SANTUARI MARIANI PRINCIPALI IN CINA

La Vergine di Nazareth e lo Xiao xin

I santuari mariani sono il volto cristia­no della Cina, un Paese che sembra voler fare a meno della religione, ma dove cresce ogni giorno di più nel po­polo il bisogno di Dio.

Scrive suor Maria Ko, delle Figlie di Maria Ausiliatrice: «Tra i classici della letteratura cinese c'è il Libro della pietà filiale (Xiao xin), composto probabil­mente durante la dinastia Han (11-I sec. a.C.) da un autore ignoto. Il libro inizia con la frase: "La pietà filiale è la radice di tutte le virtù". Ora, ogni cinese co­nosce fin dall'infanzia i racconti edifi­canti della pietà filiale. Si tratta di una raccolta di ventiquattro esempi di per­sone che hanno praticato in modo esemplare lo Xiao verso i genitori, so­prattutto verso la madre. Tra questi racconti al­cuni riguar­dano persone che, sostenute dall'affetto della madre, hanno ottenuto un grande successo dopo dure pro­ve. Queste per­sone una volta che hanno rag­giunto la gloria esaltano la ma­dre attribuendo a lei il più gran­de merito».

Vogliamo rife­rire alla "spiritua­lità mariana" dei cinesi questa lo­ro profonda pie­tas filialis, che già per gli antichi ro­mani esprimeva il più elevato senti­mento verso la Di­vinità e, qui in ter­ra, nei confronti dei genitori.

Nei catechismi cinesi, nei libri po­polari di dottrina cristiana e nelle raffi­gurazioni artistiche l'Assunzione di Ma­ria al cielo viene presentata comune­mente come un avvenimento con due protagonisti: Maria e Gesù. Maria è ac­colta nella gloria da Gesù. È il Figlio che accoglie la Madre con gioia, venerazio­ne e affetto.

Certamente la maternità di Maria non è l'unico fondamento della sua As­sunzione, e il rapporto fra Gesù e Ma­ria è molto di più di una "pietà filiale"; tuttavia, questo forte senso di vincolo familiare permette a questo grande po­polo dell'Asia di pensare con molta na­turalezza a Maria assunta nella gloria accanto a Gesù, poiché la gloria del Fi­glio comprende la gloria della Madre. È dagli anni Cinquanta che in Cina il Go­verno per­mette la li­bertà di culto; ma soltanto sot­to la supervisio­ne dell'Associa­zione patriotti­ca, i cui Segreta­ri, atei, controlla­no che la Chiesa sia obbediente al Partito comu­nista. L'ideale dell'Associazio­ne patriottica è sempre stato quello di far na­scere nel Cele­ste Impero una Chiesa indipen­dente dal Papa. Per questo, da al­lora si è creata in Cina una Chie­sa "sotterra­nea", che rifiuta il controllo del Governo.

Dall'altra parte c'è la Chiesa uffi­ciale, "patriotti­ca", che pur di so­pravvivere ha accettato, o ha fatto fin­ta di accettare, i pochi spazi di libertà concessi. Infatti, più dell'80% dei Ve­scovi nominati da Pechino in questi an­ni hanno chiesto in segreto il ricono­scimento e la riconciliazione con la Santa Sede, e ciò ha reso ancor più spietato il controllo su di essa da par­te del Governo comunista. La Cina ap­pare così come un luogo di opposte contraddizioni: da una parte essa si proclama una nazione comunista, dal­l'altra il mercato e l'efficienza econo­mica la fanno da padroni. Il Governo proclama la libertà religiosa, ma poi perseguita i fedeli. Chiese e templi so­no concessi solo per riti pubblici con­trollati, ma per la maggior parte del tempo i luoghi sacri devono soprattut­to fornire introiti come monumenti, occasioni commerciali per turisti di passaggio.

Dramma delle due Chiese

La modernizzazione, condotta in Ci­na a tappe forzate, sembra voler fare a meno di elementi religiosi; eppure nel­la stragrande maggioranza della popo­lazione il senso del sacro è molto for­te. Le due Chiese, quella patriottica e quella sotterranea, amministrano qual­cosa come 150.000 Battesimi ad adulti ogni anno.

In Cina vivono attualmente all'incir­ca 14 milioni di cattolici, che rappre­sentano solo l'uno per cento del tota­le degli abitanti (un miliardo e quattro­cento milioni). L'Hebei, la provincia at­torno a Pechino, è la zona con la massi­ma concentrazione di credenti: sono oltre un milione e mezzo. La Chiesa cattolica in Cina è perfettamente co­sciente della sua piccolezza e conosce le sfide e le difficoltà dell'evangelizza­zione, ma non ha paura, perché fra le sue sorgenti di forza e di coraggio c'è la grande fiducia dei cattolici cinesi in Maria. La Santa Vergine, che, non di­mentichiamolo, è donna del Continen­te asiatico, è pur sempre la Stella del­l'evangelizzazione anche di questo im­menso sub-Continente. B. s.

 

Mary Queen of China - Dong Lu

Il famosissimo santuario di Dong Lu al pari di quello di Sheshan, è straordina­riamente amato dai fedeli cinesi. È il san­tuario nazionale dedicato a Nostra Signo­ra della Cina. La chiesa contiene una grande e splendida immagine della Vergi­ne col Bambino in braccio, entrambi ve­stiti in abiti imperiali. Il santuario di Dong Lu è stato istituito dai Vescovi del­la Cina dopo il Sinodo di Shanghai (14 maggio - 12 giugno 1924). Nel 1932 Pio XI ha approvato Dong Lu come luogo di pellegrinaggio: per questo legame con la decisione papale, i cattolici cinesi hanno sempre vissuto il pellegrinaggio a Dong Lu anche come espressione di fe­deltà alla Santa Sede.

Dong Lu è a circa 40 km da Baoding, nella provincia dell'Hebei, ed è una delle roccaforti della Chiesa cattolica sotterra­nea cinese. Va da sé che il Governo non abbia mai visto di buon occhio i pellegri­naggi a Dong Lu e abbia cercato sempre in mille modi, nel corso degli anni, di sco­raggiarli. L'Ufficio di pubblica sicurezza, agenzia incaricata di sorvegliare la comu­nità cattolica sotterranea, periodicamen­te dà un "giro di vite" per impedire a chiunque di andare in pellegrinaggio a Dong Lu. Ma con scarso successo. Infatti, ogni anno, nel mese di maggio, senza cu­rarsi dei divieti, decine di migliaia di pelle­grini salgono sulla montagna in silenzio o recitando il Rosario e cantando inni di lo­de alla loro celeste Madre e Protettrice.

Nel 1900, in Cina si sarebbero avute tre apparizioni della Vergine: una a Pe­chino, in cui Maria era accompagnata dall'arcangelo Michele, circondato da molti Angeli. Una seconda nel villaggio di Santai durante la rivolta dei boxer, ri­guardava una statua della Madonna che

piangeva. La terza apparizione si è verifi­cata a Dong Lu. I testimoni raccontano che una bella signora, riconosciuta co­me Maria, è apparsa in cielo. I cattolici hanno implorato la Madonna di proteg­gerli dai nemici e di salvare la loro città dalla distruzione. Finita la rivolta, una splendida chiesa è stata costruita per ringraziare la Madonna della protezio­ne. Ci si procurò un'immagine dell'im­peratrice vedova Ci Xi in abiti imperiali e la si usò come modello per ritrarre la Madonna col Bambino. L'immagine è nella chiesa di Dong Lu, diventata meta popolare di pellegrinaggi fin dal 1924.

Il 23 maggio 1995, alcuni pellegrini hanno testimoniato un altro fenomeno. Oltre 30mila cattolici della Chiesa sot­terranea si erano radunati al santuario di Dong Lu per la Messa. Era la vigilia della festività di Maria aiuto dei cristia­ni, cui i cattolici cinesi sono molto devo­ti. Quattro Vescovi della Chiesa sotter­ranea concelebravano con quasi 100 sa­cerdoti. Improvvisamente, durante la preghiera iniziale e di nuovo durante la consacrazione, la gente ha visto il sole spostarsi da destra a sinistra, mentre nel cielo brillavano raggi luminosi di va­rie tonalità. Si riusciva a guardare il sole direttamente senza dover chiudere gli occhi: nel suo centro alcuni hanno visto la Croce; altri la Sacra Famiglia; altri an­cora la Madonna che tiene in braccio Gesù; altri, infine, l'Ostia Sacra. La gen­te, sconvolta dalla visione, è caduta in profonda estasi. Il fenomeno del sole che cambiava colore, avvicinandosi e poi ritirandosi mentre irradiava in varie tonalità, è durato circa 20 minuti.

È anche per questi eventi straordina­ri che Dong Lu è uno dei santuari più frequentati dell'intera Cina.

 

Nostra Signora di Sheshan- Shanghai

Nel quartiere più "in" di Shanghai, pie­no di insegne fosforescenti e di centri commerciali ma senza templi né chiese, una scritta sul cartello luminoso recita: Benvenuti a Pudong! Intorno, una super­ba architettura di vetro e acciaio, elegan­te e fredda, che costituisce il simbolo della nuova Shanghai, quella su cui il Go­verno cinese ha puntato tutte le carte per costruire la Cina del XXI secolo.

Soltanto a poche decine di chilome­tri dal centro di Shanghai, a Sheshan, sorge un santuario cattolico, intitolato alla Regina della Cina. È un santuario im­portante, legato alla storia della fede dei cattolici cinesi, testimone delle loro sofferenze e delle loro tenaci speranze, deposte ai piedi della Vergine.

Fondato nell'Ottocento e costruito nella forma attuale nei primi decenni del Novecento, il santuario di Sheshan è de­dicato a Maria, aiuto dei cristiani, l'Ausilia­trice. Posto sulla sommità di una collina, nella piatta campagna a Est di Shanghai, il complesso è considerato santuario na­zionale, che ospita ogni giorno centinaia di visitatori e pellegrini. Nel 1924, i Ve­scovi della Cina consacrarono la Nazio­ne alla Madonna, andando in pellegrinag­gio a Sheshan. I lavori della basilica inizia­rono l'anno seguente e durarono la bel­lezza di dieci anni; ma alla fine questa bel­lissima chiesa è stata la prima basilica di tutto l'Estremo Oriente ed è diventata la meta preferita dei Pellegrini cinesi e di devoti che ogni anno arrivano perfino da Hong Kong, Taiwan e Macao.

Nella Lettera ai cattolici cinesi (27 mag­gio 2007), Benedetto XVI ha proposto una vibrante Preghiera a Nostra Signora di Sheshan, in occasione della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, chieden­do alla Madonna di sostenere «l'impe­gno di quanti in Cina, tra le quotidiane fa­tiche, continuano a credere, a spera­re, ad amare, affinché mai tema­no di parlare di Gesù al mon­do e del mondo a Gesù».

 

 

 

Our Lady of the Peak - Shan Dong

Il santuario di Our Lady of the Peak (Nostra Signora della Vetta) si trova sul la­to Ovest della famosa montagna di Tai, ovvero sulla montagna di Ping Yin Shan, nella provincia orientale dello Shan Dong.

La chiesa è stata costruita nel 1889. È stata incendiata nel 1927 e quindi rico­struita. Il santuario si è salvato da diver­se persecuzioni grazie alla protezione della Madonna, ma è stato pure distrut­to durante la Rivoluzione culturale. Do­po essere tornato alla comunità cattoli­ca locale, la chiesa è stata ricostruita e consacrata nel 1990.

Il santuario è circondato da un bosco imponente; e ciò lo rende ancora più mae­stoso. Sotto la montagna c'è il villaggio cat­tolico di Hu Zhuang, che vanta una glorio­sa storia di fede lunga 400 anni, durante la quale è stato anche la culla di molte voca­zioni, in quanto ha offerto numerosi sa­cerdoti, religiose e laici consacrati. Nelle vicinanze si trova l'unico grande santuario della Cina dedicato a san Giuseppe.

 

O OurLady of Grace - Ban Sishan

Il santuario di Ban Sishan dedicato al­la Madonna delle Grazie si trova nella provincia di Shan Xi. La basilica è stata costruita nel 1897. Dopo la distruzione avvenuta durante la Rivoluzione cultura­le cinese, il santuario è stato ricostruito tra il 1986 ed il 1989. Inoltre, è stata ri­fatta la strada che porta verso il santua­rio, situato sulla cima della monta­gna. Lungo il percorso sono sta­te aggiunte le 14 Stazioni della Via Crucis. La chiesa è stata aperta ai fedeli nella solennità dell'As­sunzione della Vergine Maria dell'anno 1987. Il Santuario è stato consacrato il 12 settembre 1988 con una partecipa­zione di oltre 15.000 fedeli.

Il santuario di Ban Sishan è punto di riferimento per tanti cristiani e per non­cristiani. Soprattutto nel mese di mag­gio e nella festa liturgica della Natività della Madonna, l'8 settembre, i pellegri­ni riempiono il santuario e i sentieri vici­ni. Nella vallata risuonano in continua­zione i canti mariani e le voci dei fedeli che recitano il rosario.

 

Our Lady of Lourdes - Qing Yang

Qing Yang è il Distretto più grande e importante della città di Jiang Yin, nella provincia di Jiang Su. Secondo i racconti degli anziani locali, all'inizio del 1900 una contadina della zona gia­ceva malata da tempo e non riusciva a guarire neanche dopo tante cure. Un giorno le apparve una bellissima signo­ra vestita di bianco con una cintura az­zurra ai fianchi. Il suo volto era accon­discendente e solenne.

Con le mani incrociate sul petto, dis­se alla contadina malata di raccogliere l'erba di quella zona, farne una tisana e berla; così sarebbe guarita.

La donna eseguì l'ordine della Signo­ra, e guarì veramente. Essa però crede­va che fosse stata una apparizione di Budda, quindi andò al tempio per rende­re grazie, ma non trovò nessuna immagi­ne di Budda che somigliasse alla Signora.

Un giorno, andando a casa di un cat­tolico, vide l'immagine della Madonna di Lourdes, e subito si mise a gridare: «È lei, è lei la Signora che mi ha guari­ta!». La notizia si diffuse subito nelle zone intorno, e la gente venne a rende­re omaggio alla Madonna.

La Diocesi comprò il terreno dove era apparsa la Madonna e vi costruì pri­ma una semplice cappella e poi una chiesa di stile gotico per rispondere al­le esigenze dei pellegrini che giungeva­no numerosi.

Così la fama della Madonna di Qing Yang si diffuse presto in tutta la provin­cia e nell'intero Paese. La chiesa è di­ventata presto uno dei più famosi san­tuari mariani della Cina.

Durante l'invasione giapponese, nel 1939, la chiesa venne bombardata. Nel 1993 la comunità locale comprò un terreno nella vicinanze della chiesa ori­ginale, e cominciò la costruzione dalla nuova chiesa, che fu consacrata il I ° maggio dell'anno seguente.

 

Madonna di Mo Zi Shan - Mongolia

Il santuario, al centro della Mongolia, è molto famoso tra i cattolici per i tanti miracoli e le innumerevoli grazie otte­nute dai pellegrini. Mo Zi Shan non è un monte alto e maestoso; e neppure vi crescono fiori e alberi straordinari, ma nel cuore dei cattolici e anche di tante persone non cattoliche, ha un posto speciale: è considerato un monte sacro.

Secondo il racconto dei cattolici del luogo, nel giugno 1905 alcuni pastori vide­ro improvvisamente nevicare sulla monta­gna di Mo Zi e videro anche apparire una bellissima signora vestita di bianco. Spon­taneamente, tutti insieme cominciarono a gridare: «È la Madonna, la nostra Madre celeste!». Subito si inginocchiarono e co­minciarono a pregare. Dopo qualche tem­po la Signora vestita di bianco salì lenta­mente tra le nuvole. I pastori corsero allo­ra al villaggio e scoprirono che lì non era nevicato. Subito riferirono lo straordina­rio fenomeno di cui erano stati testimoni al Parroco. Dopo questa vicenda, un mis­sionario belga decise di costruire una chiesa per rendere omaggio alla Madon­na. I lavori cominciarono nel 1906 e dopo due anni una chiesa lunga 25 metri e larga 8 si ergeva sul monte Mo Zi.

Questo "piccolo" santuario è uno dei più amati dai fedeli cinesi e accoglie tantissimi pellegrini non solo cattolici, ma di tutte le religioni ed etnie.

 

Madonna del rosario - Fu Jian

Tra i santuari mariani presenti su tutto il territorio cinese, il più recente, costrui­to soltanto nel 1993, è in cima alla monta­gna del villaggio di Long Tian, vicino a Fu Zhou, capoluogo della provincia del Fu Jian, ed è dedicato a Nostra Signora del rosa­rio. Una statua di Maria, dono dell'Italia, è posta al centro dell'edicola in stile cinese, meta di ritiro di sacerdoti e di pellegrini.

Nel 1993 l'ottantenne mons. Zheng Chang Cheng, primo vescovo di origine cinese della diocesi di Fu Zhou, capoluo­go della provincia del Sud-Est cinese di Fu Jian, al momento di ritirarsi in pensio­ne, chiese al Comitato del villaggio del suo paese di origine di concedergli un appezzamento di montagna abbandona­to, in un luogo sperduto. Da lì ha avuto inizio la colossale opera del santuario.

Oggi in questo luogo sorge il famoso "Villaggio del rosario", composto dalla Grotta della Madonna di Lourdes, la Ca­sa di ritiro spirituale e di formazione per­manente per sacerdoti e religiose, la Bi­blioteca, una chiesa, l'edicola della Ma­donna, del Sacro Cuore di Gesù, le sta­tue dei santi Pietro e Paolo e dell'arcan­gelo san Michele, la Via Crucis lungo il sentiero, un edificio tondo di 4 piani, nel­la cui cappella c'è l'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, la Casa di ac­coglienza per i pellegrini, la Casa degli an­ziani, e campi coltivati per mantenere economicamente tutte queste opere. Ma il "Villaggio del rosario" non è solo un luogo che attende i pellegrini, ma è so­prattutto un luogo dove ci si impegna a portare il Vangelo e la carità a tutti. Infat­ti, la comunità cattolica del villaggio offre periodicamente il servizio medico gratui­to, raccoglie fondi per la scuola e la co­struzione della strada, oltre ad avere co­struito la chiesa dedicata alla Madonna del rosario ed il cimitero cattolico.

Basti dire che, solo nel primo anno della sua costruzione, il villaggio ha ac­colto oltre 10.000 pellegrini dai paesi vi­cini. Oggi, oltre ai pellegrini cinesi prove­nienti da Pechino, Shanghai, Hong Kong, Taiwan, Macao, sono stati accolti anche tanti ospiti provenienti dall'Italia, Spa­gna, Francia, Inghilterra, Belgio, Germa­nia, Stati Uniti, Polonia, Canada, Filippi­ne, Giappone, Indonesia, Malaysia...

Bruno Simonetto, ssp

Tratto dalla rivista mariana: “Madre di Dio” nr9 – ottobre 2008