nell'atto
di istituire la SS. Eucarestia fatta assieme alla SS. Vergine Addolorata
ATTO
DI PREPARAZIONE
O Gesù, vengo a Te, con trepide ansie, in quest'ora
tacita e solenne, mentre l'aura del vespro accarezza leggermente i fiori; ed
essi inneggiano a Te, o Fiore eletto dei prati, col loro olezzante profumo. Il
sole è declinato, attraverso gli ubertosi monti ed il mare, i suoi ultimi
raggi, scintillanti di luce. Gli uccelli cantano a Te, o sovrano Creatore, la
canzone della sera; e le prime stelle amiche, col loro pio raggio, appaiono
sull'orizzonte, ed il meriggio e la notte si baciano insieme.
Vengo a Te, o Cuore Eucaristico di Gesù,
trepidamente d'amore in questi momenti di Paradiso, che mi parlano di Te, e mi
rivelano tutta l'intensità del Tuo amore divino, onde è traboccante il Tuo
Cuore di Padre, in questi supremi istanti per me, Tua povera creatura.
Ne fremono deliziosamente i cuori vergini, come
bionde spighe, in attesa di un avvenimento sublime; e cielo e terra ripetono
come un soave mormorio; amore, amore...
Mentre che i cattivi Ti odiano, e Ti preparano la
più straziante morte; in qua nocte tradebatur, come afferma
l'Evangelista, Tu, Gesù caro, senti il bisogno di donarti tutto a me per
sempre, e dimostrarmi così tutta la veemenza della Tua infinita carità.
O Gesù buono, col cuore profondamente commosso,
unita agli Angeli e alla Madonna Santissima, che fu la Tua prima Adoratrice nel
momento prezioso della Tua gran Cena e dell'istituzione della divina
Eucarestia, io Ti offro per le Sue verginali mani quest'ora di amore e di
adorazione riparatrice. - Entro silenziosa e devota nel Cenacolo santo, per
trattenermi con Te, e raddolcire così, col mio intenso amore per Te, le pene
atrocissime che Ti recano i cattivi, e ricordare fra lagrime pietose i palpiti
più ardenti del Tuo Cuore, che vibrano fortemente per me nell'istituzione
benedetta della Santa Eucarestia...
O Serafini beati, datemi il Vostro amore, copritemi
con le Vostre ali d'oro, affinchè io faccia un'adorazione meno indegna a Gesù.
O Madre mia Addolorata, io mi nascondo nel Vostro
Seno materno, onde il mio amore per Gesù sia fuso col Vostro...
O Giovanni, Apostolo della carità, che riposi la
tua testa sul petto di Gesù, ed enumeri tutti i cocenti palpiti del Suo Cuore
adorato, deh! siimi fratello in amare il dolce Maestro e adorarlo devotamente
sotto i bianchi veli Eucaristici...
O Santi Apostoli, Voi che in quest'ora solenne
riceveste l'alta missione di essere eletti da Gesù, Sacerdoti ed Apostoli della
Sua Chiesa nascente, pregate per noi.
Salve, o vero Corpo, nato da Maria Vergine;
Che alla Croce fu inchiodato e morì per gli uomini:
Che dal fianco perforato sangue ed acqua diedeci: Sii
da noi pregustato ne l'ora terribile.
O Gesù dolce! O Gesù pio! O Gesù, Figlio di Maria!
Dio è amore... Così l'Apostolo affermò solennemente nel Suo mirabile Evangelo, ed è questo il più sublime attributo di Dio, che desta nel cuore umano sentimenti di alta ammirazione, di conforto e di sollievo indicibile: Deus chatitas est... Dio è amore, ripetiamolo anche noi, e ci ha amato d'un amore tenero, costante, sino a sacrificare per noi, sue povere creature, la Sua vita divina...
Nessuna madre è mai capace di nutrire simile amore
verso i suoi figli, come è intenso quello di Gesù verso di noi; tanto da far sì,
che se io emetto un sospiro dal cuore in pena, esso va tosto a ferire il Suo; se
verso una lagrima di dolore dagli occhi languenti, subito s'inumidisce il ciglio
Suo divino... se ricevo un affronto od un maltrattamento anche lieve,
all'istante se lo fa proprio il compassionevole amor Suo...
Oh! Gesù caro, o Cuore tenerissimo di Padre, quanta
consolazione apporta all'animo mio straziato tanta delicatezza e sensibilità di
affetto.
Ma, o dolce Signore, nel contemplarti ora, nella
silenziosa penombra del Cenacolo assieme alla mia cara Madre Maria SS.
Addolorata, mia speciale Protettrice in quest'ora di Cielo, io venero con amore
e devozione l'atto divino, ineffabile, dolcissimo della istituzione del Tuo
gran Sacramento... Ed immersa come in un rapimento amoroso, io scorgo delle
profondità misteriose, inesplicabili della Tua sovrumana carità che in uno
slancio intensissimo, Ti doni intieramente a noi per sempre, in Anima, Corpo,
Sangue e Divinità... lo resto rapita e commossa a simile portento di amore... -
Il Tuo Cuore divino - umano che sta per velarsi nella bianca Ostia, sento che ha
fremiti cocenti per noi... Dai Tuoi occhi limpidi e scintillanti, come le
stelle d'oro, nell'azzurro dei cieli, nelle miti notti lunari, traspare la Tua
grande commozione ed il Tuo volto di Paradiso, soffuso in una leggera mestizia,
mi rivela che il Tuo Cuore divino è sitibondo di amore, fa gustare un'armonia
arcana, fra le Tue tenerezze paterne, e con indicibile veemenza di carità io
Ti sento esclamare... “Ho desisderato ardentemente di mangiare questa Pasqua
con Voi prima di partire”. Raccolgo, o Gesù buono, con religioso e devoto
rispetto delle Tue espressioni, che mi rivelano la infinita carità nel donarti
tutto a noi, ed essere vittima per noi... Agnello immacolato per la nostra
salvezza, onde l'Apostolo S. Giovanni, rapito a sì traboccante carità,
esclama: Gesù, sapendo venuta l'ora di partire da questo mondo per ritornare al
Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino all'estremo,.
Ah! non Ti è bastato, dolce Maestro, di aver tanto
dolorato per me nel corso di 33 anni, e di aver esauriti tutti i palpiti del Tuo
Cuore, col manifestarmi con opere e prodigi ammirabili la Tua bontà, passando
la Tua vita, facendo del bene a tutti: pertransiit benefaciendo. E nel
silenzio umile della botteguccia di Nazaret, ignota a tutti, vicino alla Mamma
Tua, Tu mi amavi... amavi sempre... ma il Tuo amore non ha limiti... è un
oceano interminabile, che fra le sue onde misteriose avvolge ogni cosa. Ed ora
al declinare della Tua dolce esistenza, Tu senti il bisogno di manifestarmi con
tenerezza paterna la Tua inesauribile carità... «in finem dilexit eos».
- O Gesù, vorrei che tutte le anime camminassero nelle vie dell'amore, col
quale ci hai amato. Vorrei, o Gesù, i cuori di vergini sorelle, trapassati del
tardo del divino amore, avvampassero tutti vicini a Te, e come ostie fossero
immolate e consumate sull'Altare del Sacrifizio e della sofferenza più intima e
nascosta...
Vorrei, vorrei i palpiti ardenti del Cuore martirizzato della Mamma Tua e fonderli assieme ai miei, e deporli come fragranti rose nel Tuo Cuore Eucaristico, espressione infinita del mio amore per Te.
O Gesù, io ti offro i sospiri, i gemiti, le lagrime della Madonna, che come le perle candidissime brillano sul Suo Volto verginale... Ti offro le Sue adorazioni profonde, allorquando scendesti per la prima volta, Sacramentato nel Suo petto... T'offro ancora la Sua perfetta uniformità alla volontà del Padre; che, pochi istanti prima della gran Cena, Ti benedisse con la più dolce poesia materna, e nello strazio della Sua anima Ti diè l'ultimo bacio, ed il supremo addio, per la Tua imminente passione e morte.
O Gesù, in uno all'Addolororata, io t'adoro e ti
amo...
ASPIRAZIONE: - O Cuore di Gesù, che ci hai dato la divina
Eucarestia, io ti adoro. Recitando l'inno al Cuore Eucaristico di Gesù, in
ispirito d'amore.
Chi può, chi può Gesù, del dolce Cuore Cantare
l'inno dell'amor fiammante, Chio può dir, chi può dir tanto amore Le
magnifiche prove che son tante? Le narri quell'Apostolo diletto Che de l'amore
ne ha la gioia piena, Del Suo Maestro sul divin petto Poggiò la fronte
nell'ultima Cena.
Avevi detto: splende l'ora attesa D'immolarmi: già
vittima mi dono Liberamente; a riparar l'offesa Per offrire ai colpevoli il
perdono. Abbraccerò, per questo, le catene, sarò, sarò di spine coronato,
Sopporterò flagelli, chiodi e pene. Avrò da lancia il Cuore trapassato.
Ma dell'amor la fiamma più potente S'espanderà, che
pur tornando al cielo, Quaggiù per tutti rimarrò presente D'un vivo Sacramento
sotto il velo.
Nel sacro altar, qual'uomo e quale Dio Nascosto, farò
sì che si riceva
Nell'ostia bianca tutto l'esser mio Per consolare
tutti i figli d'Eva.
O dolce Cuore di Gesù, che mille, Mille pegni d'amor
riversi in noi, Accendici nel cuore le scintille D'un amor che compensi i figli
tuoi. Così sia.
Vicini a Gesù del Tabernacolo, a quel Cuore
Eucaristico, donatosi Tutto a noi... riesce impossibile restare indifferenti.
Dinnanzi a quell'Ente Divino, velato ed esinanito per noi, le anime Eucaristiche
restano come rapite da quella forza meravigliosa, che le sospinge in alto. È
Gesù che la trae a Sè. Le unisce al Suo Cuore, mediante l'unione Eucaristica,
e ripetono alla loro volta, come la sposa dei Sacri Cantici: «Tiraci dietro a
Te... correremo all'odore dei Tuoi profumi», che emanano dal Ciborio santo.
Dinanzi all'altare, tutto il creato, e quanto vi è
di più bello e affascinante quaggiù, vien meno; sembra che non esista più
niente... ed il nostro povero cuore si sente solo... ma Gesù, che si è donato
tutto a noi nell'Eucarestia, lo riempie di tutto Se stesso lo rende felice... lo
trasforma in Lui, sì che l'anima assona in Dio, ripete l'Apostolo S. Paolo: «lo
vivo, ma non sono io che vivo, è Cristo che vive in me. Vicini a Gesù si vive
rassegnato fra le amarezze dell'esilio e non si rimpiange il Patrio Cielo; poichè
a dirla co Da Kempis: “ove è Gesù, ivi è il cielo; e ove Gesù non è, ivi
è la morte e l'inferno”. Ma, o Gesù, in queste patetiche ombre, io ripenso a
quel giorno bello, nei sorrisi incantevoli della primavera, che fu preludio di
gioie Eucaristiche. Io Ti vedo calmo e sorridente, mentre nei dolci passeggi
che facevi nel deserto della Palestina, seguito dai Tuoi discepoli e dalla Mamma
Tua, annunziavi loro l'Eucarestia... ed ecco, io Ti sento esclamare... “Io
sono il Pane di vita; chi vive in me non avrà fame, e chi crede in me, non avrà
più sete... Chi mangia la mia Carne, e beve il mio Sangue, ha la vita
eterna...” Ma, o Gesù, questo annunzio profetico, omai è divenuto realtà in
questo Cenacolo benedetto, ed ecco io Ti vedo ora, assiso a mensa, bello più
che l'innocente Adamo nell'Eden, e dal Tuo volto raggiante traspare come
attraverso limpido cristallo, tutta l'intensità operosa del Tuo grande amore,
che in un istante di Cielo, alzi la bianca mano, e benedici il Pane, e
pronunzi quelle sacrosante parole... “Prendete e mangiate poichè questo è
il mio Corpo, che per voi sarà tradito”.
O Angeli beati! o Madre mia Addolorata! Voi che foste
presente a quell'opera divina del mio Gesù, dell'istituzione della Santa
Eucarestia, deh! riditemi Voi, la grandezza di un dono sì prezioso del mio
Signore. O Gesù: Mio Dio e mio Tutto, Ti ripeto con l'Apostolo S. Tommaso, e
con la Madre mia Maria, sulle montagne di Ebron, sciolgo il cantico della
riconoscenza: Magnificat, anima mea Dominum, poichè il Signore ha
operato prodigi inenarrabili, ed ha fatto cose grandi in me; e tutte le anime,
che gusteranno la carne benedetta del Tuo Gesù, che al dire di S. Agostino, è
pure la carne Tua immacolata, ed il sangue Tuo purissimo, che trasfondesti in
quello di Gesù, tutte le anime, dico, saranne beate, felici per sempre.
Attraverso i secoli, a piè dell'Altare, tutti, in uno alla Madonna,
scioglieranno l'inno imperituro della gratitudine più santa, poichè a questa
mensa divina i Martiri attingeranno la forza nelle loro pene atrocissime, le
vergini troveranno il sposo amantissimo, i famelici il loro cibo, e ripeteranno
con la S. Chiesa: “Chi ti gusta avrà più fame, chi Ti beve avrà più sete
di te. E gli afflitti, i tribolati troveranno il loro sostegno: ed a tutti Gesù
ripeterà dal Santo Tabernacolo: Venite ad me omnes, qui laboratis et
onerati estis, et ego reficiam vos...”
Dal Ciborio adorato, Gesù santifica tutti quelli che si appresseranno a Lui, e a tutti sospinge nelle vie dell'amore... e così attirati da Lui, diranno con la sposa dei sacri cantici: “Ho trovato Colui che amo... lo terrò stretto tutto a me, e non lo lascerò più...”
O Maria Addolorata, Tu che ogni giorno, dopo
l'Ascensione di Gesù al Cielo, Ti appressavi al S. Altare e ricevevi nel Tuo
seno il Corpo Eucaristico del Tuo divin Figlio; Tu che trovavi la Tua vera
consolazione nell'unione intima del Tuo Gesù, ed a questo convito celeste
inviti i cuori afflitti, o cara Madre, dammi il Tuo amore per Gesù; donami i
cocenti palpiti del Tuo cuore trapassato dalla spada.
O Gesù, assieme all'Addolorata, cado genuflessa
innnazi a Te, e fra le lagrime d'amore io ripeto: grazie, o Gesù, del dono
sublime dell'Eucarestia.
ASPIRAZIONE: O Cuore di Gesù, che ci hai dato la divina
Eucarestia, io Ti ringrazio. Recitiamo l'inno al Cuore Eucaristico di Gesù in
ispirito di ringraziamento.
O dolce Cuore, che d'un alimento Nuovo ci nutri con
l'Eucarestia;
Salve, ascolta da tutto il firmamento Del cantico di
grazie l'armonia.
O Carità, che non conosce fine, Che congiunta a potenza che s'espande, Fra tante meraviglie sì divine Compiva dei miracoli il più grande! Nei nostri altari l'Ospite Sovrano Come in piccola cella s'è rinchiuso, E notte e giorno ad ogni piede umano L'adito a questa cella sta dichiuso, Di là dispensa tante grazie e tante, Riceve là qualunque creatura, E fa partire in modo consolante Chi venne a favellargli di sventura. Il Corpo Suo, celeste nutrimento, Ci dona in questa mensa preparata, E ricevendo questo Sacramento L'anima del Suo Sangue è inebriata.
O dolce Cuore di Gesù, che mille, Mille pegni d'amor
riversi in noi, Accendici nel cuore le scintille D'un amor che compensi i pegni
tuoi. Così sia.
O dolce Maestro, il Tuo Cuore erdente però non è ancora soddisfatto, per averti già celato sotto le specie del pane Eucaristico, senti ora il bisogno di manifestarmi vieppiù il Tuo amore, ed ecco io Ti vedo nuovamente alzare la Tua mano creatrice, e benedire il vino, trasformandolo nel Tuo preziosissimo Sangue, e ripetere con accenti divini: “Prendete e bevete, poicbè questo è il Sangue che per voi sarà sparsa”. Voglio anch'io ripetere con la piccola Martire Agnese: «Il Sangue di Gesù ha ornato la mia faccia; il Sangue Tuo ci purifichi e ci mondi da ogni peccato, e ci rendi più puri, più candidi della neve, caduta sugli alti monti».
Questo Sangue adorato lo vedo già versare dalle Tue
vene, e bagnare i verdi prati del Getsemani per nostro amore e lavare così le
nostre macchie, i nostri misfatti, che tutti Ti furono presenti in quella penosa
agonia, che Ti strappò dal Cuore quel gemito pietoso: - Padre, se è possibile,
passi da me, questo calice; se poi non è possibile, o Padre: «Fiat
voluntas Tua ...». Ma, o Gesù, le nostre anime che Tu tanto amavi, le
volevi salve ad ogni costo, e soggiungesti: «Calicem quem dedit mibi Pater,
non bibam illum? ». E confortato dall'Angelo, generoso, andasti alla
passione e morte, e spargesti così sino all'ultima stilla il Tuo Sangue,
incominciando dalla dolorosa flagellazione; e quei colpi inumani si percuotevano
tutti nel Cuore straziato della Mamma Tua; e quelle spine crudeli che si
confissero nel Tuo Capo sacrosanto, sì che erano conficcate ancora nel seno
di Maria.
Ma dopo aver già tanto penato, io Ti vedo andar
incontro alla croce, ed abbracciarla, e caricatela sugli omeri. Ma, mentre Ti
inoltravi per le vie del Calvario, ecco un'incontro straziante. La Mamma Tua
Ti si fece davanti. Oh! dolorosa visione. Tu la guardasti, con il più tenero
sguardo, ed Ella Ti mirò con occhi languenti, e Ti benedisse ancora una
volta, nel silenzio della Sua anima Addolorata.
Ed eccoti ora giunto sul Golgota, o Gesù caro. Già
sei conficcato con orribili chiodi sulla dura croce, divenuta omai la Tua Sposa
prediletta. Vicino vicino ad essa, ecco nuovamente riapparire la Tua dolce
Mamma, che ritta e costante Ti assiste pietosamente, come afferma l'Apostolo San
Giovanni: «Stabat iuxta Crucem Iesu Mater eius...», e compie ancora
l'ufficio di riparatrice amorosa, che come Madre nostra, che ci donasti sulla
Croce, asterge col Tuo Sangue, che a stille a stille le cade addosso, i nostri
peccati.
Oh! scena commovente del Golgota, che il poeta
italiano volle cantare con i suoi freschissimi e immortali versi: E Tu Madre
che immota vedesti Un tal Figlio morir sulla Croce Per noi prega, o Regina dei
mesti, Che il possiamo in Sua gloria veder.
O Gesù, che l'amore Ti ha triturato sotto la macina
del dolore, e così Ti ha reso frumento degli Eletti. Deh! fa che anche noi
siamo il Tuo frumento, e possiamo ripetere, alla nostra volta, come l'illustre
Martire di Antiochia: «Frumenti Christi sum...»; e che l'unica nostra
aspirazione sia... essere frumento, onde venir macinati dal dolore e diventare
Tue Ostie monde.
O anime sorelle, seguiamo Gesù nell'alta meta che ci
ha tracciato; ripetiamo coraggiosa al mondo rìo: - non han più vita i tuoi
pallenti fiori. Ascoltiamo l'agonizzante Maestro, e la Madre nostra Addolorata,
che con tacite parole, ci sprona al sacrifizio, al dovere, alla virtù. L'amore
non può stare separato dal dolore. Impariamolo da Lui stesso; sine dolore,
non vivitur in amore... ed in tal modo, ripareremo le nostre colpe.
Coraggiose adunque seguiamo assieme alla Madonna Gesù al Calvario, al monte del
dolore, e generose sacrifichiamo a Lui tutto l'esser nostro, le piccole
sofferenze, i piccoli dolori della vita, le pene dell'esilio. Sostenute con
pace, siano queste virtù come fiorellini profumati che spargeremo sul bianco
Altare, ed ai piedi di Maria Santissima; e da Gesù e da Maria ci verrà ogni
bene, ed anche l'energia di ripetere con San Paolo: «Mi sento inondar di gioia,
non posso dentro di me capire d'allegrezza, mentre nuoto nelle afflizioni».
O Madre dei dolori, l'amore Vi ha dato la croce, fate
che la croce ci dia l'amore.
O Gesù, assieme alla Regina dei Martiri, io riparo,
gemo ed amo.
ASPIRAZIONE. - O Cuore di Gesù che ci hai dato la divina
Eucarestia, io riparo a tutte le pene che ti recano i cattivi.
Recitiamo l'inno al Cuore Eucarestico di Gesù, in
ispirito di Riparazione.
Quel sacrifizio immenso, già veduto Una volta nel
Golgota, qual prova Del Cuore di Gesù che l'ha voluto Su l'altar mille volte si
rinnova.
Oh, che grand'Ostia!... degna veramente Per offrire
al supremo Creatore
Una lode così corrispondente Da non immaginare la
maggiore. In nome nostro degne grazie poi Egli rende per noi che frequenti
Divinamente scendono su noi Dopo le grandi suppliche potenti. Egli intercede e
la vendicativa Ira del giusto giudice allontana, E su' delitti versa l'onda viva
Del Sangue che purifica, che sana. Egli domanda con le Sue parole, D'ogni bene
la grazia e l'abbondanza Ricco, dal Padre ricco ciò che vuole Egli impetra, e
si fa nostra speranza.
O dolce Cuore di Gesù, che mille, Mille pegni d'amor
riversi in noi Accendici nel cuore le scintille D'un amor che compensi i pegni
tuoi. Così sia.
Interpretazione con Maria SS. Addolorata «O Padre santo, deh! fa che Io, ed i miei figliuoli, siamo una sol cosa in Te» (S. GIOVANNI).
O Gesù, dopo d'avermi inebriata col Tuo Sangue preziosissimo, e dell'averti supplicato col Poeta dell'Eucarestia, S. Tommaso d'Aquino: O Pio Pellicano, dolce Signore, Mi mondi il Sangue Tuo, son peccatore Può d'una sola stilla la virtude Purgare il mondo e dargli la salute.
Ora, purificata dal Sangue Tuo, fiduciosa e
confidente m'appresso a Te, in compagnia della mia cara Madre, Maria SS.
Addolorata, per implorare dal Tuo Cuore paterno grazie per me e per tutte le
anime.
Veramente, o Gesù, «Tu sei un Dio nascosto, come
predisse il profeta Isaia: «Vere tu es, Deus absconditus...»; e sebbene
ascoso celato, nella candida Ostia la Tua potenza non ha limite alcuno, e tutti
inviti di venire a Te, per ricolmare tutti, dei Tuoi doni... delle Tue grazie...
dei Tuoi sorrisi... delle Tue benedizioni. O Gesù, in questi momenti
preziosi, deh! rivolgi nuovamente lo sguardo al Padre Tuo, e ripeti ancora la
dolce preghiera. - O Padre santo, glorifica il Tuo Figliuolo nella santa
Eucarestia, che tutti Lo conoscano, Lo adorino, Lo amino sinceramente, e
venga, venga presto il suo regno d'amore e di pace... Quella pace, che tu puoi,
o Gesù, ci lasciasti come un tenero ricordo. «Io vi lascio la pace, dicesti,
vi dono la mia pace...». Deh! fa, o Signore, che tutti Ti seguano, poichè Tu
solo sei la Via, la Verità e la Vita... che tutte le nazioni ritornino a Te, e
tutte le regioni infedeli siano rischiarate con la luce del Santo Vangelo...
La Tua preghiera, o Signore, proseguiva: «io voglio che dove sono io, anche i miei figliuoli siano meco, e veggano la gloria che Tu mi hai dato, poichè mi hai amato... Io ho fatto loro conoscere il Tuo nome, affinchè l'amore con il quale mi hai amato, sia in essi, ed io in loro».
Veramente, o dolce Maestro, voglio ripetere anch'io: «Vie
Tue, vie pulchre» la strada che conduce al Padre Tuo è quella spaziosa dell'amore;
ed il segno certo di essere nella via della Tua predilezione, è di osservare i
Tuoi comandamenti.
O Gesù, che hai preparato un posticino anche per me,
nel regno Tuo, e dove sei Tu, vuoi che vi sia anch'io... deh ! fa, che io assieme
alla Regina dei Martiri, che al vuoto indefinito della Tua morte e separazione
da Lei, visse solamente per l' Eucaristia...», e fu la Tua dolce amica nei Tuoi
silenzi sacramentali.... anch'io, unita sempre con Lei, voglio essere la Tua
vigile sentinella d'amor quaggiù, per poi venire a goderti per sempre in uno
alla Mamma Tua, nel regno Tuo, ad amarti perfettamerte senza misura...
O buon Gesù, che quì velato or miro N'appaga, deb!
l'ardente mio desiro Che io un giorno di vedertí in cielo, Raggiante nella
gloria e senza velo.
O Gesù, accogli, Te ne supplico, i mie voti ardenti:
Ti prego pel Tuo Vicario... che come disse S. Caterina da Siena... “è il
dolce Cristo in terra...”; conservalo lungamente, vivificalo... e rendilo
beato sopra la terra. Ti prego per i Vescovi, per i Sacerdoti, gli apostoli del
Tuo Cuore Eucaristico... i missionari... le anime a Te consacrate.
O Gesù, per tutte le anime io Ti prego... deh! fa
che esse siano una sol cosa in Te... O Divina Eucaristia, Tu passerai gloriosa
fra i popoli... consolerai i secoli, e tirerai dietro a Te le nazioni tutte; ed
in cantici soavi, tutti attratti da Te, ripeteranno con l'Ecclesiastico:
Sbocciate o fiori, come il giglio, spirate fragranza, gettate amene frondi, e
date cantici di lode, e benedite il Signore nelle opere sue... e con inni d'
amore spandete per ogni parte, soave odore, come l'albero dell'incenso.
O Gesù, in uno all'Addolorata, Ti amo, ed imploro
misericordia e pace per tutti. ASPIRAZIONE: - O Cuore di Gesù, che ci
hai dato la divina Eucaristia, deh! venga il Tuo regno d'amore.
Recitiamo l'inno al Cnore Eucaristico
di Gesù, in ispirito d'impetrazione.
Sui nostri altari sempre permanente Cristo condensa
meriti infiniti E per donarli a l'anime redente Volge amorosi imiti.
O pelago di beni, senza fondo, A tutti esposto nella
sua pienezza,
Quì, non quella caduca ch'è nel mondo, Sta la vera
ricchezza.
Quì, tu che fervi di pietà, domanda Un alto
accrescimento al tuo fervore, Il Cuore di Gesù quì ti tramanda Nuove fiamme
d'amore.
Quì, tu che langui nell'amor gelato. Vieni, l'altar
di quel Gesù che t'ama per vederlo da te di nuovo amato, Quì, amor ti chiama.
Quì, vieni finalmente, o criminale, Cerca perdono,
un pianto ch'è fecondo T'ispirerà Gesù, del fatto male Egli ti farà mondo.
Le nostre grazie acetta, o Trinità, Che nutri di
sostanza ch'è superna Gli esuli, che beati un dì farà Lassù, la cena eterna.
Così sia.
O Gesù, è già trascorsa rapida, quest'ora di
cielo, che ho passata vicina, vicina a Te. Ho gustato melodie arcane, che
resteranno scolpite, tracce indelebili, nel mio cuore. È in una poesia
d'amore ho provato, com'è dolce lo star con Te. Sento ora il bisogno di
effondermi in cantico soave, e col Profeta Davide, voglio ripetere:
- Quanto amabili sono i Vostri tabernacoli, o Signore
degli eserciti! L'anima mia si consuma pel desiderio della vostra casa. Il
cuor mio e la mia carne esultano in Dio vivo. Perocchè il passero si trova una
casa, e la tortorella un nido, dove riporre i suoi nati. I vostri altari, Signor
degli eserciti, mio Re e mio Dio!...
Beati coloro che abitano nella vostra casa Signore:
Vi loderanno in perpetuo.
Come il cervo desidera le fontane d'acqua, così Voi
desiderate, o Dio, l'anima mia.
Ed ora, o Gesù mio, prima di partire, imploro, per
mezzo ed intercessione di Maria Santissima Addolorata, la Tua paterna benedizione;
e così sorretta, percorrerò alacremente il mio cammino.. Mi parto da Te, o Gesù...
ma sola non mi lasciar. Vieni con me sempre e dovunque...
Accogli
i miei baci d'amore... e grazie Ti rendo dei Tuoi sorrisi, che così amorevolmente
mi hai rivolto. Arrivederci, o Gesù.