SANTA
FAUSTINA KOWALSKA E IL MESSAGGIO DI GESÙ MISERICORDIOSO
di
Giuseppe Portale
Ricorre, il 25 agosto, il 101 ° anniversario dalla nascita di Santa Faustina Kowalska, avvenuta a Glowice presso Lodz, in Polonia il 25 agosto 1905, battezzata al secolo col nome di Elena, morta a Lagenwniki, presso Cracovia, il 5 ottobre 1938, beatificata dal compianto Papa Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993 e proclamata Santa dallo stesso Santo Padre nell'Anno giubilare 2000.
Santa
Faustina è comunemente conosciuta come lo strumento cui Gesù volle affidare il
Messaggio della sua Divina Misericordia. Ella ebbe, inoltre, uno speciale rapporto
con la Madre di Dio. La missione di Maria, infatti, è quella di farci
incontrare Gesù. Ed è per questo motivo che al centro dell'èra Mariana
abbiamo la manifestazione della Divina Misericordia.
Nel
suo Diario, Suor Faustina, infatti, scrive: "Un giorno vidi la Madonna
circondata da una grande luce, portava una veste bianca fasciata da una cintura
aurea, con piccole stelle d'oro a triangolo. Il manto era azzurro, leggermente
appoggiato sulla persona; un velo trasparente si poneva con leggerezza sui
capelli sciolti con grazia. Sulla testa portava una corona d'oro terminata con
puntali a forma di piccole croci.
Sul
braccio sinistro teneva il Bambino Gesù... All'improvviso mi guardò con bontà
e disse: "Dio, benedici la Polonia! Benedici i Sacerdoti! Io ho dato al
mondo il Salvatore e tu, Faustina, devi parlare al mondo della grande
misericordia di Dio, finché vi è ancora tempo".
Non
a caso, infatti, il culto pubblico a Gesù Misericordioso cominciò proprio nel
Santuario mariano di Ostra Brama, dedicato alla Madre della Misericordia. Nello
stesso luogo, dopo tantissime traversie, il quadro di Gesù Misericordioso,
dipinto da un bravo pittore polacco secondo le indicazioni di suor Faustina, fu
esposto al culto il 28 aprile 1935.
"Un
altro giorno - scrive sempre Santa Faustina - mentre ero in preghiera, verso
la fine delle litanie vidi una grande luce ed in mezzo ad essa Dio Padre. Tra
questa luce e la terra vidi Gesù inchiodato alla croce, in modo che Dio Padre,
volendo guardare la terra, la doveva guardare attraverso le piaghe di Gesù: fu
allora che compresi come a motivo di Gesù il Padre benedice tutta la
terra".
Gesù
vuole - come lui stesso insegna a suor Faustina (la quale già a 5 anni
raccontava di aver fatto in sogno il giro del Paradiso, tenuta per mano dalla
Madonna) -, Gesù vuole che noi ci uniamo alla sua opera espiatrice e
salvatrice, sia offrendo ogni volta nella Santa Messa al Padre il suo Sangue e
le sue Piaghe per la salvezza del mondo intero, sia offrendo i nostri sacrifici
insieme col Suo al Padre: in tal modo diventiamo anche noi corredentori e,
quindi, compartecipi della sua stessa gloria. E lo diventiamo nella misura in
cui ci sacrifichiamo.
Scrive
sempre Santa Faustina nel suo Diario: "Il mio cuore è una dimora continua
per Gesù, all'infuori di Lui nessuno vi ha accesso; da Gesù attingo forza per
la lotta contro tutte le difficoltà e le contrarietà. Desidero immedesimarmi
in Gesù per potermi dare perfettamente alle anime. Senza di Lui non mi
avvicinerei alle anime, sapendo quello che sono per me stessa; assorbo Dio per
darlo a mia volta alle anime. Desidero sforzarmi, lavorare, annientarmi per la
salvezza delle anime immortali. Poco importa se questi sforzi abbrevieranno la
mia vita. Dal momento che Dio ci ha fatto compagni della sua misericordia, il
nostro amore deve essere grande per ogni anima, cominciando da quelle consacrate
fino all'anima che non conosce Dio. Con la preghiera e la mortificazione
penetreremo nei Paesi più selvaggi, aprendo la strada ai missionari...
Una
gloria inconcepibile spetta all'anima che sulla terra assomiglia a Gesù
sofferente; il Padre celeste glorificherà e riconoscerà le nostre anime
nella misura in cui scorgerà in noi la somiglianza con suo Figlio... ".
"Un
altro giorno - scrive ancora Santa Faustina - Gesù si è fermato davanti a me,
spogliato dalle sue vesti, con tutto il corpo ricoperto da piaghe: aveva gli
occhi inondati di sangue e di lacrime, tutto il volto sfigurato, coperto da
sputi... Era l'ultimo giorno di carnevale, il 9 febbraio 1937, ed il Signore
mi ha fatto conoscere, in un solo momento, i peccati del mondo intero commessi
in quel giorno. Svenni per lo spavento e, sebbene conosca l'abisso della
misericordia di Dio, mi meravigliai che permettesse ancora al genere umano di
esistere. Allora il Signore mi fece conoscere chi fosse a sostenere l'esistenza
del genere umano: sono le anime elette... Ogni nostro peccato porta sofferenze
al Sacro Cuore di Gesù e agli uomini. qualcuno in particolare dovrà pagare,
cioè soffrire per noi. Ogni nostra opera buona, ogni nostra preghiera, ogni
nostro sacrificio dà gioia a Gesù e benefica gli uomini in particolare,
qualcuno riceve la grazia per convertirsi o per migliorarsi...".
Ben
sapendo questo, Suor Faustina s'impegnò a raggiungere la massima santità, ed
il 20 gennaio 1938, anno della sua morte, potè scrivere: "Cerco di
acquistare la pienezza della carità, perché così sarò più utile alla
Chiesa. Compio sforzi continui nel praticare la virtù... e questa serie di virtù
quotidiane, silenziose, nascoste, quasi impercettibili, ma praticate con grande
amore, le depongo nel tesoro della Chiesa, a profitto di tutte le anime; sento
di non vivere soltanto per me stessa, ma per tutta la Chiesa".
Nell'ultimo
quaderno del suo Diario questo tema affiora sempre più, con una insistenza
sconvolgente: "Cerco di acquistare la massima perfezione per essere utile
alla Chiesa; la mia unione con la Chiesa è assai grande. Sia la santità, sia
le cadute di ogni singola anima, si ripercuotono sulla Chiesa intera...
".
Mentre
Santa Faustina si trova nel convento di Plock, in Polonia, il 22 febbraio 1931
le appare ancora una volta Gesù. "Una sera - scrive ella nel suo Diario
- mentre stavo nella mia cella, vidi Gesù vestito di bianco. Una mano la
teneva alzata, in atto di benedire, mentre con l'altra sfiorava la veste sul
suo petto. Dalla veste socchiusa uscivano due raggi, uno rosso e l'altro
pallido. Fissavo il Signore in silenzio, l'anima mia era piena di timore, ma
anche di grande gioia nello stesso tempo. Dopo un po' mi disse: "Dipingi un
quadro secondo il modello che vedi, con sotto scritte le parole: Gesù, confido
in Te! I raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua che scaturirono dal profondo
della mia misericordia, allorquando il mio Cuore fu squarciato sulla Croce. Il
raggio pallido significa l'acqua che giustifica l'anima, mentre quello rosso
significa il sangue, che è la vita dell'anima. Questi raggi proteggono l'anima
dall'ira del Padre mio. Felice colui che vive nella loro luce, perché la
giustizia di Dio non lo colpirà... ".
Suor
Faustina confida alla superiora l'ordine ricevuto da Gesù, e da lì cominciano
tutti i suoi guai: non viene affatto creduta, anzi viene presa per visionaria e
pazza. Tuttavia, alla fine del 1934, con la comprensione e l'aiuto del suo
confessore padre Michele Sapocko, riesce a far dipingere il quadro richiesto da
Gesù. Il pittore scelto è Kazmierowski: egli ascolta attentamente la descrizione
di Gesù da parte di Suor Faustina e, durante la lavorazione, durata più di tre
mesi, la consulta quasi quotidianamente. Il quadro è bellissimo. Tuttavia la
Santa ne rimane delusa e, durante un'apparizione, dice a Gesù: "Chi ti
potrà dipingere bello come sei?".
Gesù
le risponde: "Non è nella bellezza del colore, né nel tocco del pennello,
ma è nella mia Grazia che sta il valore del quadro. In questa immagine il mio
sguardo è come era sulla croce".
Finalmente,
dopo tante peripezie, il quadro viene intronizzato, per vie provvidenziali,
nel santuario mariano di Ostra Brama. Appena intronizzata, l'immagine di Gesù
si anima per Suor Faustina. Il Salvatore solleva la mano, traccia un segno di
croce e benedice la Polonia ed il mondo intero. Quindi parla: "Diffondi
questa immagine su tutta la terra. Prometto all'anima che venererà questa
immagine di non perire. Le prometto pure, già in questa vita, la vittoria sui
nemici, particolarmente nell'ora della morte... Chiunque terrà esposta ed
onorerà nella sua casa la mia divina effigie sarà preservato dal castigo
eterno. Come gli antichi Ebrei che avevano segnato la loro casa col sangue
dell'Agnello pasquale furono risparmiati dall'Angelo sterminatore, così sarà
in quei tristi momenti per coloro che mi avranno onorato esponendo la mia
immagine...
Diffondi
il messaggio della Divina Misericordia. Quanto più grande è la miseria degli
uomini, tanto maggiore sarà la mia misericordia, perché desidero salvarli
tutti. Scrivi che prima di venire come giudice, spalancherò tutta la grande
porta della mia misericordia. Chi non vuole passare da questa porta, dovrà
passare per quella della mia giustizia. La sorgente della mia misericordia è
stata aperta dal colpo di lancia nel mio costato sulla croce, per tutte le
anime. Nessuna esclusa... L'umanità non troverà né tranquillità, né pace
finché non si rivolgerà con piena fiducia alla mia misericordia. Di' all'umanità
sofferente che si rifugi nel mio Cuore misericordioso, ed io la ricolmerò di
pace".
"Alcuni
giorni dopo - scrive Santa Faustina - Gesù mi disse: "Io sono sempre
pronto a concedere grazie, ma le anime non le vogliono sempre ricevere. Com'è
grande la loro indifferenza in cambio di tanta bontà e di tante prove
d'amore!... Trovano tempo per tutto, solamente per venire da me a ricevere
grazie non ne trovano. Mi rivolgo quindi a voi, anime consacrate: non comprenderete,
dunque, neanche voi l'amore del mio cuore? Anche qui il mio cuore è stato
deluso; non trovo l'abbandono assoluto al mio amore, ma tante riserve, tante
incredulità, tante cautele. Tuttavia, devo pure dire che vi sono delle anime
nel mondo che mi amano sinceramente. È con delizia che dimoro nei loro cuori,
ma non sono molte, per la verità. Anche nei conventi vi sono anime che colmano
di gioia il mio cuore, portano impressi i miei lineamenti ed è per tale ragione
che il Padre Celeste le guarda con particolare compiacimento. Esse sono poste
come scudo che protegge dalla divina giustizia ed hanno il compito d'impetrare
misericordia per il mondo intero. L'amore ed il sacrificio di queste anime
sostengono l'esistenza del mondo. L'infedeltà di un'anima da me prescelta
ferisce il mio cuore nel più doloroso dei modi: è una freccia acuminata che
trafigge il mio cuore!".
Un
altro giorno Gesù le dice: "Figlia mia, sono tre volte santo e provo
disgusto per il minimo peccato; ma quando i peccatori si pentono non vi è
limite alla mia generosità. Li inseguo con la mia misericordia su tutte le
loro strade e quando tornano a me dimentico le amarezze con cui hanno abbeverato
il mio cuore e gioisco del loro ritorno. Di' loro che non cesso di attenderli.
Sono in ascolto dei loro cuori per captare il minimo battito che sia per me. Li
perseguito con prove e rimorsi, con tempeste e fulmini, con la voce della
Chiesa, ma, se rifiutano tutte le mie grazie, li lascio a loro stessi e dò
loro ciò che desiderano. I più grandi peccatori raggiungerebbero una grande
santità se confidassero nella mia misericordia. Il mio cuore ne è pieno e la
spargo su tutto quanto ho creato. È mia delizia giustificare le anime. Il mio
regno in terra è la mia vita nelle anime. Prima del giorno della giustizia
mando il giorno della misericordia. Le anime attingono la grazia unicamente col
vaso della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande non vi saranno limiti alla
mia generosità. Gioisco se chiedono molto, perché desidero dare molto, anzi
moltissimo. Mi rattristo, invece, quando chiedono poco: esse restringono i
propri cuori. Di', figlia mia, che sono tutto amore e misericordia. Chiunque
mi avvicina con fiducia riceve la mia grazia con tale sovrabbondanza da non
poterla contenere e da irradiarla sugli altri. Prima di venire in veste di
giusto giudice spalanco le porte della mia misericordia.
Il
genere umano non troverà pace finché non si sarà rivolto con fiducia alla mia
Misericordia, poiché essa è il più grande attributo di Dio. Oh, quanto mi
ferisce la sfiducia dell'anima! Che nessuna anima tema di avvicinarsi a me,
anche se i suoi peccati fossero come porpora...".
Scrive
sempre Santa Faustina in un'altra pagina del suo Diario: "Oggi, guidata da
un Angelo, sono stata negli abissi infernali. È un luogo di grandi torture e lo
spazio che occupa è vastissimo! Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella
perdita di Dio... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi avesse
sostenuta l'onnipotenza di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il quale
pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordine di Dio,
affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi
è stato e che non può sapere come vi si stia. L'inferno esiste veramente! Ho
notato che in esso vi si trovano in maggior numero le anime di coloro che non
credevano alla sua esistenza... Ora prego con ardore ancora maggiore per la
conversione dei peccatori. Mi annienterò a profitto delle anime... ".
Il
culto a Gesù Misericordioso, e della relativa immagine, ha subìto ostacoli
infiniti, come tutte le opere di Dio, del resto: ivi compresa la proibizione, in
un primo tempo, da parte del Sant'Uffizio nel 1959. La stessa Congregazione, però,
venuta a conoscenza di numerosi documenti attendibili presentati dai Vescovi
polacchi, il 15 aprile 1978 revocò tale proibizione e ne autorizzò il culto.
Infine,
Gesù ha voluto confermare le rivelazioni della sua Divina Misericordia
ispirando a Giovanni Paolo II, quando era ancora cardinale, di introdurre la
causa di canonizzazione di Suor Faustina Kowalska e, proprio recentemente -
come si diceva all'inizio - di proclamarla Santa.
Un'altra conferma dei messaggi della Divina Misericordia, a quanto pare, è stata data nella città di Adrano, in provincia di Catania, dove tra il dicembre 1980 ed il marzo 1981, alla presenza d'innumerevoli e qualificati testimoni oculari, sono avvenute oltre un centinaio di misteriose lacrimazioni ematiche in diverse immagini proprio di Gesù Misericordioso e del Cuore Immacolato di Maria.
Tratto da: “Il Segno” n. 218 8/2006