STORIA IN BREVE
DI MARIA BAMBINA SS.
Le origini
storiche deI culto della natività di Maria non sono molto conosciute; le prime
tracce appartengono alla liturgia orientale. Se noi occidentali apriamo il calendario
della Chiesa orientale greca scopriamo che l'anno liturgico non incomincia
alla fine di novembre e in avvento, ma con il 1° settembre. In tal modo la
prima grande festa dell'anno nuovo dell'oriente cristiano è quella della
nascita di Maria. I latini, primi fra tutti i romani, intorno al secolo VIII,
presero dai greci questa festa che da Roma si diffonderà poi in tutta la Chiesa
d'occidente. In Milano, il culto della natività di Maria sembra risalire al
secolo X, mentre il duomo dedicato a 'Maria nascente' sarà consacrato il 20
ottobre 1572 da san Carlo Borromeo. Non lontano dal duomo, nella casa
generalizia delle Suore di carità, in via santa Sofia, si apre un santuario dove,
in una culla di bronzo dorato, è custodita un'immagine miracolosa di Maria
Bambina. OuaI è l'origine e la vicenda del simulacro? Intorno agli anni
1720-1730 suor Isabella Chiara Fornari, francescana di Todi, modellava volti in
cera di Gesù bambino e di Maria bambina; era questa un'espressione della
devozione ai misteri dell'infanzia di Gesù e di Maria, tipica del '700. Un
simulacro in cera, raffigurante Maria in fasce, fu donato a mons. Alberico
Simonetta e, alla sua morte (1739), l'effigie passò alle suore Cappuccine di
santa Maria degli angeli in Milano, che ne divulgarono la devozione. Gli anni
che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima
dall'imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni
religiose. Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il
convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi
affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto
religioso che possa mantenerne viva la devozione. Questo simulacro avrà, come
suo penultimo porto, un luogo di sofferenza: l'ospedale Ciceri di Milano. Lì
verrà affidato dal Bosisio a suor Teresa Bosio, superiora delle Suore di
carità di Lovere (Bg), congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea
Capitanio. Queste suore che il popolo chiamerà in seguito 'di Maria Bambina',
presenti in Milano dal marzo del 1842, erano state chiamate dal card. Gaysruck
per l'assistenza ai malati dell'ospedale. Al Ciceri, suore e malati si rivolgono
ben presto a Maria Bambina per ottenere forza, speranza e protezione. Nel 1876,
in seguito al trasferimento della casa generalizia e del noviziato, il simulacro
passerà in via santa Sofia. L'effigie di Maria Bambina ha ormai oltrepassato il
secolo: il volto in cera appare scolorito e sciupato dal tempo; viene così
sostituita con un'altra immagine, mentre quella originale sarà riesposta l'8
settembre di ogni anno all'interno della casa religiosa. E' il 1884... Nella
cronaca dell'anno si legge: "...erano le ore sette del 9 settembre 1884...
La madre si reca nell'infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo
simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino.
Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa
si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la
guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. 'Sono guarita!',
esclama. Si alza e cammina". Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si
festeggia il 'giorno del miracolo'. Dal 16 gennaio, poi, dell'anno successivo
si nota un fatto straordinario: l'immagine di cera, scolorita e ingiallita,
comincia a diventare così bella da sembrare "una bambina vera".
Questi
fatti danno il via ad un nuovo periodo della devozione a Maria Bambina:
1885
- 2
giugno: il simulacro viene trasportato in una cappella più ampia, per
facilitare l'afflusso ai fedeli;
1886
- 6
febbraio: mons. A. Polin, vescovo di Adria e Rovigo, celebra per la prima
volta la santa Messa davanti alla sacra effigie;
1887
- 24
maggio: in Brescia viene benedetta
la prima chiesa dedicata dall'istituto a Maria Bambina;
1888
- 8
settembre: nella casa generalizia di Milano il simulacro è trasportato in una
nuova cappella.
Sono anni scanditi da un accorrere di fedeli: la devozione popolare si
estende. Numerose le grazie ottenute. Nel 1904, l'allora superiora generale,
suor Angela Ghezzi, chiede ed ottiene dalla Santa Sede il permesso di incoronare
il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolge il 31 maggio dello stesso anno:
il card. Ferrari, assistito da altri vescovi, mette un diadema d'oro alla
piccola effigie. Il gesto è interpretato da molti, e in particolare dalle religiose,
come una risposta della Vergine alla preghiera che, parecchio tempo prima, la
giovane fondatrice Bartolomea Capitanio, aveva rivolto a Maria, invitandola ad
"alzare dalla culla la tenera manina" e a benedire tutti. Maria
Bambina accompagna le vicende tristi e liete degli anni successivi: sono gli
anni del primo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il 9 settembre 1934 si
festeggia il cinquantesimo anniversario del primo miracolo e il 26 aprile 1935
viene celebrata nel santuario, scelto fra i 72 santuari maggiori
dell'archidiocesi, la santa Messa giubilare della redenzione. Il popolo è
raccolto in preghiera per ottenere il dono della pace. Scoppia il secondo
conflitto mondiale. Il 21 novembre 1942, in piena guerra, nel giorno in cui ricorre
il centenario dell'ingresso del simulacro nell'istituto, papa Pio XII esorta le
suore a "implorare dalla Celeste Bambina il ritorno di quella pace nella
cui attesa tutto il mondo sanguina e geme" (Vaticano, 13 novembre 1942). La
situazione, però, peggiora: la guerra miete vittime e causa dolore,
disperazione e distruzioni. Milano, come molte altre grandi città, diventa
luogo di rappresaglie e bersaglio ai numerosi bombardamenti. Si teme per la
sorte del simulacro. Nel febbraio del 1943 è trasportato a Maggianico di Lecco,
mentre il 15-16 agosto un violento bombardamento è sferrato contro la città;
il santuario e parte della casa generalizia vengono distrutti. Sotto le macerie
si ritrovano numerosi ex voto contorti e anneriti: saranno raccolti come
'frammenti' di speranza e di sicura protezione della Vergine. Con la
ricostruzione della casa, il simulacro ritorna a Milano in una sede provvisoria.
Il 5 ottobre 1951 è posta la prima pietra del nuovo santuario, che sarà
consacrato nei giorni 20 e 21 novembre 1953 dal card. Ildefonso Schuster,
arcivescovo di Milano. Lì troverà la sua degna collocazione. La storia di
amore, di preghiera e di fiducia giunge fino ai nostri giorni: Maria Bambina
continua ad essere nella Chiesa “speranza e aurora di salvezza”. Nella
settimana dall'8 al 15 settembre 1984 viene celebrato il centenario del primo
miracolo e il 4 novembre successivo papa Giovanni Paolo II, presente in Milano
per la conclusione delle celebrazioni in onore di san Carlo Borromeo, visita
il santuario, affidando all'istituto "quella consegna" che gli viene
dal cuore: "C'è un capitolo nella spiritualità mariana che sembra
specialmente aperto alla vostra contemplazione: Maria Bambina. Un mistero poco
conosciuto. Io penso che voi avete un compito grande: di approfondire questo
mistero". Da quel giorno, davanti alla piccola immagine di Maria, arde
una lampada "pro pontifice nostro Joanne Paulo". La sosta di amore e
di preghiera in santuario è stata per tutte le suore una nuova dolcissima
grazia di Maria.