SANTUARI
DELLA SICILIA: ACICATENA
- AGRIGENTO
ACICATENA
(CT)
Santuario
di Santa Maria della Catena Parrocchia
Diocesi: Acireale. Indirizzo: piazza Matrice.
Calendario: 11 gennaio, ringraziamento alla Madonna della Catena.
15
agosto festa titolare dell’Assunta.
Prima
domenica di settembre: festa di san Candido.
Note: collocato nelle vicinanze delle antiche terme romane e dell’eremo di
Sant’Anna.
Il culto della Madonna della Catena risale alla fine del XIV secolo e venne
introdotto da re Martino, il quale diede il nome di Acicatena all’antico borgo
di Aci Scarpi, dove sorse un primo altarino raffigurante la Madonna della Catena
simile a quella di Palermo. Qui sorse, nel 1576, una cappella per poi
trasformarsi in chiesa nel 1588, ottenendo il titolo di parrocchia Madonna del
Carmine nel 1597. L’11 gennaio 1693 il tempio mariano venne distrutto dal
terremoto e rimase in piedi soltanto la cappella della Madonna. L’anno
seguente la chiesa fu riscostruita e le venne dato il titolo di collegiata nel
1710, diventando santuario mariano il giorno dell’Assunta (15 agosto) del
1954.
Il santuario è il tempio principale di Acicatena. Le spese di ricostruzione
furono pagate dai Principi Reggio, i quali, nel 1709, fecero dono alla chiesa
delle reliquie di san Candido martire, portate dalle catacombe romane di San
Callisto, perciò il santo divenne compatrono della città. Nel 1695, l’anno
della consacrazione, s’innalzò l’artistica cupola.
L’interno del tempio è a tre navate a croce latina. Nell’abside è
collocato un coro ligneo sulle cui pareti sono dipinti due affreschi
raffiguranti il miracolo della liberazione dei tre condannati di Palermo, da qui
il nome Santa Maria della Catena.
Sulla volta dell’abside si staglia l’affresco di Maria Santissima Assunta in
cielo. L’altare maggiore, di marmo, è arricchito dal gruppo statuario della
Coena Domini e dall’elegante pala, ricamata in seta e oro, che racchiude
l’urna delle spoglie di san Candido. L’antica icona della Madonna della
Catena risale al XVI secolo, ma il suo simulacro è stato realizzato nel secolo
successivo. Si tratta di una statua imponente, adorna di preziosi monili e di un
manto dorato. La Madonna sorregge il Bambino Gesù, il quale tiene in mano
l’aurea catena. Fra i dipinti di maggior pregio ricordiamo Rebecca, la tela più
antica della città, opera di Paolo Vasta; la Madonna dei Lumi di Costanzo; San
Vincenzo Ferreri e l’agonia di San Giuseppe di Paolo Vasta junior.

Santuario
della Beata Vergine Immacolata
Frati minori francescani Diocesi: Agrigento Indirizzo: piazza San Francesco
Calendario: 8 dicembre festa dell’Immacolata (processione fino alla Cattedrale
con la statua della Madonna dove vi rimane per otto giorni)
Note: Le suore di Santo Spirito, della chiesa monumentale adiacente al
santuario, preparano dolci speciali.
Il tempio ha due torri campanarie e sul prospetto una statua in marmo bianco del
santo di Assisi. Il santuario è stato fondato dai frati francescani nel 1295 e
con gli aiuti economici della ricca famiglia dei Chiaramonti nel 1307 venne
costruita un’altra chiesa. Il santuario fu restaurato e ristrutturato nel 1789
da monsignor Giovan Battista Peruzzo, sepolto, per suo volere, nella stessa
chiesa.
Sull’altare centrale è collocata una tribuna di marmo con colonne (voluta da
monsignor Michele Sclafani), contenente la Madonna della Catena, opera di
Antonello Gagini (XV secolo). La statua dell’Immacolata risale al XVII secolo.
Da segnalare anche un crocefisso ligneo del Settecento e i tondi di Domenico
Provenzani e in particolare le cappelle risalenti al Duecento.
Cristina Siccardi
Tratto dalla rivista Mariana “Maria
Ausiliatrice” Torino.