SANTA VERONICA GIULIANI PARLA AI SACERDOTI
Suore
Francescane dell’Immacolata – Monastero delle Murate
- Via dei Lanari, 2 - 06012 Città di castello (PG) Tel.: 075 –
8555779.
Questa
notte, dopo lungo travaglio, ho avuto il raccoglimento nel quale il Signore mi
ha fatto vedere una moltitudine di sacerdoti, tutti con abito sacerdotale; ma
anche, nel medesimo punto, mi ha fatto comprendere che, fra essi, vi sono molti
Giuda e suoi nemici; [...]. In un subito, una parte di essi sono divenuti come
mostri infernali e peggio che gli stessi demoni. A questa vista così
spaventevole il Signore, da capo a piedi tutto grondava sangue; ed, in questo
punto, mi ha comunicato che quel sangue che Lui versava, glielo facevano versare
i peccati e sacrilegi che commettevano detti sacerdoti, ed erano come tante
spade e pugnali, come tante ferite e colpi verso Sua Divina Maestà. E mi fece
vedere quel suo preziosissimo sangue scorrere come un fiume per terra, acciò
io vedessi la poca stima e poco conto che ne faceva chi aveva potestà di
tenerlo nelle medesime mani ed
anche riceverlo indegnamente, come facevano tutti quei tali che Egli mi faceva
vedere.
Io
gli domandai se mi volesse fare intendere chi erano, ma Egli mi disse: «No,
questi non si sapranno sino al dì del Giudizio. Già sono tutti condannati al
fuoco eterno». Io risposi: «Sia fatta la vostra santa volontà! Ma ditemi,
Signore, Voi non mi avete eletta per mezzana fra Voi e i peccatori? Ora io
eccomi pronta anche a dare la vita e il sangue, per- la gloria vostra e per
salute di queste anime». II Signore mi disse: «Sì, tutto è vero; ma ora,
per questi tali, non vi è nessun rimedio, perché di continuo, mi calpestano e
mi flagellano». Così dicendo, con volto tutto severo, ha detto: «Ite,
maledicti!». Oh, Dio! In un subito, li ho veduti sparire come densissimo
fumo. Quelli, invece, che erano restati con la veste sacerdotale, il Signori li
ha benedetti, e li ha confermati padroni del suo Corpo e del suo Sangue (D
1,926).
Una
volta il Signore mi fece comprendere quanto gli dispiacciono le offese che gli
recano i religiosi ed, in particolare, quelli che si fanno padroni del suo
Santissimo Corpo e Sangue, cioè i sacerdoti. «Questi tali - così mi
disse il Signore - sono cagione di tirare al precipizio tutto il mondo, perché
si servono di me, mi prendono, mi tengono nelle loro inani, non per
magnificarrni, ma per farmi ogni ignominia ed oltraggio». Poi mi disse: «Mira».
In un subito mi fece vedere, tutti quei tali divenuti più spaventevoli degli
stessi demoni: «Non posso fare grazie a questi; no, no, no!». E, di
nuovo, li scacciò da Sé, con la maledizione (D II, 9).
Dopo
la santa Comunione, subito fui rapita in estasi e vidi Nostro Signore Glorioso,
il quale così mi disse: «Io sono il tuo Sposo; [...]. Fermati in me;
confermati nel mio volere e non dubitare. Sono io per te. Dimmi: Che brami?».
In quel momento gli raccomandai una persona e, nello stesso istante, me la fece
vedere: sembrava un demonio dell'inferno, tant'è che il Signore si copriva il
volto per non guardarla. Domandai al Signore chi fosse quel mostro d'inferno ed
Egli mi disse che era quel tale che io gli raccomandai. Oh, Dio! Che spavento mi
diede! Non sto a dire chi esso sia; bensì che non è di questa città, ma che
sta qui ed è anche un sacerdote. Iddio mi fece capire che costui aveva tutto il
suo pensiero nelle cose della terra e che ambiva molto alle dignità umane, la
qual cosa reca a Iddio molto dispiacere, poiché questi sono cuori attaccati
alle ricchezze, in cui regna una superbia occulta che il Signore non può
tollerare, specie nei sacerdoti.
Capii
così che Iddio sta tra le mani di questi tali come stava tra le mani di Giuda,
il traditore. Subito dopo disparve tutto come denso fumo (D II, 58).
Mentre
raccomandavo a Dio i bisogni presenti, mi parve d'intendere che Egli era molto
offeso, a causa dei "Giuda" che lo tradiscono, ogni mattina, sul santo
Altare. Iniziai, allora, ad offrirgli preghiere, a domandargli perdono delle mie
colpe e delle mie ingratitudini, supplicandolo, per amor mio, di non castigarli;
mi esibii a patire tormenti e pene, in penitenza dei miei peccati e di quelli
altrui; gli chiesi anime, tutte le anime e dicevo: «Dio mio, Voi che siete
tutto amore e carità; fatemi questa grazia, deponete il castigo e perdonateci!
Io mi esibisco a patire pene e tormenti per vostro amore». Detto ciò, capii
che mi avrebbe fatto la grazia, ma solo per quella volta. Allora, subito
replicai: «Dio mio, questa grazia la vorrei per sempre!», ma Egli così
rispose: «Per adesso te la concedo; ma per sempre, no!». Il Signore era
davvero offeso (cf. D III, 74).
Una mattina, facendo la Comunione spirituale provai lo stesso effetto della Comunione sacramentale e fui rapita in estasi. Ricordo che Iddio mi raccomandò, in modo speciale, tutti i sacerdoti, ma sopratutto quelli che stanno in disgrazia di Dio, poiché quanti, oh, quanti ve ne sono! (D III, 420).
In
un'estasi, Maria SS.ma mi disse: «Figlia, [...]; vi sono cristiani che
vivono come le bestie; non vi è più fede nei fedeli, vivono come se Iddio non
esistesse; e mio Figlio sta col flagello in mano per punirli... Oh, quanti
sacerdoti, poi, e quanti religiosi e religiose offendono Dio! Tutti costoro
calpestano i Sacramenti, disprezzano il Preziosissimo Sangue di Gesù e lo
tengono sotto i loro piedi. Questi infettano le Comunità, le città intere;
sono come appestati, hanno il nome di cristiani, ma sono peggio degli infedeli.
Figlia, prega, patisci pene e fa' che tutti facciano lo stesso, acciò Iddio
deponga il flagello» (cf. D 111, 999).
Al
termine di una Messa, chiesi a Maria SS.ma di benedire, assieme al Padre
celebrante, i miei superiori, le mie consorelle, tutti coloro che aiutano
l'anima mia, il Pontefice e tutti i poveri cristiani, ed Ella così mi rispose: «Il
Pontefice ne ha pochi di veri cristiani. Figlia, prega e fa' pregare,
soprattutto per i sacerdoti che trattano sì malamente mio Figlio» (cf. D
III, 1196).
Maria
SS.ma a S. Veronica: «Figlia, sappi che ora nel mondo è venuto un vivere
tale che pochi si salveranno. Tutti offendono Dio, tutti sono contrari alla
legge di Dio, ma quello che più dispiace a Dio è il peccato, specie quello
commesso nelle Religioni e dai sacerdoti che, ogni mattina, consacrano
indegnissimamente. Oh! Quanti, oh, quanti vanno giù nell'inferno. Figlia, Iddio
vuole che tu patisca e preghi per tutti costoro» (D IV, 358).
Maria
SS.ma a S. Veronica: «Figlia, voglio che tu descriva i
sette luoghi, più penosi, che stanno nell'inferno, e per chi sono.
Il
primo è il luogo ove
sta incatenato Lucifero, e con esso vi è Giuda che gli fa da sedia, e vi sono
tutti quelli che sono stati seguaci di Giuda. Il secondo è il luogo ove
stanno tutti gli ecclesiastici e i prelati di santa Chiesa, poiché essendo
stati elevati in dignità ed onori hanno pervertito maggiormente la fede,
calpestando il sangue di Gesù Cristo, mio Figlio, con tanti enormi peccati
[...]. Nel terzo luogo che tu vedesti, vi stanno tutte le anime dei
religiosi e delle religiose. Nel quarto vi vanno tutti i confessori, per
aver ingannato le anime, loro penitenti. Nel quinto, vi stanno tutte le
anime dei giudici e dei governatori della giustizia. Il sesto luogo,
invece, è quello destinato a tutti i superiori e alle superiore della
religione. Nel settimo, infine, vi stanno tutti quelli che hanno voluto
vivere di propria volontà e che hanno commesso ogni sorta di peccati, specie i
peccati carnali» (D IV
744).
Maria
SS.ma a S. Veronica: «In un rapimento, fosti portata nell'inferno per subire
nuove pene e, nel tuo arrivo, vedesti che precipitavano in esso tante e tante
anime, ed ognuna aveva il suo luogo di tormento. Ti fu fatto conoscere che
queste anime erano di varie nazioni, di tutte le sorte di stati, cioè di
cristiani e d'infedeli, di religiose e di sacerdoti. Quest'ultimi stanno più
vicini a Lucifero, e patiscono così tanto che mente umana non può
comprenderlo. All'arrivo di queste anime, tutto l'inferno si mette in festa e,
in un istante, partecipano di tutte le pene dei dannati, offendendo Dio» (D
IV, 353). (...)
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