SAPPIAMO
COME AVVIENE UN ABORTO?
Di
aborto si continua a parlare come se fosse una cosa che rientri nella norma. O
meglio, si parla di interruzione volontaria della gravidanza e tutto ciò con la
tutela della Legge, che permette di interrompere una vita umana, nel grembo
materno, allo stesso modo come si può andare al supermercato e cambiare un
prodotto.
"Questo
prodotto non è adatto, ho sbagliato nell'acquistarlo, allora chiedo di
cambiarlo".
"Questo
figlio ora non lo voglio, ho sbagliato nel concepirlo, ora lo butto via".
Per lo meno per il "prodotto" resta la possibilità di restare integro
e di essere cambiato con un altro, mentre per il neoconcepito neppure questa
possibilità esiste, lo si butta via e basta.
Non
è per essere cinici o polemici, ma la vita umana vale meno di un
"prodotto"? Vale meno di un acquisto sbagliato?
Se
si guarda al numero di aborti che vengono praticati nei nostri ospedali, sembra
proprio di sì, che la vita umana non valga poi tanto!
Ciò
che manca è l'informazione: molte donne vanno ad abortire senza conoscere cosa
realmente accade, senza sapere a cosa vengono sottoposte loro e, soprattutto, la
nuova vita che portano in grembo. Volontariamente non viene spiegato loro cosa
accade!
Non
vogliamo qui spiegare dettagliatamente come avviene un aborto, ma darne solo
qualche informazione in merito, affinché si sappia cosa accade realmente.
Innanzitutto
le tecniche abortive usate possono essere di due tipi: chirurgiche oppure
farmacologiche.
Fra
quelle chirurgiche abbiamo l'aspirazione, l'embriotomia e 1'isterotomia.
L'aspirazione,
che solitamente si pratica quando l'embrione ha meno di 3 mesi, consiste
nell'introdurre nell'utero un tubo che è stato collegato ad un aspiratore molto
potente. In tale modo il corpicino viene lacerato e poi viene risucchiato.
L'embriotomia,
che è il metodo maggiormente praticato nei primi 3-4 mesi di vita
dell'embrione, consiste nell'introduzione di un cucchiaino ricurvo ed aguzzo
nell'utero, col quale si taglia a pezzi l'embrione e poi si fa il
raschiamento.
L'isterotomia,
che è anche chiamata aborto con taglio cesareo, è, fino al taglio del cordone
ombelicale, del tutto uguale ad un parto avvenuto con il taglio cesareo.
Vi
è anche un altro tipo di aborto, detto con "parto
parziale": praticamente viene estratto il bambino dal grembo
materno lasciandolo "dentro" solo con la testa, che è la parte più
grande da far uscire, e poi con un ago viene aspirato il "contenuto"
cerebrale e quindi il piccolo cranio ormai "sgonfio" può essere
estratto. Questo tipo di aborto è stato proibito in molti Paesi.
C'è anche un altro tipo di aborto, detto per avvelenamento, che consiste nell'introdurre nell'utero sostanze chimiche irritanti che procurano una grandissima sofferenza nell'embrione, portandolo ad una morte lenta e molto dolorosa.
A
questo punto... ogni ulteriore commento sarebbe superfluo!
Adesso voglio trattare ciò che riguarda le somministrazioni farmaceutiche che procurano l'aborto volontariamente.
Esistono
altri modi per procurare un aborto, che non sono esplicitamente dichiarati
quali mezzi abortivi ma che di fatto possono provocare l'interruzione della
gravidanza.
a)
La pillola estro-progestinica, per
esempio, è un'associazione di estrogeni e di progestinici, in forma monobasica
oppure trifasica. È la più usata per evitare una gravidanza e, in effetti,
ha un'efficacia alta in questo senso.
Agisce
grazie a quattro meccanismi:
1.
blocco ovulatorio;
2. alterazione dell'endometrio, il quale viene reso non adatto all'annidamento di un ovulo, eventualmente fecondato, e non permette che gli vengano fornite le sostanze necessarie per le sue prime fasi di sviluppo. Per tali motivi è abortigeno, infatti impedisce, in questo caso, non la fecondazione, bensì lo sviluppo di un ovulo fecondato;
3.
alterazioni del muco cervicale,
reso più viscoso e quindi meno penetrabile dagli spermatozoi;
4.
alterazioni a livello della motilità tubarica.
b)
La contraccezione ormonale con solo progestinico, che può essere effettuata
in tre modi:
1. minipillola, che è costituita da piccole dosi di progestinico, assunte senza alcuna interruzione.
Agisce
grazie a cinque meccanismi:
*
alterazione dell'endometrio, che non consente quindi 1'annidamento della
blastocisi e quindi provoca l'aborto;
*
luteolisi, che comporta la regressione precoce del corpo luteo, per cui si riducono
i tassi plasmatici di progesterone, provocando l'aborto;
*
alterazioni del muco cervicale;
*
alterazione della motilità tubarica:
*
blocco ovulatorio ma non in tutti i casi (le statistiche parlano di meno del
50-60%).
2. progestinici iniettabili deposito, che consistono in iniezioni trimestrali o semestrali di progestinici deposito. La loro azione consiste in:
*
bloccare l'ovulazione, ed in molti casi questa situazione diviene irreversibile;
* alterare 1'endometrio, rendendolo non adatto all'annidamento ed alla nutrizione della blastocisti, e quindi agendo in modo da provocare un aborto;
*
alterare il muco cervicale;
*
alterare la motilità delle tube;
3.
progestinici deposito, che sono
degli impianti sottocutanei, come le spirali medicate al progesterone, o gli
anelli vaginali. I loro meccanismi d'azione sono i medesimi della minipillola e
di conseguenza anche i rischi.
c)
Pillola del giorno dopo, conosciuta anche come contraccezione d'emergenza, può
essere costituita da soli estrogeni, da estro-progestinici, dal danazolo, dagli
analoghi del Gn-RH.
E
molto efficace nell'impedire la nascita di una nuova vita umana e la sua azione
è solo distruttiva e si esplica attraverso:
*
alterazioni dell'endometrio, che impediscono quindi 1'annidamento della blastocisti
e quindi provocano l’aborto;
*
luteolisi, cioè il corpo luteo regredisce creando così una carenza di
progesterone, non consentendo in tale modo la prosecuzione di una gravidanza e
provocando l'aborto;
* alterazioni della motilità tubarica.
d)
Pillola del mese dopo, conosciuta meglio col nome RU 486. La sua somministrazione
determina una forte azione antiprogesterone, provocando quindi l'interruzione
della gravidanza.
e)
Spirale, conosciuta anche con la sigla I.U.D. La sua presenza nella cavità
uterina impedisce l'annidamento della blastocisti, praticamente provocando
l'aborto.
Questi
sono, in modo molto sintetico, le forme di aborto "nascosto", non
dichiarato, in quanto sono provocate o dall'assunzione di farmaci particolari, o
dall'uso di mezzi meccanici.
In ogni caso, qualsiasi sia il "mezzo" usato, e che viene normalmente definito come contraccezione, è chiaro che non lo è realmente, ma ha come conseguenza proprio l'interruzione di una gravidanza, spesso all'insaputa della donna che magari si e affidata, e fidata, di tali procedure, pensando che siano innocue per lei (e non lo sono, perché danneggiano molto la salute) e che possano evitare una gravidanza.
Purtroppo la realtà è ben diversa in quanto non evitano un concepimento, bensì impediscono che esso possa andare avanti provocando quindi un aborto... che nessuno conosce!