Testimonianza a Sant’Anna

4. Lucia Merendino di Salemi, la mamma di Mimmo rac­conta. "Aspettavo la mia sesta creatura. Mi confessai da P. Pio ed al termine del colloquio gli dissi: «Padre, porto nel mio seno un bambino. Beneditemelo». Egli non mi rispose. L'osservai attraverso i forellini della grata e vidi che era immobile con lo sguardo fisso verso l'alto.

Io ripeto la mia preghiera: «Padre, ho un bimbo nel mio seno. Beneditemelo!». Come prima il Padre non mi dà al­cun cenno di risposta.

Per la terza volta rinnovo la mia supplica: «Padre, sono incinta, aspetto un bambino. Beneditelo!». Ed egli scan­dendo le sillabe: «E te lo benedico».

Intanto, avendo noi costruito in campagna una piccola cappella, chiesi se la dovessimo dedicare alla Madonna e con quale titolo. Egli non mi fece quasi finire di parlare, di­cendomi: «Alla Madre sant'Anna». «Ma, Padre, abbiamo pensato alla Madonna!».

«Alla Madre sant'Anna!», ribatté egli con forza. Mi ricor­dai allora che la mamma della Madonna è la patrona delle partorienti.

A sera ho assistito alla funzione eucaristica, al termine della quale P. Pio ha benedetto il popolo con Gesù Sacra­mentato. Mentre il Padre tracciava il segno di croce su di noi, io sono crollata pesantemente a terra; ma dopo alcuni minuti mi sono ripresa.

Ritornata a casa, non mi sentivo più la creatura muo­versi dentro di me. Così consultai l'ostetrica, ma ne ebbi soltanto risposte vaghe. Intanto i giorni passavano ed io continuavo a non avvertire nel grembo alcun segno di vita. Allo scadere dei nove mesi ebbi regolarmente i dolori e se­guì il parto.

Uscì dal mio seno una bambina in stato di avanzata de composizione; e chi mi assisteva mi disse che apparivano anche segni di malformazione. Si meravigliò inoltre che io avessi potuto portare nel mio grembo per ben tre mesi una creatura in quelle condizioni, senza subire gravi conse­guenze: secondo la scienza medica io sarei dovuta morire di setticemia.

Tratto da: “Il Padre” San Pio da Pietrelcina Edizioni Padre Pio da Pietrelcina II° Vol, pag 325.