Quando l'Eucaristia è vittima dei satanisti

di Stefano Cropanese

CITTA’ DEL VATICANO - Nel rapporto sul satanismo, pubblicato nel 2008, scrissi che il fine principale del demonio - quasi parallelamente alla dannazione delle anime - è quello di cercare di ridicolizzare e sminuire il mirabile Sacramento dell’Eucaristia. Proprio attraverso un’attenta opera ambigua, confusionaria e, come vedremo, di totale sacrilegio da parte del diavolo e dei suoi seguaci, l’Eucaristia è costretta a subire abusi di ogni genere. Ma perché proprio sull’Eucaristia ci si concentra maggiormente nell’ambito del satanismo? Il demonio è profondamente consapevole - e soffre terribilmente per questo - della reale presenza di Gesù nelle sacre specie eucaristiche. Quindi, l’Eucaristia è posizionata all’apice dell’opera di dannazione alla quale il principe delle tenebre lavora instancabilmente e quotidianamente: “Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare” (1Pt 5,8). Recentemente, ho avuto modo di consultare un  testo, (…) nel quale Michela - pseudonimo di una donna coraggiosa - racconta la sua terrificante esperienza, vissuta nell’ambito di una setta satanica, della quale riuscì a liberarsi solo attraverso l’inespugnabile potenza sacramentale della Chiesa. Il demonio approfitta di questa donna sola, avvilita e disanimata, se ne impossessa completamente, si serve di lei per aggiungere alcuni tasselli al suo mosaico di dannazione per le anime. E lo fa soprattutto utilizzando il corpo, sia oltraggiando quello dell’Agnello di Dio, cioè l’Eucaristia, sia disonorando quello dell’uomo e della donna che, come scrive l’Apostolo Paolo, “…è tempio dello Spirito Santo che è in voi” (1Cor 6,19), sia offendendo quello dei poveri animali. Leggendo questo libro e prendendo conoscenza dell’esperienza di questa donna, ho avuto davanti ai miei occhi l’immagine della partitura di una sinfonia. Un’opera tanto terrificante quanto angosciante, scritta dal demonio in pieno contrasto con la monodia di salvezza di Dio, scritta addirittura con il sangue del suo unigenito Figlio, nostro Signore, ed eseguita con un unico strumento, la Croce! Tentiamo, allora, di fare una breve analisi di questa agghiacciante partitura di dannazione. Troviamo, anzitutto, il setticlavio rappresentato dai sette peccati capitali, in antitesi ai sette Sacramenti, perché proprio a questi peccati è collegato il vizio, dal quale si sviluppano i disegni più oscuri. Ed è il vizio il principale responsabile della bestemmia contro lo Spirito Santo, cioè della ribellione verso la volontà di Dio che, come sappiamo, è l’unico peccato che non verrà perdonato (Mt 12,32-33). “I vizi - insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica - essendo il contrario delle virtù, sono abitudini perverse che ottenebrano la coscienza e inclinano al male. I vizi possono essere collegati ai sette peccati cosiddetti capitali” (Comp. n° 398). Come indicazione di tempo, troviamo un tempus imperfectum cum prolatio minor, indicato dal semicircolo o circolo spezzato “С”, in contrapposizione al tempus perfectum cum prolatio minor (3/4), basato sul numero perfetto tre, richiamante la Santissima Trinità. Non esiste una tonalità ben precisa in quanto, quella scritta dal demonio, è da definirsi una partitura di sola confusione, fatta da modulazioni inquietanti, da progressioni disperate e aberranti: “...non c’era più ordine, non c’erano regole”, scrive Michela (p. 112). In questa composizione, il demonio formula un invito che dissona completamente con quello di Maria, formulato alla nozze di Cana: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5). Come se, ogni volta che Satana parla al cuore dell’umanità, invece, si reiterasse ciò che leggiamo nel libro della Genesi: “…il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male»” (Gn 3,4-5). Egli, dunque, sobilla, istiga e aizza l’umanità contro il disegno salvifico di Dio e riformula le stesse garanzie con le quali cercò, inutilmente, di tentare Gesù nel deserto: “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai»” (Mt 4,8-9). Il corpo umano, come è stato già accennato, diviene l’altare dove poter celebrare le più impensabili delle atrocità e delle violenze. Tutto quello che nell’ottica della luce è vita - come il sangue o il liquido seminale -, nello squallore tenebroso in cui è incastonata questa partitura, diventa morte, dolore e distruzione assoluta. La creatura umana viene totalmente dissacrata e la sua dignità efferatamente calpestata, con la manipolazione della mente e del corpo, anche mediante l’uso di droghe. Il piacere carnale assume dimensioni ripugnanti e l’atto sessuale non è più veicolo di carità, atto a promuovere la vita, ma strumento di sfogo malefico. Qui, è d’obbligo soffermarsi su un aspetto altrettanto inquietante e disumano. Nel caso in cui una donna dovesse rimanere incinta, il ricorso all’aborto, cioè all’omicidio, è la via maestra. Crudeltà su crudeltà. Orrore su orrore. Menzogna su menzogna. Questo è Satana! Proseguendo nell’analisi della partitura, troviamo gravi atti offensivi innanzitutto verso la Madonna Santissima, nei confronti dei Santi, del Papa e di tutti i ministri di Dio, specialmente degli esorcisti. L’acme si raggiunge, praticamente, nel momento in cui il cibo di salvezza - l’Eucaristia - viene profanato. Per comprendere bene ciò che si intende descrivere, è sufficiente immettere nel nostro Spirito due passi biblici che confluiscono entrambi nell’immagine di Gesù flagellato. Ecco cosa scrive il profeta Isaia: “Come molti si stupirono di lui tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo” (Is 52, 14); ed ecco cosa scrive l’Evangelista Luca: “Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano, lo bendavano e gli dicevano: «Indovina: chi ti ha colpito?». E molti altri insulti dicevano contro di lui” (Lc 22, 63-65). Durante i rituali satanici, Gesù, buon pastore, è nuovamente costretto a subire l’umiliazione della colonna. Ma il suo preziosissimo corpo non è più dilaniato da verghe, da bastoni spinosi con nodi a punta, da cinghie munite di uncini all’estremità, bensì dalle forme più orribili, compiute dalla creatura umana, quando diviene strumento nelle mani del male assoluto. Gesù Eucaristia, pur subendo oltraggi gravissimi, rimane silenzioso, inerme. Il suo splendore e la sua luminosità non si affievoliscono solo perché, quale Agnello mansueto, vuole continuare ad elargire a noi, sue creature, il dono di averlo come nostro nutrimento. Il Corpo di Gesù e il corpo umano vengono sistematicamente contrappuntati, per essere assieme profanati nell’unione più blasfema: un vero contrappunto infernale. Satana combatte concretamente contro la Santissima Trinità profanando l’Eucaristia, servendosi dell’anima malata della creatura. Evitiamo di entrare nei particolari di ciò che avviene durante i rituali satanici ma è chiaro che, attraverso gli oltraggi eucaristici e l’annichilimento della dignità umana, non si fa altro che anticipare l’inferno sulla terra. Ad un certo punto della testimonianza, Michela scrive: “Se i Cattolici credessero nella reale presenza di Gesù Cristo nell’Ostia consacrata come ci credono i satanisti, il mondo sarebbe certamente più evangelizzato” (p. 90). Il diavolo è consapevole del fatto che Dio abbia dato a Gesù “il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2,9-11); il diavolo è consapevole del fatto che Gesù sia “la via, la verità, la vita” (Gv 14,6) e che il Vangelo sia “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rm 1,16), tanto è vero che una delle sue battaglie più cruente consiste nel tentativo di offuscare il tesoro custodito nelle beatitudini (Mt 5,1-12); il diavolo è consapevole che “Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil 2,6-7), poiché l’uomo, cibandosi dell’Eucaristia, diviene un tutt’uno con il Signore, al punto da poter affermare: “Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me” (Gal 2,20); il diavolo è consapevole che, così come avvenne con i discepoli di Emmaus, Gesù risponde alla richiesta dell’umanità, formulata nella notte della paura e della desolazione, donando direttamente se stesso da mangiare. L’Eucaristia è tutto perché è Dio, e il diavolo è consapevole di questa verità inconfutabile, di questo tesoro incommensurabile di salvezza. Per tale motivo, noi credenti dobbiamo testimoniare con più coraggio la nostra fede, attraverso la preghiera e l’esercizio della carità. Senza la preghiera, ogni cosa risulterà impossibile da compiere: “Restiamo prostrati a lungo davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore le trascuratezze, le dimenticanze e persino gli oltraggi che il nostro Salvatore deve subire in tante parti del mondo” (Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, n° 18). E’ indispensabile che noi credenti ci dimostriamo più prudenti, attenti e rispettosi verso l’Eucaristia. I satanisti ne sono praticamente ossessionati! Scrive Michela che, per gli adepti delle sette sataniche, il permesso ai fedeli di ricevere la Comunione sulla mano, ha rappresentato davvero un punto di svolta. Prima del 3 dicembre 1989, quando fu introdotta questa “innovazione”, i satanisti utilizzavano un aggeggio da mettere in bocca, quando si mettevano in fila per la Comunione. C’era un’apertura per far uscire la lingua e poi, spingendo la lingua verso l’interno, scattava un meccanismo che avvolgeva l’ostia con una pellicola di plastica, proteggendola dalla saliva. Scrive Michela, però, che questo strumento l’ha utilizzato in rari casi poiché di “preti puntigliosi” ne ha trovati davvero pochi: “La quasi totalità delle volte - continua Michela - mi appoggiavano l’Ostia sulla mano, come fosse stata la moneta di un juke-box, e poi via con il successivo nella fila, senza curarsi di cosa ne facessi” (p. 89). Poveri noi! Nel corso delle “Messe-show” avviene di tutto: celebranti che dall’anamnesi passano direttamente alla dossologia, saltando così metà della preghiera eucaristica; ministranti che elevano la patena con l’Eucaristia, durante la dossologia, al posto del presidente; ministri dell’Eucaristia che non sono più da considerarsi straordinari ma ordinari, in quanto distribuiscono in ogni occasione la Comunione e aprono e chiudono il tabernacolo come se nulla fosse; pissidi non purificate, lasciate piene di frammenti eucaristici; et cetera, et cetera, et cetera! Chissà che darebbero i satanisti se potessero raccogliere i frammenti che cadono a terra durante la Comunione visto che il piattino, in quasi tutte le Chiese, non viene più usato! Per non parlare, poi, degli abomini musicali nella liturgia! Non ci si vuole rendere conto di quanto sia nocivo, per il “decoro eucaristico”, promuovere forme che non siano in armonia con la vocazione liturgico-musicale della Chiesa che è quella di “ridestare la voce del Cosmo, glorificando il Creatore e svelando al Cosmo stesso la sua magnificenza, rendendolo bello, abitabile, umano” (Joseph Ratzinger, Rapporto sulla fede). Ogni Domenica, al termine di molte celebrazioni, si potrebbe scrivere qualcosa. Ma, quasi sempre, gli articoli e le lettere vengono considerate “cose morte” da chi le riceve e, quindi, non bastano. Solo attraverso la preghiera si possono cambiare le cose. L’Eucaristia - scrive Giovanni Paolo II - è un dono troppo grande per sopportare ambiguità e diminuzioni. Qualche tempo fa, durante una Messa domenicale, venne amministrato il Sacramento del Battesimo. Nel momento in cui il bambino doveva essere unto con l’olio dei catecumeni, usato come segno di fortezza nella lotta contro il peccato, il celebrante disse: “…ammesso che il diavolo esista veramente”. Ipotizziamo che sia stato presente un satanista. Cosa avrebbe pensato, tra sé e sé? Secondo me, dopo aver annuito con un bel sorriso, avrà detto: Benissimo! Continuate cosi, cari Cristiani. Spianateci la strada. Non sapete che Satana, per lavorare indisturbato, per seminare zizzania tra le famiglie, tra i giovani, tra i ministri di Dio, gode nel sapere che molti lo considerano inesistente?.