
Mi rivolgo a te,
anche se non mi conosci, ma io un poco ti conosco, perché in te vedo me stessa
tanti anni fa…….. Ti immagino triste, disperata, terrorizzata, arrabbiata
con questo bambino che tu non volevi ora; oppure sei smarrita, stanca, senza
lavoro, senza amici, senza marito, hai la famiglia contro; o sei troppo giovane,
stai ancora studiando, sei straziata, sei a pezzi, il tuo compagno si è
defilato……
Io sono una mamma
con più figli che vive la sua maternità in modo meraviglioso, intenso,
profondo, dando tutta me stessa per i figli che ho e un po’ di più, se
potessi.
Ma quando ero più
giovane e fragile ho fatto quel passo che tu stai pensando di fare ora. Avevo
paura, ero schiacciata dalla paura, ero sola e tremendamente ignorante. Ora che
vedo i miei figli crescere e crescere bene, penso sempre a quel mio primo figlio
che io ho ucciso. Vedo i capelli, gli occhi, gli sguardi, i modi di fare dei
miei ragazzi, oggi, e mi chiedo come sarebbe stato ora colui che io ho rifiutato
con una leggerezza imperdonabile. Come è possibile che io non l’abbia amato
nemmeno un poco? Cosa ci può essere stato nel mio cuore, allora, per non pormi
nessuna domanda e per andare diritta in un ospedale e condannare ad una morte
atroce il mio primo bambino?
Oggi, soprattutto
mia figlia minore mi fa pensare sempre a questo: mentre la stringo al mio cuore,
mentre l’abbraccio, mentre la nutro, osservo le sue piccole mani che mi
accarezzano, i suoi piccoli piedini muovere passetti di danza, e me la immagino
uccisa da me come ho fatto con il mio primo bambino. Mi immagino quelle manine
fredde, toccate dalla morte, quei piedini martoriati dal ferro del chirurgo,
quel piccolo cuore fatto a pezzi, quel sorriso spento. Non piango, mi sento solo
male "fisicamente", molto male….
Se tu leggi ora
quello che scrivo, puoi pensare che io sia pazza.
Forse non lo
sono: mi prendo cura della mia famiglia, ho un lavoro di responsabilità, sono
stimata da molti……qualcuno si fida pure di me per il mio equilibrio
interiore.
Eppure questo
dolore che assale "dopo" prende il tuo cuore, l’anima, la mente.
Ora darei la vita
per questo mio figlio, ma è troppo tardi.
Quando passerai
la visita medica parlando della tua intenzione di interrompere la gravidanza, può
darsi che il chirurgo si prenda "cura" del tuo stato psicologico. A me
è successo così. Mi hanno raccontato che non è nulla, che non avrei avuto
nessuna ferita, "dopo", se avessi vissuto la faccenda nel modo giusto:
non pensandoci più in futuro, un colpo di spugna e basta, si tratta solo di una
cellula. Tutte menzogne.
Ripeto: i miei
figli, oggi, circondati dal mio amore, mi ricordano continuamente quella
"cellula" che io ho voluto distruggere; così potrebbe succedere a te.
Come vivrai le tue maternità future, se ci saranno, pensando a quel bambino mai
nato? Perché a lui tanto dolore e agli altri tanto amore, solo perché
"ora non è il momento giusto?"
Non farlo:
qualunque cosa ti accadrà in futuro, per quanto il tuo cammino di mamma potrà
essere difficile e irto di ostacoli, come è la vita di ogni madre, sarà sempre
migliore di quello che sto vivendo io oggi, che ho il cuore distrutto. Avrai
l’amore di tuo figlio che è una cosa così grande che tu potrai capire solo
quando stringerai il tuo piccolo fra le braccia.
Ora io sono in un
cammino di fede cristiana; ho ricevuto il perdono di Dio e so che mio figlio
vive nella vita soprannaturale del Signore, però, la vita naturale, quella
nemmeno Dio gliela può ridare, perché io ho detto di no.
Tu non fare come
me: dì il tuo "sì". Se sei credente, offri e consacra questo figlio
a Maria di Nazareth; poi rivolgiti al tuo parroco, saprà cosa fare per te. Se
invece non sei credente, rivolgiti comunque al tuo parroco, per avere consigli e
aiuti: le parrocchie ci sono per tutti, credenti e non. Ci sono associazioni,
movimenti che ti possono aiutare anche dal punto di vista materiale. Non avere
paura di nessuno, non accettare nessun condizionamento esterno. Rinuncia pure a
tutti i tuoi affetti, se questo è il prezzo che devi pagare; nulla potrà
ripagarti per la perdita di tuo figlio. Le persone passano, le situazioni
cambiano, gli affetti mutano, tutto cadrà nel nulla, ma il tuo bambino no, lui
rimarrà per sempre.
Non farlo: a te
oggi pare che non ci sia speranza. Invece c’è una speranza certa, c’è
l’amore certo, è dentro di te; chiede il tuo sì, ti prego daglielo. Non
uccidere il tuo bambino, lui è tanto piccolo, indifeso, innocente; questo è il
peggior omicidio che possa commettere un essere umano perché la persona che
stai per colpire è tuo figlio e non ha nemmeno la possibilità di chiedere
aiuto, di urlare, come farebbe qualsiasi altro bimbo, perché ancora non ce la
fa, non ha la forza, dipende tutto da te, lui si fida di te.
Ricordati che non
sei sola, nessuno di noi lo è; non vergognarti a chiedere aiuto: è la cosa più
bella e grande che puoi fare nella tua vita, perché lo fai per amore di tuo
figlio.
Sentiti mamma, sentiti madre e non temere più nulla.