Tratto da: “Messaggi della Vergine di Naju” – Messaggio 33-
Julia: "Alle 21,00 sentii all'improvviso il mio corpo perdere le sue forze e caddi. Fu Marco a portarmi sulla sua schiena, mentre Jean-Vianney mi sosteneva. Fui così portata nella mia mansarda, mentre mi agitavo a causa dei dolori troppo forti che provavo. Mi sembra che fu allora che entrai in estasi.
Io
vidi il cielo, il purgatorio e l'inferno. Quando si parla di cose molto
differenti fra loro si è soliti dire che esse differiscono fra loro come il cielo
e la terra. Era esattamente così. Che differenza!
I
figli di Dio che erano salvi, si amavano l'un l'altro con pace e gioia in un
giardino fiorito; i dannati invece bruciavano in grandi fiamme, pieni di rancore
e di odio.
Il
«Cielo» è il Paradiso.
Per
accogliere un'anima che sale al cielo, una folla innumerevole di angeli
cantava in coro e la loro melodia riecheggiava in una sintonia meravigliosa e
solenne.
Una
folla immensa di santi e di sante le porgevano parimenti il benvenuto. Gesù
l'attendeva con le braccia aperte e la Vergine le tendeva le braccia per
stringerla a sé, ponendole sul capo una corona che Lei stessa aveva
preparato. Anche Dio Padre l'accoglieva con la gioia negli occhi e sorridendo.
E san Giuseppe, felice di accoglierla, le andava incontro.
In
questo luogo nessuna invidia, nessuna gelosia: tutti si amavano vicendevolmente.
Luogo traboccante di amore, di pace e di gioia. Luogo dove non si prova fame
alcuna, anche se non si mangia. Luogo dove si partecipa al banchetto celeste.
In questo luogo pure si danzava tenendosi mutuamente per mano.
Gesù,
in compagnia di sua Madre, parlava con dolcezza e bontà a tutti i suoi figli.
Questi
numerosi figli, di cui non si poteva contare il numero, venivano a stare presso
la Vergine. Lei, con le sue due mani, stendeva su di loro il lembo del vestito
che prendeva la forma di un immenso mantello.
In
questo luogo, ognuno era conciliante e rispettava l'ordine per non causare
fastidio a nessuno: tutto era bello perché il sorriso fioriva sui volti.
Il
«Purgatorio»: è il luogo in cui le anime vanno a purificarsi.
Il
purgatorio è il luogo dove l'anima deve entrare in mezzo alle fiamme che
bruciano in maniera orribile. È qui che deve purificarsi totalmente mediante le
penitenze, che avrebbe dovuto fare in questo mondo e che non ha fatto.
Il
purgatorio è l'altra riva dove devono andare le anime che sono sì morte in
grazia di Dio, ma hanno ancora da fare penitenza per riparare ai loro peccati e
purificarsi.
Una
volta purificate, le anime salgono al cielo, aiutate dalla Vergine e sostenute
dagli angeli. Esse vi salgono più presto quando noi preghiamo per loro in
questo mondo.
Quando
noi offriamo i nostri sacrifici e facciamo penitenza per loro, per la mediazione
del Cristo, esse possono essere liberate dalle loro sofferenze e salire così
più presto al cielo.
Sarà
inutile rimpiangere di non avere ben sopportato le proprie sofferenze sulla
terra; sarà troppo tardi. È durante la nostra vita quaggiù che noi dobbiamo
continuamente offrire il nostro amore agli altri sacrificandoci per essi. L'«Inferno»
è il luogo dove vanno le anime dannate.
Gli
angeli le spingevano dopo aver loro legato le mani dietro la schiena. In quel
medesimo istante i demoni le afferravano brutalmente.
Si
tratta della strada della dannazione da cui nessuno potrà mai, in eterno,
ritornare. È, l'inferno, un mare di fiamme sommerso dall'odio, dove non serve
più a niente manifestare rincrescimento e dibattersi contro il dolore.
Chi
tenderà loro la mano? Nessuno! Essi si dibattono come coloro che, sul punto
d'annegare, si afferrano anche a dei fili di paglia.
Coloro
che cadono nell'inferno camminano tra le fiamme sempre più ardenti,
strappandosi i capelli gli uni con gli altri, graffiandosi gli uni gli altri,
combattendosi fra loro per riuscire a prendere qualcosa da mangiare. Ma tutto il
cibo cade nelle fiamme per cui nessuno fra loro può mangiare.
Gli
occhi di tutti escono dalle orbite, rendendoli simili a demoni orribili. Oh,
che figure orribili alla vista!
La
Vergine disse: «Figlia mia, hai visto? Sono io, vostra Madre, il legame che
unisce il cielo e la terra.
Gli
errori hanno invaso il mondo intero. Nessuno purtroppo vi presta attenzione, a
parte quelli dei miei figli che ho scelto.
Per
questo motivo, desidero far ascoltare la mia voce ai miei figli del mondo
intero, per tuo tramite.
Per
questo motivo ancora, io desidero far loro conoscere la luce con cui il mio
figlio Gesù li illumina, e parimenti il mio amore per avvertirli di districarsi
dai lacci delle tenebre, dove stanno precipitando.
Oh,
mia piccola figlia, felice di soffrire per me e per mio Figlio! Il mio Cuore
soffre enormemente nel vedere che tanti dei miei figli che Io chiamo in cielo
discendono nel purgatorio e nell'inferno. Vi sono pure dei miei figli sacerdoti,
che Io amavo come la pupilla dei miei occhi, che vi cadono. Ecco perché è
tramite la tua mediazione, mia povera e piccola figlia, che Io voglio salvarli.
L'offerta
che tu mi fai delle tue sofferenze, sopportandole di buon grado, spalma
balsamo sulle ferite che mi straziano il Cuore».
Julia:
«Ma, Madre mia, io ho così poca forza! Io non riesco, abitualmente, a
sdebitarmi verso di voi dell'amore materno che mi testimoniate e talvolta
stento a rinunciare completamente a me per voi. Aiutatemi, ve ne prego. O
Madre mia! Voi, nostro scudo, nostra consolatrice! Io mi affido interamente a
voi, io che sono così insignificante. Che la vostra volontà sia fatta!».
La
Vergine: «Anche in questo momento molte anime vanno all'inferno. Io voglio
salvare le anime che percorrono la strada dell'inferno, mediante i tuoi
sacrifici e le tue sofferenze. Vuoi tu unirti alle mie sofferenze?».
Julia:
«Oh sì, Madre! Che gioia poter soffrire con voi per la conversione di molte
anime! Io ero così infelice, così miserabile prima di conoscervi ed ora non
faccio che ringraziare Iddio e voi stessa per avermi concesso di partecipare
ai vostri dolori, io che sono la creatura più ordinaria di questo mondo».
La
Vergine: «Va', figlia mia cara! O figlia mia prediletta, che mi domandi tu
stessa di darti delle sofferenze! Ora tu soffrirai. Tuttavia, figlia mia,
subisco, Io stessa, delle sofferenze ben più grandi delle tue».
Julia:
«O Madre mia! Fatemi subire tutte le vostre grandi sofferenze. Ma, è mai
possibile che voi subiate queste grandi sofferenze, voi nostra Madre così
buona?».
La
Vergine: «Grazie alle sofferenze che tu ed Io subiamo, le anime di quelli dei
miei figli che sono caduti nell'errore possono essere salvate, lavate delle
loro colpe mediante questo stupendo miracolo che è il sangue prezioso che mio
figlio Gesù dona loro».
Julia:
«O Madre, io mi offro totalmente a voi volentieri».
La
Vergine: «Figlia mia! Tu sei mia figlia, colei che deve soffrire! Quand'anche
i tuoi sacrifici e le tue sofferenze saranno penose da sopportare, non
inquietarti perché Io ti terrò per mano. Tu sarai vicino a Me».
Julia:
«O Madre! Io sono così sprovvista di qualità! Come potrò io aspirare a
cose grandi? Se, percorrendo la strada dell'inferno, potessi ottenere che molte
anime siano offerte a Dio, volentieri io percorrerei questa strada. Io
desidero offrirvi numerose sofferenze con amore e gioia, per accontentare la
vostra attesa materna, che non aspira che a salvare le anime, fosse pure una
sola».
La
Vergine: «Bene, figlia mia! È per questo che ti amo. Questo desiderio del
tuo cuore si estenderà nel mondo perché gli occhi dei ciechi spirituali
(ciechi nella loro anima, non "vedendo" più Dio) si aprano e le anime
ammalate si rianimino (ritornino a Dio). Tuttavia, se essi rifiutano di
ascoltarmi, Io non potrò fare nulla per loro dopo la loro morte, perché allora
la giustizia del mio figlio Gesù dovrà compiersi. Parimenti i dannati
subiranno la vergogna e proveranno rimorsi, ma sarà troppo tardi».
Julia
parla poi delle sofferenze che dovette patire, e scrive: " Io dovetti
emettere grida disperate in mezzo ad un'angoscia così atroce che è impossibile
immaginare, in questo mondo, con la sola forza dell'immaginazione umana.
L'inferno?
È il covo maledetto dove le anime, rigettate da Dio e segnate della sua
maledizione eterna, si lamentano, emettono grida di disperazione, sono divorate
dal rimorso, si dibattono in tutte le maniere possibili, dopo aver subìto il
giusto giudizio di Gesù. Ma tutto è inutile. Ed è per impedire che noi tutti
vi andiamo che la Vergine ci chiama, soffrendo senza fine per noi.
Bisogna
che noi siamo tra quei suoi figli che, senza posa, senza ripensamenti,
rispondono «sì» a quest'appello della nostra Madre".