MADONNA
DELLA PACE IN ALBISOLA SUPERIORE (SV)

Se
domani la bomba atomica cadrà sul mondo, è perché oggi tu hai avuto a che
dire con il tuo vicino".
Questo
pensiero, espresso dal P. Dominique Pire, premio Nobel per la pace nel 1958,
ci ricorda che noi, cittadini del mondo, siamo corresponsabili di ciò che
avviene sia in mezzo a noi, sia nelle terre lontane, in quanto vittorie e
sconfitte, odio ed amore, sono prodotti del vivere umano. Se nel mondo ci
sono guerre e violenze, è perché noi, cioè la nostra piccola comunità
(famiglia, fabbrica, ufficio...), non siamo disponibili all'incontro con
l'altro. E’ certo più facile dire di voler la pace con i lontani, che non
vivere in pace con i vicini.
Di
questo si accorgono, un tempo, gli abitanti litigiosi di due borghi limitrofi,
Albisola e Stella, nella provincia di Savona. Tra i due Comuni vi sono boschi
e terreni dai confini incerti, contesi caparbiamente da entrambi: ognuno
crede di avere ragione e di essere nel diritto, e quindi lottano fino al
sangue. Come sempre accade quando ognuno è convinto di essere nel giusto, gli
abitanti di Albisola e di Stella non si incontrano per trovare una via
pacifica alla soluzione della controversia. Intervengono i Podestà di Savona
e di Varazze, ma inutilmente; vengono respinti i provvedimenti del Senato di
Genova; persino il Vescovo di Savona, scelto come pacificatore, è
rifiutato, anzi è sospettato di partigianeria, perché oriundo di Albisola.
La contesa si protrae per anni in modo violento, tra ferimenti ed uccisioni;
il 4 ottobre 1482 in uno scontro tra quelli di Albisola e di Stella si contano
sette morti e tre feriti. Le due Comunità vengono ad una soluzione decisiva:
le armi porranno fine alla vertenza, dando ragione al più forte. Si fissano
il tempo ed il luogo per la competizione: il 18 ottobre, nella piana dove
ora sorge il Santuario.
La
storia ci tramanda il fatto, descritto con forti pennellate di colore e di
entusiasmo, da Giovanni Bernardo Poggi nel manoscritto delle
"Memorie". Un vastissimo castagneto, diviso nel mezzo dal Riobasco, è
il luogo prescelto per il conflitto. Gli armati, giunti sul posto, si schierano
alla destra quelli di Albisola, ed alla sinistra quelli di Stella, con
entrambi alla testa i rispettivi sindaci. Due ore prima di mezzogiorno,
avanzano due colonne di Albisola, che però devono ritirarsi, con poche
perdite da una parte e dall'altra. Subito inizia un vero attacco sanguinoso,
con alterne vicende. Il cielo è totalmente sgombro di nubi, quando un'ora dopo
il mezzogiorno, da oriente appare una nuvoletta bianchissima, tanto luminosa
da sembrare che tutti i raggi del sole siano raccolti in essa. Si ferma alta nel
mezzo del conflitto. Abbagliati dal chiarore, i combattenti sospendono la
zuffa ed odono una voce chiara, dolcissima e celeste, che ripete per ben tre
volte la parola "pace!", poi si dilegua e scompare. Tutti rimangono
attoniti, con lo sguardo rivolto al cielo! Poi con segni di pentimento,
infrangono le armi, si tendono le mani e si abbracciano. I Sindaci per primi si
incontrano e proclamano "Sia pace tra noi! Ognuno dia segno di
riconciliazione!". Il campo di battaglia si trasforma così in campo di
pace e di amicizia.
Tutti
ritengono che la Madonna abbia finalmente accolto le tante preghiere a Lei
rivolte per la pacificazione delle due comunità. Le cronache riportano che
"i sacerdoti e le persone non atte alle armi erano ricorsi alla preghiera
pubblica e privata e, in Albisola, Mons. Borzero aveva esposto il Santissimo,
avevano celebrato, esso e i suoi sacerdoti, la Messa in cui, alle altre orazioni
avevano unito quella pro pace; indi avevano recitato il santo Rosario di Maria e
cantate le di lei litanie per la tranquillità di quel loro popolo e la
concordia con l'altro della Stella". La Madonna ha finalmente accolto
tante preghiere ed ha portato il dono della pace.
Una
conferma della mediazione pacificatrice della Madonna si ha nel 1573. Fino a
quella data i rapporti tra le due comunità si mantengono in buona armonia, ma
quell'anno ripullulano le vecchie contese. "I pastori d'anime - scrive lo
storico Spotorno - ricorsero di nuovo al mezzo della preghiera. Il dì 25
marzo i fedeli di Albisola e di Stella andarono con devota processione a
supplicare la Madre di Pace ed Ella ottenne che, deposti gli odi, tornassero
all'unione e tranquillità primitiva". Da allora la pace fu davvero
duratura.
Anche
altre circostanze, attraverso i secoli, tengono destala devozione alla Madonna
della Pace degli abitanti di Albisola e di Stella, che ricorrono fiduciosi
a Lei nei momenti difficili. Un'epidemia colpisce nel 1485 i paesi circonvicini,
ma risparmia la popolazione di Albisola e di Stella; la protezione della
Madonna della Pace si manifesta pure durante le pestilenze del 1504, del 1523,
e del 1656.
Il
messaggio che ci viene dal Santuario della Madonna della Pace, altro non è se
non il messaggio di Betlemme, cantato dagli Angeli sulla capanna nella notte
del Natale: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli
uomini che egli ama", o quello recato da Gesù risorto agli Apostoli
"Pace a voi".
La
storia del Santuario "Madonna della Pace" ci ricorda che la pace,
dono del cielo, è anche frutto della buona volontà di tutti ed è
continuamente da rifare là dove è stata compromessa. Non è un bene trasmesso
per successione testamentaria, ma affidato a tutti, singoli e comunità, perché
sia mantenuto, accresciuto e consolidato. Questo vale soprattutto oggi che i
confini della pace non sono più paesani, ma mondiali: la pace va sempre
ricercata e mantenuta. Essa è legata alla buona volontà dei singoli e di
tutti. Nulla comprometta il bene della pace! Le contese non siano risolte con
la violenza, ma con il dialogo, coscienti che tutti siamo figli dello stesso
Padre dei cieli.
Don
Mario Morra
www.deboniani.it/case/albisola/albs.html
Tratto
da “Maria Ausiliatrice” ottobre 2005.