SANTUARIO DELL’AMORE MISERICORDIOSO - COLLEVALENZA

MADRE SPERANZA

La Bibbia e la storia della Chiesa ci dicono che lo Spirito Santo concede continuamente e gratuitamente carismi o doni straordi­nari ad uomini e donne per il bene dell'umanità, secondo le ne­cessità dei tempi.

Lungo i secoli può verificarsi che, parlando di Dio, si accentui più l'attributo della Sua giustizia che quello dell'amore; il quale amo­re, quando è rivolto verso la miseria dell'uomo, prende il nome di amore misericordioso.

Per ricondurci alla verità delle perfezioni divine, lo Spirito Santo concede ad alcune persone il dono di una particolare conoscen­za ed esperienza dei misericordiosi comportamenti del Signore con l'uomo peccatore. Una di queste figure carismatiche è Madre Speranza Alhama di Gesù.

Madre Speranza è nata il 30 settembre 1893 a Santomera (Mur­cia), nel sud della Spagna.

Verso gli otto anni è accolta in casa del parroco di Santomera, dove viene educata dalle sue due sorelle. Nell'età giovanile cre­sce in lei il desiderio di consacrarsi al Signore per aiutare la po­vera gente ma la scelta dell'istituto religioso a cui appartenere ri­chiede tempi lunghi.

A 21 anni entra tra le suore Figlie del Calvario, Istituto in via d'e­stinzione, aggregato più tardi alle suore Clarettiane.

Col passare degli anni in lei si notava con crescente gradualità il dono di una particolare conoscenza ed esperienza della miseri­cordia di Dio; conoscenza che le veniva non tanto da libri o mae­stri, quanto direttamente dall'intimità con il "buon Gesù", come lei usava familiarmente chiamarlo.

Nella misura in cui Madre Speranza veniva a conoscere i miseri­cordiosi atteggiamenti di Dio verso l'uomo peccatore, cresceva forte in lei il desiderio di annunciare a tutti che Dio non vuole essere considerato un giudice severo e pronto a condannare, ma un padre che attende il figlio prodigo per riabbracciarlo e fargli festa, il buon pastore che cerca la pecora smarrita, la ritrova, se la pone sulle spalle e, pieno di gioia, la riporta all'ovile.

In questa missione di far conoscere l'amore misericordioso di Dio per gli uomini, Madre Speranza è stata apostola instancabile con la vita, con gli scritti e con varie Opere, di cui ricordiamo le prin­cipali.

 

Nel 1930, in obbedienza alla volontà di Dio, fonda in Madrid le suore Ancelle dell'Amore Misericordioso, Congregazione che lei stessa più tardi potenzierà con il nuovo ramo delle Ancelle in abito secolare.

Insieme a queste sue figlie Madre Speranza farà conoscere la mi­sericordiosa bontà del Signore con la testimonianza della vita e con la promozione delle persone più miserevoli: bambini orfani, anziani abbandonati, handicappati emargi­nati, malati senza cu­re e quanti altri si tro­vino in difficoltà per la loro limitatezza e fragilità fisica o mora­le.

Nell'aprile del 1936 Madre Speranza vie­ne in Italia, a Roma, dove, durante la se­conda guerra mondia­le, si prodiga in tutti i modi per soccorrere feriti, aiutare perse­guitati politici e sfa­mare ogni giorno cen­tinaia e centinaia di persone.

 

Nel 1951 Madre Spe­ranza fonda la Con­gregazione dei Figli dell'Amore misericor­dioso, il cui fine prin­cipale è promuovere l'unione fraterna con i sacerdoti, essendo essi destinatari e mi­nistri della misericordia di Dio.

Qualche anno più tardi, mossa dal suo materno amore per i sa­cerdoti, realizzerà la più originale forma di unione tra i suoi reli­giosi ed il clero secolare, dando ai sacerdoti diocesani la possi­bilità di essere membri della sua Famiglia religiosa, pur restando incardinati ed in servizio nelle proprie diocesi.

Il 18 agosto dello stesso anno, per disposizione della divina provvidenza, si trasferisce con alcuni Figli e Figlie a Collevalenza, una frazione del comune di Todi, in provincia di Perugia.

Nel 1955, nella periferia di Collevalenza, in un bosco chiamato "Roccolo", Madre Speranza dà inizio alla costruzione del Santua­rio dedicato all'amore misericordioso del Signore.

In pochi anni il Santuario con le opere annesse (attività per sa­cerdoti, accoglienza pellegrini, pastorale familiare, pastorale de­gli ammalati) è divenuto un Centro di Spiritualità tutto rivolto al­l'annuncio dell'amore e della misericordia di Dio.

Nel contesto delle odierne minacce contro l'uomo si sente sem­pre più il bisogno di rivolgersi alla misericordia di Dio; l'uomo di oggi si convince e si converte più facil­mente davanti all'a­more fedele e disin­teressato; la paura potrebbe bloccare la mente ed i sentimen­ti di molte persone, indipendentemente dalla loro età, religio­ne o stile di vita.

Qui a Collevalenza Madre Speranza con­clude la sua esisten­za terrena all'età di novant'anni, il giorno 8 febbraio 1983.

Il Papa Giovanni Paolo II ha ricordato, nell'enciclica "Dio ricco di misericordia", che la scoperta dell'amore misericordioso del Si­gnore è la sorgente più efficace per un'autentica conversione. Madre Speranza, con la sua vita e con il suo messaggio, ci aiu­ta a fare questa esperienza.

A chi desidera farsi un'adeguata immagine della dimensione spi­rituale di Madre Speranza e della sua Famiglia religiosa, che at­tualmente opera in Spagna, Italia, Germania, Brasile, Romania, Bolivia, India, Messico, Cuba, Perù:

• vedere una proiezione della durata di circa 20 minuti nel salo­ne del Centro informazioni;

• consultare, nella sala ricordi, qualche pubblicazione sull'argo­mento che si vuole approfondire.

 

DIO AMORE MISERICORDIOSO

Alcuni pensieri sull'amore misericordioso del Signore, che Madre Speranza chiamava "dottrina tanto nuova quanto Dio che è l'E­terno".

Dio, nell'insondabile mistero del Suo essere uno e trino, è circon­dato di luce inaccessibile; tuttavia noi possiamo conoscere le Sue perfezioni o attributi, fra i quali il più stupendo e fondamentale si chiama Amore. L'amore divino a contatto con la fragilità e mi­seria dell'uomo si manifesta e prende il nome di misericordia o di amore misericordioso.

Dio non ama al modo degli uomini, i quali preferiscono i buoni e rifiutano i cattivi.

Il Signore invece ama tutti con la stessa intensità e senza alcu­na distinzione, al punto che l’uomo più perverso, il più perduto e miserabile, è amato da Lui con tenerezza immensa.

Il motivo di un simile amore, umanamente inspiegabile, sta nel fatto che il Signore ci ama perché Egli è l’amore infinito; Dio ci ama perché Lui resta fedele al Suo essere amore infinito, un amo­re più forte del nostro male e del nostro peccato.

Gli autori ispirati della Bibbia, quando parlano dell'amore di Dio, usano il vocabolo ebraico hesed, che significa fedeltà a se stes­so, responsabile del suo amore; tale amore divino, diversamen­te da quello umano, scaturisce dalle perfezioni di Dio Amore in­finito e non dalle qualità dell'uomo amato; per cui il Signore, nonostante le nostre offese, continua ad amarci con sollecitudi­ne riabilitativa: ... era morto ed è tornato in vita ...; questa sol­lecitudine costituisce la misura del Suo Amore misericordioso.

Dio è un Padre tutto bontà, che cerca con ogni mezzo di conforta­re, aiutare e far felici noi suoi figli; ci cerca e ci segue con amore instancabile, come se Lui non potesse essere felice senza di noi. Dio dissimula le nostre mancanze e ci attende a conversione con incredibile pazienza; diventa, umanamente parlando, come pazzo di gioia, quando torniamo a Lui dopo una vita disordinata, fosse pure in punto di morte, ... come è avvenuto al buon ladrone: "... oggi sarai con me in paradiso".

Alla luce di tale consolante verità, Madre Speranza diceva: "Se al­la fine della mia vita dovessi essere giudicata da mio padre ter­reno, che mi voleva tanto bene, avrei paura! Non ho paura di es­sere giudicata da Dio: è un Padre cosi buono, comprensivo, mi­sericordioso"! ... anche perché Dio conosce tutti i condizionamen­ti della vita, attenuanti, scusanti, circostanze... che riducono la nostra responsabilità; il Signore conosce il profondo squilibrio del cuore dell'uomo, il quale, fragile e peccatore, spesso fa quel­lo che non vorrebbe e non fa quello che vorrebbe ...

Dio solo sa misurare il grado del male che compiamo, perché so­lo Lui sa quanto è grande la nostra ignoranza, quanto è forte la passione che ci acceca o l'ambizione che ci abbaglia, tanto che Gesù in croce ha pregato "Padre, perdona loro perché non san­no quello che fanno".

Se i giudici di questo mondo, conoscendo certe attenuanti, san­no fare tanti sconti nel giudicare, cosa non saprà fare per noi il Padre celeste che è l'Amore infinito, l'Onnisciente che sa tutto! Dio, per impedirci la sventura di morire chiusi al Suo amore, a volte ci tratta con rigore, non per vendicarsi, ma per correggerci e salvarci: misericordia non significa disinteresse o tolleranza. In Dio c'è anche la giustizia ma è a servizio del Suo amore per il nostro bene.

Tutte le perfezioni o attributi di Dio sono a servizio del Suo Amo­re per il nostro bene: si serve, ad esempio, della Sua sapienza per riparare i danni causati dall'abuso della libertà umana, traen­do il bene dal male, la gioia dal dolore, la vita dalla morte.

Dio è per ogni uomo un Padre ed una tenera Madre.

Una mamma ama i propri figli non tanto perchè sono buoni o bel­li, ma soprattutto perché sono le sue creature che lei vuol far fe­lici, mossa dall'interiore esigenza del suo essere materno; e quanto più un figlio è miserevole fisicamente o moralmente, tan­to più le premure materne si accentuano e si moltiplicano.

Se anche si trovasse una madre che abbandona la propria crea­tura, non avverrà mai che il Signore si dimentichi di noi; anzi il Suo amore e la Sua sollecitudine crescono nella misura in cui noi diventiamo più miserevoli.

Nella Bibbia alcuni autori sono ispirati per farci intravedere come è fatto l'amore di Dio usando l'esempio dell'amore di una mam­ma per il figlio che porta ancora in grembo (in ebraico: rahamim = amore materno, da rehem = grembo materno); è un amore fe­dele perché sgorga dall'essere materno, è quindi una necessità interiore, invincibile; è un amore disinteressato, totalmente gra­tuito, perché non è ricambiato in alcun modo dal bambino, la cui presenza in grembo procura alla madre fastidi e preoccupazioni; è un amore personale perché l'amore di una mamma per ciascu­na delle sue creature non diminuisce con l'aumentare del nume­ro dei suoi figli; è un amore con sfumature di tenerezza, pazien­za, comprensione, compassione, prontezza al perdono... È una variante quasi "femminile" della fedeltà maschile a se stesso, espressa da hesed.

Se l'amore di una mamma è così fatto, volete pensare che l'amo­re di Dio sia di meno?, sarà di più infinitamente, perché in Dio tutte le perfezioni sono infinite.

 

CHI VEDE GESU’ VEDE DIO AMORE MISERICORDIOSO

Le divine perfezioni sono rese ancora più visibili in modo parti­colare da Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, con le Sue paro­le e con le Sue opere, ed infine, con la Sua morte in croce e la Sua risurrezione.

Mediante Gesù diventa particolarmente visibile Dio nella Sua mi­sericordia; Gesù non soltanto parla della misericordia, specie con le parabole del figlio prodigo, buon pastore, buon samaritano, etc. ..., ma soprattutto Egli incarna la misericordia e la personifi­ca; Egli stesso è la misericordia.

Per chi vede in Gesù l'amore misericordioso, Dio diventa partico­larmente visibile quale "Padre ricco di misericordia".

"Chi ha visto me ha visto il Padre" dice Gesù all'apostolo Filippo che gli chiedeva: "Mostraci il Padre e ci basta".

Il render presente il Padre come amore e misericordia è, nella co­scienza di Cristo, la fondamentale verifica della sua missione; la rivelazione del Padre da parte di Gesù raggiunge il suo culmine con la croce.

"Il Crocifisso parla e non cessa mai di parlare di Dio Padre, che è assolutamente fedele al Suo eterno amore verso l'uomo, poi­ché ha tanto amato il mon­do - quindi l'uomo nel mon­do - da dare il Suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna. Credere nel Figlio crocifisso significa "vedere il Padre", significa credere che l'Amo­re misericordioso è presen­te nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male, in cui l'uomo, l'umanità, il mondo - sono coinvolti". (cfr DM 7).

 

LUOGHI DEL SANTUARIO

Le varie costruzioni, iniziate nel 1953 e terminate nel 1975, sono dell'architetto spagnolo Julio Lafuente; quelle con i numeri 8-9-10 sono di altri progettisti.

 

1. PIAZZA davanti al Santuario.

Guardando dal bordo semicircolare della piazza, si ha una veduta generale dei vari edifici.

2. SANTUARIO del Crocifisso. (entrata principale è a destra del campanile.

3. BASILICA, dedicata all'amore misericordioso del Signore.

La forma esteriore è costituita da cilindri distanziati e coperti da una grande lastra di cemento; la facciata è formata da una vetrata concava a occhioni e da una grossa pensilina di spesso cemento. Sulla scalinata antistante s'innalza, per 46 metri, il campanile con pannelli guida-suono sulle campane.

4. CRIPTA, parte inferiore della basilica; la tomba di Madre Speranza si trova dietro l'altare.

5. FONTE e piscine.

Sul suo piazzale s'eleva, su di una colonna, la statua in marmo di Maria Mediatrice.

6. VIA CRUCIS monumentale all'aperto. Il suo inizio è dietro la Casa del Pellegrino.

7. PRESEPIO e quadri poliscenici della Storia sacra; sono ubicati a destra dell'altare della cripta, ove si trovano anche:

- sala oggetti-ricordo e libri,

- servizi igienici,

- portico per la Casa dei Pellegrino.

- Pic-nik

8. CASA dei religiosi, sacerdoti e laici, figli dell'Amore misericordioso; luoghi ove è vissuta Madre Speranza.

9. CASA per incontri di orientamento vocazionale, chiamata Roccolo Speranza. Autogestita.

10. CASA delle suore, Ancelle dell'Amore misericordioso e loro noviziato.

11. CASA per pellegrini che, singolarmente o in gruppo, sostano presso il Santuario. Offre anche la possibilità di organizzarvi convegni, esercizi spirituali e giornate di studio.

12. CASA per pellegrini malati. Due piani di essa sono allestiti a convivenza per sacerdoti anziani o invalidi. In una camera dell'ottavo piano di questa casa è morta Madre Speranza.

13. SOTTO PIAZZA: ristorante-bar e sala per pranzo al sacco per pellegrini di passaggio (aperti dalle 12 alle 15), servizi igienici.

14. CENTRO INFORMAZIONI: ufficio per informazioni, sala proiezioni e ascensore per i parcheggi.

15. PARCHEGGI

16. SPAZIO GIOCHI PER BAMBINI

 

SANTUARIO DEL CROCIFISSO

È semplice e moderno, a forma di croce e col soffitto ascen­dente in legno di larice siberiano. Progettato dall'architetto spagnolo Julio Lafuente, è stato costruito nel 1955 e succes­sivamente eretto a Santuario nel 1959

È chiamato "Santuario del Crocifisso" perché sulla parete di fondo, rivestita di un legno tropicale, è collocato un origina­le Crocifisso, di cui Madre Speranza così scrive nel suo diario: "Gesù mi ha fatto comprendere come desidera che si faccia l'immagine del Suo amore misericordioso e i simboli che de­vono completarla".

Lo scultore spagnolo Coullot-Valera nel 1930 ebbe l'incarico di scolpire un crocifisso, nel quale fosse evidente non tanto lo strazio, quanto l'amore che ha portato Gesù sulla croce per scontare i nostri peccati.

L’immagine doveva avere espressioni ed atteggiamenti tali da farci esclamare, come il centurione sul Calvario: "Quest'uomo è veramente il Figlio di Dio".

Per esprimere questo, Gesù è rappresentato:

- ancora vivente;

- col corpo non accasciato, ma dritto in atteggiamento di vittima volontaria;

- col volto sereno pur in mez­zo a dolori e sofferenze;

- con lo sguardo ri­volto al cielo verso il Padre;

- col cuore di­pinto sul pet­to con la scritta Charitas = amore.

 

I simboli che completano il Crocifisso sono: una grande ostia che indica l'Eucaristia, segno di quell'inesauribile amore che si fa "presenza" per aiutarci;

- il mappamondo su cui poggia la croce sta ad indicare l'uni­versalità dell'amore salvifico di Dio;

- la corona regale sopra il globo ricorda che Cristo, atti­randoci tutti a Sé, ci governa con amore e libertà;

- il libro sul lato sinistro del globo è il Vangelo, aperto ove si legge: "Amatevi gli uni gli

altri come io vi ho amato"

Con uno sguardo a Gesù Crocifisso, sconvolgente modello, possiamo comprendere:

- la grandezza dell'amore di Dio per noi; ... sentirsi amati fa crescere cristianamente!

- la grandezza della dignità dell'uomo; ... per ricuperarlo è morto un uomo-Dio: rispettalo!

- la gravità del peccato; ... una condanna grave (la croce) sup­pone un reato grave (il peccato): evitalo!

Da ciò si può capire perché il Crocifisso è stato collocato al centro del Santuario, immagine la più espressiva dell'amore misericordioso del Signore.

BASILICA

Nel 1962 l'architetto spagnolo Julio Lafuente fu incaricato di co­struire una chiesa di stile moderno e tradizionale insieme, che fosse un vero inno architettonico all'amore misericordioso di Dio; dopo tre anni il tempio fu consacrato ed inaugurato dal vescovo di Todi e dal cardinale Ottaviani alla presenza di 60 ve­scovi conciliari di diverse nazionalità.

La pensilina d'ingresso, formata da una bassa e grossa lastra di cemento, costringe quasi il pellegrino a riconoscere il limite e la fragilità della sua dimensione umana.

L'interno invece, ampio, luminoso e slanciato, fa percepire la grandezza dell'amore e del perdono di Dio.

La luce in questo edificio è uno degli elementi fondamentali, quasi fosse il materiale più prezioso; essa penetra non da co­muni finestre, ma da numerose e svariate sorgenti e direzioni, che sono gli occhioni della facciata, lo spacco a croce del sof­fitto, il cono della cupola, gli oblò dei cilindri e le vetrate delle pareti.

Al centro, su di un rosso pavimento spiccano in bianco marmo l'altare, il leggìo e il tabernacolo, sormontati da una grande co­rona di rame che circoscrive ed evidenzia la parte più sacra del­la chiesa.

Per cantare le meraviglie dell'Amore Misericordioso, dietro l'al­tare, a destra in alto, un grandioso e movimentato organo pro­tende in avanti un fascio di trombe di lucido metallo.

L'edificio è originale anche per le pareti formate da cilindri i quali, essendo aperti all'interno, possono diventare delle cap­pelle.

La cappella a fianco del tabernaco­lo è dedicata a Santa Teresa del Bambin Gesù, apostola dell'amore misericordioso del Signore. Apparve a Madre Speranza ancora bambina, e le disse: "Vengo da parte del Buon Dio a dirti che tu dovrai con­tinuare quello che io ho iniziato...". Nella cappella seguente, andando verso l'uscita, si trova un quadro della Madonna Mediatrice, col gi­glio sul petto che fiorisce nell'Euca­ristia, con le braccia aperte in at­teggiamento di implorare miseri­cordia dal suo divin Figlio; con sin­golare tatto materno, assunta in cielo, continua ad ottenerci la sal­vezza eterna. È opera del pittore Elis Romagnoli.

L’immagine di Gesù Bambino, collo­cata nella cappella successiva, vuol ricordarci che il Signore, prima an­cora che con la croce, ci ha dimo­strato il Suo amore misericordioso con l'incarnazione, prendendo la natura umana nell'umiltà del prese­pio.

L’ultima cappella in fondo alla chie­sa è dedicata alle anime del Purga­torio. I loculi sepolcrali vuoti della pietra dell'altare richiamano alla mente la misericordia di Dio che ha voluto la risurrezione finale del nostro corpo dal sepolcro in virtù del­la morte e resurrezione di Gesù che unico poteva infliggere morte alla morte.

Nel primo cilindro, a sinistra di chi entra, c'è l'ascensore che unisce la cripta alla basilica.

Nella cappella successiva una serie di quadri rappresenta i fatti princi­pali della vita del Signore; la loro si­stemazione a forma di croce sugge­risce che tutta l'esistenza terrena di Cristo è stata un atto di amore sa­crificale per la nostra salvezza: "Co­lui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in no­stro favore". È opera del pittore a spagnolo Mariano Villalta, come è suo anche il crocifisso della vetrata sopra l'ingresso della basilica.

Nel cilindro seguente, confessionali disposti in forma circolare e sor­montati da una grande croce, stan­no a ricordarci che nel sacramento della confessione ogni uomo può sperimentare in modo particolare la misericordia di Dio che è più poten­te del peccato.

Sulla parete della cappella successi­va quattro quadri del pittore Longaretti presentano Gesù misericordio­so che si commuove dinanzi all'u­mana sofferenza: risuscita il figlio della vedova di Naim e la figlia di Giairo, e guarisce i lebbrosi ed il paralitico. Il solo Vangelo può darci un'idea della misericordia di Gesù che durante la sua vita terrena... passò beneficando e risanando ogni malattia ed infermità.

La Madonna del Pilar, venerata in Spagna e rappresentata nella penul­tima cappella, ricorda l'apparizione della Vergine all'apostolo San Gia­como scoraggiato nella sua opera di

evangelizazione; di Maria si serve Dio come mezzo privilegiato per richiamare gli uomini sulla strada della salvezza.

Nell'ultima cappella, l'artista spa­gnolo Vaquero Turcios ha rappre­sentato in un arazzo San Pietro e San Paolo. I lineamenti delle due fi­gure, a forma di granitiche colonne, fanno pensare alla potenza della misericordia del Signore, che cam­bia gli uomini da peccatori in santi di eccezionale grandezza spirituale. Il sostegno di pietra dell'altare fa ri­ferimento a San Pietro, pietra fon­damentale della Chiesa; mentre quello di acciaio a raggiera si riferisce a San Paolo, l'apostolo delle genti, martirizzato con la spada.

La chiesa ha ottenuto il titolo di Basilica a ri­cordo del pellegrinag­gio che il Pontefice Gio­vanni Paolo II volle compiere a Collevalen­za il 22 novembre del 1981.

In quella data, festa di Cristo Re, il Papa scel­se questo Santuario per pronunciare di nuo­vo e riconfermare il messaggio della sua enciclica "Dio ricco di misericordia», nel pri­mo anniversario della pubblicazione del do­cumento.

Nel cilindro a destra della sacrestia sono cu­stoditi l'altare e il leg­gio utilizzati in quel­l'occasione per celebra­re la Messa sulla piazza  gremita di persone.

 

CRIPTA

La basilica comprende anche una chiesa inferiore, chiamata Cripta.

Essa, seminterrata, raccolta e nella penombra, forma architet­tonicamente un tutt'uno con la chiesa superiore, da cui riceve la luce e con la quale comunica attraverso una scala elicoidale dalle pareti tessute in mattoni come fosse una gerla.

La Cripta è dedicata a Maria Mediatrice ed ha sopra l'altare un mosaico, opera del pittore Villalta, che rappresenta la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli radunati nel cenaco­lo. "Maria è anche colei che, in modo particolare ed ecceziona­le - come nessun altro - ha sperimentato la misericordia e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, ha reso possibile con il sacrificio del cuore, la propria partecipazione alla rivela­zione della misericordia divina". (DA. 9).

Dietro l'altare è situata la tomba di Madre Speranza, semplice ed originale, a modo di chicco di grano seminato che solleva la terra ed annuncia la nuova spiga, la Chiesa rinnovata dall'A­more misericordioso, riscoperto anche per merito di Madre Speranza.

Sulla sinistra della tomba, in una cappella, si trova la statua, venerata in Spagna, della Madonna della Fuensanta. Il piano ri­alzato sull'entrata della Cripta è riservato per le Confessioni.

 

VIA CRUCIS ALL’APERTO

Con una monumentale Via Crucis all'aperto il Santuario vuole richiamare anche ai nostri occhi l'amore misericordioso che Ge­sù ci ha dimostrato con la Sua passione e la Sua morte.

Le quattordici stazioni della Via Crucis iniziano poco oltre la portineria della Casa del pellegrino e si snodano per circa un chilometro in un viale alberato.

I primi tre gruppi di statue sono opera dello scultore Antonio Ranocchia, mentre gli altri undici sono dell'architetto Alcide Ti­cò.

Per meditare la Via Crucis ci può aiutare anche un oposcolo scritto a questo scopo da Madre Speranza.

Alcune frasi di questa guida sono incise lungo il viale.

 

PRESEPIO E QUADRI DELLA STORIA SACRA

Il Santuario richiama l'attenzione dei pellegrini principalmente sul Crocifisso, prova fondamentale dell'amore di Dio per l'uo­mo.

Di questo tenero ed appassionato Amore ci sono però altre me­ravigliose manifestazioni che sono descritte nel libro della Bib­bia.

Alcuni dei più significativi fatti di questa Storia sacra, come la creazione del mondo, le vicende di Mosè e del popolo ebraico, la missione dei profeti, la vita di Gesù con particolare riferimen­to alla sua nascita (presepio) e alla sua morte e risurrezione (mistero pasquale), sono stati rappresentati in quadri polisce­nici e plastici di particolare interesse.

Le sacre rappresentazioni, opera di alcuni religiosi di Madre Speranza, si trovano nel salone del presepio, a destra dell'al­tare della Cripta.

 

FONTE E PISCINE

Sul piazzale, a sinistra della Basilica, Madre Speranza, per ispi­razione dall'alto, ha fatto scavare un pozzo profondo 122 me­tri, la cui acqua abbondante alimenta le piscine costruite per il bagno dei malati ed è attinta dai pellegrini a scopo di devozio­ne in una fontana a fianco dell'edificio.

All'ingresso della costruzione si legge un invito di Madre Spe­ranza: "Adopera quest'acqua con fede ed amore, sicuro che ti servirà di refrigerio al corpo e di salute dell’anima".

Vi è anche incisa sulla facciata, vicino ad un grande Crocifisso di marmo, una sua preghiera: "Ti ringrazio, o Signore, perché mi hai dato un cuore per amare e un corpo per soffrire. "

Su di una colonna, a sinistra del piazzale, una statua in mar­mo di Maria Mediatrice sta a braccia aperte come per impetrar­ci la grazia di comprendere il valore della sofferenza. All'interno dell'edificio, quattro mosaici del pittore Cupelloni raffigurano Gesù che com­pie miracoli di guarigione, come il paralitico, e di conversione, come la Sa­maritana, servendosi an­che dell'acqua.

Da quando si è avuta l'autorizzazione ecclesia­stica, più volte la settimana si celebra la Liturgia delle acque come conclu­sione di una Liturgia peni­tenziale.

 

ORARI E ATTIVITA’ DEL SANTUARIO

SANTE MESSE

Giorni Festivi: 6,30 - 8 - 9,30 -11 -12

                       16 - 17,30 (ora solare)

                       17 - 18,30 (ora legale)

                       17 - Sabato e vigilie delle feste S. Messa Festiva

Giorni Feriali: 6,30 - 7,30 - 10 - 17

 

CELEBRAZIONI

Giorni Festivi: 7,30 - Lodi

                      17,00-19,00 - Adorazione, Rosario, Novena, Vespri, Benedizione Eucaristica. Giorni Feriali: 7,00 - Lodi.

                      18,30 - Vespri, Rosario e Novena

Giovedì 17,30 - Adorazione Eucaristica e Vespri

LITURGIA DELLE ACQUE (prima del bagno nelle piscine)

Lunedì - ore 10,30 (da marzo a ottobre)

Giovedì - ore 16,00 (da marzo a ottobre)

Sabato - ore 15,30 (tutti i mesi dell'anno)

 

IL GIORNO 8 DI OGNI MESE

Ricordiamo Madre Speranza insieme ai Confratelli, Consorelle e Benefattori defunti soprattutto nelle SS. Messe delle ore 6,30 e 17.

 

ATTIVITA’ - Nel Santuario viene particolarmente curato:

• II ministero delle Confessioni • La Pastorale Familiare

• II lavoro con i Sacerdoti • La Pastorale Giovanile

 

APERTURA E CHIUSURA DEL SANTUARIO

Dalle 6,30 alle 12,30; dalle 15 alle 19,30 (ora legale)

Dalle 6,30 alle 12,30; dalle 15 alle 18,30 (ora solare)

 

SALA RICORDI E PRESEPIO

dalle 8,30 alle 12,30; dalle ore 15 alle 18,30

 

SUSSIDI

• Rivista dell'Amore Misericordioso

• Novena dell'Amore Misericordioso

• Pubblicazioni varie, video ed audio cassette

 

SANTUARIO AMORE MISERICORDIOSO 06050 COLLEVALENZA - PERUGIA

Intemet. http://Www.collevalenza.it - E-mail. acam@collevalenza.it Tel. 075-8958.1 - Fax: 075-8958.228 - C/C Postale11819067

 

CENTRO INFORMAZIONI

Tel.: 075-895 82 82 - Fax: 075-895 82 83 E-mail: informazioni @collevalenza.it

TELEFONI - FAX - E-mail delle diverse Attività del Santuario: CASA del PELLEGRINO: Per prenotazioni soggiorno o per Convegni Tel.: 075-8958.1 - Fax: 075-8958.228 - E-mail: casadelpellegrino@collevalenza.it ATTIVITÀ GIOVANILE VOCAZIONALE: Per Ritiri, Esercizi, Campi-Scuola Tel.: 075-8958.209 - Fax: 075-8958.291

E-mail. roccolosperanza@libero.it - http://Www.speranzagiovani.it POSTULAZIONE CAUSA DI CANONIZZAZIONE DI MADRE SPERANZA Tel.: 075-8958.1 - Fax: 075-8958.228 - E-mail: acam@collevalenza.it

Come arrivare a COLLEVALENZA

Dall'autostrada del Sole: 

per chi viene da NORD: uscire al Casello di VALDICHIANA e proseguire per Perugia, Ponte San Giovanni, Todi, Collevalenza;

per chi viene da SUD: uscire al Casello di ORTE e proseguire (sulla linea di Peru­gia) per Sangemini, Acquasparta, Colle­valenza.

 

Con il pullman:

Chiedere orari ai Centro Informazioni.

 

In treno

La rete delle Ferrovia dello Stato è collega­ta con la rete ferro­viaria della Centrale Umbra:

Sansepolcro - Temi.