Filomena e Pauline: una santità al femminile

Santa Filomena, martirizzata forse durante la crudele persecuzione di Diocleziano, rimase sconosciuta fino all'i­nizio del XIX secolo quando la sua tomba fu scoperta nelle antiche catacombe di s. Priscilla a Roma. Ma la scoperta non ha rivelato molto sul passato della giovane eccetto l'età (circa 12-13 anni), il nome (Filumena) e il fatto che fu martirizzata.

Non esisteva documentazione per una vergine martire di quel nome, ma forse Gesù - che "conserva il vino buono per ora " (cfr. Gv 2,10) - voleva tenerla nascosta fino ai nostri giorni, perché una volta "scoperta" Dio incominciò quasi immediatamente ad operare una grande quantità di miracoli tra­mite la sua intercessione. Naturalmente divenne ben presto molto conosciuta, amata e invocata.

Fu soltanto sulla base della sua "potente intercessione" - e in modo eccezionale - che acquistò ufficiale riconoscimento dalla Chiesa, che la proclamò Santa dopo 35 anni, privilegiandola poi con una messa e ufficio in suo onore.

 

Tra i suoi devoti numerosi papi e santi

Papa Gregorio XVI autorizzò la devo­zione pubblica di questa santa proclamando­la "Patrona del Rosario Vivente", un'ope­ra fondata dalla Venerabile Pauline Jaricot. Pio IX la proclamò "Patrona dei Figli di Maria", mentre tra i tanti santi che l'hanno venerata spicca il nome del santo Curato d'Ars (Giovanni M. Vianney), che aveva per lei una tenera devozione, accreditandole i numerosi miracoli avvenuti ad Ars inclusa la sua stessa guarigione miracolosa. Egli raccomandava a tutti di chiedere la sua intercessione, e diffuse la devozione a Filomena anche come ausilio ai sacerdoti missionari.

La sua reliquia preziosa è custo­dita nel Santuario s. Filomena a Mugnano del Cardinale (provincia di Avellino, non distante da Napoli - I), e la sua festa principale è 1'11 agosto; ma quest'anno ricorre il bicentena­rio della traslazione del suo corpo avvenuto 10 agosto 1805, quindi un anno speciale, sicuramente ricchissimo di grazie per chi invoca questa dolcissima santa. "Molto amata dalla Regina dei Martiri, l'interces­sione di Santa Filomena rimane sempre mol­to potente presso Dio," assicura il Rettore del Santuario, Msr. Braschi.

 

Guarì la fondatrice del "Rosario vivente"

Un'altra sua devota fu la giovane e straordinaria donna Ven. Pauline Marie Jaricot, di Lione in Francia: Terziaria Domenicana, contemporanea del Santo Curato. d'Ars che le fece da guida spirituale. Molto sofferente per un problema al cuore, pellegrinò - accompagnata - con estrema difficoltà é molto coraggio fino a Roma per vedere il Papa. Ma la sua condizione fu tale che non riusciva a muoversi dal letto del convento dove alloggiò, e allora il Santo Padre andò da lei. Dopo qualche giorno si mise di nuovo in cammino e andò al Santuario s. Filomena dove Pauline fu quasi istantaneamente e miracolosamente guarita. Tornò dal Papa per mostrargli il miracolo; un gesto che accelerò l'autorizzazione al culto della giovane martire.

Donna di grande talento, fin da piccola Pauline desiderava aiutare i poveri e diffon­dere l'amore di Dio. Era ancora giovane quando diede inizio ad un lavoro che non ha più cessato di crescere in ogni parte del mon­do. Dopo esser stata toccata dalla condizione dei poveri e dalla miseria di coloro che non conoscono Dio, Pauline creò una colletta per l'attività missionaria della Chiesa. Ebbe l'i­dea di chiedere a dieci amiche un piccolo sacrificio, chiedendo ad ognuno di esse di trovarne altri dieci. In questa maniera - diceva - aiutiamo chi ha bisogno e contri­buiamo a unirci a Dio. È così che ebbe inizio l'Opera della Propagazione della Fede.

Qualche anno prima aveva dato vita al "Rosario vivente" - con il suo solito siste­ma, chiedendo alle amiche di trovare altret­tanto amiche disposte a pregare se non tutto il Rosario almeno una parte, una decina, cin­que decine... Il Rosario Vivente fu affidato al patrocinio di s. Filomena dal Papa Gregorio XVI che disse a Pauline: "Pregate s. Filomena, qualunque cosa le si chiede si ottiene."

Pauline Jaricot organizzò anche un pro­getto sociale basato su valori cristiani a favore della classe lavorativa. "Il suo pro­getto fallì sul nascere, ma preparò misterio­samente la strada ad un rinnovamento nel­l'impegno sociale della Chiesa che sarebbe stato sviluppato nell'enciclica di Leone XIII Rerum novarum", scrive Giovanni Paolo II nella sua Lettera all'Arcivescovo di Lione in occasione del bicentenario del­la nascita di Pauline. Nella stessa lettera il Santo Padre elogia la sua fortissima volon­tà d'iniziativa che era radicata nell'amore per l'Eucaristia: "La sua vita quotidiana era illuminata dall'Eucaristia e dall'adorazione del Santis­simo. Molto presto manifestò il desiderio di diventare una "Eucaristia vivente", di esse­re riempita dalla vita di Cristo e di unirsi profondamente al suo sacrificio, vivendo in tal modo le due dimensioni inscindibili del mistero eucaristico: l'azione di grazia e la riparazione.

E quello che ha fatto esclamare al Curato d'Ars: `Conosco qualcuno che ha molte e pesanti croci e che le porta con grande amo­re: è la signorina Jaricot'. La sua spirituali­tà è caratterizzata dal suo desiderio d'imita­re Cristo in tutte le cose".

Pauline si dimostrò una vera discepola di Cristo, come scriveva Papa Leone XIII: "...in virtù della sua fede, della sua fiducia, della sua forza d'animo, della sua dolcezza e dell'accettazione serena di tutte le croci". Nata a Lione il 22 luglio 1799, conobbe l'u­miliazione e la povertà negli ultimi anni del­la sua vita, che terminò il 9 gennaio 1862.

La causa della sua beatificazione e cano­nizzazione è già iniziata. Ma prima che ciò avvenga, la Chiesa attende conferma divina in forma di miracoli.

Quindi invochiamola con tanta fiducia per far sì che questi miracoli piovano dal Cielo per la gloria di Dio e il bene della Chiesa, di cui siamo membra. Diventiamo - come a lei piaceva dire - "dei fiammiferi che accendo­no il fuoco".

Beverley K. Drabsch