MADONNA DELLA CONSOLAZIONE

Storia della sacra effige e del Santuario–Basilica (Reggio Calabria - 9 settembre) 

La storia dei Frati Cappuccini e della città di Reggio è stata sempre intrecciata alla storia della Madonna della Consolazione, agli eventi che fecero nascere, maturare ed espandersi il culto a Maria, onorata sotto il titolo biblico di ‘Madre della Consolazio­ne’: Conoscerne la storia, significa entrare nelle radici e nella cultura della nostra città, e penetrare nel mistero della devozione Mariana della nostra gente. 

CRONOLOGIA

L'arrivo del primitivo quadro della Madonna della Consolazione in Calabria viene generalmente fatto risalire tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500. Secondo alcuni fu portato da una sconosciuta famiglia genovese trasferitasi nella nostra regione. Secondo il Parisio il quadretto fu portato da Rossano a Reggio da Elia lo Speleota nel terreno della nobile famiglia Laboccetta, dove in seguito sorse la prima cappella eremitica. Quindi, per via ereditaria, la proprietà passò alla fami­glia Pescara di Diano. Non è difficile che le due notizie possano essere non contraddittorie ma consecutive

1518: nasce, in Calabria, la riforma cappuccina, per opera dei ff. Ludovico Corni e Bernardino Molizzi da Reggio

1532: dall'Eremo di Val di Tuzio o Valletuccio, dove vivevano in alcune capannucce di fango e canne secondo lo stile della nascente riforma cappuccina, 12 frati (7 sacerdoti e 5 laici) si stabiliscono a Reggio, in località Eremo, perché chiamati dall'Arcivescovo Gerolamo Centelles (dal 1529 presule della Metro­polia reggina) per collaborare alla rinascita spirituale e morale del clero e della popolazione reggina. Un nota­bile del luogo, Giovan Bernardo Mileto, offre un suo terreno su cui preesisteva la cappelletta della Madonna della Consolazione. Nel 1583 Paolo Cumbo amplia que­sto terreno con un'altra donazione. Nel 1712 Francesco Mantica, per soddisfare un voto fatto dopo esser stato guarito per intercessione della Madonna, offrirà un terre­no a sud dei precedenti. Infine nel 1747 ancora la fami­glia cederà un terreno posto a più settentrione.

1547: Camillo Diano commissiona al pittore Niccolò Andrea Capriolo da Reggio una riproduzione su misure più grandi del quadro della Madonna della Consolazione che già si trovava nella cappellina del bosco donato ai Cappuccini per l erezione della casa.

La nuova effigie, su tavole di noce, è un quadrato di 1,20 m. per lato. Il quadro raffigura la Madonna in trono col Bambino in braccio; in alto due angeli tengono con la destra la corona della Madre di Dio e con la sini­stra una palma. Il pittore aggiunge all’antica immagine, in onore dei Cappuccini, a destra della Madonna s. Francesco stigmatizzato con in mano la regola e la croce; a sinistra s. Antonio di Padova con il libro e il giglio nelle manie come ricordo.

Lo porterà in seguito a Malta, da dove sparirà nel 1798, in seguito all’arrivo nell'isola di Napoleone.

1548: il giorno dell'Epifania il nuovo quadro viene benedetto in Duomo dall'Arcivescovo D'Agostino, dei Duchi Gonzaga di Monza e portato processionalmen­te all'Eremo.

1569: il 18 aprile viene consacrata la prima chiesa dell'Eremo da parte dell'Arcivescovo Gaspare del Fosso; alla funzione sacra partecipa anche l'amministrazione comunale. I frati incoraggiano ed espandono la devo­zione alla Madonna della Consolazione, anche per le molte grazie fatte ai singoli devoti e alla cittadinanza.

1576: la peste, arrivata da Messina, colpisce la città, mietendo in sette mesi più di 700 vittime.

1577: tra gennaio e febbraio la Madonna promette a f. Antonio Tripodi da Reggio, cappuccino, la cessazione della peste. Il popolo reggino si riversa nella chiesetta per impetrare dalla Madonna la fine della peste, cessata la quale, fa un pellegrinaggio spontaneo di ringraziamento; il pellegrinaggio diventa un voto perpetuo per la città.

In questa occasione un gentiluomo reggino, Consalvo Lumbolo, salvato dalla peste, fa un'offerta di 100 scudi per la costruzione del convento di ritiro di Fiumara di Muro, perché i frati potessero mettersi in salvo dalle continue invasioni turche; il convento si potrà costruire solo dopo il 1586, quando la nobil­donna Eleonora Furnari cederà un proprio terreno ai frati. Tre cappuccini - f. Giacomo Foti da Reggio (laico), f. Geronimo Migliore da S. Giorgio Morgeto e f. Geronimo da Montesoro (sacerdoti) - muoiono con­tagiati dagli appestati che assistevano.

1592: solo da quest’anno si ha notizia ufficiale di una festa che si celebrava a Reggio il 21 novembre come festa cittadina della Madonna della Consolazione. Tale festa però, probabilmente, fu instaurata in conseguenza del soccorso mariano durante la peste.

1594: in seguito ad una ennesima invasione dei musulmani, il quadro, anche in questo caso meta di pellegrinaggi dei reggini in cerca di aiuto, vene nasco­sto dai frati fino alla partenza degli infedeli. I turchi torneranno a farsi vivi anche negli anni seguenti.

1602: rinnovo del voto del pellegrinaggio.

1606-1607: Reggio non è toccata dai terremoti continui che distruggono quasi tutta la Calabria.

1634: si inizia la costruzione di un nuovo convento nel rione di S. Caterina, detto della Concezione da una tela dell'Immacolata che faceva da pala dell'altare maggiore, o comunemente ‘luogo nuovo’ per distin­guerlo dal precedente. Verrà abbandonato dopo il ter­remoto del 1783; ripreso in un secondo tempo, è defi­nitivamente lasciato ai tempi di Murat. In seguito la struttura è assegnata all'ospedale di S. Margherita.

1636: prima discesa dell'effigie della Madonna al Duomo della città, accompagnata da una grande proces­sione penitenziale in occasione della carestia. Altro rinno­vo del voto del pellegrinaggio.

1638: il 27 marzo un ennesimo terribile terremoto colpisce la Calabria; il sisma però risparmia la città di Reggio. Il 30 aprile un atto pubblico del Comune ricono­sce l’aiuto della Madonna in occasione dei vari disastri e termina promettendo che, in caso di salvezza anche in quell'occasione, ogni anno, il 26 aprile, si sarebbe fatto un pellegrinaggio al Santuario dell'Eremo. Salva la città, dopo due anni l'effigie viene riportata con solenne proces­sione nella sua naturale dimora.

1656: una nuova peste colpisce Reggio e tutta l'Italia, causando, nella sola Roma, più di 22 mila morti, 170 mila nello Stato della Chiesa e 70 mila a Genova. Diverse sono le processioni penitenziali dei reggini. In occasione di questa pestilenza, il comune (che sta eleggen­do i sindaci) promette che in caso di salvezza, la festa del Santuario del 21 novembre sarebbe stata fatta a spese della città e che si sarebbe offerto un cero votivo nel corso della Messa Pontificale in Cattedrale; questo voto, insie­me alle precedenti grazie, doveva essere scritto su una lapide da porsi nella casa di Città. Queste decisioni ven­gono prese all’unanimità da tutti gli elettori: 108 nobili (tra cui i principi di Scilla, Cosoleto e il duca di Bagnara), 152 degli onorati (ceto medio), 252 artieri, 177 massari (agricoltori in proprio). L'effigie, trasportata nel 1657 ancora una volta in Duomo, per essere più vici­na alla gente reggina, finalmente risale all’Eremo il 16 novembre 1658, accompagnata dalla processione di rin­graziamento e dal Cero, secondo il voto fatto. Dopo que­st’anno, la festa e la processione del 26 aprile fu trasferita al 21 novembre. A questi anni risale anche l’usanza di fare la veglia alla vigilia del 21 novembre, anche da parte del clero metropolitano, che con l’occasione confessa i tantissimi penitenti che giungevano in pellegrinaggio

1672: altra carestia, in cui i reggini chiedono, e ottengono, l'aiuto della Madonna della Consolazione, il cui quadro viene portato per la terza volta in Duomo, dove rimane per 6 mesi.

1693: dal 9 al 12 gennaio la terra trema ancora e il popolo reclama l'arrivo del quadro della Madonna in città. Nei giorni seguenti i frati tornano frequente­mente in Duomo, in processioni penitenziali, portan­do una corda al collo, una corona di spine in capo e cospargendosi di cenere l'abito. L'esempio viene segui­to dagli ordini religiosi e dalle confraternite. In questa occasione il municipio riconferma i voti precedenti, aggiungendo la volontà di fare una celebrazione solen­ne l’11 gennaio. È anche di quest'anno la decisione di decorare artisticamente il quadro della Madonna, con base in legno, una cortina purpurea con ricami d'oro e due corone d'argento per la Vergine e per il Bambino. Queste corone furono poi cambiate con due in oro dalla duchessa di Precacore. La festa annuale di novembre è celebrata con grande solennità e resta d'e­sempio per tutte le altre. E anche l’anno del trasferimen­to della festa di novembre a settembre. Innocenzo XI, infatti, aveva voluto che tutta la Chiesa celebrasse nella prima domenica dopo l'8 settembre la festa del S. Nome di Maria, in ricordo della vittoria di dieci anni prima contro i Turchi a Vienna. Così a Reggio i frati cappuccini decidono di spostare la data della solennità della Madonna della Consolazione, giacché questo titolo faceva parte del sacro nome della protettrice. Nasce anche l'uso, conservato a tuttora, di celebrare i sette sabati precedenti alla nuova festa di settembre.

Anche esternamente la festa è celebrata con abbelli­menti per le strade. Particolarmente significativo è l'uso di innalzare 24 altari nelle piazze e ai crocicchi delle strade, su cui viene dipinto qualche episodio dell'Antico Testamento che simboleggi la storia della Vergine Maria. Ancora importante è l'uso già richia­mato di approfittare della solennità di settembre per accostarsi al sacramento della confessione.

La festa si chiude il lunedì successivo con la proces­sione per tutta la città dell'effigie della Madonna, con la partecipazione, oltre che del popolo reggino, di tutto il clero diocesano e della comunità religiose e confraternite. Il martedì mattina si svolge una Messa solenne durante la quale suonano le campane del Duomo e rispondono i cannoni del castello. Il merco­ledì successivo il quadro torna con un'altra processione ai frati del Santuario.

1696: durante l'ennesima carestia, una nave carica di grano, destinata a Messina, attracca invece a Reggio; il merito viene dato dal popolo all'intercessione della Madonna.

1706: in seguito ad altri violenti terremoti il qua­dro viene portato in Cattedrale. Si svolgono processio­ni e liturgie penitenziali.

1719: secondo l'usanza del Capitolo della basilica patriarcale di S. Pietro in Vaticano di incoronare ogni anno una immagine della Vergine, viene scelto in que­st'anno il quadro di Reggio.

1722: il 15 settembre avviene l'incoronazione con due corone d'oro (in sostituzione di quelle donate dalla duchessa Precacore). Con le corone precedenti viene coniata la grande M che sovrasta ancora oggi l'effigie.

1725: è l'anno di nascita di Giuseppe Melacrinò, il futuro Ven. P Gesualdo, che tra l'altro scrisse una bel­lissima e significativa preghiera alla Madonna della Consolazione.

1731: il 16 settembre un altro tremendo terremoto scuote la Calabria e tutto il sud d'Italia, distruggendo, tra l'altro, anche Foggia. Nell'occasione del terremoto, il papa concede di celebrare un giubileo straordinario che a Reggio è preparato con una missione popolare per volere dell'Arcivescovo Domenico Polou.

1743: ricorso fiducioso dei reggini alla Madonna in occasione del terremoto del 23 febbraio, con la con­sueta discesa della Madonna al Duomo. Il 12 maggio il quadro torna al Santuario, ma dopo pochissimi gior­ni scoppia peste a Messina; il quadro allora viene por­tato sul lido, perché la Madonna possa benedire la città sorella e preservare Reggio. La peste però divam­pa ugualmente, con una virulenza mai vista prima. Anche in questa occasione diversi frati cappuccini danno la vita per gli appestati insieme a molti altri sacerdoti e religiosi di ogni ordine presente a Reggio. In seguito alle gravi condizioni, anche per l'esaspera­zione dovuta a editti della corona di Napoli che in pratica isolano Reggio dal resto della Calabria, scoppia nell'agosto del 1544 una rivolta popolare, placata poi dalle preghiere dell'Arcivescovo. Solo nove mesi dopo si rompe la clausura della città. In quell'anno la festa non viene celebrata con la consueta solennità a causa del divieto di uscire di casa per motivi sanitari e di ordine pubblico. L’anno successivo probabilmente non è celebrata neanche al Santuario. La peste, con tutte le sue conseguenze, cesserà solo nel 1746.

1752: il 26agosto, su richiesta di tutto il Capitolo cat­tedrale e dell’Arcivescovo, la Santa Sede proclama ufficial­mente la Madonna della Consolazione Patrona di Reggio.

1753: con decreto del 7 luglio la Sacra Congregazione dei riti concede, su richiesta del clero e del Municipio, che il martedì successivo all'ultimo sabato di festa si celebri solennemente, con Ufficio e Messa propria, come nella festa del 5 agosto di S. Maria di Nives. Col tempo questa celebrazione del mar­tedì diviene il giorno principale della festa, con la parte­cipazione anche delle autorità comunali, e con l'uso, per l'occasione di una azione scenica drammatica a due cori, in cui si esaltano gli interventi di Maria Madre della Consolazione a favore della città di Reggio.

1763: durante una carestia, dopo un novenario di preghiera del popolo, arriva a Reggio un bastimento con ottomila tomoli di grano.

1771: su richiesta del clero, e appoggiata dall’Arcivescovo Capobianco e del Municipio, la S. Sede concede che la celebrazione festiva del martedì sia estesa anche a tutte le chiese e cappelle della città di Reggio.

1783: il 5 febbraio un fortissimo terremoto distrugge moltissimi paesi e città in tutta la Calabria. La tradizione popolare vuole che la Madonna abbia predetto ad una claustrale di un monastero reggino la terribile disgrazia, tanto che un religioso filippino, p. Salvo Votano, si dà a predicare per le piazze richia­mando a penitenza. A Reggio si contano solo 119 morti. I frati abbandonano l'Eremo. Le scosse sismi­che continuano per tre anni consecutivi.

1796: ritorno dei Cappuccini al loro convento, vicini alla Madonna. Primo Superiore della casa è f. Gesualdo, che nel 1801 è eletto Provinciale.

1803: muore f. Gesualdo il 28 gennaio, non facen­do per sua fortuna in tempo ad assistere ad un altro terremoto, questa volta non naturale, che si abbatte sulla Calabria: la Cassa Sacra (1866), che sciolse gli Ordini Religiosi, con la conseguente chiusura di tutti i Conventi. Solo molti anni dopo si ebbe la riapertura delle case, con i religiosi (per la verità la maggior parte) che non avevano per fintanto abbandonato l'a­bito. In tutto questo periodo Reggio assiste alla lotta tra gli inglesi, padroni della Sicilia, e i francesi, domi­natori del restante sud-Italia, pur senza subire saccheg­gi e altre desolazioni.

1819: la festa rituale del martedì viene estesa a tutta l’Arcidiocesi.

1837: il colera fà poche vittime a Reggio, a diffe­renza delle altre parti della Calabria.

1854: torna il colera, che anche questa volta rispar­mia quasi completamente i reggini. In tutte queste occasioni il popolo, com'era d'uso, si rivolge alla pro­pria Patrona con processioni penitenziali e veglie di preghiera.

1866: in seguito alla soppressione degli ordini reli­giosi, i frati devono lasciare l'Eremo.

1867: scoppia nuovamente una epidemia di colera, che fa novecento vittime. La vigilia di Natale la popo­lazione, sfidando il divieto dell'autorità civile ed eccle­siastica, porta il quadro in processione per le vie della città e delle contrade vicine.

1883: nuova discesa in città dell'effigie, per il cen­tenario del terremoto.

1896: il 23 luglio l'amministrazione comunale restituisce all'autorità ecclesiastica l'amministrazione del complesso dell'Eremo. Il 28 luglio mons. Gennaro Portanova stabilisce che i sette sabati siano celebrati esclusivamente nella Chiesa Cattedrale o nel Santuario, in preparazione o in seguito al giorno della festa settembrina. Si danno anche regole per la frut­tuosa partecipazione alla devozione mariana: parteci­pazione alla liturgia Eucaristica; confessione; Comunione; recita di lodi e vespri in onore della Vergine o altre preghiere, tra cui il Rosario, pubblica­mente o privatamente; riflessione sulla Parola di Dio o sulla missione di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa; qualche opera di misericordia spirituale o cor­porale per i poveri e i bisognosi.

1897: lo stesso Card. Portanova istituisce la "Pia Congregazione di Maria SS. della Consolazione', approvandone il regolamento.

1908: il terremoto distrugge Reggio e Messina. Il 28 dicembre un nuovo Santuario comincia ad essere ricostruito sulle macerie della primitiva baracca.

1911: l'immagine della Madonna, che dopo il ter­remoto era rimasta nella Cattedrale baraccata, torna all'Eremo.

1912: terminala costruzione del Santuario.

1930: il 29 maggio il quadro è portato processio­nalmente in Cattedrale per la conclusione del Congresso Mariano.

1934: durante il Giubileo mariano di Reggio, si stabilisce di incoronare nuovamente il simulacro della Madonna.

1936: il 13 settembre Mons. Carmelo Pujia proce­de all'incoronazione durante la festa di settembre, pre­sente il Cardinale Ascalesi di Napoli.

1948: in occasione del IV centenario della benedi­zione del venerato quadro, dal 13 febbraio all' 11 aprile l'effigie della Madonna della Consolazione è portata in pellegrinaggio nella diocesi di Reggio Calabria. Tornata nella città di Reggio, il simulacro rimane per tutto il mese di maggio; il 30, al termine del mese mariano, si celebra al mattino il Pontificale in Duomo e al pomeriggio, con una solenne processione, il popo­lo reggino riaccompagna il quadro all'Eremo, conclu­dendo così la ‘Peregrinatio Matris Consolationis’.

1954: il 7 dicembre si pone la prima pietra del nuovo tempio

1965: il 30 luglio (primo dei sette sabati in onore della Madonna) viene benedetto e inaugurato in attesa della consacrazione definitiva, il nuovo Santuario proget­tato dall’architetto Sbarracani. Esso contiene molte opere di diversi artisti: la pala bronzea dorata e il Tabernacolo in smalti (scultore A. Monteleone); Via Crucis bronzea (scultore P. Panetta); pannelli al portone d'Ingresso in bronzo (scultore M. Guerrisi); croce astile, mosaici e vetrate ilallas (f. Ugolino da Belluno, cappuccino). Il I S Basilica viene eretta a sede parrocchiale.

1970: il 31 luglio, durante i ‘fatti di Reggio’, la sommossa popolare seguita alla decisione di scegliere Catanzaro come capoluogo di Regione, la popolazione eludendo il divieto del Vescovo Mons. Giovanni Ferro e delle autorità civili, con la forza preleva il quadro dal Santuario ed inizia la processione. L'intervento pacifi­catore del Vescovo riesce a placare la folla e a far ripor­tare l'effigie all'Eremo.

1971: l'8 dicembre ha luogo la solenne dedicazione della chiesa e dell'altare.

1972: dopo il Breve Apostolico di Paolo VI del 6 gen­naio, il 21 giugno lo stesso Mons. Ferro eleva il Santuario a Basilica minore.

1978: riprendono per volere di mons. Aurelio Sorrentino i pellegrinaggi di parrocchie e gruppi alla Chiesa Cattedrale nei mesi in cui il quadro sta in citta (settembre-novembre).

1982: la notte tra il 17 e il 18 agosto il quadro è trafugato e la popolazione insorge contro quest'atto di sacrilegio, con una processione penitenziale, dimo­strando ancora una volta l'attaccamento profondo che la lega alla Madonna della Consolazione. Il 19 dello stesso mese il quadro è ritrovato dalle forze di polizia.

1986: durante il Congresso Eucaristico Nazionale, svoltosi a Reggio, viene inaugurata la Cappella del SS. Sacramento, un'opera a mosaico di f. Remo Rapone, artista cappuccino.

1992: su richiesta dei carcerati che stava visitando, il nuovo Arcivescovo mons. Mondello, porta in forma privata il quadro nel luogo di pena.

1995: rappresentazione teatrale della storia della Madonna: dalla visione di Fr. Antonino Tripodi al tra­fugamento del Quadro, la sceneggiatura è curata da P Michele Mazzeo. Si rinnova, cosa, una tradizione tipica dei secoli precedenti, ad edificazione di tutti. Sono presenti: S.E. Vittorio Mondello, il P Provinciale, P Francesco Mazzeo e molta folla. Viene inaugurata la sala del Ven. P Gesualdo. 

SVOLGIMENTO ATTUALE DELLA FESTA

Ancora oggi la festa della Madonna si svolge nella forma tradizionale:

- Preparazione per sette sabati. Durante tutti i sette sabati i reggini e tutti i fedeli, che accorrono in pelle­grinaggio anche dalla Sicilia, meditano sulla storia della salvezza celebrando il S. Rosario; si accostano nella preghiera alla parola di Dio e al sacramento della Riconciliazione; partecipano fervidamente all'Eucarestia. La sera del venerdì precedente l'ultimo sabato la Chiesa reggina, guidata dall'Arcivescovo, si reca in pellegrinaggio, che si conclude con una veglia, al Santuario.

Il Sabato della discesa del Quadro, dal Santuario alla Cattedrale, è quello successivo all'8 Settembre.

La solennità della Madonna della Consolazione, con offerta del Cero da parte del Sindaco della città durante il Pontificale della mattina e la solenne pro­cessione, per le vie della città. La processione del pomeriggio, si svolge il martedì successivo alla disce­sa del Quadro. Proseguono i sabati in Cattedrale.

Il rientro del quadro al Santuario avviene la domeni­ca successiva al 21 Novembre.

 

Preghiera alla Madonna della Consolazione

Santissima Vergine Maria, Madre della Consolazione, fate onore al vostro titolo. Vi chiamate Madre della Consolazione, dunque consolate i vostri figli afflitti e desolati! Siamo sempre assediati da affanni, da travagli, da tribolazioni, da sventure, sicché la nostra vita sembra una vera agonia di morte! Il Signore giustamente ci flagella per i nostri peccati. Le passioni ci predominano e tiranneggiano il cuore; i nemici crudelmente ci perseguitano; e voi, o Maria, avete il coraggio di vederci così oppressi e desolati senza proprio intervenire? Voi che più di tutte le madri avete un cuore sensibilissimo e ci amate qual pupilla degli occhi vostri? E’ vero che per i nostri peccati ci siamo resi indegni dei vostri favori; ma ricordatevi che pur siete Madre, anzi dei peccatori siete avvocata e sicurissimo rifugio.

Eccoci che ai piedi vostri, o Madre carissima, detestiamo il mal fatto e l’ingratitudine che finora vi usammo; anzi voi stessa, o Madre, spremete con mano di misericordia dal nostro cuore lacrime di amarissima contrizione; spezzate le dure catene delle cattive abitudini; frenate le passioni ed ispirateci amore alle sante virtù. O Maria, la nostra confidenza e la nostra fiducia in voi è un nuovo titolo che vi invita e vi sprona a consolarci. Sì, consolate noi e consolate tutti. Consolate gli afflitti e tergete le loro lacrime. Consolate gli infermi e confortateli nei loro travagli. Consolate i poveri e sollevateli nei loro bisogni. Consolate i giusti e udite i loro clamori. Consolate i peccatori e scioglieteli dalle loro catene. O Maria, tutti siamo miserabili e abbiamo bisogno delle vostre consolazioni; e queste siano la caparra di quelle che ci darete nel punto di nostra morte, ma più nel cielo, dove vivete e regnate con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Santa Maria, Madre della Consolazione, Avvocata del popolo reggino,prega per noi!

Tratto da: “Preghiamo con Maria Madre della Consolazione”