SIMBOLI
ANTICRISTIANI
INTERVISTA
SULLA MAGIA AL CARD. RATZINGER
N.B. Con piacere ho trovato questa intervista molto chiara e pertinente data dall'allora cardinale Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI. Con i tempi che corrono, è un insegnamento ancora molto utile. Certamente il Papa attuale è sempre d'accordo con quello che disse alcuni anni fa da cardinale. (…)
Ringraziamo don Beppino Cò di averci concesso il permesso di pubblicare questa intervista al card. Ratzinger sulla magia, che mettiamo a cappello sullo studio dei simboli anticristiani in voga.
D.
- Eminenza, cos'è
la magia?
R. - È
l'uso di forze apparentemente misteriose per aver un dominio sulla realtà
fisica e anche psicologica. Il tentativo, cioè, di strumentalizzare le
potenze soprannaturali per il proprio uso. Con la magia si esce dal campo della
razionalità e dell'utilizzo delle forze fisiche insegnate dalla scienza. Si
cerca - e a volte anche si trova - un modo di impadronirsi della realtà con
forze sconosciute. Può essere in molti casi una truffa, ma può anche darsi
che con elementi che si sottraggono alla razionalità si possa entrare in un
certo dominio della realtà.
I
riti magici ripercorrono il peccato di Adamo ed Eva nell'Eden
D.
- Sia il Nuovo
che l'Antico Testamento condannano in modo ferreo ogni pratica magica, così
come il ricorso all'occultismo in tutte le sue forme. Come commenta questo dal
punto di vista teologico?
R.
- Vediamo intanto
l'origine più profonda delle superstizioni, della magia e dell'occultismo per
capire meglio la condanna nei loro confronti. Direi che ci sono due elementi: da
una parte nell'uomo, creato a immagine di Dio, esiste la sete del divino.
L'uomo non può limitarsi al finito, all'empirico: avrà sempre il desiderio di
allargare la prospettiva del suo essere e di entrare nella sfera divina, di
uscire dalla pura realtà fisica e toccare una realtà più profonda. Questo
desiderio, di per sé innato nell'uomo - immagine di Dio - è smarrito perché
sembra troppo difficile andare realmente alla ricerca di Dio, elevarsi
lasciarsi elevare dall'Amore Divino e arrivare così a un vero incontro con il
Dio personale che mi ha creato e mi ama.
Allora accade
un po' come nel mondo umano: le avventure passeggere sono più facili di un
amore profondo, di una vita. E così come in questa vita umana un amore fedele,
un vero amore, che va fino alle profondità del nostro essere, esige un impegno
ben diverso dalle facili avventure, così anche le realtà spirituali esigono un
impegno profondo, una fedeltà, una disciplina interiore, l'umiltà di impostare
la propria vita alla sequela di Dio. Allora l'uomo cerca le cose più facili, un
esperimento immediato della profondità dell'essere.
Possiamo
anche dire che qui si verifica una dottrina fondamentale della Chiesa, cioè
che nell'uomo da una parte troviamo la natura creata da Dio, dall'altra anche
questa tendenza opposta: lo smarrimento e il peccato originale che lo deviano
dalla sua origine e trasformano in una caricatura il suo desiderio innato di
amare Dio e di entrare nell'unione
con Lui. Ecco,
questa seconda tendenza si realizza nel cercare un cammino più facile, un
contatto più immediato e soprattutto un modo per non sottomettersi all'amore
e al potere divino. Allora l'uomo comincia a farsi dominatore della realtà
sfruttando questa presunta possibilità del suo essere. E ciò mi pare una
profonda inversione e perversione della relazione più profonda del nostro
essere: invece di adorare Dio, di sottomettersi a Dio, l'uomo intende farsi
dominatore della realtà usando queste potenze occulte, e si sente il vero
dominatore.
E
la tendenza che troviamo nel capitolo 3 della Genesi: io stesso divento Dio e ho
il potere divino e non mi sottometto alla realtà. 'Ma il serpente disse
alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si
aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e
desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne
diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si
aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono
foglie di
fico e se ne fecero cinture" (Genesi 3, 4-7).
D.
- San Paolo a
Cipro, definisce pubblicamente il mago Elimas «Figlio del diavolo». Possiamo
dunque affermare con certezza che dietro la magia e il mondo dell'occulto c'è
sempre il demonio?
R.
- Sì. Io direi
che senza il demonio, che provoca questa perversione della creazione, non
sarebbe possibile tutto questo mondo dell'occultismo e della magia. Entra in
gioco un elemento che va oltre le realtà della ragione e le realtà
riconoscibili con la scienza unita a una ragione sincera. Si offre un elemento
apparentemente divino, cioè delle forze che possono prestare dei successi,
esperienze che appaiono come soprannaturali e spesso come divine. Sono invece
una parodia del divino. Poteri, ma poteri di caduta, che in realtà sono ironie
contro Dio.
D.
- È questa la
radice della ferma condanna espressa anche dalla Chiesa nei confronti della
magia e dell'occultismo?
R.
- Sì. Ciò
comincia nell'Antico Testamento: pensiamo al conflitto tra Samuele e Saul. È
proprio la caratteristica della religione del Dio rivelato: non si fa uso di
queste pratiche, che sono caratteristiche delle religioni di questa terra, e
perciò pagane, perché pervertono la relazione tra Dio e l'uomo. Questa
condanna continua in tutta la storia della Rivelazione e riceve la sua ultima
chiarezza nel Nuovo Testamento. Non è - sia chiaro - un positivismo che vuole
escludere qualcosa della ricchezza dell'essere o delle esperienze possibili,
ma la verità di Dio che si oppone alla menzogna fondamentale.
Il
nome del diavolo nella sacra Scrittura, «padre della menzogna», diventa
comprensibile in modo nuovo se consideriamo tutti questi fenomeni, perché qui
troviamo realmente la menzogna nella sua purezza totale.
D.
- In quale
forma?
R.
- L'uomo si fa
dominatore del mondo sfruttando ciò che appare come Dio e quindi usa il potere
per dominare il mondo in se stesso, entrando così in una menzogna radicale.
Questa menzogna appare in un primo momento come un allargamento del potere,
delle esperienze, come una cosa bellissima: io divento Dio. Ma alla fine la
menzogna è sempre una realtà che distrugge. Vivere nella menzogna vuol dire
vivere contro la realtà e quindi vivere nell'autodistruzione.
In questo senso
possiamo vedere due aspetti di questa proibizione. Da una parte, semplicemente,
le pratiche occulte e magiche sono da escludere perché pervertono la realtà,
sono menzogne nel senso più profondo. Il secondo aspetto, quello morale dopo
quello ontologico, è che, opposte alla verità, esse sono distruttive e
distruggono l'essere umano cominciando dal suo nucleo.
D.
- Quali sono
dunque i pericoli per chi ha da fare con la magia e l'occulto?
R.
- Cominciamo
anche qui dal fenomenologico. Il tranello viene teso con cose promettenti, con
un'esperienza di potere, di gioia, di soddisfazione. Ma poi una persona entra
in una rete demoniaca che diventa poco tempo dopo molto più forte di lui. Non
è più l'uomo il padrone di casa. Poniamo che una persona entri a fare parte di
una setta o di un gruppo magico. Diventerà schiavo non solo del gruppo, il che
sarebbe già gravissimo, dato che queste sette possono alienare totalmente una
persona. Ma sarà schiavo della realtà che sta dietro il gruppo, cioè una
realtà realmente diabolica.
E
così va verso una autodistruzione sempre più profonda, peggiore di quella
della droga.
D.
- Quali sono
le radici di questa sete di occulto?
R.
- Mi sembra
questa mescolanza di una tendenza verso il divino e lo smarrimento che chiude
l'uomo in se stesso.
D.
- Nessuno degli
occultisti dichiara apertamente di operare con il concorso dei demoni. Anzi,
quasi tutti affermano di essere credenti e di fare il bene. Usano immagini
sacre, crocifissi...
R.
- Sì. La menzogna profonda poi si concretizza in
menzogne più evidenti. Il mago, nel suo orientamento personale, è arrivato
alla menzogna. Poi, diventa naturale usare tutti i modi concreti per esprimere e
fare agire la menzogna. Naturalmente il sincretismo (spiegazione:
Sincretismo può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare
elementi culturali, filosofici, o religiosi eterogenei appartenenti a due o più
culture o dottrine diverse.)
è uno degli elementi fondamentali del mondo magico e occultista, che si serve
delle religioni, e soprattutto degli elementi cristiani, pervertendoli sia allo
scopo di attirare la gente e rendersi credibile, sia anche nella speranza di
usare la forza nascosta della realtà cristiana. Lo vediamo negli Atti degli
Apostoli con Simone mago, che vorrebbe comprare la forza degli apostoli. «Simone,
vedendo che lo spirito veniva conferito con l'imposizione delle mani degli
apostoli, offrì loro del denaro dicendo: 'Date anche a me questo potere perché
a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo'. Ma Pietro gli
rispose: 'll tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare
di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v'è parte né sorte alcuna per te
in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti dunque
di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero.
Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci di iniquità'» (Atti 8,
18-23).
D.
- Si afferma che
esistono forme di magia e divinazione innocue e "leggere" come la
lettura della mano, le carte e gli oroscopi. E si ironizza sul Nuovo Catechismo,
che le ha condannate. Esiste una scala di gravità o sono tutte dello stesso
ceppo, e quindi tutte gravi?
R.
- Esiste forse un
uso più leggero, ma comunque non accettabile, perché apre la porta all'occulto.
Se uno comincia a muoversi in questa direzione, c'è per lui il pericolo di
cadere nella trappola più profonda. Ma il fatto che si scivola facilmente, e
spesso inevitabilmente,- una volta entrati in questo cammino, non deve portarci
a un rigorismo che non distingue più tra comportamenti che sono simbolo di
una certa leggerezza di vita e il modo di agire di coloro che sono entrati nel
pieno di queste situazioni. Una certa distinzione esiste senza dubbio, ma si
deve tenere presente che un gradino guida facilmente all'altro, perché il
terreno è scivoloso.
D.
- Cosa direbbe a
chi frequenta la Chiesa e anche gli occultisti, o pratica egli stesso l'occultismo,
credendo che l'una cosa non debba escludere l'altra?
R.
- Gli direi che
deve cominciare a capire meglio la fede e inserirsi profondamente nel cammino
cristiano, per capire che sono cose del tutto diverse. Se ascolto la Parola del
Signore, con la mano nella mano del Signore, mi lascio guidare dall'amore di
Cristo, mi inserisco nella grande comunione della Chiesa, andando insieme con
la Chiesa sulla strada di Cristo. Ben diverso è se io comincio a entrare nella
realtà grave dell'occultismo. I due atteggiamenti sono dall'inizio
profondamente diversi. Capire questa distinzione è una decisione fondamentale
dell'uomo, è il passo iniziale del cammino della fede. Pensiamo al rito del
Battesimo, dove abbiamo da una parte il "sì" al Signore e alla sua
legge, e dall'altra il "no" a Satana. In tempi passati ci si voltava
verso l'oriente per dire "sì" al Signore e alla sua legge, e verso
l'occidente per dire "no" alle seduzioni del diavolo .
Con
questo rito, nato in tempi in cui, come accade oggi, la Chiesa era circondata
e attaccata dalle pratiche occulte, si capisce la diversità inconciliabile di
questi due comportamenti. Io dico "sì" al cammino del Signore e
questo implica che dica il mio "no" alle pratiche magiche. Dobbiamo
rinnovare in senso molto concreto e realistico questa duplice decisione.
Dire
"sì" a Cristo implica che non posso "servire due padroni",
come dice il Signore stesso, e se dico "sì" al Signore non posso
nello stesso momento dire "sì" a questi poteri nascosti, ma devo
dire: "No, non accetto la seduzione del diavolo".
E
forse, in occasione del rinnovamento dei voti battesimali che facciamo prima
della Pasqua, si dovrebbe spiegare che ciò che pronunciamo non è un antico
rituale, ma una decisione importante per la nostra vita oggi, un atto concreto e
realistico.
D.
- Esiste un
punto di non ritorno per chi ha dato la propria vita alla magia?
R.
– E’
difficile rispondere. Se uno è entrato in ciò che il Signore chiama
"peccato contro lo Spirito Santo", corre avversione a Dio e
maledizione dello Spirito di Dio, pervertendo il suo spirito, aprendolo
all'azione del demonio, qui si realizza forse quello che il Signore indica come
il punto del non-ritomo.
Ma da parte
nostra non possiamo giudicare questo. Noi dobbiamo dire sempre: c'è la
speranza di conversione. Naturalmente, se uno è entrato in questo mondo, una
conversione radicale diventa necessaria, ed è una conversione che si fa sempre
più difficile, realizzabile solo con l'aiuto forte dello Spirito Santo
implorato dalla Comunità della Chiesa che intende aiutare queste persone a
tornare a Dio.
Quindi
dobbiamo sempre avere la speranza, e fare il possibile per implorare il perdono
di Dio e per illuminare queste persone e renderle aperte a una conversione
profonda.
Occorre
poi la espulsione del demonio. Un rito la cui importanza, per un certo tempo,
non è stata più capita dai cristiani, ma che ora riceve di nuovo un senso e un
significato molto concreto. Perché si tratta di liberare le persone dal demonio
che, a causa del contatto con la magia e l'occultismo, si è realmente
impossessato di loro.
D.
- Quindi sono
necessari gli esorcismi?
R.
- Certamente.
Suor
Maria Laura Mainetti, a Chiavenna (Sondrio) nel giugno 2000, venne uccisa da tre
ragazzine minorenni con diciannove coltellate, per offrire una specie di
sacrificio al diavolo. Sui loro diari sono stati trovati simboli demoniaci e
frasi tratte da canzoni di rock satanico.
L'interesse
dei ragazzi per l'esoterismo, il satanismo e lo spiritismo, negli ultimi anni,
è cresciuto in modo spaventoso.
(Indagini fatte
quando insegnavo dicevano che oltre il 70% delle adoloscenti avevano avuto a
che fare con giochi magici e talune avevano anche partecipato a sedute
spiritiche. Ma i genitori dov'erano?)
Oroscopi,
amuleti, tarocchi e sedute spiritiche sono, ormai, i compagni di strada delle
nuove generazioni, vittime di un vero e proprio bombardamento pubblicitario,
effettuato attraverso i mezzi più vari: la musica, la televisione, i videogiochi,
i fumetti, il cinema, la discoteca.
Satanismo,
occultismo e New age rappresentano, per molta gente, un buon espediente per fare
soldi. Alcune persone tendono a sminuire il problema dell'esoterismo
giovanile, dicendo che si tratta semplicemente di un fenomeno commerciale, non
strettamente collegato agli ambienti della magia e delle sette.
Come si diffonde il virus dell'esoterismo? Tutto nasce da un grande equivoco. I giovani pensano che l'esoterismo sia qualcosa di bello, di simpatico, di affascinante. Credono di trovare nell'occultismo un alleato per risolvere i propri problemi. E così, si avvicinano con fiducia alle pratiche magiche, allo spiritismo e al satanismo, senza accorgersi che scherzano col fuoco.
Il virus si diffonde perché tra i giovani mancano sempre di più gli anticorpi per affrontarlo. Negli ultimi anni i ragazzi hanno subito una specie di lavaggio del cervello che li ha spinti a non avere più paura di ciò che appartiene al mondo dell'occulto. Partecipare a una seduta spiritica o a un rito satanico significa spalancare le porte verso mondi davvero pericolosi. Si comincia per gioco, e non si sa mai dove si può arrivare.
La
gnosi (spiegazione:
per lo gnosticismo la salvezza dell'anima può derivare soltanto dal possesso di
una conoscenza quasi intuitiva dei misteri dell'universo e dal possesso di
formule magiche indicative di quella conoscenza. Gli gnostici erano
"persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una
classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era
sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non
sapevano.) anticristiana
e le sue molteplici derivazioni usano vari simboli, pervertendo spesso la loro
origine cristiana. Tali simboli a volte vengono usati anche da persone buone,
per ignoranza e buona fede, ma occorre evitare ogni compromesso con il male
anche nell'uso dei simboli, siano pure opere d'arte o gioielli.
I
simboli fanno parte del linguaggio e richiamano realtà a volte note a soli
iniziati. Esprimono e fanno cultura. La cultura, ossia l'ambiente spirituale
in cui viviamo, è il risultato di molte componenti simboliche che si annodano
nel profondo dell'uomo provocando automatismi psichici, sentimentali,
intellettuali e anche comportamentali, che a loro volta si riversano nel fiume
che li ha originati.
La
controcultura dominante, di ispirazione pagana, coinvolge tutte le espressioni
della vita, dal pensiero alle arti, alle scienze, alle mode, ai comportamenti
nel loro insieme.
Questa
degradazione non è avvenuta a caso, ma è frutto di una rivoluzione voluta,
programmata, e portata avanti con determinazione da centri i di potere
anticristiano.
Il
«Sessantotto» ad esempio è stato elaborato da persone e istituzioni allo
scopo di distruggere la visione del mondo e il modo di agire cristiano in favore
di quelli dionisiaci, ossia pagani.
Va notato, in
proposito, come il patto di Yalta ha sommerso la cultura cristiana dell'Europa
sotto l'irruenza del materialismo comunista e del materialismo americano.
L'ambiente
culturale fatto di stili, di mode, di linguaggio, di arte, di musica e di ogni
altra espressione umana, condiziona fortemente il nostro spirito. Si è visto
come il parlare sinistrese, arrogante e volgare, ha raggiunto la stessa alta
borghesia, un tempo così misurata e gelosa della propria elevatezza.
Particolare
significato simbolico assume il vestire. Dio ispira bellezza, dignità,
decoro, purezza e comportamenti atti a spiritualizzare la persona, ma il
Maligno, soprattutto mediante la controcultura lanciata dalle massonerie, ha
suscitato stili e mode grossolani, privi di buon gusto, che avviliscono la
persona, la materializzano, la rendono occasione di passioni perverse.
È
compito dei cristiani, in questo clima di degradazione culturale, impegnarsi a
sostenere tutto ciò che conferisce dignità, bellezza, decoro alla persona.
Quanto
ai simboli, va notato come quelli cristiani si radicano per lo più nella
realtà, mentre quelli esoterici e controculturali sono elaborazioni
artificiose che tradiscono l'inconsistenza del Maligno che le ispira.
Il
mezzo arcobaleno simboleggia il ponte che unisce l'uomo alla Maitreya, ossia
a Lucifero, e alle energie cosmiche.
la
testa del caprone
La
testa del caprone deforme e puzzolente è scelta come insegna di Satana, anche
per influsso evangelico, dato che Gesù annuncia la grande divisione finale
tra pecore e capre (Mt).
Il
cerchio magico delimita il luogo per operare riti magici, incantesimi,
sortilegi, oracoli, malefici, possessioni.
I
tre cerchi intrecciati indicano la trinità esoterica (aria, terra, fuoco).
La
croce col laccio appare frequente nei geroglifici egizi come «chiave della
vita», ma nella controcultura è passata a significare l'alternativa alla
croce e il disprezzo della verginità, il rifiuto della castità e
l'asservimento alle divinità del libero amore: i templi di Iside in Egitto,
Venere a Roma, Astarte in oriente, ecc. erano luoghi di prostituzione sacra con
sacerdotesse prostitute o lesbiche. Così tra i miliziani dell'impero romano era
diffuso il culto a Mitra, che istigava alla omosessualità e sodomia.
La
croce portata all'orecchio è simbolo di disprezzo a Cristo.
La
svastica o croce uncinata, è di origine gnostica, passata poi a sette
massoniche e al nazismo. Evidente il significato anticristiano.
La
macchia indica il regno di Maitreya, ossia di Satana, che si estende in tutte le
direzioni.
Il
simbolo di Nettuno indica l'emancipazione dalla fede e dalla morale biblica, dai
valori tradizionali, dall'ordine costituito, in vista di un ordine nuovo.
L'occhio
onniveggente è di derivazione illuminatica, e simboleggia la conoscenza
supercomprensiva di Satana e iniziatica.
L'otarda è l'impronta lasciata nella sabbia dalla zampa di otarda (uccello nordico), o di gallina. Il simbolo è di antica origine anglosassone, ed è passato poi nelle sette paramassoniche dell'Ordo Templi Orientis e della Golden Dawn significa l'emancipazione da Dio, l'assoluta libertà morale: «Vogliamo spazzar via tutte le macerie che il cristianesimo ha ammassato sul vecchio mondo, affinché l'antica religione della natura riprenda nuovamente i suoi diritti», dice un commentatore. L'otarda ha una evidente allusione fallica, e appariva frequentemente nel Sessantotto come istigazione alla piena libertà sessuale (v. P. Mariel in Epiphanius, Massoneria e sette segrete, pp. 545, a p. 152).
Inserito
nel cerchio, che simboleggia l'eternità, con il detto «do it» («fa' ciò
che vuoi»), l'otarda
Il
pellicano è simbolo di dedizione. È adottato dalla massoneria con la
scritta I.N.R.I., che non indica come nel Vangelo lesus Nazarenus Rex
ludeorum, ma «Igne Natura Renovatur Integra» (l'intera natura si rinnova
nel fuoco), ossia il rinnovamento iniziatico di tutte le cose attraverso la
rivoluzione.
La
penna nel cerchio è usata per i patti satanici con i quali l'anima si vende al
diavolo in cambio di vantaggi materiali: facoltà medianiche, denaro, successo.
La
piramide, di origine egizia, indica sorgente di forza cosmica e luogo
privilegiato per il contatto con l'aldilà e il mondo degli spiriti.
La
piramide con l'occhio onniveggente, stampata sul dollaro, è il simbolo
adottato dagli Illuminati di Baviera fondati nel 1776 dal massone Weisshaupt
sponsorizzato da Rotschild. Gli Illuminati contribuirono in modo determinante
alla rivoluzione francese, e sopravvivono ancora oggi. La piramide ha tredici
gradini, simbolo dell'iniziazione rosacrociana. La scritta «novus ordo
seclorum» (nuovo ordine dei secoli) del cartiglio allude alla rivoluzione
anticristiana: è scritto «seclorum» invece di «saeculorum» per ridurre a
17 lettere, cifra che indica «privazione della perfezione celeste», quindi
empietà. L'occhio onniveggente indica la supercomprensione esoterica, e «annuit
coeptis», ossia «favorisce le cose iniziate», l'impresa, il «grande
disegno» di aspirazione massonica (v. Simbologia del dollaro, Solfanelli,
Chieti 1977, pp. 40).
I
tre puntini, che alludono al triangolo, indicano l'appartenenza alla
massoneria, come la squadra intrecciata con il compasso. La falce e il
martello sono simboli adottati dal comunismo lanciato dall'ebreo satanista
Karl Marx.
I
due quadrati intrecciati simboleggiano distruzione, disordine, rivoluzione,
confusione che prende il posto dell'armonia.
Il
serpente che avvolge il bastone indica il potere (bastone) che si afferma
attraverso l'evoluzione (serpente) fino a conquistare l'intero pianeta (Mondialismo).
È usato come simbolo del dollaro.
Il
serpente che si morde la coda, messo anche attorno alla stella di Salomone,
indica l'alta iniziazione occultistica.
La
stella a cinque punte o pentalfa o stella di Davide indica la sovranità
dell'uomo sull'universo, la divinizzazione dell'uomo, la rivolta contro Dio,
l'umanesimo ateo. Appare nelle bandiere russa, americana, cinese, nell'esercito
russo, ecc. Nel 1871 il ministro massone Ricotti Magnani, che abolì i
cappellani militari e la Messa nell'esercito, sostituì la stella a cinque punte
alla croce di Savoia sulla divisa militare italiana. La stella a cinque punte
è considerata anche stella di Venere, di Lucifero, delle iniziazioni, con
allusioni al mondo luciferino e alla «virtù magica del sangue versato per la
Patria al fine di vitalizzare l'augusto pentacolo» (v. Epiphanius, cit., p.
195s). La stella a cinque punte è usata anche negli incantesimi e negli
scongiuri.
La
stella a sei punte o esagramma o stella di Salomone o l'emblema del Mago,
dell'Adam Kadmon (l'uomo celeste della cabala, l'uomo divinizzato) rigenerato
attraverso la gnosi che afferma la sua supremazia assoluta sull'universo.
Il
«macro-prosopus» (il mondo grande) si rispecchia nel «microprosopus» o
mondo piccolo della coscienza individuale; ciò che è in alto è uguale a ciò
che è in basso, l'uomo è come Dio. C'è l'idea del rovesciamento, della
rivoluzione, della lotta contro Dio nel triangolo rovesciato, che è anche
simbolo della discesa dello spirito. Il serpente che si morde la coda è
simbolo gnostico dell'iniziazione e dell'alta potenza dei maghi (v. Epiphanius,
cit., p. 194). La stella a sei punte è impiegata per magie e sortilegi.
Il
triangolo rovesciato è simbolo antitrinitario.
Il
trifoglio stilizzato in vari modi, a volte inserito nel cerchio della magia,
indica la trinità satanica.
L'unicorno
simboleggia la libertà sessuale.
L'immagine
dell'uomo rovesciato nella stella di Salomone indica rivoluzione contro Dio,
rovesciamento di potere, opposizione, e anche armonia degli opposti (v. Stella
di Salomone).
L'uomo
nella stella di Davide indica l'umanesimo.
Il
segno di Urano indica l'uomo inserito perfettamente nel cosmo.
Lo
Yin-Yang, di origine taoista, indica l'equilibrio tra le forze positive e quelle
negative.
Il
numero 6 nella Bibbia indica empietà, e il «666» è la cifra della «bestia»
apocalittica (Ap 13, 1).
La
stregoneria, ovvero "la divinazione forgiando il destino", dal Latino
"sortiarius", è spesso identificata con stregoni, streghe e magia
nera. La stregoneria è inoltre associata all'uso di pozioni e formule
magiche. Tutto questo è fatto allo scopo di guadagnare grandi poteri
dall'associazione con gli spiriti maligni o con Satana stesso.
Satana
è l'avversario di Dio ed è la personificazione del diavolo. La Bibbia dice
che Satana è un'entità reale e concreta: uno spirito creato da Dio che a lui
si è ribellato. Molti credono che Satana, o il diavolo, possa possedere un
corpo umano.
La
possessione è l'invasione del corpo dal parte del diavolo.
La
Chiesa Cattolica esegue tuttora esorcismi su individui ritenuti posseduti.
La
stregoneria viene associata con tutti i fenomeni paranormali e dell'occulto,
includendo - fra le altre - le proiezioni astrali, la cabala e le guarigioni
fisiche. Gli stregoni utilizzano vari simboli quali il pentagramma, come pure
una varietà di comportamenti rituali simbolici, volti ad ottenere potere per
poter quindi contravvenire alle leggi della fisica e della chimica.
Le
religioni basate sul Vecchio e Nuovo Testamento hanno a lungo associato gli
stregoni con i falsi profeti, basandosi sulla credenza che Satana esibisce
spesso il suo potere malefico e lo condivide con gli esseri umani. Utilizzare
poteri, che contravvengono le forze naturali, è un fatto buono se condotto
grazie all'aiuto di Dio.
Questa
esibizione del potere divino viene definita miracolo. Se condotto da forze
diaboliche, viene definita diavoleria o stregoneria demoniaca.
Le
streghe credono in Satana e conducono rituali ritenuti capaci di condividere i
poteri occulti soprannaturali di Satana. Tuttavia, molte streghe della nuova
generazione dicono di non adorare Satana e si dicono piuttosto associate
all'occulto ed al magico, attraverso il quale hanno ristabilito una sorta di
religione naturale associata ad antiche religioni pagane, quali la greca
antica e la celtica (specialmente il druidismo).
Dicono
la verità? il diavolo e le diavolerie vanno sempre d'accordo con la menzogna.
Le
streghe della mitologia cristiana erano note per l'uso dei loro poteri magici al
fine di creare diavolerie di ogni sorta. Il culmine della mitologia delle
streghe era il Sabbath, ovvero una rituale parodia derisoria e blasfema della
Messa. Durante il Sabbath le streghe eseguivano danze oscene, banchettavano e
bevevano pozioni da un grande calderone. II banchetto poteva includere
bambini, carogne di animali ed altre "delicatezze". Il beverone
delle streghe era apparentemente usato per danneggiare od uccidere persone o per
mutilare bestiame. Gli iniziati al mistero satanico portavano una sorta di
marcatura fisica, come il segno di un artiglio sotto l'occhio sinistro.
Il
diavolo era dipinto come un caprone o un satiro, oppure come una sorta di bestia
mitica con corna, zoccoli, artigli e bizzarre ali: la parodia di un angelo, un
uomo e una bestia. Esistono numerose testimonianze relative alla
partecipazione di streghe a Sabbath, tenutisi anche in epoca recente.
A
tutti in questi tempi può capitare di incontrare persone che frequentano riti
medianici, o affiliati a sette sataniche, o in gruppi che praticano riti occultisti,
magari per gioco di società.
Cosa
fare?
Cari
amici, giorni fa ho incontrato una donna molto devota, aderente
ad un gruppo di Rinnovamento dello spirito.
Sua figlia le aveva regalato una croce d'oro per atto di amore. Era una croce
massonica di quelle che abbiamo pubblicato.
Come
possiamo difenderci?
1)
Con pazienza dobbiamo imparare a riconoscere satana e i suoi adepti quando ci
propongono qualcosa. Ce n'è un sacco. Quando ne abbiamo capito uno, li
abbiamo capiti tutti.
2)
Con i sacramenti, la nostra fedeltà e l'amore verso i nostri amici: Gesù, la
Croce, la Madonna l'angelo custode, le anime del purgatorio... noi cristiani
siamo più forti di lui. È stupido e cattivo, ma non sottovalutiamolo.
3) Usiamo la prudenza che ci è suggerita dal timor di Dio. Il settimo dono delle Spirito Santo serve proprio come antidoto a satana, il verme. È sempre meglio non rischiare. Se ti invitano a un gioco di società, rifiuta categoricamente dicendo: lo sono della Chiesa cattolica.
4)
Se hai individuato la sua presenza (quella di satana) non fermarti a parlare: il
dialogo è sinonimo di resa al diavolo. Il tuo dovere, suggerito dalla
prudenza, è solo quello di fuggire. Credimi: non è vigliaccheria, è saggezza.
Mentre scrivo ho appena consigliato ad un amica veggente di tagliare il filo del
telefono con una persona che, essendo affiliata a gruppi di medianità (e cioè
a satana perché la Chiesa li esclude - vedi cosa dice papa Ratzinger), la sta
disturbando. Non c'è carità che tenga in questo caso. Solo in questa
circostanza usare la carità è da stupidi, o da gonzi.
servizio
a cura di S. P