MARIA VITA DELL'ANIMA
di
Padre Severino M. Ragazzini
1.
Onnipotenza supplice
È ormai
tradizionale nella Chiesa Cattolica il rivolgersi alla Madonna come ad una mamma
onnipotente nelle sue suppliche: «Omnipotentia supplex».
Per misurare, infatti, il valore della sua preghiera in cielo, devo considerare il posto privilegiato che occupa al cospetto dell'Altissimo, posto che è in strettissimo rapporto a quello occupato in terra a fianco del Redentore nell'opera della Restaurazione Universale.
L'Altissimo
ha voluto servirsi di Lei in maniera a volte miracolosa per le sue opere più
divine, facendo di Lei lo strumento della Divinità. Quale forza quindi
acquisteranno ì suoi desideri presso il Trono dell'Onnipotente? E sarà
esagerato dire ché quanto Ella desidera, Iddio lo vuole?
Se Mosè, in forza della sua preghiera, poté fermare la collera di Dio sul popolo d'Israele, in maniera tale che l'Altissimo, non potendogli resistere, lo pregò di interrompere le suppliche e di lasciarlo libero nella sua collera per la punizione del popolo ribelle, che cosa devo pensare delle suppliche e della intercessione di Maria la quale è più potente, presso la Maestà di Dio, delle preghiere di tutti gli Angeli e di tutti i Santi del Cielo e della terra?
La
preghiera della Madonna è quindi la preghiera della Regina, di Colei che prega
dall'alto della sua dignità, la più eccelsa fra le sue creature, avvalendosi
di tutti i titoli che possono far violenza sull'Onnipotente, primo fra tutti
quello di chiamarsi, con tutti i diritti ed esclusivamente, Madre di Colui del
quale solo Iddio si chiama Padre.
In
forza della sua Maternità Divina, volgendosi a Cristo potrebbe anche, in certo
qual modo, imporsi, come a volte si può imporre una mamma. Ma non le è certo
necessario. Una mamma ha mille risorse sulle quali far leva e tutte hanno la
stessa efficacia.
È
quanto mai consolante per l'anima sapere che la Madonna davanti all'Altissimo
potrebbe assumere un atteggiamento come questo: tu sai ch'io sono Maria e
conosci quanto ho fatto nella pienezza dei tempi per tuo Figlio. Sono io che ti
prego per i figli che ho generato nel nostro Figlio. Questi figli erano miseri
ai tuoi occhi, ma ora a te e a me sono divenuti cari e preziosi. Te li
raccomando dunque, perché formano tutto il mio cuore. Essi sono più tuoi che
miei, poiché tu li possiedi per natura e per Grazia. Ricevili dunque, come
ricevesti me e se ti sono debitori di qualche cosa, metti tutto nel mio conto.
È forse necessario che io ti ricordi che tu mi devi il tuo Cristo? Dà dunque
al mio Cuore la consolazione di salvare tutti i figli che abbiamo in Lui.
Il
suo atteggiamento supplice, inoltre, è reso più insistente e più impegnativo,
perché dettato dalla responsabilità che Essa sente verso tutta la cristianità.
È veramente tutta l'umanità che prega in Maria, la quale, agli occhi di Dio,
rappresenta la cristianità in preghiera, essendo Essa quanto di migliore la
nostra stirpe può presentare a Dio.
Finalmente
efficacissima è la sua intercessione perché coincide perfettamente coi
disegni di Dio.
Nessuno,
meglio di Lei, sa congiungere ed unificare le sue richieste e le nostre con
quelle del Salvatore, attuando perfettamente quanto Cristo ha desiderato.
Prega
in nome di Cristo, in quella forma che Cristo ha scelto per la sua preghiera.
Soprattutto con la sua preghiera intende e vuole che Cristo viva in tutte le
anime e perennemente per la gloria del Padre.
Del
resto, per convincersi della assoluta efficacia della sua intercessione,
dovrebbe essere sufficiente riflettere che la sua voce è nota e graditissima a
Dio: la pura melodia di quel linguaggio ha sostenuto, confortato ed allietato
Cristo dal Presepe al Calvario. Ora, nella Gloria, ne ripete perennemente la
parte che riguarda i figli, pregando per le loro necessità materiali: «Guarda,
non hanno più vino»; per la loro santificazione: «Riempi di ogni Grazia i
famelici e, memore della tua misericordia, accogli Israele tuo Figlio»; per
la remissione dei loro peccati: «Padre, perdona loro, perché non sanno ciò
che fanno».
Dopo
queste considerazioni, sarà forse esagerato porre sulle labbra dell'Altissimo,
chinato verso la Madonna, le parole: «Mi sono impegnato con giuramento a
concederti quanto mi chiederai; chiedimi quanto desideri ed io ti soddisferò
fino a condividere con te il mio regno».
2.
Intercessione universale
Le
suppliche della Madonna non solo sono onnipotenti nella loro efficacia, ma sono
pure universali nella loro estensione: nessuna necessità le sfugge, a tutte e
singole le necessità è rivolto il suo materno interessamento.
Forse
è un po' difficile per noi comprendere come sia possibile tale universale
conoscenza ed interessamento. Per questo, non sarà forse inutile richiamare
alla mente alcune indispensabili nozioni sullo stato di beatitudine del quale la
Madonna gode in Cielo. Cristo, anche durante la sua vita mortale, tutto vedeva
nella Essenza Divina, in essa e per essa, non solo poteva vedere e pensare a
tutti contemporaneamente, ma anche a ciascuno in particolare, continuamente e
distintamente.
Qualche
cosa di simile, ma non proprio del tutto, in Maria durante la sua vita terrena.
La sua intelligenza non godeva propriamente della visione nella Essenza Divina,
ma piuttosto si volgeva verso di noi alla luce delle intenzioni che Iddio le
accordava.
Per
quanto vasta e profonda quindi la sua mente, non ci seguiva forse che
globalmente, forse in maniera piuttosto indiretta, anche se così accorata e
materna. Il suo amore verso ciascuno di noi superava immensamente il suo
pensiero.
Ma
ora il tempo e lo spazio non frappongono più alcun ostacolo e limite alla
visione della Vergine. Ora si attua in un altro piano: nella luce della gloria.
In
quello stato, la sua prima attività è quella di vedere Iddio ed amarlo. Ma
Ella è così essenzialmente Madre che non può fare a meno di vedere in Dio
tutti i suoi figli e di amarli in Lui. Li vede come li vede Iddio stesso.
Li
porta continuamente nel suo cuore, come li porta Iddio stesso: veramente nulla
c'è di più importante per Lei e nulla di più vantaggioso per noi di questo
sguardo e di questa, tenerezza, con la quale continuamente ci circonda.
Veramente,
nella gloria, questo non è condizione esclusiva della Madonna: è pure
partecipata - in certa misura - dai beati.
Ma
anche qui Maria è in una posizione privilegiata.
La
vita intima di Dio, con tutti i suoi segreti, si vede chiaramente nel Verbo,
come nel Verbo gli eletti contemplano Iddio faccia a faccia. Per questa ragione,
l'anima umana di Gesù, unita personalmente al Verbo, gode, come nessun altro,
di questa intimità e visione.
Vicinissima
a Cristo, immensamente sopra tutti i beati comprensori, Maria, Madre del
Verbo, gode ineffabilmente di tale funzione divina insieme a Cristo: la gloria
di Dio la illumina al sommo grado, poiché la qua luce è l'Agnello che Ella ha
nutrito.
Partecipando
in queste proporzioni all'eterno presente in cui si spiega il pensiero del suo
Dio, la Madonna vi legge la sorte di ciascuno dei suoi figli, la cui moltitudine
non è più innumerevole al suo spirito, potendo seguirli distintamente uno ad
uno in particolare e continuamente.
Anche
la mia vita ha i suoi segreti che, almeno in parte, sfuggono anche a me stesso e
mi rendono impenetrabile agli altri. Lo sguardo di Maria non si arresta: in Dio
mi penetra più di quanto io possa penetrare me stesso.
Il
segreto dei segreti poi, ossia la mia predestinazione, che mi assilla come una
incognita spaventosa, è l'inviolabile arcano di Dio che porterò con me nella
tomba. Solo la Madonna può spingere il suo occhio materno sotto quel velo
impenetrabile: Essa vede chiaramente e distintamente come, coloro che Iddio ha
preconosciuti, sono anche stati predestinati ad essere conformi all'immagine del
Figlio di Dio e suo; e quelli che Iddio ha predestinati sono anche stati
chiamati, i chiamati poi sono stati giustificati e si avviano alla
glorificazione.
Nulla
può distrarre Maria da questa contemplazione. Momento per momento, Ella vede
affluire a Dio tutti i fratelli del Verbo Incarnato - «primogenitus in multis
fratribus» -, il Corpo Mistico che Cristo porta con sè e che la Madre divina
è incaricata di generare alla vita eterna.
A
questa presenza spirituale di Madre, nella Essenza Divina, nulla può sfuggire.
Che cosa infatti una madre non vorrebbe sapere dei figli che ha messo al mondo o
che ancora concepisce e rigenera nel suo seno?
È
così che la Madonna - anche se sono i Santi che intercedono, perché
direttamente invocati dai fedeli -, è informata di tutto ciò che si prepara o
si compie in tutti i membri di Gesù Cristo.
È
così che maternamente può fare attenzione a tutto. È così che tutto può
prevedere e con la sua intercessione a tutto provvedere, avvalorando anche, con
la sua intercessione universale, quella di tutti i Santi.