LA
MADONNA DELL’ARCO
BREVE CENNO STORICO
Le
origini della devozione alla Vergine dell'Arco il lunedì dopo Pasqua del 1450,
sulla via provinciale che congiunge Napoli a Somma, due giovani giocavano:
vinceva chi lanciava più lontano una palla, colpendola con un maglio. Nel
corso del giuoco la palla d'uno di essi deviò e si arrestò contro il tronco
d'un tiglio che ombreggiava una piccola edicola su cui era dipinta un'immagine
della S. Vergine. Il giocatore, vistosi perdente, al colmo dell'ira,
bestemmiando, scagliò la palla contro la Vergine colpendola sulla guancia
sinistra che, quasi fosse di viva carne, cominciò a sanguinare. Gli astanti
atterriti volevano linciare il sacrilego, ma il Conte di Sarno, deputato
contro i briganti, trovatosi a passare di lì, dopo un processo sommario, fece
impiccare l'empio al tiglio stesso. Il tiglio dopo poco tempo seccò.
Sparsasi
la fama del miracolo, gli abitanti dei dintorni accorsero ad osservare l'immagine
e le tracce di sangue sul volto. Da quel giorno l'edicola diventò meta dei
devoti pellegrinaggi.
La
Vergine, che così miracolosamente aveva mostrato quanto fosse cara a Lei la
sua modesta immagine, fu larga di benefici e di grazie, ed i fedeli,
riconoscenti, eressero una piccola cappella.
Nuovi
prodigi in breve seguirono al primo. Fra gli altri destò meraviglia quello
avvenuto ad Aurelia Del Prete di S. Anastasia, donna deforme di animo e di
corpo. Costei, per aver imprecato e bestemmiato contro la Sacra Immagine nel
lunedì in Albis del 1589, si vide in punizione cadere entrambi i piedi che, a
testimonianza del miracolo, ancor oggi sono esposti in una gabbietta di ferro in
una sala presso il Santuario.
Sua
Ecc. Mons. Fabrizio Gallo, Vescovo di Noia, il giorno 11 maggio 1590 fece
dell'accaduto regolare processo canonico.
I
fedeli furono larghi di offerte e vollero che si costruisse un Tempio.
Papa
Clemente VIII mandò da Roma San Giovanni Leonardi di Lucca. Questi assecondò
i desideri di tutti e iniziò nel 1593 la costruzione dell'attuale Santuario.
Alla
partenza del Leonardi, il 1° agosto 1594, il Tempio fu affidato all'Ordine Domenicano
che tuttora lo custodisce.
Nel
1621 i Padri vollero abbellire di marmi preziosi la sacra Immagine e affidarono
il compito all'Architetto Bartolomeo Picchiatti che in quel tempo stava
eseguendo in Napoli importanti opere. Ne venne fuori un vero gioiello d'arte e
la Vergine mostrò di gradire il filiale omaggio operando un nuovo miracolo.
Durante i lavori si constatò che una grossa pietra vesuviana toccava con una
delle sue punte l'intonaco ove era dipinto il volto della Vergine; non si
poteva estrarla senza danneggiare l'Immagine. i Padri si rivolsero alla
Madonna e Lei li esaudì. Il 15 febbraio del 1621, la pietra si spezzò da sé e
parte rimase a sostenere l'intonaco, parte cadde nelle mani dell'architetto
Picchietti.
Altri
miracoli seguirono. Ricordiamo tra i molti quello del 7 marzo 1630, quando l'Immagine
sanguinò di nuovo dalla guancia ferita; e quello del 25 marzo 1675, quando fu
vista da tutti i fedeli, per diversi giorni circondata da stelle fulgidissime.
È
impossibile ricordare tutti i miracoli e tutte le grazie operate dalla Madonna
dell'Arco. Le pareti del Santuario, in gran parte ricoperte di tavolette
votive, sono testimoni eloquenti di quante consolazioni Essa ha sparso e
sparge su chi la invoca.
A
riconoscimento di tali prodigi, Sua Santità Pio IX, che il 13 dicembre 1849,
esule da Roma, si era recato a venerare in forma solenne la portentosa
Immagine, decretò che il giorno 8 settembre 1874 fosse solennemente
incoronata da S. E. Mons. Tommaso Passero, Domenicano vescovo di Troia.
Nel
1946 la cupola, vero gioiello di arte, fu restaurata e ricoperta di rame.
Nel
1948, in vista dell'Anno Santo, furono iniziati i restauri del Santuario,
condotti con larghi criteri di rinnovamento.
In
preparazione alla celebrazione del 5° Centenario del 1° miracolo dall'11
settembre 1949 al 22 gennaio 1950, l'immagine della Madonna ha visitato gran
parte della Campania: sei Diocesi ed oltre un centinaio di città e paesi.
Ovunque
fu accolta con le più vive manifestazioni di fede e di pietà filiale.
Durante
tutto l'Anno Mariano (1954), una moltitudine di pellegrini ha sostato in preghiera
nel rinnovato Santuario. A chiusura di esso il Vescovo di Noia, Mons. Adolfo
Binni, indisse un Congresso Mariano Diocesano che riuscì veramente imponente.
Altre date da ricordare sono le seguenti:
Nel
1952: restauro dell'immagine.
Nel
1974: celebrazione del Capitolo Generale dell'Ordine Domenicano.
Nel
1993 Celebrazione del IV° centenario della fondazione del Santuario e della
venuta dei PP. Domenicani.
PREGHIERA ALLA MADONNA DELL'ARCO da recitare ogni giorno
O
Maria, accoglimi sotto il tuo Arco potente e proteggimi! Invocata con questo
titolo da oltre cinque secoli, tu spieghi aperto e solenne l'affetto di Madre,
la potenza e la misericordia di Regina verso gli afflitti. lo, pieno di fede,
così t'invoco: amami come Madre, proteggimi come Regina, solleva i miei dolori,
o Misericordiosa! Ave, Ave, Maria! Santa Maria dell'Arco, prega per noi!
PREGHIERA
DEL PELLEGRINO
O
Maria, Madre di Dio, tu che sei la Dispensatrice delle grazie, l'Aiuto dei
cristiani, specialmente di quelli che visitano il tuo Santuario e ti invocano
col bel titolo dell'Arco, volgi li tuo sguardo su di noi, miseri peccatori,
che prostrati ai tuoi piedi, imploriamo la tua pietà e misericordia.
Sii,
per noi e per quanti soffrono in questo mondo, quello che fu l'Arco celeste ai
padri nostri, simbolo di clemenza e di perdono.
Impètraci,
ora e nel punto della morte, un vero dolore dei nostri peccati e il perdono di
tutte le nostre colpe.
Allontana
da noi le infermità, la miseria e ogni sorta di male e come quell'Arco, tua
figura, fu alla terra nunzio di pace, così tu concedila al nostri cuori, alle
anime nostre; e dirigendo i nostri passi sulla via della virtù, fa' che possiamo
un giorno venire nel Cielo, ov'è perpetua pace, a ringraziarti per tutti i
secoli. Amen.