MADRE
PERCHÉ PIANGI?
In
favore della sua amatissima Madre, Gesù ha moltiplicato i favori, ha superato
ogni ostacolo, perché fosse pura e immacolata, esente di ogni ombra di
peccato e quindi anche esente da ogni conseguenza di peccato. L'ha voluta bella
da ogni parte, bella sotto qualsiasi aspetto, perfetta, integra. Non ha
tuttavia impedito che il dolore e i dispiaceri colpissero il suo cuore
materno.
Come
ogni figlio Gesù avrebbe certamente desiderato che la sua dolcissima Madre
non avesse nulla da soffrire. Che cosa non avrebbe fatto per impedirle ogni
dispiacere!
E
allora, ci si domanda, perché non l'ha fatto? Perché non ha separato, come
sembrerebbe naturale, innocenza da sofferenza? - Che un colpevole paghi, nulla
di più giusto, ma perché far pagare un innocente?
Lo
riconobbe anche il Buon Ladrone. Che cosa dire, cosa rispondere?
Il
dolore, nonostante tutte le spiegazioni sul suo valore, sulla sua preziosità e
finalità, resta sempre un mistero, soprattutto il dolore innocente; è un
dolore che ci appare del tutto gratuito, se non ingiusto.
Di
nuovo: come mai Gesù non ha risparmiato all'Immacolata sua Madre i dispiaceri e
i dolori che soffrono tutti gli uomini che più o meno sono colpevoli?
Non
c'è che una risposta a questo inquietante interrogativo ed è la sola risposta
valida al dolore degli uomini, alla sofferenza di Maria.
Il
S. Padre Pio XII manifestava la sua commozione più viva scorgendo nelle
lacrime dell'immagine di Maria un segno del suo amore e della sua pietà verso
il misero genere umano cui fu data per madre allorché sostava a piedi della
Croce di Gesù. Le lacrime di Maria - proseguiva il Papa - erano sul Golgota
lacrime di dolore per il suo Gesù e lacrime di tristezza per i peccati del
mondo o sono lacrime di attesa per il ritorno dei suoi figli?
Anche
noi dobbiamo riflettere con umiltà sul significato di queste lacrime di Maria,
su questo muto ma tanto eloquente Messaggio. Piange perché molti, anche tra le
anime consacrate, non comprendono la gravità dell'ora e poco si preoccupano
della necessaria conversione della loro vita. Piange perché l'orizzonte
dell'umanità è così oscuro e tanti motivi di ansietà agitano il cuore di
tutti: gioventù sbandata, famiglia dissestata, prepotenze che si commettono,
gravi ingiustizie che si perpetrano nel mondo del lavoro e nella sfera dei
rapporti sociali. Piange la Madonna perché gli uomini hanno reso vano il
sacrificio del Figlio suo; perché molti cristiani hanno dimenticato Cristo;
perché milioni di uomini si professano atei nella loro concezione edonistica
della vita, dimenticando e calpestando il Vangelo.
Piange
per gli stessi motivi per cui S. Paolo, con molte lacrime, esortava i
cristiani delle Chiese del suo tempo perché non si lasciassero disperdere dai
lupi rapaci. Lo dico piangendo molti si comportano da nemici della Croce di
Cristo, non avendo altro pensiero che alle cose della terra.
Sono
dunque quelle di Maria, lacrime di compassione e di preghiera; lei stessa
durante la sua vita ha pianto, partecipe dei sentimenti e delle prove del suo
Gesù. A questi sì nobili parole ci uniamo con tutto il cuore. Anche noi
vogliamo unire le nostre lacrime a quelle di Gesù e di Maria, non solo come
doverosa riparazione di amore ma come intima e convinta partecipazione al divino
servizio della salvezza degli uomini.
Tra
le opere buone non c'è opera più divina di questa: completare ciò che manca
alla Passione di Cristo, secondo la ben nota espressione di S. Paolo (Col 1,24).
Le
nostre lacrime di amore, di riparazione, di supplica, simili a quelle
dell'Addolorata, nelle sue celebri Apparizioni, si trasformeranno in perle di
luce e diventeranno anche per noi anticipo e caparra di risurrezione e di gioia
eterna.