MADONNA DI LORETO: PATRONA DEGLI AERONAUTI

Il 24 marzo del 1920, vigilia della festa dell’Annunciazione, il Papa Benedetto XV proclamava la Madonna di Loreto celeste Patrona di tutti i viaggiatori in aereo, ed in particolare degli Aviatori. Quest’anno ne ricorre quindi l’80º anniversario, che viene ricordato nel Santuario di Loreto, con celebrazioni particolari, con i rappresentanti delle varie Compagnie Aeree Civili/Militari, Nazionali ed Internazionali, e con una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Bernardin Gantin, Decano del Sacro Collegio.
Il Santuario di Loreto conserva, secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche ed archeologiche, la casa della Madonna. La casa di Nazareth, come tutte le case del tempo e del luogo, era costituita da due parti: da una grotta, scavata nella roccia, ed ancora venerata oggi nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, e da una camera in muratura antistante, composta di tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta.
Secondo la tradizione, nel 1291, quando i Crociati furono cacciati definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate “per ministero angelico”, prima in Illiria, a Tersatto, nell’odierna Croazia, e poi nel territorio di Loreto, il 10 dicembre 1294.
Dagli scavi archeologici effettuati a Nazareth e nel sottosuolo della Santa Casa di Loreto (1962-65), e da studi filologici e iconografici, oggi si va sempre più confermando l’ipotesi secondo cui le pietre della santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava nell’Epiro. Infatti, da un documento del settembre 1294, scoperto di recente, si apprende che Niceforo Angeli, despota dell’Epiro, in occasione dello sposalizio della figlia Ithamar con Filippo di Taranto, quartogenito di Carlo II d’Angiò, re di Napoli, trasmette come dote una serie di beni tra i quali compaiono con spiccata evidenza: “le sante pietre portate via dalla casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio”.
Inoltre, murate tra le pietre della Santa Casa, sono state trovate cinque croci di stoffa rossa di crociati, ed alcuni resti di un uovo di struzzo, il quale subito richiama la Palestina, ed una simbologia che si riferisce al mistero dell’Incarnazione. Un recente studio sul modo di costruire le case da parte dei Nabatei, diffuso in Galilea ai tempi di Gesù, è di grande importanza nel confermare la tradizione. Di grande interesse risultano poi alcuni graffiti incisi sulle pietre della Santa Casa, giudicati di chiara origine giudeo-cristiana, simili a quelli riscontrati a Nazareth.
La Santa Casa, nel suo nucleo originario è costituita solo da tre pareti, perché la parte orientale, dove ora sorge l’altare, era aperta verso la grotta; e le pareti originarie, senza fondamento proprio, poggiano su un’antica strada e s’innalzano da terra per tre metri appena.
Tutte queste argomentazioni ci portano a ritenere valida la tradizione che ci indica la Santa Casa di Loreto come la Casa della Madonna a Nazareth.
Per quanto riguarda il modo con il quale la Casa è stata trasportata, ci possiamo basare su alcuni documenti storici. Un’antica xilografia del secolo XV raffigura la traslazione della Santa Casa su due piani: al centro il trasporto di una nave, carica di pietre, con due uomini dentro, ed in alto, tra le nubi, la Vergine con il Bambino che la scorta. Una successiva xilografia del secolo XVI idealizza già il trasporto su nave, perché offre l’immagine non più del carico delle pietre, ma della casa già costruita e collocata a prua. Altre raffigurazioni del secolo XVI rappresentano la S. Casa dentro una nave, in unione con l’immagine del trasporto angelico.
La Casa nazarena in cammino, guidata da Maria, è simbolo dell’uomo in viaggio per le vie del mondo, in cielo, in terra e per mare. Per questo la Madonna di Loreto è invocata come Patrona dagli aeronauti, ma non solo; è invocata dagli esuli e dagli emigranti che, come la Casa di Nazareth trasportata di luogo in luogo, sono costretti a cambiare patria; è invocata da tutta la famiglia umana che cammina incontro a Cristo verso la Casa del Padre, accompagnata dalla Vergine.
Possiamo quindi fare nostra la preghiera che il Papa Giovanni Paolo II ha composto e recitato nel suo primo pellegrinaggio a Loreto l’8 settembre 1979:

“Signore, nostro Dio che cammini sulle ali del vento, la cui gloria è narrata dai cieli, noi ti benediciamo e ti glorifichiamo in tutte le tue opere, perché nella tua infinita sapienza hai affidato all’uomo il compito di realizzare cose belle e grandi. Porgi ascolto alla preghiera che ti rivolgiamo per intercessione di Maria, Vergine Lauretana: gli aerei che solcano i cieli propaghino più lontano nello spazio la lode del tuo nome, e servano agli uomini per esplicare più velocemente la loro attività laboriosa. Con la tua benedizione piloti, tecnici, ausiliari, operino con saggia prudenza, affinché quanti viaggiano in aereo, superato ogni pericolo, raggiungano felicemente la meta che li attende. Per Cristo Nostro Signore. Amen!”.

Don Mario Morra
Tratto dalla Rivista Maria Ausiliatrice 2000-3